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IVANO MACALLI

Duellum, triellum…

Dimostrare chi ce l’ha più duro è un gioco inevitabile quando ci si espone. Tra i grandi della letteratura, arte, filosofia, scienza, per non parlare della politica, è solo competizione, scontro, ma anche modestie, senso della misura, pacatezza. Tutto questo naturalmente fa emergere o inabissare. Perchè prima o dopo lo scontro stanca, vincitori o vinti

Dimostrare chi ce l’ha più duro è un gioco inevitabile quando ci si espone. Tra i grandi della letteratura, arte, filosofia, scienza, per non parlare della politica, è solo competizione, scontro, ma anche modestie, senso della misura, pacatezza. Tutto questo naturalmente fa emergere o inabissare. Perchè prima o dopo lo scontro stanca, vincitori o vinti che si sia. Però tutto è scuola, e magari si migliora. Dico questo dopo aver letto un articolo, che mette a confronto i grandi della letteratura moderna con duelli tra Eco e Guareschi, Pavese e Parisi, Tomasi di Lampedusa e Bianciardi, Gadda e Bassani, Primo Levi e Landolfi e via elencando, e che rievoca le diatribe, quelle vere, in vita, intercorse tra i grandi della letteratura. Naturalmente di duelli se ne contemplano anche tra i piccoli, tra edizioni fai da te, piccole o grandi malignità, partecipazione a concorsi letterari, o semplici commenti su Cremascolta, dove la competizione, tra furori ideologici o caratteriali, porta chi legge a schierarsi con uno o l’altro. Naturalmente entrano in gioco i propri vissuti, che influiscono sul giudizio e spesso un’incondizionata adesione. Naturalmente presso chi scrive ci sono spesso studio e riflessione. In altri casi c’è quel narcisismo esagerato del volere sempre l’ultima parola. E in questi casi le dinamiche sono interessanti, coi risvolti psicologici che, anche se non scientificamente, si intuiscono, così che il lettore si costruisce l’immagine di che scrive come se si girasse un film biografico su questo o quest’altro blogger. Spesso si canna tutto. E inevitabilmente, per empatia, ogni tanto emerge o si alterna la firma vincente. Naturalmente forma e contenuto dovrebbero entrare nel giudizio di chi legge. Alcune volte prevale la forma, indipendentemente dai contenuti. Farsi ammaliare da chi scrive bene è una debolezza perdonabile, altre volte nella competizione prevalgono i contenuti. L’articolo che mi ha ispirato è appunto una competizione tra coppie di scrittori a confronto che una giuria di lettori valuterà, attraverso eliminazioni, semifinali semifinali, fino a decretare un unico vincitore. Anche se mi chiedo come sia possibile arrivare a questa sintesi in grado in teoria, se non di mettere tutti d’accordo, di conferire la medaglia d’oro. Ora, immaginiamo che un simile concorso si bandisca anche su questo blog. E qui di confronti e scontri ce ne sono stati nel tempo, con belle o brutte figure, piccole vendette personali, invidie, sensi di inferiorità o di superiorità che hanno portato spesso, e molti, ad allontanarsi, e magari tornare. In verità le ragioni che portano ad avvicinarsi ad un blog e a parteciparvi sono molteplici. Non sto ad analizzare il mio caso, a volte al limite del patologico come numeri di interventi, ma anche escludendomi dal concorso, se posso, vorrei esprimere il mio apprezzamento per chi con nome e cognome si mette in gioco, portando idee, ma soprattutto forma, che è quella per cui si ha più timore di essere giudicati. Almeno credo. Questo non vale comunque per il sottoscritto, per ammissione neppure tanto faticosa di limiti autoriconosciuti. Altri invece pare che mai analizzino retrospettivamente quanto pubblicato, senza pentimenti o passi indietro, nel nome di una protervia tesa solo a sbaragliare l’avversario. Perchè è questa la questione. In verità un po’ di considerazione e compiacenza di sé sono state il sale che ha alimentato molti dibattiti. Senza narcisismo non ci si espone, convinti tutti di essere nel giusto anche nel modo in cui le idee sono raccontate. Naturalmente vi sono diverse sensibilità, ci sono filosofi, politici, divulgatori, storici, cronisti, umanisti ed economisti e narratori del quotidiano. E il numero dei commenti varia moltissimo da post a post. Se si dovesse riassumere l’orientamento del post e farne un riassunto identificativo sarebbe impossibile, e meno male. Di fatto le risposte in tema di politica o di morale sono tantissime, molto meno per i post a carattere scientifico, forse perchè preso atto del punto di non ritorno in cui ci siamo cacciati, allarghiamo le braccia, escluse le virtù individuali, affidandoci tutti a quel che sarà. Come se i temi riguardassero più i partecipanti dell’organizzazione, nonostante il folto pubblico in sala, i commenti sono in genere dei responsabili e organizzatori della Scuola. O forse ha ragione Adriano quando dice che per temi complessi ci vuole tempo. Invece i tiramenti di c**** sfociano sempre in sfoghi da eiaculatio precox.
E forse è giusto così; quando si esce dal proprio seminato e si invadono campi altrui qualche cazzata si dice sempre. Ma ritornando infine al tema ispiratore io direi che meno male che Cremascolta non organizza nessun duello o concorso, se non quelli ufficiali. NON VORREI RISULTARE VINCENTE, suscitando le invidie e antipatie di tutti gli altri blogger. (seguirebbero faccine da smartphone non previste dalla tastiera del pc). Domanda inerente e finale: avete un titolo da suggerire come il miglior libro che abbiate letto?

