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ADRIANO TANGO

Il nuovo monito di Silvestro

Penso che dovremmo dedicargli una pagina, da quando mi ha autorizzato a diffondere i suoi moniti, di puro buon senso, e le sue conoscenze da fonti ben selezionate. L’articolo che allega tuttavia potrebbe offrire anche spunto a contro riflessioni! L’articolo non è impegnativo come avverte: serio ma si capisce abbastaza! (Si tratta in pratica di

Penso che dovremmo dedicargli una pagina, da quando mi ha autorizzato a diffondere i suoi moniti, di puro buon senso, e le sue conoscenze da fonti ben selezionate. L’articolo che allega tuttavia potrebbe offrire anche spunto a contro riflessioni! L’articolo non è impegnativo come avverte: serio ma si capisce abbastaza! (Si tratta in pratica di un tiro alla fune, ma su tempi galattici purtroppo). Giudicate voi.

Adriano,  invece mi ricordo che quando ero bambino (boceta , in veneto) le condiziovi di vita ed igieniche erano molto precarie. La polvere regnava incontrastata a causa delle strade sterrate e si riciclava tutto il possibile poiché nel 1946 c’era ben poco da consumare. Noi “bocete”  salivamo sui  tassi alti più di 15 metri per mangiare le bacche rosse turgide di un liquido vischioso molto dolce e trasparente detto in lingua veneta “Mocajo delle vece” moccio delle vecchie, con l’accortezza di sputare il nocciolo che è tossico, contribuendo così a fare nascere nuovi alberi. L’inquinamento c’era, forse in percentuale anche maggiore ma la popolazione era molto bassa e non esisteva la plastica, le auto erano poche e si acquistava tutto per metterlo nelle sporte di paglia o nei cartocci di carta. I vestiti estivi erano fatti con tessuto di canapa, freschi e leggeri e molto meglio del cotone o del lino. Perché non si confezionano più?. Poi tutto fini con il baby-boom degli anni sessanta e la famosa “Congiuntura”. Quindi aumento del disordine nella società, nella politica, nel commercio e nell’industria e così via. Ed oggi  ad invocare  l’aumento della natalità avviandoci verso una “CAPORETTO FINALE”, come si può evincere. Ora ti allego questo articolo, un po’ impegnativo, dove gli autori fanno previsioni utilizzando metodi statistici molto complessi che si possono consultare, per chi ne ha voglia, nell’articolo originale in lingua inglese. 

Ciao Silvestro

Questa ricerca è pubblicata su Physical Review Letters . Nicolas Doiron-Leyraud. Nicolas Doiron-Leyraud è un corrispondente redattore per la fisica con sede a Montreal, in Canada.

Calcoli mostrano che piccole fluttuazioni nella radiazione solare potrebbero causare una transizione tra una Terra calda e una Terra ghiacciata. Il ghiaccio che si restringe della Terra potrebbe lasciare l’Artico libero dai ghiacci entro il 2050, ma ci furono periodi in cui i ghiacciai coprivano il globo. Ora, Valerio Lucarini e Tamás Bódai dell’Università di Reading, nel Regno Unito, prevedono che le fluttuazioni nell’intensità delle radiazioni solari in arrivo possono cambiare la Terra tra climi caldi, che supportano la copertura di ghiaccio e climi molto freddi. Nei loro calcoli, questa commutazione è promossa da stati intermedi di “melanconia”, in cui il ghiaccio si estende dai poli ai tropici, sottolineando l’importanza di questi stati per la stabilità

climatica. La competizione tra due meccanismi di feedback di raffreddamento controlla le fluttuazioni del clima terrestre. Nel primo, noto come feedback ghiaccio-albedo, il ghiaccio raffredda la Terra riflettendo la radiazione solare. L’aumento della copertura di ghiaccio aumenta il raffreddamento dell’albedo di ghiaccio, abbassando ulteriormente la temperatura terrestre, mentre la copertura di ghiaccio ridotta la NASA / APS

