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FRANCESCO TORRISI

Il Papa con …. gli scarponi

Enzo J avrebbe cantato “un Papa kun sù i scarpun”! E questo Papa, che ha scelto significativamente come “nomen pontificale” Francesco, coerente con il suo modo di interpretare molto “concretamente” il pontificato, ha riunito a Roma 190 leader ecclesiastici da tutto il mondo – a cominciare da 114 presidenti delle conferenze episcopali, insieme con cardinali,

Enzo J avrebbe cantato “un Papa kun sù i scarpun”!

E questo Papa, che ha scelto significativamente come “nomen pontificale” Francesco, coerente con il suo modo di interpretare molto “concretamente” il pontificato, ha riunito a Roma 190 leader ecclesiastici da tutto il mondo – a cominciare da 114 presidenti delle conferenze episcopali, insieme con cardinali, prefetti, superiore e superiori religiosi per affrontare, appunto “nel concreto” con “consapevolezza, concretezza, responsabilità, trasparenza “ la piaga più grossa che affligge il clero della Chiesa Cattolica: pedofilia e abusi.

Un tema sul quale era sempre scesa una cappa di connivente silenzio a denegare l’esistenza di diffusi, incredibilmente diffusi, comportamenti devianti da parte del clero, particolarmente odiosi, perchè attuati nei confronti di minori.

Minori che per la vita avrebbero avuto un’esistenza segnata, condizionata dalla violenza subita, proprio da parte di chi, al contrario avrebbe dovuto portare loro solo amore!

E il Bollettino della Sala stampa della Santa Sede, stamattina consegnato ai “congressisti” titolava: “Incontro su “La Protezione dei Minori nella Chiesa”: Punti di riflessione, 21.02.2019” elencando 21 punti formulati dalle diverse Commissioni e Conferenze Episcopali come aiuto alla riflessione nel corso dei lavori dell’Incontro su: “La protezione dei minori nella Chiesa”.

http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2019/02/21/0149/00305.html

Una bella lezione sul come affrontare con pragmatismo e nessun timore di guardare in faccia la realtà, della quale potrebbero/dovrebbero fare tesoro non pochi nostri personaggi chiamati al governo della cosa pubblica.

E mi tocca pure questa, a me “laico” “storicamente Repubblicano”: fare il panegirico di un Papa.

Robe da mat….

FRANCESCO TORRISI

22 Feb 2019 in Religione

21 commenti

Commenti

  • Altro che “Robe da mat…”: detto da noi laico-spiritualisti è un punto d’onore segnato per il lodato e il lodante di ancor maggior valore. Condivido il testo in pieno.

    • ….grazie, fratello, nn dubitavo!

  • Il problema, purtroppo, è che i minori che un tempo venivano spesso abusati “dentro” la Chiesa oggi sono abusati “fuori” dalla Chiesa. Dubito fortemente che i “punti di riflessione” proposti dal Vaticano giungano ai ragazzini stranieri che vengono quotidianamente sfruttati, per esempio, senza andare troppo lontano, alla stazione Tiburtina.

    Al di là di tanti sani propositi, qui c’è da riformare dalle fondamenta il senso etico di un’intera società, e a nulla valgono i manifesti d’intenti se prima non si è “lavorato sodo sullo Spirito”. Non mi sembra che attualmente qualcuno lo stia facendo, neppure chi sarebbe preposto a farlo. Anzi, le questioni spirituali vengono di solito dopo quelle sociali, che attualmente detengono il primato assoluto. Siamo così sottosopra che abbiamo invertito le priorità: ciò che doveva stare al primo posto è finito all’ultimo, e viceversa. Che poi, in concreto, il problema sta tutto lì.

    Ovviamente non si può che essere d’accordo con i buoni propositi. E poi? Dopo la denuncia, cosa succede? Sarà almeno un secolo che stiamo denunciando “cose” di tutti i generi, è servito? Stiamo meglio? Oppure, contano solo le azioni? Non so, anch’io me lo chiedo.

    • Si, vero, Rita, ma è inequivocabilmente la prima volta che la “gerarchia” (ed il Pontefice ne rappresenta il vertice emblematico) prende anche formalmente posizione in modo così aperto e concreto.
      E’ un …”si volta pagina” rispetto alle consuete rituali …. “inbiancature di sepolcri” alle quali ci aveva abituato l’apparato della Chiesa Cattolica (& apostolica &romana!).

