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ELENA MARIANI

5g vs alberi

Mi pare che non si possa star zitti, mi pare che si debba tentare di far rete fra cittadini e far domande precise agli amministratori. E’ importante anche solo sapere che le cose non stanno come ci vogliono far credere… Ribellione, si diceva una volta, prima che le nostre menti fossero totalmente assopite …  

Mi pare che non si possa star zitti, mi pare che si debba tentare di far rete fra cittadini e far domande precise agli amministratori. E’ importante anche solo sapere che le cose non stanno come ci vogliono far credere…

Ribellione, si diceva una volta, prima che le nostre menti fossero totalmente assopite …

 

ELENA MARIANI

09 Lug 2019 in Ambiente

99+ commenti

Commenti

  • Grazie Elena per il potente contributo alla riflessione su questo tema che coinvolge in modo pesantissimo due fondamentali aspetti della qualità della nostra vita sul pianeta: la quantità di ossigeno che ci serve per respirare, per sopravvivere e l’inquinamento da onde elettromagnetiche nel quale siamo immersi. ( non introduco osservazioni derivanti dal fatto che gli alberi siano “viventi” come noi, tristemente conscio del fatto che sarebbero oggetto di becero sbeffeggio!)
    Facile pensare alla potenza economica connessa con l’introduzione di una nuova tecnologia sul mercato mondiale della comunicazione di massa, ed alla lobby che, senza dubbio alcuno, (questo oramai è il metodo accettato, “normato”, dal sistema!) è stata messa in moto per tempo per influenzare le scelte/non scelte degli amministratori delle nostre città e paesi, con motivazioni che possano agire magari anche sulla “buona fede” delle decisioni.
    Mi pare che …..non ci resti che piangere, immersi come siamo in questa “mutazione” che cambierà per sempre il modo di vivere dei nostri figli sulla terra.
    O possiamo aspettarci un …”colpo d’ala” (mi scuserà, padron Piero!) dal “salvi/maio” in tutt’altre faccende affacendato o, su scala allargata, da quelle “facce” alle quali mi sono dedicato sul blog qualche giorno fa?!?
    Oramai ci è stata tolta anche la possibilità che possa ….”cambiare tutto perche tutto resti com’è”!
    E’ il progresso, bellezza!!!

  • È impressionante. Avevo già letto di questa tragica strage di alberi che si sta compiendo in tutta Europa.
    Il fenomeno dimostra una volta in più che il cuore dei nostri problemi attuali è il conflitto tra Potere-Denaro da un lato e Vita dall’altro. Sembra tuttavia che della Vita non ci importi granché.
    Naturalmente la Vita alla fine prevarrà, ma quanto dovremo soffrire prima, per colpa di questo osceno conflitto?
    E lo ripeto: non nascondiamoci dietro la ‘complessità del reale’, non lasciamoci incantare dalle sirene del progresso. È semplice: o col Potere-Denaro (che è Morte) o con la Vita.
    Nel filmato si parla anche di Crema. Riguarda tutti noi e le scelte politiche che dall’alto ci cadono addosso.

    • Tra l’altro, non sappiamo ancora quali saranno gli effetti del 5g sulla salute umana (perlomeno a livello biologico, a livello psicologico sapiamo già che saranno disastrosi).
      Alcuni pensano saranno molto nocivi, altri sospettano che l’informazione in merito sia viziata da interessi economici rivali (Usa e Cina).
      Come al solito, restiamo nel dubbio. Lo sapremo forse tra 10 anni. Intanto, di sicuro il 5g non ha giovato alla salute degli alberi.

  • Non ho approfondito l’argomento, dico la verità, per cui sto a quanto dite. So però che allo stato attuale solo cinque aziende sarebbero in grado di produrre 5G (le cinesi ZTE e Huawei, la coreana Samsung, la svedese Ericsson e la finlandese Nokia) mentre sono totalmente assenti i giganti di SiliconValley. Secondo voi, c’entra qualcosa con lo “sputtanamento” planetario (mi scuso per il francesismo) di questo apparato tecnologico? Io non so rispondere.

    Huawei è un’impresa privata, ma sono evidenti i vincoli con i vertici militari e di intelligence della Cina, per quanto negati accanitamente. A cosa fa male il 5G, alla salute o alla guerra che verrà? Io non so rispondere.

    L’Unione europea in questa partita sembra all’angolo. Perché avrebbe dovuto ordinare il taglio dei suoi alberi? Per fare un torto ai padroni americani e un favore ai cinesi? Non so.

    Non ho dubbi sulla dannosità delle radiazioni a radiofrequenza sugli organismi animali e vegetali, vedo però che siamo già circondati da antenne-killer. Una gigantesca ce l’ho a qualche decina di metri in linea d’aria, sta proprio sopra il Park Hotel e questa primavera ci hanno fatto il nido le cicogne.

    Il problema è grosso e va oltre il 5G.
    A cosa ci serve tutta ‘sta “scienza”? Siamo anche più infelici.

    • Ipotesi A: stanno tagliando gli alberi perché effettivamente sono tutti malati e pericolosi (ipotesi della bufala)
      Ipotesi B: stanno tagliando gli alberi perché effettivamente sono un ostacolo al passaggio delle microonde (ipotesi del complotto)
      Ognuno può documentarsi in merito e trarre le sue conclusioni. Io mi son fatto una mia idea.
      Resta il problema della nocività di queste frequenze per gli esseri viventi. Chi dice una cosa, chi ne dice un’altra. Idem come sopra.
      Infine ci sono gli aspetti economici e strategici legati al 5g. E qui entrano in gioco equilibri geopolitici assai inquietanti.
      Noi povera gente comune non possiamo capire.

    • Rita questa non è scienza ma tecnologia| La scienza è quella che ci dà le basi per questa discussione: l’estensione dei sensi e capacità di elaborazione dei dati da essi provenienti.

    • E’ qui un punto essenziale. Ovvero sta succedendo per la prima volta (forse?) che i cinesi … non hanno copiato gli occidentali ma sono andati avanti, molto avanti. In Cina hanno già installato quasi 2 milioni di antenne/device del 5G. E’ interessante un articolo di ieri di un giornalista americano che segue molto questo Mondo, che scriveva come ‘due’ cose sono certe:
      – la importanza della trasmissione ad alta velocità e invasiva e pervasiva del 5G ‘ come base per un presidio mondiale delle massime potenze economiche
      – è fondamentale per il controllo militare del Globo (che può essere tradotto in tanti modi come ad es. per controllare le facce dei cinesi che passano nella metropolitana per ‘beccare’ i terroristi … fino al la FIRMA CARDIOLOGICA (vedere mio post su FB [1] ) che è più identificativa delle impronte digitali
      – è molto incerto il vantaggio che il singolo cittadino/cliente potrà avere da una trasmissione dati ad una velocità di 100 (?) volte superiore rispetto al 4G (c’è già – o meglio ci dovrebbe essere già … e l’Italia, come da me più volte riportato qui è paurosamente in ritardo ! – la fibra che dovrebbe permettere una velocità anche molto più alta sul 5G ma su un personal computer)
      – (per la ricerca indipendente) è acclarata la relazione causale tra CEM ed effetti sul corpo umano (ma anche nimale, piante)

      [1] https://e-smogfree.blogspot.com/2019/07/oltre-al-riconoscimento-facciale-quello.html?fbclid=IwAR3qZqa9ecP25VMX4fvyR6dxKYhagvnLS4pdWBaHp8WIVqwLSuuIHlL7e5I

    • In realtà anche le cosiddette “conquiste spaziali” hanno finalità esclusivamente militari (Elon Musk ne sa qualcosa). A cosa serve buttar via carrettate di miliardi per spedire capsule nello spazio? Non si potrebbe far vivere meglio la popolazione del pianeta? Sembra di no.

