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LIVIO CADè

Silenzio, per favore

 

Non ha senso interpretare i movimenti di un burattino senza sapere che qualcuno ne muove i fili. Così, anche i bambini ormai sanno che la politica è una semplice maschera dietro la quale si nascondono giochi di profitto. Non mi chiedo perciò chi possa trarre interessi economici dalla recentissima approvazione della legge sul silenzio-assenso. Vi vedo solo una conferma allo sgretolamento dei valori etici e alla perdita progressiva di rispetto per la dignità delle persone. Con un serpentino colpo di coda il ministro dimissionario Grillo ha finalmente dato il via libera a questa legge, dibattuta da più di vent’anni e sempre ostacolata da ragioni morali e giuridiche. In sostanza, d’ora in poi, si permetterà alle strutture mediche di procedere all’espianto di organi da soggetti in coma senza dover chiedere alcun consenso. Ripeto: ‘soggetti in coma’, per chi ancora credesse alla favola della morte cerebrale, panzana pseudo-scientifica che serve solo a nascondere una pratica barbara e assassina. Su questo ho già scritto e detto e non intendo ripetermi. Chi vuole può leggere i miei interventi su questo blog, in particolare l’e-book “Ecatombe”, dove do ragguagli sugli aspetti medici, etici e filosofici del problema. Per avere informazioni si può consultare anche il sito della Lega Nazionale contro la predazione di organi [ www.antipredazione.org ].

 

È una legge che reputo infame e incivile ma che ovviamente, nel generale rovesciamento di valori, viene presentata come un atto di civiltà. La solita trita retorica del ‘salvare vite umane’, della solidarietà, della donazione, nonché il compiacente avallo  di una ‘scienza’ ormai prostituita al mercato, avranno facilmente ragione di ogni critica e obiezione. E non si avranno scrupoli nel debellare le residue sacche di resistenza etica, ideale o istintiva. La questione in gioco è la libertà del cittadino di decidere del proprio corpo. Il ministro Grillo ha fatto un ulteriore passo verso l’esproprio di Stato e la dittatura medico-sanitaria. Mentre un’azienda che voglia far uso dei nostri dati personali è tenuta a richiedere la nostra esplicita autorizzazione, cliniche e ospedali potranno disporre a loro piacimento dei corpi di migliaia di persone senza chiedere il consenso di nessuno.

 

Perché questa legge? Lo stratagemma del silenzio-assenso ha un obiettivo dichiarato e puramente utilitaristico: abbattere quel 30% di riluttanza all’espianto ancora presente nel nostro Paese, vale a dire quel 30% di persone che si oppongono all’espianto di organi dai corpi dei loro familiari anche dopo aver ricevuto la fantomatica diagnosi di ‘morte cerebrale’. Infatti vi sono ancora persone che seguono i loro naturali sentimenti e non si lasciano convincere da ambigue teorie neurologiche né cedono a sottili ricatti psicologici. Il silenzio-assenso priverà di fatto questa minoranza pervicace del suo diritto di opporsi. Chi non firmerà preventivamente un atto di esplicita contrarietà all’espianto dei propri organi verrà considerato un donatore, secondo il principio ‘chi tace acconsente’. Ovviamente il ministro, e chi l’ha spinto in tale direzione, contano sul fatto che la quasi totalità delle persone non si prenderà la briga di adempiere alle procedure necessarie per formalizzare il proprio dissenso, vuoi per pigrizia, vuoi per scaramanzia, vuoi perché non adeguatamente informata sulla reale natura del problema. E poi sarà troppo tardi. In tal modo il numero dei donatori aumenterà considerevolmente e si potrà procedere senza problemi a quelle atroci prassi chirurgiche che fino a oggi, a causa dell’opposizione di alcuni, potevano trovare ancora impedimenti sul loro cammino. Presumibilmente, il prossimo passo legislativo sarà superare anche la possibilità di registrare preventivamente il proprio ‘no’, ignorando infine del tutto la volontà dei cittadini, rendendo così automatico e incontestabile il passaggio di proprietà dei nostri corpi alle aziende ospedaliere.