riduce. Nell’altro effetto, il cosiddetto feedback di Boltzmann, l’emissione di radiazioni del corpo nero nello spazio raffredda la Terra. Una Terra più calda irradia più calore di una Terra più fredda e diventa più fredda grazie al feedback di Boltzmann. Lucarini e Bódai spiegano i due meccanismi di feedback usando un modello che lega la temperatura dell’atmosfera a quella della superficie dell’oceano e incorpora le

fluttuazioni nell’irraggiamento solare. Il team prevede che le transizioni da una Terra calda a una Terra ghiacciata si verifichino una volta ogni 10 alla 7 anni. Il loro calcolo presume che la Terra segua una certa via di transizione da uno stato all’altro, attraverso uno stato di melanconia. Assume anche l’irraggiamento solare leggermente al di sotto dei valori attuali e l’1% dei livelli di rumore su una scala temporale centenaria. Va notato che il modello del team influenza solo i cambiamenti nella riflessione e nell’emissione della radiazione solare con copertura di ghiaccio e ignora gli effetti del riscaldamento derivanti dall’attività umana.

ADRIANO TANGO

26 Apr 2019 in Scienze

4 commenti

Commenti

  • Non dico di riuscire a capire sempre tutto quel che ci insegna Silvestro, ma, a parte l’assoluto buon senso della valutazione su un’ulteriore politica del “crescete e moltiplicatevi” che sottende una sorta di catena di S. Antonio in cui gli ultimi pagano per tutti, mentre è possibile iniziare a ridurre gradualmente, cecherò di esprimere quanto ci ho capito del lavoro scientifico che ci propone con una seconda metafora: pensate a ostuni, la città bianca. Bianca perché empiricamente gli “antichi” avevano intuito che il bianco, effetto albedo, è riflettente, quindi raffredda. Immaginiamola ora nera di fuligine (effetto Boltzmann): emette più radiazioni. Non lo prendete come un alibi per disimpegnarvi: il tempo utile non arriva a quello di una nuova generazione, mentre questi effetti fisici agiscono su intervalli megaepocali!
    Silvestro, se non ci ho capito niente prepara la frusta!

    • Silvestro estrae il gatto a nove code, e mi fustiga per posta:
      In linea di massima è così, ma l’ irraggiamento di un corpo nero diventa efficace se il delta di temperatura rispetto alla atmosfera sovrastante è elevato ma se la copertura è pure ad una temperatura elevata lo scambio termico si riduce notevolmente.
      Quindi, in teoria, se innalziamo la temperatura del globo oltre i 100 gradi Celsius lo scambio aumenterebbe ma la vita a quale sorte andrà incontro?.
      Mi sembra ovvio!.
      Come puoi notare l’effetto antropico è sempre immanente come una spada di Damocle e quindi potrebbe far collassare il modello dei due studiosi.
      Spero di non essere stato troppo prolisso

  • …beh, si, mi andrebbe di chiosare con un: o ci diamo una regolata o …..non c’è trippa….. (l’ispirazione “felinica” è d’obbligo!).
    Ma sinceramente tenendo gli occhi aperti sulla realtà in atto: occhiatina alla paullese, pista di motocross nella campagna fuori casa, gran premio di formula 1, quantità di agricoltura dedicata alla produzione di biogas e ….. via pazziando (ivi compresa la qualità dell’approccio elettorale alle imminenti “Europee”!), punterei solo sul “domani” perchè di “dopodoman non v’è certezza” …. punto

    • Caro Franco, è un domani tanto vicino che rischiamo di vederlo con i nostri occhi, altro che i nostri nipoti come si diceva! (almeno, se rientreremo in quella categoria di ultranovantenni lucidissimi e attivi che sempre più spesso incrociano la mia vita. Vedi la Vedova Carlino, mamma della dottoressa, che a 92 frequenta Ipazia, o tanti membri UNI-Cema sempre di quella fascia, o il Sig. Crotti, di Crot-Gom che viene tutti i giorni in macchina a Riabilita, e mi ha promesso una copia del suo libro appena l’avrà finito!
      La mia conclusione? rispolveriamo tutte le nostre vecchie armi di sessantottini per affiancarci ai nostri giovani! Almeno avere la coscienza pulita se va male, e limitare il danno nella migliore ipotesi.

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