      Questo è il motivo per cui nutro dubbi sul “caso 5G”.
      Non ce la racconteranno mai giusta.

      Non morivamo di cancro anche prima dell’avvento del 5G? Vuol dire, allora, che siamo circondati e ingeriamo porcherie a tutto spiano. Il sacrosanto Principio di Precauzione non dovrebbe valere per tutti gli inquinanti, a cominciare dal cibo e dai farmaci? Vogliamo parlare degli aerei che prendiamo tutti i giorni? Il loro impatto sui cambiamenti climatici, sul rumore e sulla qualità dell’aria è devastante. Mah … non so … credo che mi terrò tutti i miei dubbi, continuando a pensare che finché non ci sarà un radicale mutamento di vita (attuabile solo con il dimezzamento demografico) staremo sempre peggio.

  • Per saperne di più:

    https://www.byoblu.com/2019/07/01/cose-che-non-sai-sul-5g-1-3-come-funziona-andrea-grieco/

    https://www.byoblu.com/2019/07/02/cose-che-non-sai-sul-5g-2-3-limpatto-sulla-salute-fabiana-manservisi/

    https://www.byoblu.com/2019/07/03/cose-che-non-sai-sul-5g-3-3-limpatto-sulla-psiche-e-sugli-elettrosensibili-annunziata-difonte/

    Non occorrono tanti studi:
    Chiunque abbia un drone (100€) e capisca cosa sta facendo, sa perfettamente che il segnale di controllo lavora a 2,4GigaHertz e il segnale video arriva dalla camera sulla banda 5,8G.
    Quando non hai più il drone in linea diretta (p. es. dietro gli alberi) il video si interrompe.
    Provare per credere.

    Più siamo ignoranti e più ci prendono in giro. (per il c..o).
    La scuola è fatta per questo: tenerci ignoranti.
    Parola di insegnante.
    Con uno stipendio antisommossa e una doccia la sera, nessuno alzerà un dito.
    Buona televisione!

    • Grazie per le segnalazioni. Da parte mia, nel mio tentativo di raccogliere informazioni, avevo già guardato anche questi video. E, appunto, una idea me lo sono fatta. Ma ci sono sempre quelli che dicono “ma no, è la solita bufala” e la gente non crede più a niente. Così si aumentano le fila dei lobotomizzati.

    • … e io che prendo gli Omega 3 per non far alzare i radicali liberi …. esattamente, qualcuno da dove si stanno abbattendo gli alberi a tappeto? C’e’ una mappatura? Non che sia cosi’ importante, visto che gia’ siamo sovrastati dalle antenne, ma tanto per sapere.

    • Il video che Elena ha inserito mostra una gran quantità di denunce giunte da varie città italiane. Io avevo indicato tempo fa un articolo su questa falsariga ma riferito alla situazione europea.
      Evidentemente, c’è una strana epidemia che sta colpendo gli alberi (tuttavia, amici esperti mi dicono che vengono abbattuti alberi sani…boh)…
      Ma sani o malati, sappiamo bene quanto gli alberi siano pericolosi. Centinaia, migliaia di persone uccise ogni anno da alberi che cadono… Quindi, abbattiamoli tutti, prima che sia troppo tardi. Io propongo di mettere al loro posto alberi virtuali.

  • Che facciamo oltre che indignarci?

    • “Che piú far si potea? — — Morir — risponde l’Assemblea seduta”.

    • è stato attivato un coordinamento informale, ovviamente, che si chiama ALLENZA STOP 5G, che utilizza – ahimé – il web come incontro … https://www.facebook.com/groups/482789335463203/about/
      avviato dal valente giornalista Maurizio Martucci.
      Si sono create molte realtà locali che ad es. stanno chiedendo ai comuni/sindaci una moratoria, già chiesta a livello mondiale, europeo, italiano. Questa Alleanza si sta muovendo a livello parlamentare con grandissima fatica visti gli interessi in gioco!
      Lo Stato (Ministero della Salute e, peggio, l’Istituto Superiore di Sanità ) sono silenti … secondo un adagio: e scomfessando uno dei Pilastri della ns Unione Europeo: il Principio di Precauzione!
      … discorso lungo … mi fermo qui !!!

  • Mi sembra essenziale il commento di oggi da parte di Jack_1, coi relativi richiami di consultazione.
    Sarei interessato a conoscere l’opinione di Giorgio Cinciripini, che forse sarà in vacanza (se è così, gliela chiederò al ritorno). Il quale recentemente ha dedicato ben due post all’argomento: “L’avvento del 5G” del 16 maggio e “Cresce la mobilitazione in Italia contro il 5G” del 17 giugno.
    Nei pochi commenti al primo post, si trattò anche dell’impatto del 5G sugli alberi e nel suo commento del 17 maggio Giorgio ci offrì numerosi e fondamentali riferimenti particolari di consultazione su questo specifico impatto negativo.
    (Il secondo post ebbe zero commenti).

    • Non commettiamo però l’errore di equiparare i nostri commenti ai “like” di Facebook. Non è che zero commenti corrispondano a un disinteresse. Anzi. Quando un post è sufficientemente circostanziato, c’è poco altro da aggiungere. Ci sono post “di pura lettura” e altri da discussione (altri ancora da cazzeggio di qualità, come dice Franco). Anche a questo impegno è legata la longevità di Cremascolta, che se fosse stato un social qualsiasi a quest’ora era già bell’e che morto.

    • Personalmente ho sempre apprezzato gli interventi del signor Cinciripini. È lui il nostro esperto in materia.

  • Però c’è una cosa che non capisco: il segnale 5g non è ostacolato anche dagli edifici? Perché credo che sarebbe impensabile un ripetitore (?) ad ogni angolo di via o piazza. E questo dubbio naturalmente alimenterebbe le solite critiche ai complottisti.

    • “L’acqua, di cui in genere sono ricchi gli alberi e le piante, assorbe molto efficacemente le onde elettromagnetiche nella banda millimetrica”, sostiene Andrea Grieco, docente di fisica a Milano ed esperto dei problemi legati all’inquinamento elettromagnetico. “Per questo motivo costituiscono un ostacolo alla propagazione del segnale 5G. In particolare le foglie, con la loro superficie complessiva elevata, attenuano fortemente i segnali nella banda UHF ed EHF, quella della telefonia mobile. Gli effetti biologici sono ancora poco studiati, però alcune ricerche rilevano danni agli alberi e alle piante sottoposte a irraggiamento da parte delle Stazioni Radio Base (le antenne spesso sui tetti dei palazzi, NdR)”.
      Credo comunque che anche gli edifici di grandi dimensioni rappresentino un impedimento. Ma cosa fanno, buttano giù anche quelli? Aumenteranno il numero delle antenne.