 

So di combattere una battaglia persa, dal momento che la propaganda a favore della donazione di organi ha negli ultimi decenni prodotto la rimozione di ogni naturale resistenza nella gente, convincendo la quasi totalità della popolazione, medici compresi, della validità del concetto di ‘morte cerebrale’. Solo pochissimi sono coscienti del fatto che tale concetto fu in realtà un grottesco escamotage inventato alla fine degli anni ’60 e poi ‘scientificamente’ ratificato solo per salvare i medici trapiantisti dall’accusa di omicidio. A ciò si aggiunga la massiccia campagna di sensibilizzazione sulla ‘bontà’ del trapianto, sulla nobile generosità di chi dona e sul valore etico del donare gli organi (ma voi avete visto  quei disgraziati, tenuti in vita solo per poter prelevare i loro organi, che vengono condotti al macello tra due fila di persone che applaudono? Mi spiegate che senso ha questa recita oscena? O quel poveretto è morto e non vedo nulla di eroico nel suo gesto oppure è vivo e quella gente sta applaudendo un omicidio). Se volete appartenere alla comunità dei ‘buoni’, dei ‘progressisti’, dovete accettare la logica dei trapianti. Chi potrebbe resistere all’immagine di un bambino malato che attende un ‘cuore nuovo’? Nessuno si preoccupa dell’altro bambino, quello a cui il cuore nuovo viene strappato. Questa è la logica, e chi vi si oppone è egoista, disumano, o un ignorante che non accetta i dogmi irrefutabili della medicina moderna. Di fatto, bisogna credere che anche se ti batte il cuore e respiri, sei morto. Creare dei morti viventi per poterne riciclare gli organi, grande conquista della scienza medica!

 

Invito quindi chi conservi un barlume di sensibilità umana e ancora possieda una coscienza libera, a riflettere. Forse riuscirà a vedere la disumanità che si nasconde dietro questa ipocrita esibizione di civiltà, bontà e solidarietà. A vedere il volto vero e barbaro del progresso dietro la sua sorridente maschera.

LIVIO CADè

23 Ago 2019 in Società

24 commenti

Commenti

  • Ritengo fare cosa utile alla comprensione del post di Livio, inquadrandolo correttamente nel contesto legislativo.
    La “…recentissima approvazione della legge sul silenzio-assenso….” al quale Livio si riferisce, è in effetti l’emanzione a 20 anni di distanza (!!!) del Decreto, previsto dalla legge n. 91 del lontano 1° aprile (!) 1999, che regola il principio del silenzio-assenso sulla donazione di organi.
    Non è che …. “vestissimo alla marinara”, ma erano i tempi di Oscar Luigi Scalfaro Presidente della Repubblica e di Massimo d’Alema Presidente del Consiglio.
    Di seguito un utile link: https://it.aleteia.org/2019/08/21/donazione-organi-legge-1999-dopo-20-anni-la-firma-ministro-decreto-attuativo-grillo/

    Quello della mancata emanazione dei Decreti attuativi previsti da una Legge della Stato è una pessima abitudine del nostro Parlamento/classe poltica sulle cui motivazioni lascio a chi legge trarre le deduzioni!

    • Questo non risponde tuttavia alla domanda: perché la ministra Grillo “ha sentito il bisogno” di emanare i decreti attuativi di una legge che risale a 20anni fa? O adesso o mai più? Per il M5s, in effetti, sarà piuttosto improbabile avere un’altra occasione.

      Non si può comunque ignorare che in Paesi meno “ospedalizzati” del nostro il problema non esista. Neppure negli ex-evoluti Paesi scandinavi si tiene un malato attaccato alle macchine per anni e anni. Quando non c’è più niente da fare lo si porta a casa, o in un luogo deputato a raccogliere gli ultimi giorni, quindi si passa “naturalmente” a miglior vita. A questo punto poco importa se il corpo viene incenerito, inumato in una struttura di cemento armato, o dato in pasto a Madre Avvoltoio che lo scarnifica in meno di mezz’ora.
      La carne non serve nell’altro mondo.

      La retorica del ‘salvare vite umane’ invece (caro Livio, fattene una ragione), è un artificio mediatico inventato in questi ultimi tempi per coprire ben altre magagne. Prova a chiedere ai sedicenti umanitaristi che conosci (pochi, credo) quante persone in difficoltà non parenti né affini assistono personalmente senza esserne “tenuti” per convenzioni e/o legami famigliari. Diceva giustamente Carl Schmitt “Wer Menschheit sagt, will betrügen”, ossia “chi dice umanità cerca di ingannarvi”, un concetto già espresso da Pierre-Joseph Proudhon. Gli uomini sono dei viventi che, a differenza degli altri animali, devono prima perdersi nell’umano per ritrovarsi poi nel vivente, e viceversa. Ma tale percorso è esclusivo, rigorosamente personale e soggettivo, nessuno può pensare di poterlo affrontare in nome di qualcun altro, men che meno nascondendosi dietro il concetto vago e fuorviante di “umanità”, che significa di fatto tutto e niente. Ogniqualvolta una certa (non)cultura ci prova, ne nascono infatti drammi epocali e rovinose lacerazioni sociali.

