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FRANCESCO TORRISI

Consumo di suolo – a chi interessa?

In Parlamento si discute (ancora) di consumo di suolo. E ora (anche) di rigenerazione urbana e perequazione… ….. e intanto si continua a massacrare il suolo libero, aggiungendo cemento a cemento! Pare che non si abbiano occhi per vedere, o meglio che gli enormi, diffusi interessi economici in gioco, sappiano interporre filtri che distorcono la

In Parlamento si discute (ancora) di consumo di suolo. E ora (anche) di rigenerazione urbana e perequazione…

….. e intanto si continua a massacrare il suolo libero, aggiungendo cemento a cemento!

Pare che non si abbiano occhi per vedere, o meglio che gli enormi, diffusi interessi economici in gioco, sappiano interporre filtri che distorcono la pesantissima realtà in atto.

La continua, endemica “melina” parlamentare, fatta di “ ma anche”, “anzi, di più”, di fatto impedisce di “portare a casa” ( uso volutamente questa pessima locuzione divenuta “virale” dall’inizio della fase giallo/verde di s-governo del Paese) alcunché a difesa del suolo!

Questo lo “stato dell’arte”:

Le Commissioni congiunte Ambiente e Agricoltura del Senato hanno completato il ciclo di audizioni di Esperti, Enti e Associazioni in merito alla proposta di legge per il contrasto del consumo di suolo. Un lavoro corposo, se pensiamo che in aula sono state raccolte le idee e i contributi tecnici e scientifici di ben 86 soggetti che concorrono ad offrire uno spaccato “enciclopedico” di indubbio valore (molti interventi sono documentati anche per iscritto in questo utile archivio).

Ora, dunque, dovrebbe iniziare la fase più complessa dell’iter legislativo: le Commissioni si trovano in mano ben 17 Proposte di Legge (10 al Senato e 7 alla Camera) e da esse dovrà saltar fuori (come da un cilindro magico…) la norma da tutti noi agognata, frutto dell’omogenea sintesi dei testi attualmente in competizione. I quali, giova ricordarlo, hanno almeno un punto in comune: i “cappelli introduttivi” che precedono i rispettivi articolati e disegnano la situazione di assoluta emergenza del suolo italico. Per poi, purtroppo, offrire come risposta normativa un timido e balbettante “contenimento” o “riduzione” o “limitazione” o “contrasto” del consumo di suolo. Solo una Proposta di Legge, infatti, indica senza indugi la strada maestra dell’ “arresto” e del conseguente riuso dei suoli urbanizzati: ovviamente è quella formulata dal nostro Forum nazionale, recepita e presentata nel marzo dello scorso anno dal Movimento 5 Stelle sia al Senato e sia alla Camera (A.C. n. 63 del 23/3/2018 On. Daga ed altri – A.S. n. 164 del 27/3/2018 On. Nugnes ed altri).

Decisamente ingrato il compito che la Relatrice (la Senatrice Paola Nugnes) ha ora l’incarico di portare a termine: dopo le chilometriche audizioni, è necessario “fondere” tutte le proposte normative in un documento unificato e le differenze temiamo siano tali da rendere molto problematica una sintesi omogenea e condivisa. A complicare ulteriormente lo scenario, si aggiunge la posizione della stessa Nugnes che durante la legislazione in corso ha più volte assunto posizioni critiche e, addirittura, contrarie agli orientamenti della sua stessa maggioranza di governo e nelle scorse settimane, dopo l’ennesimo voto in aula opposto ai voleri della sua forza politica, ha annunciato la resa e la sua volontà di lasciare il M5S. Una scelta dolorosa che non ha avuto necessità di affrontare poiché, come risaputo, lo stesso M5S ha provveduto ad espellerla.

Paola Nugnes è quindi entrata a far parte del Gruppo Misto e al momento non sappiamo se resterà confermata nel suo ruolo di Relatrice per la norma sul consumo di suolo e, in ogni caso, se la sua autorevolezza non sarà indebolita dal nuovo scenario.

Nelle prossime settimane capiremo le evoluzioni e probabilmente avremo nuovi indizi per decidere le azioni necessarie “dal basso” per sostenere con forza la “nostra” legge: che è ormai evidente dia fastidio a tutte le forze politiche.

Paola Nugnes ha depositato in Senato un suo DdL che sintetizza quel documento unificato di cui parlavamo più sopra e che prossimamente verrà presentato anche al Comitato Ristretto per una prima discussione.

A rendere ancora più grigio il cielo sopra al nostro suolo libero (prendetela come una immagine poetica e non come un segnale di sconforto…) si aggiunge l’avvio di un altro ciclo di audizioni su un tema assai collegato. Questa volta alla Camera, in Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici. L’oggetto delle audizioni è la proposta di legge C. 113 dell’On. Roberto Morassut (Partito Democratico) dal titolo eloquente “Principi generali in materia di rigenerazione urbana nonché di perequazione, compensazione e incentivazioni urbanistiche“.

Il limite maggiore della perequazione resta comunque quello di continuare a considerare il suolo come una merce, con tanto di compratori e venditori, di crediti e di bond, con una borsa valori: fattori che legano pericolosamente il suolo esclusivamente alla sua edificabilità potenziale e a null’altro. Ribadendo così l’idea – benchè rigettata da innumerevoli sentenze della giurisprudenza – che il proprietario di un suolo edificabile possegga un diritto inalienabile, che è uno dei punti su cui noi da anni stiamo battagliando duramente.

