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ANNA ZANIBELLI

San Valentino: principi azzurri o cavernicoli digitali?

C’era una volta un Uomo: a costui un giorno piaceva una donna e quindi, con coraggio, decideva di compiere tutti i gesti e i passi necessari per corteggiare e conquistare questa donna. Semplice, no? Oggi, tra la moltitudine di uomini papabili, si distingue un esemplare sempre più diffuso: il cavernicolo digitale. Proprio l’estate scorsa, uno

C’era una volta un Uomo: a costui un giorno piaceva una donna e quindi, con coraggio, decideva di compiere tutti i gesti e i passi necessari per corteggiare e conquistare questa donna. Semplice, no?
Oggi, tra la moltitudine di uomini papabili, si distingue un esemplare sempre più diffuso: il cavernicolo digitale.
Proprio l’estate scorsa, uno di questi individui, è stato oggetto di analisi da parte del nostro quartetto di amiche e, in occasione di San Valentino, sono stata da loro sollecitata a elencarvi le sue “ straordinarie qualità”.
Anche al signor cavernicolo un giorno piace una donna: la nostra amica, per l’appunto. Probabilmente abituato a non assumersi alcuna responsabilità in una relazione, evita come la peste di esporsi e di rapportarsi con trasparenza nei confronti della malcapitata. Si affida così a San Smartphone, l’unico che gli permette di lanciare il sasso e nascondere la mano. Via libera quindi a messaggini Whatsapp finalizzati a buttare la palla nel campo di lei per far sì che la poveretta si sbilanci e il suddetto principe azzurro possa finalmente salpare in acque sicure (o sguazzarci, meglio ancora).
Siamo nell’Era digitale, suvvia, bisogna evolversi! È così che si sviluppano molte relazioni oggi, non lo sapevate? Giurassici che non siete altro!
Il nostro principe azzurro sbiadito viaggia quasi sempre via Whatsapp o FbMessenger perché telefonare a una donna, magari più volte al giorno, è troppo faticoso. Ma lui si giustifica dicendo di non voler disturbare o passare per stalker, che tenero!
Il tipo è intelligente, affascinante, sicuro di sé, tutte e quattro facciamo il tifo per lui. Peccato che, tra un appuntamento e l’altro, intercorrano ere geologiche e gli unici contatti che riesca a stabilire consistano in qualche messaggino qua e là, il minimo sindacale per tenere la nostra amica a disposizione. Ogni tanto le manda una canzone, una foto, per farle vedere che può fare di più. Le telefonate sempre centellinate. Troppa fatica uno scambio di battute a viva voce, sostenere una conversazione interessante con una donna, dichiararle con franchezza i propri sentimenti e farla anche ridere magari, è così impegnativo! Dobbiamo capirlo.
Finalmente l’appuntamento arriva. Dopo settimane di inconcludenti messaggini alternati a giorni di silenzio perché lui è in vacanza (!!!), il nostro principe verdognolo azzarda a proporre… Udite udite! Un caffè.
Questa donna deve piacergli proprio tanto se per lei è disposto a investire in un misero caffè di mezz’ora, incastrato tra i suoi numerosissimi impegni! Del resto lui è così preso, il tempo da dedicare alla nostra amica è cronometrato, poveretto…
-Va beh- dice lei, -ora almeno ci siamo.-
Macchè. Appena accetta l’invito il cavernicolo ci ripensa. Quanta paura uscire dalla sua caverna! Forse non è una buona idea. Allora inizia a buttare lì che aveva già un mezzo impegno e deve attendere conferma. -Sai com’è. Ti faccio sapere, ti mando un messaggio domani, neh?-
Che grado di evoluzione a lasciare in sospeso una donna! Anziché darle la priorità su tutto perché non la vede da settimane e muore dalla voglia di incontrarla, il nostro amico si è perso per strada ed è rimasto a sfregare le pietre nel Paleolitico.
Lei glielo fa notare e il tipo risponde che è lei a non capire! Che colpe puó mai avere uno che, da una storia, desidera solo leggerezza e spensieratezza? Se infatti capita che la poverina si innamori sono problemi suoi, e che cavolo, lui l’aveva avvisata dall’inizio, mister “correttezza”!
-E poi – aggiunge il nostro principe ormai tendente al beige, -sono sempre io a cercarti!-
Come se digitare due parole su un display, un giorno sì e tre no, costituisca un tale sforzo da dovergli stendere pure un tappeto!
Il quartetto si è trovato senza parole. Sembrava che all’inizio ci fosse del potenziale, molto potenziale. La nostra amica, tempo due mesi, e aveva capito il suo gioco. L’ha salutato in fretta, per fortuna, e l’ha superata con quel sano umorismo che ci contraddistingue. Le ho promesso però questo articolo, per esorcizzare del tutto questa esperienza “ illuminante”.
E anche voi, almeno a San Valentino, fate selezione ed eliminate questi tristi e indecisi cavernicoli digitali, che si divertono a giocare con i sentimenti delle brave persone senza un vero obiettivo.
Se qualche principe marrone intende corteggiarvi con un whatsapp e non viene a prendervi sul serio perché vi vuole sul serio, mandatelo a rane.
Ci sarà sicuramente da qualche parte un uomo normale, magari all’apparenza meno tecnologico, ma che muoverà tutti i passi necessari verso di voi per dimostrarvi il suo autentico interesse: quello fatto di attenzione, comprensione, tempo, solidarietà, sostegno, presenza, costanza, tenerezza, ecc.
E credetemi, con un uomo così, dimenticherete persino di avere un cellulare.
Buon San Valentino.

