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LIVIO CADè

Tragedie moderne

Tragedie moderne È straordinario come la tragedia greca, a distanza di millenni, ci offra ancora i paradigmi su cui sviluppare le nostre riflessioni umane e politiche. Prendiamo il caso di quella capitana di nave arrestata qualche giorno fa. Non so quale fine esegeta abbia per primo proposto l’accostamento ad Antigone ma è innegabile che l’analogia

Tragedie moderne

È straordinario come la tragedia greca, a distanza di millenni, ci offra ancora i paradigmi su cui sviluppare le nostre riflessioni umane e politiche. Prendiamo il caso di quella capitana di nave arrestata qualche giorno fa. Non so quale fine esegeta abbia per primo proposto l’accostamento ad Antigone ma è innegabile che l’analogia ha conquistato subito tutti e la sua eco si è diffusa rapidamente come rimbalzando fra innumerevoli casse di risonanza. Per uno come me, che lamenta il declino della cultura, è consolante vedere come invece tanta gente ancora legga e apprezzi Sofocle. Ognuno può poi giudicare il valore dell’accostamento Carola-Antigone secondo le proprie personali opinioni. Per alcuni la capitana è un simbolo della lotta tra libertà e giustizia da un lato e tirannia e crudeltà dall’altro, tra leggi umane, che possono essere inique, e le leggi eterne, divine. Per altri è solo una complice dei negrieri che spingono masse sempre più vaste di africani verso l’Europa. Per altri ancora solo una irresponsabile che, come tanti, si è fatta incantare dagli ideali falsamente liberali, di umanità e giustizia, che qualcuno predica solo per far soldi. E poi, naturalmente, c’è chi usa Antigone per calcolo politico, cercando di ‘creontizzare’ l’avversario, trasformandolo in tiranno ottuso e sanguinario. O chi, al contrario, la usa per denunciare l’osceno puttaneggio della sinistra, concubina della finanza internazionale e della Chiesa progressista. I soliti bisticci faziosi, insomma, che possiamo anche ignorare. Quel che conta è vedere come la tragedia greca ancora smuova gli animi, li tocchi nel profondo. E infatti c’è stato un empito di solidarietà verso la capitana, già monetizzato in oltre un milione di euro. Serviranno, si spera, a liberarla dalle grinfie del tiranno. Perché si sa quale triste destino ebbe la povera Antigone. E la povera Carola rischia di passare i prossimi vent’anni in galera, se la legge inumana di Creonte verrà applicata. Ecco quello che non possiamo accettare della tragedia greca: la sua tragicità. Noi preferiamo l’happy end. Che Carola ritorni liberamente a traghettare frotte di camiti verso l’Italia, se questo la rende felice e dà un senso alla sua vita. La cingeremo di una corona a sette punte e le porremo in mano la fiaccola massonica, come quella statua della libertà che è là a mostrare l’accoglienza incondizionata che un paese democratico offre ai migranti. E il perfido Creonte sia punito dagli Dei e lasci il suo posto a chi è più degno di governare.

Mi sembra strano invece che nessuno abbia scomodato Sofocle per un altro recente caso di cronaca. Mi riferisco a quella donna di Prato che ha avuto una relazione con un ragazzo quattordicenne, amore clandestino da cui è nato un figlio. Eppure è un episodio che non può non evocare il fantasma di Edipo, del legame incestuoso. I due protagonisti dicono di amarsi ma la Legge, impietosa, li ha separati e minaccia di condannare lei, la madre, a molti anni di galera. Il reato che le si imputa è la violenza sessuale. Certo, non c’è stata nessuna violenza, credo anzi vi sia stata molta tenerezza, ma per una persona adulta aver rapporti sessuali con un minorenne è in ogni caso un abuso e va severamente punito. Dura lex. Legge che immagina ancora, in chi si trova agli albori dell’adolescenza, una condizione di purezza che va protetta dalla lascivia e dal peccato, una castità d’animo che va difesa dalla corruzione degli adulti. Così, la povera Giocasta non avrà nessuno che la difenda, nessuno che ne faccia un simbolo dell’amore contro una legge implacabile e priva di sentimento, men che meno qualcuno che le offra del denaro, a lei che non è di ricca famiglia, per sostenere le spese legali. Ma non è anche Eros un Dio e non sono le sue leggi da più di quelle puramente umane? Sappiamo che la passione non sopporta altre regole che non siano le sue. Non ha fatto dunque bene questa donna a sfidare, in nome dell’amore, il blocco imposto da una legge moralista e ipocrita? Tuttavia, siamo realisti. Quale vantaggio potrebbe trarre la nostra sinistra neo-evangelizzante e bigotta da una presa di posizione contro una tale legge sessuofobica? Nessuno, attirerebbe solo su di sé l’odio dei tanti baciapile farisei che la votano. Quindi salviamo Antigone dal Fato e lasciamo che Giocasta vada incontro, soffocata dalla colpa e dalla vergogna, al suo destino e alla giusta punizione. Salviamo la figlia-nipote, la madre-nonna si arrangi. Anche il suo amore è un clandestino, ma non di quelli che suscitano la nostra compassione.

LIVIO CADè

02 Lug 2019 in Attualità

99+ commenti

Commenti

  • Che accostamento del cavolo. ” Non ha fatto dunque bene questa donna a sfidare, in nome dell’amore, il blocco imposto da una legge moralista e ipocrita?” Signor Cadè, si sta arrampicando sugli specchi, attento a non scivolare.

  • Mi era scappato nel copia incolla: dura lex, sed lex. Nel primo caso dura piegarsi, nel secondo cosa vuole? I bacchettoni di sinistra credono ancora che nelle fasi di sviluppo evolutivo della sessualità di un ragazzino non sia prevista la paternità. Moralisti da strapazzo senza pietà per una donna pedofila e invece compassione per un bambinetto che si trova padre quando è ancora assolutamente figlio. In tutti i casi, non ricordo come sia finita la vicenda, ma credo che la sinistra un pò di compassione per questa donna turbata la provi comunque. Quelli come Lei invece non sanno invece cosa sia la compassione. O meglio, solo quando vi fa comodo, con un uso strumentale che è solo cinico.

    • Io sono notoriamente un uomo spietato. Ma anche la sinistra mi sembra mostri compassione solo per i clandestini e per i trafficanti di schiavi. Nessun pianto greco sui 700 bambini greci morti per fame, sui milioni di europei impoveriti e senza lavoro o costretti a lavorare per uno sputo perché tanto, se non lo fanno loro, ci sono gli africani.

  • Il primo a citare Antigone è stato Alberto Bagnai, che sulla stampa ha coniato lo slogan “Antigone miliardaria”. Sappiamo della cultura di Bagnai, vera o asserita. Il classico l’ha fatto, quindi di Antigone qualcosa forse ricorderà davvero. Per il resto, ce lo rammentiamo per le sue imprese anti euro, come il no euro day del 2013, quando con quell’altro bell’ingegno di Claudio Borghi spalleggiava Matteo Salvini nella sua crociata, oggi in dirittura d’arrivo, per l’uscita dell’Italia dall’euro senza chiedere il parere degli italiani.

    Il testo del signor Cadè può essere preso in considerazione, ad esempio, per ragioni di sostanza argomentativa. Oppure di stile espositivo. Non entro nel merito riguardo all’una o all’altro. Nemmeno nel merito della discutibilità del paragone tra i due soggetti femminili citati. Quello che invece vorrei sottolineare è che, a prescindere dal merito della questione, spicca subito all’occhio un fatto, quello della capacità comunicativa e dell’abilità mediatica di Alberto Bagnai. Vale a dire, la clamorosa buccia di banana, il colossale autogol che questo solerte cembalista e zelante flautista di musica barocca ha procurato al suo direttore d’orchestra e Ministro dell’Interno.

    È bastata una parola: Antigone. E la bischerata irrimediabile si è realizzata su tutti i media. Che la famiglia non fosse miliardaria, è stata la bischerata minor nella bischerata maior. La maior è stata l’aver attivato, dal profondo del cuore di un popolo che si picca di sentirsi umanista, classicista, grecista, tragicista, sofoclista e via dicendo (tutte cose non vere ma credute tali), un mito culturale come Antigone, un’icona affascinante, un ancoraggio emotivo di irresistibile pathos. L’infelicissima uscita ha facilitato un’irrefrenabile ondata di simpatia e solidarietà filoantigonesca divenuta subito filocarolesca, proprio a causa di questo sciagurato abbinamento. Una stecca devastante, per questo economista prestato al cembalo (o cembalista prestato all’economia, vedete voi).

    Da lì, non solo il popolo della sinistra (che sobbalzo sentimentale per compagni, sessantottini, frattocchiani, sinistrati vari il ricordo dei Cannibali della Cavani in quell’eroico 1969), ma ampie schiere degli altri popoli politici italici non hanno più potuto schiodarsi dalla mente l’abbinamento Carola-Antigone. E in una società in cui i fatti, i numeri, la realtà sono scomparsi e vigono ormai solo l’affabulazione, la botta ad effetto, il colpo emozionale, lo show istrionico, beh, il danno è stato incontenibile.

    Quindi, ammettiamo pure che il signor Cadè abbia ragione su tutto. Ma, visto che ormai siamo un popolo in platea, a fare “oooohh” alla sagra paesana davanti a certi saltimbanchi e cinedi, va detto che questa volta la capriola del giullare è finita con una sonora zuccata.

    • Volevo scusarmi con lei, signor Cadè, per aver approfittato del suo post. Stavo mettendo giù un mio post sulla scempiaggine mediatica commessa dal Caronte psicopompo anti euro e sulle comparazioni con Antigone subito rimpallate dovunque.
      Ebbene, con questo suo inaspettato e comunque graditissimo supplemento al consueto domenicale, lei ieri ha affrontato, sia pure da un’angolazione diversa, lo stesso tema antigonesco e carolesco. Per cui, mi è sembrato pleonastico (se non anche potenzialmente conflittuale, vista la nostra comune ricerca della terza via) ritrovarci sul blog, in 24 ore, due post su Antigone, Carola e Salvini, più il predetto psicopompo economico. Ho così aggiunto, con qualche taglio e adattamento, il mio testo in coda al suo post. Mi scuso quindi per aver infilato il mio uovo di rustica poiana nel suo nido d’aquila. So che non si fa, che non è una bella cosa. Ma, ormai, è fatta e me ne scuso.
      Non posso che essere d’accordo con lei sul fatto che ben pochi italiani conoscano davvero bene Antigone e i testi di riferimento. Ma in parecchi ne hanno una qualche vaga idea e non sempre il proprio livello culturale corrisponde all’auto-percezione di tale livello. E poi, quale migliore occasione per un ripasso? Insomma, sempre senza entrare nel merito da parte mia (e come si fa a trovare un merito tra i pagliacci dell’attuale circo politico?), il precitato psicopompo della prossima Italexit ha proprio evocato, come un maldestro apprendista stregone, qualcosa di estremamente controproducente per il suo cocchiere.

  • Io credo che il signor Cadè abbia voluto scherzare (poi semmai il signor Cadè mi smentirà). Come si fa a prendere sul serio l’accostamento tra Antigone e Carola? Innanzi tutto, credo che al massimo l’0,1% degli italiani sapesse chi è. Quindi nessun pathos, nessuna icona affascinante, solo uno sberleffo ironico, che però la Sinistra ha pensato bene di adottare come simbolo della sua lotta al Male che avanza. È questa Sinistra naufraga, ridotta come la celebre Medusa di Géricault, che dovrebbe venir salvata da qualche pietosa Ong.

    • “credo che al massimo l’0,1% degli italiani sapesse chi è” (Antigone, ovvio)…

  • Bene, adesso la conoscerà qualcuno in più. Ho sentito ieri sera alcune dichiarazioni illividite di Salvini dopo la notizia del rilascio. Tuoni e fulmini contro la Magistratura, dimenticando di ricordare che per la Diciotti, grazie al suo ruolo, Lui ha potuto sottrarsi al giudizio. Se tutti potessimo bypassare i tribunali sarebbe una pacchia. Quindi, o la legge è uguale per tutti o altrimenti, come minacciato dal capo, riformiamo la giustizia, partendo dall’immunità del premier.

    • Dal che si capisce benissimo come la campagna pro-Carola sia in realtà una campagna anti-Salvini. I ‘poveri neri’ (chissà se la censura me lo passa) sono solo un pretesto.

  • Per il signor Cadè di ieri alle 19:29: se è vero, come afferma, di non leggere i giornali e di non guardare la televisione, come fa a dire una cosa simile?