  • La sensibilizzazione non empre ha tempi rapidi. Giorgio Cinciripini ce la sta mettendo tutta per sensibilizzarci sui rischi per la nostra salute della tecnologia 5G. E vedo ora che, per una sorta di miracolo, grazie all’associazione 5G e la strage degli alberi (ho visto il video e ho notato che viene citata anche la strage degli alberi in via Bacchetta), si sta imponendo alla nostra attenzione.
    Ho pure visto il video che riporta l’intervento a Milano della dott. Fiorella Belpoggi, una delle maggiori attiviste anti-5G e mi ha colpito.
    Giorgio Cinciripini è appena rientrato da una crociera e di sicuro interverrà.
    Personalmente, vedrò di documentarmi e proverò ad ascoltare più punti di vista.
    Ma di una cosa sono certo: nel dubbio (non sappiamo che effetti potrà generare tra 10-20 anni questo eccesso di esposizione alle radiazioni elettromagnetiche ) si dovrà seguire il “principio di precauzione” (Hans Jonas) e dovremo farci guidare dalla “euristica della paura”.

    • “Nel dubbio astieniti”.

    • Sì, Piero, in effetti Giorgio, che due settimane fa è tornato dalla sua crociera sul Baltico, ogni tanto ci prova a riportarci sul concreto e questo tema è collegato, insieme ad altri, al generale problema della sostenibilità ambientale, che sempre Giorgio ha trattato nel suo recente post del 1° luglio, “Classifica Sostenibilità: come siamo messi?” (Rita avrà ragione sui commenti, ma anche qui …. ).

      Tra l’altro, ho notato oggi (mio commento odierno delle 11:42 a Rita sul “pensiero sinistro”) che proprio Giorgio, in genere ben edotto, parla di un argomento del vostro prossimo quarto corso di economia (suo commento del 2 luglio, ore 11:51) ben diverso da quello della “economia circolare”. La Sostenibilità e gli obiettivi dell’ONU o comunque la Green Economy non sono lo stesso argomento della “economia circolare” come soluzione verso la giustizia sociale e l’equa distribuzione della ricchezza. Certo, tutto fa economia, però ….

  • Lo rilancio perché vedo che nessuno mi risponde, e con tutti questi interventi potrebbe sfuggire. Ma sono seriamebte interssato. “Però c’è una cosa che non capisco: il segnale 5g non è ostacolato anche dagli edifici? Perché credo che sarebbe impensabile un ripetitore (?) ad ogni angolo di via o piazza. E questo dubbio naturalmente alimenterebbe le solite critiche ai complottisti.”

    • Io, da incompetente, Le ho dato una risposta (vedi sopra). Poi, se il signor Cinciripini interviene, avremo un’opinione molto più attendibile della mia.

  • Le onde radio, come tutte le oscillazioni in un corpo elastico, viaggiano in linea retta, a meno che vengano riflesse o rifratte.
    La riflessione è un fenomeno abbastanza intuitivo, facile da comprendere.
    La rifrazione meno.
    Le onde sono rifratte e quindi sono capaci di “aggirare” (detto volgarmente) oggetti che abbiano una dimensione confrontabile con la loro lunghezza d’onda.
    Poiché la lunghezza d’onda è inversamente proporzionale alla frequenza, onde con frequenza molto elevata sono incapaci di aggirare ostacoli anche piccoli (le foglie).
    Un po’ passano ugualmente, ma la maggior parte no.
    Anche i palazzi non vengono aggirati, ma sono più adatti a rifletterle, mentre le foglie le smorzano anche, come contro un cuscino.
    Qual’è peggio?
    … Capito?!
    Scuste la volgarità della spiegazione, ma da un allevatore di capre cosa volete pretendere?!
    Notte.

    • Grazie, Jack_1, molto chiaro.
      Uno dei problemi del 5G è infatti quello delle foglie, cioè della parte verde nelle chiome degli alberi e di un certo tipo di massa vegetale (poi ce ne sono comunque altri).
      Mi sembra ci siano stati persino articoli scientifici sulla differenza, per questo, tra latifoglie e aghifoglie, proprio in ragione del tipo di resistenza morfologica.
      Tutta la natura vegetale tende da sempre alla Quercia (o al Faggio).
      Tuta l’umanità oggi tende al 5G.
      Due “tensioni” tra loro conflittuali. Ed è preoccupante immaginare chi potrebbe spuntarla.
      No foglie, si business.

  • Mi scuso signor Cade’ per non aver letto il Suo commento di ieri delle 18:17. Leggo ora anche l’intervento di Jack. Qualcosa comincia a chiarirsi.

  • La vedo male. Con o senza 5G siamo di fatto circondati da onde radio che vanno da quelle emesse dai telefoni (presenti in ogni casa in numero variabile) ai modem da appartamento, dai sensori antifurto ai telecomadi di vario uso. Il mio vicino di casa, ciliegina sulla torta, ha appena installato nel suo giardino, cioé sotto le mie finestre un’antenna anti-talpe che fa bip bip tutta la notte (non era meglio prendere un gatto?).
    E i “campi elettrici” in cui siamo immersi h24, fanno meno male?
    Non possiedo le necessarie competenze tecniche per valutare cosa sia meglio o peggio, ma ho l’impressione che stiamo tergiversando per non affrontare “il” vero problema: urge un cambio radicale (scioccante) del nostro stile di vita. Se non siamo disposti a “rivedere” le nostre vite, le nostre (cattive) abitudini, possiamo star qui a parlare di cosa faccia più male o più bene fino all’anno prossimo. Resta il fatto che viviamo circondati, assediati.

    Sulla “favola” della green economy citata da Pietro (un ottimo affare che creerà posti di lavoro permettendo ai Paesi emergenti di sorpassare l’Occidente), forse dovremmo essere più realisti. Pensiamo davvero che sostituire gli attuali giochini elettronici con altri ammennicoli tecnologici basterà a salvarci la pelle? Mah ….. Propongo a questo proposito un paio di letture da primo mattino:

    http://www.ilcambiamento.it/articoli/energie_rinnovabili

    http://www.decrescita.com/news/la-favola-della-green-economy-come-panacea-di-tutti-i-mali/

    • Rita, è evidente che non siamo disposti a “rivedere le nostre vite, le nostre cattive abitudini”. Non siamo disposti a mettere seriamente in discussione la nostra visione complessiva del mondo. Pensiamo ancora che la scienza e la tecnologia tireranno fuori qualche coniglio dal cilindro e che il coniglio ci salverà. Cambieremo solo quando saremo costretti dalle circostanze. Non sarà piacevole.

    • Allora siamo bell’e che fritti.
      La green economy è solo l’ultimo atto del business.

    • Rita, hai presente quei giocatori che continuano a perdere, che più perdono più giocano, fino a perdere tutto, a vendere la casa, a indebitarsi e a indebitarsi sempre più? A un certo punto o si accoppano da soli o li ammazza qualcuno. Solo così smettono. Siamo dei ludopatici.