  • Le affermazioni di volontà di una regola pontificia di un comportamento univoco, quindi non discrezionale nel caso che avvenga a Gallipoli o a Brisbane, è già una mossa di coraggio, perché “le Chiese”, in fin dei conti, sono poi così legate, o stanno insieme per convenienza? I movimenti scismatici non son poi così lontani, proprio nel momento in cui il Vaticano, Papa in primis, lavorano per l’interreligiosità, ecumenismo.
    Detto ciò il post di Mastro Franco ha raggiunto livelli di ascolto alti fra cattolici ferventi nostri followers. Me ne giunge testimonianza da canali privati.

  • So bene che la Chiesa su questi temi è divisa: in particolare i cardinali cosiddetti conservatori non si capacitano come mai i panni sporchi si lavino davanti al mondo (e non in casa propria).
    Io credo – ma… chi sono io per insegnare a una Chiesa che ha una… sapienza bi-millenaria? – che sia salutare l’opera di “purificazione” pubblica della Chiesa.
    Una purificazione pubblica che, secondo alcuni, allontanerà ancora di più gente dalla Chiesa? Secondo me, se la Chiesa perderà alcune… pecorelle, ne guadagnerà molte altre.
    Così, almeno, credo.

    • Ho l’impressione che siano ben altre le cause che fanno perdere pecorelle alla Chiesa.
      Quanto alla pedofilia tra le tonache, credo che una volta spenti i riflettori, tutto tornerà più o meno come prima. Il problema è a monte: sacerdozio e celibato.
      Dotando i pastori di mogli e figli (come gli imam o i protestanti), le tentazioni diminuiscono.
      Non c’è bisogno di fare i teologi, l’uomo è uomo. Sempre.

  • …la sapienza della “potatura”!!!!

  • Non ho dubbi, Rita: prima o poi anche la Chiesa cattolica abbandonerà l’obbligo del celibato per i preti.
    Già oggi non sono pochi i preti che, distinguendo la castità dal celibato (i sacerdoti non hanno il voto di castità), si permettono di avere relazioni sessuali e – mi risulta – sono… tollerati.
    La Chiesa, proprio per la sua dimensione, ha bisogno di tempi lunghi: ancora tanti sono i cattolici oggi (almeno credo) che non riuscirebbero ad accettare il matrimonio per i preti.

    • Auguro alla Chiesa che i suoi “tempi lunghi” non siano troppo lunghi. Le religioni, come sappiamo, sono a termine, essendo legate alla società e non alla Coscienza. Difatti la religione ellenica è estinta, come pure quella romana, quella egizia è scomparsa dopo 4mila anni mentre la religione cattolica portata da Cristo sta perdendo colpi su colpi dopo soli 2mila anni. Sembra che non ci saranno più cristiani nel 2050, o giù di lì, né se la passeranno meglio i mussulmani. Largo all’ecologia profonda, quella dello Spirito, forse allora l’uomo starà meglio e le depravazioni diminuiranno. Per un po’. Siamo animali ciclici.

  • Piero, la pedofilia è una patologia. In tante famiglie, o alcune, ci sono abusi verso minori. Eppure quei padri una moglie nel letto ce l’hanno. Se bastasse infilare d’ufficio una donna, o un uomo, nel letto dei preti il problema sarebbe risolto. Quanto ai paesi islamici che danno in sposa ragazzine a quattordici anni lasciamo stare. E visto che ci sono lancio un appello: Pietro, riporta la tua pacatezza e buon senso su questa piazza che sta languendo.

    • Scusami, Ivano, se rispondo solo ora al tuo cortese invito a intervenire (me l’hanno riferito oggi). Il fatto è che da metà gennaio sto frequentando più gli animali che gli umani. Ma l’essere scortese con le persone cortesi mi dispiace maggiormente delle altrui scortesie.

      Purtroppo, sulle calzature di Bergoglio e sulla pedofilia clericale devo confessarti la mia totale ignoranza e indifferenza. Libera Chiesa in libero Stato. Le magistrature nazionali applichino la normativa anche a questi “cittadini”, in base alle leggi penali e non alle esternazioni mediatiche, che gli imputati siano in brache o in sottana, dediti al motu proprio o all’altrui.

