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FRANCESCO TORRISI

Ma questo è un uomo?

Sono nato quando, con un’abile giravolta, ci stavamo sfilando da una orribile guerra oramai irrimediabilmente persa. A scuola quindi, primaria e media soprattutto, non era ancora passato quel minimo di tempo necessario per lasciar …..sedimentare gli accadimenti e consentire una narrazione serena dei fatti, la scelta fu quindi quella di esagerare con preistoria, storia dei

Sono nato quando, con un’abile giravolta, ci stavamo sfilando da una orribile guerra oramai irrimediabilmente persa.

A scuola quindi, primaria e media soprattutto, non era ancora passato quel minimo di tempo necessario per lasciar …..sedimentare gli accadimenti e consentire una narrazione serena dei fatti, la scelta fu quindi quella di esagerare con preistoria, storia dei Romani e dei Greci, degli Egizi, Sacro romano impero, Rivoluzione francese e ….. comunque, fermarsi alla “guerra del 15-18 !

Di fascismo/nazismo neanche l’ombra, c’erano ancora i fasci littori da scalpellare via dagli edifici pubblici!

La Democrazia (….cristiana ), nel “buffo stivale” si stava nel frattempo consolidando e nell’adolescenza ebbi modo di rendermi conto di quello che erano state l’abominio delle leggi razziali, della deportazione e sterminio pianificato del popolo ebreo e delle minoranze razziali, fatti oramai condannati (soprattutto “a parole”) e “passati in giudicato” come turpi devianze dell’umanità civile, pertanto irripetibili!

Mai , davvero mai avrei potuto immaginare di potermi ritrovare nella mia età matura (uso questo eufemismo legato alla mia età) nella democratica Italia, nell’Europa “cuore” dell’evoluto, civilissimo mondo occidentale, a chiedermi come sia stato possibile essere arrivati al punto di “voltare la testa dall’altra parte” rispetto ad accadimenti che quanto a inciviltà, crudeltà, negazione dei più basilari diritti umani, stanno in vergognosa sintonia con i “carribestiame/lager” organizzati dai nazi e avallati/copiati dai fascisti di casa nostra.

E’ stata una deriva progressiva, alla quale abbiamo accordato più o meno consapevolmente giustificazione che ci ha fatto accettare che si calpesti il diritto alla sopravvivenza stessa di uomini, donne, bambini in fuga dallo sterminio, dalla distruzione delle loro case, delle loro città, dalla negazione di ogni possibilità di vivere dignitosamente in pace.

Serve che dia ragguagli rispetto a quanto i media mettono ormai impietosamente sotto i nostri occhi e sta accadendo ai confini orientali dell’Europa?

Oramai nessuno oserebbe ancora parlare di “ragazzotti” di “migranti economici”, sono famiglie intere, bambini soli e abbandonati, giovani e vecchi , donne e uomini quelli che si accalcano in condizioni sub umane in veri e propri lager/campi di concentramento, dei quali abbiamo accordato l’esistenza, anzi di più, noi “Europei” abbiamo pagato il Turco Erdogan perchè li ….”allontanasse dalla nostra vista” e, senza badare al “come”, se li tenesse in “stand by”!

Prima ancora che alla democrazia, alle regole del viver civile, ai diritti fondamentali dell’uomo, credo che ognuno di noi, “se è un uomo” debba chiedersi se davvero se la senta di accordare che possano avvenire ancora, in nome del suo “benessere”, dei sui “consumi”, del suo prodotto interno lordo che deve indefinitamente crescere, accadimenti tanto crudelmente inumani.

FRANCESCO TORRISI

03 Mar 2020 in Europa

24 commenti

Commenti

  • In casa, da giorni, mi chiedono perchè non parliamo di questo. Bravo Francesco.

