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GIORGIO CARDILE

Sempre con noi

Oggi voglio usare questo spazio per parlarvi di Mario Sangalli, un mio ex allenatore, un amico o più semplicemente, come l’ha definito qualcuno nei giorni scorsi, un Signore d’altri tempi.

E voglio parlarvi di Mario perché con la sua grande generosità, con il suo amore per tutti ma soprattutto con la sua capacità di prendere la vita non troppo sul serio, ma con leggerezza, planando con il suo sorriso, i suoi racconti e le sue battute sulle nostre vite ha conquistato il cuore di tante generazioni di giovani cremaschi.

Chi l’ha conosciuto custodisce nel cuore i grandi valori che ci ha trasmesso: rispetto del prossimo, onestà e lealtà, sul campo e fuori dal campo.
La prima cosa che chiedeva non era di vincere le partite, ma di divertirsi perché il calcio è un gioco, un gioco da vivere con l’ entusiasmo e la purezza dei bambini quando tirano i primi calci ad un pallone.

Non alzava mai la voce eppure tutti lo ascoltavano. Non abbiamo mai sentito uno parolaccia, un rimprovero o una parola fuori posto, ma solo consigli per migliorare e fare di più.

Sempre allegro e con quella contagiosa gioia di vivere, era un grande amante della geografia, cosa più unica che rara di questi tempi.
Sapeva tutte la Capitali del mondo, tutti i laghi più grandi e i fiumi più lunghi, e non perdeva l’occasione durante lo stretching per interrogare tutti noi, i suoi allievi come amava chiamarci, sui fiumi della Basilicata, sulla capitale di qualche stato africano o sulle provincie della Toscana, rigorosamente in ordine alfabetico.

Era innamorato di tutti e lo mostrava ricordandosi tutti i nostri nomi ( e vi assicuro che di ragazzi e bambini ne ha allenati e ne allenava tanti), lo mostrava tramite il sorriso, tramite la battuta che donava a ciascuno di noi ogni volta in cui lo incrociavamo per Crema.

E questo amore tutti i nostri genitori lo riconoscevano, vedendo in lui un riferimento per i loro figli, una persona buona capace di amare ciò che loro avevano di più prezioso al mondo.

È stata una vera colonna del San Luigi prima e dell’Alba Crema poi, diventando un straordinario esempio per tutti i nostri allenatori.

Ma sopratutto è stato al servizio della nostra comunità, capace di portare amore e valori positivi ovunque andasse, diventando un esempio per questa città.
Insomma un vero maestro dentro e fuori dal campo.

Jovanotti in una sua canzone dice che sono sempre i migliori a partire senza lasciarci le istruzioni, ma Mario ce le ha lasciate: vivere con amore e essere gentili e sorridenti con chiunque si incontri, su un campo da calcio o sulla nostra strada.

Ciao Mario

Gio

GIORGIO CARDILE

12 Gen 2019 in Senza categoria

4 commenti

Commenti

  • Fai bene al cuore, tu Giorgio!
    E (per chi vuol capir), questo tuo post, rende ancor più esplicito il significato della tua “incazzatura” per i tragici, tristi, inaccettabili fatti di “S.Siro” .
    Big abrazo a tutti i “Mario Sangalli” che hanno tesitmoniato/testimoniano i valori dello sport, della tolleranza, del ….sorriso!

  • Vedi Giorgio
    si dice che la mente dell’uomo si plasma nei primi cinque anni: una palla paurosa, e mi sento di beffeggiare qualsiasi psicologo o neurologo! Il MAESTRO che sia allenatore, il tutor medico, il capitano… ti riapre una finestra di tipo ipnotico che ti plasma a qualsiasi età. Mi è successo con chi, sia pur apparentemente da me contestato, mi ha formattato, e, pur essendo io non certo un sergente di ferro (intransigente oltre il limite, in quel caso violento, ma istruttore con l’esempio del sacrificio) ho visto i giovani imitare addirittura i miai gesti. E hai toccato il punto: la stima, l’amore! Quello che ci fa dire per tutta la vita “era il mio maestro, e io il suo discepolo”.

  • Una testimonianza, Giorgio, che pare di altri tempi, i tempi in cui non c’era il clima avvelenato di oggi, in cui non era un vanto essere “cattivi”.
    Ma voi giovani ce la farete a far girare di nuovo il vento, non certo per arrendervi allo status quo, ma proprio per ribaltarlo.

  • Non solo in campo sportivo l’impegno e la bontà portati da Mario si sono fatti sentire. Anche in ambito lavorativo, come collega, ha saputo infondere serenità con la giovialità delle battute e l’immancabile sorriso. Circa 20 anni di vita bancaria sono trascorsi con lui, lontani da quelle gelosie, rivalità e incomprensioni che purtroppo spesso caratterizzano la scena di ogni ufficio pubblico o privato che sia. Una serenità che mi sembrava incredibile se rapportata alle difficoltà, alle prove che aveva incontrato. Al suo posto e nelle sue condizioni non avrei saputo continuare e ancor meno sarei riuscito ad esser d’aiuto agli altri. Da sedentario ho sempre osservato con diffidenza il mondo agonistico. Quale segreto e da dove traeva tanta forza interiore? Se mi rattrista il pensiero che passando per via Mazzini non sentirò il suo squillante saluto, mi consola il fatto di aver condiviso la strada con un “grande” (come diceva lui), anche se per un breve tratto.

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