martedì 16 Luglio 2019

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Comunicazione di servizio: nella serata di mercoledì 26/06/2019 il sito sarà offline per manutenzione. Tornerà operativo la mattina seguente.

Il volto buono dello sceriffo

Salvare l’Europa dai nuovi barbari

Cattivo, anzi cattivisimo con chi arriva con i barconi, con chi non scappa dalla guerra ma la guerra la porta in Europa. Una linea chiara: nessun cedimento ai sentimenti. Una linea “politica” che non ha nulla a che vedere con il “cuore”, ma che si pone una Causa nobile: stroncare il traffico di esseri umani. Una Causa nobilissima: liberare centinaia di migliaia di schiavi (schiavi dei criminali scafisti) e liberare la stessa Europa dalla invasione dei nuovi barbari. Una strategia politica da… statista: dimostrare con i fatti la falsità del mantra fin qui ripetuto “there is no alternative”; dimostrare a tutti che la linea della fermezza paga ed è l’unica che potrà “salvare” l’Europa.

Una conversione sulla via di Damasco?

Una strategia che, tuttavia, non finisce qui: chiusi i porti, sconfitte le organizzazioni criminali, estrarre l’anima “buona” della politica, i valori della solidarietà cristiana che caratterizzano l’Occidente. Ecco i corridoi umanitari (collaudati da tempo dalla Comunità di S. Egidio, dalla Tavola Valdese e dalla federazione delle Chiese evangeliche, un modello che ha gà contagiato altri Paesi europei), oggetto a lungo di ironia sferzante. Ecco… l’andare a prenderli e portarli in Italia con l’aereo, al riparo da ogni rischio. Ecco… l’accoglierli come “fratelli”, come “figli”. Una conversione sulla via di Damasco? No, una politica coerente: no ai clandestini, sì ai regolari, non a chi non scappa dalla guerra e sì a chi scappa davvero. La politica delle “regole”, del rispetto delle convenzioni internazionali. Un… Giano bifronte: porti chiusi, aeroporti aperti.

Un’arma di distrazione di massa?

Ma… se fosse tutto un “gioco” politico, una sorta di arma di distrazione di massa (dopo avere “inventato” l’invasione, dopo avere “salvato” l’Europa dai nuovi barbari, dopo avere offerto il volto buono grazie ai corridoi umanitari) al fine di costruire sulla base di un ampio consenso – da destra a sinistra – il ruolo di un caudillo, di un duce, di un Lenin, di uno Stalin?

Matteo Salvini farà strada. Tanta strada. Di sicuro diventerà uno “statista”. Del “bene” o del “male”?

Commenti

69 risposte a “Il volto buono dello sceriffo”

  1. ….lo “sceriffo”, Piero, è un macchina ben efficiente della quale il Matteo (quello attuale, ovviamente!) è il “terminale” che ha imparato, da gran furbo politico qual’è, a comportarsi come da strategia “in progress” pianificata, il tutto in un “bagno di coltura” che di democratico non ha proprio nulla!.
    Il tutto sta funzionando assai bene (vedi l’impennata del grafico dei consensi alla “nuova Lega italica”) nel contesto attuale, che ha visto l'”evaporare” dei Partiti da una lato e la “ventata” sovranistica che ha battuto l’Europa dei Paesi diversi da Germania e Francia, dall’altro (la, almeno un tempo, “perfida” Albionne, al solito, ha fatto ….”per conto suo”!).
    “Complotto”?!?
    Sinceramente non sarei all’altezza!
    Mi limito alla …..fotografia.
    Se penso che tra poco saremo chiamati a votare ……”mi viene freddo”!

  2. Non direi che “Salvini si fara’ strada”: se l’e’ gia’ fatta, piaccia o non piaccia. E’ l’unico politico europeo al quale le maggiori testate d’oltreoceano dedicano articoli e copertine ed e’ pure il solo personaggio della politica a cui i cugini d’oltralpe guardano con interesse. Alzi la mano chi si ricorda un nome italiano che abbia avuto lo stesso risalto mondiale dal dopoguerra ad oggi. Mi limito ai fatti perche’ se entriamo nella jungla delle idee ognuno ha la sua.

    E adesso che anche i Gilet Gialli francesi nel loro manifesto d’intenti hanno inserito lo stop alla fecondazione eterologa e ai matrimoni gay, sono curiosa di vedere cosa accadra’ prossimamente in Europa. Ho l’impressione che Salvini stia per diventare il leader dei moderati del Vecchio Continente. Ma forse questo l’ho gia’ detto.

  3. Non ho dubbi, Rita: lo è già, ma dopo le elezioni europee, Salvini diventerà il leader indiscusso a livello europeo dei cosiddetti “sovranisti”.
    La stoffa ce l’ha. E’ un vero e proprio “animale politico” che sa “come costruire il consenso”. Per ora questo consenso l’ha raccolto prevalentemente a destra, ma prossimamente riuscirà a “convincere” anche una buona parte del mondo cattolico che per ora l’ha visto come un fumo negli occhi. Lo farà toccando le corde tradizionali del mondo cattolico: i corridoi umanitari, risorse per i disabili (l’ultima tensione con Di Maio).
    Uno stratega che fa “il cattivo” su un fronte e “il buono” su un altro.
    Se fino a ieri rappresentava la Destra, da ora coprirà anche l’area della Sinistra.
    Se fino a ieri svolgeva il ruolo di governo e di opposizione, d’ora in poi, dalla poltrona di Ministro degli Interni, “governerà” tutti gli umori del Paese.
    A favore della comunità o della sua carriera politica?

