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RITA REMAGNINO

Intelligenze virali

A furia di parlare di «intelligenze artificiali» non ci siamo accorti che stavano arrivando le «intelligenze virali». Mai prima d’ora si era visto un virus intelligente come quello che oggi ci costringe a stare chiusi in casa per evitare il contagio. L’occasione, tuttavia, offre qualche lato positivo. Si ha più tempo per leggere, scrivere e

A furia di parlare di «intelligenze artificiali» non ci siamo accorti che stavano arrivando le «intelligenze virali». Mai prima d’ora si era visto un virus intelligente come quello che oggi ci costringe a stare chiusi in casa per evitare il contagio. L’occasione, tuttavia, offre qualche lato positivo. Si ha più tempo per leggere, scrivere e usare il divertissement della fantapolitica come fuga dai problemi quotidiani. Non c’è dunque niente di vero in ciò che sto per dirvi, com’è giusto che sia in un mondo che ha abdicato al reale per sposare il virtuale.

 

Tutto ha inizio nel 2001, dopo il famigerato attacco alle Torri Gemelle, quando gli Usa adottano il “Pentagon’s New Map” (la nuova mappa del Pentagono), una strategia formulata da Donald Rumsfeld e dall’ammiraglio Arthur Cebrowsky allo scopo di modellare le missioni delle forze armate americane attorno a una nuova forma di capitalismo in cui la Finanza deve primeggiare sull’Economia. Per raggiungere lo scopo il mondo deve essere diviso in due: da un lato gli Stati stabili, integrati nella globalizzazione (requisito che possiedono anche Russia e Cina), dall’altro una vasta zona di sfruttamento delle materie prime i cui governi devono essere indeboliti e resi inabili alla ripresa.

 

 

Subito dopo parte quella che George Bush jr. definisce la «guerra senza fine», un conflitto «lungo un secolo» finalizzato non alla vittoria bensì a far durare il caos il più a lungo possibile. Pochi anni bastano per annientare le strutture statali dell’Afghanistan (dal 2001), dell’Iraq (dal 2003), della Libia (dal 2011), della Siria (dal 2012) e dello Yemen (dal 2015). Stati privati della sovranità che oggi non sono più in grado di difendere le loro popolazioni. Nel frattempo gli «istruttori della Nato» lavorano alacremente in Marocco, Tunisia, Egitto e Iraq allo scopo di mettere sotto assedio la Libia. Di fatto la Giordania è già il «miglior partner mondiale della Nato» mentre Israele (i cui sostenitori negli States cacciano il grano) può bombardare chi e quanto vuole.

 

 

Potevano potenze militari come la Russia e la Cina accettare senza reagire questa redistribuzione delle carte? I russi sono i meno colpiti, essendo energeticamente autosufficienti non hanno motivazioni materiali per battersi, anche se per ragioni di autorevolezza mondiale non possono stare a guardare lo scempio della Siria e di altri popoli mediorientali. Mentre i cinesi hanno bisogno per il proprio sviluppo di accedere alle materie prime del Medioriente, ma non sono in grado di difenderle militarmente. Manca alla Cina la «capacità Istar» (Intelligence Surveillance Target Acquisition and Reconnaissance) che invece hanno gli USA e che è fondamentale nel quadro del controllo del campo di battaglia, di conseguenza della situazione globale. Nulla vieta ai cinesi, tuttavia, di battere altre strade.

 

 

Nel 2014 viene allestito da Cina e Francia (il cugino megalomane d’Europa) il biolaboratorio di Wuhan, ufficialmente per sperimentarvi nuovi vaccini. Nel 2015 il “Pirbright Institute”, una società farmaceutica finanziata dal governo inglese, chiede e ottiene a sua volta un brevetto per il Coronavirus attenuato, sempre con la scusa di farci un vaccino. Un’esplosione di filantropi e benefattori dell’umanità? Risponde in parte alla domanda la costituzione di una cordata supportata da Bill Gates volta a finanziare in blocco le società biotech che cercano di sviluppare vaccini contro il mortale «Coronavirus di Wuhan» … Ma come, l’intento di cinesi, francesi e inglesi non è quello di produrre vaccini a scopo preventivo? Tutte le operazioni non erano a fin di bene? Perché adesso si vuole fare un vaccino contro il vaccino?

