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GIORGIO CINCIRIPINI

L’Intelligenza Artificiale ci guarda e ci giudica…

  Vi suggerisco la lettura di questo articolo, un pò allarmistico, ma molto, molto vicino alla … realtĂ !     Artificial Intelligence Is Watching Our Every Move & Judging Us       …  un algoritmo del 2017 sviluppato a Stanford affermava di essere in grado di dire se una persona era gay. Anche se

 

Vi suggerisco la lettura di questo articolo, un pò allarmistico, ma molto, molto vicino alla … realtĂ !

 

 

Artificial Intelligence Is Watching Our Every Move & Judging Us

 

 

 

…  un algoritmo del 2017 sviluppato a Stanford affermava di essere in grado di dire se una persona era gay. Anche se non è preciso, alla fine verrĂ  utilizzato dai governi come strumento di persecuzione.

Immagina di sentirti dire che l’IA potrebbe dirti l’affiliazione politica e se approvare o meno il regime attuale o futuro. Il risultato sarebbe completo autoritarismo e schiavitĂą, indipendentemente da quale governo scelga di usarlo. E NON ne siamo al sicuro negli Stati Uniti.

Purtroppo, la maggior parte degli americani abbraccia l’IA a braccia aperte.

“Prendi questo tipo di tecnologia, alimentalo in un sistema di sorveglianza CCTV in tutta la cittĂ  e vai in un posto come l’Arabia Saudita dove essere gay è considerato un crimine”, afferma Lisa Talia Moretti, sociologa digitale. “Improvvisamente stai prelevando delle persone dalla strada e arrestandole perchĂ© sei gay perchĂ© lo ha detto il computer.”

 

La Cina ha anche abbracciato il riconoscimento facciale e la sorveglianza dell’IA.

L’industria dell’intelligenza artificiale ha prosperato grazie alla forte concorrenza e all’accesso senza rivali ai dati personali. L’ascesa dell’IA sta permettendo un piĂą stretto controllo da parte del governo di informazioni, parole e libertĂ .

Gli Stati Uniti non sono molto indietro. In alcune cittĂ  cinesi, il riconoscimento facciale viene utilizzato per catturare i criminali nei filmati di sorveglianza e per svergognare pubblicamente coloro che commettono reati minori. PiĂą preoccupante, l’IA viene utilizzata nello Xinjiang, una provincia della Cina occidentale, per perseguitare i musulmani. La Cina sta ora esportando la tecnologia, insieme ai principi della tecno-repressione, in paesi come Pakistan, Cambogia e Laos, attraverso la sua Belt and Road Initiative.

 

… dimenticavo … per ottenere queste prodezze tecnologiche occorre … il 5G!!!

GIORGIO CINCIRIPINI

03 Dic 2019 in SocietĂ 

3 commenti

Commenti

  • Peggio se permetti Giorgio, pqerchĂ© il G5 può far male, ma bruciare buona energia per idiozie no!
    In Giappone lo stesso servizio lo fa non l’IA, ma il cittadino. Il criminale è arrestato in pochissimo tempo grazie al riconoscimento faciale da parte dei concittadini. Il problema vero è quello dell’uso di categorie in giro per il mondo! Ma chi caspita è questo “gay”? Sempre la sindrome dei pelati Cirio. Parlavo alla Metro 1 con un cinese in Italia: si è prontamente disociato da tutto ciò, anzi, mi ha avvicinato per avere consigli su un quotidiano da cui apprendere sugli Italiani. Se lo faceva lì lo arrestavano (per l’abbordaggio o per la tematica? Questione di categorie). E purtroppo la metĂ  della mia famiglia di ritorno dalla Cina conferma tutto. Franco, tu reduce fresco, che dici?

    • A proposito di cinesi.
      La sapete l’ultima barzelletta sui cinesi? Riguarda i marmi di Elgin e si basa su una notizia recente. Ecco la barzelletta.
      I greci si lamentano con l’Europa perchĂ© hanno taroccato per anni bilanci e conti pubblici, hanno cercato di vendere all’Europa la suocera come se fosse BelĂ©n Rodriguez, sono stati beccati con le mani nel sacco e allora Varoufakis, uno della banda bassotti, dice a noi europei birbe birbe e noi gli facciamo la ola. I greci intanto chiedono aiuto ai cinesi, che è notorio aiutano sempre tutti gratis e si sa che quando Luca parla del buon samaritano si è solo dimenticato di dire che era cinese. Arrivano i cinesi, che dicono ai greci: niente paĂąla, vi aiutiamo noialtli. I greci allora dicono: bene, fuori la grana (non ci sono piĂą i greci di una volta: da Leonida a Varoufakis). E i cinesi, col gesto dell’ombrello: no, li moltacci vostli (l’originale cinese è un po’ diverso ma il concetto è quello), noi legaliamo solo la loba altlui, quindi vi lecupeliamo i malmi di Elgin al Blitish, tanto adesso dopo l’Aflica compliamo anche l’Eulopa.
      Che cosa c’è da ridere?
      Niente.

    • Ho voluto scherzarci un po’ su ma la notizia è grave. E irritante. Dopo aver comprato mezza Africa, i cinesi stanno facendo campagna acquisti anche in Europa. Naturalmente, il colonialismo si comincia dai paesi piĂą sfigati economicamente. Dopo la “via della seta” e altre simili prese in giro verso gli italiani guidati da chi sappiamo, adesso eccoli arrivare in Grecia.
      Premessa. Sappiamo tutti che i marmi del Partenone sono a Londra e quelli di Pergamo a Berlino. Tutti sappiamo che inglesi e tedeschi se li sono sgraffignati. Ma tutti sappiamo pure che fine avrebbero fatto se fossero rimasti dov’erano. Chi come me e come molti altri ha visto gli orrori urbanistici intorno e sin dentro l’acropoli di Atene (è un poco meglio nell’attuale Bergama, specie se si amano i gatti randagi), dopo le riflessioni sulle appartenenze archeologiche patriottiche, si sarà chiesto più concretamente se non sia stato un bene poter apprezzare ancora integre queste bellezze al British di Londra e al Pergamon di Berlino, dove tutto è valorizzato in maniera eccellente.
      Bene, veniamo ai cinesi.
      A metà novembre Xi Jinping va ad Atene per la sua campagna acquisti e incontra Prokopis Pavlopoulos, il presidente greco. Il quale fa il “piantino”, come si dice a Firenze, e chiede al capo di stato cinese di dargli una mano contro gli inglesi, per scippargli indietro i marmi presi da Thomas Bruce, conte di Elgin. Il cinese, che non c’azzecca per nulla con la questione archeologica anglo-greca ma ormai si sente il padrone di mezzo mondo, dichiara formalmente non solo che la perfida Albione eccetera eccetera, ma promette ufficialmente al Prokopis che gli “garantirà tutto il suo effettivo supporto” nell’impresa. Poi, ovviamente, incontra il premier greco Kyriakos Mitsotakis per trattare di trasporti, agricoltura, finanza e aumento dell’influenza cinese in Grecia.
      La voce del padrone (“the voice of the master”: il cane davanti al grammofono rischiamo di diventare noi) ormai si fa sentire, non solo in Africa ma anche in Europa.
      Non va bene.
      Giù le mani dall’Europa.

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