    • Sì, Franco, non si tratta dell’approvazione ma dell’attuazione di una legge. Questo tuttavia non ne cambia il senso. È venuto meno quello scrupolo che faceva ancora sembrare poco etico trasferire la prassi del silenzio-assenso dalla dimensione della pubblica amministrazione, dove le lungaggini burocratiche impedivano di dare ai cittadini risposte in tempi ragionevoli, alla dimensione della vita umana. Ripeto, è una porcheria, anche se già prevedo la colata lavica di balle che seguirà per giustificarla: scienza, umanità, libertà, civiltà ecc..

  • Non si preoccupi signor Cadè. Un’anagrafe non esiste ancora neppure per il testamento biologico, di fatto invalidando la legge. Vedrà che i prossimi legislatori, magari ancora quelli del rosario e del cuore immacolato di Maria, con la maiuscola visto che é pur sempre un nome proprio, troveranno il modo di ostacolare il necessario registro. E comunque io il cuore di Salvini non lo vorrei proprio. Chissà cosa succederebbe al mio cervello.

    • E io, di seguito, Ivano, il cervello del capitano, non lo vorrei proprio, chissa cosa succederebbe del mio cuore!!!!

  • Secondo il direttore del Centro Nazionale Trapianti, un’Anagrafe Nazionale degli Assistiti dovrebbe essere realizzata in poche settimane. Sicuramente l’applicazione della legge comporterà profondi cambiamenti.
    Negli Stati Uniti, dove per l’espianto di organi è richiesto l’esplicito consenso, i donatori sono il 15%. In Austria, dove vige il silenzio-assenso, il 99%. Questo non vuol dire che gli austriaci siano più ‘umani’ e ‘solidali’ degli americani. I sondaggi rivelano in entrambi i Paesi una uguale sensibilizzazione al problema. Solo che un conto è dire e un conto fare. Quando ti ritrovi coinvolto personalmente, cioè se si tratta di una persona cara, è facile che tu ci ripensi e non sia più così propenso a dare il tuo consenso. Questo spiega quel misero 15%. E d’altro canto, se devi prendere tu l’iniziativa di andare a registrarti, compilare moduli e perder tempo per formalizzare il tuo dissenso, è facile che uno lasci perdere, pensando magari che non si troverà mai in quella situazione o non dando importanza alla cosa. E questo spiega quell’1%. Cioè, solo l’1% si è preso il disturbo di andare a mettere un ‘no’. Ed è appunto su questo che contano i fautori del silenzio-assenso. Così, è facile prevedere che in molti casi si creeranno situazioni drammatiche di tensione e di conflitto tra medici e familiari.

  • “panzana pseudo-scientifica che serve solo a nascondere una pratica barbara e assassina”. Ma con che competenze parli? Vero il contrario, si son mistificati risvegli in comi superficiali quali quasi resurrezioni. Il più accreditato esperto di stati intermedi del mondo lo abbiamo a Milano, Massimini, ma il suo lavoro si basa su un gruppo mondiale di ricerca. Ha speso la sua vita a studiare la condizione in esame, mettendo anche a punto un metodo di valutazione degli stati di coscienza “occulti”: il coscienziometro. Attualmente possiamo addirittura comunicare a monosillabi, affermazioni e negazioni, con questi soggetti, effettivamente solo apparentemente morti e tenuti in vita artificialmente, prigionieri del corpo. La realtà etica è un’altra: non bisognerebbe accanirsi in pratiche sopravvienziali dall’inizio, ma questo sforzo garantisce il tempo necessario per valutare la gravità del coma, selezionare i casi solo “temporanei”, e con questo termine non pongo un limite di misurazione temporale.
    Presto si aprirà la via per discorsi più complessi, con applicazioni quantistiche ai sensori magnetici che già sono in grado, grossolanamente, di sondare i nostri pensieri, ma lo 0 resta uno 0, ed è per sempre.
    NON E PIU’ TEMPO DI OPINIONI’.
    Un uomo di scienza.

