martedì 16 Luglio 2019

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UE le nomine.

Fedeli al calendario e alla ….tabella di marcia, in Europa sono stati eletti il nuovo Presidente del Parlamento, la Presidente della Commissione e la Presidente della Banca Centrale UE.

E, a dispetto del …disamore dei due v/premiers verso l’EU, all’italiano Tajani è succeduto alla presidenza un altro italiano: DAVIDE SASSOLI, Europarlamentare eletto nelle liste del PD, che in seconda convocazione ha ottenuto, con 349 voti, il quorum necessario all’elezione.

Sassoli (Firenze 1956) giornalista, per molti anni al TG1, Europarlamentare dal 2009, dal “2014 a capo delle delegazione Europarlamentare del PD a Strasburgo, e poi V/Presidente con la Presidenza Schulz prima e con la Presidenza Tajani, dopo. La votazione avviene a scrutinio segreto (cartaceo) e deve ottenere il 50% +1 dei voti espressi.

La Presidente della Commissione UE è Ursula van der Leyen, prima donna a ricoprire questo importantissimo ruolo in UE, è stata per 14 anni a fianco di Angela Merkel prima Ministro della Famiglia, poi del Lavoro ed infine dal 2013, della Difesa. A Bruxelles ci è nata ed in qualche modo è “figlia d’arte” poiché il padre fu tra gli antesignani della Comunità Europea del carbone e dell’acciao, tra i redattori del Trattato di Roma. E’ del 1958 e, felicemente madre di sette (!) figli.

Chi prende il posto del “nostro” Mario Draghi alla presidenza della Banca Centrale Europea, lasciando la Direzione del Fondo Monetario Internazionale è CHRISTINE LAGARDE. E’ una delle donne più “potenti” del mondo, Forbes la inserisce nella sua top 100 anno dopo anno. Nata a Parigi nel 1956, avvocato, conosce assai bene Europa e Stati Uniti dove a 17 ha studiato in Maryland. Prima donna a essere nominata, nel 2011 Direttore del FMI, in sostituzione di Strauss Kahn, travolto da uno scandalo ….sessuale!

E’ ……” aperta” la caccia ai membri della Commissione europea, composta in totale da 28 membri: il Presidente della Commissione più un commissario per ogni Stato membro e, ad ogni commissario, basandosi sulle sue conoscenze e sul trascorso politico, viene assegnato un settore di responsabilità (giustizia, trasporti, industria, ambiente, mercato interno, istruzione, ecc ).

Il processo di nomina dei futuri commissari europei segue un iter prestabilito che vede il coinvolgimento prima del Consiglio europeo, cioè dei Capi di Stato e di governo di ogni Stato membro, e successivamente del Parlamento europeo.

Il “giudizio” del Parlamento è un giudizio severo e rigoroso: Ogni candidato viene infatti sottoposto all’esame del Parlamento europeo per stabilire se sia o meno adatto al ruolo che dovrà andare a ricoprire. Sono le così dette audizioni parlamentari che si snodano attraverso diverse fasi nelle quali il Parlamento valuterà per ciascun candidato: le competenze generali, l’impegno europeo, le garanzie di indipendenza personale, la conoscenza del potenziale portafoglio e le capacità di comunicazione.

Come dire?

Diamoci una regolata, non è un …..”cimitero degli elefanti”!

Commenti

9 risposte a “UE le nomine.”

  1. Dopo un essere inutile targato Forza Italia (Tajani) era scontato che si passasse la mano a un altro essere inutile targato Pd (Sassoli). Per quel che conta questa gente, sarebbe andato bene anche Scaramacai. Credo che l’unico dato interessante in questi giorni, a parte lo spettacolo penoso della spartizione delle cadregbe, bipartisan, sia il fatto inedito nella storia Ue di una Germania “andata sotto”. E’ un buon segno, sembra che qualcosa si stia muovendo.

  2. Mi sono riletto i post e i commenti che, anche su questo blog, annunciavano la rivoluzione sovranista, populista e anti-euro nell’Unione Europea.
    No comment.

    • Rivoluzione e’ ina parola grossa. L’asse franco-tedesco che ha condizionato la precedente Ue, comunque, non c’e’ piu’. E’ una notizia. Qualsiasi votazione, andando avanti, non avra’ piu’ esiti scontati. Seconda notizia. Step by step, come hanno insegnato gli antichi cinesi, quelli saggi.