  4. Condivido il fatto che al momento lo spazio mediatico e il consenso popolare di Matteo Salvini non abbiano paragone in ambito politico.
    Forse sarebbe ingeneroso dirlo ma almeno pensarlo si potrebbe: in un pollaio anche un corvo può sembrare un’aquila.
    In Italia gli avvenimenti politici recenti hanno creato spazi notevoli e non è escluso che altri nuovi personaggi colgano l’occasione di questo vuoto.
    Per adesso, Matteo Salvini si improvvisa, ad ogni cambio di situazione contingente e quindi di felpa o di maglietta a seconda della stagione, primattore e mattatore sul palcoscenico italiano.
    Il suo presenzialismo è funzionale al mantenimento dello status quo economico e sociale, garantendo continuità agli assetti istituzionali basati sulle regole di mercato e sulle dinamiche finanziarie internazionali. L’esibito show antieuropeo e filoslavo fa parte di un canovaccio utilissimo alla conservazione di un ordinamento altrimenti minacciato dagli ultimi sussulti solidaristici e dal dilettantismo grillino. Oltretutto, l’aver arginato l’invasione dei clandestini rende il suo ruolo ulteriormente proficuo.
    Per adesso, è l’uomo giusto messo a cassetta del cocchio giusto, anche se ogni tanto schiocca la frusta un po’ troppo rumorosamente.

  5. A Piero e Pietro, colgo due piccioni … eccetera. Non e vero che Salvini ha raccolto i consensi di destra, che sono andati giustamente a Giorgia Meloni, e proprio qui sta la sua forza: e’ trasversale e, soprattutto, non ha nessuna intenzione di diventare democristiano, sorte che tocchera’ invece al timido Luigi Di Maio. Credo che tutti abbiate visto chi sono i suoi “alleati europei”: ragazzi da azione cattolica versione 4.0.

    Non e’ neppure vero che “il capitano” sia un improvvisatore, un uomo per tutte le stagioni, visto che dice esattamente le stesse cose che diceva sette mesi fa, riguardo principalmente a cio’ che concerne il suo ministero, sicurezza e immigrazione. Al contrario del M5s, che ogni giorno di piu’ appare cio’ che e’: un’armata Brancaleone. E qui sono d’accordo con Pietro: per ora il buon Matteo e’ l’uomo giusto al posto giusto, poi si vedra’. Alternative in Europa non ce ne sono, quando ci saranno potremo scegliere.

    • “[Salvini] dice esattamente le stesse cose che diceva sette mesi fa”. Sbagliato, Rita, dice le stesse cose che diceva quindici anni fa su Radio Padania. Che Salvini dica quello che dice perché è un furbastro che ha annusato dove tira il vento elettoralistico è semplicemente falso: poche idee, qualche volta semplicistiche, ma sempre quelle e reiterate con insolita (per lo standard italico) coerenza.

  6. Io mi pongo una domanda: i corridoi umanitari di Salvini (si tenga presente: sul modello di quelli della Comunità di S. Egidio) sono uno specchietto per le allodole o fanno parte di una strategia lungimirante?

    • I corridoi umanitari ci sono sempre stati, non li ha sicuramente inventati Sant’Egidio. Ero ancora bambina quando a Genova arrivavano “le famiglie bisognose” dall’Africa alle quali noi scolaretti portavamo giocattoli e vestiti. Un conto e’ accogliere poche decine di persone l’anno in reale difficolta’, tutt’altra questione e’ stata la creazione dell'”industria della bonta’”. Una mostruosita’ in termini.

  7. Salvini: quello che diceva 15 anni fa da radio Padania. Niente di più falso. Un tempo gli obiettivi erano i terroni, ora gli extracomunitari. E mi stupisco che raccolga consensi da Roma in giù. La politica di Salvini è sempre contro qualcuno, spacciato per chissà quale progetto. Niente di più improvvisato ed estemporareo. Se la politica è questa non c’è niente di più inquietante. Si può distruggere, ma si deve sapere cosa si vuole costruire. Perchè prima o dopo si dovrà pur farlo.

    • Ti confondi con Bossi e Maroni. Se solo ci fosse uno stendardo contro i terroni tenuto in mano da Salvini, sarebbe sulla prima pagina di Repubblica, Stampa e Corriere. Penserai mica che da Roma in giu’ siano tutti scemi.

  8. Che Salvini, Ivano, sia un politico quanto meno anomalo, è un dato di fatto.
    Anomalo in tutti i sensi: anche nella sua estrema capacità di catturare giorno dopo giorno il consenso.
    E’ bravissimo, ad esempio, a sfruttare ogni occasione. Anzi, è lui stesso che crea le occasioni: dovrebbe erigere un monumento alle Ong perché ogni nave che arriva con naufraghi, lui con la sua politica della fermezza (non solo in Europa, ma anche dentro il suo governo) guadagna consenso.
    Un politico inquietante?
    Di sicuro lo è nella misura in cui non si riesce a capire dove vuole arrivare e fin dove può…. condurre il…. popolo italiano.
    “Costruire il consenso” non significa tout court – guardiamo alla storia – fare il bene del proprio Paese: non è un caso io abbia concluso il mio post con una domanda (che è una domanda inquietante).

    Improvvisato, estemporaneo?
    Certo, parla diretto, senza il politichese e dice le cose che tanta gente vuole sentire da un politico.

  9. Primattore, mattatore, showman: hai ragione, Pietro. Ma non è un Grillo e non è neppure un Di Maio che ogni giorno cerca spasmodicamente di avere il palcoscenico tutto per sé.
    Lui non ha bisogno di… salire sul palcoscenico: è un palcoscenico dovunque si trovi (dalla piscina alla cucina).

    Tutta un’operazione, la sua, per conservare lo status quo contro l’anima… rivoluzionaria dei Cinque Stelle?
    Non lo so, Pietro: di sicuro, pur avendo allargato l’orizzonte oltre la Padania, è figlio del Nord, della borghesia del Nord, dell’imprenditoria del Nord che punta a fare affari senza intralci.