    • Per approfondire consultare il mio post dell’8.1.2018

    • “panzana pseudo-scientifica che serve solo a nascondere una pratica barbara e assassina”, confermo. Naturalmente non mi appoggio alle mie competenze ma a quelle di specialisti dell’argomento disseminati in tutto il mondo, le cui obiezioni sono state sistematicamente rimosse da 50 anni a questa parte. Obiezioni sia di carattere scientifico, sia di carattere filosofico ed etico. Ma quale 0? Non scherziamo. Vuoi la dittatura del pensiero? Prego. Io non ti seguo.

    • Vorrei aggiungere, Adriano, che nei molti anni che ho dedicato allo studio di questo problema, ho letto gli argomenti di entrambi i fronti, li ho confrontati, soppesati, analizzati, cercando di essere imparziale, secondo la mia intelligenza e la mia coscienza umana. E ho optato per il rifiuto radicale degli espianti di organi. Non so se tu hai invece approfondito gli argomenti che da oltre 50 anni cardiologi, neurochirurghi, medici e filosofi contrari agli espianti, hanno sostenuto. E non incoraggiare l’arroganza scientifica, ti prego, ce n’è già troppa. La scienza non può giudicare e decidere di tutto. Il ‘coscienziometro’ mi fa ridere o piangere, non so.

    • La fede è sempre pericolosa. Faccio sommessamente notare che anche le cosiddette “teorie scientifiche” sono appunto “teorie” e dunque “opinioni”. In parole povere: le scienze sono tutte utili ma nessuna è infallibile, né indispensabile.

      Personalmente ho seri dubbi che la tecnologia ci stia preparando un futuro da X-Men. Ma può darsi che non sia lontano il momento in cui smetteremo di delegare tutto alle nostre macchine come bambini viziati che si affidino integralmente alla mamma, accorgendoci di cosa siamo capaci anche da soli. Le invenzioni, come le madri, hanno una natura doppia: se da una parte appaiono indispensabili, dall’altra possono provocare danni permanenti.

      L’affermazione invece secondo cui “presto si aprirà la via per discorsi più complessi, con applicazioni quantistiche ai sensori magnetici che già sono in grado, grossolanamente, di sondare i nostri pensieri”, è degna di un ex-ragazzo cresciuto a pane e “Urania”. Ti capisco, sono sempre piaciuti tanto anche a me e ancora ogni tanto ne rispolvero uno. Per ora, comunque, è un fatto che l’Uomo della Fine si stia contorcendo su se stesso: la sua mente reclama ossessivamente un universo logico e coerente essendo perfettamente consapevole che il vero universo si trova sempre un passo al di là della logica. E quindi?

  • Sempre nella consapevolezza di difendere una causa persa, vorrei far notare un’altra differenza significativa. Nei Paesi, come gli Stati Uniti, dove è richiesto il consenso esplicito al prelievo di organi, questo atto è visto come un gesto di grande nobiltà, grande generosità, di solidarietà quasi eroica. Nei Paesi dove è stato introdotto il silenzio-assenso, la donazione di organi è considerata invece un atto ordinario e quasi banale, come donare alla Caritas delle scarpe vecchie che non servono più. Perché questa differenza? Non dipende da fattori culturali ma da condizionamenti mediatici. Dipende dal fatto che nel primo caso la propaganda pro-trapianti deve cercare di convincere la gente a firmare un consenso suggestionandola con la retorica dell’umanità, della bontà ecc.. Nel secondo caso questo non è più necessario perché il consenso è diventato inutile. Basta far passare il messaggio che se ti opponi sei un essere anormale, che fai scelte assurde e disumane. Non è questione di ‘civiltà’ ma di lavaggi cerebrali adattati alle circostanze.