    • Chiarisco meglio, per Rita.
      Non ho competenze o attribuzioni sulla Green Economy, di cui ho solo letto qualcosa, che proprio schifo non mi ha fatto. Tutto qui.
      Non ho competenze, attribuzioni né la minima conoscenza di quella che tu, Rita, hai definito Economia Circolare e hai indicato come il prossimo tema, o uno dei prossimi temi, del quarto corso di economia di CremAscolta, che se non sbaglio avete pianificato per il 2020.
      Quello che so è che Green Economy ed Economia Circolare (qualsiasi cosa sia quest’ultima) non sono la stessa cosa ed anzi rappresentano istanze forse non del tutto umanamente separate ma di certo ben distinte quanto a premesse, sviluppi e obiettivi. Insomma, un corso di economia sia fa sull’una oppure sull’altra.
      Ciò posto, nel commento di Giorgio da me citato ieri sera, si dice che saranno la Green Economy e la Sostenibilità Ambientale (oltretutto in riferimento ai parametri ONU) e non la cosiddetta Economia Circolare il tema del vostro prossimo corso di economia. Solo questo.
      Siccome Giorgio di solito sa quello che dice, mi era soltanto permesso di far presente questo aspetto.
      Dopo di che, è chiaro che qualunque tema scegliate, l’augurio sincero e caloroso è sempre quello di un successo pari se non anche superiore a quello ammirevole delle edizioni precedenti.
      Resta comunque il fatto che, approfondendo i problemi della Sovrappopolazione e della Economia CIrcolare, da te indicati come collegati al tema della giustizia sociale, resta ancora da comprendere in che misura esista per davvero un rapporto di causalità, un nesso eziologico reale tra queste tematiche e il problema dell’ingiustizia sociale e, soprattutto, in che misura le attuali forze di governo intendano veramente, come tu dici, attenuare le sperequazioni economiche tra le fasce sociali attivandosi contro la sovrappopolazione e innescando processi effettivi di Economia Circolare. Ma questo riguarda l’altro post.
      Mi scuso se ieri sera non sono stato sufficientemente chiaro.

    • Scusa Pietro, forse non mi sono spiegata: non sarà l’attuale governo italiano che potrà “attenuare le sperequazioni economiche tra le fasce sociali attivandosi contro la sovrappopolazione”, ma il governo mondiale. Non mi risulta che un potenziale militare di siffatta natura sia mai stato nelle mani della povera Italietta.

      Se andiamo avanti così, comunque, tra un po’ ci penserà l’Iran ….

    • Capito. Grazie, Rita.
      In effetti il nostro governo sta predicando scelte opposte, sui “bimbi”.

  • Cambiare, rinunciare, evolvere, sviluppare, adattare, ricordare, soppesare, rispettare….

    Qui non c’è niente di vero, ma si “sente” qualcosa di vero:
    https://vimeo.com/29255063

    Certo, bisogna essere “animati”!
    Non inanimati.

    • Simpatico. Ma quanti giovani sarebbero disposti a rinunciare a tutto?
      Sto facendo il conto ….

    • Forse, più facilmente qualche vecchio.
      E invece che centri “anni azzurri” in città si potrebbero aprire centri “anni verdi” in campagna.
      Sì, lo so, adesso mi dite che sarebbe un altro business.

    • Ottima idea! Con l’economia circolare, però, i nonni potrebbero “quasi” bastare a se stessi, e allora niente business …. per questo non si farà mai … ahinoi, siamo messi proprio male.

  • Le ultime parole del film…
    ” Sicuramente capirete”… ” E molto presto “.

  • I nostri amici alberi pare siano in grado di ridurre le polveri sottili e altri inquinanti, fissano l’anidride carbonica e intercettano l’acqua meteorica, in prossimità degli alberi le temperature sono inferiori di alcuni gradi …
    e c’è chi prova anche a ‘quantificare’ tali benefici…
    così, in previsione di estati sempre più torride e siccitose…
    https://www.youtube.com/watch?v=Su_03TjbGSo&feature=youtu.be&fbclid=IwAR3xARXB8YKTvspZoAPHhCuuIGhRsuCCvZzyxfx-G72vpFmqFlvqlQL8YWc

    • Ricoprire le città di alberi? E il 5g? E i droni? E poi sappiamo quanto gli alberi siano pericolosi.
      C’è un conflitto tra verde e verdoni (i dollari, non gli uccelli).

    • Verissimo, basta passare sotto un semplice pioppeto in riva al fiume, anche a prescindere dall’effetto dell’ombra in quanto tale. Ma se il pioppo, che è una semplice coltura arborea, ha un ciclo di 10/12 anni prima del taglio a fini commerciali, i nostri tradizionali alberi d’alto fusto necessitano di più tempo, a volte davvero di molto, molto più tempo.
      Si tratta del solito problema. Quale giunta locale investirebbe in piantumazioni cittadine per lasciare visibilità di risultato a due o tre giunte successive, magari di parte avversa? In teoria tutte, a parole. In pratica, invece, puntano sui parcheggi e sui meccanismi di ottimizzazione dei parcheggi, molto più redditizi a breve, sia in termini economici che di consenso elettorale.
      Basti dire che, non appena a Crema tornerà in ballo l’argomento Stalloni, rispunteranno fuori certe scempiaggini, tutte contro il verde che c’è già e tutte a favore di parcheggi, di nuove cubature edilizie con la scusa di servizi samaritani e di “cerniere” urbanistiche con la zip da un lato solo, per non parlare del famoso “muro”, che fino ad ora ha protetto quest’area verde dalla parte in cui andava più protetta.
      Ci sono città in cui ci si può permettere il lusso di ipotizzare nuove aree verdi.
      Da noi la priorità sarebbe quella di impedire ennesimi tagli e scempi da parte dei noti Fintiverdi.

  • 5g vs alberi: con tutta la simpatia, anche personale, per Giorgio Cinciripini e la causa dalla sua Associazione sostenuta, se si vuol fare qualcosa, penso si debbano scindere casi in cui la questione alberi è legata all’interferenza con i campi da altri, alcuni fra quelli esposti nel filmato, in cui tale nesso si presenta labile. Altrimenti si rischia di sentirci dare dei complottisti. Sentirci dare da chi? Si ricollega alla mia precedente domanda: “Che facciamo oltre che indignarci?” In altre parole se si vuol partire con una crociata per l’albero, che per la mia coscienza di abitatore del mondo sarebbe una vera occasione di riscatto da un “peccato di nascita epocale”, la prima cosa è essere ineccepibili, nessi di causa effetto chiari, e in secondo luogo fare una conta delle alleanze. Allora la Crociata di Giorgio viene a porsi fra i “cavalieri schierati” ma trova forti supporti. Scusate la terminologia bellica. Elena mi sembra molto ferrata (non nel senso dei cavalli da guerra).
    Elena se ci sono associazioni già in attività meglio aggregarsi, come facemmo per chiudere il discorso caccia, nel quale almeno io e Franco siamo membri più o meno attivi della LAC (Lega Anti Caccia). Se invece non esiste niente, ma non ci credo, si fa una lega per l’albero, come facemmo per i sugheri, che non avevano riferimenti. Per fare intendo questo, creare una nuova costola Cremascolta operativa in questo specifico settore, pronta a distaccarsi, ma non per fare un’Eva, ma un bosco. E non è una novità! Rita e gli altri, ricordate il progetto “boscetto Cremascolta”? Troppo ambizioso, ma visto che gli alberi ci sono già, non possiamo impegnarci? Abbiamo parlato, siamo tutti convinti, allora muoviamoci. Chi parte? Io ci sto, ma non voglio ritrovarmi solo con i miei turaccioli, come accade fin’ora per quell’iniziativa. Cremascolta ci sta? Non è certo un presidente di turno da solo che può muoversi, prima di una conta dei consensi. E Grazie Elemna, Grazie Giorgio.

    • Caro Adriano
      ben venga l’indignazione per la sorte degli alberi … almeno quelli che – disgraziati loro – si trovano nell’arco di copertura di un’antenna 5G! Va tagliato perché le onde ‘millimetriche’ (come si chiamno) sono frenate anche dalle foglie, tronchi!