    • Difficile dire, Piero, quali siano gli intenti personali soggettivi di Matteo Salvini a lungo termine, ammesso che ne abbia, e quale sia la sua “operazione” individuale, ammesso che esista. Siamo in presenza di terre incognite e di realtà imprevedibili. Meno difficile è invece constatare gli effetti funzionali oggettivi dell’azione di Matteo Salvini nel medio periodo, soprattutto rispetto ai nostri assetti socioeconomici reali. In una logica conservativa, tutto bene, anzi benissimo. Il principio attivo delle cose e dei fatti è economico, le sceneggiate di contorno su migranti e sceriffamenti vari sono l’eccipiente. La struttura e la sovrastruttura sono chiare.

      Ugualmente, è difficile dire di chi sia “figlio” questo trasformista e proteiforme iniziale zelatore dei comunisti padani, poi dell’indipendenza meneghina contro il resto della penisola, oggi degli interessi dell’intera nazione contro il resto del mondo, domani chissà. Come è difficile dire di quale Italia sarà, alla fine, “padre”. Il suo successo forse deriva anche da questo muoversi a balzi qua e là, con un nomadismo ideologico e una noncuranza istituzionale tali da lasciare sempre in sospeso ogni tentativo di previsione. Durerà fino a quando non apparirà qualcuno più forte di lui. Pare strano che attualmente si tratti di un’impresa così ardua. Ma probabilmente la politica italiana era scesa ancora più in basso di quanto avessimo supposto. Vedremo.

      Intanto, dopo tanti politici noiosi, godiamoci l’attuale “spectacolo imaginifico”, visto che finalmente oggi possiamo proprio dirlo: “è del politico il fin la meraviglia”.

    • Direi che la sua fondamentale dote è la tenacia: schiaffeggiato, addirittura denunciato per i corida osteria sui Terroni, ora ti aggancia il Sud e riesce nell’unificazione d’Italia inseguita dalla sua nominale creazione. sappiamo che lì’ha fatto sbanierando un capro espiatorio comune alle due Italie, il migrante illegale, ladro e violento, ma l’ha fatto con abilità e la preseveranza della presa di un bulldog. A questo punto starei ad aspettare per vedere se partorisce qualcosa di meglio ell’assistenzialismo dimaiano per un effettivo rilancio del Sud, cosa che richiede in primis una profonda bonifica dal malcostume. La omanda è, non se sarà u dittatore o meno: anche i Geci diicevano che ogni sette democrazie serve un tiranno, ma avrà pensato a programmi concreti, una volta accontentati i bisogni più banali del suo elettorato? E che se ne farà del socio? Ma ci stiamo allontanando. Ripresa: c’entra e quanto la geografia nel divario del sud? Ascoltato un gruppo folcloristico di Treviso, i Calicanto, dissi al capo: “ma quasto è tempo di tarantella!” E lui mi rispose: “perché lei crede che noi abbiamo avuto meno invasioni saracene del sud? E allora se il male è una contaminazione mediorientale perché non ha “attaccato” in Veneto? Direi perché al Nord il canale di comunicazione commerciale è orizzontale e il rigore climatico tende a omologare i comportamenti (vedi il grandeNord). E mi fermo, perché ho mescolato troppe cose.

  10. Rita, non mi confondo affatto. Cresciuto alla scuola che conosciamo, separatista era e separatista rimane, fosse un tempo la Padania o l’Italia adesso. O se vuoi chiamalo sovranista o nazionalista, ma la sostanza non cambia.

  11. Che poi, come Di Maio, abbia sete di potere, questo spiega, il vergognoso voto di scambio barattato con le sue promesse elettorali, dal decreto sicurezza, che creerà solo il suo contrario, alle espulsioni che non potrà concretizzare, al superamento pro tempore della Fornero. E lasciamo stare l’altro, con i suoi retrofront o contraddizioni, dal momento che stiamo parlando di questo. In tutti i casi, al sud, viene spesso accolto con striscioni, parodie dei suoi, che recitano : i leghisti aiutiamololi a casa loro. Vuol dire che terroni o nordici ci sono ancora italiani che non sono come lui, che spaggiandosi per moderato usa toni e compie azioni solo violente. E non tutti gli italiani lo vogliono, e prima o dopo se ne farà una ragione. Altro che la certezza delle europee.

    • Che il decreto sicurezza possa creare problemi e’ un’opione del Pd, Speranza e Fratoianni che l’insicurezza l’hanno creata in questi anni con la tratta degli schiavi organizzata. Non mi sembra il caso di farsi consigliare da chi ha perso proprio la battaglua che adesso sostiene di poter vincere. Hanno avuto la loro occasione. Punto. E’ finita. Quand’anche i giallo-verdi cadessero, loro non torneranno mai piu’, un pensiero che consola non poco gli italiani.

  12. I corridoi umanitari, Rita, a cui facevo riferimento sono una cosa ben diversa: si tratta di selezionare sul posto, grazie agli organismi dell’Onu, coloro che hanno i requisiti di “rifugiati” (e quindi, scappano dalla guerra…) e portarli direttamente in Europa, evitando così non solo il traffico degli esseri umani, non solo il rischio di finire i propri giorni in fondo al Mediterraneo, ma anche di evitare quella lunga fase che può durare anche due-tre anni dell’accertamento dei requisiti di rifugiati.
    Sono state tre organizzazioni di matrice cristiana (una cattolica, una valdese e una evangelica) ad aprire questa nuova pagina: una risposta intelligente all’emergenza di questi anni. Si tratta di un modello fatto proprio ora anche da altri Paesi come l’Austria, la Germania e la Francia.
    In Italia hanno operato in tale direzione anche la Conferenza episcopale italiana e l’ex governo Gentiloni (ministro Minniti).

