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FRANCESCO TORRISI

Commissione contro l’odio

Ritengo fare cosa utile ai frequentatori di CremAscolta, dopo il ….bailamme mediatico di questi giorni sul tema, riportare il testo integrale della Mozione, con prima firmataria Liliana Segre, approvata in Senato. “Premesso che: tradizionalmente in Senato l’istituzione della Commissione straordinaria o speciale attesta l’attenzione dell’Istituzione per la tutela e lo sviluppo dei valori costituzionali, come

Ritengo fare cosa utile ai frequentatori di CremAscolta, dopo il ….bailamme mediatico di questi giorni sul tema, riportare il testo integrale della Mozione, con prima firmataria Liliana Segre, approvata in Senato.
“Premesso che:
tradizionalmente in Senato l’istituzione della Commissione straordinaria o speciale attesta l’attenzione dell’Istituzione per la tutela e lo sviluppo dei valori costituzionali, come avvenne il 2 agosto 2001 con l’approvazione della mozione 1-00020 della XIV Legislatura, a prima firma Alberti Casellati, sull’istituzione di un organo del Senato per la tutela dei diritti umani. Alla stessa stregua di quel nobile precedente, occorre oggi corrispondere ad istanze fortemente sentite, anche nelle sedi interparlamentari, come dimostra il fatto che il Consiglio d’Europa ha recentemente istituito la “No hate parliamentary alliance”, con lo scopo di prevenire e contrastare l’incitamento all’odio. Di questa rete fanno parte parlamentari di tutti i Paesi, che intendono impegnarsi a livello nazionale e internazionale contro l’odio in tutte le sue forme e in particolare contro l’hate speech;
negli ultimi anni si sta assistendo ad una crescente spirale dei fenomeni di odio, intolleranza, razzismo, antisemitismo e neofascismo, che pervadono la scena pubblica accompagnandosi sia con atti e manifestazioni di esplicito odio e persecuzione contro singoli e intere comunità, sia con una capillare diffusione attraverso vari mezzi di comunicazione e in particolare sul web. Parole, atti, gesti e comportamenti offensivi e di disprezzo di persone o di gruppi assumono la forma di un incitamento all’odio, in particolare verso le minoranze; essi, anche se non sempre sono perseguibili sul piano penale, comunque costituiscono un pericolo per la democrazia e la convivenza civile. Si pensi solo alla diffusione tra i giovani di certi linguaggi e comportamenti riassumibili nella formula del “cyberbullismo”, ma anche ad altre forme violente di isolamento ed emarginazione di bambini o ragazzi da parte di coetanei;
è un fatto che non esiste ancora una definizione normativa di hate speech; tuttavia in base alla raccomandazione n. (97) 20 del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa del 30 ottobre 1997, il termine copre tutte le forme di incitamento o giustificazione dell’odio razziale, xenofobia, antisemitismo, antislamismo, antigitanismo, discriminazione verso minoranze e immigrati sorrette da etnocentrismo o nazionalismo aggressivo. Per meglio definire il fenomeno si ricorre alle categorie dell’incitamento, dell’istigazione o dell’apologia. Il termine incitamento può comprendere vari tipi di condotte: quelle dirette a commettere atti di violenza, ma anche l’elogio di atti del passato come la “Shoah”; ma incitamento è anche sostenere azioni come l’espulsione di un determinato gruppo di persone dal Paese o la distribuzione di materiale offensivo contro determinati gruppi. Chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità e sull’odio razziale e chi incita a commettere atti di discriminazione o di violenza è incriminato a titolo di pericolo presunto quando il pregiudizio razziale, etnico, nazionale o religioso si trasforma da pensiero intimo del singolo a pensiero da diffondere in qualunque modo, con «argomenti», quali la superiorità della propria razza, etnia, nazione o gruppo, ma anche compiendo o incitando a compiere atti di discriminazione;
nel 2014 è stata lanciata la campagna nazionale “No hate speech”, con la messa in onda, anche sulle reti della RAI, di spot televisivi e radiofonici che si inseriscono all’interno dell’omonimo progetto internazionale, promosso dal Consiglio d’Europa come forma di tutela dei diritti umani di fronte a fenomeni di odio e di intolleranza espressi attraverso il web, in preoccupante crescita: soltanto in Italia, circa il 41 per cento dei casi di discriminazione segnalati nel 2012 sono da ricondurre al web. Anche un gruppo di editori e di riviste italiani ha promosso recentemente la campagna “Le parole uccidono”, per indicare il pericolo del linguaggio violento e offensivo. Esiste inoltre un tavolo presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, a cui partecipano le istituzioni che hanno la possibilità, in base alle loro competenze, di sensibilizzare i giovani a contrastare l’odio diffuso on line;
considerato che:
il fenomeno denunciato è purtroppo in crescita in tutte le società più avanzate. La comunità internazionale da anni sta cercando delle strategie di contenimento e di contrasto. La norma fondamentale che vieta ogni forma di odio deve essere considerato il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, adottato a New York il 19 dicembre 1966 e reso esecutivo nel nostro Paese dalla legge 25 ottobre 1977, n. 881, che, ex articolo 20, prevede che vengano espressamente vietati da apposita legge qualsiasi forma di propaganda a favore della guerra, ma anche ogni appello all’odio nazionale, razziale o religioso che possa costituire forma di incitamento alla discriminazione o alla violenza. Insomma l’insieme di quei fenomeni che oggi sono meglio noti come hate speech. La stessa legge prevede le relative misure e sanzioni penali. Il relatore speciale delle Nazioni Unite sulla libertà d’espressione, Frank La Rue, ha precisato che ci sono differenze tra espressioni che costituiscono un’offesa secondo il diritto internazionale e che andrebbero perseguite penalmente, espressioni dannose, offensive o sgradite, che tuttavia gli Stati non sono tenuti a proibire penalmente, ma che possono giustificare una sanzione civile, e, invece, espressioni che non danno luogo a sanzioni penali o civili, ma che comunque causano preoccupazione in merito alla tolleranza e al rispetto altrui. Anche il Comitato delle Nazioni Unite per l’eliminazione della discriminazione razziale (CERD), seppur non ricorrendo esplicitamente all’uso dell’espressione hate speech, ne ha comunque identificato le varie manifestazioni: si tratti di discorsi orali o scritti, veicolati nei mass media o su internet, attraverso simboli o immagini. Resta vero che una precisa definizione di hate speech è resa difficile dal fatto che la Convenzione ha stabilito vari standard di protezione, definendo la discriminazione come qualsiasi distinzione basata sull’etnia, sul colore o sulla nazionalità, che abbia lo scopo o l’effetto di annullare o indebolire il godimento di qualsiasi diritto umano o libertà fondamentale. È stabilito altresì che gli Stati considereranno reato punibile per legge le seguenti categorie di attività: ogni diffusione di idee basate sulla superiorità o sull’odio razziale, ogni incitamento alla discriminazione razziale, nonché ogni atto di violenza o incitamento a tali atti, rivolti contro qualsiasi gruppo di individui di diverso colore o origine etnica; andrà inoltre punita ogni assistenza ad attività razziste compreso il loro finanziamento;
l’espressione hate speech, nonostante non sia indicata nella Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU), è stata usata dalla Corte per la prima volta l’8 luglio 1999. La Corte ha però evitato una definizione precisa del fenomeno (nel timore che ciò limitasse il proprio futuro raggio d’azione), ricorrendo di volta in volta ad un approccio mirato, che tenesse conto delle varie circostanze del caso concreto: l’intento dello speaker, l’intensità e la severità dell’espressione, il fatto che essa fosse diretta o indiretta, esplicita o velata, singola o ripetuta. Un approccio articolato di estrema importanza e utilità nella ricerca di più adeguate e incisive politiche di risposta e contrasto al problema. La CEDU differenzia i discorsi di odio per categorie (razziali, sessuali, religiosi, etnici o politici). Gli hate speech, stando alla definizione del dizionario Oxford, consistono in un intenso ed estremo sentimento di avversione, rifiuto, ripugnanza, livore, astio e malanimo verso qualcuno. Diversamente dall’hate speech, i crimini di odio (hate crimes) costituiscono un’offesa penale diretta intenzionalmente contro una vittima predeterminata e pertanto possono rendersi necessarie restrizioni di carattere repressivo;
gli hate speech sono difficili da definire e suscettibili di applicazioni arbitrarie, i codici penali di molti Stati membri, infatti, con riferimento all’incitamento alla violenza o all’odio, utilizzano svariate terminologie e di conseguenza vari criteri di applicazione. Gli aspetti più divergenti fra le varie legislazioni dipendono per lo più dai seguenti fattori: il peso attribuito all’intento, alla motivazione, allo strumento di comunicazione prescelto, al contesto e alle conseguenze prevedibili in date circostanze. Il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa definisce gli hate speech come le forme di espressioni che diffondono, incitano, promuovono o giustificano l’odio razziale, la xenofobia, l’antisemitismo o più in generale l’intolleranza, ma anche i nazionalismi e gli etnocentrismi, gli abusi e le molestie, gli epiteti, i pregiudizi, gli stereotipi e le ingiurie che stigmatizzano e insultano;
al riguardo è intervenuta anche l’Unione europea con l’adozione della decisione quadro 2008/913/GAI del Consiglio del 28 novembre 2008, che, nella lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia, ricorre al diritto penale. Secondo questa decisione gli Stati membri devono garantire che siano punibili i discorsi di incitamento all’odio, intenzionali e diretti contro un gruppo di persone o un membro di essi, in riferimento alla razza, al colore, alla religione o all’etnia. Deve risultare, altresì, punibile l’istigazione pubblica alla violenza o all’odio, quale che sia la forma di diffusione: scritti, immagini o altro materiale. Lo stesso dicasi per l’apologia o la negazione dei crimini di genocidio, dei crimini contro l’umanità e di quelli di guerra e, infine, quanto ai comportamenti atti a turbare l’ordine pubblico o minacciosi, offensivi e ingiuriosi. La stessa Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione europea (OSCE) si è impegnata, con la decisione 9/2009 “Combating hate crimes”, a riconoscere e sanzionare i crimini dell’odio in quanto tali, cioè basati su motivi razzisti o xenofobi;
anche in Italia ovviamente esiste un’ampia produzione normativa in materia e importanti iniziative legislative sono state incardinate la scorsa Legislatura e annunciate di recente. Basti ricordare la legge 13 ottobre 1975, n. 654, di recepimento della Convenzione internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale del 1966 e il decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, “decreto Mancino”, che reprime l’incitamento alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Nel corso della XVII Legislatura è stata approvata invece la legge 16 giugno 2016, n. 115, che recepisce la già ricordata decisione quadro europea 2008/913 GAI, ed attribuisce rilevanza penale alle affermazioni negazioniste della Shoah, ma in genere di tutti gli atti di genocidio e di crimini di guerra e contro l’umanità. L’interruzione della legislatura ha invece impedito l’approvazione definitiva della “legge Fiano”, che colpisce con strumenti aggiornati ogni forma di apologia del fascismo. Sempre nella XVII Legislatura la Camera dei deputati ha istituito una Commissione sui fenomeni di odio, intolleranza, xenofobia e razzismo intitolata alla parlamentare del Regno Unito, Jo Cox, uccisa nel 2016 per motivi di odio e intolleranza. Con l’istituzione della Commissione, composta da parlamentari e non, si intese corrispondere all’invito del Consiglio d’Europa ad una sempre maggiore sensibilizzazione dei Parlamenti nazionali in fatto di conoscenza e contrasto di tutte le forme di intolleranza e razzismo;
rilevata, pertanto, l’esigenza di provvedere all’immediata istituzione di un organismo ad hoc, in modo tale da permettere al Senato della Repubblica di onorare la sua tradizione e l’impegno per la salvaguardia dei diritti fondamentali delle persone,
delibera di istituire una Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza, costituita da 25 componenti in ragione della consistenza dei gruppi stessi; la Commissione elegge tra i suoi membri l’Ufficio di Presidenza composto dal Presidente, da due vice presidenti e da due segretari; la Commissione ha compiti di osservazione, studio e iniziativa per l’indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza nei confronti di persone o gruppi sociali sulla base di alcune caratteristiche quali l’etnia, la religione, la provenienza, l’orientamento sessuale, l’identità di genere o di altre particolari condizioni fisiche o psichiche. Essa controlla e indirizza la concreta attuazione delle convenzioni e degli accordi sovranazionali e internazionali e della legislazione nazionale relativi ai fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e di istigazione all’odio e alla violenza, nelle loro diverse manifestazioni di tipo razziale, etnico-nazionale, religioso, politico e sessuale. La Commissione svolge anche una funzione propositiva, di stimolo e di impulso, nell’elaborazione e nell’attuazione delle proposte legislative, ma promuove anche ogni altra iniziativa utile a livello nazionale, sovranazionale e internazionale. A tal fine la Commissione: a) raccoglie, ordina e rende pubblici, con cadenza annuale: 1) normative statali, sovranazionali e internazionali; 2) ricerche e pubblicazioni scientifiche, anche periodiche; 3) dati statistici, nonché informazioni, dati e documenti sui risultati delle attività svolte da istituzioni, organismi o associazioni che si occupano di questioni attinenti ai fenomeni di intolleranza, razzismo e antisemitismo, sia nella forma dei crimini d’odio, sia dei fenomeni di cosiddetto hate speech; b) effettua, anche in collegamento con analoghe iniziative in ambito sovranazionale e internazionale, ricerche, studi e osservazioni concernenti tutte le manifestazioni di odio nei confronti di singoli o comunità. A tale fine la Commissione può prendere contatto con istituzioni di altri Paesi, nonché con organismi sovranazionali e internazionali ed effettuare missioni in Italia o all’estero, in particolare presso Parlamenti stranieri, anche, ove necessario, allo scopo di stabilire intese per il contrasto all’intolleranza, al razzismo e all’antisemitismo, sia nella forma dei crimini d’odio, sia dei fenomeni di hate speech; c) formula osservazioni e proposte sugli effetti, sui limiti e sull’eventuale necessità di adeguamento della legislazione vigente al fine di assicurarne la rispondenza alla normativa dell’Unione europea e ai diritti previsti dalle convenzioni internazionali in materia di prevenzione e di lotta contro ogni forma di odio, intolleranza, razzismo e antisemitismo; la Commissione, quando necessario, può svolgere procedure informative ai sensi degli articoli 46, 47 48 e 48-bis del Regolamento; formulare proposte e relazioni all’Assemblea, ai sensi dell’articolo 50, comma 1, del Regolamento; votare risoluzioni alla conclusione dell’esame di affari ad essa assegnati, ai sensi dell’articolo 50, comma 2, del Regolamento; formulare pareri su disegni di legge e affari deferiti ad altre Commissioni, anche chiedendone la stampa in allegato al documento prodotto dalla Commissione competente, ai sensi dell’articolo 39, comma 4, del Regolamento; entro il 30 giugno di ogni anno, la Commissione trasmette al Governo e alle Camere una relazione sull’attività svolta, recante in allegato i risultati delle indagini svolte, le conclusioni raggiunte e le proposte formulate; la Commissione può segnalare agli organi di stampa ed ai gestori dei siti internet casi di fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza nei confronti di persone o gruppi sociali sulla base di alcune caratteristiche, quali l’etnia, la religione, la provenienza, l’orientamento sessuale, l’identità di genere o di altre particolari condizioni fisiche o psichiche, richiedendo la rimozione dal web dei relativi contenuti ovvero la loro deindicizzazione dai motori di ricerca”.

Nota: La Mozione è stata approvata dal Senato.
Lega, Forza Italia e Fdi si sono astenuti nella votazione che ha visto pertanto 151 sì e 98 astenuti.
Astenuti perchè ….non interessava?!?