  • Dovevamo aspettarci da Erdogan questo ulteriore ricatto.Funzionano così i ricatti. Poi Emma Bonino dice che in un’Europa con 600milioni di abitanti questi profughi si sarebbero dovuti spartire prima, cosa detta e ridetta ad ogni ondata migratoria. Io, oltre le scene strazianti alla frontiera di terra e di mare con la Grecia, con quell’isola al collasso, sono preoccupatissimo per gli scenari europei, mediorientali e mondiali. Con la Siria, l’Iran, la Russia e questo maledetto virus non vedo molte via d’uscita. Le sette Trombe dell’Apocalisse hanno suonato. Naturalmente i soliti complottisti dicono di averle già sentite suonare, ma anche senza quelli forte preoccupazione rimane. Oltretutto quando tutto è in gioco scattano meccanismi di difesa che un tempo avremmo detto irrazionali, così che il paradigma diventa la propria sopravvivenza. Meccanismo, quello della paura, che supera l’angoscia generalizzata per tempi indubbiamente bui. La paura no invece. Vuole un nemico subito e quello lo si trova come niente. Anche la mente più aperta vacilla, con la solita giustificazione: eh no, abbiamo già tanti problemi noi. Che significa che forse tanto aperta non era. Maledetta Siria, maledetta Turchia, e maledetto quel sottomondo dove le parole democrazia e pace proprio non esistono. Così da farle vacillare anche da noi.

  • Signor Macalli, non si deve far prendere da paure irrazionali e far sì che prevalgano i suoi istinti da primate. Che premano alla frontiera greca milioni di siriani è un dato di fatto, ma se pensa ai sei miliardi regalati ad Erdogan, e quelli ancora promessi, e considerato coi dati a disposizione che una prima accoglienza per uno di quei migranti costerebbe 10.000 euro, dovrebbe concludere che in Europa se ne sarebbero potuti accogliere seicentomila e magari con la nuova tranche ancora altri. Certo, una goccia nel mare, ma da qualche parte si dovrà pur cominciare. Poi guardi semplicemente ai respingimenti e con quale violenza contro donne e bambini, certamente non pericolosi, avvengono, e poi decida quali sue paure o istinti far prevalere. Quando poi osservando l’andamento di questo virus si renderà conto che non c’è niente di più aleatorio dei confini geopolitici allora non avrà dubbi, magari ripetendosi come un mantra fino a farseli entrare nel cervello, quei versi della Ginestra di Leopardi, che anche un suo caro amico le ha ricordato. Anche perchè alla fine quei soldi regalati a Erdogan non sono certamente serviti a far star meglio i migranti. Non crede che l’Europa avrebbe dovuto agire direttamente ricordando che i ricatti non finiscono mia? Lo sanno anche i bambini che non si deve mai ricorrervi o subirli.