    Il modello Salvini non è proprio questo: non pochi dei 51 arrivati in Italia sono semplicemente “richiedenti asilo”.

    Un’operazione a metà.

    Già, lo ripeto: uno specchio per le allodole?

    • Parliamo proprio della stessa cosa, Piero. Non ti so dire se negli Anni ’60 ci fosse di mezzo l’Onu, puo’ darsi benissimo, ma sempre i trasferimenti erano gestiti da associazioni cattoliche (che io ricordi, Comboniani ed Emiliani) che facevano esattamente quella roba li’. Quando arrivavano dall’Africa i capi famiglia avevano gia’ un lavoro che li aspettava, nessuno stava con le mani in mano. Ma soprattutto, nessuno veniva mantenuto con le tasse dei cittadini italiani. Ligi com’erano, i nostri padri non lo avrebbero tollerato. Altri tempi.

      Successivamente, il buisiness si e’ perfezionato. Il secolo scorso, invece, il buon senso veniva prima di tutto.

  13. E’ utile ricordare che Salvini non ha fatto altro che riprendere uno dei dossier dell’ex ministro degli Interni Minniti: è stato sotto la sua guida che nel 2017, grazie a tali corridoi umanitari, sono stati portati in Italia con viaggio aereo circa mille persone particolarmente “vulnerabili”.
    Non è il caso di fare confronti sui numeri, ma è invece opportuno sottolineare la svolta, o come dice Salvini, la seconda fase, quella della immigrazione controllata.

    Una domanda: a spesa di chi? A carico delle organizzazioni cristiane in questione oppure a carico della collettività?
    Leggo che i 51 arrivati (tutti avevano fatto esperienza diretta dei lager libici (Salvini, allora, riconosce che in Libia vi sono dei veri e propri lager?) sono stati ospitati presso la Associazione Giovanni XXIII e verranno destinate presso le “case famiglia” della Comunità stessa (Case famiglia che sono presenti anche nel nostro territorio).
    I costi verranno quindi coperti con un altro capitolo di spesa?

    • A parte il fatto che sui racconti di “quelli che arrivano” la tara e’ d’obbligo, ci vuole niente a istruire qualcuno, chiunque esso sia, quando non esiste prova del contrario, trovo ottima la soluzione trovata nel caso di ieri: prima di far arrivare in Italia i 10-15 sbarcati a Malta che “ci toccherebbero”, Germania, Belgio e Olanda devono prendersi i 200 che l’estate scorsa avevano dichiarato di essere pronti a ricevere (a parole) e che invece, a riflettori spenti, non si sono piu’ presi.

  14. Soprattutto la tara che si dovrebbe fare è ideologica. Sento ora, a proposito di ideologie, che anche Grillo è adesso favorevole ai vaccini. Ma come, anche se non al governo o in parlamento, il famoso comico non è l’ispiratore dei 5*? Raga, in che mani!

    • Grillo ha gia’ fatto marcia indietro e comunque, non essendo stato eletto dagli italiani, dica pure cio’ che vuole. L’inventore del M5s fu la buonanima Casaleggio, che probabilmente si stara’ rivoltando nella tomba.

  15. Riprendo il discorso sul… volto buono dello sceriffo: è una scelta positiva quella di inserire i richiedenti asilo in case famiglia (Associazione Giovanni XXIII).
    A mio avviso è il modo più concreto e più efficace per realizzare “l’integrazione” .
    Per Salvini? Formulo delle ipotesi:
    – è un modo per liberare i richiedenti asilo dall’abbraccio delle cooperative (dopo campagne durissime contro queste).
    – è un modo per “nascondere” tali richiedenti;
    – è un modo di ridurre al minimo la voce costi migranti nel bilancio del Ministero degli Interni (non sono sicuro, ma immagino che i fondi per le case famiglia provengano da altri Ministeri).

  16. A leggere i proclami, pare che Salvini sia proprio sincero: non è un caso che dopo la fase 2 (dell’accoglienza dei… regolari portati in Italia con viaggio aereo), punti al “Progetto Africa” (per aiutare gli africani a stare a casa loro).

    Io ci spero, ma nutro dei seri dubbi.
    Dubbi giganti come una montagna.

    • La pubblicita’ e’ l’anima del commercio, Ivano, e giustamente il visionario Casaleggio s’e’ preso un uomo di spettacolo per promuovere le sue idee ma, secondo me, il “movimento” e’ morto con il suo creatore. Da allora, infatti, non c’e’ stato piu’ nulla di nuovo. Per questo, dall’alba del governo giallo-verde vado dicendo “dei due ne rimarra’ uno”. E’ fisiologico.

  17. ….che poi, Rita, è quello che ha un “Partito” e, soprattutto , i “poteri forti” alle spalle!
    Forti al punto che i “giornaloni” il “fuoco incrociato” lo puntano sull'”antonino il pio”, mentre al “plurifelpato” fanno solo ….. amplificazione.

    • Ah, ah, ah ….. comunque non e’ piu’ “plurifelpato”, da quando e’ ministro indossa molto spesso i giubbetti della Polizia e/o delle Forze dell’Ordine e gira l’Italia dormendo negli alloggi di rappresentanza delle Prefetture anziche’ andare in albergo con la corte al seguito, come i suoi predecessori. Alla fine dell’anno saranno un sacco di soldi risparmiati ma, soprattutto, tanti punti conquistati. Pensa a quanto sono stati lungimiranti gli scribacchini dei giornaloni (gli stessi che da mesi danno i numeri) che per anni gli hanno dato dell’ignorantone.

    • Non rientra nelle mansioni di un sindaco, che e’ semplicemente un ufficiale di governo su delega, non applicare una legge approvata dal parlamento. Se lo fa, poi sono cavoli suoi.