FRANCESCO TORRISI

02 Nov 2019 in Società

99+ commenti

Commenti

  • Mio enciclpedico amico quest’esposizione andrebbe tenuta sul comodino per poterle tributare il pensierino della sera. Per poter apprezzare il senso dei provvedimenti presi e di quelli allo studio credo si debba ripartire dalla comprensione dei brutali sentimenti dilaganti. Polvere esplosiva per chiunque voglia far scoccare la scintilla. In particolare è possibiile ritrovare nella storia delle corrispondenze? Difficile perché la ricerca di un’identità, che avviene attualmente nella definizione prima del proprio presunto contrario, come se si volesse familiarizzare col proprio corpo a partir dalla sua ombra, non è mai stata così pressante. Chi veniva al mondo riceveva mille riisposte preconfezionate alla domanda “chi sono”. Nulla di tutto ciò è più scontato, a partire da etnia e lingua, genere, religionne, e così via. Lo sgomento è quindi plausibile, e a questo si deve porre rimedio senza tornare a una cultura di stile tifoseria, delle categorizzazioni, quella che io chiamo dei pelati Cirio, ma guidando verso il percorso dell’autoidentificazione permanete e in itinere. Un modello che guidi e prepari al futuro quindi, che rimedi a questo inaspettato vuoto che non ci ha permesso di preparare chi adesso ha paura, e reagisce in conseguenza. e si potrebbe intanto iniziare a dare solliievo riconoscendola questa paura, professando che è normale, e rimediabile. Sciogliere le tensioni. qualcuno mi ha capito?

  • Quale odio? Direbbe il signor Cadè!

  • In effetti, Franco, hai fatto cosa utile. Prima di leggere il testo della mozione avevo il dubbio che fosse la solita zuppa retorica e ipocrita, tesa a dissimulare provvedimenti arbitrari di censura e repressione. Leggendo ho potuto fugare i miei dubbi.

    • Ma sai, Livio, tu ci fai dell’ironia, ma non so se avresti la faccia di chiederlo direttamente alla Sen. Segre se l’articolato che reca in calce la sua firma, possa suonare come “zuppa retorica e ipocrita” !!!

  • Quale odio, lo dico anch’io, non solo il signor Cadè.
    Bisogna essere veramente disperati, o avere una grande paura di perdere il posto al sole, per confondere gli insulti del cretino di turno con i sentimenti di rancore di un popolo. Ovviamente si parla di insulti rivolti a soggetti ben precisi, non a tutti in generale. E’ di pochi giorni fa il caso delle ingiurie sessiste (irripetibili) rivolte a Giorgia Meloni e dell'”assenza” della solidarietà sia delle colleghe (Boldrini, Carfagna, Boschi, Bonino, Cirinnà, Siracusano, Morani, ecc., le”passionarie”) sia dei soliti giornali e dei soliti giornalisti che avevano montato campagne di difesa nazionale (partecipate solo da loro) per difendere le indifese fanciulle del cuore. Da parte mia, mi guarderò bene d’ora in avanti di utilizzare le parole incriminate (impronunciabili come il nome di dio) per non incorrere nella condanna al rogo che colpì le mie antenate streghe qualche secolo fa. E’ il progresso.

  • Premetto che anch’io, come Adriano, reciterò il testo di questa mozione ogni sera prima di addormentarmi e così dovrebbero fare tutti, bambini compresi, invece di recitare insulse preghierine. Solo, vorrei invocare la protezione della Commissione anche su altre categorie minacciate dall’odio. La mozione intende reprimere “fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza nei confronti di persone o gruppi sociali sulla base di alcune caratteristiche, quali l’etnia, la religione, la provenienza, l’orientamento sessuale, l’identità di genere o di altre particolari condizioni fisiche o psichiche”. Mi chiedo: i soggetti che presentano “altre particolari condizioni fisiche o psichiche” quali sono? In teoria, chiunque. Possiamo quindi annoverare tra loro anche quelli con un diverso orientamento alimentare, come vegetariani, vegani ecc.? Perché su certi social, e non solo, queste categorie vengono sistematicamente e brutalmente insultate, dileggiate, fatte segno all’odio e al disprezzo. Possiamo segnalare anche questo alla Santa Inquisizione, volevo dire, alla Commissione?

    • Livio, per quel che può servire, ci metterei anche quelli che rivendicano di curarsi con medicine diverse da quella della chimica e delle case farmaceutiche, quale l’omeopatia.
      Esperienza personale: ho preso posizione su fb dopo la vergognosa puntata di Che tempo che fa dove si è infamata l’Omeopatia nel modo più gratuito e qualunquista.
      Risultatato: ho collezionato qualche centinaio di commenti volgari e attacchi personali, mossi con una veemenza che mi ha spaventato!
      Ormai è assai più e è.più grave di un ….malvezzo quello che accde sui “social”!
      Per questo nn concordo sulla tua ironia sulla ….. “santa inquisizione”.

    • La’ dove ha toppato Fiano e’ riuscita la Segre. Sembra la banda di ragazzini disagiati che per farsi vendere la bottiglia di vino dal bottegaio fa entrare in negozio la nonna. Squallore supremo.

  • Certo signor Cadè, la Commissione si occuperà principalmente dei vegani, continuamente oltraggiati perchè tacciati di fanatismo, prima che finiscano deportati in qualche campo di concentramento e costretti a mangiare carne tutti i giorni.
    Non ha letto questo passaggio del documento? “nel 2014 è stata lanciata la campagna nazionale “No hate speech”, con la messa in onda, anche sulle reti della RAI, di spot televisivi e radiofonici che si inseriscono all’interno dell’omonimo progetto internazionale, promosso dal Consiglio d’Europa come forma di tutela dei diritti umani di fronte a fenomeni di odio e di intolleranza espressi attraverso il web, in preoccupante crescita: soltanto in Italia, circa il 41 per cento dei casi di discriminazione segnalati nel 2012 sono da ricondurre al web. Anche un gruppo di editori e di riviste italiani ha promosso recentemente la campagna “Le parole uccidono”, per indicare il pericolo del linguaggio violento e offensivo. Esiste inoltre un tavolo presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, a cui partecipano le istituzioni che hanno la possibilità, in base alle loro competenze, di sensibilizzare i giovani a contrastare l’odio diffuso on line;”. Vedrà signor Cadè che quando la Commissione darà i primi “frutti” anche i vegani potranno continuare a mangiare tranquillamente becchime per canarini finchè vorranno.

    • Le Sue parole mi rassicurano. Specie perché pronunciate da chi, come Lei, ha sempre posto grande attenzione, anche nel linguaggio, al rispetto della persona. Non come certi troll volgari e offensivi.

  • Rispondo, non rispondo? Questo é il problema.

    • E’ partita l’offensiva contro siti e pagine social “non conformi” all’originale. Quando le destre vincono le elezioni ci sono immancabilmente di mezzo gli hacker russi (persino in Umbria). Se si dice che il potere finanziario globale e’ nelle mani dei sionisti si viene tracciati di complottismo (perche’ il sionismo non esiste). A Roma come a Dresda vengono istituite commissioni contro chi pronuncia invano il nome dei figli di David. E via dicendo. L,’elenco e’ lungo. Secondo me bisogna essere dei minorati mentali per non capire che il serpente si sta mordendo la coda. La questione naturalmente non riguarda la signora Segre che, poverina, ha agito in assoluta buona fede, al contrario di tutti gli altri.

  • Per Rita delle 14:40
    Che tristezza.

    • E’l’autunno, poi passa.

    • Chiamare la signora Segre, una poverina, come la chiama la signora Rita R., una signora che ha sofferto e rischiato di morire, per colpa di una follia generata dall’estrema destra (e dallo stalinismo comunista), lo considero un’insulto. Sono di sinistra, ma da tre anni sfilo con la “Brigata ebraica” il 25 aprile, perchè sono al mondo ebraico, le sue battaglie, e ho spesso criticato l’ipocrisia di certa sinistra che ha contribuito a isolare Israele, in tempi non lontani. Ricordo bene l’atteggiamento che teneva il settimanale “Rinascita” del PCI, le parole di D’Alema, e della sinistra radicale. Mi hanno sempre fatto incazzare. E so bene cosa vuol dire “poverina”;soprattutto, so cosa si nasconde dietro di quella parola, perchè c’è un pensiero non detto, molto peggio della “poverina”. La signora Segre non è affatto una poverina, ma una donna in gamba, sveglia, è una persona seria. I poverini sono altri, o altre.

  • Leggo ora che la signora Segre non possiede alcun profilo Facebook, Twitter o Instagram. Ma come, non s’era detto che si doveva provvedere urgentemente all’istituzione di una Commissione ad hoc per via “dell’enorme mole d’insulti che la senatrice Liliana Segre riceve quotidianamente via social”? Quindi, era una bufala?
    Chiaramente la Segre è stata utilizzata per portare a termine un’operazione politica. Si è voluto prendere una persona in-criticabile, perché ogni critica politica ad una veneranda signora ebrea verrebbe automaticamente percepita come una manifestazione di antisemitismo, e si è confezionata la trappola. Se è stato possibile dire di No all’antifascismo di Fiano, non si poteva fare altrettanto con l’antisemitismo di Segre, che diventerà così il grimaldello per reprimere, punire e condannare ogni posizione politica che, pur non avendo nulla a che fare con esso, presti semplicemente il fianco al “politicamente scorretto”.
    Non sarà il caso di chiarirsi un po’ le idee? Cos’è l’odio? Una campagna mediatica che boicotta una multinazionale, o le esportazioni di un paese è un ‘discorso d’odio’? Una contestazione antieuropea conta come discorso d’odio (xenofobia)? Lo è l’“odio di classe”? Lo è una contestazione religiosa contro i matrimoni gay? E una contestazione gay contro una confessione religiosa? Perché una scarpa e una ciabatta? Ho l’impressione che l’istituzione di questa Commissione non abbia reso un bel servizio agli ebrei d’Italia.

    • “Nel 2006 è stato aperto il sito http://www.osservatorioantisemitismo.it che viene quotidianamente aggiornato con articoli, notizie e ricerche tratti dalla stampa nazionale ed estera, da siti Internet e dai blog. Il sito è al primo posto nel motore di ricerca di Google.it inserendo le parole “pregiudizio antiebraico”, al secondo e al terzo se si scrive il termine “antisemitismo”. Il sito ha circa 500 contatti quotidiani, con picchi di 3mila. Vi si trovano articoli di giornale, studi, ricerche, segnalazioni, dibattiti, dichiarazioni pubbliche e indagini di carattere scientifico.”
      Gli insulti a Liliana Segre? Basta cercarli. Lo dovrebbero fare tutti, anche i miscredenti. Anche Dresda si muove? Prevenire piuttosto che curare. Si dice così, no? E mi stupisco che la Redazione non intervenga contro la diffusione di notizie false che tanto si combattono se riferite ad altri diffusori di fake, invece per Cremascolta va tutto bene? Chiunque può scrivere qualsiasi cosa? Perchè non è questione di pensarla in un modo o nell’altro, è questione di correttezza di informazione, prima che questo blog non passi, per numero di interventi, sempre di quelli, come un sito antisemita.

    • Ivano confermi ciò che ho detto. Se questo sito che, immagino,, tu consulterai tutti i giorni esiste dal 2006, dov’era l’urgenza di istituire una Commissione parlamentare dedicata?
      Te lo dico subito, caso mai non si fosse capito: 1) distogliere l’attenzione del Paese dalla manovra-ciofeca che piace tanto a Bruxelles, 2) tentare fantozzianamente di attaccare il nemico “di destra” sortendo l’effetto opposto. Ancora non sono riusciti a spiegarsi perché “gli altri” piacciono e loro provocano irritazione ogni volta che aprono la bocca. E dire che i media sono ancora con loro…. peccato che siano rimasti i soli.

    • Rita, dopo l commento di Marino rispetto all’uso del termine ” poverina” legato alla Senatrice Segre (mal interpretato ? usato/ capito in modo malevolo? ) mi parrebbe appropriata una puntualizzazione derimente.
      Proprio per favorire il ….capirsi.
      Sempre ammesso che quello sia l’obiettivo!

  • Il rischio non è che Cremascolta passi per un sito antisemita ma per un sito idiota. Perché definire ‘antisemiti’ (ma in altri casi si dirà ‘omofobi’ o ‘razzisti’) commenti che cercano solo di sottrarsi alla retorica farisaica di questo ‘governo dell’Amore’, è una palese idiozia.
    Ovviamente vien da pensare al 1984 di Orwell. Anche lì c’era un ministero dell’Amore, che induceva la gente a provare odio per ‘nemici’ inesistenti, descritti come disumani, eretici, traditori. Qui succede lo stesso ma in forma più sofisticata. Non si incoraggia l’odio per il ‘nemico’, ma si diffonde la lotta all’odio, una sorta di caccia alle streghe che sembra giustificata dai più nobili sentimenti.
    (Inutile ricordare le analogie con la ‘neolingua’ di Orwell o con il ‘bispensiero’ o con la manipolazione della memoria).

    • Leggo adesso il tuo commento Franco, in coda a quello di Marino Pausini, e mi sembra che la lingua italiana non sia un’opinione ma una regola. Dire che la signora Segre, poverina, e’ stata strumentalizzata non significa affermare che la stessa “e’ una poverina”. Qualcuno non sa leggere? O e’ in malafede?

  • “retorica farisaica di questo ‘governo dell’Amore’”. No comment.

    • Grazie della necessaria puntualizzazione Rita.
      Dopodichè personalmente non concordo con l’interpretazione dei fatti, che vede la Sen. Segre “strumentalizzata”. La Sen. Segre alla quale esprimo i miei sentimenti di solidarietà ed ammirazione personale, avendone tutte le motivazioni basate sulla sua ….irripetibile, drammatica esperienza personale, ha elaborato un documento assai completo e ponderato, trasformato in Mozione sulla quale il Senato ha votato e l’esito della votazione ha visto esprimersi o ….”non esprimersi” le forze politiche rappresentate.
      A ognuno di noi trarre le conseguenze, basandosi sui fatti (e non per ….”sentito dire”, questo il motivo che mi ha indotto a cercare e pubblicare il documento originale!) così come si sta facendo su CremAscolta.

  • “Specie perché pronunciate da chi, come Lei, ha sempre posto grande attenzione, anche nel linguaggio, al rispetto della persona. Non come certi troll volgari e offensivi.” Valutare quale dei due termini è più offensivo, antisemita o idiota. Egregio signor Cadè, in quanto a forma Lei non ha proprio niente da insegnare a nessuno.

    • Signor Macalli, io son pronto ad appoggiare la Sua candidatura al Nobel per la pace, in considerazione della Sua lotta all’odio, all’antisemitismo e alla discriminazione, e per la Sua opera di costante vigilanza e delazione del nemico. Però vorrei prima che mi indicasse i commenti qui in cui io esprimo odio antisemita. Se ve ne sono, Le chiedo scusa. Se no confermo il mio giudizio, cioè che accusare qualcuno di ‘antisemitismo’ a vanvera è un’idiozia (o insipienza, se preferisce). Di questi tempi, poi, potrebbe essere considerata diffamazione e perseguita penalmente.

  • L’Osservatorio raccoglie dati. Tocca poi alla Politica intervenire.Comunque Rita non perdi il vizio: leggi sempre e solo quello che ti è strumentale. Che poi “gli altri piacciono” è ancora tutto da dimostrare, almeno fino alle prossime politiche. Io non mi lascio di certo spaventare da qualche voto regionale.

    • Credo di aver detto sull’argomento tutto quello che dovevo dire. Anzi, per la precisione, questo per me e’ un non-argomento bensi’ una mossa politica infausta che sta tornando indietro a chi l’ha fatta come un boomerang. Affari loro.