 

 

Sempre pronti a trovare il Male nel Bene i complottisti si scatenano. Per loro il Covid19 è un’arma batteriologica sfuggita di mano, come ogni arma, al suo inventore. Il mondo asservito dei media li sbeffeggia. Finge di non sapere che la strategia americana prevede di plasmare a propria immagine e somiglianza la regione Indo-Pacifica. Finge anche di non sapere che gli interessi economici Usa cozzano contro quelli di una Cina in netta ascesa non solo economica ma pericolosamente tecnologica. E ancora, finge di non sapere che le navi militari battenti bandiera a stelle e strisce pattugliano regolarmente il Mar Cinese Meridionale mentre quelle cinesi non sono autorizzate ad arrivare nel Golfo del Messico. Ormai da anni l’America è impegnata nell’opera di contenimento delle potenze locali stanziate lungo il Pacifico, sarebbe drammatico per i padroni della Terra se queste potenze diventassero egemoni su di uno scacchiere prima regionale e poi continentale, con possibilità di una futura proiezione globale. Ma certe cose è sempre meglio non saperle, ne va della propria tranquillità mentale.

 

 

Quanto detto non sottintende naturalmente che qualcuno (Usa, Cina o chicchessia) abbia intenzionalmente deciso di servirsi di un’arma batteriologica per raggiungere i suoi propri scopi. Sarebbe folle. Ma purtroppo un virus è come Al Quaeda, e una volta creato non lo controlli più. Non è un mistero, d’altra parte, che nei laboratori militari di tutto il mondo si sperimentino virus e batteri a scopo bellico (l’uomo è la bestia peggiore), per cui l’ipotesi di una sperimentazione sfuggita di mano non è particolarmente fantasiosa. Lascia stupefatti solo che il co-protagonista di questa fiction sia il territorio lodigiano, con Codogno al centro. Ma in fondo il Norditalia rappresenta la locomotiva del Paese e lo stesso caso a Canicattì non avrebbe avuto lo stesso impatto economico-mediatico.

 

 

A questo punto è inutile chiedersi se il virus dagli occhi a mandorla rientri o meno nella classica manovra di controllo economico e sociale di un Paese. Certo fa specie che in Italia venga decretato per sei mesi lo stato di «emergenza sanitaria» mentre nel resto d’Europa resti tutto come se niente fosse, o quasi. Come mai non sono state prese misure altrettanto terrorizzanti per la Sars, l’aviaria, la mucca pazza? Ci stanno abituando allo Stato di Polizia, testando fino a che punto siamo disposti a rinunciare alle nostre libertà? Il governo-lecchino-dei poteri-forti ha i giorni contati e «dall’alto» devono piegarci prima che sia troppo tardi? Diciamo che se questo era l’intento, l’esperimento è riuscito. Sia che ci si trovi in presenza di una pandemia naturale, o che il virus sia uscito accidentalmente dal laboratorio di Wuhan, o che sia stato ingegnerizzato e messo in circolazione dall’America come atto di guerra economica alla Cina, noi italiani siamo già stati sconfitti dalla paura e in tempi brevi dovremo procurarci anche un punteruolo per fare altri buchi nella cinghia, in termini di punti di Pil.

 

 

Se siete arrivati a leggere fino a qui, sappiate che si è trattato di un puro esercizio di fantasia. I narratori spesso si fanno prendere la mano. Adesso tocca a voi scatenare la vostra.

RITA REMAGNINO

26 Feb 2020 in Antropologia

17 commenti

Commenti

  • In effetti, Rita, non appena la paura invece di fare novanta ha cominciato a fare ottantanove, le fantasie piĂą incredibili hanno cominciato a scatenarsi sul web.
    Tiene banco il complotto cinese andato a male con fuga di virus e smascheramento degli incauti manipolatori. Poi c’è il complotto americano anti-cinese. Ma anche quello americano anti-europeo, in particolare anti-italiano (si sa che noi siamo in cima ai pensieri di tutti). Per non parlare del complotto russo, che come sempre non si capisce contro chi e perchĂ© ma comunque si sa che quelli, quando non sono ubriachi, complottano sempre (anzi no, pure quando sono ubriachi).
    Ovviamente, cresce in sottofondo la ripresa dell’eterno complotto globalista, finanziario, sionista eccetera eccetera, con annessi e connessi, Soros, Bilderberg, Merkel, Macron, la Spectre, la Banda Bassotti e via dicendo.
    Sospetti sulla lobby del parmigiano reggiano, che voleva colpire il grana padano. Ma i bene informati, vista l’estensione del contagio in Emilia, propendono per un complotto ordito dal trentingrana. Per ora, nessuna accusa al Bella Lodi, nonostante Casaletto Ceredano non sia in zona rossa e stia aumentando le vendite (ma credo che sia un aumento dovuto a fattori diversi).
    Notizie dell’ultima ora su una possibile guerra batteriologica a Castelgerundo sfuggita di mano alle due fazioni locali ed estesasi a tutto il basso lodigiano: le due componenti di Camairago e Cavacurta non hanno mai digerito la fusione e, nella loro guerra reciproca, in cui anche le armi batteriologiche sarebbero state impiegate, qualcosa sarebbe andato storto.
    Un caro amico mi segnala un esperto americano di bioterrorismo e un’arma da guerra biologica che starebbero benissimo in un film di Totò. Grazie, ingegnere.
    E ancora: il Coronavirus è una normale influenza, è la lobby dei vaccini che ha inventato tutto per poi vaccinarci ancora di piĂą (i no-vacs, mogissimi dopo tanto tripudio di camici bianchi e inni alla scienza sui media, abbacchiatissimi da tanto protagonismo medico sui social, dicono che è tutta colpa di “Big Pharma” e stanno per dimostrare che il COVID-19 si cura con l’omeopatia).
    Insomma, Rita, siamo solo all’inizio. Godiamoci lo spettacolo, adesso che in Cina, forse, muoiono un po’ di meno (da noi, vedremo).