  • Concordo, Ivano.
    Mi riferivo a una delle confessioni: una donna che ha confessato di avere avuto da un prete un centinaio di relazioni sessuali con un prete (da quando aveva 15 anni ai 28 anni). In questo caso, faccio fatica a parlare di “pedofilia” (di sicuro dalla maggiore età in poi la ragazza era consenziente).

    • Senza voler invadere il campo della psicoanalisi e mettersi a disquisire sul rapporto malsano che lega la vittima al suo carnefice, è chiaro come il sole che ciò che avviene dentro la Chiesa accade anche fuori di essa, e viceversa. Stiamo parlando di comportamenti compresi nella sfera umana, non in quella degli elefanti. Con la differenza che la Chiesa “dovrebbe” (almeno in teoria) essere un esempio di moralità e integrità, e dunque certe cose non se le può permettere, se vuole essere credibile. Sembra, comunque, che le vittime di abusi presenti nei giorni scorsi al summit in Vaticano siano state molto deluse e abbiano denunciato che i dossier con i nomi dei colpevoli continuino a sparire, come sono sempre spariti.
      Si vedrà se alla protesta seguirà la proposta.

  • Mi sembra utile, per seguire come si sviluppa il “dopo summit” riportare di seguito quanto scritto dal “vaticanista” del “Fatto Quotidiano” Francesco (pure lui!) Antonio Grana:
    “….Il moderatore del summit, il gesuita padre Federico Lombardi, si è affrettato ad annunciare i prossimi passi. Tra essi c’è innanzitutto un nuovo motu proprio del Papa sulla protezione dei minori e delle persone vulnerabili per rafforzare la prevenzione e il contrasto contro gli abusi nella Curia romana e nello Stato della Città del Vaticano. Su questo punto bisogna fare chiarezza. Si tratta di una legge che riguarderà la Santa Sede ed è errato presentarla come uno strumento per contrastare la pedofilia nella Chiesa universale. È certo, invece, che sarà un modello al quale ispirarsi in tutte le diocesi del mondo.
    Non a caso il motu proprio accompagnerà una nuova legge dello Stato della Città del Vaticano e le Linee guida per il Vicariato della Santa Sede sullo stesso argomento. La Congregazione per la dottrina della fede pubblicherà un vademecum che aiuterà i vescovi del mondo a comprendere chiaramente i loro doveri e i loro compiti. Inoltre, il Papa ha manifestato l’intenzione di favorire la creazione di task force di persone competenti per aiutare le conferenze episcopali e le diocesi che si trovino in difficoltà per affrontare i problemi e realizzare le iniziative per la protezione dei minori.

    Quello che la Chiesa cattolica è chiamata a fare è un lavoro capillare e diffuso in tutto il mondo. Non si può pensare di contrastare la pedofilia del clero a livello centrale, con un summit in Vaticano. Ed è necessario offrire ai vescovi, non pochi dei quali abbastanza impreparati in materia, procedure chiare, immediate e condivise per affrontare gli abusi in modo deciso e radicale. Ugualmente bisogna vigilare sulla formazione nei seminari per prevenire l’immissione nella Chiesa di abusatori seriali. Finora non solo si è fatto molto poco in questo senso, ma le coperture delle gerarchie ecclesiastiche sono state mostruose come lo è la piaga stessa della pedofilia…..”

    Per parte mia, ritengo sottolineare un passo del discorso finale di Francesco Papa, che tocca nel vivo una …vexata quaestio, PECCATO (che riguarda la Chiesa e la sua dottrina)/ DELITTO (che attiene alla Società civile):

    “….la Chiesa, nel suo itinerario legislativo, grazie anche al lavoro svolto negli anni scorsi dalla Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori e al contributo di questo nostro incontro, si concentrerà sulle seguenti dimensioni:

    1. La tutela dei bambini: l’obiettivo primario di qualsiasi misura è quello di proteggere i piccoli e impedire che cadano vittime di qualsiasi abuso psicologico e fisico. Occorre dunque cambiare mentalità per combattere l’atteggiamento difensivo-reattivo a salvaguardia dell’Istituzione, a beneficio di una ricerca sincera e decisa del bene della comunità, dando priorità alle vittime di abusi in tutti i sensi. Dinanzi ai nostri occhi devono essere presenti sempre i volti innocenti dei piccoli, ricordando le parole del Maestro: «Chi invece scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare. Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che vengano scandali, ma guai all’uomo a causa del quale viene lo scandalo!» (Mt 18,6-7).