  • Caro Francesco, scrivi cose sagge; purtroppo, come dice Joseph Roth in “Fuga senza fine”, l’essenza dell’uomo addomesticato è la viltà. Poi, come dice Luigi Manconi, si va diffondendo una certa insofferenza nei confronti della retorica dei diritti umani. La solidarietà è diventata una parola ipocrita, quasi abbietta. Non solo i poveri, che hanno in qualche misura giustificazione di nuovi arrivi altrettanto poveri e quindi concorrenziali, pure gente abbiente, senza alcuna preoccupazione economica sente la vicinanza, gli odori anche, le scocciature indigenti forestiere, con un fastidio, un instinto difensivo contro qualsiasi irruzione nel loro mondo bene protetto, da far muro, alzar barricate, eleggere chiunque fa loro da scudo; poi recarsi alle funzioni freligiose, inginocchiarsi e recitare le solite preghiere. Niente di nuovo sotto il sole, e il coronavirus. Basta vedere il trattamento che “i populisti” dei governi americano e israeliano trattano il popolo palestinese. Dopo avergli sottratto terre, proprietà, pure la dignità, hanno detto ai palestinesi: o accettate questo trattato che vi facciamo la gentilezza di proporvi, dove lo Stato palestinese indipendente è solo una caricatura – come scrive Gideon Levy, israeliano, giornalista di “Haaretz” -, oppure non avrete neppure le briciole. Un comportamento arrogante, direi anche “razzista”, di chi è più forte e vuole prendere tutto. E lo dico da mezzo ebreo.
    La solidarietà sociale è solo una parola. Quando ci sono difficoltà, problemi, è lì che escono gli uomini, e i vigliacchi. Quando gli ebrei furono perseguitati e rischiavano la camera a gas, le fucilazioni, durante gli anni del nazismo al potere, ricordiamo le diverse navi strapiene di ebrei in fuga. A una di queste, nel 1939 con oltre 900 ebrei fu respinto l’attracco negli USA, e la nave dovette tornare indietro. Molti di quegli ebrei morirono poi nei campi di concentramento. La nave “Exodus” nel 1947 con 4515 passeggeri, soprattutto ebrei scampati ai lager, e quasi mille bambini e diretti in Palestina, subì un lungo calvario. Furono i britannici, alla fine, ad individuare la nave e riportarli indietro, con tre imbarcazioni, in Francia. Ma la maggioranza delle popolazioni europee e americane che respinse gli ebrei, anche quando scappavano da morte sicura, era allora favorevole a chiudere i porti. “Prima noi”, non c’è cibo per tutti; via la feccia ebraica; tornate a casa vostra, e se la vostra casa sarà un forno crematorio è peggio per voi. Noi ce ne laviamo le mani. In quegli anni, nazionalisti, conservatori inginocchiati ai fascisti e ai nazisti (che avevano un ottimo seguito anche fuori dall’Italia, la Spagna, la Germania), tradizionalisti religiosi cristiani che vedevano l’ebraismo come il malocchio, tutta gente che è parente non poi così alla lontana dell’odierno populismo mondiale, così la pensava. Non c’è da sorprendersi se l’ultima tragedia umanitaria ai confini con la Turchia, la Grecia non ha rispetto per niente e per nessuno.

  • Quella che abbiamo di fronte è una tragedia immane.
    Cercare le responsabilità è necessario se si vuole affrontare il problema (e non lasciare ad altri: che sia la Turchia o il Libano…).
    Ora, è fin troppo facile sparare a zero contro Erdogan. Supponiamo che al governo turco ci fossero i governanti italiani, magari i più sovranisti: voi credete che si comporterebbero diversamente?

    Noi abbiamo circa 500-600 mila clandestini sparsi qua e là: in Turchia – a quanto mi risulta (ma posso sbagliare) vi sono 3 milioni e mezzo di profughi in tendopoli (con tutti i problemi che queste comportano).
    Ora arrivano in Turchia dalla Siria altre centinaia di migliaia di profughi.
    Erdogan, poi, accusa l’Europa di centellinare i miliardi che sono stati promessi alla Turchia: è vero o falso?

    Dobbiamo capire e per capire dobbiamo, almeno, sentire più campane.

    Ho tanti dubbi.
    Ciò di cui sono certo, invece, che l’Europa non ha ancora trovato una voce unica e forte e sappia con autorevolezza svolgere una funzione mediatrice nelle crisi mediorientali e in Libia.
    E così subiamo i problemi per i quali accusiamo gli altri.

    • Erdogan è la voce dei populisti turchi, che lo votano in massa, non a Instanbul, non ad Ankara, ma dove il fanatismo religioso è più forte, l’istruzione meno. In Italia, le cose non si può dire che siano così differenti. E’ solo che il fanatismo religioso, in Italia è esibito solo come una questione d’identità, di pura facciata, nel mondo populista. Poi, nel privato, la differenza svanisce.