      Ma è una goccia che fa trabboccare il vaso per la pervicace volontà della industria (è ovvio) ma anche dei ns decisori (Governi e pezzi di Stato) ad immergerci tutti (con le scarpe ai piedi) in un nuovo e peggiorativo mondo di rafiofrequenze. Senza che né il Ministero della Salute, nél’INAIL hanno espresso un parere sanitario, come richiesto dalla Legge di Riforma Sanitario 833 del 1978 alla introduzione così invasiva di nuovi agenti sifici, ovvero radiofrequenze specifiche.

      Che si può fare? chiedere al ns Sindaco una moratoria per la approvazione di installazione di stazioni radiobase per il 5G coem fatto in alcune centinaia di comuni. Alcune decine hanno prodotto delle mozioni specifiche.

      Ripeto: se avete vogli di sfogliare gli articoli contenuti nel gruppo di FB su STOP 5GITALIA: https://www.facebook.com/groups/482789335463203/ vedrete diversi esempi anche di città importanti. Ovviamente sono disponibili dei ‘template’ di richiesta rivolta ai consigli comunali e/o consiglieri e/o partiti e/o sindaco per argomentare in modo compiuto .

    • Boschetto Cremascolta: tutti i fiori e gli arbusti che avevo amorevolmente piantato nei dintorni della passerella sono stati rasi al suolo dai mezzi pesanti perché il taglio dell’erba nei campi del Parco Serio non è affidato a giardinieri (kosa essere??) bensì a contoterzisti che … ndo cojo cojo. Peccato. Adesso vado a piantare fiori e arbusti con “Genova Made”, un’associazione di volontari abbastanza organizzata che lavora per “il verde” della (sua) città. Se a Crema dovesse costituirsi un gruppo di volonterosi, io ci sono. Zappare pulisce la mente e scarica le energie negative.

    • Non vorrei che la “moratoria per l’approvazione di installazione di stazioni radiobase per il 5G” facesse la fine dei Comuni che, qualche anno fa, ostentavano i cartelli “comune denuclearizzato” e poi tutt’attorno c’era l’inferno. Adesso non si usa più.

  • Rita, di cosa ti lamenti? Dovresti essere contenta che nel piccolo ognuno si fa gli affari suoi. Vedi le centrali nucleari di cui mi lamentavo qualche commento fa, dove scrivevo che appunto nel piccolo stanno tutti i guai, assediato da Francia, Slovenia… Quanto agli alberi di via Bacchetta citati nel filmato mi viene un po’ da sorridere al sospetto che siano stati tagliati per lasciare spazio al segnale 5g. Sto scrivendo guarda caso da una panchina del Parco del Serio, e già mi vedo i tecnici a misurare l’altezza di questi alberi per stabilire dove posizionare i ripetitori di qua e di là del fiume. Come mi viene da sorridere pensando che i resistenti di via Bacchetta da qui a poco navigheranno a velocità supersonica contro la lentezza di tutto gli altri cremaschi. A meno che in programma non ci sia la desertificazione della città. Ha ragione Adriano, con troppi allarmismi si corre il rischio del complottismo.

    • Le Sue considerazioni sono frutto di buon senso e anch’io le ho fatte. Sul ‘complotto’ mi sono già espresso. È altrettanto stupido credere a un complotto quanto il non crederci, se mancano dati sicuri. E qui si ripropone l’eterno dilemma: chi ci fornisce dati sicuri?
      Sembra tuttavia che la ‘strage degli alberi’ sia un fenomeno reale. Ovviamente non potranno eliminarli tutti ma è innegabile che hanno fatto dei veri scempi in molte città d’Europa. Quale ne sia la ragione, non lo so. Ma pensare che d’improvviso tutti questi alberi si siano ammalati o siano diventati pericolosi, mi lascia perplesso.
      Qualcuno ha detto (mi pare a ragione) che gli alberi ostacolano il 5g, e così qualcun altro ha fatto 2+2=4. Ma ovviamente questa non è una dimostrazione, è solo un’illazione.
      Però, ripeto, escluderla a priori perché sa di ‘complottismo’ è stupido quanto il credervi a priori.

  • Che poi quello degli alberi è secondo me un tema secondario di questi tempi di velocissimi cambiamenti politici. Ho messo insieme due argomenti distanti tra loro indubbiamente, e nel primo caso ha ragione. Ci vuole cautela. Ma siccome il 5g è un problema mondiale, come lo sono i sovranismi qualora si concretizzassero, mi chiedo come i due temi possano essere affrontati contestualmente. Il nostro governo non si esprime rispetto a questa rivoluzione tecnologica che non riguarda i solo i singoli Stati, ma si esprime benissimo rispetto ad un sovranismo che, se provato, rinuncerebbe ad un po’ è in cambio di un po’ di rubli. Contraddizioni contemporanee. E non mi accusi di pindarismo. Sempre di più mi rendo conto di come siamo interconnessi e mi viene da ridere pensando a chi afferma ancora che un ritorno al piccolo sarebbe la salvezza. È esattamente il contrario. E nel secondo caso mi aspetto a la solita teoria del complotto degli Americani a sfavore della Lega. Cautela anche qui? Ma già mi vedo la nostra paladina del piccolo ad evocarlo. In sintesi, se confermata la pericolosità del 5g io intravedo la pericolosità ci certe interessate alleanze. In questo caso il globalismo sarebbe sempre una minaccia, ma lo sarebbero anche i nazionalismi di facciata. Il nostro governo si chiarisca le idee rispetto alla sua identità, altro che la Sinistra. Se non fossi stato chiaro…

    • Il tema del rispetto della natura sarà il tema primario per i secoli a venire, tanto più quanto più l’uomo capirà che distruggere gli equilibri naturali significa suicidarsi.
      E sulla necessità di tornare al ‘piccolo’ non ho dubbi che, per quanto adesso ci possa apparire una via impraticabile, sia l’unica percorribile.

    • A mettere insieme il 5G con i sovranismi, io non ci sarei riuscita neanche sotto sforzo. Un plauso alla fantasia. Comunque il Pensiero Sinistro è troppo prevedibile …. dopo la “dichiarazione-fotoromanzo” di Zingaretti, ieri, avevo scommesso che stamattina i giornali-spazzatura, dopo le disquisizioni filosofiche del giorno prima sul “sessismo” accostato al termine “sbruffoncella”, avrebbero tirato fuori la baggianata dei rubli. Abbiamo visto e sentito tutti l’intercettazione ridicola della conversazione da ristorante tra un perfetto sconosciuto italiano e un perfetto sconosciuto russo. Neanche stavolta il Pensiero Sinistro si smentisce e dà del suo agli altri, puntualmente accusati di “complottismo”. Domani cosa ci sarà sui “Chi” e “Novella 2000” in versione quotidiano, l’ayatollah Khāmeneī nella stanza da bagno di Salvini che progetta tra la vasca e il bidet la terza guerra mondiale?

  • Assolutamente in disaccordo. Questa Terra diventata piccola vuole proprio, non solo rispetto alla natura, ma a tutto il resto, che i problemi si affrontino tutti insieme, vedi la giustizia sociale ed economica. Ribadisco la mia contrarietà e il mio spavento di fronte ai nazionalismi e sovranismi. Se fossero confermati i tramacci della Lega con Putin questi sarebbero la conferma che che neanche i sovranisti credono a queste autonomie, che sarebbero solo di facciata, avendo capito anche loro che le alleanze o gli spostamenti di equilibri politici mondiali ci sono sempre stati e sempre ci saranno. Altro che autosufficienza. Equilibrio ecologico senza dubbio, ma equilibrio politico anche di più, non contrapposizioni feroci che come niente porterebbero a nuovi conflitti mondiali.