    2. Serietà impeccabile: vorrei qui ribadire che «la Chiesa non si risparmierà nel compiere tutto il necessario per consegnare alla giustizia chiunque abbia commesso tali delitti. La Chiesa non cercherà mai di insabbiare o sottovalutare nessun caso» (Discorso alla Curia Romana, 21 dicembre 2018). Per la sua convinzione «i peccati e i crimini dei consacrati si colorano di tinte ancora più fosche di infedeltà, di vergogna e deformano il volto della Chiesa minando la sua credibilità. Infatti, la Chiesa, insieme ai suoi figli fedeli, è anche vittima di queste infedeltà e di questi veri e propri reati di peculato» (ibid.)…..”

    Si, perchè se è sacrosanto che il perdono della Chiesa possa giungere anche agli autori delle peggiori nefandezze, è altrettando sacrosanto, per uno Stato civile, che gli stessi autori siano assicurati alla giustizia con conseguente giudizio penale seguito dalle pene previste.

    • Un Papa totalmente ripiegato sul presente e sulle vicende che popolano il presente farà poca strada. A chi volesse scandagliare gli effetti desacralizzanti della religione giudeo-cristiana negli ultimi duemila anni mi permetto di consigliare, sapendo che non rimarrà deluso, il saggio di Alain de Benoist “L’eclisse del Sacro”. Già il titolo è portatore di speranza: le eclissi arrivano e poi se ne vanno.

  • Caro Pietro, il mio appello non si limitava al post in sé, che anche a me non interessa più di tanto. Volevo solo dirti che la tua scomparsa dal blog non passa inosservata. Quindi, a presto spero.

  • Condivido, Francesco!

    • Ma sai, Rita, così d’acchitto mi viene da dire che se è il ….sacro “col timbro” che si eclissa, a me fa solo piacere! È il “Sacro” che c’è dentro di noi che deve ….risplendere!!!!

    • Non cosa sia il “Sacro col timbro”, non lo conosco, né mi risulta che esistano varie specie di “sacro”. So solo che al contrario dell’occidente giudeo-cristiano vi sono Paesi nel mondo (per fortuna) che non hanno conosciuto la catastrofica successione dell’individualismo e del falso egualitarismo in cui si sono meglio preservate le opportunità di una rinascita spirituale, di una volontà di riscatto nella luce piena del Sacro. Ignara di sé, questa spiritualità è integralmente presente e pronta a risorgere. L’uomo totale, in fondo, non è mai stato desacralizzato. Forse non è neppure possibile una totale desacralizzazione del mondo umano ma solo una «dotta ignoranza», un’opacità di fondo della coscienza collettiva, che ciclicamente arriva, fa il suo tempo e se ne va.

  • Rita, credo ti sia restato nel polpastrello un “so”, tra il “non” e il “cosa” e cmq il mio lessico ….”deintellettualizzato” (ma nn per scelta, nè, ma proprio perchè io, intellettuale non sono proprio) non aiutava.
    Il “Sacro col timbro” nel mio semplificato linguaggio da “ingegnereconlemanisporchedigrasso”, è quello che appartiene alle Religioni (mi veniva di fare il verso al giornali/giornaloni, ma loro, le “religio/ni”, che la sapevano assai lunga, ci avevano già pensato, fin dall’origine!) “del libro”, del “passaporto della fede”, quelle che ti fanno passare la dogana del rapporto con Dio, magari “uno e trino”, magari con l’occhio dentro il triangolo.
    Peraltro mi pare, se bene interpreto il tuo di linguaggio ( intelletualmente assai più qualificato del mio) la tua conclusione converge con la mia (“….. L’uomo totale, in fondo, non è mai stato desacralizzato…..”) e mi fa pure piacere!

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