  18. Ieri la stampa, nella stragrande maggioranza, dava per sconfitto Salvini nel braccio di ferro con Conte e Di Maio a proposito dei 49 migranti salvati da due navi Ong.
    Io sono convinto, al contrario, che ha vinto (nel senso che ha guadagnato ulteriore consenso) Salvini.
    E’ col… volto cattivo che guadagna, non col… volto buono.
    L’opinione pubblica vuole fermezza, non cedimenti ai sentimenti e il Ministro degli Interni incarna questa linea, una linea che per ora ha funzionato.

  19. Il doppio volto di Salvini non è nulla di nuovo perché anche Minniti incarnava questi due volti.
    Due però le differenze: Minniti non ha avuto sul fronte dei porti il consenso pieno del governo (l’anima che esprimeva la posizione umanitaria era Del Rio), mentre Salvini è coperto da tutti, anche da Toninelli.
    L’altra differenza: Minniti, il duro, era convinto della necessità dei corridoi umanitari per venire incontro alle persone più vulnerabili (non è un caso abbia sostenuto con forza le tre associazioni cristiane in questione), mentre Salvini temo non lo sia perché sa benissimo che il volto buono “non paga” (non paga in termini di consenso).

    • Minniti non c’entra proprio nulla con Salvini. Era un vecchio poliziotto cresciuto alla scuola delke sinistre, quelle del suo tempo, e gli italiani, in particolare i 40-50enni, non ne vogliono piu’ sapere delle ideologie del secolo scorso.

      Quanto a chi ha vinto/perso nella vicenda degli sbarcati a Malta, direi che Conte ha fatto la classica figura del cioccolataio poiche’ nonostante le sue dichiarazioni i 15 che “ci toccherebbero” in Italia non arrivano prima del ricollocamento dei 200 in attesa di andare altrove.

    • Fabrizio de Andre’ e’ morto il secolo scorso e cantava un mondo che non c’e’ piu’. Lo schifo che e’ venuto dopo, la tratta degli schiavi, l’industria della bonta’, i ragazzoti africani illusi ad arte e usati come bombe per destabilizzare il Vecchio Continente, svilire il lavoro e azzerare i diritti sociali, sono cose che non ha mai conosciuto. Altrimenti, avrebbe cantato altre canzoni.

  20. Mi sono limitato, Rita, a dei fatti (i giudizi politici li lascio a te): Minniti voleva chiudere i porti, come ha fatto Salvini (anche se non c’è mai stato un atto formale del governo): solo che Minniti ha avuto contro il Ministro per le infrastrutture (con competenza sui porti) Delrio, l’anima cattolica, mentre Salvini ha avuto la copertura dell’attuale Ministro per le infrastrutture, Toninelli.
    Tutto qui.

    Minniti aveva fiutato che il vento stava girando tant’è che parlava con insistenza di possibile “deriva democratica”.

    • Anch’io mi limito ai fatti, caro Piero: Minniti NON ha chiuso i porti. Cosa voleva o non voleva fare, cos’ha fiutato o non fiutato, sono semplici supposizioni.

    • Perchè il problema è l’idea del futuro, oltre Il contingente con le estemporanee soluzioni da ingannevoli pezze sul culo. Il problema sono le braghe nuove in questo momento di recessione mondiale, anche la Cina, con un calo industriale in Italia del 2,5%, che non trovano soluzione certamente in elogi o esibizione di simboli, rassicuranti o preoccupanti che siano. Perchè la concretezza sbandierata è ciò che questa politica baratta contro qualsiasi ideale di bene comune. E anche col conforto che l’anagrafe aiuta credo che alla fine un disagio sia comprensibile. A meno che qualcuno più ottimista di me sia così bravo, o brava, da rassicurarmi che tutto va per il meglio. E che mi dimostri che le paure di Saviano, che lo stesso minimizza, siano del tutto infondate.

    • Ommioddio, sembra di essere tornati al liceo, quando si scriveva sui muri della scuola “abbasso gli sbirri”. Avevamo, pero’, sedici anni.

    • Grazie Ivano per la segnalazione (da tempo, seguo assai poco i “giornaloni”), personalmente mi sento in piena sintonia con la sostanza politico/culturale sottostante l’articolo di Saviano.
      Il passaggio dalle “felpe” alle “divise” (come mi ha fatto notare anche Rita in altro commento) non è avvenuto per caso, ma entra a pieno titolo nella strategia comunicativa, che ho definito “in progress” della “….macchina ben efficiente della quale il Matteo (quello attuale, ovviamente!) è il “terminale” ….( e mi scuso per l’autocitazione virgolettata!).
      Senza esagerare ma …. nessun dorma (soprattutto all’umido!).

  21. Ommiddio, non mi pare proprio che Saviano dica esattamente quello. Lo dice alla fine che un’appropriazione indebita è scorretta. La polizia di Stato, o Carabinieri rappresentano gli Italiani, non Salvini.

    • Pensa a tutti i pensionati volontari a vario titolo che indossano i giubbetti dei vigili urbani piuttosto che dei vigili del fuoco, o degli operatori sanitari che guidano le ambulanze, e cito solo le prime categorie che mi vengono in mente. Mezza Italia rischia di essere incriminata per appropriazione indebita? Se certe uscite non facessero piangere, ci sarebbe da ridere. Tra l’altro quella cima di Saviano ha scelto (come sempre) il soggetto sbagliato: se le Forze dell’Ordine rappresentano gli italiani, il Ministro dell’Interno rappresenta le Forze dell’Ordine. Lo dice la Costituzione.

