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FRANCESCO TORRISI

La plastica è dentro di noi.

La plastica è dentro di noi. E nei nostri bambini. Molti i danni per la salute! L’avevo citato come intervento “semplice” che avrebbe potuto essere oggetto di decisione da parte delle Giunta Bonaldi, nei servizi offerti ai cittadini, prima di tutto ai “bambini cittadini”: l’eliminazione della plastica usa e getta, non biodegradabile per piatti e

La plastica è dentro di noi. E nei nostri bambini. Molti i danni per la salute!

L’avevo citato come intervento “semplice” che avrebbe potuto essere oggetto di decisione da parte delle Giunta Bonaldi, nei servizi offerti ai cittadini, prima di tutto ai “bambini cittadini”:

l’eliminazione della plastica usa e getta, non biodegradabile per piatti e stoviglie.

Ora, un workshop tenutosi a Roma presso l’Istituto Superiore di sanità  il 25 e 26 ottobre 2018 ha avuto come centro: Biomonitoraggio di ftalati e BPA nei bambini italiani e associazione con patologie infantili: il progetto europeo LIFE PERSUADED. I risultati sono stati pubblicati nel volume ISTISAN Congressi 18/C3.

Di seguito il link al sito Progetto europeo LIFE PERSUADED. Istituto Superiore di Sanità. Roma

https://lifp.iss.it/

Non si tratta di “rumors” e tanto meno di “fake”, è in gioco la salute di tutti noi, dei nostri bambini prima di tutto e se ne sta occupando chi al massimo grado è responsabile della nostra salute!

Sono state trovate nelle urine dei bambini sostanze impiegate per imballaggi di plastica e oggetti usa e getta. Provocano obesità, ritardo nello sviluppo ormonale, riproduttivo e neurologico.

Il tema inquinamento del pianeta da plastica è un problema enorme.

Prima di tutto operiamo per abbattere l’uso indiscriminato della plastica, di quella “cattiva” non biodegradabile, nella nostra vita di tutti i giorni e, a questo punto, rivolgiamo un appello, un richiamo formale alla Giunta di Crema, perchè per quanto di sua competenza deliberi affinchè Crema si avvii a diventare “PLASTIC FREE”!

FRANCESCO TORRISI

27 Feb 2019 in Ambiente

8 commenti

Commenti

  • Plastic free e, più in generale, una… green economy.
    Mi pare un motivo di speranza il fatto che la quindicenne svedese Greta stia mobilitando molti giovani un po’ in tutta Europa.
    Sono loro che potranno salvare il pianeta.
    Magari (perché no?), anche noi potremmo darle la voce: perché non invitarla al nostro prossimo corso di educazione all’economia, con la sua presenza fisica o se fosse impossibile con una teleconferenza come abbiamo fatto con Luca De Biase: no?

    • In effetti Greta Thunberg è abbastanza gettonata in Italia e piace tanto anche a Mattarella, segno che non disturba affatto il Sistema. Invitata a Taranto dagli attivisti del M5s qualche mese fa (prima che andassero al governo) ha fatto il pieno di spettatori. Ma purtroppo l’Ilva è ancora lì che miete le sue vittime. Dubito che mai la inviteranno in Cina, Corea, India, eccetera e dal punto di vista industriale ormai l’Europa conta come il due di briscola. Non so se Greta possa essere eletta “simbolo” di una generazione ma, così sui due piedi, direi di no, visto che i suoi coetanei sono tutti tecnologico-dipendenti, oltre che formidabili consumatori di ogni cosa proposta dal mercato. Consumano e inquinano. Questo è il problema: inquinare di meno significa abbassare drasticamente i consumi. Ce lo permetteranno mai?

      Certo la plastica potrà essere sostituita da altri materiali, prima che si scoprano le controindicazioni dei loro componenti. E’ come la storia delle auto elettriche, che aumentano il fabbisogno energetico, che richiede la costruzione di nuove centrali, senza toccare il tasto “smaltimento batterie”.

      Siamo in troppi, c’è poco da fare, non possiamo stare tutti qui, su questo sasso orbitante nello spazio, senza inquinare. La vera mossa ecologica è una drastica diminuzione demografica. Due miliardi di animali umani sarebbero già più che sufficienti. Ha ben da predicare Greta …….

  • Conclusione tanto impietosa quanto pragmaticamente inoppugnabile la tua, Rita!
    Noi italianuzzi, mi pare siamo ….”virtuosi” in questo senso!
    Vediamo di esserlo cmq anche nel dare un drastico taglio alla plastica.
    Si può fare anche nelle scelte quotidiane di ognuno di noi.

    Ma ribadisco l’invito all’ente pubblico, al Comune.
    Sarebbe un bel segno di sensibilità al problema.

  • Mi pare di avere letto, Francesco, che siano già stati fissate delle scadenze per legge per una graduale eliminazione della plastica: dai cotton fioc (dal primo gennaio, credo) ai piatti e alle posate di plastica.
    Certo, il Comune potrebbe, almeno per quanto riguarda il suo spazio di competenza, anticipare i tempi.
    L’appello quindi è encomiabile.

  • Leggo su Google che per ora è solo una “proposta” europea e che il nostro Ministro Costa è interessato a anticipare i tempi dell’Europa (siamo tutti con lui perché riesca a resistere alle pressioni di chi è interessato a rinviare nel tempo).

  • E intanto continuano ad appendermi sacchetti di turaccioli al cancello e non ne vengo a capo!
    Ma non potrebbe essere il Comune stesso a concentrare raccolta e spedizionbe? Sono oltre i quattro sacchi condominiali!

  • Perché, Adriano, non ti rivolgi all’assessore all’ambiente, Matteo Gramignoli: dovrebbe essere molto sensibile.

  • Se la plastica ha invaso gli oceani e sta… uccidendo il pianeta, dovremmo ricordare che noi italiani abbiamo oggettivamente una responsabilità immensa perché siamo stati noi a… crearla (proprio vicino a noi: nei laboratori del Politecnico di Milano) grazie a uno scienziato italiano che poi è stato insignito del premio Nobel!
    Dovremmo essere noi, quindi, i primi a mobilitare l’opinione pubblica del mondo!

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