    • Leggere i giornali e guardare la televisione è il modo più rapido ed efficace per distruggere quella misteriosa opera della natura che chiamiamo ‘cervello umano’. Perciò, per motivi igienici, me ne astengo. Così come mi astengo dal fumare, dal prendere farmaci o droghe o dal mangiare schifezze. Ovviamente la dannosità di simili abitudini dipende anche dalla loro frequenza e intensità. Per esempio, se uno tutti i giorni legge giornali di regime o segue programmi televisivi di regime, la distruzione della coscienza critica avviene in modo più rapido e radicale, a meno che uno non abbia potenti anticorpi (caso molto raro). Altre letture o altri programmi televisivi possono allo stesso modo distruggere la coscienza estetica o etica di un individuo. Insomma, sono pericoli mortali e, in uno Stato evoluto, si prenderebbero misure censorie, si proibirebbe la diffusione di questi veleni così come si proibisce l’uso di sostanze nocive negli alimenti, nell’acqua ecc.. Da questo si vede come il mito della libertà sia oggi una delle minacce più gravi alla sopravvivenza dell’homo sapiens.
      Le notizie relative a fatti di attualità (e i relativi commenti), se proprio uno non resiste alla curiosità, andrebbero limitate a dosi omeopatiche. Anch’io, che uso internet per caricare musica e (ahimè) per scrivere qualche stronzata, ogni tanto scorgo un titolo che attira la mia curiosità e apro la pagina per leggere o ascoltare. Cerco di contenermi entro limiti rigorosi e, se qualcosa mi sembra dubbio, ascolto le diverse campane e cerco di farmi un’idea che abbia una certa coerenza e logicità.
      Ma, lo so bene, la cosa migliore sarebbe spegnere anche il computer. Nessuno è perfetto…

    • In effetti, Livio, capita a tutti, durante le conversazioni quotidiane di routine, di accorgersi che il giornale-dipendente sa quattro cose in croce, cioe’ quelle inculcategli dal mainstream di riferimento. Non stupiamoci, poi, se distingue il mondo in buoni e cattivi e non va mai oltre il pensiero di qualcun altro. Sempre convinto/a, e’ ovvio, che i ragionamenti siano farina del suo sacco.

      Anche il gemellaggio Antigone-Carola e’ una c***** galattica, ma e’ bastato che una mente disturbata lo partorisse per farlo rimbalzare da un tabloid all’altro. Rai 3 ci ha fatto addirittura un servizio, anche questo e’ un segno del degrado dei tempi attuali. Ma l’importante e’ resistere, resistere, resistere. Non per salvare il mondo degli uomini, che ha gia’ un suo destino, ma per salvare noi stessi.

  • Grazie per questa lezioncina deontologica per i lettori. Sa che a questa profondissima riflessione non ci era mai arrivato nessuno?

    • Non è mai troppo tardi.

  • Cadè 7:39: non Le viene invece il sospetto che il magistrato Alessandra Vella abbia solo applicato la legge? In tutti i casi la Procura potrà valutare l’appello. Signor Cadè, argomenti invece di schierarsi. Non faccia come Rita a cui ho lasciato l’onere della prova contro Angeli e demoni senza che abbia prodotto niente. Possibile che una frequentatrice del web, piuttosto dei giornaloni, non trovi uno straccio di link a conferma della sua tesi? Non ci si può limitare a scrivere che tutte le tv e giornali ne hanno parlato, con servizi ad hoc sul principale perverso organizzatore.

    • Internet e’ accessibile a tutti e io non sono la tua segretaria. Lascerei da parte la magistratura italiana, comunque, visto che la puzza comincia proprio da li’.

  • Associare la capitana ad Antigone è legittimo se lo si fa ironicamente. Farlo seriamente è segno di un rammollimento cerebrale.
    Accostare il caso di Prato al paradigma di Edipo sarebbe invece molto logico. Solo che questa analogia non si presta ad alcuna strumentalizzazione politica e quindi questa povera Giocasta dovrà pagare il suo ‘reato’ senza contare su magistrati che la spalleggino.
    Per altro, anche di Carola Rackete, come persona, non gliene frega niente a nessuno. È semplicemente utile come simbolo sul quale proiettare i propri pregiudizi politici e ‘umanitari’.

    • Carola Rackete e’ quella che qualche mese fa scriveva sul suo profilo social “sono ricca, bianca e ho il passaporto giusto”. Mi chiedo cosa abbiano trovato di romantico i suoi fans in un personaggino del genere. Ma, probabilmente, chi si assomiglia si piglia. E’ cosi’ da sempre. A piccoli uomini, piccoli eroi ed eroine.

  • In effetti è vero. Carola Rackete non ha violato nessuna legge. Ha solo obbedito alle leggi del mare. Quindi si cambi paragone.

    • Su quale codice marittimo c’e’ scritto “le navi si dirigano in Italia”? Cosi’ me lo vado a guardare.

    • Secondo la procura di Agrigento: atti di resistenza con violenza contro una nave da guerra (la manovra che ha messo in pericolo la navetta della Gdf è stata considerata intenzionale e non motivata da uno stato di necessità), resistenza a pubblico ufficiale, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
      Secondo la Sinistra invece non sussiste alcun reato.

  • Una motovedetta della Guardia Costiera non può essere considerata nave da guerra perchè a bordo dovrebbe avere un Ufficiale di Marina e i vessilli tipici. Ed evidentemente la Magistrata ha creduto alla donna che ha dichiarato di non aver avuto intenti offensivi verso la motovedetta. E magari qui se ne potrebbe discutere. Quanto al favoreggiamento di immigrazione clandestina pare che la capitana non abbia avuto nessun contatto con scafisti e trafficanti di uomini. In più le leggi del mare stabiliscono il soccorso ai naufraghi e l’accompagnamento verso porti sicuri. E Tunisia o Libia non sono considerate tali. Eventualmente, se mai si volesse, si dovrebbe proibire alle Ong di solcare i nostri mari, ma anche in questo caso non saprei in base a quali leggi.

    • Meno male, allora tutto regolare. Sapevo che un accomodamento si sarebbe trovato.
      Resta solo da trovare il modo per eliminare Salvini e ripristinare la democrazia.
      E se dicessimo che è un dittatore? Magari la Nato ci manda i suoi caccia bombardieri a liberarci.

    • Se dicessimo che possiede armi batteriologiche?
      O che mangia i bambini?

    • Il bello è che sembra che io abbia simpatie per Salvini, il che non è. È solo che non sopporto più questa Sinistra ipocrita, anti-popolare, bancofila, salottiera, leccaculo dei padroni ecc..

    • Il processo di espulsione del corpo estraneo (Salvini) è infatti in pieno svolgimento e gli italiani, che ancora del tutto scemi non sono, assistono non ignari al progetto di restaurazione. Se riuscirà aspettiamoci un governo tecnico gestito da eterodiretti Tonti & Birindelli, se non riuscirà può accadere di tutto. Vedremo.

  • Premesso che per il “personaggio” ( ma molto probabilmente anche per l’”interprete”) “il capitano” non nutro stima alcuna, anzi mi provoca istintiva repulsione, rispetto alla “tragica querelle” in atto, mi sento di andare a quello che, per me, è il cuore del problema.
    E mi chiedo, vi chiedo: ma siamo intimamente convinti, cristiani, cattolici, occidentali, persone civili che ci riteniamo, che questi esseri che (comunque la si voglia interpretare) se ne vanno, a rischio della vita e di sofferenze inimmaginabili, dalla loro terra, siano “persone” come noi?
    Malgrado la connotazione fisica così diversa dalla nostra, gli “usi e costumi”, le religioni, il modo di vestire, l’alimentazione …… tanto differenti?
    Nell’intimo di ognuno di noi, quanto c’è ancora degli ispano/portoghesi/britannici /….. che facevano rotta dal continente Africano all’occidente, carichi di “NEGRI” da mettere sui mercati di schiavi a sostegno dell’economia produttiva dei loro/nostri Paesi occidentali?
    E’ notizia di stamattina che un “campo profughi” libico è stato bombardato con centinaia di morti e feriti.
    Personalmente mi sento profondamente turbato dalla mia incapacità a rispondere dal …..profondo, con certezza, e con tutte le conseguenza che la risposta dovrebbe portare alle mie scelte di vita, a quella tremenda domanda.
    Se pur battezzato, non sono cattolico praticante, ma ho ancora nelle orecchie quanto la Chiesa cattolica predica rispetto alla fratellanza, all’accoglienza, all’ecumenismo.
    Sono comunque Cittadino Italiano e credo, voglio credere, nei Principi Fondamentali della Costituzione ed a quelli devono uniformarsi i comportamenti di tutti i cittadini di questo Paese, “governanti” in primis!
    < Art.2 : La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.>
    Questo ….è ?!?

    • Credo, Franco, che l’ambito della coscienza personale si situi su un piano diverso da quello dell’ordinamento giuridico di uno Stato. Noi, come individui, non possiamo mettere in galera nessuno, non possiamo prelevare imposte fiscali, non possiamo dichiarare guerra ecc..
      E d’altro canto, uno Stato ha responsabilità e doveri diversi da quelli del singolo cittadino. Tra questi anche quelli di difendere la propria sovranità, il proprio territorio, far rispettare le proprie leggi ecc..
      Riguardo al dovere di assistenza verso chi fugge dal proprio Paese per guerra, povertà, violazione dei diritti umani ecc., il diritto internazionale riconosce la stato di rifugiato. La prassi riconosce anche la condizione di profugo che può chiedere asilo.
      Resta da vedere in quali casi e a chi riconoscere queste prerogative.
      L’immigrazione cui stiamo assistendo negli ultimi anni mi sembra avere un carattere e scopi decisamente d’altra natura.

    • Ognuno è libero di andarsene, se ritiene di doverlo fare, ma dove sta scritto che deve approdare in Italia? Non un Paese qualsiasi, ma la “terra di mafie” riconosciuta a livello mondiale. Qui prosperano da sempre le mafie nostrane, alle quali si sono poi aggiunte quelle slave e albanesi e adesso le nigeriane. Credo che non vi sia dubbio alcuno sul “perché” gli schiavi vengono portati qui e non altrove. Terra sicura, terra di mafie.

      Non prendiamoci in giro, please, è un insulto ai nostri neuroni. Chi parla di “umanità” sa che fine fanno i deportati, o non vede oltre il suo naso? Perché non si prodiga per il vicino di casa, che ha senz’altro bisogno, a differenza del nero palestrato? Fin da subito, potrei fornirgli due o tre nomi di bisognosi, se pensa così di salvarsi l’anima.

    • A me sembra anche che questa Sinistra in alto mare, che venderebbe la madre ai beduini pur di tornare al governo, nel suo tentativo di raschiare voti dove li trova, abbia ormai compiutamente realizzato un compromesso storico con la Chiesa. Quando li senti parlare, sembrano tutti seminaristi di primo pelo, tutto amore per gli ultimi, per i diseredati, per gli infelici, per i discriminati. Ovviamente non per i pensionati o gli operai e gli impiegati italiani ridotti alla fame, ma solo per gli sventurati di altro colore. In questo, mi duole dirlo, sembrano dimenticare che il precetto evangelico parla di amore per il ‘prossimo’, cioè per il tuo vicino.
      Ridateci il vecchio Partito Comunista Italiano, ridateci i sindacalisti con gli attributi d’un tempo!

  • Signor Martini, mi dispiace di averLa anticipata. Sull’aquila e la poiana, la prendo ovviamente come una bonaria presa per il c… Ma mi preoccuperò di covare anche il suo uovo.

    • Sì, lo è, ma in senso davvero bonario e scherzoso. Lo so, mi meriterò altrettanto.
      Grazie per l’ospitalità.
      Tuttavia, veramente da ingrato, ne approfitterò per dissentire su Giocasta.

    • Le anticipo una divergenza di vedute. Io non credo che Antigone sia stata un autogol. Solo una battuta che la Sinistra e la stampa del regime hanno pensato bene di ritorcere contro chi l’ha detta, di farne uno slogan nella solita retorica buoni-cattivi. Credo che vederla come un boomerang per il governo sia solo una proiezione di desiderio.
      In quanto a Giocasta, in linea di principio la difendo, ma non escludo che emergano elementi a suo sfavore. Perlomeno non saremo influenzati da pregiudizi politici.