  • Signor Cadè, chi non rifiuta l’antisemitismo è per forza antisemita. E senza andare troppo a ricercare, i suoi post di questi ultimi anni o le migliaia di commenti, fanno pensare proprio che Lei sia non solo antisemita, ma anche xenofobo, omofobo, razzista e via elencando. Però abbia pazienza, il mio è solo un parere INSIPIENTE come un altro. Se così non fosse a Lei l’onere della prova. Io difficilmente cambio idea, anche in mancanza di prove tangibili che metterebbero a dura prova le mie qualità di ricercatore, e quindi mi accontento delle impressioni collezionate in tutto questo tempo. Il Suo tono, magari ironico o sarcastico, è in genere più che sufficiente. A me non piace chi si diverte a fare dello spirito su tante vicende della Storia e della Vita. Lo trovo molto fuori luogo e non vorrei annoverarla tra chi, imbastito di luoghi comuni, si appella alla credenza che gli ebrei governano il mondo e sono tutti straricchi così da essere legittimati ( noi) a sterminarli tutti. Come non vorrei annoverarLa tra i tanti complottisti che inondano l’web. In tutti i casi se Lei dichiara di non essere antisemita d’ora in poi classificherò certe sue affermazioni o posizioni come la goliardia di chi crede che le barzellette non hanno mai ucciso nessuno. Insomma, si può ironizzare su tutto. E per favore non mi denunci, come io non denuncerò Lei. Buona giornata.

  • Signor Macalli, io non ho mai fatto del sarcasmo su vicende tragiche. Dire che questo è il ‘Governo dell’Amore’, o vedere i lati ipocriti, la retorica posticcia di questa campagna contro il Male, non c’entra nulla con l’antisemitismo. Lei vorrebbe denunciarmi per antisemitismo, xenofobia, omofobia, razzismo e altro che non specifica. Certo, ammette di non avere prove, ma le Sue impressioni Le bastano. Io invece potrei querelarla per ingiuria e diffamazione portando un sacco di prove. Si calmi.
    Le Sue frasi qui sopra sono un polpettone di assurdità. Poniamo che qualcuno proponga di punire chi racconta una barzelletta sugli ebrei con una pena da 6 a 10 anni di carcere. Secondo la Sua logica, chi osasse dire che forse è un provvedimento eccessivo sarebbe antisemita.
    E se qualcuno facesse discorsi anti-islamici o anti-russi, per Lei sarebbe sempre istigazione all’odio? Basta citare il punto di questa mozione in cui si vuole interdire chiunque discrimini persone o gruppi che presentano “particolari condizioni fisiche o psichiche” per capire quanto può valere.

  • Ribadisco di nuovo il mio sconcerto, e anche in questo caso Rita non commenta, di fronte a chi mette in dubbio le dichiarazioni della Senatrice Segre in merito agli insulti ricevuti, quando basta una breve ricerca per capire quali canali usino i suoi odiatori.

    • Ma allora non hai proprio capito niente.

  • Ho capito benissimo, basta leggere il tuo commento di ieri delle 18:38. Ma è tipico di questi tempi giustificarsi dicendo di essere stati travisati. Ah, onestà intellettuale.

    • Giustificarsi? E con chi? Per cosa? Ma che dici? Non sei neppure riuscito a capire la mia critica ai politicanti che hanno strumentalizzato la povera Segre, figurati un po’. Comunque piantiamola li’, chi doveva capire ha capito e tanto basta.

  • Comunque consiglierei di rileggere il documento. Lo consiglierei anche al signor Bechis, il cui orientamento politico è noto a tutti. Una Commissione non ha compiti di polizia, non è la Magistratura, Sorvegliare e punire, non è un organo del Ministero degli interni, ma è solo un osservatorio, un tavolo di studio, uno stimolo magari al Parlamento, perchè le leggi non le fa una Commissione. E il signor Bechis farebbe bene a non rilasciare dichiarazioni alla telecamere mentre sta guidando, per la sicurezza sua e mia.

  • Hai ragione Rita, chi doveva capire ha capito benissimo. La senatrice Segre che si fa strumentalizzare? Ma per piacere!

  • Si sono celebrati ieri a Roma i funerali di AlbertoSed, sopravvissuto ai campi di sterminio dove vide mandare a morte la madre e le sorelle. Aveva 15 anni. Nelle poche interviste e fotografie uno sguardo triste, terrorizzato. Basta leggere le sue testimonianze, tra le tante, per chiedersi come tanti nostri parlamentari si siano rifiutati di votare, astenendosi, la Commissione voluta dalla Senatrice Segre. Anche ai miscredenti o negazionisti o riscrittori della Storia invito a leggere la sua biografia pubblicata con quei particolari raccapriccianti che per cinquant’anni non riuscì a raccontare, e le conseguenze che quell’esperienza terribile segnarono la sua esistenza. Se poi si pensa che il voto per quella Commissione aveva un valore soprattutto simbolico io mi chiedo come si possa averlo negato.

  • Caro Franco, non incontrerò mai la senatrice Segre, ma se capitasse, direi anche a lei che questa mozione è una “zuppa retorica e ipocrita”, direi che si stanno riesumando metodi da Santa Inquisizione, che si sta cercando in maniera subdola di reprimere la libertà di pensiero e di espressione. Tra l’altro, non credo che la mozione sia stata scritta dalla Segre, ma che la sua firma sia servita a conferire al testo un’aura di intoccabilità e di ‘trascendenza’ morale.
    Perseguire le ingiurie e le diffamazioni era già possibile. Questa caccia alle streghe antisemite, razziste, omofobe, xenofobe, nazionaliste, etnocentriste, sessiste, negazioniste, revisioniste, genderiste, identitarie ecc., ha l’evidente scopo di giustificare forme di censura, di rimozione di ogni opinione che si scosti dal Pensiero Dominante (che potremmo cifrare come PD, casualmente) e dalle sue finalità socio-economiche.
    Ovviamente non sarà perseguita alcuna critica verso il ‘cattivo’ islamismo o il ‘cattivo’ slavismo, il ‘cattivo’ anti-europeismo o il ‘cattivo’ anti-liberismo, si sarà liberi di odiare e di insultare le persone legate alla cultura di destra, perché ‘soggetti cattivi e istigatori all’odio’, fascisti, sovranisti, anti-immagrazionisti, anti-ONG, magari amici di Putin e colpevoli di altre nefandezze simili. Si potrà parlar male dell’eterosessualità e della famiglia tradizionale, o del cristianesimo, o delle nostre tradizioni, dei sentimenti patriottici, tutti fenomeni notoriamente negativi della nostra civiltà, mentre dovremo cercare parole soavi e dolci ogni volta che parleremo di gay, di famiglie arcobaleno, di globalismo o di sionismo.
    Si attiveranno reti di controllo, delazione, blocco, denuncia di ogni pensiero dissidente.Come si può non vedere l’ombra del Big Brother in tutto questo?
    Già qui c’è qualcuno che prontamente istituisce tribunali e accusa di antisemitismo, razzismo, xenofobia, omofobia, fascismo e chissà cos’altro chi esprime una critica su questa mozione. Già qui ci si attacca a parole sospette per trovarvi dei capi di imputazione e processare il dissidente con illazioni capziose. È il tipico modus operandi del “Ministero dell’Amore”.
    Quindi, Franco, io faccio dell’ironia, ma dovremmo capire che c’è ben poco da ridere. Forse qualcuno non se ne rende conto, ma così viene messa in discussione una delle garanzie fondamentali della nostra costituzione.

  • Livio, considero con attenzione le tue osservazioni ed i tuoi timori rispetto a quanto paventi possa essere messo in atto per limitare la nostra possibilità di parlare (e di straparlare!), di scrivere (e di insultare), di esercitare la propria appartenenza ad una fede/religione (e di esibirla in modo volgare e sguaiato).
    Ciò ovviamente non significa che io mi ponga rispetto agli accadimenti in atto con lo stesso “animo” e, conseguentemente ne dia lo stesso genere di interpretazioni.
    La mia preoccupazione infatti, rispetto al “pensiero dominante”, rispetto alle modalità di comunicare direttamente “al popolo”, rispetto all’uso di simboli/icone/slogan/”linguaggiforti”, nasce in un “osservatorio” che mi offre una visuale affatto diversa da quella della quale puoi godere tu.
    Come del resto è/deve essere laddove la scelta sia quella della civiltà, della democrazia, magari “affrancata” ad una Costituzione scritta da una “Costituente” conquistata a costo del sangue di milioni persone.
    E, voglio aggiungere, mi piace che, in questa piazza, in calce al commento, si metta nome e cognome e indirizzo reale di posta elettronica.

  • Franco, io ritengo importante garantire la libertà di di parlare e di straparlare, di scrivere (non di insultare), di esercitare la propria appartenenza ad una fede/religione o a una nazione, a una civiltà, a una tradizione, e anche di esibirla in modo volgare e sguaiato (questione di gusti. Non mi dirai che certe manifestazioni LGBT non erano volgari e sguaiate).
    I responsabili di ingiurie e diffamazioni a mezzo Rete erano già identificabili e punibili. Perciò, dimmi qual è lo scopo di questa mozione? A me pare sia quello di istituire una sorta di psico-reato e uno stato di psico-polizia.
    Dovremo esaminare le parole della gente, o i loro presupposti intellettuali, per scoprirvi tracce di ‘odio’, come si trovano tracce di alcool nel sangue. E così come si ritira la patente a qualcuno, bloccheremo siti internet, canali di opinione e informazione, che non superano il test dell”odiometro’.
    Questa mozione implicitamente ci dice da un lato quali sono i soggetti, le categorie, le ideologie, le etnie, le politiche ecc. che non è lecito criticare, e dall’altro quali sono viceversa i soggetti ecc. che è giusto odiare e reprimere. È quindi una mozione di carattere falsamente anti-discriminatorio e anti-intollerante, in realtà favorendo forme aggressive di discriminazione e intolleranza (certo, giustificate dalla ‘malvagità’ del ‘nemico’).
    Chiunque esprimerà adesione a valori tradizionali, divergenti dal nuovo Pensiero, sarà sospettato di essere un ‘odiatore’ e potrà subire misure restrittive. Il ‘Governo dell’Amore’ vigilerà sul rispetto del politicamente corretto. Questo contiene i presupposti per la limitazione della libertà di pensiero, come in ogni dittatura che si rispetti. La nostra Costituzione non condivide certo un tale spirito di divisione e censura.
    Infine, io stimo la senatrice Segre, ma dissento dalla canonizzazione laica che automaticamente si è celebrata intorno a questa mozione per il fatto che la coinvolge, cioè porta come prima firmataria un’ebrea passata da un campo di concentramento. Si dà il caso che la senatrice Segre sia una degnissima persona ma è concettualmente deviante attribuire ipso facto un carattere di ‘santità’ a tutto ciò che ha il segno del ‘perseguitato ebreo’. Questo può indicare un tragico destino personale ma non indica di per sé un valore etico o intellettuale. Avendo posto a simbolo di questa mozione la senatrice Segre ha fatto sì che nessuno osasse opporsi. In questo io vedo forme di manipolazione ideologica del dibattito politico.
    E, avvalendomi della protezione della neo-lingua, se qualcuno pensa che questo sia anti-semitismo, lo considererò un soggetto ‘diversamente intelligente’.

    • “Aver posto”, non “avendo posto”. Scrivendo in fretta e non rileggendo…

    • Livio, le tue considerazioni, e mi ripeto, che pur ti fanno manifesto di una “politica” che non mi appartiene, sono coerenti con un approccio che mette in primo piano un “uomo” intelligente, consapevole, che pone l’uso dell’intelletto al centro del suo essere.
      Questo tipo di logica stringente (che ti porta magari anche ad affermazioni …. infelici quali attribuire tout court un “….tragico destino personale…” alla Sen. Segre – ebrea e per questo, nella shoa, deportata scopo “soluzione finale”, assieme a milioni di suoi simili – alla stregua di una vittima inconsapevole di una ….pallottola vagante!), credo sia segnata da un grave limite: non considerare il portato sentimentale, di empatia che pure è presente nei nostri comportamenti di uomini (maschile+femminile neh!).
      Portato sentimentale e di empatia che, viceversa è l’arma che si sta rivelando vincente per chi con cinica , calcolata determinazione, la sta usando in modo sapientemente amplificato, moltilpicato dalla micidiale mscela media+social a fini di potere. Ciò secondo un approccio assolutamente opposto proprio al “…mettere in primo piano un “uomo” intelligente, consapevole, che pone l’uso dell’intelletto al centro del suo essere”.
      Ora, c’è senz’altro del vero in quello che tu paventi come possibili conseguenze dell'”…..istituire una sorta di psico-reato e uno stato di psico-polizia….”, ma fatico ad accalorarmi rispetto a questo rischio, appetto al rischio assai più direttamente probabile, addirittura “tangibile”, di chi furbescamente, prendendo come interlucotore direttamente “il popolo” ( e dopo i “vaffa” di Grillo, con i risultati di “sgoverno” che abbiamo subito/ stiamo subendo, lo sta rifacendo in modo apparentemente più rozzo ma maledettamente efficace, “il capitano”!) mira alla soluzione dell'”uomo solo al comando”, con ….tanti saluti a Democrazia e Costituzione!
      Ci siamo già passati!
      Imparato niente?!?

  • Il “governo dell’Amore” (non solo italiano ma ormai planetario) nasconde in realtà uno dei sistemi più liberticidi che si conoscano. In apparenza il mondo odierno è un mosaico di tessere distinte ma, in effetti, non c’è uno Stato veramente libero. Nessuna nazione può attuare politiche economiche indipendenti, dichiarare e condurre guerre come e quando le pare, né gestire i propri affari interni come ritiene più opportuno. Gli Stati sono sempre più esposti alle trame dei mercati globali, all’interferenza delle multinazionali e delle ONG, alla supervisione dell’opinione pubblica planetaria e del sistema giudiziario internazionale. Tutti sono tenuti a conformarsi agli standard mondialisti del comportamento finanziario, della politica ambientale e della giustizia. Flussi enormi di capitale, di forza-lavoro (schiavi) e di informazione modellano il mondo con una crescente noncuranza nei confronti dei confini e delle opinioni delle comunità. In cima a questo impero globale non c’è un particolare re/imperatore/dittatore ma un comitato d’affari temporaneamente unito da interessi comuni. Non so chi possa dirsene contento. O starsene dicendo “che mi frega, io il mio posticino al sole ce l’ho”.

  • ” Questo può indicare un tragico destino personale ma non indica di per sé un valore etico o intellettuale.” Questo destino tragico non è stata una malattia o catastrofe naturale. E’ stato un disegno degli uomini. La Commissione è solo un tentativo di contrastare un fenomeno che sta esplodendo in tutta Europa cercando di evitare che la Storia si ripeta di nuovo. Tutto qui. E nessuno vuole censurare un pensiero destro che ha legittimità democratica, ma censurare un pensiero di estrema destra che ad antiche ideologie si ispira. Se poi va bene che sindaci affiliati a Fratelli d’Italia si trovino a cena con esponenti neonazisti o neofascisti a maggior ragione trova legittimità questa Commissione che vuole solo ribadire un pensiero democratico che sta scomparendo in Italia. Perchè di questo passo apparirà retorico anche il persistere di quel dialogo invocato da molti in nome di una presunta libertà di pensiero, parole ed azioni che poi sfociano in cori da stadio xenofobi, attacchi a sinagoghe, ad esponenti di quel pensiero sinistro tanto dileggiato, che però non ha mai provocato danni esecreabili come certe derive destre hanno causato, e solo perchè ognuno è libero di ingiuriare chi vuole perchè il suo pensiero lo reclama. In nome della libertà di pensiero sancita dalla nostra Costituzione? Ma la nostra Costituzione non garantisce questo. Qui male si interpreta questo valore.