    • Comprendo e condivido l’approccio di Livio.
      La vita è sacra e sacro è il corpo che la contiene.
      Non so, però, se saprei essere così tranchant se io stesso, o un mio “caro” fossimo nella condizione di avere la nostra soppravvivenza condizionata ad un trapianto di organo. E comunque sento che mi approccerei in modo doverso trattando di organo funzionale alla sopravvivenza (cuore….) o funzionale ad una ….”miglior sopravvivenza” (cornea…).
      E’ un problema di coscienza personale e, in quanto tale, legato agli accadimenti nelle vite delle “persone”.
      Quanto al Decreto in parola, chiarito che si tratta di “atto dovuto” (e la presentazione di Livio, mi è parsa in questo senso ….fuorviante) nell’applicazione di una Legge dello Stato (troppo spesso, specie trattando argomenti che trovano differenziazioni di posizioni in sede parlamentare, si sceglie la via dei Decreti applicativi, per rimandare, magari sine die ed approvare quindi con ….riserva mentale!) giacente inattuata dal 1999 (!), si tratta ora di dare corso ai passi successivi: creare l’Anagrafe Nazionale degli Assistiti, che contiene i dati di tutti i cittadini, e un sistema che informi adeguatamente dell’entrata in vigore della norma.
      Quest’ultimo ritengo sia un passo fondamentale perchè i cittadini siano davvero informati su cosa prevede la Legge dello Stato in materia di donazione di organi e possano scegliere il loro comportamento in piena consapevolezza.

  • Caro Franco, ti espongo le mie riserve:
    sono d’accordo con te, ‘non uccidere’. Però non si possono poi subordinare i precetti etici alla nostra convenienza.
    Le cornee si possono prelevare anche da cadavere. Il fegato, il cuore e i vari organi devono invece essere prelevati da un corpo vivo. Quindi sono situazioni radicalmente diverse.
    Dici il ritardo di vent’anni. Hai ragione, ma quando una legge è iniqua e incivile, come questa, rimandarne l’attuazione è in realtà encomiabile.
    Infine, il silenzio-assenso punta proprio sulla mancanza di adeguata informazione e sulla pigrizia comune. La ‘piena consapevolezza’ è una beata illusione.
    Tuttavia, mi sembra che nessuno si esprima sul nodo reale della questione. In una materia così cruciale e drammatica, è etico, è civile prescindere da un deliberato ed esplicito consenso del cittadino?
    Io sono certo che gli espianti vengono effettuati su persone vive, perciò li rifiuto in modo categorico. Ma anche se per assurdo (dico assurdo perché di fatto non è possibile) si trattasse di espianti da cadaveri, mi opporrei comunque a una prassi che non prevedesse un consenso esplicito lasciato in vita dal soggetto. È un fatto di elementare civiltà.
    Si tratterebbe allora di convincere la gente a registrarsi come ‘donatore’, senza ricorrere all’espediente di considerare ‘donatori’ tutti quelli che non si esprimono. Ma quanti si preoccuperebbero di iscriversi all’albo dei donatori? Quasi nessuno. Questa è la verità. Quindi si ricorre a questo subdolo stratagemma del silenzio-assenso.

  • Francesco, premetto di essere più vicino a Tango che non a Cadè , ma credo che Livio abbia ragione quando dice che non si può costruire la propria etica a partire dai nostri bisogni, pur legati alla sopravvivenza. Perché in questo caso si dovrebbe parlare di etica strumentale, togliendole quell’aura di universalità che, nel bene, dovrebbe guidare il cammino degli uomini. Perché saremmo di fronte ad un’etica relativa, ognuno la sua, ma che le toglierebbe quel senso alto che dovrebbe avere. Sarebbe a questo punto un concetto da abolire. Ritornando al tema invece riconosco che forse ha ragione Cadè a schierarsi contro il silenzio assenso. Siccome le informazioni e le leggi non arrivano a tutti provo ad immaginare cosa potrebbe succedere in una corsia di ospedale con parenti inconsapevoli che si vedrebbero sottrarre il non morto per espiantarlo. Si dovrebbero chiamare i carabinieri contro la regola che le leggi le dovremmo conoscere tutti. Neppure con la più capillare informazione succederebbe. Quindi, indipendentemente dall’etica alta, credo che anch’io sarei contrario al silenzio assenso. Strano, ma vero.

    • Con questo sia chiaro, rispetto ai morti o quasi morti, sono, come sempre ho scritto, dalla parte della scienza. E questo potrebbe sembrare una contraddizione, ma pazienza. Spesso si corre il rischio di farla troppo facile. Quindi ritiro tutto, la penso come Adriano. E in questo caso non sto parlando di etica.