IVANO MACALLI

15 Feb 2020 in Senza categoria

13 commenti

Commenti

  • Signor Macalli, lei è intelligente, brillante e simpatico come sempre.

  • Orientamento del blog, non del post. Sorry.

  • Bloggare deve far bene a qualcosa! E se per star bene in tanti seguono correnti e rivoli diversi siamo indulgenti, stiamo solo assistendo a una pratica autoterapeutica. Poi, certo, come per un buon massaggio si passa dalla ruvida carezza, al massaggio profondo stile pastaia, a quello d’arte, fino alle virtù tailandesi, che veramente approdano a risultati collaterali noon proprio terapeutici, o forse sì? E comunque l’arte di farsi del bene può assumere anche la forma di competizione, e, stabilite le regole del gioco, lasciamo che i partecipanti giochino, e che la platea da casa faccia le sue puntate. Quel che conta è che intanto il percorso di crescita delle idee proceda, come quando eravamo a scuola: qualcosa ci cambiava dentro, ma nel nostro ricordo restano gli episodi, le maschere tipo di compagni e professori, la battua, il bullismo, gli amoretti, ma ciò ch cresceva era diversa cosa, non era nominata, perché i docenti stessi non riuscivano a identificare da che baccello un’esile pianta si stesse arrampicando faticosamente verso la luce. E allora propongo una nuova branca universitaria: specialiizzaìzione letteraria in storia e fisiognomica dei blog.

    • Trovo simpaticissima, Adriano, la tua definizione di “pratica autoterapeutica” in riferimento ai commenti che inviamo su questo blog. Vista l’età media, mi ricorda determinate specializzazioni della scienza medica e certi ambienti di cura. Cordialmente, uno dei tuoi nonni blogger.

  • Indubbiamente c’è troppa personalizzazione perchè i contributi risultino costruttivi, Del resto troppi galli nel pollaio, nell’accezione peggiore, portano alla morte della discussione. Se il metodo di tanti è – non parlo con questo – non rispondo a quell’altro – già per il numero esiguo dei partecipanti, questo blog è destinato ad esaurirsi. Perchè non sempre dipende dallo spessore e qualità degli interventi, anche se a volte è così. Anche se non abbiamo niente da vendere prevale spesso il protagonismo. Infantile.

    • Ivano penso che si dovrebbe discutere sulle cose che facciamo, per migliorarne l’efficacia, più che su quanto diciamo. Hai altri esempi di blog che fa?

  • “Guida galattica per autostoppisti”,
    è un libro che apre.

    • Sempre ermetico il nostro Graziano.
      Però scusi, perché non parla come mangia? Immaginando che mangi come tutti. Comunque grazie per l’attenzione.

  • Caro Graziano, spero nel mio commento precedente di non essermi espresso da cafone-virus. Siccome il tema mi interessa Le ho solo chiesto di essere più chiaro. Anche se l’argomento non coinvolge nessuno. Quando poi le dinamiche che intercorrono su questo blog hanno espresso oggi il lato migliore. Come ai vecchi tempi.

  • Adriano, pensa che noi almeno diciamo. Pensa a quanti non fanno neppure quello. Ad esempio, su quanto fate, Scuola, Concorsi, mi pare che se ne parli, conta i commenti di ieri, e questo anche per ringraziarvi del vostro impegno e a significare che quanto proponete interessa. Dalla protesta alla proposta l’obiettivo é raggiunto. Si faranno anche polemiche su questo blog, ma mi pare che quando si propongono temi forti la discussione è sempre partecipata. Per questo grazie per aver confezionato un buon prodotto. Che poi ci scappi anche il cazzeggio di pregio o scadente anche questo é da mettere in conto. Se poi il tuo commento voleva essere anche un rimprovero hai ragione. Molte chiacchiere non hanno niente di costruttivo. Ho capito bene?

  • C’è sempre una grande domanda di senso che emerge dai suoi post,Ivano;
    Da questo punto di vista la vedo bene…
    Il titolo del libro si riferiva all’ultima riga del suo post…
    Alle prossime.

  • Grazie Graziano, un titolo che proprio non conoscevo, da qui l’incomprensione, e grazie ancora per essere entrato nello spirito del mio post. A presto.

  • Pietro, hai mai visto due anziani litigare in una casa di riposo? E’ esattamente, molte volte, come su questo blog. La conferma che come niente si passa dalla geriatria alla pediatria. Vedi questi ultimi giorni. La pediatrocrazia al potere.

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