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RITA REMAGNINO

Addio Europa, addio

Il popolo vuole essere imbrogliato, lo sapevano già i Romani duemila anni fa. La verità spesso destabilizza e confonde mentre la falsità tranquillizza e consola. Da sempre tira dunque una brutta aria per chi vuole vivere e pensare liberamente, e in un mondo globale il fenomeno non poteva esimersi dall’assumere proporzioni gigantesche. L’esercito degli autonominati buoni, i baronetti progressisti, i Giusti, è in marcia e non si fermerà. In apparenza costoro hanno messo a tacere l’istinto di predatori, si mostrano pacati e riflessivi ma hanno bisogno, per odiare, di convincersi che l’oggetto del loro fiammeggiante rancore di Giusti sia un malvagio, o un cretino. Come spiega uno dei loro maestri, Theodor Adorno, nella Dialettica Negativa: l’animale razionale che vuole aggredire l’avversario ha bisogno di un motivo “etico”.

 

 

Il nemico da divorare deve essere cattivo, solo così il Bene sconfiggerà il Male. Per il nostro interlocutore riflessivo, informato, colto, attento lettore dei quotidiani di sistema, il vituperato “sovranista”, ovvero l’avversario, è una persona corta d’intelletto che non riesce a capire come stanno veramente le cose. L’Europa lo sta soccorrendo e lui/lei rifiuta di afferrare il salvagente. Vale lo stesso discorso per l’Italia, che senza l’Euro sarebbe affogata da tempo, e il debito pubblico è la prova del fatto che gli italiani vivono al di sopra delle proprie possibilità, che sono un popolo di cicale, nutrito di ignoranza, e sarebbe ora di smetterla di mandarli a votare.

 

 

Nessuna candela contrasta la luce accecante della verità ufficiale adorata da questo genere di individui. Mai un dubbio, una perplessità, un sospetto. Eppure se esiste un debito significa che c’è anche un credito, per cui il presunto creditore dovrebbe essere un pessimo affarista se continua a finanziare un debito pubblico – il nostro come quello degli altri – che non è pagabile aritmeticamente. Ci deve essere qualcosa sotto, un inganno in cui siamo caduti, penserebbero delle persone sensate. Ma il bravo cittadino globale no, accetta la narrazione del potere, disprezzando come fake news o crassa ignoranza le spiegazioni divergenti.

 

 

Negli ultimi tempi sono state rispedite al mittente anche le accuse dei soliti sovranisti al MES, il Meccanismo Europeo di Solidarietà che conferisce a un gruppo di finanzieri senza nome, sciolti da ogni legge, sottratti a qualsiasi controllo, il potere di determinare le politiche di uno Stato sovrano, o presunto tale. Grottescamente chiamato “salvastati” il fondo vorrebbe obbligare i popoli europei a versare cifre da capogiro, sottratte a interventi più urgenti e necessari, in previsione della possibilità di dover erogare un prestito non quantificabile qualora uno Stato, in preda più a follia che a disperazione, chiedesse indietro una parte del danaro versato a causa di un tracollo economico. Stante la presenza di determinate condizioni, questo è ovvio, per cui l’Italia dopo aver graziosamente elargito 125 miliardi di euro per “la causa europea” non vedrebbe il becco d’un quattrino perché il suo debito pubblico è troppo elevato.

 

 

Resta sottinteso che “causa europea” è sinonimo di “causa della Germania”. Prossimamente su questo schermo il MES servirà infatti a salvare le banche tedesche piene di spazzatura, cioè di prodotti derivati che valgono al massimo la carta su cui sono stati sottoscritti. Per il momento la discussione del provvedimento è stata sospesa, “grazie” al Coronavirus, ma tornerà alla ribalta quanto prima. Nel frattempo la democraticissima repubblica tedesca continua a farsi ampiamente gli affari suoi, come del resto ha sempre fatto. Pochi giorni fa senza chiedere il permesso a nessuno, attraverso la banca pubblica “Kreditanstalt für Wiederaufbau”, si è stanziata la bellezza di 550 miliardi di euro a titolo di sostegno della “sua” economia. Mentre i 25 mld. concessi all’Italia (soldi nostri, bene inteso) sono sembrati calati dall’alto come una manna biblica elargita dal Signore per intercessione della vergine Maria. A scanso di equivoci, si sa che i tedeschi sono persone precise, Altmaier ha dichiarato addirittura allo “Spiegel” che le aziende d’importanza strategica andrebbero nazionalizzate. Non poteva certo dire che le stesse aziende strategiche dislocate in territori europei diversi dalla Germania andrebbero invece “comprate”, ma il senso del discorso era quello.