  • Il paragone tra Antigone e Carola Rackete ha ormai assunto una dimensione mediatica pubblica tale da rendere una mera battaglia di retroguardia il mettersi adesso a discettare in termini accademici, filologici e semantici sulla sua maggiore o minore congruenza. Ormai sono soltanto, come si dice a Napoli, “pezze a colore”.
    Una delle regole in ogni conflitto è di non sviluppare e accreditare elementi identificativi simbolici valoriali in campo avversario, agendo anzi per circoscriverli, delegittimarli e possibilmente rimuoverli. Qui, a prescindere dalla congruità del paragone, qualcuno molto vicino all’attuale deus ex machina nazionale, non un portaborse qualsiasi, ha fatto una clamorosa stupidaggine mediatica. Non perché Antignone e Carola Rackete abbiano o non abbiano qualcosa in comune. Ma perché tutti o quasi tutti adesso in Italia hanno stampato nelle sinapsi neuronali questo collegamento. Non con la strega cattiva di Biancaneve o con la perfida matrigna di Cenerentola ma con un personaggio tradizionalmente positivo ed esemplare.
    Secondo il querulo Roberto Vecchioni e secondo la clacque dell’intellettualità di sinistra e in buona parte di centro, Carola Rackete è ormai la “Capitana Antigone”. Rappresenta le ragioni del cuore contro la ragion di Stato. Dunque non si può che stare dalla sua parte. E’ diventato ormai un paragone martellante. C’è stato persino qualcuno che ha postato la foto di “Capitana Antigone” con la scritta: “Hanno arrestato la bontà”.
    Nessuno contesta il fatto, ormai evidente, della colossale strumentalizzazione da parte degli anti-salvinisti. E si può prevedere che il salvinismo potrà sopravvivere senza danni eccessivi a questa strumentalizzazione. Il punto è un altro. È che su quel tavolo da biliardo in cui si è ormai trasformata la politica italiana, questa fesseria di Bagnai sulla “Antigone miliardaria” fa segnare un punto a favore delle stecche di sinistra. Che poi la partita sia lunga e le stecche di destra possano segnare più punti, questo è un altro discorso. Qui ed ora, se fossimo stati veramente ai tempi del fascismo, di Bagnai si perderebbero le tracce per parecchio tempo, con successivo rinvenimento a cose fatte. Ma, come dicevo in un altro commento, non ci sono più i fascisti di una volta.

    • Ammettiamo pure che tra l’opposizione e il governo sia in atto una partita a scacchi e che Bagnai abbia fato una mossa di quelle che, sui manuali, vengono segnate con due punti interrogativi (vulgo: grande cazzata). Ma io ritengo che questa Sinistra, ora come ora, avesse pure il vantaggio della Regina e delle due Torri, perderebbe anche contro un principiante. Se vuole sconfiggere Salvini le serve l’aiuto di qualche ‘Grande Maestro’.

    • Ah beh, signor Cadè, su questo sono pienamente d’accordo con lei. Come si dice a Roma, tutta ‘a vita.

      Dopo di che, se io fossi di sinistra, direi ahò, dàmoce ‘na mossa.
      Essendo di destra, mortacci loro.

    • A dire il vero, Pietro, giusto stamattina mentre raccoglievo le mie cose per andare al mare ho sentito su La7 (rete di Cairo vicina al Pd) la nota sondaggista Alessandra Ghisleri affermare che dalla vicenda della tedesca no global tedesca il salvinismo ci ha guadagnato. Nessun punto per le stecche sinistroidi, dunque.. Non sottovalutiamo gli italiani.

    • Quod erat demonstrandum…

  • “Prossimo” nel senso di prossimità? Il tuo vicino di casa, di paese, ma dopo un po’ di strada non piu? Un vangelo geografico? Interessante questa interpretazione. Io ho sempre creduto che significasse vicino, nel senso di appartenente alla stessa specie. Meno male che mi sbagliavo, avrei continuato a credere di dover sentire “prossimo” anche il nero che mi chiede un euro tutti i giorni.

    • Ho detto un’altra cosa. Cioè che questa Sinistra neo-evangelica, papista ed ecumenica, ritiene debba prevalere l’amore per il ‘lontano’ su quello per il ‘prossimo’. È una sua libera interpretazione.

    • Non vorrei essere frainteso. Non è che la Sinistra ami gli africani, semplicemente sfrutta il fenomeno dei migranti e la retorica dell’accoglienza per fare propaganda politica.

  • La vicenda della SeaWatch nel suo complesso è una cosa, e sul fatto che, sempre complessivamente, ogni volta che si tratti di migranti Salvini ci guadagni a man bassa, non per fare la figura di quello più furbo di Alessandra Ghisleri, l’avevo già detto chiaramente e diffusamente nei miei commenti al precedente post del signor Cadè. Basta leggere. Quindi, nulla quaestio. Ma, ripeto, questa è una cosa.

    Altra cosa, collegata ma ben distinta, è la trovata della “Antigone miliardaria”, che rappresenta un “di cui” specifico nell’ambito della generale apoteosi salviniana antimigrazionista. E qui mi riferivo al tema introdotto, sia pure da angolazioni differenti, da un diverso post del signor Cadè. Su questa cosa, secondo me, basta guardarsi in giro, aprire gli occhi e le orecchie per valutare la grama bischerata di Bagnai. Ma non voglio convincere nessuno. Se Bagnai piace anche quando spara bischerate, perché è no euro, se vi piace così, contenti voi, un bell’applauso alle bischerate mediatiche di Bagnai.

    Quanto ad Alessandra Ghisleri, collegare alle sue soggettive affermazioni personali un “quod erat demonstrandum”, mah, anche a prescindere da quanto detto sopra, mi sembra un atto di fiducia giornalistica più posprandiale che razionale. Ma se invece Alessandra Ghislieri è l’oracolo di Delfi, visto che siamo in tema di cultura greca classica, allora va bene così. Ho sempre creduto più agli oracoli veri che ai giornalisti camuffati da oracoli.

    • Evidentemente l’opinione di una giornalista (che non conosco neppure) non dimostra un bel nulla. In questo caso era solo la conferma di una mia ipotesi. Ma mi sembra che anche Lei, signor Martini, ritenga verosimile l’ipotesi che Salvini con Antigone c’abbia guadagnato altri voti. Quindi, la bischerata non gli ha fatto alcun male, anzi…

    • La Ghisleri non e’ una giornalista bensi’ la titolare di una delle agenzie doxa piu’ quotate d’Italia, non “darebbe i numeri” tanto per darli, con il rischio di perdere faccia e committenti. A che pro?

    • Rita, la Ghisleri parla della vicenda SeaWatch solo nel suo complesso. Mi sono andato a vedere quello che ha detto e scritto. Ripeto, prima della Ghisleri l’abbiamo detto tutti nei giorni scorsi, che Salvini nel complesso ha fatto un colpaccio. Personalmente, ho persino detto su questo blog che adesso i sondaggi lo darebbero al cinquanta per cento. Ed ho anche chiesto come mai la nostra marina militare, guarda caso, non abbia fermato la SeaWatch. Bene. Punto e a capo.

      A un certo punto, in questo trionfo salviniano, che adesso la Ghisleri commenta da buona ultima, arriva Bagnai con la sua pirlata. Tutto qui. Dico solo che se Salvini stravinceva, adesso stravince un po’ di meno. Ma stravince lo stesso. Tutti tranquilli, stravince comunque. La Ghisleri non c’entra niente e non dice niente sulla specifica bischerata di Bagnai. Quindi, citarla a tale specifico proposito non mi sembra pertinente. Nient’altro. Dopo di che, se anche lo dicesse, mi permetto di far presente che l’Italia non pende dalle sue labbra.

      Rita, se Salvini viene fatto santo, per me è meglio rispetto alla santificazione di Fratoianni. Ma se Bagnai toppa, difenderlo quando toppa fa male alla destra, non alla sinistra. In ogni schieramento gli anelli deboli nuocciono e quindi vanno messi nella condizione di non nuocere.

    • Per porre in essere un blocco navale, poiche’ di questo stiamo parlando, la Marina Militare ha bisogno di un’autorizzazione del Parlamento che, ne’ la ministra Trenta ne’ la maggioranza grillina, daranno mai. Queste non sono competenze che attengono alle prerogative del Ministero dell’Interno.

  • In questo post il confronto tra Antigone e Carola Rackete viene comparato con il confronto tra Giocasta e la signora di Prato con l’amante quattordicenne e relativo figlio. Si rileva che il primo confronto viene enfatizzato e il secondo invece ignorato. E si rimarca quindi la contraddizione tra il fatto del primo conclamato confronto e il fatto del secondo mancato confronto. In pratica, l’ossatura dialettica essenziale su cui si regge il post, oltre che sulle abituali capacità espositive dell’autore, è questa.

    Sulla congruità del primo confronto, quello tra Antigone e Carola Rackete, abbiamo già letto sui media fiumi d’inchiostro e anche su questo blog altri torrenti si sono aggiunti. Sulla congruità del confronto tra Giocasta e la signora che si faceva il ragazzino, avrei molte, ben maggiori (o ben peggiori) perplessità. Conosciamo la storia di Giocasta, Edipo e famiglia. I due non sapevano. E quando han saputo, Giocasta si è fatta fuori. E poi, proprio la vicenda, la dinamica, la trama sono diverse. Qui c’è una trentenne che si fa il quattordicenne. E non tiratemi fuori l’amore. L’amore de che? Insomma, mi sembra un collegamento che, parafrasando ed edulcorando il primo commento di Ivano, definirei alquanto peregrino.

    E, per carità di Patria, non si tirino fuori Freud e tutta la banda novecentesca che ha costruito le sue fortune su amplessi e complessi, sogni e bisogni, fasi dell’esistenza basate su concavità e convessità varie e altre cose del genere, consce o inconsce, destinate a una prossima, drastica ridimensionata da parte delle neuroscienze e della biogenetica. Non confondiamo i presunti novecenteschi complessi di Edipo o di Giocasta con la tragedia greca, che resta una cosa seria.

    Per cui, se Antigone con Carola Rackete c’entri o meno, ai posteri l’ardua sentenza. Ma rispettiamo la povera Giocasta. Che non c’entra nulla con certi personaggi. Da che mondo è mondo, ogni tanto i ragazzetti trovano una nave scuola. Certo, diventarci anche padri è un po’ diverso. Ma questa è un’aggravante, nient’altro. Persino nella nostra oscura provincia rurale le navi scuola non sono certo mancate. Ma nessuno, a proposito di certe esperienze, ha mai scomodato Sofocle.

    • Signor Martini, accostando il fatto di Prato al paradigma edipico è chiaro che non ho fatto opera di filologo. Il ragazzo qui non ha ucciso il marito della donna, non si è accecato, e la donna non è neppure sua madre.
      Ma Lei non può liquidare con una smorfia sprezzante il fatto che la mitologia dell’Edipo, nella sua veste psicanalitica, ha permeato la cultura dell’ultimo secolo.
      Lei può rifiutarla come paccottiglia o, come direbbe un freudiano, ‘rimuovere’ tutta la faccenda. Ma non può negare l’importanza per il pensiero moderno del modello elaborato da Freud.
      In questo senso, il caso di Prato è inequivocabilmente edipico, non come tragedia sofoclea, ma come metafora psicanalitica.

    • “L’insospettabile Sole 24 ore”?
      Comunque, nell’articolo mi sembra si esageri un po’ nell’uso di termini enfatici: “orrori indicibili…condizioni disumane…stupri e torture…inferno…vite tremendamente provate…naufraghi in pericolo di vita” ecc.. per giustificare il reato della Rackete sulla base di uno stato di necessità e l’urgenza di attraccare.
      Però la Procura di Agrigento ha negato che esistesse uno stato di necessità. Forse vi sono infiltrazioni salviniane anche lì?
      Pian piano si arriverà veramente a sostenere che la motovedetta della Gdf era manovrata da leghisti e si è messa di mezzo apposta.

    • Comprendo ora, signor Cadè, che lei spiega il suo confronto tra Giocasta e la signora di Prato, in modo fondamentale se non totale, nel’ambito freudiano psicoanalitico.
      Cosa che ovviamente nessuno ha fatto per collegare Antigone a Carola Rackete, in assenza di rielaborazioni freudiane su Antigone pari a quelle da lui svolte su Giocasta ed Edipo.
      Per cui, capisco che il suo collegamento tra Giocasta e la signora di Prato si basa solamente o principalmente sul cosiddetto complesso di Giocasta e sul cosiddetto complesso di Edipo, in quanto ascrivibili, rispettivamente, alla signora di Prato e al suo ragazzino. Quindi, sulla rielaborazione freudiana psicoanalitica di questi personaggi.

