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ADRIANO TANGO

Crema ripensa Spinoza

Chiusa la tre giorni di Crema del pensiero si può trarre il bilancio di un meritato successo. Facciamo un po’ di cronistoria: apertura con Vito Mancuso, che ci fa entrare nel pensiero del gigante del pensiero religioso e civico con un avvincente monologo, in cui da voce a un Baruch Spinoza che ci parla direttamente,

Chiusa la tre giorni di Crema del pensiero si può trarre il bilancio di un meritato successo. Facciamo un po’ di cronistoria: apertura con Vito Mancuso, che ci fa entrare nel pensiero del gigante del pensiero religioso e civico con un avvincente monologo, in cui da voce a un Baruch Spinoza che ci parla direttamente, con emozione, ma razionalità, si spiega e ci spiega. La sala ha risposto con una meritata esplosione di entusiasmo (quella che piace ora chiamare standing ovation).

Seconda serata affidata a Giulio Giorello, un ospite fisso, e Gianfanco Mormino, per la prima volta a Crema, con la moderazione di Fabio Canessa. Contenuto più tecnico, si entra nei dettagli, si dipanano apparenti contraddizioni. Curiosità, che subito ha reso simpatico il personaggio neoassociato ai lavori cremaschi: Mormino è Membro scientifico dell’Organismo Preposto al Benessere degli Animali (OPBA). Un filosofo e uomo sensibile ai bisogni di uomini e animali, come è emerso, fa presa subito.

In serata conclusiva l’organizzazione da spazio all’Anffas, per la proiezione di un video e testimonianze dirette. E è quindi il turno del gran Maestro, Salvatore Natoli, che con consumata abilità didattica riesce a render percepibile il pensiero Spinoziano a tutti, coinvolgendo l’uditorio con calibrate pause riflessive e coinvolgente vitalità espressiva, frutto di una vita di insegnamento.

Sala sempre piena (una stima di 750 presenze nelle tre giornate), nonostante l’appuntamento abbia avuto luogo a fine settimana, dopo cena, in un Museo da raggiungere a piedi sotto una pioggia incessante, e il tema a rischio: c’era chi pensava che Spinoza fosse troppo difficile per un uditorio non specializzato, ma abbiamo visto che poi tutti i nodi si sono sciolti. E così i partecipanti,che dopo l’applauso di chiusura si sono avviati all’uscita a piccoli gruppi che animatamente discutevano di filosofia, con leggerezza, come si fosse trattato di un evento sportivo!

Il mio grazie personale agli amici Tiziano Guerini, Giovanni Bassi, agli amici del Caffè Filosofico,  ad Assessore alla cultura Emanuela Nichetti e Sindaco (preferisce l’indeclinabile maschile al femminile) Stefania Bonaldi, e tutti quanti hanno contribuito a portar alto, nell’immagine e nei contenuti, individuali e condivisi, il nome della Città.

Baruch Spinoza ci ha assicurato in questo fine settimana, per bocca dei suoi illustri emissari Relatori, di aver voluto portare letizia e non creare fratture; di essere stato fermamente intenzionato, pagando con la propria sofferenza, a liberare l’uomo da una cappa opprimente di dogmi e sottomissioni. In effetti, a giudicar dai volti dei partecipanti, a Crema, anche dopo secoli, ci è riuscito.

ADRIANO TANGO

20 Mag 2019 in Cultura

4 commenti

Commenti

  • Il paragrafo finale del tuo post, Adriano, si merita un affettuoso ammirato abbraccio!
    “….. in mezzo a tutta sta ignoranza…..” (oramai dovreste sapere da dove viene la citazione, no?)

    • Grazie Franco. Vedi, si è detto che Spinoza è stato condannato alla solitudine, ma solo non è riuscito a starci, perché solo per rispondere a tutta la posta, partecipare alle riunioni di una sorta di locale caffè filosofico, e poi la vita pratica, i contatti professionali, no, solo non è riuscito a starci, e non ci riesce nemmeno adesso, rinnegato e maledetto in vita, dopo che il suo corpo è stato trafugato, con evidenza per farne scempio, no, non è solo nemmeno nel terzo millennio

  • Una vera e propria pièce teatrale l’intervento di Vito Mancuso costruita sui testi di Spinoza (incluso l’epistolario), ma con una… traduzione accessibile a tutti (o quasi).

    Stimolante l’intervento del prof. Mormino, in particolare, quello teso a… smontare sulla scia di Spinoza il “libero arbitrio”: l’ha fatto con una ridda di esempi molto chiari.
    Un tema difficile, la vexata quaestio del libero arbitrio, esposto con brio e con efficacia ai… poveri mortali.

    Una lectio magistralis molto dotta, da lezione universitaria, quella di Salvatore Natoli (forse non era consapevole di essere di fronte a una platea molto variegata, in gran parte memore solo di vaghi ricordi di Spinoza.

    Nell’insieme, comunque, un appuntamento molto riuscito (nella seconda serata è stato particolarmente brillante Fabio Canessa che ha saputo pungolare con intelligenza i due relatori, Giorello e Mormino.

    Non dimentichiamo poi il video realizzato da Giovanni Bassi e da Tiziano Guerini: di ottimo livello gli studiosi intervistati ed efficace la voce narrante scritta dai due autori (a cui vanno i miei complimenti).

    • Canessa veramente mi ha fatto arrabbiare per supponenza: sembrava che loro fossero le star, i signori del pensiero che si degnavano di venir giù fino a Crema a spargere il verbo. Avrei voluto alzarmi e dire: “guardate che qui si fa della filosofia e in sala abbiamo il prof. Carelli!” Ma ogni tanto anche io riesco a stae zitto.

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