    • Signor Macalli, forse se Lei avesse letto quello che ho scritto con un minimo di attenzione avrebbe visto che non considero ingiurie, diffamazioni o atti violenti legittime espressione della propria libertà. E per questo comunque c’era già il nostro codice penale. Per cui le Sue affermazioni rimescolano la solita zuppa retorica con salsa politicamente corretta. Che la vera grande minaccia per il mondo oggi sia il rinascere di un pensiero neonazista o neofascista, con nuove persecuzioni o leggi razziali, fa secondo me parte di quella sceneggiatura che bisogna scrivere per distoglierci dai problemi enormi che ci assillano e dalle minacce assai più reali che incombono. Ma, in questo mondo capovolto, le prospettive sono rovesciate e anche questa mozione, che si erge a paladina dei più deboli, è in realtà un primo abbozzo di totalitarismo.
      Riprendendo le osservazioni del signor Martini, è facile immaginare come il fondo ideologico di questa mozione, logicamente perseguito, porterebbe a conseguenze paradossali e a censurare coerentemente ogni opinione che chiunque e per qualunque motivo possa considerare poco rispettosa delle sue caratteristiche fisiche, psichiche, morali, ideologiche, etniche, religiose, culturali, politiche, sessuali ecc.
      Ci limiteremo a parlare del tempo. Anzi no, neanche di quello.

    • Ho scritto ‘primo abbozzo’. Ovviamente è un errore. Sono già molti e sono più che abbozzi.

  • L’odio antisemita è alimentato oggi in Italia soprattutto da due fonti.
    La prima è, spesso, solo “intellettuale”. Qui il leitmotiv è quello delle lobby finanziarie globaliste conculcatrici di popoli e nazioni, nelle quali la componente complottista ebraica sarebbe rilevante. Da ciò, tuttavia, una parte di questi “identitari” e “comunitari” fa un passo ulteriore, verso un cosiddetto “fascismo” a volte esplicito, a volte malcelato. Ieri a Militalia ho acquistato diversi libri delle edizioni Ritter, Settimo Sigillo, Passaggio al Bosco, Edizioni di Ar (l’editore scampato all’ergastolo solo per il “ne bis in idem”), compresa la riedizione Ar di Aggressione Sionista (Bardèche, Duprat, Rassinier). L’antisemitismo è abbastanza evidente in questa letteratura. Non parliamo del web. Però penso che per ora questo antisemitismo non raggiunga in Italia i livelli “culturali” del periodo ordinovista e nazional-avanguardista che alcuni di noi ricordano bene. Gli attentati a simboli e luoghi ebraici hanno modalità operative grossolane. I vari Sieg Hail e Teufelslied sono piuttosto malfatti. Questa fonte di antisemitismo è lontana dai livelli di Pegida. L’esempio che mi viene è quello del militante che ieri in fiera si faceva rifilare un pugnale della GIL come pugnale d’Ardito (prezzo nel rapporto di uno a quattro). Insomma, non ci sono più i fascisti di una volta.
    La seconda fonte di odio antisemita è islamica. Viene dissimulata dal tessuto connettivo ormai ramificato che i centri istituzionali islamici ufficiali e fintamente concilianti stanno sviluppando in Italia. La fonte “fascista” è dilettantesca, questa è pericolosissima. Solo in Germania l’antisemitismo “nazista” è superiore a quello islamico. In tutta Europa e nel mondo l’antisemitismo è soprattutto islamico. Gli attentati, mirati e gravissimi, parlano chiaro.
    Se la Commissione si focalizzerà soprattutto sulle bravate dei ragazzotti imbirrati che fanno il saluto romano, avremo fatto l’ennesimo favore agli estremisti islamici. Presto anche questi fanatici, ben più scaltri di quegli altri, vorranno una Commissione, per “par condicio”, che colpisca chiunque osi dire loro quel che va detto. Non si potrà più muovere un dito contro di loro e quello che già oggi combinano, a partire dalla poligamia e dall’infibulazione. Saremo puniti per reato di anti-islamismo.
    Ecco perché questa Commissione, se mal orientata, potrebbe diventare controproducente.
    Perché sarebbe come andare in guerra e sparare, invece che al nemico, agli spaventapasseri.

    • Proprio così. Controproducente come il movimento femminista americano “Me Too” che ha incoraggiato le donne oggetto di vere o presunte avances a denunciare. Risultato statisticamente rilevato in Usa: le aziende dirette da uomini, ma anche da donne, sono oggi meno propense ad assumere personale femminile, in particolar modo se si tratta di donne attraenti; in generale c’è una maggiore diffidenza nelle relazioni sociali in ambito lavorativo, nel senso che prima di accettare un appuntamento con le colleghe anche solo per un semplice aperitivo, gli uomini adesso ci pensano due volte.
      I teoremi ideologici non funzionano quasi mai. Anzi, mai. Soprattutto quando vengono trasformati in “leggi” perché inevitabilmente una visione polarizzata, cioè non armonica ma conflittuale tra le parti, si configura come un dogma destinato a peggiorare il medesimo stato di cose che voleva denunciare. E dire che è vecchia la storia, non impariamo niente dai nostri errori.

  • Cosa dovrebbe fare quindi chi subisce torti, molestie, angherie o persecuzioni? Subire e basta?

    • Denuncia il fatto alla polizia. Le leggi ci sono. C’era bisogno del Tribunale della Santa Inquisizione, con il rischio di mettere nel tritacarne persone non colpevoli, com’e’ puntualmente avvenuto? Gli isterismi finiscono sempre male, e le fissazioni demagogiche sono una forma di isteria.

  • Cadè:” Questo può indicare un tragico destino personale ma non indica di per sé un valore etico o intellettuale.”
    Macalli: “Questo destino tragico non è stata una malattia o catastrofe naturale. E’ stato un disegno degli uomini.”

  • In totale disaccordo con Rita, col signor Cadè e anche con Pietro, e questo mi dispiace, mi piacerebbe una risposta alla mia domanda specifica. Tutti i movimenti di questi decenni mi pare che all’inizio abbiano suscitato riflessioni simili. Quando “Esattamente cinquantanove anni fa, (64 per chi legge) il primo dicembre del 1955, a Montgomery in Alabama, una 42enne afroamericana di nome Rosa Parks rifiutò di alzarsi dal suo posto sull’autobus numero 2857 e cederlo a una donna bianca. Iniziò quel giorno la caduta della segregazione razziale negli Stati Uniti.” fece quello che fece sono certo che qualcuno avrà commentato: tutto questo le si rivolgerà contro. Ma per quella donna sedersi equivalse alla fine a tutti i neri di rialzarsi. Per dire che i commenti di questi giorni mi fanno pensare proprio a chi lancia il sasso e nasconde la mano, perchè “non è vero che noi siamo razzisti, sono loro che sono neri”. E questo vale per i discriminati o perseguitati in genere. L’ipocrisia “scusate” contro la retorica, che mai come di questi tempi sto rivalutando.

    • Signor Macalli, Lei vive in un un mondo di fantasia. Chi è oggi (non 80 anni fa) che “subisce torti, molestie, angherie o persecuzioni”? Chi realmente è oppresso dal Sistema? Quali sono nel mondo reale – non in quello dipinto dal P.D. – le categorie che veramente sono minacciate, le persone che veramente vanno protette? Quelle che non possono vivere una vita dignitosa, avere un lavoro dignitoso, guardare al futuro senza angoscia? Di questo dovrebbe preoccuparsi il Governo dell’Amore, non di suonare le trombe della ‘lotta all’odio’ e di fare crociate contro gli ‘infedeli’. Si desti dal Suo sonno ipnotico e guardi la realtà.

  • “nel tritacarne persone non colpevoli? Quando mai?

    • Su questo blog c’è chi ha tirato in ballo lo scrittore, giornalista britannico George Orwell (pseudonimo di Eric Arthur Blair, 1903-1950), tirandolo per la giaccetta, e in particolare tirando per la giaccetta il suo romanzo, “1984”, scritto nel 1946, quando Orwell, debole di petto, affetto da tubercolosi, afflitto da bronchiti e altri gravi acciacchi, si trasferì nell’isola scozzese delle Ebridi, Jura, per sperare di averne giovamento fisico, e per lavorare al suo “1984”. Orwell è stato uno dei più importanti intellettuali del Novecento, ha scritto “Omaggio alla Catalogna” che è uno dei migliori scritti di giornalismo, che qualunque cronista alle prime armi dovrebbe leggere e rileggere. Ha scritto vari saggi, rintracciabili anche in italiano, tra cui uno, “Letteratura e sinistra”, un testo base per chi s’interessa di letteratura, etica sociale e politica; e un’altro capolavoro, oltre “1984”, che è “La fattoria degli animali”. Orwell fu anche un eccellente cronista radiofonico per la BBC; insomma, un giornalista, uno scrittore, un intellettuale libero e di qualità come pochi. Era un uomo di sinistra, e con la sinistra ha dialogato, litigato, incazzandosi, con la sinistra, tutta una vita, la sua breve vita, ma restando un uomo di quel mondo lì. I suoi tempi, i tempi di Orwell furono quelli dello stalinismo, della guerra fredda, dei “progressisti” che ritenevano la dittatura del proletariato un male minore del capitalismo; i suoi tempi erano quelli dei fascismi, del nazismo, sistemi politici che combattè per tutta la vita. Orwell odiava qualunque totalitarismo, Durante la guerra civile spagnola (1936-39) si schierò senza alcun dubbio con il governo repubblicano-socialcomunista; certo non poteva stare con i fascisti, gli squadristi di Francisco Franco, i bigotti tradizionalisti che odiavano il modernismo. In un testo, del 1946, Orwell scrisse: “La Guerra civile spagnola ha contribuito a farmi prendere una decisione, e da allora ho capito da che parte stavo. Ogni riga di lavoro serio che ho prodotto dal 1936 l’ho scritta, direttamente o indirettamente, contro il totalitarismo e per il socialismo democratico così come lo intendo io” (G.Orwell, Perchè scrivo, testo citato a pagina XVII dei “Meridiani” dedicati a Orwell, introduzione di Guido Bulla). George Orwell sarebbe contento di veder utilizzare il suo romanzo “1984”, che era ispirato sull’Unione Sovietica, perfino per impallinare un governo, come quello italiano, Conte due, che non ha nemmeno conosciuto? E’ il modo confuso, pasticciato di oggi di fare ciritca politica, senza l’umiltà e il rispetto per autori, peraltro deceduti che non possono rispondere, che trovo fuoriluogo. Nonostante ho letto tutto ciò che è stato pubblicato in italiano di Orwell, mi guardo bene di usare Orwell come arma contro Salvini, Orban, Putin, Berlusconi, Giorgia Meloni, la famiglia politica Le Pen (padre, figlia e nipote); le capriole politiche di Matteo Renzi; la Brexit; il populismo-sovranista. Lui è morto, e non mi permetto di parlare per lui. Orwell era un socialista fuori da canoni, come dice Bulla, un laburista arrabbiato con il conformismo dei laburisti. Orwell è una delle mie letture e riletture favorite. Era un uomo libero; certo non era perfetto, come ricorda Bernardo Valli; a volte era antifemminista, e ha vissuto in tempi molto diversi dai nostri. La nuova lettura cui si prestano i racconti “distopici di Orwell”, scrive Bernardo Valli (L’Espresso, 2.9.18) “non può condurci a paragonare i suoi ai nostri tempi. Sarebbe sciocco. E’ sciocco, una stupidaggine.

    • Vabbe’ basta, se non sai cosa succede attorno a te e vivi ancora nel Novecento, non e’ colpa mia.

  • Se oggi, non 80 anni fa, meno persone subiscono l’elenco di prima, è proprio grazie a quei movimenti che il pensiero destro ha sempre dileggiato,sperando proprio, come nel Gattopardo, che tutto cambiasse senza cambiare niente. Che poi è quello che sta succedendo oggi, ritornando a quei tempi di incertezze, tipo Repubblica di Weimar e anni 20 in Italia, che Lei indica come problema principale, e che per come si stanno mettendo le cose, sto parlando dell’economia, sono le stesse premesse e condizioni di allora, che sappiamo a cosa hanno portato e che fanno preoccupare chi della Storia ha tratto e trae insegnamento. Sempre si ha dato la colpa di tutto a qualcuno. Non stupiamoci quindi che chi ha vissuto sulla propria pelle certi momenti storici si stia ora preoccupando cercando di fare nel limite del possibile opera di prevenzione. E proprio per quella stupidata che Lei ha scritto oggi alle h.12:30, che io ho per ben due volte rimarcato e che Lei sorvola o ignora, ribadisco che “valore” è soprattutto trarre insegnamento da esperienze non da tutti vissute e liquidate con indifferenza perchè tanto non ci riguardano.

  • Signor Macalli, prima di abbandonarLa alle Sue fantasie rispondo sulla mia ‘stupidata’. Credo che Lei alluda alla frase dove dicevo che secondo me “è concettualmente deviante attribuire ipso facto un carattere di ‘santità’ a tutto ciò che ha il segno del ‘perseguitato ebreo’. Questo può indicare un tragico destino personale ma non indica di per sé un valore etico o intellettuale”.
    Lei ha replicato che “questo destino tragico non è stata una malattia o catastrofe naturale. E’ stato un disegno degli uomini”. Frase altisonante e senza alcun nesso con la mia.
    Il mio concetto è semplice e si può esprimere con una domanda: se uno è ebreo ed è stato in un campo di concentramento, questo implica la sua ‘canonizzazione’ d’ufficio, indipendentemente dalle sue qualità personali, etiche e intellettuali? Cioè diventa di diritto simbolo di una superiorità morale, di un Bene assoluto?
    Io credo di no. Per cui alla signora Segre, come donna, va tutto il mio rispetto. Ma in quanto senatrice che propone una mozione di legge, può essere criticata come qualsiasi altro politico, sulla base dei contenuti proposti e non delle sue disgrazie personali.
    Pertanto ripeto che questa mozione non ha per me un reale valore etico o intellettuale, ma è anzi un pericolo per la libertà di pensiero.

  • Per Macalli dico stupidate, per Pasini stupidaggini. Questo mi conforta.

    • Livio, dammi retta, vai a farti una bella passeggiata con Thor, non importa se pioviggina. L’aria e’ fresca e gradevole.

  • Santificare è una parola grossa. Diciamo che è encomiabile il suo impegno di questi ultimi anni che l’ha portata, a rendere testimonianze taciute per anni per paura di non essere creduta. Pudore tipico di tanti altri sopravvissuti. Ho citato Alberto Sed, morto pochi giorni fa e il suo racconto, indicibile, a me ha fatto venire la pelle d’oca. In verità niente di nuovo, testimonianze simili a tante altre, e leggendo credo che l’immedesimazione sia inevitabile. Si chiama empatia. Dopo di che mi chiedo perchè la signora Segre sia stata la prima firmataria di quella mozione e la risposta non può che essere unica. Retorico, melenso? Per dei cinici sì, per me assolutamente no. E non a caso tutto questo nasce in questi ultimi mesi, coi rigurgiti, non solo di imbirrati, ai quali stiamo assistendo un’elezione politica e una no. Quindi tutto più che giustificato. Cosa avrebbe potuto fare la signora Segre, cittadina comune prima che senatrice? Recarsi tutti i giorni dai magistrati e denunciare uno per uno gli insulti che riceve? In tutti i casi dire che questo impegno potrebbe essere controproducente è tutto da dimostrare. A me sembra piuttosto la classica giustificazione che non può che venire da un estremo pensiero destro, camuffata da una razionale magnanimità fingendo di essere appunto dalla parte opposta. Lo diciamo per loro (gli ebrei), non per noi. Ma “chi è causa del suo mal pianga se stesso” in questo caso non funziona proprio. Senza i racconti della signora Segre, ed altri, ci sarebbe stata negata una conoscenza della Storia mica da ridere. E questo sì che sarebbe gravissimo. Se poi si ripeterà tutto tale e quale pazienza. Chi può sta facendo di tutto perchè il passato non si ripeta. E quindi un pò di beatificazione ci sta.