      Non faccio alcuna smorfia sprezzante né sulla cultura del secolo scorso, né su certe interpretazioni moderne dei classici greci. Semplicemente, mi sembrerebbe giusto storicizzarle, anche alla luce degli attuali dibattiti scientifici.
      Ho molti amici psicologi e psicoanalisti e non considero affatto paccottiglia le loro materie.
      Ma comprenderà come la Giocasta di cui lei parla non sia quella di Sofocle, bensì quella di Freud. Mi scusi, ma ammetterà che la differenza per me non è da poco. Le chiami pure “rimozioni”. Io le chiamo diversamente. Infatti, il discorso si sposta subito dall’interpretazione di Sofocle all’interpretazione di Freud che interpreta, a sua volta (e soprattutto a suo modo), Sofocle.
      Ecco perché, da sempre interessato, tra gli altri, anche a Sofocle, fatico a manifestarle altrettanto interesse riguardo a Freud e, soprattutto, a talune evoluzioni della sua scuola pscoanalitica novecentesca. Chiarito il malinteso, la ringrazio per il cortese dialogo chiarificatore.

    • Mi scuso ancora, signor Cadè, ma c’è proprio una cosa che, prima di tacermi del tutto su certi freudismi e psicologismi novecenteschi, non riesco davvero a fare a meno di chiederle: senta, ma lei, signor Cadè, davanti a un signora ormai con gli speroni che ci dà e ci dà con un ragazzino quattordicenne, pensa sinceramente che si possa buttarla sul “caso inequivocabilmente edipico” e sulla “metafora psicanalitica”?

  • Abbiamo capito che per il signor Martini l’incauto Bagnai andrebbe eliminato, fisicamente o politicamente. Vedremo.
    Io trovo però che ancora una volta, in tale questione, prevalga il tono salottiero tipico della Sinistra. Retorico e astratto.
    A parte il dire che gli africani vanno aiutati a entrare in Italia e favorirne l’approdo a Lampedusa, cosa fa poi la Sinistra per loro?
    Non sarebbe meglio, invece di fare discorsi ipocriti, spiegare perché i giovani africani vengono qui e qual è la reale situazione in Africa e chi ne sono i responsabili?
    Questo sarebbe un discorso serio, ma temo manchino l’onestà e il coraggio di farlo.
    O forse è solo stupidità.

    • Ma certo Livio, come al solito: i “sintomi” anzichè “la causa”!
      ” ….perché i giovani africani (e non solo i giovani, gli adulti, i bambini ) vengono qui e qual è la reale situazione in Africa e chi ne sono i responsabili?”
      Se non si lavora sulla “causa”, ma si pretende solo di eliminare “i sintomi” non si “guarisce”!
      Ma mi pare evidente che non si punti “la guarigione”, anzi, c’è un tal bel big business legato a tener viva “la malattia”!!!!
      E poi, i ….consensi vanno su, ma di brutto/di brutto !!!!

    • I sinistri non fanno nulla oggi come ieri, la loro e’ pura demagogia: “scendeteli” e poi chi se ne frega se finiscono sul marciapiede. Non sono forse questi i buoni? Senza contare che continuano a parlare degli “orrori” di centri di detenzione che non hanno mai visto e di migliaia di morti nel Mediterraneo che non hanno mai contato. Come ben sappiamo noi rivieraschi, gli annegati galleggiano, se non galleggiano significa che non sono annegati. Fa niente se Unhcr sostiene un’altra tesi. Ma questo, forse, l’ho gia’ detto.

  • Mi pare che oggi un centro di detenzione libico sia stato bombardato per errore. Decine di morti. Libia, porto sicuro. No, Rita, nessuno vuole santificare nessuno, basterebbe che l’informazione fosse attinente ai fatti, non a chi va a letto con chi o che simpatie politiche ha. Di inutili massacri ne abbiam visti fin troppi, spesso più supposizioni che altro. E si sa, le cose supposte si sa dove finiscono.

    • Di centri di detenzione e’ pieno il mondo. Possibile che nessuno di questi “detenuti” armati di telefonini ultimo modello non sia mai riuscito a girare un video (non di repertorio) dentro le orrende mura? Perche’ quando scendono dalle navi non mostrano a tutti cio’ che i loro occhi hanno visto? Te lo sei mai chiesto? Credi che i demagoghi non utilizzerebbero quei filmati, se solo li avessero, come armi di distruzione del nemico? Hai presente in 17 giorni di sosta in mare dove avrebbe potuto andare la Sea Watch, se davvero fosse stata in cerca di un porto sicuro? A Capo Nord, probabilmente. Ma la sua meta era l’Italia.

  • In tutti i casi io sono per la giusta pena. Soprattutto accertati i comportamenti e le responsabilità, non i vizi privati.

  • Forse ho fatto confusione di post

  • Che poi, a pensarci bene, il titolo del post fa sorridere. Il signor Cade’ fa appello ai miti per interpretare il moderno, quando rappresentano comunque il passato e l’ attualità contemporaneamente. Paladino della tradizione di cosa si scandalizza o indegna?

    • I miti rappresentano il passato? Questa e’ davvero grossa, anzi enorme.

    • Sa che non ho capito? Sarà l’età.

    • Mi riferisco al commento del signor Macalli, 3 Luglio 2019 alle 19:59

  • Indigna, scusate, colpa della modernità del correttore automatico. Che tragedia.

  • Signor Martini, sul piano puramente filologico anche l’accostamento Carola-Antigone presenta evidenti incongruenze. Ma non voglio fare il pignolo. È diventato uno slogan con tutto quanto di idiota ci può essere in uno slogan.
    Il piano su cui si pongono la signora di Prato e Giocasta è sicuramente asimmetrico ma dal punto di vista tragico è certamente più denso.
    Il caso di Carola, infatti, sembra destinato a svaporare nel nulla. La ragazza se ne tornerà in Germania con la sua aureola luminosa, da eroina, tra gli applausi dei benpensanti.
    Gli stessi benpensanti non troveranno invece nulla da ridire se la signora di Prato dovrà farsi 6 o 8 o 12 anni di galera. Forse dovrà indebitarsi per pagare le spese, mentre per la ricca Carola hanno raccolto badilate di soldi. E la signora di Prato, se condannata, dovrà lasciare non solo il ragazzo che dice di amare, ma anche il marito e due figli e sentire su di sé per tutta la vita la condanna o lo scherno dei benpensanti. Questa è una vera tragedia, con tutto il rispetto per Sofocle.
    Vede, io lo trovo profondamente ingiusto. E insieme dimostra come va il mondo.
    Trovo anche ingiusto che, per commentare la storia della signora di Prato, non si trovi di meglio che ricorrere a immagini licenziose, da filmetto erotico anni ’70. La signora che ‘si fa il quattordicenne’, ‘che ci dà, ci dà col ragazzino’ e ‘amore de che?’
    Dobbiamo credere alla signora Rackete che dice di essersene fregata di ogni legge perché c’era uno stato di necessità (anche se sappiamo che non è vero) e non dobbiamo credere alla signora di Prato se dice che lei e il ragazzo erano innamorati?
    Quella di Carola-Antigone è solo una farsa politica, quella della signora di Prato è invece una vera tragedia, un vero simbolo dell’attrito tragico che si crea tra i sentimenti umani e la violenza delle leggi. E, io credo, dovremmo parlarne con più rispetto.

    • Si, RISPETTO” perchè è una PERSONA ( e mi ripeto, così come ho fatto per i “neri”) anche lei.
      E in tutte le persone, nel profondo, in potenza c’è tutto: il bene, il male, la generosità, la crudeltà, la dolcezza e il sadismo.
      Stanno li, nel profondo, già …..innescati in attesa dell’ ….evento scatenante.
      Poi sono capaci tutti ad ergersi da giudici!!!!

    • Bene, prima abbiamo dovuto ammettere che il paragone con la Giocasta di Sofocle c’entrava ben poco, perché invece era la Giocasta di Freud. Poi abbiamo dovuto sterzare di nuovo perché parlare di “metafora psicanalitica” rispetto a una simile pochade (e a un simile reato penale) avrebbe fatto rivoltare Freud nella tomba. Adesso, dovendo in qualche modo trovare un appiglio, ci appelliamo al presunto grande amore infelice da teleromanzo, con richiamo a un rispetto che, in tutti i commenti precedenti, a Carola Rackete non è stato riconosciuto nemmeno per un centesimo di quello qui invocato. Ci manca solo la monaca che sventurata rispose e poi, su questo preteso collegamento con la povera Giocasta, abbiamo fatto tutti i giri di giostra e tutte le arrampicate sui vetri. Per me, almeno su questo punto specifico, direi che la cosa è ormai abbastanza definita e conclusa. Col massimo rispetto e con immutata stima verso chi intende continuare a commuovercisi ancora.

  • Vedo, Livio, che tu hai un giudizio ben preciso su Carola Rachete (mi riferisco, naturalmente, alla dicotomia tra legge e coscienza).
    Personalmente dividerei i due piani e i giudizi “giudiziari” li lascerei ai magistrati.
    I magistrati non sono credibili perché tutti “comunisti”? Non lo so se siano tutti comunisti. Quello che so è che in Italia, per fortuna vi sono tre gradi di giudizi e per l’arresto non basta il procuratore della repubblica, ma ci vuole anche il gip.
    Il fatto che, in questo caso, il gip abbia, “leggi” alla mano, letto gli stessi “fatti” in modo diverso dal procuratore, mi conferma che quando parliamo di diritto, parliamo di interpretazioni delle stesse leggi (o magari, alcuni si appellano ad alcune leggi ed altri ad altre, ma sempre sulla base delle leggi).
    Del resto, in ogni paese al mondo i giudici “interpretano”.
    Ciò che mi rifiuto di accettare per principio è il “giudizio politico dei politici”: ai politici spetta fare le leggi, non “giudicare” (e meno male!).
    Ci sono state epoche in cui i politici “giudicavano” (penso al “Terrore” giacobino), ma spero che quelle epoche non tornino più.

    • No, Piero, non ho nessun giudizio da dare sulla signora Rackete perché non la conosco. Mi limito a criticare la grottesca beatificazione che il popolo della sinistra ne ha voluto fare. L’innalzamento agli altari di Carola-Antigone fa parte di quelle narrazioni fiabesche con cui questa Sinistra armata Brancaleone cerca di riguadagnare credibilità. Ma, come ho già detto, credo sia stata una mossa politicamente autolesionista.
      Le tue considerazioni – ci sono le leggi e ci sono i giudici che le interpretano – sono sensate, ovviamente. Le tue allusioni al Terrore giacobino e al rischio che tali periodi ritornino, mi sembrano invece un po’ capziose.
      L’analogia Salvini-Robespierre è ancora più ridicola di quella Carola-Antigone.

      Resta da capire perché un gip interpreti i fatti (non le leggi) con tanta libertà. Dire che una motovedetta della Gdf non è una nave militare è, per quello che ne so io, una assurdità. Dire che non v’è stata resistenza a pubblico ufficiale mi sembra un’offesa all’intelligenza. Dire che la manovra della comandante era giustificata da uno stato di necessità contraddice quello che hanno detto la procura, la capitaneria di porto e i medici che controllavano la salute dei passeggeri (questo è almeno quello che mi risulta). E dire che la capitana ha agito senza cattive intenzioni è una questione di simpatia personale, suppongo.
      La sostanza è che Carola se la cava. Gip e giop le hanno dato una mano a farla franca.
      Ma, nella partita politica che il signor Martini ha evocato, non credo sia stata una mossa intelligente.

    • I magistrati non sono credibili in quanto corrotti, Piero. Quali comunisti? Sono baronetti che gestiscono i loro feudi in modo non sempre rispettabile.

      In quale paese al mondo la casta giudiziaria e’ divisa in “correnti” politiche? Solo in Italia. E difatti, quanti ex-magistrati finiscono in parlamento? E’ normale?

  • Per Rita delle 21:29 di ieri, che come al solito legge e capisce quello che vuole. Io ho parlato di passato e presente contemporaneamente, per significare l’immutabilità tragica o comica dell’uomo, per dire che i miti li usiamo ancora adesso e li useremo sempre per raccontare e capire i comportamenti umani. Rispetto al titolo del post volevo solo dire che non c’è niente di moderno nelle tragedie o nei due racconti che stiamo trattando. L’uomo continua a vivere nell’unico modo che ha saputo inventare. Io avrei tolto l’aggettivo. Tutto qua.

    • Sono tragedie moderne perché appartengono alla cronaca di questi giorni. Ma il loro significato simbolico è antico quanto l’uomo. Però non parlerei nel loro caso di miti ma di paradigmi o di archetipi della tragedia classica.
      Il conflitto edipico edipico teorizzato da Freud potrebbe invece rientrare legittimamente nella categoria del mito. Questo non ne sminuisce certo il valore, anzi.