 

 

A questi atti di prepotenza internazionale si aggiungono ad angustiare gli animi le esternazioni nazionali dei tanti inutili personaggi dello spettacolo. Ma, del resto, il factotum di Palazzo Ghigi viene direttamente dal “Grande Fratello”. Illuminanti le considerazione del maître à penser Fabio Fazio, il quale avrebbe imparato dal Coronavirus che i porti italiani devono rimanere aperti per tutti, e dopo questa vi risparmio tutte le altre. E’ il sintomo della putrefazione di una certa cialtroneria salottiera, che non si ferma neppure di fronte alla morte.

 

 

In controtendenza, invece, le frontiere d’Europa si chiudono. Ma come, i “sovranisti” non erano quegli altri, i brutti e cattivi? La Germania, alias l’Europa, ha cambiato idea? All’origine del provvedimento non ci sarebbe solo il contenimento dell’epidemia da Coronavirus, ma anche il tentativo di impedire che prosegua l’assalto dei supermercati da parte degli “stranieri” che arrivano in Germania da Polonia, Repubblica Ceca e Danimarca. Addio cara Europa, addio. Alla prima crisi sei passata da una generica e simbolica fratellanza europea al toglierci l’uno con l’altro il pane di bocca. Dopo guanti e mascherine. E’ la fine di un sogno fugace.

 

 

Disgraziatamente il vuoto pneumatico lasciato da chi è stato eletto per governarci è stato riempito da personaggi insulsi, da una burocrazia ottusa e dai big della finanza, che in questi giorni stanno traendo beneficio persino dalla pestilenza del Terzo Millennio. Siamo arrivati alla frutta, anzi, al dessert. Come in un qualunque corpo anziano una diffusa stanchezza di vivere è penetrata nelle ossa della Vecchia Europa e la sensazione di declino è giunta fin dentro la sua anima. Questa perdita di luce e di fiducia nell’avvenire, nella divinità, nel prossimo e nelle proprie origini, le ha essiccato il cuore. Tutto sembra già fatto, già detto, già provato, non resta che prepararsi alla lungodegenza nella corsia dei giorni, un periodo stretto tra il fanatismo neo-islamico che viene dal sud e il nichilismo libertario che viene dal nord. Entrambe le estremizzazioni tendono a uno stesso fine, anzi a una stessa fine, la soluzione finale.

RITA REMAGNINO

17 Mar 2020 in Attualità

24 commenti

Commenti

  • In effetti l’impressione è questa: ognuno per sè. E naturalmente questa sfiga è pane per i tuoi denti, non vedevi l’ora immagino, ma tanta gente non vuole proprio pensare che questo sia un funerale. E non voglio neanche pensare a cosa succederebbe se la posta in gioco fosse una guerra come da sempre conosciamo. Vogliamo esser buoni e valutare tutto alla luce dell’EMERGENZA che fa saltare i nervi a tutti? Io vorrei sperare in questo, vorrei che dopo questa tempesta il mare europeo trovasse una nuova strada, nuove riflessioni, nuovi accordi. Ricostruire tutto insomma, perchè se ora mala tempora currunt andando avanti malissima tempora correranno. Rita, c’è poco da gioire.