  • “Supponiamo che al governo turco ci fossero i governanti italiani, magari i più sovranisti: voi credete che si comporterebbero diversamente?” Piero, con i se non si vada nessuna parte. La prima tranche di soldi ad Erdogan andavano bene, sta solo ricattando per averne altri, e la situazione nelle tendopoli è terribile anche per responsabilità del turco. Del resto l’abbiamo visto anche in Italia dove i soldi dell’accoglienza si sa dove sono andati a finire, almeno in molti casi. Quanto al sultano purtroppo sai bene come la penso. Gli ho dedicato un post e ne ho parlato spesso. All’indomani del finto colpo di Stato,non mi stancherò mai di ripeterlo, la mattina dopo, era già pronta una lista di proscrizione lunga 43.000 nomi, difficile da stilare in una notte. Molti di loro sono ancora in carcere, oppositori,intellettuali, giornalisti. Erdogan è solo un dittatore, non è un democratico, nelle città lo hanno abbandonato, anche se nelle campagne continuano a votarlo, e in questo caso le analisi sarebbero sempre le stesse. Ma questa non è democrazia. Anche Mussolini andava bene in Italia. Erdogan continua ad esercitare un potere direi poco trasparente, anche nei confronti dei profughi che senza dubbio, sottostando ai suoi ricatti, non possiamo continuare ad usare come scudi umani. Hanno ragione Bonino e Manconi. L’Europa ha lasciato il problema a Erdogan, elargendo vil denaro, e adesso ne paga le conseguenze. Tutto prevedibile.

    • Si, Ivano, pane al pane, vino al vino! Quanto poi alla …..coca cola, quello è un mondo a parte!

  • L’attacco turco e asiatico al territorio europeo e al popolo greco, che ne presidia i confini, è cominciato.
    Lo guida l’uomo che ha distrutto la nazione turca creata da Atatürk per consegnarla agli islamisti. L’uomo che fa invadere una nazione straniera non rischiando il proprio esercito e le proprie risorse militari ma una massa di disperati da lui prima tenuti in campi di prigionia e poi utilizzati come carne da macello. Solo la viltà e la codardia portano ad azioni simili, nascondendo la propria prepotenza dietro il dolore e il sacrificio di altri popoli e non del proprio. L’uomo che ha violato norme di diritto internazionale e tradizioni militari, attaccando un’altra nazione senza dichiarazioni di guerra e atti formali previsti da regole d’onore che, prima ancora che nei trattati, sono scolpite nella storia delle tradizioni belliche di tutti i popoli degni di rispetto. Solo un uomo senza onore colpisce proditoriamente, come un bandito.
    Sì, chiediamoci pure “Ma questo è un uomo?”. Se è “un uomo” oppure no chi ha la piena responsabilità di questa situazione.
    Il popolo greco si sta difendendo, con coraggio, e continuerà a farlo, come ai tempi degli ottomani, su questo confine plurisecolare tra la nostra Europa e le varie orde di invasori asiatici che hanno cercato di sommergerla, fin dai tempi di Serse e di Leonida.
    L’esercito greco difenderà la nazione. Già molte categorie di cittadini stanno organizzando formazioni di supporto. Ieri una marea di agricoltori su trattori e mezzi agricoli si è posta a ridosso del confine. L’isola di Lesbo è un campo di battaglia. Questa situazione ha persino ridato forza ad Alba Dorata, recentemente in ribasso. Il popolo greco sta reagendo e mi chiedo come reagiremmo noi italiani in questa situazione.
    Se l’Europa fosse quella che dovrebbe, avremmo già dei Santorre di Santarosa e dei George Byron in viaggio verso il confine da difendere. Invece, faremo discorsi boldrineschi e padrezanotelleschi, per impietosirci sugli effetti e glissare sulle cause. Perché oggi manca il coraggio ma abbonda la bontà.

    • Come saprai, Pietro, con un tweet l’ambasciata d’Italia ad Ankara ha dato la sua solidarietà alla Turchia per i soldati uccisi nella città siriana di Idlib, dove Erdogan sostiene il fronte dei ribelli affiliato ai qaidisti. Il nostro ministro degli Esteri non ha avuto niente da dire: si vede che approva. In pratica noi italiani siamo schierati con Al Qaida senza saperlo. A nostra insaputa, come si dice adesso. Ma per fortuna ieri Putin ha “raddrizzato le orecchie” al sultano, mentre l’Europa è il suo zerbino. O meglio, il suo bancomat.