    • Ho parlato di FATTI sotto gli occhi di tutti, sofismi, caso mai, sono quelli di Saviano le cui osservazioni risultamo immancabilmente campate in aria. Capisco uno come lui che le spara a pagamento (cos’altro potrebbe andare a fare?), mentre non capisco affatto chi lo segue in questi vaneggiamenti.

  22. Cerco sempre di seguire il fil rouge del post.
    Ripeto: è il volto cattivo che paga elettoralmente.
    Non è un caso che, dopo la crisi della nave Diciotti, siano sbarcati nei porti italiani più di 3000 migranti.
    Come… non erano “chiusi” i porti?
    Non sono mai stati chiusi ma Salvini fa di tutto, anche con show internazionali, di comunicare l’immagine del duro, dello statista che ha dimostrato di avere fermato i migranti con la chiusura dei porti.

    Più esamino quanto fa e quanto dice, più ho la sensazione che sia solo un abile propagandista perché a bene che la “propaganda” rende molto di più della “verità”!

    • Non fare lo gnorri, Piero. I porti per i barconi delle Ong sono chiusi, ma e’ chiaro che il barchino con una dozzina di clandestini a bordo continuera’ ad arrivare, siamo pur sempre una penisola. La differenza, sostanziale, e’ che i barconi sono “sponsorizzati” mentre sui barchini ci sono i naufraghi veri. Vedi le famiglie curde dell’altro ieri, con donne e bambini al seguito, non giovanottoni armati di telefonini attesi a braccia aperte dalla mafia nigeriana.

      Duro o non duro, io non esprimo opinioni su chi non conosco personalmente, Salvini andra’ a gonfie vele finche’ non si affaccera’ un altro personaggio alla finestra della Storia. Per ora in Europa non se ne vedono, domani e’ un altro giorno, si vedra’.

    • Oltretutto con tutto un paese in catena umana per riportarli sull’asciutto. Sto parlando dei curdi appena sbarcati. E questo avrà un significato. Anche elettorale?

    • Eccome se ha un significato elettorale, e difatti Salvini, oggetto di questo post, non perde occasione per dire, con la mano sul cuore, “chi scappa realmente dalla guerra in Italia e’ il benvenuto, no perditempo”. Che poi, diciamocelo, e’ l’opinione degli italiani che sanno distinguere benissimo tra i poveri curdi tormentati da secoli e i cercatori di fortuna. Che non esiste.

  23. Rita, il suo spararle a pagamento se l’è guadagnato. Pagano lui, non te. Chissà chi dei due è più credibile. E prima di un richiamo di Adriano la chiudo qui.

    • Se tu vuoi dar retta a Saviano, il problema e’ tuo. Non entro nel merito. La fede e’ fede.

  24. Più rifletto, più mi rendo conto di una incoerenza di fondo di Salvini (una incoerenza… molto furba): dopo avere per anni fatto una campagna durissima contro il “buonismo” ingenuo e complice degli scafisti della Chiesa e dei cristiani in generale, oggi si affida all’Associazione Giovanni XXIII.

    Vedo che anche il volto umano di Conte (è tutto un gioco delle parti) alla fine va nella stessa direzione: dopo avere proclamato davanti a tutta Europa la sua generosità nell’accogliere una decina di migranti, li ha affidati ai valdesi a costo zero per lo Stato!

    • Piu’ che di “furbizia” di Salvini, caro Piero, io parlerei di stupidita’ della controparte politica. A noi poveri cittadini italiani e’ toccato assistere ieri, praticamente a reti unificate, alla vomitevole difesa d’ufficio di Sansonetti a favore di Cesare Battisti, seguita dalle ridicole ritrattazioni di quanti (Saviano in testa) nel 2004 avevano firmato un “documento” inteso a minimizzare i suoi crimini (sono compagni che sbagliano, vanno capiti) a cui hanno fatto eco le truppe cammellate pidine in marcia contro la “spettacolarizzazione”, a loro avviso, dello sbarco del ricercato. Se questi sono quelli che vorrebbero contrastare i giallo-verdi, ho l’impressione che dureranno piu’ a lungo di quanto possiamo immaginare.

  25. Mi limito, Rita, al tema che mi sono proposto col post e ribadisco: ho la sensazione che dietro che il “volto buono”, se c’è, lo si vuole nascondere sbandierano la tesi dei “porti chiusi” (quando non sono mai stati chiusi e anzi sono aperti – e per fortuna – ad accogliere i disperati che attraversano il Mediterraneo).
    Salvini poi si fa bello con la tesi degli “aeroporti aperti”, ma finora ha accolto solo 51 in condizioni di particolare vulnerabilità- o forse meglio o forse neppure perché ha messo solo il cappello su una iniziativa altrui e poi li ha affidati all’Associazione Giovanni XXIII.
    Lo ribadisco perché ho la sensazione che sia tutto fumo negli occhi: aeroporti aperti, Piano per l’Africa…
    A Salvini non interessa – credo – contribuire a risolvere un “problema globale” come quello dei flussi migratori, ma solo trovare le parole “giuste” e mostrare i muscoli mediatici per catturare giorno dopo giorno consenso.
    Mi suona tutto falso: anche la citazione secondo cui lo statista non guarda alle prossime elezioni ma alle generazioni: mi sembra anzi che Slavini (ma anche Di Maio) lavori ogni giorno in funzione dei sondaggi.

    • La “tesi dei porti chiusi” è puro buon senso applicato ormai ovunque (e finalmente anche in Italia) a prescindere dal colore politico del governo in carica. Mentre che i suddetti porti sarebbero aperti è una tua opinione personale, Piero. Il fatto che ogni tanto un barchino con qualcuno a bordo riesca a toccare terra non significa affatto che i porti siano accessibili ma solo che occasionalmente qualcuno riesce ad evadere i controlli. L’illegalità esiste a tutti i livelli, non c’è meccanismo che non presenti le sue falle. E il motivo per cui i porti sono chiusi non dipende dal fatto che Salvini sia buono o cattivo (categorie vuote di senso come “destra” e “sinistra”) ma da una precisa richiesta della maggioranza degli italiani.