  • A proposito: Thor cosa ne pensa?

  • po’, non pò.

  • Per Rita delle 7:12. Immagino rivolto a Marino, ma rispondo io. Può darsi che viva ancora nel Novecento, ma c’è qualcuno che vorrebbe ritornarci a quei tempi. Chissà cosa è più grave.

    • Non era riferito a Marino e non c’e’ nessuno che tornera’ indietro perche’, semplicemente, non si puo’. Lo impedisce la pasta di cui noi e la nostra realta’ siamo fatti, il DNA, privo di retromarcia. Detto cio’, vado a trovare le mummie al museo, che sono piu’ vive e hanno ancora un sacco di storie da raccontare.

  • Signor Macalli, dopo gli epiteti di prammatica (antisemita, omofobo ecc.) Lei mi qualifica come stupido e cinico. Sulla stupidità probabilmente ha ragione. Sul cinismo spero si sbagli. Lei pensa invece di avere una profonda comprensione della Storia e di essere dotato di una sana empatia per i sofferenti. Tuttavia, anch’io provo compassione per chi soffre, senza distinzione di etnia, ideologia o religione. Anche per gli animali, persino per gli insetti e le piante, pensi un po’. Forse perché sono stupido. Però non ho ancora perso la capacità di provar pena per gli altri. Solo, non mi piace che qualcuno mi metta il guinzaglio al pensiero e mi tiri qua e là. Allora faccio resistenza, divento cocciuto. Non accetto che mi si dica da che parte stare, chi devo compatire e chi devo odiare, quali sentimenti devo provare e quali certezze devo avere. I giornali, i libri, i media, gli ‘esperti’, il 99% di loro dicono tutti la stessa cosa? Allora divento sospettoso. Forse hanno ragione, ma voglio capirlo da solo. Se c’è un Pensiero Dominante, divento critico, analizzo, ascolto gli eretici e i non ortodossi, perché rifiuto ogni forma di potere esercitato sugli altri, ancor più se sulla loro coscienza. Alcuni direbbero che amo sentirmi libero ma forse è solo stupidità. C’è invece chi ama essere guidato e diventa docile e sicuro solo se la mano del padrone lo guida. Anzi, non sente neppure la mano del padrone, pensa di essere lui a decidere che strada prendere. È sempre stato così, ma sempre c’è chi attribuisce questa sottomissione al Potere, questa passiva collusione, alle generazioni passate e se ne sente immune. Questo non si riferisce certo a chi scrive qui, dove tutti sono perfettamente padroni di sé. Sono solo considerazioni generiche.

  • Signor Cadè io direi che in questo caso la sua vena ironica, almeno nella seconda parte del commento, un poco stona. Perchè se Lei dichiara di non essere antisemita, xenofo o omofobo dove sta il problema? Questa Commissione, che non ha carattere inquisitorio, non le impedirebbe di certo di continuare ad essere la brava persona che è, nè stupido nè cinico. Un libero pensatore certamente ha diritto alla libertà di pensiero, solo che Lei accusa i benpensanti alla mia maniera di essere succubi del pensiero dominante, ma qui si sbaglia . Gli oggetti di questa commissione sono ormai la maggioranza e quindi l’allineato è Lei, non io. Perchè naturalmente non si deve fare riferimento a questo Governo occasionale che ci governa, Commissioni incluse, che è al potere solo per una botta di culo che oltretutto non sa neppure ben sfruttare. Quindi abbia fede. Se lei fosse uno degli oggetti di prima ben presto dovrebbe ribaltare il suo giudizio e riconoscere quindi che l’appiattito e l’allineato è Lei. Ma questa è una ripetizione, magari rafforzativa, di cui mi scuso. Però Le darei un consiglio: la smetta di considerarsi un libero pensatore perchè se così fosse non temerebbe nessuna Commissione, da qualsiasi parte si stia. Scelga: O Giordano Bruno o Galilei, e siccome la pelle è cara a tutti io Le consiglierei il secondo, cosa che fan tutti, anche i liberi pensatori quando il gioco si fa duro, magari come nel secolo scorso, dove tutti dovevano avere obbligatoriamente la tessera di partito. In Italia non è più così da molto tempo. Lei è un uomo libero. Si tenga cara questa libertà e aiuti tutti a mantenerla. Anche a quelli che leggono Repubblica che se la leggesse anche Lei forse non le farebbe neanche male. E non mi risponda che basta quello che racconta, appiattito e senza senso critico, il sottoscritto. Chissà quante riflessioni mi sfuggono e a Lei quante nuove occasioni di riflessione, confronto e critica. E la pianti di credere di essere l’unico portatore di metodo intelligente per decifrare la realtà e poi scegliere. Di liberi pensatori è pieno il mondo. Abbassi le arie signor Cadè.

  • Franco, ti rispondo concisamente:
    Io non appartengo a nessuna parte politica.
    Io non pongo l’intelletto al centro dell’essere ma la comprensione compassionevole.
    Dire che la senatrice Segre ha avuto un tragico destino personale non mi pare una “affermazione infelice”. Forse c’è un malinteso sulla parola ‘destino’.
    Dire che non considero il “il portato sentimentale, di empatia che pure è presente nei nostri comportamenti di uomini” mi pare un’accusa che non merito.
    Temere il ritorno in Italia di fenomeni reali di antisemitismo (non parlo degli idioti che sul Web insultano chiunque) mi pare dar corpo a dei fantasmi e dietro questi fantasmi nascondere i problemi veri, reali e attuali.
    Infine, è vero che c’è il pericolo di un nuovo totalitarismo, anzi siamo già in un sistema totalitario, ma assai diverso dai precedenti e certo lontano da quello che tu sembri paventare.
    Al signor Macalli non rispondo perché è ormai chiaro che vive fuori dalla realtà e io non intendo entrare nei Suoi sogni.

    • Anzi, signor Macalli, mettiamola così: noi due viviamo in mondi estranei, non comunicanti tra loro. Quello che a Lei sembra reale a me sembra un’induzione ipnotica e Lei penserà lo stesso di me. Quindi è inutile che perdiamo tempo a discutere.

  • In sintesi signor Cadè. Nonostante e checchè ne dica, io non riesco a smettere di pensare che questa Commissione sia stata istituita anche per Lei.

  • Ha ragione, smettiamola. Meglio un giro in bicicletta. E’ anche tornato il sole.

    • Questa è ….saggezza, cari Ivano e Livio!
      ……osce, però l’è bèle andat vea ( al sul!!!!)

  • Per Rita delle 8:38: intuizione geniale.

  • Un aneddoto, così anche un pò per ….sdrammatizzare: stavo accendendo la stufa (ebbene si , lo ammetto, sono tra i responsabili dell’impennata delle CO2 nella bassa lombarda!) e per la !”partenza” non c’è di meglio che la carta da giornale sotto la legnetta.
    Mi capita in mano una pag 42 della pagina “CULTURA” del “Corrierone” che, a firma di Antonio Ferrari (nviato del Corriere della sera, ha conosciuto e intervistato per una vita numerosi dittatori, in giro per il mondo), titola “NON E’ ESTINTO IL VIRUS DISTRUTTIVO DEL TOTALTARISMO” e dopo aver raccontato di Nicolae Ceausescu che vendeva ebrei dell’est allo Stato ebraico seguendo un puntuale tariffario. 5.000$ per un uomo, se sposato 3.000 per la moglie, e 2.000 per il figlio, sconti interessanti per famiglie numerose (sic!), dell’intervista a Gheddafi ed delle parole di suo figlio Saif sal Islam, (“spada dell’islam”): “….è impensabile trapiantare la democrazia nel nostro paese dove ci sono centinaia di clan e non so neppure io, quanti gruppi armati…”, o dell’Argentina in balia della dittatura peronista, dove nella cittadina di Bariloche sembrava di essere in un sobborgo di Monaco di Baviera ai tempi di Hitler (!) e via totalitarismando, andava alla conclusione scrivendo “….Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, nominata Senatrice a vita dal Presidente Mattarella, non si stanca di ricordarci che la non democrazia avanza giorno dopo giorno, nell’indifferenza generale”.
    L’articolo era del 21 maggio 2019, e può essere la Senatrice stesse lavorando a preparare il testo della Mozione!

  • Dai Francesco, che paure hai? Non è che anche tu vivi nel mondo dei sogni dove vivo io? Che poi io questa storia dei sogni mica l’ho capita.

  • Regione Lombardia ha respinto la proposta targata PD di istituire la Commissione in questione. Un conto e’ il rispetto per la vicenda personale della signora Segre, s’e’ detto, altra storia e’ avviare una stagione di caccia alle streghe. Nella “patria del diritto” non mancano le leggi per punire i quattro cretini che insultano le persone a loro non gradite, chiunque esse siano. E’ abbastanza.

  • Certo. In più i voti dell’estrema destra servono, anche senza regionali imminenti, in Lombardia intendo. Perchè contrariarli quando tra tre mesi ci saranno nuove regionali?

    • Discorso assurdo. Allora chi ha proposto la Commissione, seguendo questo filo, voleva assicurarsi i voti di estrema sinistra. E’ tutto un bluff.

  • Valutare in questo momento storico se i pericoli vengono dall’estrema sinistra o dall’estrema destra. Intendersi anche sul significato di “pericolo”, anche nel suo significato storico, altrimenti meglio astenersi per evitare derive semantiche troppo identificabili. Altrimenti chiamare le proprie idee con il loro nome, tipo: sono filonazista o neofascista o sono comunista. O semplicemente non appartengo a nessuna frangia estrema per evitare appunto quei pericoli storici di prima.

  • Io non credo proprio che la Commissione sia stata strumentale. La delibera della Regione Lombardia senza ombra di dubbio sì.

    • Io sono convinta del contrario. La Commissione e’ vecchiumedf, Regione Lombardia e’ dinamica e guarda avanti.

  • Siccome sono tutte balle (anche qui ) che la Senatrice Segre abbia mai ricevuto insulti e minacce via web le è stata data la scorta.

    • Casualmente, gliel’ha data il governo giallo-fucsia. Dopo le polemiche nate attorno alla proposta di istituire una commissione di censura era davvero il minimo che potesse fare per salvare la faccia.. Da decenni la Segre gira le scuole d’Italia raccontando la sua esperienza e non risulta da nessuna parte che sia mai stata in pericolo. Per quale motivo avrebbe dovuto esserlo?

    • Si insiste a citare George Orwell, e si parla del “Ministero dell’amore”. del “governo dell’amore”, cioè emanazione orwelliana del Conte due. Di Orwell ho già parlato, e non è il caso di ripetere cose già scritte, ma a proposito dei politici, governo, ministeri dell’amore, ma bisogna dirlo: Conte due è arrivato tardi a manifestare così tanto amore. O almeno doveva riconoscere che la politica dell’amore è già stata fatta, di recente, da altri ben meglio di lui. “L’Amore vince sempre sull’invidia e sull’odio” titolava un libro di un politico famoso, pubblicato agli inizi del 2000, tanto che il giornalista Mario Portanova ne fece motivo di un saggio a quel politico dedicato e intitolato il “Partito dell’Amore”, 239 pagine, edito da Chiarelettere. Eccolo “il partito dell’amore”: “Veltroni è un coglione”; “Bossi un dissociato mentale”; “il centrosinistra: mentecatti alla canna del gas”. “Se la sinistra andasse al governo, questo sarebbe l’esito: miseria, terrore, morte.”. La lista è lunga, che ho conservato, e sempre che parlano d’amore, naturalmente. Solo dei faziosi di sinistra potevano collezionare così tante frasi inneggianti all’amore, e non sto a citarne altre,per carità Chi le avrà dette? Chissà. Non è difficile indovinare. Il Partito dell’Amore è già stato al potere, in Italia? Certi faziosi di sinistra dicono di sì. Brutta gente.

  • A te non risultavano neanche gli insulti via web.

  • Coincidenze: vedo oggi, casualmente su fb un rimando di Agenzia Vista, Roma 2 Novembre “Commissione Segre sovietica come neanche Orwell”. Così il leader della Lega Matteo Salvini, intervenuto in una diretta Facebook. /courtesy Facebook Matteo Salvini Fonte: Agenzia Vista .
    Livio cadè , il 3 Novembre (il giorno dopo) in un commento scriveva” ….vien da pensare al 1984 di Orwell. Anche lì c’era un ministero dell’Amore ….”.https://www.ilmessaggero.it/video/politica/matteo_salvini_commissione_segre_razzismo_oggi_video-4836864.html?fbclid=IwAR3V7kxvbVnQJwl-WNZYMPr3CfhW2Et-v2EZubyUdLBn1LncgZpvGZUmdcc
    Corrispondenza di amorosi sensi? Casuale convergenza (quasicontemporanea) di riferimenti culturali?
    Escluso, come ….movente, che Salvini legga CremAscolta, in quanto il suo è del giorno dopo, potrebbe invece essere che Livio legga Salvini?
    Ma no, cosa vado a pensare!
    E’ senz’altro solo casualità. Il destino cinico e baro…..

    • Mi sembra una buona notizia, Francesco, che Salvini “citi” George Orwell. Visto il livello cognitivo dell’attuale classe politica, dovremmo solo esserne contenti. Forse potrebbe anche fare un passo ulteriore, quello di “leggerlo”.
      In genere, la citazione di Orwell non è del tutto inaccessibile ai politici. È strana però una citazione letteraria da parte di Salvini. Essendo la cultura un “culturame”, gli alfabetizzati dei “radical chic” e gli scolarizzati dei “professoroni”, mi chiedo che cosa gli stia succedendo. Temo per lui, visto che le piazze non amano i richiami “libreschi”. Speriamo che Salvini non stia poco bene. Lo vedremo presto. Se comincia a “citare” anche Aldous Huxley, vuol dire che ha proprio dei problemi e che dovrebbe prendersi una vacanza, prima magari di mettersi a “citare” pure Philip Dick.
      Perché sono queste le tre citazioni di prammatica per dire “dove andremo a finire”, come un buon politico “che va tra la gente” dovrebbe limitarsi a dire al “popolo”, senza troppi “paroloni”.

  • Trattandosi di una Commissione palesemente censoria, tutte le voci fuori dal coro e chiunque abbia letto Orwell si sono riferiti (e continuano a farlo) al Ministero dell’Amore. Quello di Livio non era certo uno scoop. A parte questo, comunque, veniamo al sodo.
    1) dove sarebbero state scritte le ingiurie alla Segre, visto che la signora non ha profili social ne’ siti dedicati? 2) cosa esattamente le e’ stato detto? 3} perche’ non ha querelato gli scemi di turno come fanno tutti gli altri suoi colleghi che quotidianamente vengono insultati via social, o via carta stampata? I conti non tornato in questa storia, e’ evidente.

  • Che diffidenza ragazza mia. Li vuoi uno per uno o ti basta che ti ricordi che il web è pieno di siti antisemiti, di estrema destra e di imbecilli, il più delle volte nascosti dall’anonimato? Forse l’Osservatorio, di cui ho già parlato, questi dati li ha raccolti proprio facendo ricognizione in quei siti e poi magari trasmettendoli alla Prefettura di Milano. Oltretutto Osservatorio e Prefettura stanno lavorando e indagando non da oggi. Questo lavoro è iniziato nel 2018. Non è necessario avere facebook o Istagram per collezionare insulti, ma evidentemente tu non ci arrivi.

  • Li voglio uno per uno, grazie.
    Il web e’ pieno di insulti in generale, il fatto non fa notizia. Ma non scherza neanche la Repubblica (delle banane) che a firma Merlo (di nome e di fatto) ha pubblicato oscenità irreperibil nei confronti della Meloni, la quale, senza bisogno di Commissioni censorie, ha fatto la sola cosa da fare in queste circostante: querelare. Ti informo, ad ogni modo, che la polizia postale ci mette 5 minuti a scoprire di chi e’ un account.
    Scopro ora, ascoltando il Tg, che la genialata della scorta alla Segre e’ un parto della coppia Beppe Sala – prefetto di Milano. Ma povera donna, dopo tutto quello che ha passato le mancava giusto di essere trascinata in una melma del genere da politicanti in fase terminale che non sanno piu’ a chi/cosa attaccarsi.