    • La partita su quel confine è decisiva per noi europei. Purtroppo l’Europa, colpita in modo così vergognoso, non solo non reagisce ma sembra annichilita. L’ONU peggio ancora. Noi italiani, poi, siamo pieni di “migrazionisti” di risalenza politica e confessionale ben nota. Ogni scusa umanitaria e trouvaille archivistica è buona per giustificare l’invasione scatenata contro di noi dal dittatore turco. La nostra ambasciata, cara Rita, è una rappresentanza internazionale appartenente a una diplomazia nazionale da tempo inesistente. Per cui, la Grecia è sola. Veramente sola. La Turchia, per cento ragioni (pensiamo a Cipro, ma non solo) è nemica della Grecia da tempo. E il veto posto dalla Grecia al documento NATO che voleva esprimere solidarietà ad Ankara per l’invasione della Siria, con un’occupazione che l’ONU non ha mai avallato e che è di una gravità internazionale enorme, ha incattivito ancora di più il boia Erdogan. Certamente Ungheria, Serbia e Croazia faranno muro. Ma se la Grecia, prima, dovrà cedere, sarà una sconfitta notevole. Che potrebbe essere solo la prima di una lunga serie. L’Europa ha già vissuto la vergogna di cedimenti progressivi sempre più gravi verso un dittatore. Ma si vede che non ha imparato. E proprio citare Monowitz nel 1944 dovrebbe servirci a imparare da certi errori, non a ripeterli.

    • Kosa essere Europa? Mi sembra che mai come in questi ultimi tempi l’apparato burocratico-finanziario chiamato “Europa” stia manifestando la sua totale irrilevanza. O meglio, inesistenza. Ma poiché l’attacco in arrivo da est andrà a “dare fastidio” alla Germania, sono sicura che alla fine si troverà il prezzo giusto. Di Grecia e Italia a Bruxelles non gliene può fregare di meno, lo sappiamo. Dei clandestini (che ormai non sono più siriani ma afghani, pakistani e turchi) men che meno. Ma nessuno sfiori la Germania.

    • Tra l’altro, Rita, a proposito di Al Qaida, mica dobbiamo stupirci. Infatti è dai tempi di quel criminale di Arafat e di quell’assassino di Abu Abbas (ricordi il dirottamento dell’Achille Lauro e la porcheria che poi abbiamo combinato?), che ai nostri governi e ai nostri politici i terroristi islamici piacciono un gran tanto.

  • Grazie ad un commento fb di una cara amica, sono venuto a conoscenza di accadimenti storici che non conoscevo e che mi hanno fatto ancor più vergognare di quanto il “ben essere esasperato” di noi “consumatori” ci abbia ……resi insensibili anche alle più fondamentali pulsioni di solidarietà verso i nostri simili : Quando la Siria ospitava i rifugiati europei Nei primi anni ’40, Aleppo (così come Nuseirat in Palestina e diverse località in Egitto) ha accolto migliaia di europei in fuga dagli orrori e dalle tragedie della seconda guerra mondiale.: https://frontierenews.it/2016/05/quando-la-siria-ospitava-i-rifugiati-europei/?fbclid=IwAR3meik1r4ntdD5tSXUfOaMbP_tqGRd7kAWxq08c31WFPWpVjS5wBAxJLm0
    Non solo non abbiamo imparato nulla, anzi, stiamo ripagando chi con noi è stato solidale con moneta falsa e velenosa!
    Grazie Olga V !!!!

  • Della serie “non lo sapevo”, ma anche “me n’ero dimenticato”. Tutti gli alibi sono buoni, a crearci attenuanti siam bravi tutti.