    • E anche questo è vero! Personalmente posso considerare un corpo con il cuore battente non più di un feticcio, ma i diritti di quanti gli danno un più alto valore vanno rispettati. In questo mi ritengo colpito e affondato.
      Per il resto, premesso che una intera serata del Caffè filosofico dedicata al tema con Cadè relatore è stata una palestra del pensiero più che soddisfacente, premesso che stiamo rinvangando temi desueti (ma chi ci pensa più?), c’è l’argomento forte del rispetto del fine vita da considerare, della dignità che ognuno si attene per il momento del trapasso per il ricoro che lascia. In un tema che è dominato dall’emotività basterebbe dare uno sguardo ai Reparti di Rianimazione per capire di cosa parlo. Quella sera portai al Filosofico un giovane Rianimatore, Gigliotti, da poco “immigrato” a Crema, che stupefatto esclamò: “ma qualcuno dei presenti c’è mai stato in un Reparto di Rianimazionne?” Altro che cute rosea e calda.

  • Rita, la ‘scienza’ è l’oppio dei popoli, ormai. O almeno una delle sue droghe preferite. È difficile per me capire perché la gente accetti con tanta supina condiscendenza quello che viene definito ‘scientifico’. Di fronte a questa magica parola cade ogni resistenza e si evita di indagare. Diventa una questione di fede. La fondamentale relazione della Harvard University sul problema dell’accertamento di morte mediante parametri neurologici (‘morte cerebrale’) è pervenuta a una conclusione limpida: non v’è alcuna certezza scientifica in una tale metodica. Quindi, conclude la Commissione della Harvard, se la nostra intenzione è di autorizzare gli espianti di organi, dobbiamo costruire un consenso culturale intorno al nuovo concetto di ‘morte cerebrale’. E questo si è fatto, con sistemi di propaganda e di indottrinamento. Per altro, la stesa Commissione faceva rilevare il pericolo dell’effetto ‘scivolo’, per cui si potrebbe arrivare gradualmente a un concetto di ‘morte’ sempre più ambiguo (per esempio considerare ‘morte’ anche forme di coma più leggere o gravi handicap mentali). Solo gli ingenui considerano assurde queste ipotesi.
    Ora però, col silenzio-assenso, si va ancora più oltre e non capisco come sia possibile che la gente non veda in questa legge una violazione dei più basilari diritti e una totale mancanza di rispetto per la libertà dei cittadini di scegliere.

    • Non è che la gente NON VEDA, Livio, la gente NON SA. Io stessa ho saputo attraverso questo post del colpo di mano della Grillo, prima non l’avevo letto da nessuna parte, e tutto si può dire di me tranne che non leggo. Sappiamo d’altra parte non essere uomini/donne liberi e siamo consapevoli di vivere in una colonia. Qualcuno ha persino deciso per noi che chi ha perso le elezioni deve andare al governo, figurati un po’ …..

      Ormai in Europa siamo all’eugenetica da far invidia a Mengele, a Malthus e agli Usa dei grandi esperimenti eugenetici (tossicità sperimentate sulla folla, sui detenuti, su volontari inconsapevoli, su popolazioni colonizzate, eccetera). Con la legge sul fine-vita sembrava che dovessero mollare il controllo sulla nostra morte ma poi, si sa, fatta la legge fatto l’inganno. Ed ecco la trovata: il silenzio-assenso. Forse bisogna diffondere il più possibile tra i nostri prossimi la raccomandazione, in caso di coma, che non ci lascino in ospedale in balìa dei vari dottor Frankenstein.