ANNA ZANIBELLI

06 Feb 2020 in Antropologia

10 commenti

Commenti

  • Cara Anna si chiama paura.
    Possibile che tu mi abbia conosciuto quando ero molto, molto giovane? No, primo per un mio abbondante surplus di anni, secondo la vicenda non era allora plausibile: con tutti gli Urania e fantascienza varia di cui mi nutrivo, almeno quando avevo le meningi arroventate da Marx, di Whatsapp manco si parlava. Ma lo stile scellerato era quello: atterraggio, placcaggio, battutina, decollo rapido, volantino di avvertimento sui rischi.
    E poi un “ma te l’avevo detto che non c’era niente di serio!”
    Si chiamava e si chiama paura, che le donne non hanno: si mettono in campo, l’uomo butta in campo un avatar sessualmente efficiente, emotivamente obliterato. Perché tremebondo, ha paura!
    Anna, c’è stato ( anzi stata), chi mi ha raddrizzato le idee, e scioccato da tanta sicurezza ho imparato a iniziare a essere uomo; iniziato, perché è un cammino, e il più presuntuoso e irresistibile è solo un coglione lungo questa via, perché le donne partono con l’anticipo, accidenti!
    Dillo alle tue amiche che c’è chi guarisce e diventa grande, anche fra i maschietti.

  • Caro Adriano, il tuo commento mi è piaciuto molto. Ragioniamoci su, dunque. Mettiamo anche che gli uomini d’oggi – come del resto anche le donne – proprio perché viviamo in un ambiente estremamente sviluppato dal punto di vista tecnico e tecnologico abbiano un po’ abbassato l’asticella del loro coraggio, perché nati e cresciuti in ambienti sicuri e protetti (fin troppo), ma siamo onesti, possibile che uomini maturi, si spaventino o possano essere spaventati dalla prospettiva di una relazione autentica? Oh, cielo, fa così paura? Oh, cielo, davvero loro, questi uomini moderni, sono così facilmente impressionabili?
    Io credo solo che un uomo interessato sul serio a una donna ( e viceversa) sia disposto a mettere in gioco le sue potenzialità migliori, anche a costo fare qualche pazzia. E l’abbiamo fatta tutti, indipendentemente dall’età o dalla maturità.
    L’indecisione, il mettere le mani avanti, il tentennamento, significano solo una cosa: disinteresse.
    Resta il fatto che, alcune situazioni paradossali, regalano spunti assai divertenti. E anche in questo caso, non ho perso l’occasione per ironizzare un po’ 😉. Ciao Adriano! Un abbraccio

    • Senza entrare in stile comunicativo da telnovela, ti dico e confermo che gli uomini sono dei gran fifoni, che si vantano delle “prede” per la fifa che hanno del rapporto, e io forse a suo tempo sono stato condizionato dagli amici, o da un’idea muffita che una cosa è lo svago erotico, altro la “donna della vita”.
      Io spero che nessuno si senta più, salvo essere beffeggiato, di dare della ragazza leggera a una donna che intesse un legame per prova. Eppure all’uomo questa cosa fa ancora più paura che a una donna! Un aspetto che non è da romanzetto rosa, come qualcuno magari starà pensando ridacchiando, ma sociologia vera! Ma possibile che nessuno si esponga? Eppure alla nostra età dovremmo avere un bel po’ di cose da valutare per tirare le somme, non da raccontare, privacy. Mi piace il tema Anna, brava.

  • Credo che la possibilità di intrattenere rapporti con chiunque ed ovunque tramite i social abbia reso superficiali molti rapporti umani, non soltanto gli uomini fifoni..
    Comunque, Anna, la tua ironia è sempre spettacolare!!!!! Devi scrivere, scrivere, scrivere….!!!

    • Cara Simo! Da appassionata di scrittura ad appassionata di scrittura dico: anche tu devi scrivere!!! E il blog è aperto, sai?😉ti abbraccio

    • Mi associo alla proposta di Anna cara Simona: in qualità di presidente le do il benvenuto fra le “penne di pregio” di Cremascolta

  • Le profondità non appaiono in superficie…
    Difficile comprendere un uomo.

    • Difficile comprendersi per un uomo! Incomincia a capirci qualcosa quando l’età per agire è dall’altra parte dell’orizzinte

  • Gentile Adriano, La ringrazio per la fiducia e ringrazio la mia cara amica Anna…lei sì che è una penna di pregio..ha questa meravigliosa capacità di rendere divertente ed affascinante qualsiasi argomento. Io amo la scrittura, ma soprattutto leggo e amo chi scrive bene!!!

    • Amigos, celebrando i “100 anni” di Fellini, con Repubblica stanno uiscendo in dvd blue ray, restaurati i fllms del grendissimo Federico. Li sto colla/ezionando e rivedendo con commozione.
      Questo Giovedì era la volta di “LA CITTA’ DELLE DONNE”.
      E’ decisamente in argomento, (ri)guardatevelo !

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