  • Pietro, che queste ondate migratorie stiano minando gli equilibri politici europei è un dato di fatto, come è un dato di fatto che gli orientamenti politici in tutta Europa siano ostaggio di questi cambiamenti. Succede in Grecia con Alba Dorada che alle ultime elezioni credo che non sia neppure entrata in parlamento, e vado a spanne, mi pare sia capitato anche in Austria che l’estrema destra non abbia sfondato. Ripeto, vado più ad impressione, per la pigrizia di non stare a cercare dati precisi. Certamente se la Grecia non reggesse lo sfondamento, e a catena altri paesi europei, in breve tempo cambierebbe di nuovo tutto. Ora, come dici tu, stare dalla parte del coraggio o della bontà diventerebbe la solita scelta ideologica, anche se non è scontato. lo vediamo in questi giorni col Coronavirus la cui cifra stilistica è l’innesco di paura e sospetto verso tutti. Lo osservavo stamattina al supermercato e subito dopo in panetteria. La gente è guardinga, paurosa, mantiene giustamente le distanze come consigliato da decreto. Allo stesso tempo si assiste e ci viene raccontato del lavoro immane che stanno facendo gli operatori sanitari, un po’ nel rispetto del giuramento etico, altri per quel senso di altruismo che ci vede tutti navigare sulla stessa barca. Ecco, mi sembra un po’ la stessa cosa di fronte a questa nuova probabile invasione. L’alternativa è appunto Alba Dorada che qui in Italia ha altri nomi, ma c’è.
    E quello che tu dici del rimuovere le cause invece che lavorare sugli effetti sarebbe a breve termini impossibile, e lo sai anche tu. Non si cancellano millenni di cultura e Storia. Cosa fare quindi? Forse reagiremmo come sta facendo la Grecia, ma col sultano le conseguenze potrebbero essere anche peggiori. Ci sono solo due possibilità, o continuare a foraggiare Erdogan o riprendere una politica di accoglienza che la gente non capirebbe, visto che anche noi siamo ormai in braghe di tela, e sempre di più. Tutto questo per dire cosa? Per dire che in Italia e in Europa, non governando i nazionalisti, a parte pochi esempi, anche questi ricattatori al pari del turco e insofferenti alle regole comunitarie, tranne che chieder soldi, vedi Ungheria, io non vedo altra possibilità di accordi proprio per governare l’ingresso dei profughi. Altrimenti i disequilibri si acutizzerebbero ancora di più con conseguenze imprevedibili. Perchè le guerre non iniziano improvvisamente, si preparano prima. E ormai il pericolo è quello.

  • E come no, Pietro. Ricorderai senz’altro il “caso Abu Omar”, quel sant’uomo dell’imam di Milano riportato in Egitto, suo paese d’origine, perché imputato di terrorismo con i soliti s-fascisti in piazza che volevano accusare chissàchi di “sequestro di persona”. Il Pensiero Sinistro è totalmente privo d’immaginazione, continua a ripetere le stesse baggianate.

    • Risposta a Pietro Martini 19:39 di ieri.

  • Caro Ivano, la prima fase di ogni processo di problem solving è quella dell’identificazione del problema. Qual è il problema, quale la sua definizione sintetica? Anche in questo caso, per risolvere il problema dobbiamo chiederci quale esso realmente sia. Per me: l’assenza di Europa, più concretamente la mancanza di una forza militare europea unificata, di una diplomazia europea univoca, di un unico centro decisionale europeo per gestire le emergenze e le crisi internazionali come questa. Il che non solo non andrebbe contro i legittimi nazionalismi e patriottismi dei vari popoli europei ma li potrebbe valorizzare, potenziare e impiegare al meglio. Per cui, visto che tutto questo non esiste, è chiaro come adesso la situazione creata da questo boia turco diventi difficile da risolvere. Siamo quindi nella condizione di dover subire e basta? Non lo so. Non sono un esperto di geopolitica e di strategie internazionali. Posso solo sognare a occhi aperti. E qualche idea frutto di questa attività onirica ce l’avrei. Ma lasciamo perdere.
    Purtroppo, oggi l’Europa ha nemici esterni e interni. La Russia, gli Stati Uniti e la Cina, dall’esterno, possono continuare a danneggiarci, come stanno facendo, proprio perché siamo divisi. I masanielli e i ciceruacchi di turno, gli arruffapopolo e i mestatori locali, dall’interno, possono continuare a campare di rendita elettorale e politica, come stanno facendo, proprio utilizzando il loro demagogismo antieuropeo e negando che si possa essere patrioti nazionalisti e, al tempo stesso, uniti una realtà federale forte e identitaria in termini storici, culturali, sociali ed economici. Perché le cose che accomunano tutti noi europei sono infinitamente maggiori e migliori di quelle che possiamo avere in comune col resto del mondo.
    Finché saremo divisi, potremo essere colpiti impunemente persino da un vergognoso dittatore islamico come Erdogan, negatore del genocidio armeno e criminale di guerra contro i curdi.