      Alla narrazione dei “disperati” che attraversano il Mediterraneo, invece, non crede più nessuno. Più correttamente bisognerebbe parlare di “illusi” che si buttano in mare alla spera in dio, e in questa opera di persuasione nemmeno troppo occulta c’è qualcuno che ha grossissime responsabilità. La Storia gliene renderà merito.

      Da non fraintendere neppure la questione degli “aeroporti aperti” poiché l’attuale governo non ha mai detto di voler creare dei voli di linea Africa-Italia ma di far viaggiare in aereo, in particolarissimi casi, studiati e sdoganati, certuni che si trovano in condizioni eccezionali. Una tantum, insomma. “Risolvere il problema globale dei flussi migratori” non significa affatto portarsi a casa (a fare cosa?) carrettate di gente che vuole vivere di wellfare senza alzarsi alle 6 del mattino e andare a sgobbare da qualche parte. Proprio in queste ore il premier Conte sta facendo un grande lavoro diplomatico in Niger e Ciad per agevolare i rimpatri di quanti ancora stazionano in Libia, non si sa bene ad aspettare cosa, visto che i porti del Mediterraneo non si riapriranno mai più.
      Abbiamo già dato ed è stato un disastro.

  26. Grazie, Viviana, della segnalazione: una lettera che rivela il dramma dei migranti economici (o almeno di molti di loro) e la falsità di una “narrazione” politica creata apposta per “costruire” il consenso.
    Il “volto buono” di Salvini, quello degli aeroporti aperti alle persone più vulnerabili dell’Africa e del Piano per l’Africa, ha tutta l’aria di essere un pezzo di questa “narrazione”.

  27. Per favore no, un rotocalco indipendente come “Famiglia Cristiana” no, non lo leggono più neppure i cattolici. Non capisco, comunque, perché l’immigrata africana scriva a Salvini e non a Macron. Fino a prova contraria l’Italia non ha mai derubato l’Africa, alla quale, anzi, negli ultimi anni, ha mandato sotto varie forme una paccata di soldi che metà basta. Lo stesso non si può dire della Francia, che i soldi (oltre a stamparli) li preleva :

    https://www.lintellettualedissidente.it/esteri-3/francafrique-africa-francia/

    https://www.italiaoggi.it/news/la-francia-controlla-deruba-e-impoverisce-14-stati-africani-2292284

    L’Africa ha un enorme problema di mafia che non le risolverà di sicuro l’Europa, un’accozzaglia litigiosa di Stati che non solo non sono riusciti a superare le loro mafie interne ma ultimamente hanno importato quelle africane. Troppo foraggiati dall’estero (con secondi fini, questo è ovvio) gli africani non hanno sviluppato dal dopoguerra ad oggi una sana cultura del lavoro: gli uomini non fanno un tubo dalla mattina alla sera mentre le donne sfornano figli in quantità industriale. E dire che in un continente enorme come quello africano ce ne sarebbe da fare …. basti pensare all’agricoltura, all’estrazione delle materie prime, alla costruzione di case e infrastrutture, eccetera, eccetera. Se solo avessero un’altra testa, gli africani sarebbero i più ricchi del mondo. Ma chi crediamo di essere, noi, per fargliela cambiare? Da secoli ci stiamo provando senza ottenere alcun risultato. Vogliamo insistere? Fino a quando? Ma soprattutto, perché?

    Può darsi che la Nuova Europa che verrà fuori dalle elezioni di maggio, di qualsiasi “colore” essa sia, riesca a porre fine alla tratta degli schiavi perpetrata negli ultimi anni dai grandi gruppi finanziari allo scopo di abbassare il costo del lavoro e svilire i diritti sociali, sacrificati sull’altare di quelli civili che facevano più rumore e sono serviti a distogliere per un po’ l’attenzione dai problemi “veri”. Problemi che sono puntualmente esplosi poco dopo, com’era prevedibile, e adesso se n’è accorto pure chi li ha creati. Non più tardi di ieri c’è toccato persino asciugare le lacrime di Junker. Ma sì, dai, una bella bevuta e passa tutto.

  28. L’Africa, Rita, si sta risvegliando (eccome!) grazie a tanti giovani africani che hanno studiato all’estero, in particolare negli Usa.
    E si sta risvegliando su settori post-industriali (servizi avanzati sotto il profilo tecnologico: pensiamo che il software lo creano loro, non dipendono da multinazionali esterne).
    E si stanno risvegliando anche dal punto di vista dell’emancipazione femminile: è qui che troviamo un Paese in cui il parlamento è egemonizzato dalle donne.
    Altro che le donne africane rimangono a casa a fare figli!
    Tu hai una visione deterministica, fatalistica, ma se aprissi gli occhi, ti accorgeresti che l’Africa sta cambiando. E radicalmente.
    Certo, lo fa col supporto (interessato) dei cinesi e, comunque, di capitali stranieri.

    Ma accanto a questa Africa ci sono ancora aree come quella descritta dalla donna africana che scrive a Salvini.
    Dobbiamo uscire dalla facile “narrazione” volutamente semplicistica.

    E questo vale per ogni cosa: per l’equazione musulmani = terroristi, Comunisti = terroristi, migranti = terroristi.
    Sono slogan che fanno presa, ma non sono un servizio alla verità, ma solo alla menzogna.