    • Mi pare c’entri poco con il tema che si tratta qui.
      In ogni caso, il ‘piccolo’ non implica un isolamento ma credo anzi sia l’unico modo per creare interazioni armoniose tra i vari soggetti. Ma non si preoccupi, noi moriremo in ‘grande’, in un mondo sempre più lacerato e violento.

  • Io ho l’lmpressione signor Cade’ che a Lei faccia comodo, come a Rita del resto, credere che affrontando i temi uno per uno porti poi a risolverli tutti. Ma non è più possibile. Forse lo era un tempo, ma tra problemi ecologici che siamo d’accordo tutti, e sovrappopolazione modiale anche, credo che nessuno possa più pensare solo a se stesso, pegno “morire alla grande” di cui io sono preoccupatissimo. Il bicchiere mezzo pieno lo lascio a Rita e ai suoi deliri autonomisti. Se confermato poi il tramaccio di quel nazista dichiarato di Savoini, chissà a che titolo presente pochi giorni fa all’incontro ufficiale con Putin, ci sarebbe di che discutere e ne parlerebbero i giornali seri, altro che Chi.

    • No, non credo si debbano affrontare i problemi uno per uno, perché non esistono i problemi uno per uno. “…tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma una cosa sola è necessaria”.

    • Però, se parliamo di alberi e 5g e Lei tira in ballo Putin e Salvini, si rischia una certa confusione…

    • Dico la verità, mi sono davvero rotta le scatole di sentire le scemenze del Pensiero Sinistro professate come una fede. Sembra di essere davanti a dei fanatici che vedono sgorgare lacrime di sangue dalla statua della madonna e io, non avendo mai professato alcuna religione, non sono sensibile a queste manifestazione della psiche. Né m’interessano le teorie degli “esperti del nulla” che riempiono le pagine dei giornali, figurarsi le cronache da avanspettacolo che le costellano. La vita è troppo breve per sprecarla in stupidate. E poi, non stavamo parlando di alberi e 5G? Gli affetti da salvino-fobia aprano un altro post e riversino lì le loro paturnie quotidiane, così chi è interessato può replicare.

    • Sì, parliamo d alberi, che è meglio.
      (Però, quando ci sarà il post anti-Salvini, Rita, ricordami di chiederti perché giornali e tivù e tutto il pensiero sinistro lo odiano così ferocemente. Cosa ha fatto di tanto orribile? Io, che pure non lo voto, non riesco a capire il vero motivo di tutta questa selvaggia campagna contro di lui… Sì, demagogico lo è, ma questo non mi sembra un crimine atroce. Boh, è un fenomeno strano. Forse hai ragione tu ad assimilarlo ai fanatismi religiosi).

  • Ritorno sul tema ‘alberi’.
    Ho trovato una bellissima foto di una quercia ritratta a distanza di 100 anni (https://www.facebook.com/ScuolaAmbulanteAgricoltura/photos/pb.392671100916373.-2207520000.1562837428./1157622691087873/?type=3&theater).
    La didascalia fa notare che, contrariamente a quanto normalmente si pensa, il percorso vitale di un albero non è lineare come il nostro (nascita, giovinezza, maturità, vecchiaia, morte). L’albero in declino non si trova necessariamente nello stato precedente alla morte. Un albero è capace di ritrovare un nuovo equilibrio vitale, sebbene diverso da quello adottato in precedenza, modificando la sua struttura e reagendo agli stress ambientali. Noi umani sappiamo farlo?

    • Gli alberi rappresentano un adattamento all’ambiente molto più evoluto del nostro. Ma mentre noi siamo terribilmente vanitosi della nostra corteccia cerebrale, loro non si pavoneggiano della loro corteccia.
      P.S.: nel 1895 c’erano decine di altre querce vicine. Chissà che fine hanno fatto…

  • Si sappiamo farlo. Quanto al resto, sempre fuori tema, ad alcune firme di questo blog manca proprio una visione olistica delle sorti del mondo. Tutto è collegato.

    • Ecco come la ‘visione olistica’ diventa una stupidaggine. Se si parla di alberi io potrei commentare che in Iran, dove non ci sono certi alberi, c’è però la bomba atomica, perché è tutto collegato. Potrebbe diventare un gioco: Pindaropoli.

  • Si’,

  • Fanatismo religioso? Sì potrebbe dire uguale del pensiero destro che appoggia Salvini. Ha ragione, parliamo di alberi, di cui non fregherà niente a nessuno se la politica mondiale proseguirà come procede. Avremo ben altro di cui preoccuparci dopo.

    • Pensiero destro? Dove? Non esiste, a parte quattro intellettuali. Magari esistesse.
      Arrampichiamoci sugli alberi, non sugli specchi. Le assicuro che sono più importanti loro della politica.

  • Pindaropoli: ad un’esplosione nucleare di alberi non ne sopravvivono. È ora di ricominciare a parlare di questo. Salveremmo anche gli alberi, anche gli uomini. Sarà perché le persone monotematiche io non le sopporto.

    • E poi quante balle. Se spesso i commenti ai post vanno fuori tema questo significa che c’è bisogno di “olismo”, non di settorialismo. Mi piacciono i fuori tema. Sono segno di elasticità mentale, non di sclerotizzazione.

  • Signor Cade, anche gli alberi dipendono dalla politica.

    • No. Gli alberi possono vivere senza politica, gli uomini senza alberi non possono vivere, quindi neanche la politica.

  • No, la politica può uccidere gli alberi. Guardavo poco fa le immagini dei disastri climatici a Creta e sulla riviera Adriatica. E difatti siamo qui tutti a parlare di cambiamenti climatici e della responsabilità degli uomini. Quindi gli alberi dipendono dalla politica.

    • Poi è ovvio che se tutti gli equilibri si rompono non vivono né alberi né uomini. Abbiamo messo mano all’evoluzione. Non se n’è accorto?

    • È fuor di dubbio che certi politici non si fanno scrupoli di abbattere alberi, anche belli, sani, secolari, con qualche ridicolo pretesto e per chissà quali interessi.
      Su cambiamenti climatici e responsabilità della politica ho invece molti dubbi.
      ,

  • A meno che non si dimostri che l’uomo nei cambiamenti climatici non c’entrano nulla. Del resto si parla di ere climatiche, di glaciazioni e desertificazioni dovute un tempo a fenomeni naturali. In questo caso la politica non c’entrerebbe per niente. Quindi anche il 5g.

    • Ma nessuno qui ha detto che il 5g provochi cambiamenti climatici. I pericoli che si paventano sono altri.

  • “c’entra”.

  • Se per il segnale 5g si tagliassero gli alberi questo provocherebbe in proporzione un cambiamento climatico. 2 più 2 fa quattro.

    • E i cani non saprebbero dove fare la pipì. Tutti effetti del 5g.

  • Comunque è divertente pensare che avremo collegamenti stagionali, con una navigazione velocissima in inverno, senza foglie, e lentissima in estate sotto verdi fronde. È anche più divertente pensare che la tecnologia di quinta generazione sia stata pensata per il deserto, dove beduini e cammelli, più veloci di noi, ci fregheranno tutti. Sapranno tutto prima. O altrimenti, distinzione già fatta da Pietro, dovremo passare all’alpinizzazione della nostra flora: pini, abeti, larici. Nel frattempo il passaggio dall’euro al rublo sarà compiuto. E a quel punto un paesaggio da steppa russa, con pochi alberi, se proprio non vogliamo gli aghiformi, sarà il coronamento della libera e velocissima navigazione. Anche se a pensarci bene le foreste ci sono anche in Russia. Insomma, un bel rompicapo questo 5g.