  3. La mia convinzione personale: si è persa l’occasione, dopo l’umiliazione inflitta alla Grecia (che tanto male ha fatto non solo al popolo greco ma anche all’Europa), per esprimere una formale “solidarietà” col popolo greco offrendo a un esponente greco una carica di rilievo.
    I gesti contano in politica e la maggioranza (ma neppure la minoranza che mi risulta, dopo avere attaccato – pro domo sua – la politica di austerity della Commissione) non ha dimostrato di essere all’altezza della situazione, dopo avfere fatto crollare spaventosamente il tasso di europeismo che pure era lto prima della crisi.

    • Quando mai c’e’ stato un tasso di europeismo tra i popoli d’Europa? Gli Stati, lo sappiamo, sono entrati nel condominio per puro calcolo personale, senza un progetto comune, senza una strategia comune, senza una politica estera comune. Nulla. Di comune c’era solo l’euro, fatto su misura per il marco tedesco. Poteva funzionare? Ma soprattutto, gli euroburocrati avranno capito la lezione? A giudicare dalla foga con cui si stanno spartendo la torta, direi di no.

  4. Disastroso discorso introduttivo di Sassoli: le porte dell’Europa sono aperte alle Ong e lo saranno sempre di piu’.

    In soldoni, l’Europa e’ il solo continente al mondo che ha delegato alle Ong la “gestione” dell’immigrazione che dappertutto e’ diretta e coordinata dagli Stati. Segno evidente della nostra estrema debolezza. Poveri noi. Eurasia aiutaci tu.

  5. Queste prime nomine sono il mattino di una nuova giornata dell’Unione Europea che non sembra molto diversa dalle precedenti.
    Ci sono differenze nei bilanciamenti politici ma il sistema di gestione non cambia. Ha ragione Francesco sul “diamoci una regolata” e sul “non è un cimitero degli elefanti” (un po’ forse lo è, però sono elefanti usciti indenni dalle velleitarie battute di caccia visegradiane, con ancora tutte le loro “zanne”).
    Chi ce l’aveva con Draghi sarà contento. Adesso si beccherà la Lagarde.
    Chi ce l’aveva con Tajani sarà contento, adesso si beccherà Sassoli.
    Se usiamo il microscopio, possiamo scoprire alcune variazioni.
    Se guardiamo a volo radente d’elicottero, sia che si creda in un’Europa ancora più unita di questa, sia che si consideri l’Europa il Satana pluto-giudaico-finanziario che ci vampirizza, lo scenario fondamentale è di sostanziale continuità e mantenimento dello status quo, beninteso a guida franco-tedesca, più o meno malcelata. La van der Leyen non viene dalla puszta.
    Trump e Putin han dovuto annullare i previsti festeggiamenti. L’intervista a Rinaldi, poi, dice tutto (era livido persino nel ciuffo).
    L’Italia, sommessamente, ringrazia per non essere stata messa, almeno per ora, in procedura d’infrazione e conserva il permesso di restare in classe, sempre negli ultimi banchi. Che poi, dalle Alpi in giù, continuino le sceneggiate paesane, fa parte della ricreazione concessa dai professori. E i nostri Monelloni & Discolacci lo sanno bene.
    Intanto, la Grecia esce da dietro la lavagna e, dall’angolo degli asini, si risiede in classe, senza che, come dice Piero, certe scuse si trasformino in elementi concreti, restando un mero flatus vocis. Colpirne uno per educarne ventotto.
    Show must go on.

    • Non so quale differenza ci sara’ tra Draghi e Lagarde (ricordo che il QE e’ stato fatto per agevolare la Germania), secondo me non ce ne accorgeremo neppure.

      Non mi risulta che la Grecia sia uscita dall’angolo, anzi. Ricordo che mentre i rampolli bene veleggiavano nel Mediterraneo facendo accordi con gli scafisti, in Grecia, grazie all’acume degli eurocrati, sono morti di fame e stenti circa 700 bambini e un numero imprecisato di anziani.

      Proposto dal Pd, comunque, Sassoli (gia’ pessimo come giornalista) e’ stato eletto con i voti di Forza Italia. Siamo al canto del cigno, mi dispiace per Rinaldi ma non vale neppure la pena di arrabbiarsi.

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