    • Fantastico! Mi sembra cosa buona e giusta che l’Africa si stia risvegliando. Era ora. Personalmente ho sempre pensato, e continuerò a pensare, che esista un solo modo per aiutare l’Africa: togliersi dai piedi. E’ ormai chiaro come il sole che il debito è la nuova forma di colonialismo del Continente Nero e che gli ex-colonizzatori oggi hanno il volto dei tecnici specializzati nell’aiuto umanitario. Loro hanno proposto i canali di finanziamento e i finanziatori ai popoli africani dicendo che quella era la cosa «giusta» da fare per far decollare lo sviluppo del Paese. Loro hanno fatto in modo che l’Africa, il suo sviluppo e la sua crescita, obbedissero a norme e interessi che le erano totalmente estranee. Loro hanno creato milioni di schiavi finanziari indebitati fino al collo. Questa non è la mia opinione ma una sintesi del celebre discorso del 1987 all’assemblea dell’OUA, il Movimento dei Paesi non allineati, di Thomas Sankara, storico leader dell’Africa occidentale sub-sahariana. Due mesi era morto assassinato. Il tema fu ripreso più tardi da Gheddafi durante un altro memorabile intervento pubblico, quello del 2009 all’Onu. L’intento politico di Gheddafi era l’unione dell’Africa da finanziarsi con l’enorme quantità di petrolio libico e l’appoggio della Cina, così da non dover più elemosinare prestiti all’FMI e accettare tutte le condizioni svantaggiose che le venivano offerte. Una proposta irricevibile dagli Stati Uniti. Sappiamo poi com’è andata a finire: la Libia piombò nel caos e Gheddafi fece una brutta fine. Ogniqualvolta il dominio Occidentale sull’Africa viene minacciato, qualcuno ci lascia la pelle. Sarà un caso. Fino ad ora solo la Russia di Putin ha condonato 20 miliardi di debiti africani e non spreme come un limone il Continente Nero.

      https://www.youtube.com/watch?v=GPCNq-T7yDY

      Lo studio della geopolitica, a mio modesto parere, aiuta ad inquadrare le cose meglio della lettura di Famiglia Cristiana, che di «cristiano» ha giusto il titolo. Bisognerebbe entrare nella testa del suo direttore per capire cosa diavolo c’entra in un panorama internazionale come l’attuale la donna africana (ammesso che esista) che scrive a Salvini. Cosa dovrebbe fare il Ministro dell’Interno italiano, secondo Famiglia Cristiana, stare alla finestra del Viminale a braccia aperte come il Cristo di Rio e accogliere tutti quelli che vogliono venire in Italia? Direi che se qui c’è qualcuno che deve “aprire gli occhi” non è di sicuro la maggioranza degli italiani, di cui banalmente mi onoro di fare parte, ma i talebani del cattolicesimo, il cui curriculum vitae è ricco di cantonate storiche.

  29. Aprire gli occhi su quanto non entra nella “narrazione” dei politici non significa per nulla aprire le porte a tutti e non governare i flussi migratori.
    Io, col mio post, mi sono limitato a dire che per fortuna, al di là del volto cattivo che spesso viene mostrato (perché è questo che paga di più in termini di consenso), l’attuale governo, almeno a parole e per ora con qualche timido gesto, dimostra sensibilità nei confronti di chi è più vulnerabile e ha tutti i numeri per godere dello status di rifugiato” : vedi i 51 accolti da Salvini all’aeroporto e vedi la decina che Conte ha affidato alla Tavola Valdese (una sensibilità che viene però caricata sulle spalle di associazioni che per anni sono state sbeffeggiate come “buoniste”).

    • A me sembra che la “narrazione” si sia svolta al contrario rispetto alla tua lettura, Piero, nel senso che si è spacciato per “cattivo” chi, molto semplicemente, applicava regole di buon senso, e poi si è detto che lo stesso soggetto del tutto “cattivo” forse non era. Il canale mediatico, in pratica, ha fatto tutto da solo. Meno male che in pochi lo ascoltano. Fossi in te, comunque, aspetterei a dire che i 10 che Conte voleva andare a prendere di persona verranno presi in carico dalla Tavola Valdese. Non dire gatto finché non l’hai nel sacco, dice il saggio. Per il momento, in Italia da Malta non arriva proprio un bel nessuno finché i 200 e rotti clandestini sbarcati in estate tra Pozzallo e Catania non saranno ricollocati presso chi ha dichiarato ai quattro venti di volersene fare carico (i “buoni”) ma poi se n’è ben guardato.

      La verità vera, diciamocelo una volta per tutte, è che nessuno Stato europeo vuole gli africani e gli africani se ne starebbero molto volentieri a casa loro se noi li lasciassimo vivere la vita come pare e piace a loro, e come hanno sempre fatto. Ergo: togliamoci dalle palle. Non è mai troppo tardi.

  30. ” Io non conosco quello di cui scrivo, ne scrivo anzi proprio perché lo ignoro. E’ un atto delicato, e’ il limitare che confonde la preda e il cacciatore. Qui arrivano a coincidere l’oggetto che cerco e la causa di questo ricercare. Per me la ragione della scrittura e’ sempre scrittura della ragione”. ( da ” Ora serrata retinae” di Valerio Magrelli).

    • Grazie Viviana; sollecitato dal tuo contributo (invero impegnativo assai, specie per un ingegneremeccanicoconlemanisporchedigrasso qual io sono), un pò meno cripticamente, restando in ambito, ci “gioco” un:
      “Preferisco venire dal silenzio

      per parlare. Preparare la parola

      con cura, perché arrivi alla sua sponda

      scivolando sommessa come una barca,

      mentre la scia del pensiero

      ne disegna la curva.
      Che prosaicamente tradurrei in: prima di aprir bocca, controlla che la connessione col cervello sia attiva!

  31. I poeti andrebbero decifrati e, forse, il testo riportato da Viviana potrebbe “provocare” ciascuno di noi: lo si legga bene!

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