    • Ribadisco ivano
      il discorso alberoi è più ampio di quello 5G, degnissima causa e allarme. SIAMO INECCEPIBILI !

  • Ivano è maiuscolo, maiuscolissimo!

  • Confesso, amici, di essere attento a prendere per oro colato tutti i video… virali che circolano sul web.
    Almeno non credo che ci sia una qualche nesso tra il taglio degli alberi di via Bacchetta (citato nel lungo elenco della strage degli alberi) e la tecnologia 5G.
    Sul taglio poi di detti alberi di casa nostra, un contadino mi ha confidato che lui l’avrebbe fatto già tempo prima (come ha sempre fatto nella sua azienda agricola).
    Io… taccio perché non ho elementi.
    Il mio è solo un invito alla prudenza che faccio a me stesso: non ho la pretesa di farlo agli altri che che se ne intendono di più di me.

    • È chiaro che il taglio di alberi in una sola via non può essere collegato a un piano per migliorare il funzionamento del 5g. Non ha senso. Per questo anch’io sono scettico.
      Solo se ci fosse un esteso abbattimento di alberi in tutta la città si potrebbe pensare a un nesso. Quindi, gli elementi da prendere in considerazione sono secondo me:
      la pericolosità del 5g per la salute umana, indipendentemente dagli alberi, e i motivi per cui ultimamente si ricorre con insolita frequenza all’abbattimento di alberi, anche sani, indipendentemente dal 5g.

    • Comunque, circa il parere del contadino, non prenderei neanche quello per oro colato…

    • I contadini (di questi tempi) sono rinomati per la “mano facile”. Fosse per loro la pianura padana sarebbe un tavolo da biliardo, e a dire la verità ci sono quasi riusciti. Gli alberi di via Bacchetta erano sani, potevano scampare altri cent’anni, o forse di più. Non credo comunque che il loro sterminio abbia qualcosa a che vedere con il 5G, personalmente propendo per l’insensibilità ambientale, non sopravvalutiamo i nostri amministratori e il loro tecnici.

    • A me paiono meccanismi isterici. Io, per esempio, ho sempre avuto dei cani. Un tempo nessuno diceva niente, oggi c’è la fobia dei cani. I cani che sporcano, i cani che mordono, i cani che uccidono… Sono diventati più cattivi i cani? No, è solo la gente che è diventata isterica.
      Gli alberi non hanno mai fatto paura a nessuno. Adesso invece sono diventati un pericolo, un intralcio. Allora, via, abbattiamoli. E poi ci sono una miriade di altre paure grandi o piccole. Prevenire, informarsi, tenersi controllati ecc.. Sana prudenza? No, solo un’isteria collettiva. E molto contagiosa.

  • I cani ci sono sempre stati, randagi magari, poi per una questione di sicurezza e igiene sono comparsi i masaca’. Erano dipendenti comunali, di un lavoro considerato non troppo onorevole o qualificato. E i cani finivano nei canili. Ora una nuova sensibilità vuole che non ci sia signora o signore a passeggio per il centro senza cagnolino al guinzaglio. Altra isteria. Sempre con le mani nelle loro deiezioni che è una schifezza osservarli. Amore per gli animali proporzionale al disprezzo per le persone. Vale anche per gli alberi. Per quanto mi riguarda amo gli alberi, se anche i cani sparissero non me ne accorgerai.

  • “E poi ci sono una miriade di altre paure grandi o piccole.” Ha ragione signor Cade’. Pensi a quanti successi elettorali, passati e presentissimi, si sono costruiti sulle paure reali o presunte. Sarebbe niente se non cambiassero il corso della Storia. Siamo diventati sospettosi, diffidenti, e anche complottisti quando la cultura e l’istruzione di massa avrebbero dovuto sortire effetti opposti. Leggevo ieri i commenti alle disparità dei risultati delle ultime prove Invalsi, da cui risulta che i ragazzi non sanno più comprendere un testo. In verità leggere e non capire succede anche qui, quante volte scriviamo, magari benevolmente “forse non mi sono spiegato”, piuttosto di “ma Lei non capisce un …..”. Ma non è questo il tema. Ritorniamo pure alle paure, spesso risultato dell’ignoranza, o della falsa informazione dilagante, così da non saper più distinguere il reale dal percepito. Vedendo il video postato dalla signora Mariani verrebbe proprio da concludere, con quel collage di situazioni, San Terenzo o via Bacchetta che siano, che davvero i social siano l’espressione più ambigua della comunicazione. Fortunatamente molti commenti hanno espresso dubbi e perplessità e questo mi rincuora. Non siamo così sprovveduti da assumere acriticamente tutto quanto ci viene propinato. Però una riflessione va fatta, dopo aver creduto per alcuni anni che con strumenti tecnologici saremmo tutti arrivati alla conoscenza. In calce all’articolo citato c’è una sintesi in poche parole. “Negli anni Settanta il giusto diritto al sapere aperto a tutti è diventato unideologia: illudere il popolo che la conoscenza è semplice”. E questo varrebbe un post, per evitare i soliti fuori tema. Ma siccome è stato Lei a divagare mi permetto i miei soliti voli pindarici. Non mi pare che adesso i cani facciano paura, magari danno fastidio se sporcano o abbiano o mordono, ma questo non è assolutamente paragonabile alle paure che ormai incutono gli uomini. Del resto l’informazione ha sempre enfatizzato i fatti di cronaca, così da indurre tutti a pensare che quella sorte potrebbe capitare anche a noi. Si vive di paure riflesse, di paranoie come diceva Montaigne che tante volte ho citato, così che il nostro prossimo è diventato il cane o l’albero. Tranquillizzanti. Così che vincono solo i pregiudizi da cui nessuno si schioda. È proprio vero, la conoscenza è difficile, comporta fatica e da un twit crediamo di capire tutto. Vale anche per il 5g. Bacini, bacioni, bacini bacioni.

  • Ignorando le stupidaggini che qualcuno dice, io penso che il senso di questo post vada cercato nell’immagine che l’accompagna, in quella bambina che abbraccia un albero. Cerchiamo di essere meno stupidi e di imparare qualcosa.

  • ….a questo punto, nel turbine di commenti suscitati dal sacrosanto post di Elena, riesumo un “traparentesi” del mio primo commento 9 Luglio : “( non introduco osservazioni derivanti dal fatto che gli alberi siano “viventi” come noi, tristemente conscio del fatto che sarebbero oggetto di becero sbeffeggio)”, per ….. togliere le parentesi!
    Si, gli alberi sono “viventi” come noi, e assistere ad interventi mossi da sola stoltezza e ignoranza rispetto a come si evolva la vita di un albero e cosa sia lecito o non lecito fare per rispettare la sua vita, mi provoca solo ribellione e disprezzo per chi agisca/faccia agire in questo modo.
    Capitozzature incoscienti e indecenti, tagli che nulla hanno a che vedere con interventi di “potatura” , sono solo li a dimostrare la becera, insolente arroganza di chi sente di…. “avere il potere di”!
    Gli alberi, vivono con noi sul pianeta terra. Di più, sono loro che consentono la vita sul pianeta terra, a chi (tutto il mondo animale fuori dall’acqua) per vivere, deve respirare aria che contenga ossigeno!
    Si meritano, per lo meno, il nostro rispetto!

