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ADRIANO TANGO

Canale Vacchelli: uno studio per la valorizzazione

Partiamo dall’evento: ieri uno studio sulla riqualificazione del nostro canale, e adiacenze praticato da studenti del Politecnico di Milano, è stato presentato in Comune, con inizio ore 17. D’obbligo l’apertura dei lavori da parte del Sindaco, Stefania Bonaldi, il coordinamento dell’Assessore Cinzia Fontana, ma erano comunque presenti in sala tutti i Sindaci dei Comuni attraversati

Partiamo dall’evento: ieri uno studio sulla riqualificazione del nostro canale, e adiacenze praticato da studenti del Politecnico di Milano, è stato presentato in Comune, con inizio ore 17.

D’obbligo l’apertura dei lavori da parte del Sindaco, Stefania Bonaldi, il coordinamento dell’Assessore Cinzia Fontana, ma erano comunque presenti in sala tutti i Sindaci dei Comuni attraversati o lambiti da quest’arteria d’acqua.

Penso sia meglio a questo punto passare la parola agli Autori, i ragazzi e il loro professore coordinatore, stralciando dalla IV di copertina dell’esposizione cartacea del progetto, il libretto “Progettare per linee” distribuito in sala:

“la sintesi delle idee di 22 studenti di Architettura del Politecnico di Milano… una sfida complessa e attuale: immaginare una strategia per luoghi lontani dalla realtà metropolitana, quei luoghi fatti di piccoli comuni e aree rurali… A partire dalla linea del canale nascono i progetti con i quali si vuole innanzitutto costruire un’unità territoriale che vada oltre i limiti amministrativi che chiudono ermeticamente i singoli comuni dentro i loro confini. Oggi i Comuni sono ‘punti’, piccole isole che faticano a sognare e progettare. Gli studenti hanno sperimentato come ‘tenere insieme’ più che separare, come passare da punti a linee…”

Un lavoro tutto teorico? Una semplice esercitazione? No, almeno nel principio ispiratore annunciato dal Prof. Paolo Pileri, coordinatore del gruppo: “È più importante avere le  idee chiare e immaginare scenari futuri che reperire i fondi, perché quelli in qualche modo arrivano, ma se arrivano troppo presto nel percorso ideativo producono solo storture”. Evviva l‘ottimismo! Cremascolta di idee ne ha avute tante, ma di realizzato… un quarto degli input? Che ne dici Renato, tu che fino a un ceto punto hai tenuto un rigoroso consuntivo?

E comunque vada il lavoro di giovani, la loro capacità non solo ideativa ma anche espositiva dimostrata nell’alternarsi al microfono e puntatore laser, via via che le immagini del lavoro compiuto scorrevano, è la nostra vera ricchezza per un futuro che ancora una volta saprà rinnovare per correggere le aberrazioni che la nostra generazione ha creato e lascerà loro in eredità.

E ciò senza strappi, come risulta dalla progettualità di soluzioni per la memoria e valorizzazione delle aree industriali ora ridotte a ruderi (ci sei Ivano?).

 

 

 

ADRIANO TANGO

07 Mar 2019 in Ambiente

2 commenti

Commenti

  • Sì, Adriano, i giovani sono la nostra ricchezza, ma perché possano tradurre in concreto le loro idee (in questo caso sorrette da una università di eccellenza come il Politecnico di Milano), occorre che i governi abbiano un “disegno” e orientino “risorse economiche” per realizzarlo.

    • Occhi aperti sulla politica! Noi per lanciare qualcosa di nuovo avremmo dovuto accettare a suo tempo le offerte di attivazione di questo o quel partito, e abbiamo rifiutato, ma forse si trova qualcuno lungo il percorso che alzi lo stendardo delle potenzialità giovanili!

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