  • Salvini non è Robespierre finchè gli è impedito. Non si può assolutamente negare che abbia velleità autoritarie.

    • Ed ecco la classica proiezione, come direbbe un qualunque psicoanalista, se interpellato al proposito.

  • E direbbe una bella stupidata. Meno male, e mi conforta, che tanti analisti e opinionisti la pensino come me. Invece la casalinga di Voghera o di Genova non l’hanno ancora capito.

    • Si può benissimo fare a meno di certi analisti e opinionisti. Meglio le casalinghe.

    • Quelli di Repubblica la pensano senz’altro come te. O meglio, tu la pensi come loro.

    • Siamo ignoranti, mica come voi dei quartieri alti che avete studiato, perdonateci. Ci rifaremo nella prossima vita.

  • Livio Cadè, populista dichiarato.

    • Io direi: populista e sovranista. Ma sa, non è tanto un mio capriccio. È che cerco di rispettare la Costituzione: “la sovranità appartiene al popolo”.

  • Rispondo a Franco sulla questione del RISPETTO. Sono d’accordo. Però non è solo questione di rispetto o di giudizio umano. Qui c’è anche un problema giuridico. A te sembra giusto che una donna adulta che ha una relazione con un ragazzo adolescente rischi 12 anni di galera? Io dico che è una legge insensata.
    Tra l’altro, questa legge implica anche un pregiudizio culturale e sociale di estrema gravità. Cioè afferma che questa donna è una ‘pedofila’ e con ciò le impone un marchio di infamia.

    • Quando è un uomo protagonista di vicende simile viene immediatamente bollato come pedofilo. Perchè con una donna no?

    • Signor Macalli, considerato che in questa società aberrante, che fonde la pornografia più disgustosa con il puritanesimo più ipocrita, ‘pedofilo’ è sinonimo di mostro, depravato, psicopatico ecc., io andrei coi piedi di piombo prima di bollare qualcuno a fuoco.
      Infatti si finisce col raccogliere sotto una sola etichetta quello che stupra una bambina di pochi mesi e la signora che ha una relazione con un adolescente consenziente (anche se si dirà che è stato sedotto, abusando di un ascendente particolare ecc.).
      Poi, da questi linciaggi morali non ci si risolleva più.

  • “che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.” Le sparate di Salvini di questi giorni contro la Magistratura sono fuori dalla Costituzione e dalla Ragione che vogliono che i poteri dello Stato siano separati. Rifaccio la domanda di pochi giorni fa e alla quale nessuno ha risposto: vi immaginate tutti i poteri nelle mani di un uomo solo? In Italia l’abbiamo già visto.

  • Signor Cadè, non è detto che la signora rischi chissà quanti anni di carcere. Vado a memoria, ma mi pare che la moglie di Macron l’abbia concupito che era giovanissimo, e mi pare che in Francia fu scandalo. Però vede dove sono arrivati? Quindi preghi per la signora e vedrà che se la caverà. In tutti i casi anche l’italiana qualche problemino ce l’ha.

  • Signor Martini, confesso che da Lei non me l’aspettavo. Eppure non mi sembra difficile.
    Il caso di Prato è chiaramente una metafora edipica. Ogni volta che nella letteratura, nel cinema, si incontrano casi simili si parla di situazioni edipiche. E si dà il caso che Edipo sia opera di Sofocle, nella sua forma classica, e l’Edipo sia creatura di Freud, nella sua veste di complesso psichico. Quindi non vedo perché scandalizzarsi se li cito, tra l’altro in un blog, in un contesto polemico legato a un fatto di cronaca, non certo in un saggio scientifico.
    Anche la Sua lagnanza per una mia presunta mancanza di rispetto per la signora Rackete mi sembra totalmente gratuita. Se rilegge i commenti (ma si fidi) vedrà che io ho detto di non voler esprimere alcun giudizio sulla signora in questione perché non la conosco. Credo solo che abbia commesso, per ragioni che non conosco, un reato e che quindi andrebbe processata.
    La Rackete, invece, è già stata assolta e canonizzata mentre l’altra è stata arrestata e rischia la galera.
    Tutto qui.
    Non cediamo al lato oscuro della forza…

    • Non ho neppure parlato di un “grande amore infelice da teleromanzo”. È facile fare del sarcasmo, ma io ho solo detto che bisognerebbe evitare di fare processi sommari e di proiettare su queste vicende morbosità che forse sono più dentro di noi che nella realtà che giudichiamo(parlo in generale, non solo di noi e del caso di Prato).

  • Per Cade’ h. 12:16. Assolutamente d’accordo con Lei.

  • Però il rapporto del signor Cadè con la legge rispecchia naturalmente il rapporto ambivalente che tutti noi abbiamo con le regole. Se ci van bene le accettiamo, se contrari le contestiamo. Prendiamo ad esempio i casi di cui ci siamo occupati. Con la donna di Prato ci vuole cautela e sensibilità, con la signora Rackete si deve assolutamente applicare la legge. Chissà cosa pensa del fatto che Salvini ad esempio, grazie alla legge pro parlamentari e Ministri, si è parato il culo con la non autorizzazione a procedere per la nave Diciotti, mentre il comune cittadino non gode di scudi protettivi. Non c’è forse scritto nelle aule dei tribunali che la legge è uguale per tutti?

    • Sul diritto di immunità si può discutere ma non è un problema che ci riguarda qui.
      Sui due casi in questione, mi sembra che obiettivamente vi siano delle enormi differenze. Il primo (Carola) si situa in un ambito macropolitico, che ha evidenti implicazioni sociali, economiche, militari e internazionali, e quindi richiede un’attenzione più severa rispetto all’altro, che si esaurisce nel microprivato, nella sfera delle relazioni intime di due persone.
      La legge va applicata, bene. Va interpretata, bene. Ma a me pare che il giudice abbia usato molta più affettuosa “cautela e sensibilità” nel primo caso. Questo è per me il paradosso.
      Non è questione di tifare per una o per l’altra. Tuttavia, di Carola Rackete non me ne frega nulla, perché penso abbia ampie protezioni e privilegi. L’altra mi fa un po’ pena.

    • Siamo ormai al delirio puro. Come si puo’ paragonare una “nave scuola” – cosi’ veniva romanticamente definita questo tipo di donna dagli scrittori del secolo scorso – alla miliardaria annoiata che dice a uno Stato “me ne frego delle tue leggi”, protestando, in realta’, contro la divisa di suo padre? Ma trovati un bravo strizzacervelli, cara ricca bianca e con il passaporto giusto, invece di venire a rompere le scatole a noi italiani. Basta fulminati nel bosco, non se ne puo’ piu’.

      http//www.conflittiestrategie.it/gia-libera-la-scafista-di-glg-e-gp

    • Infatti, Rita, prendendo il pretesto di Sofocle volevo solo mostrare come intorno all’Antigone ricca si sono raccolti giudici compiacenti, politici ipocriti, giornalisti osannanti. Hanno raccolto per lei anche un sacco di soldi. E ovviamente la si lascia andare, manca solo di farle le scuse. Forse le dedicheranno una via. Ma dov’è il terribile Creonte, il tiranno spietato, il Robespierre meneghino?
      Intorno alla disgraziata di Prato si raccoglie solo condanna e sarcasmo, e la si arresta. Era questo il succo. Ovvero, come dice il signor Macalli, che la legge è uguale per tutti.

  • La legge è uguale per tutti, pro domo mea naturalmente. Chiarissimo, leggendo quanto scritto in questa sede. Invece, nel caso della signora di Prato, ripeto, qualche disturbo c’è, magari non da meritarsi il carcere, ma una rieducazione sentimentale magari sì. Senza considerare il bambinetto padre e il bambinetto figlio.

  • È rimasta in sospeso la domanda del signor Macalli: “vi immaginate tutti i poteri nelle mani di un uomo solo?”
    No, non me lo immagino. È un’ipotesi che mi sembra per adesso fantastica. Forse mi sbaglio. Ma sa, io credo che non siamo messi tanto bene neanche ora. Dice la Costituzione: “L’Italia è una Repubblica democratica”. Ma cosa vuol dire democratica? Teoricamente ‘governo del popolo”, il popolo è sovrano. Ma è così?
    Io direi piuttosto che oggi ‘democratico’ vuol dire ‘potere di un’élite’.
    Per questo io auspico una rivoluzione popolare.
    Noi oggi siamo sottomessi in ogni senso, sfruttati da parte di un banda di ricchi criminali.
    Quindi non mi preoccuperei di un fantomatico dittatore ma di quelli che realmente ci comandano.

    • Fa sorridere che i paranoici spaventati dall’avvento del Grande Dittatore siano i sostenitori del globalismo che, appunto, e’ il potere mondiale (!) concentrato nelle mani di un pugno di famiglie. Odiano il sovranismo, ma stanno benissimo in mezzo ai tanti reucci asserragliati dentro i palazzi di giustizia e amministrativi, dove governano indisturbati i loro feudi e distribuiscono regalie. Questo e’ un mondo di matti.

    • Comunque, Livio, vai a ripassare la tua antologia mitologica e tira fuori qualche altro personaggio perche’ sta arrivando la nave della Ong “Mediterranea” (la stessa di “Mare Ionio”, degli armatori Fratoianni e Vendola). Altra sceneggiata napoletana in programma nei prossimi giorni, cerca di non farti cogliere impreparato.

    • Immagino che gli emuli di Carola, eroi ed eroine pronti a sfidare l’ira sanguinaria del tiranno, si moltiplicheranno rapidamente, visto come funziona la legge da noi. Dovremo dar fondo a tutta la nostra mitologia e poi, esaurita quella, pescare tra i miti indiani, cinesi, americani. Qualcosa troveremo.

  • Per 19:55 di ieri e altri: qui si crede che in Stati sovranisti, capetti, oligarchi e anche plutocrati non ce ne siano. Mettiamoci corruzione, malaffari miliardari e poveracci con forbici paurose. Fate una salto in Russia, Ungheria, Turchia, mettiamoci anche la Cina, e poi me lo raccontate. Tutti paesi dove tantissima gente è allo stremo, la libertà di stampa non esiste e i giornalisti finiscono in galera per marcirci dentro. Se questi sono i paesi di riferimento siamo a posto. Comunque tranquilli, la mitologia serve anche lì. Qualche bel collegamento si può sempre fare.

    • Lei mi ricorda Pangloss. Il Suo ottimismo riguardo al mondo ‘evoluto’ occidentale (cioè l’impero degli usurai e dei mercanti di schiavi) è commovente. E naturalmente, noi occidentali buoni e progressisti, siamo circondati da popoli barbari e crudeli. È un quadro toccante nella sua innocenza.
      Comunque, ha ragione Rita, dobbiamo prepararci. I negrieri, e i loro accoliti più o meno consapevoli, avranno riso di noi, di questo Pese dove vige la legge di Gip e Giop.
      E staranno istruendo nuove Antigoni su come speronare le navi nemiche, magari anche affondarle, senza rischiare nulla.

    • Sei decisamente male informato. Confondi gli avversari dei governi in carica con i vessati da regimi totalitari. Per il momento al mondo c’e’ una sola pericolosa plutocrazia, quella finanziaria mondialista che in meno di vent’anni ha messo sul lastrico l’Europa (anche per l’inadeguatezza politica dei suoi dirigenti) trasformandola in una mucca da mungere. Il fatto che tu appartenga alla generazione dei privilegiati con il posto fisso e i diritti sindacali assicurati non dovrebbe farti dimenticare l’enorme massa di lavoratori giovani che sta pagando tutte le nostre (e dei nostri padri) stupidate demagogiche. Al posto di puntare sui diritti sociali, tutelando noi stessi e i nostri figli, ci siamo trastullati con i diritti civili per far ballare quattro gatti. Quando i posteri parleranno di lungimiranza e intelligenza, non parleranno di noi, donne e uomini della fine, gli interpreti della decadenza.

  • Lei continua a commentare senza rispondere alle mie domande esplicite. Ripeto, vivreste nei paesi menzionati? Davvero credete voi populisti che siano modelli esportabili? A meno che non abbiate in mente un modello di società ideale. In questo caso esplicitatelo, con istruzioni per l’uso, e vi seguiremo

    • Mi scusi, non avevo visto nessuna domanda esplicita. Comunque, no. Sono legato all’Italia e non me ne andrei. Ho però avuto studenti cinesi, turchi, russi (ungheresi ancora no) e non mi sembravano tanto infelici e spaventati, in fuga da orrendi inferni totalitari.