  • Certo non posso consigliare agli altri di stare alla larga da cliniche e ospedali. Ognuno si regoli come crede.
    Quello che mi preoccupa è la mancanza di consapevolezza. Riguardo al problema di cui stiamo parlando, il risultato del lavaggio cerebrale (che non è ancora la morte cerebrale ma si avvicina) è che:
    chi critica il nuovo paradigma della ‘morte cerebrale’ viene trattato come un terrapiattista (da persone, anche medici, che non sanno neppure di cosa stanno parlando)
    chi denuncia la natura incivile della legge sul silenzio-assenso è considerato egoista e disumano
    chi sospetta pressioni di natura economica dietro la decisione del ministro Grillo è bollato come complottista.
    In merito a quest’ultima accusa, ho letto un articolo in cui il giornalista si indignava nei confronti di quelli che denunciano la presenza di forti interessi economici dietro i trapianti, e ricordava che la donazione degli organi è assolutamente ‘gratuita’. Ma così si cade nel ridicolo!
    È ovvio che non verremo pagati per gli organi che ci preleveranno, ma è altrettanto ovvio che qualcuno ci guadagnerà. Un trapianto di fegato costa all’incirca 120.000 euro, ma se si calcolano i costi pre e post trapianto, la spesa complessiva può anche raddoppiare. In Italia finora si sono effettuati mediamente mille trapianti di fegato l’anno. Ma nel nostro Paese vi sono circa due milioni di epatopatici cronici che potrebbero essere potenziali destinatari di fegati nuovi e, con la legge del silenzio-assenso, il numero dei trapianti potrebbe subire una rapida accelerazione.
    Poi vi sono i trapianti di cuore, di reni ecc.. Certo, tutto questo è legale e a carico dello Stato. Poi v’è il mercato illegale degli organi e dei trapianti clandestini (si stima in 5 miliardi di euro l’anno nel mondo). Anche in Italia pare che molti dei migranti clandestini, soprattutto minori che ogni anno spariscono (si parla di 5000 sparizioni l’anno) siano vittime di questo racket. Questo mercato oscuro certo non verrà debellato con la legge del silenzio-assenso, per quanto tale legge possa rendere più ampio il mercato legale degli organi.
    Infine, vorrei sperare che d’ora in poi non si parlerà più di ‘donazione’, visto che non v’è più nessun consenso volontario. Almeno, mi illudo, si faranno meno discorsi retorici.

  • Allora….. Livio, dopo il tuo post e quanto ne è seguito sul blog, mi sono sentitio in dovere (con me stesso, prima di tutto) di fare un adeguato approfondimento sul tema e credo di essere giunto ad un punto fermo: il core (ops!) è l’introduzione del concetto di MORTE CEREBRALE e conseguenti metodiche di accertamento della stessa.
    Prima ancora, quindi delle modalità con le quali esprimere consenso più o meno …”silenzioso” all’espianto/donazione degli organi (che perchè possa avvenire in modo efficace, deve essere effettuato prelevando un organo funzionalmente “vivente”) è la certificazione di morte cerebrale, la sua incontrovertibile credibilità, che deve essere garantita al di la di ogni possibile dubbio.
    E qui, devo dire, i possibili dubbi che sono emersi mi sono sembrati niente affatto marginali, anzi!!!
    Quindi, altro che regolamento e non Legge, altro che decisione ….frettolosa del Ministro (dopo 20 anni, diconsi 20, di stand by!) mi è parso capire, e al solito gradirei essere smentito se ho capito male, che è proprio il nuovo modo di definire lo stato di morte (superando i classici “cessazione delle funzioni cardiache e circolatorie, quindi anche respiratorie e del sistema nervoso) che abbiamo assunto “precotto” dalla “scienza”, “in fiducia”, senza averne ….”piena avvertenza e deliberato consenso” , che necessita di essere messo ….sotto la lente di ingrandimento!
    E devo dire che la cosa, personalmente mi turba non poco!

    • Hai capito bene. Sentirsi turbati è il minimo…

  • Adriano, con tutto l’affetto, ma come fai a dire queste cose?
    “Personalmente posso considerare un corpo con il cuore battente non più di un feticcio”
    Quindi un uomo morente è solo una specie di vecchia macchina da demolire, a cui si tolgono i pezzi ancora buoni per riciclarli? Forse non ti rendi conto bene di qual è l’ideologia sottesa a questa visione del ‘fine-vita’ e dove potrebbe condurci.
    “stiamo rivangando temi desueti (ma chi ci pensa più?)”
    Questo dimostra come una buona propaganda mediatica possa sotterrare anche le questioni etiche più cruciali. Per altro, la decisione del ministro Grillo rende tale questione attuale e ancora più drammatica, calpestando in pratica, se non in teoria, la libertà dei cittadini di decidere in merito.
    “un tema che è dominato dall’emotività”
    Premesso che non sentirsi turbati da un simile tema, farne solo un esercizio intellettuale, sarebbe secondo me sintomo di una grave malattia mentale, è assolutamente falso insinuare che le persone contrarie agli espianti vi si oppongano per ‘emotività’. Questo è un tema che solleva problemi intellettuali di enorme portata, etici e filosofici oltre che scientifici. Ignorarlo significa avere effettuato una rimozione, in buona o in malafede.

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