  • Be’, temo che il Bella Lodi non se la passerĂ  affatto bene.
    Degna di nota è anche l’impeccabile intelligenza virale: Cina, Corea, Italia.
    Molto probabilmente la Terra ce la farà anche questa volta, con o senza Pippi Calzelunghe, e altrettanto probabilmente il segnale non verrà recepito dagli umani occidentalizzati. Non vedo, non sento, non parlo (sono incollato allo smartphone). Dopo altri segnali inascoltati, già iniziati, si innescherà tuttavia qualche fenomeno decisivo che farà finire questa dannata crescita e salverà il pianeta che, del resto, pur con la sua non-velocità, è sempre risorto dalle ceneri e da catastrofi di ben altra portata. Se poi nel frattempo, ciliegina sulla torta, la popolazione mondiale si sarà almeno dimezzata, i posteri potranno andare di bene in meglio.

  • Forse ha ragione Adriano: qualunque sia stata la causa di questa situazione e comunque vada a finire, ci converrebbe considerarla una sorta di prova generale e rimodellare certi nostri comportamenti di conseguenza.
    Ma, come si diceva con Ivano, probabilmente l’intera faccenda sarĂ  rimossa non appena alla paura subentrerĂ  di nuovo la smania di prima, la frenesia che sappiamo, senza imparare e senza correggere ciò che dovremmo.
    Comunque, non ne siamo ancora fuori. Magari dalla prossima settimana potremmo incominciare a intravedere l’esito della vicenda. Intanto, mi pare che in Francia stiano incominciando a fare un po’ meno gli sgarzolini.

    • Anch’io ne sono stata convinta fin dall’inizio. Il Male è utile, diceva Plotino, perchĂ© «rende deste la menti e l’intelligenza affinchĂ© si oppongano alle vie della malvagità». Non le menti di tutti, questo è ovvio. Ma quando mai l’umanitĂ  dopo una catastrofe si è “salvata” in blocco?
      Ho l’impressione, comunque, che la faccenda sarĂ  lunga.
      I francesi hanno poco da fare gli sgarzolini, hanno fatto solo 500 tamponi in tutta la Francia contro i quasi 10mila (!!!) solo del Norditalia. E gli altri europei a ruota, s’intende.

  • Contrordine compagni: fino a stamattina scenario tragico ma da stasera, ho appena fatto zapping TG, tutto bene. Non e’ la peste, contagi e morti aumentano ma non e’ il caso di preoccuparsi, pensiamo piuttosto a spendere, nĂ© va del PIL del Paese.
    Da domani tamponi solo per i casi conclamati, cosi’ i numeri faranno meno impressione. Gia’ da stasera bar e ristoranti aperti a Milano, alcuni musei in funzione. Mancano pero’ i clienti. C’e’ poco da fare, da sempre gli italiani si dimostrano piu’ intelligenti di chi li governa.

  • Se lka metti giĂą così, la fantasia appare realistica. Ma resta iil quesito: perchĂ© una pistola che fa una nuvoletta di fumo e il proiettile data la carica attenuata casca a terra? Come mi dissero gli Iraniani pre la loro ultima guerra è sempre un allenamento che fa bene! Ma vi rendete conyo di quante ciose abbiamo imparato a privarci senza traumi? Vi rendete conto che il genio italiano ha lanciato in quattro giorni smart working e smart learning, perfettamente funzionanti, con tanto di cartellino da timbrare digitalmente o registro di classe!
    E parlo di Crema, dico!