      P.S.: a proposito di sistemi totalitari, gli studenti cinesi mi dicono che da loro si paga tutto col cellulare, anche una pizza, un paio di scarpe, un caffè… Ogni transazione di denaro viene registrata. Mi chiedo come faranno a evadere le tasse…

    • Tra l’altro, quest’estate sono aumentati in Italia (ma anche altrove) in modo esponenziale i turisti cinesi e russi (parliamo di turismo di massa), segno evidente che stanno molto male, mentre le famiglie italiane se riescono a farsi qualche long week-end fuori casa e’ gia’ tanto. Quanto ai turchi, siamo lontanissimi dagli esodi di massa degli Anni 70~80 (diretti per lo piu’ in Germania), il che la dice lunga su come stia questa gente nel proprio Paese. Tutto il resto attiene alle ricostruzioni dei pennivendoli di regime che tentano di far passare il messaggio che noi europei ci troviamo nel magico mondo di Bridget Jones. Pitu, pitum, pahh ……

      Quanto alla beatificazione dei diritti civili, sono d’accordo: che palle!!! Sembra che non ci sia niente di piu’ importante. Peccato che quasi nessuno la pensi cosi’. Mentre i diritti sociali riguardano tutti. Non c’e’ dubbio che si debba uscire, e al piu’ presto, dal mondialismo cannibale e il populismo, che e’ espressione della volonta’ del popolo (brutta parola per i baciapile) puo’ rappresentare il punto di rottura. Non la meta, sia chiaro, ma la svolta.

  • Ancora con questa menata dei diritti civili. Che palle. Rispetto ai giovani come non essere d’accordo con te, e che si debba combattere il potere economico prima che politico anche. Passati i tempi dei padru’ da le bele braghe bianche é diventato tutto più difficile combatterlo, ne convengo, ma la strada del populismo, almeno per noi occidentali, sempre parallela a sistemi autoritari, ne sono convinto, non è praticabile. Poi la soluzione io non so dove stia. Trovatela voi, più bravi di me, ma per favore non indicatemi strade già percorse. Tutte stanno producendo disastri da tutte le parti. Inventate voi un mondo nuovo.

  • Il signor Macalli dice: “A meno che non abbiate in mente un modello di società ideale. In questo caso esplicitatelo, con istruzioni per l’uso, e vi seguiremo”.
    La prima istruzione che le do è questa: non mangiare carne. Ovviamente Lei dirà che è una cazzata, che non serve a niente, che i problemi sono ‘ben altri’ ecc…
    Quindi non mi chieda istruzioni.

    • L’azzeramento degli allevamenti intensivi, oltre tutto, sarebbe un toccasana per l’aria che respiriamo. Altro che automobili e traffico!

      Proposta promossa.

    • Signor Cade’, se si contesta un sistema se ne deve suggerire un altro. Perché é ovvio che il nostro non funziona più, ne conveniamo tutti. E partire dalla carne mi sembra proprio una bella cazzata, come lo sarebbe se qualcuno proponesse di ripartire dallo ” spirito” che non è assolutamente definibile. Se poi qualcuno pensasse alla politica men che meno. In tutti i casi io penso che ci si stia avviando su una china pericolosa. Nessuna fantasia all’orizzonte. Solo nefaste prospettive. E io non sono assolutamente ottimista, non saprei proprio dove sbattere la testa se non per dire che se incontrarsi per strada il signor Vodafone gli darei un calcio nel culo più volentieri che a Salvini, che, ripeto, come tutti i politici crede di essere risolutore quando invece si barcamena ad amministrare un’economia data solo dalle briciole che il potere economico lascia cadere sotto il tavolo. Per questo non sopporto i toni perentori, se non autoritari, di chi crede alzando la voce di poter rappresentare la chiave di volta di un arco. Forse le forze politiche, più che combattersi tra di loro, si dovrebbero unire, popolo compreso, per combattere il potere economico che sta portando la gente comune, ceto medio o peggio, all’esasperazione. Ma ripeto, senza un cambiamento culturale di tutti, sarebbe un’operazione fallimentare. In caso contrario alla fine ci starebbe bene anche il consumo moderato di carne, ma sarebbe comunque una goccia nel mare. Ripeto, io non saprei da che parte cominciare, e i sacrifici del singolo sarebbe assolutamente inutili. Ma come fare a convincere tutti quelli che ancora credono ingenuamente che un politico possa fare il bello e cattivo tempo immortalato in funerei selfy?

    • Signor Macalli, è ovvio che si debba ripartire dallo ‘spirito’. Tutto parte da lì.

  • In ogni caso, signor Macalli, ammesso che ripartire dallo spirito sia per Lei un concetto incomprensibile, si potrebbe cominciare a capire da cosa NON ripartire. E, per restare al tema del post (e spero concludere), io certo non ripartirei da un partito che parteggia per una criminale tedesca (una che ha attaccato una nostra nave militare, rischiando di ammazzare dei nostri militari, irridendo alle nostre leggi), e ne fa un’icona del Bene, un’eroina. Dal mio punto di vista questa è un’infamia. Ma sembra che qui la pensino (quasi) tutti in modo opposto. Quindi, immagino, Lei ripartirà ancora dallo stesso punto per ritrovarsi, immagino, sempre allo stesso punto. Ma se Lei davvero vuol cambiare qualcosa, non dovrebbe cominciare a cambiar area politica? Si dice che sposarsi una seconda volta è il trionfo dell’illusione sulla realtà. Ma restare sposati per tanti anni a questa ‘sinistra’ cos’è? Masochismo?

    • Paura di cambiare, principalmente.
      Non piace neppure a loro Livio, credimi, ma sono costretti a sostenere l’insostenibile per non affondare se stessi. Quante persone, anche nel privato, scelgono la palude pur di non affrontare l’acqua che scorre? Che e’ vita. Mi sembra che il Pd, in Italia, ben rappresenti questo genere di conflitto interiore.

  • Da questa polemica prendo spunto per una breve riflessione di carattere più generale. Ho detto di essere populista e sovranista. Sarebbe più esatto dire che sono profondamente antiliberista e che nel populismo e nel sovranismo vedo due possibili nemici del liberismo. È vero che io mi auguro una rivoluzione popolare ma nello stesso tempo temo non avverrà (chiarisco: non auspico insurrezioni armate e ghigliottine).
    Noi (popolo italiano) siamo controllati militarmente politicamente economicamente da potenze straniere. ‘Democrazia’ non significa più nulla. La ‘libertà’ è diventata l’oppio dei popoli. Ma la stessa percezione della nostra perdita di libertà e di sovranità (in quanto popolo) viene annebbiata da un’ideologia liberista che tende a corrodere e a distruggere il concetto stesso di popolo. A chi questa parola – popolo – non suona oggi retorica, demagogica?
    Il liberismo spinge infatti verso la dissoluzione di ogni identità collettiva – sia essa religiosa, culturale, tradizionale. Si cercano di cancellare anche le identità geografiche, legate al Luogo, riducendole a mero folclore o alla cucina locale. Dobbiamo sentirci slegati da ogni appartenenza territoriale, viaggiare, amare ciò che è straniero e lontano. I nostri giovani devono sradicarsi, studiare all’estero, lavorare all’estero. Le loro esperienze sembrano tanto più proficue quanto più lontane da casa. E l’ultimo capolavoro del liberismo è stato la distruzione dell’identità nel suo livello più profondo, quello sessuale.
    Il liberismo parla sempre di diritti civili, legati agli individui, perché è suo interesse atomizzare la società, corroderne i sentimenti popolari. Divide et impera. Non a caso la nostra è l’epoca dell’individualismo sfrenato. Il liberismo si preoccupa poi di attribuire a ciascun individuo un’identità artificiale che corrisponda alle funzioni del mercato. Sentimenti nazionalistici, sovranisti, populisti, vengono subito attaccati dagli anticorpi ideologici del liberismo, in quanto accusati di portare a guerre, violenze, regimi autoritari ecc.. Così il liberismo si propone come custode della pace e della libertà.
    Questo liberismo, che sta distruggendo rapidamente l’arte, la cultura, la religione, la tradizione, tutto ciò che nasce dall’anima di un popolo, è la politica di una élite potente e criminale. Cosa si può opporre a questa tirannia mascherata di buone intenzioni? Francamente non lo so. Almeno non lasciarsi prendere per il c… da intellettuali di regime, da giornalisti lacché, da politici imbelli.

    • Inutile aggiungere, perché oggetto specifico della polemica, che è funzionale alla politica liberista anche il dissolvere la percezione delle frontiere nazionali e della necessità di una loro difesa.

  • (Che cosa può opporsi a una tirannia mascherata da buone intenzioni ? )…
    L?affezione a sé e l’affezione al vero…
    Tanto per cominciare.

    • Coesione e condivisione, identita’, comunita’, valori, tradizioni, territori e confini, ma soprattutto la riscoperta del Sacro. C’e’ un mondo da rifare, in buona sostanza.

    • Sì, è una buona idea. Il problema è che non è scientifica. Mancano grafici precisi, proiezioni statistiche, studi di fattibilità, analisi socioeconomiche etc..
      Signor Calzi, non crederà anche Lei nello ‘spirito’?

    • Come si dice nelle emergenze, si salvi chi puo’, per tutti gli altri non c’e’ speranza. E del resto, nica si potra’ ri-costruire il futuro con 7-8 mld. di umani sul groppo. Neanche gli dei ……

  • Qualcosa sul Sacro, non l’osso, se qualcuno volesse approfondire e lo ravvisasse come la soluzione a tutti I problemi del contemporaneo. Perché è ovvio che per gli ignoranti materialisti si debba andare a cercarne il significato sulle enciclopedie. Tutte ne parlano. Io ha scelto la Treccani.
    http://www.treccani.it/enciclopedia/sacro/
    Non ho trovato l’enciclopedia Remagnino, neppure Cadè. Segue sorriso, se avessi scritto col cellulare avrei incollato qualche espressiva faccina.

  • Per essere più preciso, c’è tutto qui, senza cercare enciclopedie, c’è sul blog tutto il Sacro possibile e immaginabile. Per il signor Cadè il consumo di carne, per la signora Rita l’invasione di negri.

  • Signor Macalli, cerchi ‘vita’ sul dizionario. Se lo legga bene. Dopo di che potrà dire di sapere tutto della vita.

  • Su’ signor Cade, non sia permaloso. Un po’ di ironia, con questo caldo non fa male.

    • Infatti era ironico (vedi: ‘ironia’).

    • Cerca in Treccani anche “felicita’”, “liberta’”, “percezione”, “coscienza”, e’ il modo migliore per fare esperienza con questi stati dell’essere.

  • Rita, dai, non fare la permalosa anche tu. Ormai lo sapete che quando sento parlare di Sacro vado in confusione, e a noi poveri mortali non rimane che riderci su.

    • Signor Macalli, il Sacro è il fondamento di tutto ciò che esiste. Quindi anche il Suo. È il Mistero che sostiene la Sua coscienza, il Suo ‘esserci’. Basta che si fermi un attimo e lo può vedere senza difficoltà. Se invece comincia a ragionarci, a tirare in ballo qualche teoria scientifica, non lo vedrà mai. In questo caso, si accontenti della Treccani.

  • Signor Cade, ci pensavo mentre commentavo Marino. Con tutti questi titoli si diventa multi tasking se si vuole tenere il passo. E vedrò di risponderLe seriamente, nonostante qualche ridicolo inserimento maiuscolo. Sul mistero sono assolutamente d’accordo con Lei. È sulle risposte che proprio non capisco, e potrei metterci tutto il mio impegno speculativo, ma sempre arrivando alla conclusione che trasferendo dal sacro al profano, dobbiamo pur campare e inventarci la vita, io in quello che Lei scrive di Sacro non vedo assolutamente niente. Da quando poi Lei parla di politica ne vedo ancora meno. Di quello che scrive Rita poi non parliamone. Sarà che senza essere intrippato di religioni, io credo che quella cristiana cattolica in me abbia lasciato qualche segno. Non riesco proprio a scollegare il sacro dai Vangeli ad esempio, trasponendoli nella compassione e partecipazione verso gli altri, pur predicando bene e razzolando male, lo riconosco. Non sono bravo come vorrei sembrare. Perché? Perché essere bravi dal mio punto di vista significa fare fatica piuttosto che fare spallucce e girarmi dall’altra parte che è senz’altro più comodo. E le mie scelte politiche, più formali che sostanziali, meglio mi collocano nel quadro descritto. Se Sacro e profano possono coincidere non potrei mai votare altrimenti, pur con le contraddizioni che ho, ma che cerco di superare con la ragione applicata. Applicata alle cose di questo mondo. Il mistero poi non c’entra un cazzo. Qualsiasi risposta sarebbe fuorviante.