  • L’antisemitismo esiste, è in aumento, trova avallo indiretto anche in certe posizioni identitarie e populiste e passa attraverso argomentazioni più o meno riduzioniste se non anche negazioniste. Tuttavia, ha origini e livelli di pericolosità molto differenti, anche a seconda delle varie nazioni in cui si sta sviluppando, in Europa e nel resto del mondo.
    In Italia, rispetto a quanto succede in Germania, l’antisemitismo di matrice “fascista”, pubblicamente conclamato da un numero ridotto di militanti aventi scolarità, carriera professionale, ceto e censo mediamente mediocri, è molto meno pericoloso dell’antisemitismo di matrice islamica, economicamente ben foraggiato e alimentato da una rete ormai stabile di centri operativi e di connivenze politiche.
    Di conseguenza, se la Commissione si focalizzerà sul problema reale, quello islamico, bene. Se si focalizzerà sul problema meno reale, quello dell’attuale “fascismo” da operetta, male. Non dico che questa Commissione farà danni contro la libertà e i diritti civili. Dico che in Italia le Commissioni, nel migliore dei casi, non servono a niente. Tra poco cadrà il cinquantesimo anniversario di piazza Fontana, un esempio del funzionamento di certe Commissioni in Italia.
    Il punto essenziale è un altro. Facendo Commissioni simili, che riguardano anche opinioni, pareri e punti di vista, presto rischieremo di trovarci, per par condicio, anche una Commissione a tutela proprio degli antisemiti islamici dai quali invece dovremmo tutelarci noialtri. Con apparente pacificità e mitezza, contesteranno così le nostre reazioni ai loro tentativi di introdurre in Italia sacche sociali e ambiti territoriali retti dai dettati islamici e dalla sharia. Come è avvenuto in Francia e in Inghilterra, contrabbandandosi per vittime, lanceranno alti lai e, con discorsi apparentemente concilianti e benevolenti, riusciranno a “commissionarci” ogni volta che avremo da ridire sulle loro attività contrarie al nostro ordinamento. Ci imbavaglieremo da soli, invece di mettere il bavaglio, le manette e le sbarre ai fanatici intolleranti della religione, camuffati da tolleranti panciafichisti interreligiosi.
    Non è un discorso antisemita, anzi, direi quasi sionista. Infatti i sionisti contano su loro stessi, non sulle Commissioni dei paesi stranieri, visto anche come è andata a finire con le Commissioni europee istituite in loro difesa prima dell’ultima guerra.

    • Mamma mia, che brutta parola “sionisti”. Ricordo, caso mai qualcuno l’avesse dimenticato, che gli Ebrei vivevano in pace con i Palestinesi, prima che avanzasse il progetto sionista di annettere la Palestina a Israele. Oggi il nemico Numero Uno di questi soggetti è l’Iran, ma prima ancora lo sono stati Iraq, Yemen, Libia. E per fortuna in Siria è intervenuta la Russia, altrimenti il casus belli per attaccarla si sarebbe trovato di sicuro. La perversa spirale di violenza innescata qualche decennio fa in Medioriente è opera loro e si chiama “Piano Kivunim”, o “Piano Yinon”, che è lo stesso. Si vedrà prossimamente su questo schermo se le persone normali d’Israele riusciranno a prevalere sui sionisti, o se avverrà il contrario. Per il momento, mi sembra che siano in alto mare. Anzi, in pieno deserto.

  • Ecco un esempio di possibile applicazione di una Commissione sulle opinioni, nei confronti di chi ne esprime una non condivisa.
    La locuzione “brutta parola” è l’anticamera dell’accusa di “hate speech”, un classico che già in Francia, Inghilterra e in molti altri paesi europei a forte immigrazione di un certo genere si manifesta (magari invece di “mamma mia” invocano chi sappiamo).
    Fermo restando che il mio commento era solo per chiarire che non sono un antisemita, nulla di più, non so se è più brutta la parola “sionista” o se siano più brutti gli innumerevoli, efferati, terroristici attentati compiuti da quegli altri, spesso protetti dalla Russia, da così tanto tempo.
    Ma così andremmo fuori tema, visto che qui si parla di Liliana Segre.
    Per cui, mi limito a confermare la pericolosità di Commissioni d’opinione, visto che sappiamo tutti molto bene quanto poco queste siano portate, dopo un po’ di tempo, a tutelare le anziane signore scampate ai lager, magari alquanto strumentalizzate da qualche politico in debito d’ossigeno, e si risolvano invece a tutelare proprio certi fanatici camuffati da vittime, abilissimi a rivoltare la frittata, “commissionando” o quanto meno censurando pubblicamente quelli che avrebbero invece dovuto “commissionarli” per tempo.
    Rita, la “pace” riservata al popolo ebreo da parte delle altre popolazioni in quella parte del mondo, non solo nell’ultimo secolo ma anche risalendo ben più addietro, è stata sotto gli occhi di tutti da sempre e le aggressioni e i massacri sono cominciati ben prima della nascita dello Stato di Israele settant’anni fa.
    Ma, ripeto, chiudo per evitare il fuori tema, anche perché tanto i sionisti contano, più che sulle Commissioni dei gigini e dei montalbani, su Tsahal.

    • Per “tutelare le anziane signore scampate ai lager” basta il buon senso e l’applicazione delle leggi vigenti, non c’è bisogno di una Commissione parlamentare che andando a caccia di presunti fascisti (modello “er Brasile” e fauna romana similare) ignora volutamente i terroristi islamici. Sulla pericolosità dei Tribunali d’Opinione sono perfettamente d’accordo, disapprovo infatti le chiusure ormai quotidiane di pagine social e siti giudicati “negativi” dai grandi del web, che decidono il bello e il cattivo tempo in termini di pensiero (si fa per dire) e idee, oltre a stampare moneta.
      Sul resto hai ragione, Pietro, andremmo clamorosamente fuori tema. E’ noto che i due grandi supporter della nascita dello stato ebraico furono USA e URSS. I primi “giocavano in casa”, contando al loro interno del più alto numero di famiglie ebree abbienti, per non dire decisamente milionarie, mentre per i russi valgono le parole dette in seguito da Stalin, sicuro del fatto che Israele sarebbe stato per sempre una spina nel fianco per i rapporti tra Occidente e mondo arabo. La lungimiranza, a quei tempi, era la cifra distintiva dei politici, buoni o cattivi che fossero.

  • A proposito di odio, di muri, di razzismi reali o mascherati, di miserie mentali, d’ignoranza, domani, 10 novembre si conclude a Milano il “JazzMi”, quarta edizione, un festival di musiche, soprattutto jazz, di livello inferiore in Italia, soltanto a Umbria Jazz, lo storico festival estivo sparso fra vari luoghi dell’Umbria.
    A Milano più di centrotrenta concerti, incontri, lezioni, films, mostre, tra cui non pochi gratuiti, dai teatri, i conservatori, cafè, librerie, sedi di banche, musei, dalle periferie al centro città. Per chi ha passione, interesse, curiosità una manifestazione di grande qualità. Herbie Hancock, John McLaughin, Stefano Bollani, Paolo Fresu, Fabrizio Bosso, Rossana Casale,Nubya Garcia, Charles Mingus, Archie Sheep, Enrico Intra, e tanti altri, anche giovani gruppi, di spessore, qualità, tra cui la band vincitrice del concorso giovani a Umbria Jazz. L’ho ascoltata ieri sera alla Triennale, in una magnifica piccola sala, ammassata da duecento giovani. Mercoledì 6, all’Auditorium universitario della IULM, una sala da oltre mille posti, vista per la prima volta (che bella sala), ho assistito a un concerto carico di emozioni, la “Missa di Alcacuz”, di un compositore lusitano, con una corale di sessanta elementi provenienti da San Paolo, Brasile, otto strumentisti, e un fisarmonicista che ha fatto spellare le mani ai circa quattrocento del pubblico. Prima di questa corale, ha parlato Quirino Principe, forse il massimo musicologo italiano vivente, un signore di oltre ottant’anni, con l’energia di un quarantenne. Dieci minuti di lezione di musica, intensa, coraggiosa. La musica, ha spiegato Quirino Principe non è mai razzista, mai alza i muri, ma li trapassa sempre; la musica d’oggi è sempre contaminata, un crogiuolo di suoni, sempre mescolata, e questo è una vera ricchezza, perchè un musicista vero non ha confini, nè mentali, nè musicali. La “Messa di Alcacuz”,Missa di Alcacuz, luogo del Brasile ricco di musica, è stato musicato anche come atto di protesta contro certi capi di governo, come il presidente Bolsonaro, contro la deriva che stiamo attraversando, il populismo ignorante, il sovranismo minaccioso che avvelena l’aria. La musica può essere anche fede laica, riuscire a laicizzare la religione, spogliarla di certe tentazioni fanatiche che affliggono tutte le religioni. Il guaio, dice Quirino Principe, ma non mi aspetto che voi del pubblico condividete il mio pensiero, è che le religioni sono contro, sono, in verità un ostacolo alla civiltà. Alla fine del concerto, un gran bel concerto, ho voluto andare da Quirino Principe e gli ho stretto la mano, l’ho ringraziato, per la sua lezione irriverente. Un uomo piccoletto, con una giacca d’altri tempi che gli stava troppo lunga, vecchie scarpe, ma un entusiasmo, passione civile, una curiosità ammirevole per la buona musica. Che la vita lo conservi ancora a lungo. Di persone così ne sento il bisogno come l’aria che respiro.
    E lunedì 11 novembre, sempre a Milano comincia il “Milano Book City”, con molti incontri di letteratura, per tutti i gusti.

    • Visto che ormai siamo andati clamorosamente fuori tema e che lei, signor Pasini, cita la rassegna “Milano Book City”, la informo, caso mai quel giorno fosse in giro per il capoluogo, che ci sarò anch’io con il mio romanzo “Il viaggio di Emma” che con dicembre finirò di promuovere “in tour”, perché poi ci sarà qualcosa di nuovo. Appuntamento domenica 17 novembre alle ore 11:00, SIAM Biblioteca, via Santa Maria 18.
      Ci sarà con me “the president”, Adriano Tango, quindi le consiglio di non perdersi lo spettacolo.

  • Nel villaggio globale il pensiero è globale, il cibo è globale, la sotto-cultura è globale, la finanza è globale e naturalmente la politica che la serve parla il linguaggio globale. Così si è espresso ieri sera il premier Sanchez dopo la quarta elezione in quattro anni (beati loro!!!): “Il Psoe ha vinto le elezioni. Il nostro progetto è formare un governo progressista stabile, faccio appello a tutte le forze politiche escluse quelle che predicano l’odio“.
    Ormai s’è capito chiaramente che “gli odiatori” sono quelli che la pensano in modo diverso.
    Il riferimento di Sanchez era a Vox, partito sovranista, secondo la consueta narrazione globale del Pensiero Sinistro, anch’esso globale. E ci mancherebbe. Sembra comunque di capire che nemmeno questa volta la Spagna avrà un governo perché nessuno ha ottenuto la maggioranza. I socialisti perdono 3 seggi, qualcosa acquistano i popolari, Vox addirittura raddoppia, malissimo Podemos e Ciudadanos.
    La storia “dell’odio” continua.
    C’è da dire che l’uomo contemporaneo manca totalmente di creatività e fantasia.

  • Proprio vero che il tempo è galantuomo. Rivelano i dati dell’”Osservatorio sull’Antisemitismo italiano” che la Segre non ha mai ricevuto via-social 200 insulti al giorno, come sostenuto dal giornale-ciofeca “La Repubblica”, ma in tutto l’anno 2018 gliene sarebbero arrivati circa 197. Molti meno di quelli ricevuti ordinariamente da Meloni e Salvini (che in più è destinatario anche delle pallottole di qualche squilibrato), meno anche di altri volti noti di origine ebraica quali Gad Lerner, Parenzo, Mentana, Fiano, eccetera.
    In compenso, com’era prevedibile, se prima della crociata farneticante di “Repubblica” la maggioranza del popolo-social neanche l’aveva mai sentita nominare, adesso i commenti poco benevoli a lei rivolti sono aumentati perché, come si sa, la mamma dei cretini è sempre incinta.
    Tutto questo fa parte di una precisa strategia di hatebaiting?
    Ognuno si risponda come vuole.
    Personalmente, quando si parla di scimmie livide di rabbia e di odiatori seriali, so bene da che parte guardare.

    https://www.youtube.com/watch?v=cENq9plamhw
    https://www.youtube.com/watch?v=3LhWp3tPxJc

  • Riprendo in sede propria il tema commissione straordinaria per il contrasto eccetera, rispondendo in particolare al commento di Rita delle 18,25 in altro ambito.
    Non conoscevo le recenti affermazioni di Eleonora De Majo. Mi sembrano gravi. Ero rimasto alla piazzata di gennaio al porto, con Insurgencia.
    Forse la nuova commissione dovrebbe cominciare a indagare su questa pupilla del sindaco piacione. Tra le due, viva la Segre.
    Ecco un altro esempio di sinistre diverse.
    Alcuni autonomi e anarchici torinesi sono andati a combattere coi curdi contro i banditi dell’ISIS.
    A Napoli le cose stanno ben diversamente.
    Salvini, svelto come un gatto, ci si è buttato subito, ovviamente. Piatto ricco, mi ci ficco.
    Un’altra occasione ghiotta, un’altra maldestra facitrice delle fortune mediatiche salviniane.
    La lista dei benefattori politici di Salvini si allunga.

    • …..qui, nel “buffo stivale” la parola d’ordine ( “for ever” temo!) è “ARRIDATECE ER PUZZONE” !
      Lo “schema” è:
      1) buttarsi a pesce sull’imbonitore
      2) buttarlo nel cesso (si fa per dire neh!) senza pietà quando ….proprio proprio le combina troppo grosse
      3) rimpiangerlo a calde lacrime perchè l’imbonitore successivo si rivela peggio di quello prima!
      …. e i mandolini, continuino a suonare, comunque !

  • Anch’io riprendo interventi di altri. Mi riferisco all’intervista a Luzzato Voghera, citata da Marino in Brancaleone e comparsa su Repubblica di ieri per obiettare contro la faciloneria di alcuni che definiscono il giornale citato come ciofeca. L’intervista è di ieri e non ci vuole niente per ritrovarla. Riporto pari pari il passo per me più significativo, soprattutto per smentire semplicistici commenti pari a quelli che sono comparsi in questi giorni in Internet, e qui, dettati solo dall’odio antisemita, senza girarci troppo intorno. Domanda: “Repubblica” ha dato notizia degli insulti e dalle minacce verso Liliana Segre, ma su Internet è stato detto, senza alcun titolo, che in realtà gli attacchi di antisemitismo sono solo 197 all’anno. Come stanno le cose? Risposta: ” Chi ha detto questo ha mischiato pere e mele. I 197 atti riguardano le denunce di episodi da parte di persone, mentre l’osservatorio che collabora col ministero, dell’Interno,ed è certificato nelle metodologia di ricerca, si muove su tre filoni. Uno è il pregiudizio e l’11 per cento degli italiani, quindi tra i 6 e i 7 milioni, rispondono con giudizi negativi alle domande sugli ebrei. Poi abbiamo il monitoraggio di episodi fisici diciamo offline. Ed esiste anche il monitoraggio del web, e solo su twitter, nel 2019, abbiamo 15.196 tweet negativi nei confronti degli ebrei. I 197 episodi denunciati non hanno nulla a che fare con la valanga dei commenti in rete.” Alcuni di questi dati li aveva già riferiti Marino. Valuti chi legge cosa è ciofeca.
    P.s.: per chi non lo conoscesse Gadi Luzzato Voghera è il direttore del Centro di documentazione ebraica.
    Caro Pietro, non so se l’antisemitismo è soprattutto islamico.