    • Infatti è proprio questo il punto: adesso minimizzano perchĂ© temono che la plebe capisca che si vive benissimo anche senza supermercati, negozi, after hours, vasche in centro e corse in metropolitana. Il grande inganno si svela mentre il turbocapitalismo perde colpi.

  • Se il Coronavirus è intelligente, di molti altri non si può dire la stessa cosa. Il Dibba pentastellato, noto per le sue perle di saggezza, ha ironizzato su Fb: ““Ogni anno nel mondo circa 1000 persone vengono folgorate dai fulmini. Ovvero dal 2002 (anno scoppio epidemia SARS) ad oggi i fulmini hanno ucciso 18000 persone. Presto da Lidl venderanno parafulmini portatili… va fermata questa strage”.
    Non avendo evidentemente nulla di piĂą importante da fare la Procura di Lodi “dopo notizie di stampa e parole delle istituzioni [Giuseppi, che ha ritrattato come di consueto il giorno dopo]” ha aperto un fascicolo a carico dell’ospedale di Codogno, sospettato di avere innescato l’epidemia. Se facessi parte dello staff sanitario che lavora h24 per assistere i malati, avrei mollato all’istante baracca e burattini. Ignorato, invece, l’art. 452 cp che richiederebbe un’indagine a carico del ministro Speranza.
    Conoscete un altro Paese, non solo d’Europa ma del mondo, che pressato da un’emergenza come questa mette sotto inchiesta medici e infermieri? Tra un po’ ci diranno che siamo chiusi in casa per colpa loro.
    Forse, in Italia, il problema non si chiama “Coronavirus”.

  • Forse questa ‘pandemia’ si sgonfierĂ , come altre nel recente passato, senza fare la strage annunciata. Forse compreremo milioni di inutili vaccini, come è giĂ  successo. Qualcuno sicuramente ci guadagnerĂ  (come è giusto, “only you need is profit”). Mi aspettavo una pandemia seria, in grado di annientare i 4/5 della popolazione mondiale, ma per quella sembra che dovrò aspettare ancora. Adriano, dammi qualche speranza. Intanto mi consolo vedendo confermate le mie piĂą pessimistiche teorie sulla stupiditĂ  umana.

    • Prendiamola come una prova generale.
      Sempre restando nel mondo della fantascienza, s’intende.

    • Da fuori sede, a sono Adriano: io ne ho sempre parlato come di un bravo ragazzo, ho definito i provvedimenti prove generali. Il punto è: dopo aver studiato, lavorato ,fatto Yoga, ascoltata la messa, da casa nostra, riusciremo a tener vuoto il parcheggio della buca come è adesso, pur producendo?
      Questa prova generale non ci può indurre a protestare perché per fronteggiare la CO2 dobbiamo cambiare il parco auto quando baste starcene a casa farle stesse cose? Poi, se i vulcani eruttano, se la nave fa naufragio, se davvero arriva una pestilenza, è gusto ripeter periodicamente le prove generali. Basta chiamarle così!

    • Sarebbe interessante avere i dati aggiornati delle polveri da idrocarburi policiclici e metalli pesanti. Com’è stata la qualitĂ  dell’aria nell’ultima settimana in Norditalia? Ed ecco che bell’e che sanato il problema dell’inquinamento urbano, senza stare a fare troppe chiacchiere.
      Situazione migliorabile, s’intende, ma significativa.
      Anche evitare le folle per incontrare solo gli amici più stretti è stato un ottimo esercizio.