    • La percezione del Sacro proprio non ti appartiene, non mi sembra il caso d’insistere. Tu sei un essere fondamentalmente religioso (il vangelo, la politica, la scienza, le ideologie, eccetera) ma il Sacro e’ una faccenda troppo seria per lasciarla in mano alla religione, o ai sacerdoti, peggio ancora.

      Per fortuna non siamo tutti uguali e ognuno di noi ha la sua storia. Accettiamo le differenze, punto e basta. Io non mi metto a disegnare, non sapendolo fare, mi dedico ad altro. Ne’ giudico i disegnatori che non capisco. Neanche tu, dunque, dovresti sparare sentenze su cio’ che non conosci.

  • No Rita, é riduttivo quello che dici. Il Sacro non é appannaggio dei sacerdoti o della Chiesa. È appannaggio degli uomini che ci possono arrivare per strade diverse. Ma i risultati si devono vedere. Non nelle biblioteche però.

    • Sui sacerdoti e la Chiesa mi sembra che Rita abbia detto proprio il contrario. Comunque, credo non sia il caso di parlare del Sacro in questo contesto.
      Potremmo invece parlare della Fratellanza rosa.

    • Ma e’ il contrario: ho detto esattamente che il Sacro NON ha nulla a che vedere con le religioni, e dunque con i sacerdoti. Non hai letto bene? Mi spieghi cosa c’entrano le biblioteche?

    • Piccola incomprensione, la penso come te. Il Sacro non è certo garantito dai preti. Volevo anch’io dire questo. Dalla Chiesa men che meno, basta una breve carrellata nella sua Storia. Naturalmente per come intendo io il sacro. Anche se forse è una generalizzazione.

  • Cos’è la Fratellanza rosa?

    • Ah, già, non l’ho ancora spiegato. In sintesi, Fratellanza Rosa è il nome che vorrei dare al mio movimento politico (che avevo chiamato in un primo tempo Love Force, ne ho già parlato qui), il cui principio ispiratore è l’amore senza frontiere. Il suo simbolo sarà una rosa rosa.
      Storicamente rappresenta una continuità col vecchio partito comunista. Però ‘fratelli’ mi sembra meglio di ‘compagni’, è più umano e cristiano. E il rosa è meglio del rosso, che ricorda il sangue e potrebbe disturbare gli animi sensibili. Tra l’altro, il rosa ne esprime bene anche l’anima femminile, materna e accogliente. E una rosa è sicuramente più rassicurante di un falce e un martello.
      È vero che c’è già il Pd, ma visto che prevedo un suo prossimo naufragio, mi voglio preparare a raccogliere i naufraghi e a portarli in un porto sicuro. Ecco, Fratellanza Rosa è la nave che li può salvare.
      Ho già ricevuto molte adesioni.

  • L’amore senza frontiere, di per sé non regge…
    Le piantine crescono meglio lungo i corsi d’acqua.

    • Signor Calzi, sembra che Lei non creda nel nuovo Vangelo: l’amore non conosce frontiere, è un porto sempre aperto. Mi spiace ma Lei, se non cambia idea, non potrà far parte della Fratellanza Rosa. Non è abbastanza umano.

  • Risolta la banale incomprensione tra Rita e il signor Macalli, credo resti una incomprensione molto più radicale. Io credo che il signor Macalli pensi a ‘sacro’ più come aggettivo (per esempio: il rispetto dei diritti umani è qualcosa di sacro, il soccorrere i migranti è un sacro dovere ecc.). Mentre immagino che Rita pensi a ‘Sacro’ come sostantivo (il Sacro è la dimensione del numinoso, del trascendente). Questa è una mia supposizione.
    Se ho ragione, il Sacro di Rita è inclusivo, perché può agire sul mondo immanente, sui fatti e sulle azioni umane. Il sacro del signor Macalli invece è esclusivo, perché non ha nessun significato trascendente, e su questo sembra non ci piova, perché il signor Macalli dice che cerca di superare le Sue contraddizioni “con la ragione applicata”. Applicata alle cose di questo mondo. Il mistero poi non c’entra un cazzo”.
    Invece, nel Sacro il mistero è ineliminabile.
    Applicato al post, questo significa che qui si potrebbe parlare di diversi ‘sacri’, in senso aggettivale e relativo, che entrano in conflitto tra loro (il sacro dovere di aiutare i migranti o il sacro dovere di difendere i confini della patria, il sacro dovere di seguire la propria coscienza o il sacro dovere di far rispettare la legge). Questo ovviamente non c’entra col Sacro.

    • Giusto. Con il Sacro pero’ il “sacro del signor Macalli” c’entra come i cavoli a merenda. Il Sacro, quello e’. E se gli Antichi, giustamente, parlavano di “fare il Sacro”, era perche’ di esso era impregnato il quotidiano. Sulle ceneri del Sacro sono state imbastite le religioni e adesso l’uomo, superandole, dovrebbe tornare alla forma originaria per migliorarla e salire sul gradino successivo. Non sara’ domani, ma succedera’.

    • Signor Cadè, magari mi sbaglio. Non è che la signora Rita quando parla del sacro si riferisce a quello dei primitivi anche moderni? Perché a me vengono in mente i riti tribali, scaramantici, la magia bianca, quella nera, i riti vudù, i morti viventi, Nosferatu, l’isola dei morti, le cerimonie esoteriche, l’adorazione del sole, le danze rituali, i sacrifici umani, i king, i mandala, la danza della pioggia, la lettura delle mani, delle carte, da noi le processioni, i flagellanti, la corsa dei ceri, le prefiche, la lettura dei vermi , il malocchio, gli spilloni nelle bambole. Che poi tutti questi atti possano “agire sul mondo immanente, sui fatti e sulle azioni umane” ne sono convinto anch’io. Basta crederci e il Sacro è fatto, ma più di lui è fatto chi ci crede, lo frequenta e lo pratica. Io mi tengo il mio “aggettivo”, altri Sacri non ne vedo proprio.

  • Preferisco la vecchia, cara, Chiesa…
    Dura da duemila anni, c’è , e ci sarà anche dopo di noi.

    • Tutti vogliamo bene alla mamma. Tuttavia bisogna onestamente riconoscere i fallimenti del cristianesimo, ossia i suoi tradimenti del Vangelo.
      D’altro canto, nessuna istituzione è eterna. Non credo sia possibile escludere a priori una nuova epifania. Qualcosa che, dall’interno del cristianesimo, lo rinnovi radicalmente. Cristo lo fece coll’ebraismo. Buddha aveva fatto lo stesso col brahmanesimo. Perché non potrebbe accadere un’altra volta? Da un punto di vista dogmatico è inconcepibile. Ma lo Spirito non è vincolato al rispetto dei dogmi.

  • Anche se qualche volta sbaglia a farmi la pappa,e mi viene il mal di pancia,
    sono però certo che mia mamma mi vuole bene.

    • In realtà non è una mamma, è solo una balia. E comunque, per seguire lo Spirito bisogna sapersi staccare dal passato. Gli apostoli non avrebbero ottenuto granché in Palestina, lottando con la rigida ortodossia degli ebrei. Il cristianesimo ha attecchito presso i romani, di mentalità più aperta.

  • Per il signor Macalli delle 16:26. Che confusione! Lei fa proprio un bel rebelot. Ho l’impressione che in questo campo le manchino le conoscenze più elementari. Non è una colpa. Io, per esempio, non so nulla di ingegneria spaziale. Quindi non ne parlo.

    • Dopo il campionario new age, direi che si può chiudere il discorso sul Sacro.
      Non è il luogo giusto, parliamo d’altro.

  • Ha ragione signor Cadè, io parlo di ciò che non conosco, ma mi pare lo facciate anche Voi. Si può forse parlare del Mistero, qualora fosse anche sinonimo di Sacro? Perchè io, ripeto, in anni che vi leggo, non ci ho cavato un ragno dal buco. Per favore quindi, non ammantatevi di Sacro o di Mistero per niente. Spiegate una volta per tutti che cos’è, per voi naturalmente. Se poi mi rispondete, come già fatto, che sono quelle cose che si sentono, ma non si possono spiegare allora vi ricordo quanto diceva Wittenstein: su ciò di cui non si può parlare si deve tacere”

    • Poi che la letteratura, la filosofia, la mistica, le religioni forse, abbiano cercato dispiegarlo l’hanno fatto dicendo le più grosse cazzate che mente umana possa concepire. In tutti i casi io ritengo di essere più “sacro” di voi. Io della Vostra Spiritualità non saprei cosa farmene, se non rispolverando le vecchie divinità greche colleriche, vendicative, umane, troppo umane, pagane, troppo pagane. Signor Cadè, non l’ho mai vista fare un passo oltre. Rita poi non parliamone. Anzi, andate a avanti a parlarne voi due con le vostre competenze. Chissà che col tempo anch’io… Abbiate fede.

    • Ma perché, scusa, si dovrebbe trattare di Sacro e di Mistero in un blog?

      Qui si parla di attualità, e se talvolta si sfiorano certi argomenti è solo perché l’accenno ha un senso nell’economia del discorso. Dopo di che, se uno non capisce il riferimento, può anche andare oltre e non commentare. Non è che si deve incaponire su un punto specifico dando del deficiente all’altro perché lui non ha capito niente. Saremo mica all’Asilo Mariuccia.

    • Il connubbio tra le divinità greche e la spiritualità (?) è da manuale.

  • Cosa vuoi che ti dica. A me tu sembri ferma a quel paganesimo.

  • Ripeto, per me tu non hai idea di cosa sia il Sacro.

    • Se lo dici tu, che di me non sai niente, sarà senz’altro così.
      Mica mi metterà a gareggiare con un lettore di “Repubblica”.

  • Che poi per me dire che so cosa sia il Sacro, o io ne sono permeato, o capisco cosa sia, è un’affermazione di tale superbia e presunzione da annullarne completamente il senso. Si deve avere rispetto delle parole e del loro significato, e avere più pudore della propria interiorità. Quindi basta cazzate. Parliamo di Fratellanza rosa.

    • E ritornando anche al tema del post, anche se di striscio, il tema del Sacro, come lo intendo tu, è una bestemmia. Su Rita e signor Cade’, riconosciate le vostre masturbazioni. Si parlava di gente in mare e di una patologia. Ricordate?

    • Ancora con questo onanismo! Pensavo fosse guarito e invece vedo che è ricaduto ancora nel vizio.

  • Lei ha la grande capacità di cogliere immediatamente l’essenziale.

    • Grazie. In merito alla Fratellanza Rosa, La informerò se vi saranno sviluppi. Siamo a buon punto. Alcuni mi hanno consigliato, per il simbolo, di mettere la rosa sotto un arcobaleno.
      Altri ci metterebbero anche un gommone a forma di cuore. E intorno la scritta ‘Amore senza frontiere’. Ne discuteremo al primo congresso nazionale. L’importante è essere umani, umani, umani.

      N.B.: ho il massimo rispetto per la gente che soffre. Ho viceversa il minimo rispetto per l’ipocrisia e per quegli ‘utili idioti’ che fanno senza saperlo il gioco degli schiavisti.

  • Le due ultime righe: perfetta sintesi del pensiero salviniano. Chissà chi è più ipocrita. In tutti i casi si dimentica che pur nelle grinfie degli scafisti ci sono uomini che affrontano pericoli per arrivare in Europa, spendendo quanto facendo una crociera di lusso, pur di scappare dai loro paesi. Vorrà pur dire qualcosa. E poi non ne parlerò più perché ormai il discorso viene a noia. Anche perché anche a sinistra, Ong a parte che meriterebbero altre riflessioni, si pensa che i flussi vadano regolamentati, magari opportunisticamente, sperando che sparito il fenomeno immigrazione sparisca anche il vice-premier, che a quel punto non avrebbe più ragione d’essere. Quanto al Suo movimento lasci stare, sarebbe un doppione di quello che c’è già, non faccia come a sinistra con tutte quelle divisioni. Almeno la destra che rimanga compatta. E Lei ritorni, senza avere niente da dire, a parlare di Sacro. Io ritornerò a parlare coi post di Piero, senza alimentare con inutili estenuate lungaggini i Suoi. Con comprensione.

    • No, Lei non ha compreso affatto. Fratellanza Rosa è un movimento di sinistra. Nelle mie intenzioni, servirà a raccogliere i naufraghi del Pd, di cui in sostanza è una copia.
      Il nostro programma è complesso (come la realtà) ma poggia su un semplice principio: rubare ai poveri per dare ai ricchi (detto anche “Legge di Superciuk”).