    • Bravo Franco!

    • Quando leggo “messa in sicurezza…riqualificazione della zona” e altre stronzate simili, io non discuto neanche più.

  • Mi permetto solo di aggiungere che il mio interlocutore contadino (io riporto e non pretendo di muovermi su un terreno non mio) tagliava e ripiantava degli alberi novelli.
    Tutto qui.

    • Magari li vendeva anche, e dunque non era del tutto disinteressato. E’ un po’ lungo, ma copio/incollo mezza paginetta del saggio “sulle origini” che sto revisionando e congedando, dove accenno proprio all’argomento in discussione, nonché alla contestata “spiritualità” che sta alla base di ogni cosa ma che, secondo alcuni, non servirebbe a nulla poiché non mangia.

      (…) Oggi se abbandoni per strada un cane o un gatto vieni giustamente multato e chi ti conosce comincerà a guardarti storto, ma se abbatti gli alberi di un quartiere o disboschi una foresta nessuno ti accuserà di genocidio vegetale. Sebbene l’opinione pubblica stia cambiano umore e giudichi negativamente le amministrazioni pubbliche che ordinano il taglio di fusti antichi perché le loro radici «danno fastidio alle case», oppure il cretino di turno che si diverte a incidere col coltello il suo nome su una corteccia secolare, o il piromane che per passare il tempo prende di mira un’oasi verde, la cosparge di benzina e poi le dà fuoco.

      Alla radice dell’atteggiamento animalista c’è chiaramente l’elemento psicologico che porta l’uomo a difendere e tutelare ciò in cui si riconosce. I nostri animali domestici sono ormai antropomorfizzati, li laviamo e li profumiamo, li vestiamo con cappottini e impermeabili alla moda, agghindiamo il loro pelo con nastri e campanelli e facciamo conversazione con loro. Sono «bestie» esattamente come lo siamo noi.

      Mentre l’homo technologicus nei vegetali non riesce a immedesimarsi, l’Uomo dell’Origine era certo di essere carne e corteccia, sangue e linfa. Secondo la sua visione della realtà coesistevano nell’essere umano una componente animale, orizzontale e terrestre, e una componente vegetale, verticale e celeste. Lo stesso fenomeno della fotosintesi, e cioè il processo attraverso cui la pianta si nutriva di Luce, era da assimilarsi alla Conoscenza con la «C» maiuscola, la più alta che l’uomo potesse raggiungere.

      Ancora in tempi relativamente recenti, prima di togliere una pianta dal terreno, i nostri antenati le chiedevano il permesso. L’espianto era immancabilmente accompagnato da un rituale e veniva portato a termine con delicatezza, con amore, sempre ringraziando il legno per il dono di protezione e calore che generosamente offriva alla comunità. Ma in noi, attualmente, l’intuizione spirituale, che è vegetale, è una facoltà totalmente assente.

      Qualche timido segnale di riscatto s’intravede, ad esempio, nella diffusione planetaria della pratica del giardinaggio. Sarà un’inezia ma, dopotutto, anche cercando a modo suo di riplasmare nelle aiuole la Natura per godere della sua bellezza l’uomo-giardiniere comincia a comprenderne le leggi e i principi ordinativi, rendendosi indirettamente parte di un tutto. (…)

      Qui si parla di “taglio degli alberi” ma io, da ligure, sono cresciuta coi i canadair sopra la testa che andavano a spegnere gli incendi appiccati dall’uomo a interi monti “vista mare”, dove dopo qualche mese si gettavano le fondamenta dei “nuovi quartieri”. Rispetto a quegli anni (60-70) in cui nessuno fiatava, oggi per lo meno ci indignamo, denunciamo, svergognamo via web e, soprattutto, non votiamo più.

  • Lungi da me difendere autorità e istituzioni a tutti i costi, ma non virrei essere tra quei cittadini che si sono visti cadere alberi sulla testa, sulla propria automobile o addosso casa. È capitato purtroppo, colpa di un temporale o di fantomatici cambiamenti climatici. È anche di qualche albero ammalorato per davvero. Gli alberi cadono naturalmente anche nelle foreste. Non si cada sempre nelle generalizzazioni, se non nei complottisti. Cresciuto in via Indipendenza ho visto in sede di riqualificazione della via tagliare i vecchi e fragili pioppi, sostituiti poi da dignitosissimi carpini che ora, pur lenti di crescita, svolgono la loro funzione. Per il resto della città non mi pare nei miei lunghi decenni di aver assistito a chissà quale desertificazione. Da altre parti può darsi, e in quel caso i cittadini avrebbero ragione. Passeggio tutte le mattine lungo il Serio tra tantissimi alberi. I pochi che incontro vi transitano più per i loro cani piuttosto che passeggiare in un bel bosco. Rientro in centro e trovo la ressa. Certo che se tutti vogliamo il bosco sotto casa…fuori porta non lo cerchiamo di certo. La foresta amazzonica, polmone del mondo, non ce l’abbiamo sotto casa e il suo ossigeno, finché non la distruggeranno, serve anche a noi, a migliaia di Km di distanza. Pensare in grande, non a trovare un parcheggio all’ombra, quando nelle case é tutta una corsa ai condizionatori che in termini di consumo di energia lasciamo stare. Contraddizioni contemporanee.

  • Rita, ringraziare un albero o chiedergli scusa? Qualcuno qua ti riderebbe in faccia. Intanto, un albero non ha un cervello, un sistema nervoso, quindi non può capire, è un fatto scientifico. E anche se li avesse, come una mucca o un maiale, avere rispetto per esseri inferiori sarebbe un sentimentalismo da sciroccati. Lasciamo i rituali ai primitivi. Noi moderni evoluti dobbiamo essere ‘concreti’.

    • Aggiungo che a volte anch’io parlo con gli alberi. Forse non capiscono. Ma è sempre meglio che parlare con persone che sicuramente non capiscono.

  • Allora la smetta di scrivere sul blog.

    • Ma questo blog, per fortuna, è letto da moltissime persone “che capiscono”.

  • Caro Piero, parlare con un contadino mi pare insufficiente per farsi un’idea organica dei problemi connessi all’agricoltura. Una volta i contadini avevano cura degli alberi, non li massacravano. Non c’è più molta ‘cultura’ nei contadini di oggi…decidono cosa seminare dopo aver valutato scrupolosamente le sovvenzioni statali o europee… sono disconnessi dalla terra e non più suoi custodi…questa degli alberi abbattuti e sostituiti da nuovi arboscelli…la solita cosa che anche gli assessori ripetono…ma è evidente che un albero frondoso ha un impronta ben diversa per gli uccelli che vi nidificano o per il vento che soffia, un albero maestoso è ben altra cosa dall’alberino di 2 anni! Chi pratica un agricoltura lungimirante lo sa, e come prima cosa, prima di impiantare una risaia o una coltivazione orticola, piantuma con grande abbondanza le rive dei campi…così contrasta la siccità e richiama una fauna che ripristina l’equilibrio ambientale.

    Che il 5g abbia relazione col taglio indiscriminato degli alberi in tutta la penisola (e forse in tutta Europa) lo suggeriva Cinciripini in un post di qualche mese fa…non ho postato il primo video che mi è capitato e Mazzucco non è uno sprovveduto, anche se non appartiene al main stream.

    Questa diffusa e modaiola attitudine ‘green’ è abbastanza lontana, secondo me, dalla capacità di sentirsi dentro la natura, sentirla ‘madre’ e considerare gli alberi fratelli…

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