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da Salviamo il Paesaggio DIDENDIAMO I TERRITORI     http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2019/07/in-parlamento-si-discute-ancora-di-consumo-di-suolo-e-ora-anche-di-rigenerazione-urbana-e-perequazione/

 

FRANCESCO TORRISI

18 Lug 2019 in Ambiente

5 commenti

Commenti

  • Ottimo Franco, ma doloroso da digerire.
    A livello locale sono ancora convinto che valgano i gesti eclatanti, ma nessuno mi segue. A livello paese? 5*. Mio cognato mi aveva convinto che erano i più sensibili ai temi ambientali, ma poi si sono sputtanati (si può francesizzare sul blog?) Intendo che le idee sociali, leggasi reddito di cittadinanza, sono un colabrodo. Qui mi confermano che tutti i titolari del loro squallido trattamento sociale lavorano in nero, e il nord non è sato mai diverso, secondo esperienza dei cassintegrati. Ma sto divagando per l’indignazione. In sintesi, visto che la politica del Cittadino a poco serve, in carenza di ideologie, che si fa? A mio avviso ancora gesti eclatanti, far parlare del tema, alzare la fiamma sotto la pentola, il fiato sul collo.

    • Grazie dell’dell’attenzione Adriano.
      So che su questi temi … ci sei!

    • Disgraziatamente, Adriano, il Parlamento di oggi non è figlio delle Amministrative, né delle Europee e nemmeno dei recenti sondaggi ma delle elezioni politiche del 2018, perciò il M5s ha la maggioranza dei seggi. Il che significa che “ha i numeri” per bloccare qualsiasi provvedimento, che poi è esattamente quello che ormai da mesi sta facendo.

      Se domani mattina dovessimo andare a votare verrebbero spazzati via come polvere al vento e la maggior parte di loro non varcherebbe mai più i cancelli di Montecitorio. Sapendolo benissimo, stanno tentando una specie di “colpaccio” alla Fantozzi & Filini: una bella alleanza con il Pd e … vai col liscio. A questo dovevano servire, a loro modo di vedere, gli scandali e scandaletti costruiti a tavolino per far fuori l’attuale alleato di governo, peccato che uno alla volta stiano tornando loro indietro come boomerang. Giusto ieri il vice-ministro Garavaglia è stato assolto da ogni accusa “per non aver commesso il fatto”, poi toccherà a Siri e Rixi. Lasciando stare i tre cretini al bar, cioé al Metropole di Mosca, perché la vicenda si commenta da sola.

      E’ chiaro che pentastellati e pidini (spinti dalla disperazione) stanno rischiando grosso, anzi grossissimo, perché un’alleanza all’insegna del “tutti insieme contro Salvini” porterebbe la Lega ad un ulteriore boom nei sondaggi e ad una vittoria certa e schiacciante nelle successive elezioni politiche. Salvini e Meloni stra-vincerebbero in caso di consultazioni politiche, dopo di che non ci sarebbe più trippa per gatti, e probabilmente neanche per i cani.

      Ora è chiaro che parlare di consumo di suolo, una cosa di primaria importanza, in un contesto come questo è utopistico. Sarà già una conquista se da qui alla fine dell’anno si faranno Def, autonomia differenziata e flat-tax, o riforma fiscale che dir si voglia. A meno che Salvini non si svegli una mattina e decida di mandare i pentastellati a ……. , un’eventualità che non mi sento di escludere. Vedremo.

      Nel frattempo, continuiamo a tutelare il poco verde che ci resta.

  • In zona via Gaeta e supermercato Famila due gandi demolizioni, scopo abitativo e ancora supermercato, si dice. Se ti hanno ascoltato e iniziato a riciclare suolo ottimo, ma chi debbano far abitare e comperare ancora non si capisce bene. Comunque almeno non cementificano. Sperare che ci sia il doppio circuito di recupero delle acque, grigie e nere differenziate, è troppo?

  • In medio stat virtus si diceva un tempo, anche ora, e viene subito in mente il ceto MEDIO e la sua voglia di rivincita sociale, che naturalmente ha voluto dire riscatto da spazi angusti, un giardinetto, la casetta a schiera, unifamiliare, magari quella di testa, così da avere appunto un po’ di verde. Non alti palazzoni dove al massimo hai un balcone, se ti va bene un terrazzo da fingere attico. Non più in centro,dove non hai neanche il garage e scaricare la spesa è pesantissimo, ma prima periferia magari, pavimenti in ceramica bianca, il parquet nelle camere, due piani che poi da vecchi sono c***i, stanzette della misura di loculi, perchè ogni bambino ha diritto alla sua cameretta, insomma stare larghi, per quanto possibile. E allora nuovi quartieri residenziali senza nessuna identità dove tutti hanno l’ardire di chiamare villa la loro casetta, e da dove, magari in bicicletta si è subito in centro che intanto si riempie di cartelli “vendesi”, appartamenti vuoti che solo a Crema pare siano duemila. E quindi, occupati, pensate un po’ quanto suolo risparmiato. Ma no, io la casetta dei sette nani la voglio nuova, così da sentirmi un signore, anche se i muri di confine fanno sentire anche le altrui scoregge. L’alternativa? Vietare che i terreni agricoli diventino edificabili, alte tasse per gli appartamenti volutamente sfitti, che così, dopo il divieto di nuove cubature, sarebbero subito affittati o venduti, l’obbligo di demolizione di tutti quei capannoni sfitti, ormai scheletri, edificati grazie alla legge Tremonti di molti anni fa e il suolo restituito all’erba. L’alternativa altrimenti lo sviluppo in altezza, i grattacieli. No, la virtù non sta nel mezzo.

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