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ADRIANO TANGO

Il nuovo Eldorado

E pensare che avevo previsto un grosso spiegamento di forze mondiali per il possesso dell’Antartide, dove già il Cile ha mandato in elicottero gravide a partorire per poter accaparrare futuri diritti di cittadinanza! Terra deglaciata entro un secolo, inospitale, ma sempre terra, di cui tutti hanno fame. E va bene, tanto manca ancora un secolo,

E pensare che avevo previsto un grosso spiegamento di forze mondiali per il possesso dell’Antartide, dove già il Cile ha mandato in elicottero gravide a partorire per poter accaparrare futuri diritti di cittadinanza! Terra deglaciata entro un secolo, inospitale, ma sempre terra, di cui tutti hanno fame. E va bene, tanto manca ancora un secolo, mi dicevo, ci attendono prima ben altre calamità.
Ma mi sbagliavo.
Ricordate il capriccio del Presidente U.S.: “Voglio la Groenlandia ho detto! La voglio, la voglio, la voglio!”
Povero bimbone imbiondito, non l’ha spuntata, e come tutti i bambini cocciuti ha iniziato a frignare: “Ma era piena di metalli preziosi! La volevo io, me la pagherete!”
Ci siete cascati? I Danesi no, perché non era a quello che mirava, non a … chilometri di terra, anche se prossimamente disgelata, sempre comunque non proprio salubre. No, voleva soprattutto accaparrarsi una fetta di fondale marino che gli consentisse di stabilire una quasi continuità addirittura con quanto spetterebbe all’Alaska, a suo tempo comperata dai Russi, spingendosi magari fin dall’altra parte del polo.
E così le navi da guerra si stanno già addensando verso le inesistenti frontiere glaciali artiche. Ma mettiamo un po’ d’ordine nei fatti.
12. Agosto 2012: un batiscafo russo scende a 4300 metri sotto la calotta artica e pianta la bandiera nazionale sul fondo marino. Atto demagogico, ma funziona, se non altro sul morale di Putin e dei connazionali. Possibile? E nessuno dice niente? Ma di chi è quel mare e il suo fondale? Ma dove sono finiti i confini delle acque internazionali?
Il problema è che la perpendicolare di questi confini sui loro fondali non corrisponde all’area di diritto di sfruttamento. Come dire che fin qui posso pescare, fin lì trivellare.
Già il 16 Novembre 1994, quando si è iniziata a sentire aria di accaparramenti, 160 Paesi hanno dato la loro adesione alla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), attualmente 164.
Fu stabilito che ogni nazione ha diritto allo sfruttamento del fondale per 200 miglia marine (370 km), lasciando tuttavia una porta aperta alle interpretazioni nell’articolo 76, che estende tale diritto oltre, fino alle 350 miglia, se è comprovabile la competenza geologica della piattaforma continentale di quel paese, quel che si definisce il “piede della scarpata”, cioè quel limite oltre il quale il fondo improvvisamente si inabissa. Tralascio le particolarità del fondale che aggiungono note interpretative.
Presto detto, ognuno porta i suoi dati, e le aree di competenza dichiarate così superano addirittura il polo nord e si sovrappongono fra loro in larga misura.
Tutti scoprono le loro carte, tranne gli Stati Uniti, a mio giudizio perché più propensi a usare o minacciare le maniere forti. Particolare non irrilevante, proprio i Russi, quelli del pianta bandiera, avanzano le richieste più modeste. Gli sbruffoni Americani sogghignano e commentano: “ma certo, i rilevamenti costano, poveracci, non sono stati in grado di fornire i loro dati a sostegno delle richieste…”
Ma chi sono questi contendenti, e per cosa si litiga?
Procedendo in senso orario, a partire dalla nostra posizione, Russia, Norvegia, Danimarca (Groenlandia), Canada, Stati Uniti (Alaska) si contendono l’estrazione di petrolio, metano, ferro, metalli rari.
E gli altri? A letto senza cena!

Considerazioni:
1 Ai tempi del far west le questioni si risolvevano a pistolettate, e ognuno seppelliva i suoi morti. Ora quelli litigano e noi ci prendiamo le radiazioni, se finisce male.
2 Abbiamo voglia di mettere le nostre basi artiche e antartiche!, anche quelle due torte sono tonde, ma non ce ne toccherà manco una fettina! Quindi sbrighiamoci a decarbonizzare, che è meglio, diceva il grande puffo.
L’argomento è scientifico, ma i risvolti sono di politica mondiale: a voi la palla, signori politologi, e scusate l’intrusione.

ADRIANO TANGO

11 Ott 2019 in Mondo

4 commenti

Commenti

  • Adriano, MONSIEUR LE PRÉSIDENT, la notizia è …agghiacciante e …mi gela soprattutto il fatto di senirmi totalmente inerme di fronte a quanto ci racconti.
    Vabbène, stanotte avrò un motivo in più per far fatica ad addormentarmi!
    Anche la sotto, continuiamo a depredare il pianeta, pare sia quello che ci riesce meglio!

  • La fonte non è mica tanto misteriosa: il solito “Le scienze”, quindi le cose stanno proprio così, spostamento di corazzate compreso. Che vuoi fare, se non avessimo pudore a non scherzare sul tema si potrebbe dire che questo non sarà mai un fronte caldo… e in effetti non temo, personalmente, tanto la possibilità del conflitto per rubarsi l’osso a vicenda, quanto questa ossessione a cercare ancora fonti energetiche a base di carbonio. A noi quindi la piccola parte storica che ci spetta nel boicottare questa scelta retrograda

  • E’ uno scenario, Adriano, che dovrebbe inquietarci: dall’Europa all’Onu.

    • Adesso ragionano ancora, ma quando la coperta si farà corta…

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