    • Non produciamo fake nella fake, per favore. Se c’è qualcuno che sta mischiando le pere con le mele è proprio il foglio Repubblica, per il quale una semplice smentita sarebbe stata una sconfitta più onorevole. La “rettifica” dei 197 insulti all’anno (non alla Segre, ma agli ebrei in generale) è uscita dall’Osservatorio Antisemitismo gestito dall’UCEI. Hanno dichiarato il falso? E gli ebrei che si sono dissociati da questa tristissima operazione di palazzo, che dire di loro? Tutti pazzi? Chi entra nel calderone “ebrei”, e chi no? Dipende da chi/cosa votano?
      Credo comunque che per essere “un pacco” questa storia abbia già sortito fin troppi dibattiti (sul nulla). Pensiamo piuttosto alle cose serie, pensiamo all’acqua alta di Venezia, pensiamo ai 10mila esuberi dell’Ilva, a un Paese senza infrastrutture e de-industrializzato dove i negozi chiudono e l’artigianato è in agonia. Questi sono i temi, non le panzane di Repubblica raccolte dai disperati della politica.

  • “Pensiamo piuttosto alle cose serie, pensiamo all’acqua alta di Venezia, pensiamo ai 10mila esuberi dell’Ilva, a un Paese senza infrastrutture e de-industrializzato dove i negozi chiudono e l’artigianato è in agonia.” Vedremo un futuro governo di centro destra casa saprà fare. Il precedente governo ha fatto quota cento, reddito di cittadinanza e chiuso i port alle Ong. Grandi provvedimenti per il rilancio dell’economia.” Ma per piacere” lo dico io. E chi sarebbero invece gli ebrei che si sono dissociati?

    • Giudicheremo i fatti, quando ce ne saranno. Non vediamo l’ora!!! Per il momento stiamo solo facendo la conta dei danni.

  • Come avevano ragione gli Antichi quando dicevano che il tempo è galantuomo, ma come avevano ragione! Più passano le ore e i giorni, più la verità viene a galla. Segnalo intanto che da ieri l’articolo di “Dagospia” che insieme a “Termometro Politico” aveva smascherato per primo la fake di “Repubblica” è stato misteriosamente rimosso. Sparito. Non c’è più. Ma riassumiamo brevemente la storia della bufala d’autunno, giusto per non farci dare dei fessacchiotti un giorno dai nostri figli.
    FASE UNO. La farsa inizia con un articolo di “Repubblica” del 25 ottobre scorso a firma Pietro Colaprico in cui si dice testualmente “la senatrice a vita riceve 200 messaggi online di insulti al giorno”. La fonte non è chiara, ma qualche giorno dopo l’Osservatorio sull’Antisemitismo precisa che si tratta, in realtà, di 197 episodi di antisemitismo in un intero anno (di cui solo 133 sul web), non di 200 al giorno né ad personam.
    FASE DUE. Il numero di 200 insulti genera nel frattempo “l’onda emotiva” che giustifica “l’emergenza” dell’istituzione della cosiddetta “Commissione Segre” e della decisione plateale di dare una scorta alla senatrice.
    FASE TRE. Dopo due settimane di martirio mediatico (ai danni degli ascoltatori) il celebre cacciatore di bufale David Puente affronta la questione dell’evidente fake news di “Repubblica”, ma lo fa usando i guanti di velluto (non conviene a nessuno mettersi contro i poteri forti). Il titolo di “Open” non osa neppure parlare di bufala o fake news, ma usa il termine “fattoide”. Testualmente dalla Treccani: “Notizia priva di fondamento, ma diffusa e amplificata dai mezzi di comunicazione di massa al punto da essere percepita come vera“. Quindi, in soldoni, una fake news in piena regola. Si dichiara in compenso (dopo aver visionato un ulteriore “rapporto riservato”) che “la notizia dei 200 insulti al giorno alla Segre è stata inventata di sana pianta da Colaprico.”
    FASE QUATTRO. I giornalisti del quotidiano fondato da Mentana chiamano direttamente l’Osservatorio sull’Antisemitismo per capire la questione del numero degli insulti. La risposta (neanche a loro conviene mettersi contro i poteri forti) è a dir poco vaga: l’Osservatorio sostanzialmente dice che gli insulti non si possono contare, spiegando che un “singolo episodio di antisemitismo può virtualmente generare centinaia di commenti”. Quindi di cosa si sta parlando, di “insulti veri”, di “commenti all’insulto”, o di proiezioni?
    FASE CINQUE. A sorpresa il dato dei 200 insulti al giorno viene rilanciato dallo stesso Osservatorio sull’Antisemitismo che riporta come fonte “Repubblica”!!! Ma come, la fonte di “Repubblica” non era l’Osservatorio?! Il povero spettatore ne deduce di essere in presenza di un mostro di notizie false che si autoalimenta.
    FASE SEI. “Repubblica” prova a controbattere alla valanga di sfottò con un nuovo articolo di conferma dei 200 insulti al giorno pubblicando un comunicato ad hoc (ma sempre vago) dell’Osservatorio sull’Antisemitismo. La pezza si rivela però peggiore del buco, perché la confusione è totale.
    CONCLUSIONE. La “Commissione Segre” è stata istituita sull’onda emotiva generata da un articolo di “Repubblica” che riportava numeri fasulli, basati su un rapporto di un Osservatorio di parte, che dichiara candidamente che “gli insulti non si possono contare” (tutti, infatti, ci chiedevamo come avessero fatto) e dove gli eccessi maggiori si sarebbero comunque riscontrati nei commenti sui social network in cui spesso le critiche non sono nemmeno connesse all’”odio razziale” ma sono sproloqui fini a stessi.
    ERGO: 1) in Italia non c’e’ nessuna emergenza antisemita; 2) vogliono farci passare per scemi; 3) meno male che c’è internet.

  • No, non ci faremo dare dei fessacchiotti dai nostri figli. In verità, e per onestà intellettuale, anch’io ho avuto subito dei dubbi sulla ricostruzione per alcune incongruenze di Repubblica, che sarebbe corretto che correggesse il tiro, cosa che non sta facendo. In tutti i casi, anche ridimensionando le notizie e restituendo un po’ di verità, io credo che comunque non sarebbe stata scoperta l’acqua calda. L’antisemitismo nei secoli, se non millenni è sempre esistito, e sarebbe un vero miracolo se la nostra epoca ne fosse immune. Anche perchè analizzando bene si potrebbero trovare corrispettivi tra questo momento storico e altri periodi che ci hanno preceduto, poi conclusosi sappiamo tutti come. E anche ridimensionando tutte e informazioni, io credo che non debbano essere sottovalutati alcuni episodi, o semplici commenti in rete, che inevitabilmente qualche verità la documentano. Rita, vorrei anche ricordarti, tornando ai fessacchiotti, che durante la nascita del fascismo in Italia da subito ci furono antifascisti e non credo proprio che i loro figli abbiano poi apostrofato i loro padri con tali epiteti.

    • Scusa ma tu, come me e come tutti, non hai studiato a scuola che la Storia gira in senso verticale e spiraliforme per cui non torna mai sui suoi passi? Come puoi non renderti conto che la filastrocca dei “corrispettivi tra questo momento storico e altri periodi” non funziona, né ha mai funzionato? Ancora non hai capito (visto che insisti) che al presunto spauracchio del “ocio, che ritorna nonno Mussolini” non ci crede nessuno, a maggior ragione i giovani? Ti rendi conto che enfatizzi “i commenti in rete” perché tu in rete non ci sei, quindi parli per sentito dire?
      Continuando a discutere sul nulla – perché di questo parla Repubblica, del nulla – sembra di partecipare a una conversazione tra terrestri e marziani. Mentre c’è una manovra-ciofeca in cantiere, mezza Italia sommersa dall’acqua, 10mila dipendenti Ilva e indotto che rimarranno senza lavoro nei prossimi mesi, il commercio in agonia con serrande abbassate in tutte le città, almeno due generazioni di giovani senza arte né parte da collocare. E nonostante tutto questo, il Pensiero Sinistro corre dietro a “er Brasile” non riuscendo a capire che sta ottenendo l’effetto contrario? Sarà sano di mente? Quando sento parlare i suoi rappresentanti, in effetti, ho l’impressione che no, non ci siamo.

  • Analisi sbagliata. Che in molti stiano auspicando una democrazia autoritaria è un dato di fatto. A me non piacerebbe proprio. Poi è ovvio che la Storia non si ripete mai tale e quale. Come è ovvio che molti credono di potere farne a meno, di studiarla intendo. Che poi basterebbe un bigino.

    • Personalmente ho dedicato, e sto dedicando assiduamente, ogni attimo della mia giornata alla comprensione della Storia, e devo dire che questa fatica mi viene ripagata puntualmente con una visione complessiva della realtà lontana da come viene raccontata. Da tempo immemorabile ho abbandonato “la storia dei libri di scuola”, creata appositamente per “forgiare le giovani menti”, e perciò molto polarizzata e solo vagamente veritiera. Per fortuna dalle fonti della memoria non smette di sgorgare l’acqua fresca e chiunque può berne un po’, a seconda della sua capacità di assimilazione, traendone ristoro e salute (mentale). Perché ricorrere al bigino, dunque, quando c’è da scoprire un mondo tutto diverso da quello che gli imbonitori ci hanno venduto?
      Nella “democrazia autoritaria” stiamo vivendo oggi, adesso, ciò che si auspica è semmai l’uscita dalla stessa. Una cosa che, ne sono sicura, avverrà nel modo più naturale possibile perché il ricambio fa parte del meccanismo in cui siamo inseriti. Il vecchio se ne va, il nuovo appare e gioca la sua partita, prima di andarsene a sua volta e lasciare il posto a qualcos’altro.

  • Non ho ancora letto il tuo ultimo commento, poi lo faccio, ma secondo te uno che nella foga da spiaggia chiede pieni poteri tu come lo definisci? Accaldato, vittima di in colpo di sole, alticcio per i drink del Papetee, eccitato per tanta folla?

    • Le solite baggianate da Repubblica & Pensiero Sinistro che, non avendo argomenti né idee, quando non sanno più che pesci pigliare s’attaccano al mojito, diventato a sua volta un boomerang come tutte le altre fake di regime. A me interessano i fatti, sinceramente, e i fatti dicono che oggi al governo dell’Italia c’è una squinternata coalizione di minoranza che NON rappresenta gli italiani. Se questa è la “democrazia”, alla larga!!! Prima che ignoranza, incompetenza, pressapochismo e brama di poltrone ci rovinino definitivamente.

  • Bell’entusiamo il tuo Rita, traspare la convinzione di far parte di un momento positivo di cambiamento, e ciò è bello.
    Francamente (ops!) non riesco a comprenedere come tu possa coniugare tanta positività ( che ti proviene “….dalle fonti della memoria -dalle quali- non smette di sgorgare l’acqua fresca….) con le nefandezze che ci è dato vivere e che, soprattutto , ne fanno delineare addirittura di peggiori per il futuro.
    Personalmente, continuo a dedicare le mie energie avendo come obiettivo la realizzazione di una “Democrazia Autorevole”, che si trova proprio agli antipodi della “Democrazia Autoritaria” alle viste!
    Qui mi pare che ….. lacqua che sgorga (si, in modo più che abbondante) sia purtroppo di ben altra natura anche e soprattutto …. fuor di metafora!

    • Quando si sta per morire asfissiati, caro Franco, aprire la finestra è di vitale importanza. Cambiare aria sarà salutare per tutti, chi vivrà vedrà. Sulla Storia invece non vado oltre, questo è pur sempre un blog, non posso né voglio tediare il prossimo con discorsi complicati e disquisizioni che partono dalla notte dei tempi. Mi limito a dire che, come sempre, tutto procede secondo una logica. Non c’è proprio niente da inventare.

  • Caro Piero Carelli e gentili lettori. Ho citato Wlodek Goldkorn, scrittore ebreo polacco e il suo “Il bambino nella neve” (ed.Einaudi), perchè quel libro è denso di cose, riflessioni, incontri con la letteratura ebraica di ieri e di oggi, Israele e i Territori occupati, la diaspora, la Shoah, il sovranismo, il nazionalismo. Goldkorn vive da tempo in Italia, scrive molto bene in italiano, parla oltre il polacco e la nostra lingua, il francese, il russo, l’inglese e il tedesco. Se i sovranisti di oggi, parlassero più lingue, e molti di loro non frequentano volentieri lingue e culture altrui, forse o probabilmente sarebbero più tolleranti, e meno sovranisti. Senza la letteratura, la cultura ebraica, il mondo occidentale sarebbe senza una gamba, anzi senza entrambe le gambe. Ci sono letture che giudico importanti, se non fondamentali: è la mia opinione, e non pretende di essere nient’altro che un parere personale. Lo storico delle religioni Olivier Roy in un suo libro “L’Europa è ancora cristiana?” (ed.Feltrinelli) ricorda gli anni del disprezzo dei cattolici, dei protestanti verso gli ebrei, E ciò è avvenuto almeno fino al Concilio Vaticano II, quando i cattolici tolsero di mezzo la preghiera “Oremus et pro perfidis judaeis” (Preghiamo anche per i perfidi ebrei). Dello scrittore francese Olivier Roy consiglio anche “La santa ignoranza”, che accenna anche delle nuove teorie sovraniste, che sbandierano la religione cristiana come identità, (il rosario come simbolo, non importa se mai recitato), il tradizionalismo culturale anche senzaDio, senza la fede, snobbando la Messa, le domeniche. Del rapporto fra le chiese cristiane e l’ebraismo ne parlano diffusamente John Cornwell e Samuel Jonah Goldhaben, tradotti in italiano e pubblicati da Garzanti e Mondadori. La narrativa ebraica è patrimonio dell’umanità, dell?Occidente.Di ieri e di oggi. Abraham B. Yehoshua, David Grossman, i due Singer: Israel J. Singer “I fratelli Ashkenazi”, e Isaac Bashevis Singer, soprattutto “Shadows on the Hudson” (Ombre sull’Hudson); e su tutti Amos Oz, deceduto di recente e autore di due capolavori: “Una storia d’amore e di tenebra” e “Contro il fanatismo”, quest’ultimo che andrebbe letto nelle scuole, israeliane, arabe, italiane; e i sovranisti dovrebbero tenerlo sul comodino “da fianc a l’utumana”, vicino al divanetto dove fanno la pennichella, o dove dormono. Questi signori, sovranisti e populisti, dovrebbero leggere Primo Levi, tutto Primo Levi, romanzi, racconti, poesie, interviste, la sua vita. Chi non ha letto Primo Levi cammina senza gambe, e la testa ce l’ha, solo perchè è attaccata al collo. Non è mai troppo tardi per cominciare. Per recuperare il tempo perduto.
    I negazionisti dell’Olocausto ci sono e non sono pochi. Esistono anche i negazionisti di sinistra. Nel maggio 1990, il regista francese Claude Autant-Lara, in un’intervista al giornale “Le Globe” disse che l’Olocausto è una leggenda riempita di bugie e la Francia è dominata dagli ebrei cosmopoliti. l negazionisti, in genere tacciono in pubblico, per strategie, per evitare fastidi, dicono in fretta il contrario, ma l’argomento li infastidisce. Lo racconta bene Valentina Pisanty in “L’irritante questione delle camere a gas”. Poi ci sono quelli che non sono negazionisti sull’Olocausto, ma non sopportano l’argomento, come Vittorio Feltri, che nel programma “La zanzara”, Radio 24, ha detto: “Gli ebrei? Sono decenni che rompono i coglioni con la Shoah. Ma basta. Non se ne può piu'” Quello che ha detto Feltri (febbraio 2019) lo pensano, ritengo, non pochi suoi lettori. E pensare che un giorno, diversi anni fa, scrissi un articolo-lettera e la inviai a “L’Indipendente” quotidiano nordista, diretto da Vittorio Feltri, vice Maurizio Belpietro.Prima parte.Continua