  • Tempi oscuri impongono puntuali riflessioni, non ci si può sottrarre.
    Con tutti i nostri sbandierati e/o millantati difetti, ancora una volta, e come sempre, noi italiani stiamo affrontando l’epidemia di Coronavirus in anticipo sui tempi bui che attendono l’Europa. Avanguardia del peggio, cittadini incorreggibili, saremo forse i primi a guarire e i futuri guaritori. Chissà.
    Può tornare a nostro vantaggio una simulazione apocalittica preventiva, arriveremo più preparati di altri all’ennesimo cambio d’epoca quando l’incidente sarà reale. Un po’ come facemmo nel 1991, quando le nostre aziende furono svendute al miglior offerente e ciò nonostante l’economia interna riuscì a risollevare la testa, salvo poi piegarla sotto il giogo dell’Euro. Se così fosse, sarà da compatire quel popolo che invece, convinto di avere ormai vinto su ogni fronte, si sveglierà una mattina e scoprirà che i sovietici hanno appena piantato la propria bandiera sul Reichstag in fiamme.
    Non sarà comunque la politica a “salvare l’Italia”, questo no, è impensabile.
    Basti dire che l’attuale ministro dell’economia, Gualtieri, è un laureato in lettere moderne che gravita da sempre nella galassia Soros. Il finanziere che nel 1992 fece saltare il Sistema Monetario Europeo con due attacchi mirati: il primo alla sterlina e il secondo alla lira. Gli inglesi uscirono dal cosiddetto “serpente monetario”, lasciando sul campo miliardi, ma compresero la lezione, mentre l’Italia (governatore Ciampi e ministro Barucci) gettò al vento non meno di 50.000 miliardi di vecchie lire. Il nostro tesoro. Giuliano Amato fece il resto da primo ministro, mettendo il conto di quella follia a carico di tutti noi.
    Eppure c’è ancora chi crede (la fede, è fede) che il debito pubblico stratosferico sia tutta colpa nostra, che, al contrario degli esemplari tedeschi e dei pragmatici francesi, siamo delle cicale. Sarebbe stupido negare gli sprechi della macchina burocratica, la mala-giustizia, le baby-pensioni e tutto il resto, ma i motivi principali del nostro “profondo rosso” sono da ricercarsi altrove.
    Non sono Nostradamus ma credo di sapere come usciremo (vivi?) dall’ennesima crisi economica, stavolta causata dal covid-19, ma ogni scusa è buona. Il ceto proprietario europeo contratterà con l’Italia che annaspa (Macron, ieri, si è già portato avanti) chiedendole l’orologio e le mutande in cambio di qualche spicciolo. Prepariamoci dunque a mettere sul banco dei pegni i nostri salari, le nostre pensioni, i nostri servizi essenziali. Perché l’austerità fa bene, forgia il carattere, stabilisce la morale.

    • Nelle prossime settimane (o nei prossimi giorni) sperimenteremo gli effetti benfici di vent’anni e piĂą di tagli indiscriminati alla SanitĂ  Pubblica imposti dalle politiche neoliberiste promosse dalla santissima unione europea. L’ospedale di Lodi è giĂ  al collasso e non sa piĂą dove piazzare i ricoverati che aumentano di ora in ora.
      Quando poi dovremo rilanciare la nostra disastrata economia (o ciò che ne sarà rimasto), gli intellettualoni europeisti e i professoroni di economia ci illustreranno i margini di manovra di un paese che ha rinunciato alla sovranità monetaria, che non ha più una Banca Centrale e che, come un paese del terzo mondo, deve chiedere i soldi in prestito ad una banca privata straniera (la BCE) con tutti i vincoli di bilancio possibili ed immaginabili (anche in Costituzione).
      Nel frattempo ci godiamo lo straordinario ed efficientissimo federalismo regionale che tutto il mondo ci invidia (ma anche no).
      Distinti saluti.

    • Effetti dell’eurovirus…

    • Quando “dovremo rilanciare la nostra disastrata economia …”, Achille, anche gli italiani che fino ad oggi hanno preferito tenersi le fette di salame sugli occhi saranno costretti a toglierle. Dici che sono troppo ottimista? Può darsi. Allora, vado oltre. VerrĂ  visto sotto una nuova luce anche il cosiddetto sovranismo», che non è affatto ciò che raccontano le voci ammaestrate dal padrone. Per il momento non c’è stato alcun sovranismo, non avendo il gruppo di Visegrad i numeri per diventare un’alternativa di civiltĂ . E’ solo un cartello di interessi locali come tanti altri in Europa. Il vero sovranismo è in gestazione, non è ancora nato, e vedrĂ  la luce quando il continente europeo recupererĂ  autorevolezza in ambito di politica estera e militare.
      In caso contrario … arrivederci e grazie.

  • Trovato finalmente il “paziente zero”: è la globalizzazione. La “scoperta” pone il problema del legame di questa con la diffusione delle epidemie e riporta con i piedi per terra gli apologeti delle “magnifiche sorti progressiste” del mondo senza frontiere. Non c’è dubbio che la libera circolazione di cose e persone implichi necessariamente anche la libera circolazione dei virus. Senza pretendere un repentino ritorno all’autarchia, occorre ammettere che in assenza di frontiere e di Stati che le presidiano con pienezza di poteri e capacitĂ  di controllo i virus vanno a nozze. Finita questa epidemia ce ne sarĂ  un’altra, e poi un’altra ancora. Quando si sarĂ  trovato il vaccino per il Covid19 arriverĂ  il 20, 21, 22 … teniamoci pronti. O, meglio, “aperti”.

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