  • A proposito del nostro Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, mi sorprende che non si alzi la voce, protestando con la mania di affibbiare i ministeri a persone con nessuna competenza; ministeri spartiti come “torte della politica”, e gli stessi personaggi a non avere l’onesta, o meglio la decenza di rinunciare a ciò di cui non hanno esperienza e competenza. Fare il Ministro è un ruolo delicato e tecnico, non deve spazzare il cortile. E’ vero che ci sono i sottosegretari, i collaboratori, i suggeritori che fanno gran parte del lavoro, ma se Veronesi fa il Ministro della Sanità, Alberto Ronchey, quello della Cultura, capisco, e comprendo, e intendo che siamo nella logica. Ma se alla Sanità ci va Rosy Bindi, agli Esteri, Di Maio, è roba da far ridere i polli. Ma è possibile che la cosa non fa protestare più nessuno? Giornali, persone singole, partiti, movimenti? E’ da quando sono bambino che la politica si rimbalza i ministeri come frittelle tutte tonde, tutte uguali, eccetto l’Economia, la Finanza. Per Il resto, si può passare dall’Istruzione, alla Sanità, agli Esteri soddisfando gli appetiti, di destra, sinistra, centro, nuovi e vecchi movimenti.

    • L’alternativa sarebbero i governi tecnici, ma ricordiamoci bene le proteste della Politica, soprattutto quella populista e nazionalista contro i vari Monti e Fornero ad esempio.Furore ideologico? Non credo. Che poi anche lì, basta essere un medico per fare il Ministro della Sanità? Chi ha inseguito la Politica piuttosto che la propria formazione professionale siamo sicuri che darebbe le garanzie necessarie, che avrebbe le competenze? Dove non distrugge la finanza distrugge la Politica.

  • Ve la ricordate la Melandri, con la successione della Gelmini? La prima si presentò ad un dibattito televisivo senza nessuna preparazione e difatti la seconda la sbaragliò con dati alla mano mentre la Melandri andava a braccio, a spanne. Nonostante la Melandri fosse del Pd la sinistra non ebbe dubbi a bersagliarla di riprovazione. Furore ideologico? Invece la destra populista, ancora adesso ai suoi leader permette e giustifica tutto, anche lo sciacallaggio più spinto.

    • Se il Ministro della Salute lo fa Umberto Veronesi, capisco, perchè ci capisce. Se Di Maio fa il Ministro degli Esteri mi viene da ridere. La lista è lunga di non competenti diventati Ministri di qualcosa. La verità è un’altra, è che sono pochi quelli che hanno la decenza di rifiutare dicendo: non me ne intendo. Anch’io sono finito quasi 15anni lavorando dal ferramenta anche se non sapevo mettere un chiodo nel muro. E ti assicuro, caro Ivano, che avevo imparato a far finta di essere un esperto; c’era gente che mi ascoltava blaterare come si fa a fare questo, quest’altro, maneggiando trapani, l’alimentazione a goccia a goccia dei giardini, e mi ringraziavano soddisfatti. Spero che non mi hanno preso alla lettera. Mi arrabattavo sui manuali, a spanne. Ma c’era chi scopriva le mie lacune grandi come un cratere. Uno mi disse: ma lei che ci fa dal ferramenta? Sopravvivo, signore, in attesa che mi spostano. I Ministri incompetenti si fanno dire quello che devono dire, e se saltano una riga sono guai. Ma lo stipendio è alto, e pure la mamma del Ministro è orgogliosa, quindi avanti così. A sinistra, a destra, al centro, stellecinque, euro no e poi sì, partito dei pensionati, populisti e terzomondisti.

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