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CREMASCOLTA

Omaggio a Elio Chizzoli: una fattura poetica del 2003

– Riceviamo dal prof. Franco Gallo e volentieri pubblichiamo: La “fattura poetica” di questo pannello (vedi in calce documentazione fotografica), primo di 8 esemplari esposti come da numerazione sull’angolo in basso a destra, nasce da una delle tante idee-forza di Elio Chizzoli: la poesia come corrente che attraversa, spesso in forma carsica, le vie della

– Riceviamo dal prof. Franco Gallo e volentieri pubblichiamo:
La “fattura poetica” di questo pannello (vedi in calce documentazione fotografica), primo di 8 esemplari esposti come da numerazione sull’angolo in basso a destra, nasce da una delle tante idee-forza di Elio Chizzoli: la poesia come corrente che attraversa, spesso in forma carsica, le vie della città e assegna nomi autentici alle strade, presi dai versi dei poeti noti e meno noti che le abitano (1). Oppure, come alluso nell’immagine qui sotto che ètratta dall’iniziativa di Poesia A Strappo del Circolo Poetico Correnti svoltasi nel 1995, la poesia libera emozioni che riempiono le strade e restituiscono la vita alle città.

Solo un vivere impoetico e ingiusto sovrappone a questi nomi le convenzionali designazioni dello stradario; ma la vera Rue de la Poésie è énorme, e ciò perché il suo alveo deve contenere una forza superiore che è destinata a fare riemergere la natura originaria di un abitare sia poetico sia giusto (2).
Al centro del pannello sta dunque l’idea di una comunicazione tra i poeti che non si lascino isolare nella loro attività come ricercatori indipendenti, professionisti competitivi che mimano nella ricerca della perfezione la specializzazione operativa richiesta dal mercato; bensì, fratelli che comunicano all’interno di un sistema di comunicazione in cui tutte le vie del loro dimorare incrociano la rue énorme e si collegano. Poeti che non abitino all’indirizzo dove arrivano i loro contratti, ma dove si lasciano permeare dalla parola di tanti altri uomini innamorati della parola come loro. Strumento non solo metaforico del collegamento è la posta: uno speciale annullo filatelico del 6.9.2003, richiesto per l’occasione, è stampigliato su francobolli accuratamente scelti che celebrano il servizio civile.

L’iconografia del francobollo, del valore di € 0,62, vuole esprimere il valore sociale e morale del servizio civile; un signore anziano esprime a una giovane volontaria il suo ringraziamento donandole una gerbera arancione. Questo francobollo, ideato da Gianfranco Ieluzzo, ricevette il premio dei lettori della rivista filatelica “Il collezionista – Francobolli”, edita da Bolaffi, quale migliore francobollo dell’anno 2003; fu presentato pubblicamente il 25 febbraio 2003. Le buste che convergono nella parte centrale del pannello fanno massa, come sospinte dall’azione di due vettori, una busta che designa il mittente (Elio Chizzoli, nella sua veste poetica di elio & C., che abita in “via del mezzo del cammin di nostra vita”), e un francobollo della citata serie, raccordati da due timbri di Poesia A Strappo del 2003. Gli amici poeticamente radunati nel passeggio (o nella corsa?) in questa via della poesia sono (esattamente come Elio li designa e con le medesime idiosincrasie o sbadataggini ortografiche) Mariuccia Alberti, Alberto Mori, Diego Cappelli & Loana, Agostino Pirola Sky, Rita Remagnino, Mariangela Torrisi, Jean Mark Dennery, Bertol Brecht e Nicolo’ Falcetta. Ciascuno, a parte Brecht che vive in una terra ormai tutta poetica, risiede ad un indirizzo che era già riportato (quando?) in altra forma, corrispondente a un verso di una poesia sua o di sua diretta attinenza. Per esempio l’indirizzo di Dennery, storico e più vero di quello anagrafico, è un verso di una sua poesia. Quello di Alberto Mori è tratto da un suo verso di Altrove (raccolta del 1990 edita in proprio) (3). Entrambi raccolti da Elio Chizzoli nella sua opera principale tra le
poesie di amici. Elio unisce così amici di Correnti, autori coinvolti nel contesto del suo volume fermo non respiri…, idealità di riferimento in un grande macrotesto che suggerisce che la poesia, per chiunque ne faccia pratica convinta e a qualsiasi livello, non è un pretesto intellettualistico o un esercizio distratto, ma una forma di servizio che evoca, con le parole di Brecht, la strada in cui viviamo tutti, quella dove ogni creatura ha bisogno di ogni altra.

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(1) Cfr. F. GALLO (con la collaborazione di T. GUERINI), Poesia e poeti a Crema in età contemporanea: ipotesi e materiali per una fenomenologia, in “Insula Fulcheria”, XLVIII, 2019, pp. 97-175, qui p. 126.7
(2) Solo per segnalare una contiguità intellettuale e generazionale, ricordiamo l’importante mostra fotografica La poésie est dans la rue, a cura di M. GIACOMELLI, presso Spazio e Immagini, via Solferino 6/A, 40124 Bologna, 20.01-30.03. 2018.
(3) Cfr. ELIO & C. (Elio Chizzoli),
fermo non respiri —- respiri (poesie popolari) , stampa privata, Locatelli, Crema, 2001, p. 206 (per Dennery) e p. 221 (per Mori).

CREMASCOLTA

06 Nov 2019 in Cultura

5 commenti

Commenti

  • Crema, signora pudica che tanto ha atteso a mostrarsi a me sconosciuto, disattento in quegli anni, in altre imprese assorto, sempre con lo sguardo oltralpe, mentre tanto avrei potuto assorbire.

  • A Adriano Tango e agli amici di Cremascolta.
    Angelo Noce “postino” di Elio Chizzoli

    voi che avete sofferto
    andrete a chiedere posizioni
    celesti agli dei.
    frazioni di secondo
    costituiranno per i terreni
    centinaia di generazioni umane
    e ivi, vi resterete fino all’ultima
    quella che sarà immune — dal dolore.

    (da “Rumori di dentro” – Raccolta “Ferno, non respiri … respiri”).

  • Grazie, Angelo.
    Non sei solo il… postino di Elio, ma tu stesso sei un poeta.
    Non ho conosciuto se non tramite un libro di poesie (che mi hai fatto conoscere tu) Elio e mi è bastato per avere colto una comune tensione ideale, perfino una tensione religiosa: Elio in relazione alla figura di Cristo, tu con la tua religiosità laica.
    Una tensione che, purtroppo, sta scomparendo nel clima in cui ci troviamo a vivere.

  • Bella l’idea di una mappa delle parole…
    Aiuta l’obliterare del passar degli anni.

  • Mi sarebbe piaciuto molto, infatti, vivere in “via Gocce di Luna n°16”, là dove Elio mi ha collocata. Sento più “mia” questa indicazione di qualunque altra, e ovviamente Elio lo sapeva. Sarebbe bello proporre ai cremaschi di ri-collocare un numero “x” di amici strettissimi, non più di due o tre, in una “strada poetica” anziché nella via anonima in cui abitano. Si potrebbe bandire un concorso di idee, magari proprio in ricordo di quest’opera “prima”, e rimappare la città in una sorta di percorso dell’anima.

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