    • Seconda parte. La mia lettera-articolo piacque molto a Vittorio Feltri. Disse che era senza salamelecchi. Un suo segretario di redazione mi telefonò, chiese se ero intenzionato a collaborare con “L’Indipendente”, se ero disponibile, visto che sembravo interessato, a provare come praticante di redazione, ma prima di questo voleva vedermi, e parlarci su. Allora ero un contabile incapace sui conti, i profitti e le perdite, la Partita Doppia, e avevo già cambiato più aziende. Perchè no, pensai; ero sorpreso, ma già mi frullava la testa. Allora Vittorio Feltri era apprezzato da chi poi non vuol nemmeno sentirlo nominare, Giorgio Bocca, per esempio; Feltri l’irriverente, senza partito, un Montanelli più ruvido, meno elegante, meno sontuoso, ma veniva dalla sinistra socialista di Signorile; era stato inviato regionale per “Il Corriere della Sera”; diretto “L’Europeo”, con capacità, qualità. E aveva il merito di “Affittopoli”, una gran bella inchiesta sui privilegiati di sinistra che tenevano case di proprietà di enti pubblici, pagando affitti irrisori. E qui, i giornali di sinistra avevano dormito, alla grande. Il colloquio di una buona mezz’ora lo feci con Belpietro, un uomo elegante, gentile, dall’aria perfettina (così mi sembrò); in realtà mi parlò per non più di cinque minuti, perchè dovette, di fronte a me, calmare al telefono (da tavolo) l’ira di Massimo Fini (un cronista stravagante, che piaceva a Montanelli) che urlava con la sua erre moscia, per un editoriale di un’altro collaboratore de “L’Indipendente” Giampiero Mughini . Dissi, quel poco che son riuscito a dire, la mia idea di giornalismo, i miei riferimenti, i maestri di pensiero: Norberto Bobbio, Franco Venturi, Vittorio Foa, Giorgio Bocca, Corrado Stajano. Tornai a casa un pò stordito, confuso, speranzoso. Fu tutto un equivoco. La prova fu rinviata, poi annullata. Ripensandoci è stata una fortuna. Per me, e sarebbe stata una perdita di tempo per Vittorio Feltri. Meglio aver fatto quello che ho fatto, piuttosto che lavorare agli ordini redazionali di Vittorio Feltri, Belpietro e compagnia. Di quella delusione, oggi ne vado orgoglioso. Così la penso e questo scrivo.

    • “La Lega non ha in testa l’uscita dell’Italia dall’euro o dall’unione europea. Lo dico ancora meglio: l’euro è irreversibile.”

      Matteo Salvini 14 Ottobre 2019

      Forse dovremmo metterci d’accordo una volta per tutte su chi siano i sovranisti.
      Essendo il sottoscritto un vero sovranista (e non un sovranaro alla Salvini o alla Meloni), sono disponibile al confronto al fine di risolvere questo spiacevole equivoco semantico creato strumentalmente dai mass media asserviti alle lobby finaziarie e alla borghesie cotoniere (vedi il duo Bilderberg: Lilly Gruber-Beppe PennaBianca) per disorientare i cittadini.
      Distinti saluti.

  • CHAPEAU, Pasini Marino!

  • Da morir dal ridere (sempre per non piangere) associare Shoah, sovranismo, nazionalismo, razzismo e chi più ne ha più ne metta. Ma davvero qualcuno crede che i circa 40mila ebrei residenti in Italia votino Pd-M5s? Lo sa questa gente che la signora Segre è una fervente anti-europeista, né sembra d’accordo sull’immigrazionismo selvaggio promosso dalla coalizione che tenta di usarla come apripista politico? Sbagliandosi.
    https://www.youtube.com/watch?v=n0NE69qNKN0
    Non sarebbe meglio, ripeto, invece di stilare un improbabile compendio di letteratura ebraica che non c’entra nulla con il post in questione, ammettere, molto semplicemente, che la famigerata “Commissione” di psicopolizia è partita da una clamorosa fake del giornale “Repubblica”?
    Sbagliare è umano, solo perseverare diventa diabolico.
    https://www.youtube.com/watch?v=BrxvozBaP7I
    Non solo si sono inventati “il caso” ma anche “l’emergenza antisemitismo” in Italia.

    • Senta signora Rita R., lei è scatenata, parla di “psicopolizia”, non so con chi ce l’ha, forse è l’ebreo Soros che la fa infuriare, ma chi ha segnalato un aumento dell’antisemitismo, della preoccupazione degli ebrei che vivono in Italia (nonostante in Francia, Germania, Olanda la situazione è ben peggiore, e l’ho scritto), è il signor Gadi Luzzatto Voghera, che lei non conosce, è uno dei responsabili del Centro di Documentazione Ebraica di Milano. Ha detto: “L’antisemitismo non riguarda solo l’Italia, ma qui (in Italia) è diventato molto intenso”. Questa è l’ultima volta che le rispondo, la vita è breve, e con lei c’è da perdere il tempo, che è prezioso.

  • Da Teleticino? Mi sbaglio? Ma la storia di neutralità della Svizzera, voluta o meno dagli abitanti, non la porrebbe al di fuori da queste discussioni? Naturalmente gli Svizzeri sono liberissimi di dire la loro. Ma qualcuno più intelligente di me mi spieghi se partendo da ottiche diverse ( non hanno vissuto il nostro 900 ) possano essere credibili le argomentazioni di questi cioccolatai e orologiai e banchieri che addirittura deformano, se non stravolgono il pensiero della Segre ( l’ospite con la barba che non so se svizzero) che mi pare non argomenti in spirito sionista, ma semplicemente sia critica nei confronti di un’Unione che di fatto non ha mai decollato come molti avrebbero voluto. Sul problema immigrazione siamo d’accordo in tanti se diciamo che siamo stati lasciati soli. Liliana Segre non dice tout court, mi pare, cancelliamo l’Unione europea. Non facciamola passare per una stupida. Tutte le protezioni contro nazionalismi forti, coi rigurgiti della Storia ai quali si assiste spesso, credo che le verrebbero utili, o potrebbero. Rispetto al secondo video invece siamo arrivati in tanti alla conclusione che forse Repubblica qualcosa ha sbagliato, ma rispetto alla scorta io credo che compito di un Prefetto, che dipende dal Ministero dell’interno, sia proprio quello di difendere i suoi cittadini, anche solo da un fanatico, non necessariamente da una moltitudine di esaltati. In tutti i casi, qualora non si si rilevasse un pericolo reale, il Ministero ha facoltà di toglierle le scorte. Comunque rimango del parere che se anche la Segre non avesse subito attacchi diretti attraverso i social, non frequentandoli, questo non è un argomento spendibile. Di imbecilli, emuli di violenze o squilibrati è pieno il mondo.

  • Non ho capito cosa c’entra la Svizzera, ma non fa niente.
    Garantisco che l'”ospite con la barba” è genovese, lo conosco.

  • Teleticino, primo video, è una televisione svizzera.

    • E quindi? Siccome trasmettono dalla svizzera la fake di “Repubblica” non è una fake? Non capisco il senso di quello che dici. L’intervista di La7 alla Segre che viene da Roma, seguendo lo stesso filo, non dovrebbe andare bene per Milano, figurarsi per il Trentino Alto Adige. Siamo alla frutta, anzi al dessert.

  • Anzi, la prossima volta consulta anche teleungheria e teleturchia o telerussia.

  • Signor Mainetti, essendo per me il termine “sovranista” semanticamente negativo, oltre Salvini e Meloni, alla luce della Storia, vorrei saper da Lei come, in questo momento attuale, potrebbe essere salvifico per l’economia, la politica, le relazioni estere, i rapporti sociali, i diritti civili e via discorrendo. Io, il mio pensiero, europeista convinto, credo in questi anni di averlo espresso. Lei non è intervento con la mia assiduità e in genere i suoi commenti sono sempre stati diciamo parchi, stringati. Mi piacerebbe capirne di più. Grazie

    • Forse vale la pena di aprire un post dedicato. Lunedì ci penso, nel week-end sono impegnata con Book City. Anch’io come il signor Mainetti credo che il futuro dovra’ essere per forza di necessita’ sovranista (Ilva dimostra cosa succede quando si e’ mondialisti), e potrei magari dare il “la”.

    • Essere sovranisti (e non sovranari) significa riconoscere il ruolo centrale e primario dello Stato nella pianificazione dell’economia, nella creazione del lavoro e nella tutela dello stesso nonché nella redistribuzione della ricchezza.
      Tutte cosette prescritte dalla nostra Costituzione Repubblicana ed esplicitamente negate dai trattati europei. La nostra Costituzione Repubblicana, infatti, non prevede l’austerity né le privatizzazioni selvagge né tantomeno la cessione della sovranità economica. I trattati dell’unione europea non tutelano il lavoro né i salari, essi tutelano unicamente la stabilità dei prezzi e della moneta al fine di garantire le rendite finanziarie e le multinazionali.
      Come vede tutto ciò non è “semanticamente negativo” e non ha nulla a che vedere con il nazionalismo, razzismo, antisemismo e quant’altro. Questo discorso non ha nulla a che vedere anche con Salvini e la Meloni i quali NON SONO SOVRANISTI. Per loro stessa ammissione.
      Distinti saluti.

  • Magari con un po’ di concretezza e senza essere troppo ideologici.

    • Tipico pre-giudizio da Pensiero Sinistro.
      Il non-sinistro ancora non ha ancora aperto bocca, che già lo si etichetta.
      Che poi, parlare di ideologismo dal lato sinistro è tutto da ridere.
      Leggo intanto che il buon Mortadella si sta preparando a diventare Presidente della Repubblica e perciò tiene saggiamente (dal suo punto di vista) il piede in due scarpe. Secondo quanto riporta Gaynews.it, Prodi avrebbe dichiarato che “il fallimento della socialdemocrazia sarebbe da addebitarsi al fatto che molti degli ex elettori percepiscono che essa ha difeso le persone omosessuali e non gli operai”. All’evento era presente anche Piero Fassino, che si è dissociato. Ma Fassino non farà mai il Presidente della Repubblica.

  • Bene, vedo che già hai aperto le danze, “ideologiche”, e qui il pensiero destro già si legge, almeno quanto il sinistro. Brava.

  • Prima del post di Rita, vede signor Mainetti, proviamo a considerare casi come L’ex Ilva, e magari tra un po’ Piombino, o il caso Whirlpool. Domanda: uno Stato sovranista cosa potrebbe o avrebbe potuto fare fare? Non è che Lei fa riferimento ad un’economia che non esiste più? Magari mi si potrebbe obiettare che con stati sovrani lo strapotere delle multinazionali non esisterebbe e mai avrebbe preso piede, che però è tutto da dimostrare. In verità io non sono un esperto di regole di mercato ma ripeto quello che vado dicendo da anni : l’economia è sempre più forte della Politica. E tutto questo non si potrebbe azzerare, se non con un percorso rivoluzionario che sovvertirebbe tutte le leggi. Con questo non voglio dire che tutto questo mi va bene, ma in questo momento non vedo cambiamento possibile.
    “Essere sovranisti (e non sovranari) significa riconoscere il ruolo centrale e primario dello Stato nella pianificazione dell’economia, nella creazione del lavoro e nella tutela dello stesso nonché nella redistribuzione della ricchezza.” Dove mai è accaduto? Forse era l’auspicio di alcune dittatura comuniste, ma anche lì non so se si è mai realizzato. Insomma, da una dittatura dell’economia ad una della Politica. Guardi, non so,magari sbaglio.

    • Le faccio presente che fino alla fine degli anni ’80 l’IRI (cioè lo Stato) faceva il 60% della produzione industriale. Era l’IRI (cioè lo Stato) a fare la pianificazione industriale e proprio grazie all’IRI (cioè lo Stato) siamo usciti dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale e oggi, senza l’IRI (cioè lo Stato), tra le macerie torneremo. Scudo penale o meno.
      Distinti saluti.

    • “Forse era l’auspicio di alcune dittatura comuniste,” Dimenticavo, anche fasciste.

  • Quindi negli anni ’50, ’60, ’70 e ’80 abbiamo vissuto in una dittatura ?
    Francamente non me ne ero accorto.
    Chiedere allo Stato di fare la sua parte nella gestione dei processi economici, come prescritto dalla Costituzione (e proibito dai trattati europei), è una cosa da fascisti ?
    Sono basito dai suoi commenti.

  • Voleva essere una provocazione, lo riconosco. Però nell’ultima fase, prima della dismissione, l’Iri era un debito. Non so se oggi un’autarchia mussoliniana, l’Iri nacque in quel periodo, basterebbe a contrastare la concorrenza delle multinazionali. Ogni Paese per sé vietandole? Per questo sottolineavo l’atemporalità del suo commento. Pronto a rivedere le mie posizioni qualora Lei risultasse convincente, è ovvio, ma dubito molto.

  • “Con la crisi economica che si affaccia a metà degli anni ’70: la crisi petrolifera, la rottura del sistema dei cambi fissi, l’emergere dell’inflazione e una spesa pubblica fuori controllo, il modello delle partecipazioni statali comincia a vacillare, soprattutto rispetto ai problemi determinati dalle grandi sofferenze economiche finanziarie non solo dell’IRI , ma di tutti gli enti pubblici. L’industria italiana non si dimostra in grado di mettere in atto con tempestività i processi necessari per la ristrutturazione industriale e finanziaria, non riesce a reagire con prontezza al rinnovo della classe manageriale e a fronteggiare la concorrenza mondiale. L’industria pubblica in particolare si deve far carico di obiettivi sociali che impongono al suo management di perseguire finalità diverse da quelle dell’azionista. All’Iri vennero richiesti ingenti investimenti anche in periodi di crisi. L’Istituto e le sue aziende si finanziarono con l’indebitamento bancario, che negli anni settanta crebbe a livelli vertiginosi. http://www.archiviostoricoiri.it 5 Dal 1971 i risultati dell’IRI diventano negativi. La crescita degli investimenti, programmati già da molti anni e sproporzionati rispetto alla capacità di autofinanziamento, le gravi crisi nei settori della siderurgia e dell’impiantistica, il progressivo venire meno dei fondi di dotazione e le pesanti perdite, fanno esplodere l’indebitamento dell’Istituto. “
    http://www.maas.ccr.it/archivioiri/archivio/TestoIRI.pdf

  • Signor Mainetti, mi scusi se insisto, ma ormai da decenni, ai tre Poteri dello Stato, che sono nazionali, Europa a parte direbbe qualcuno, si è affiancato prepotentemente il quarto Potere che è quello dell’Economia, che non è nazionale, ma mondiale. Mai come ora nei secoli passati. Per questo ritengo che non siano i miei ragionamenti a non reggere, ma i Suoi.

    • Ottimo.

  • Amici cari, arisommessamente, mi dite checciazzecca questo interessante botta e risposta con il titolo di questo post? Cortesemente…..

  • Egregio capo redattore, quando mai un post non è finito fuori tema? Forse quelli che coinvolgono meno. Quindi abbi pazienza. Quando Rita, minacciosamente riproporrà il tema, come promesso, giuro che io rientrerò nei ranghi. Per ora accolgo lo stop. Grazie per lo spazientito richiamo.

  • Per nulla “spazientito”, Ivano, anzi! Quando cmq si dicono cose sensate e ragionate la “pazienza” nn ha limiti!
    Però, se ci si rende conto di essere andati totally fuori tema …..così per un minimo di ordine e coerenza, dai!

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