    • Mi hanno chiesto quale sia la posizione di Fratellanza Rosa nei confronti del problema migranti, che si ripropone ogni giorno. Noi di Fratellanza Rosa non abbiamo dubbi, noi diciamo: accogliamoli tutti. Non siamo, come alcuni, disumani al punto di non soccorrere il nostro prossimo. Se quindi anche arrivassero dieci milioni di clandestini dall’Africa, noi diciamo “accogliamoli tutti”, anzi aiutiamoli ad arrivare qui. E se anche da altri luoghi del mondo, come la Cina o la Corea del Nord o altri Paesi dove non vengono rispettati i diritti umani, dove c’è povertà o guerra etc., fuggissero decine di milioni di persone per venire da noi, noi diciamo sempre: “accogliamoli tutti”. Noi abbiamo un’etica e ci assumiamo le nostre responsabilità, non come un certo governo, che abbandona donne e bambini al loro destino. Questo è uno dei compiti di Fratellanza Rosa.

  • Sento che Carola Rackete verrà insignita di premi, medaglie e onorificenze, per aver sfidato eroicamente leggi disumane e irrazionali. Da parte nostra, noi di Fratellanza Rosa intendiamo proporla al Nobel per la pace. Per una donna che non ha esitato ad affrontare il martirio pur di difendere i diritti umani, è il minimo.

    • “hahaha” … “hahaha” … il Pensiero Masochista ha deciso di suicidarsi. Salute!

    • Rita, un Partito Masochista Italiano (PMI) non sarebbe una brutta idea. Naturalmente all’interno di una Internazionale Masochista.

  • Che sciocchezze. Segno evidente dell’uso distorto o opportunistico dei miti, come del racconto della Storia. Se Antigone viene usata quando fa comodo, magari contestualmente ad una bella narrazione, vedo come si possa ribaltarne il significato quando la contingenza o il proprio pensiero politico lo richiedono. È come se a fasi alterne si facesse tabula rasa di convenzioni che sembravano accettate. Siamo di fronte alla negazione di ciò che sembrava acquisito per sempre, declassando i miti a storielle qualsiasi, quando, se fa comodo, si usano tronfiamente per interpretare il mondo, se scomodi per negarlo. O per banalizzare, si direbbe ora, quel pensiero critico che mai si pone supinamente davanti all’autorità. Si può ironizzare, ma da parte di chi si crede uno spirito libero, questo allineamento istituzionale nega se stesso. Si può anche non essere d’accordo, ma negare che Carola Rackete sia uno spirito libero è intellettualmente disonesto.

    • Non ho capito quasi nulla. Forse anche Lei avrebbe più soddisfazione a parlare con gli alberi.
      Comunque, negare o affermare che Carola Rackete sia uno spirito libero è questione di punti di vista non di onestà intellettuale.

    • Carola Rackete è palesemente una vittima di se stessa nonché di quanti l’hanno utilizzata (non diversamente dalla povera Greta) per raggiungere i loro sporchi obiettivi. Ce l’ha scritto in faccia. Lo capirà da sola tra qualche decennio, ripercorrendo gli errori del passato, l’abbiamo fatto tutti e dunque lo farà anche lei. La giovinezza è fatta apposta per sbagliare.

    • Non per tutti invecchiare significa maturare.

  • “Ce l’ha scritto in faccia.”. Questo sì che è un argomento.

    • Per me, che guardo le persone negli occhi prima di rapportarmi a loro, lo è eccome. Naturalmente, per quanto riguarda il caso specifico, ce ne sono molti altri.

      Ma anche basta parlare di sfigati, che palle. Prendiamo spunto dal pensiero delle menti migliori che, pure in tempi bui come gli attuali, ci sono e lavorano bene.

  • Nomi e cognomi inutile chiederteli.

    • Vuoi schedarli?

  • Sai Rita, le schedature e le liste di proscrizione in Italia fanno parte per tradizione del pensiero destro, non sinistro. Non ti ricordi?

    • Errore: non fanno parte dell’ideologia “delle sinistre” di novecentesca memoria!
      Del Pensiero Sinistro (o Masochista) fanno parte eccome.
      Si può dire, anzi, che esso viva solo di quello.

      La sinistra italiana storica non avrebbe mai difeso un soggetto patetico come Capitan Missile (i suoi membri erano decisamente più furbi), nel 1991 infatti chiuse i porti, mentre gli italiani (che da allora non sono cambiati) battevano le mani.

    • Considerato che Salvini è un mostro disumano e irrazionale e visto che sempre più italiani sembrano propensi a votarlo, io credo che dovremmo rivedere il nostro sistema elettorale e la nostra costituzione democratica, per impedire che si crei in Italia una nuova barbarie fascista. Il governo del Paese dovrebbe essere affidato agli unici veri custodi della democrazia e della libertà, cioè alla Sinistra, indipendentemente da quello che pensa la gente. Anche perché hai un bel darti daffare per educare le masse ma non capiscono, non capiscono.
      “Vota Fratellanza Rosa. L’arcobaleno dopo la tempesta”.

    • Naturalmente unici veri custodi anche dell’umanità, della ragione, della cultura, della giustizia, dell’amore, della verità ecc. ecc.

  • “Negli anni Settanta il giusto diritto al sapere aperto a tutti è diventato unideologia: illudere il popolo che la conoscenza è semplice”.”

    • Complessità, quanti crimini si commettono in tuo nome!

    • E’ esattamente ciò che è successo: “negli anni Settanta il giusto diritto al sapere aperto a tutti è diventato un’ideologia”, cioé il Pensiero Sinistro (gradualmente, è ovvio, non dall’oggi al domani). Dopo di che si è illuso il popolo che la conoscenza fosse semplice da raggiungere: invece di pensare con la propria testa, era sufficiente leggere i giornali e guardare la tivvù (di regime).

      Alzi la mano chi non ha dovuto sottoporsi al rito della “lettura del giornale in classe”.
      In questo modo pensavano di “istruire” una nuova generazione di cittadini.
      Ma non avevano fatto i conti con internet. Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.

  • Ignoranza, vedi etimologia, quanti crimini si commettono in tuo nome.

  • “Negli anni NOVANTA il giusto diritto al sapere aperto a tutti è diventato unideologia: illudere il popolo che la conoscenza è semplice”.”

  • Credo che Internet abbia diffuso molta più ignoranza di giornali e tv.

  • Questa idea che la cultura sia proprietà della sinistra, purtroppo fa ancora proseliti nei grandi giornali e nelle case editrici. È la tipica presunzione di una casta, di un regime che si spera agonizzante. Che diritto hanno oggi dei pensatori-sinistri formato Lilliput, semi-acculturati e pseudo-evangelici, di proclamarsi custodi dei valori popolari?

    • Suvvia signor Cadè, in democrazia è legittimo propagandare il pensiero destro, ma per favore non affidatelo a Giordano o a Feltri. In questo caso avrei ragione io.

    • Mah! …. non so neanche se la cultura sia mai stata di proprietà del Pensiero Sinistro. Letti oggi, molti nomi “pompati” di questa scuderia sono scontati e deludenti. Ho l’impressione che nel giro di pochi anni il loro passaggio terreno verrà dimenticato come quello di chiunque altro. Anzi, i giovani neanche sanno di chi stiamo parlando.

      Sui “viventi” non mi sembra neppure il caso di soffermarsi.

    • Io non sto col pensiero destro e non propagando nessun pensiero. Ma mi fa piacere vedere che neppure Lei difende i lillipuziani del pensiero sinistro.

    • Io non sto col pensiero destro e non propagando nessun pensiero. Ma mi fa piacere vedere che neppure Lei difende i lillipuziani del pensiero sinistro.

    • No Rita, la cultura non è mai stata proprietà della sinistra. Ma sicuramente la sinistra ha occupato in modo massiccio i gangli culturali del Paese.

  • In tutti i casi,( per Rita ), la tv ha insegnato agli italiani l’italiano. Con Internet l’hanno disimparato. E la democrazia ha bisogno di linguaggio.

    • Ma che c’entra il maestro Manzi? Stai a vedere che adesso è colpa di internet se il mondialismo finanziario (araldo dell’UNO a tutti i livelli) ha imposto all’intero pianeta l’uso dell’inglese. Una lingua commerciale e povera che doveva servire a parlare l’unico linguaggio che serviva all’umanità: quello dei soldi.

  • Chi ha parlato dell’inglese?

  • Io. Se obblighi gli studenti universitari a dare gli esami in inglese e infarcisci il linguaggio mediatico di termini inglesi (quello economico è addirittura scandaloso), di sicuro non favorisci l’apprendimento della lingua italiana. Con o senza internet.

    • Non diciamo sciocchezze. Il 99 per centro degli italiani all’università non ci va. Io sto parlando del linguaggio dell’uomo comune e della sua capacità nel linguaggio parlato e ascoltato di decodificare l’informazione.

    • Il 18,7% di italiani si laurea contro il 33% degli europei (fonte Istat), i quali, comunque, parlano inglese pure loro. Non è che all’estero son rose e fiori. Anzi. Così va il mondo commercial-finanziario internazionale. E’ il progresso.

      L’imbastardimento della lingua deciso nella cabina di regia mondiale ha evidentemente influito sulla formazione del pensiero. La cultura “vera”, infatti, è finita (ovunque) il secolo scorso, quando ogni popolo ha smesso di parlare la propria lingua madre. E’ il progresso.

      Internet, esattamente, cosa c’entra?
      I pennivendoli che scribacchiano sulla carta stampata replicano poi in rete.
      Hai presente le castronerie che vengono dette quotidianamente dai Tg?

  • Cadè 16:27: alla destra cosa ha impedito di farlo? Signor Cadè, ho l’impressione che in caso di risposta Lei non avrebbe molto argomenti, se non riconoscendo che se così avvenuto forse sarebbe una questione di strumenti che alcuni hanno, altri no. Mi sbaglio?

    • Certo, si sbaglia. Nel dopo guerra la cultura di destra è stata colpita da anatema, in quanto sospettata di continuità col fascismo. La sinistra ha potuto così costruire la sua egemonia culturale (che è lo scopo di ogni pensiero totalitario) senza nessun valido contrappeso.

    • Si vede che non vai in libreria a cercare i libri di certi autori, altrimenti sapresti come sono boicottati dai distributori (sotto la cupola di “Messaggerie”).

  • In tutti i casi c’è destra e destra.

  • Diciamo che qualche colpettina da espiare forse la destra ce l’aveva.

    • Sta ancora espiando. Su questo ‘dovere democratico’ di emarginare e reprimere le forze culturali della destra si basa ancora oggi la pretestuosa egemonia culturale della sinistra.
      La censura e la proscrizione da noi le decide la sinistra.

  • A proposito di sapere e ignorare in senso classico, forse non tutti sanno che la procura di Agrigento ha fatto ricorso in Cassazione contro la sentenza del gip Gella che ha scagionato la comandante tedesca sulla base di argomenti pretestuosi e falsi. Ora, visto che in tutta questa storia l’umanità non c’entra nulla, il soccorso ai naufraghi non c’entra nulla, il diritto marittimo non c’entra nulla, il buon cuore non c’entra nulla, il coraggio eroico men che meno ecc., ma si tratta solo di una manovra congiunta di forze diverse interessate a favorire l’immigrazione clandestina e a delegittimare il governo italiano, considerato questo, io spero che la Cassazione faccia giustizia di questa pagliacciata e Antigone, quella vera, possa tornare a casa, nelle pagine di Sofocle, e che a quella falsa venga comminata la giusta pena. Secondo la Legge, non secondo le lagne delle nostre prefiche politiche.

    • Abbiamo capito benissimo che i sostenitori delle Ong (una minoranza rumorosa) contano sui tempi biblici delle procure: ogniqualvolta uno di loro dichiara “lasciamo che la magistratura faccia il suo lavoro”, in realtà, intende dire “se ne riparla fra vent’anni”. E tutto finisce a tarallucci e vino. Olé.

      Nella giustizia italiana, conoscendola, io non ho mai creduto.
      E le cronache quotidiane non fatto altro che darmi ragione.

    • Qui la procura di Agrigento elenca uno per uno tutti gli errori e gli arbitri della GIP che ha prosciolto la Rackete.
      https://www.dropbox.com/s/m9wuj1kk9n14ysm/Ricorso-in-Cassazione-PROCURA%20AGRIGENTO%20VS%20VELLA.pdf?dl=0
      A me sembrano argomenti inoppugnabili (ma certo non sono un tecnico).
      In tal caso l’unica giustificazione al gesto della Rackete e dei parlamentari a bordo della Sea Watch sarebbe quella secondo cui si può violare una legge che si considera ingiusta, naturalmente senza pagarne le conseguenze. È un ottimo principio.

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