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GIORGIO CINCIRIPINI

Un App per andare in bagno: questo è un grande momento

  Italia è penalizzata da un noto e conclamato ‘digital divide’ ovvero ritardi nella informatizzazione della vita sociale, professionale, etc.   Siamo quindi lontani da queste interessanti e stimolanti esperienze….   Centinaia di scuole negli Stati Uniti hanno introdotto un’app chiamata e-Hallpass – che, secondo il Washington Post, vede alcuni genitori furiosi. In una scuola

 

Italia è penalizzata da un noto e conclamato ‘digital divide’ ovvero ritardi nella informatizzazione della vita sociale, professionale, etc.

 

Siamo quindi lontani da queste interessanti e stimolanti esperienze….

 

Centinaia di scuole negli Stati Uniti hanno introdotto un’app chiamata e-Hallpass – che, secondo il Washington Post, vede alcuni genitori furiosi.

In una scuola che utilizza e-Hallpass, uno studente invia una richiesta di uscita dall’aula tramite l’app. Il sistema rileva eventuali “bandiere rosse”, ad esempio richieste frequenti da parte dello stesso studente. L’insegnante sceglie quindi se approvare o meno la richiesta.

 

Se approvato lo studente può andare in bagno  a fare … la pipi’!

 

Ovviamente l’App controlla e i tempi e li memorizza … per il futuro.  Un warning arriva al Prof  se ci mette troppo …  la prostata ?  no, vista l’età …

 

 

 

Quando arriverà l’App ?

 

Ho la risposta: con il 5G!!!

GIORGIO CINCIRIPINI

08 Nov 2019 in informatica

6 commenti

Commenti

  • Mi sembra uno strumento di pratica utilità

  • In tema “app”, Attenzione/Attenzione: “lunedì 11 novembre alle 21.20 su Rai3: Guardarsi allo specchio è diventato complicato: potremmo non riconoscerci. Il nostro specchio, infatti, si è trasformato nello schermo di un telefonino e la “perfezione” è a portata di tocco. Cosa succede se costruiamo un’immagine social migliore della nostra immagine reale? Tutto passa attraverso un selfie: un semplice scatto per noi, oro che cola per le società che gestiscono le app di fotoritocco. Perché queste app chiedono di raccogliere i dati del nostro GPS, avere accesso alle nostre rubriche, gestire le nostre chiamate e poter modificare la priorità assegnata alle altre applicazioni installate sul telefono? Regaliamo quotidianamente l’accesso a questi dati e al nostro volto. Come vengono conservate queste informazioni? E perché?”

    • Potremmo non riconoscerci, con un App, uno specchio, una telecamera, anche per motivi semplici, e qui provo a spiegarmi. Frequento i “cessi”, anche con sapone liquido bio di vari gabinetti pubblici, blioteche, cafè, bistrot, locali, musei, eccetera, e non capisco come si possa, non provare vergogna quando non si c’entra la tazza del wc, succede a noi uomini, ma se succede non si provvede a pulire personalmente. Nell’azienda dove lavoravo, l’ultima, c’era una scritta,, essendo il bagno collettivo, che diceva questo:”si prega di fare centro e di non farla fuori dalla tazza”, consiglio utile e costruttivo, ma nonostante questo, noi uomini dimostravamo di non seguire il consiglio, la buona educazione. Non sempre si faceva centro, e mai si puliva. Poi, mi è capitato e mi capita vedere di peggio: pezzi di carta igenica abbandonati a terra, scritte sui muri, persone che non scaricano l’acqua; insomma, manca l’educazione base, che si dovrebbe insegnare già alle scuole elementari e aver imparato, comunque. Per non parlare dei fumatori (anch’io lo sono) che buttano i mozziconi a terra, o li schiacciano con il piede ritenendo di aver risolto il problema. Quanti fanno così? Un esercito di uomini e donne che non cercano un cestino che c’è quasi sempre, magari a venti metri, schiacciare il mozzicone e infilarlo, spento, nel cestino. Non è complicato. Eppure: pare sia troppo faticoso, una perdita di tempo cercare il cestino. Molti, e questo lo vedo tutti i giorni, si limitano a spegnere il mozzicone di fianco al cestino, e meno male che almeno questo viene fatto, ma lo abbandonano lì, insieme ad altri mucchi di mozziconi di sigarette, che se c’è un minimo colpo di vento i mozziconi finiscono sulla strada. Dare degli scemi a queste persone è ancora una gentilezza. Ci sono fior di convegni sul crowfunding, sull’economia circolare, sul sovranismo, su mille altre faccende, nessuna che insegna i cittadini come comportarsi civilmente quando entrano in un “cesso” pubblico, o come si getta un mozzicone di sigaretta senza dimostrare di essere un deficiente; cose minime elementari, che tutti dicono di saper fare, ma sono balle, e l’ho verificato tante e tante volte.

  • Scusate: biblioteche e non blioteche; centrare il wc e non c’entrare il wc.

  • Marino, tutte quelle piccole (?!?) cose, quei comportamenti che segnalano se fai parte di una comunità civilmente evoluta, oppure no.
    Per quanto riguarda il “buffo stivale”, in generale, propenderei senza esitazione per il NO!!!

  • La frase più .”.Saccente” che ho incontrato nei bagni…?
    “Ricordati di tirare lo sciacquone;chi entra dopo di te,
    te ne sarà grato”.

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