    • Non vorrei passare per indovina, ma io sto dicendo da 20anni che l’impresa era fallimentare. Il feto e’ nato morto quando s’e’ deciso di “iniziare”, e finire, da e con la moneta. Non voglio dire chi ha avuto l’ iniziativa perche’ sono stufa di ripetermi. Se poi qualcuno si ostina a negare l’evidenza giusto per non darsi torto, avanti c’e’ posto. Quelli come te, Ivano, non hanno capito che in guerra ci siamo gia’, e non da oggi.
      P.S.: io non sto affatto gioendo, il tracollo delle Borse, dell’economia, della cultura e di tutto il resto mi riguarda eccome, visto che sono qui, constato solo che se parte dei miei connazionali avesse aperto gli occhi per tempo anziche’ ronfare, forse non ci troveremmo in questa situazione.

  • Ho sempre pensato che l’impalcatura europea, con le sue regole, le sue istituzioni e la sua moneta, fosse funzionale unicamente agli interessi geopolitici ed economici della Germania. I fatti di questi giorni sembrano darmi ragione. La baracca resterà in piedi finché conviene alla Germania. Non un giorno in più. Altro che sogno europeo.

    • Ecco, siamo in due. Mi fa piacere che oggi la cosa sia inequivocabilmente chiara. Anche se il tracollo di Piazza Affari mi preoccupa assai, speriamo che abbiano almeno il pudore di lasciarci le mutande.

  • Una voce e una penna rubate alla politica attiva, non c’è che dire sorellina! ma se tutti ‘sti tricolori che spuntano avessero un significato? RIPARTIRE,RAFFORZARE, RITRATTARE. Mica male l’Italia delle 3R. Se non fossi negato ci potrei fare un partito!

    • RIPARTIRE (dagli investimenti pubblici), RAFFORZARE (i nostri asset strategici), RECEDERE (da tutti i trattati dell’UE)
      Why not?

  • RIta, qualche commento fa , scrivevi che L’Europa avrebbe approfittato del Coronavirus per far passare, sotto lo sguardo di pochi, il provvedimento del MES. Invece tale provvedimento è stato sospeso proprio a causa della crisi sanitaria. Peccato, non ci hai preso. Ma capita a tutti.

    • Il Mes passerà, tranquilla Natalina. Si accettano scommesse.
      Comunque nell’O.d.G. c’era. Non è stato sospeso. Magari! Solo che se ne parlerà un’altra volta.
      Ma se preferisci possiamo parlare di Lagarde, che non ha fatto alcuna gaffe.

  • Perchè prima dell’Europa le cose sono andate anche peggio, scossa sempre dal vento della Storia. Mi dimostri il contrario. O almeno, dall’Unità di cui oggi cade l’anniversario mi ricordi anche solo un momento storico a cui ritornare. La Storia non si fa con e se e con i ma o con il mi piacerebbe. Si fa con le diplomazie, gli accordi, i tavoli, non con gli istinti e le guerre. Hanno sospeso Schengen (temporaneamente) ? Non certamente per la rinascita dei nazionalismi.

    • Perché tornare all’unità d’Italia? Basta andare indietro di pochi decenni. Prima che fossimo svenduti e comprati a prezzo di saldo dai “confratelli” il Belpaese era la quarta potenza industriale del mondo e le sue aziende godevano di ottima salute. Poi ci fu la s-vendita in prevalenza a gruppi stranieri delle aziende della cosiddetta “galassia Iri” decisa da noti geni dell’economia e della finanza che rispondono ai nomi di Mario Draghi (principali marchi dolciari a Nestlè, Eni ed Enel privatizzati al 70%), Carlo Azeglio Ciampi (privatizzazione di Credito Italiano e Banca Commerciale Italiana, BNL confluita in BNP Parisbas), Romano Prodi (Autogrill ai Benetton, Telecom ad Agnelli/Colaninno/Bennetton, GS ancora a Benetton), Massimo D’Alema (Banco di S.Spirito, poi Banco di Roma, poi Imi privatizzate a pezzi e confluite nell’Ilva), Giuliano Amato (privatizzazione di Finmeccanica).

    • P.S. : tutti ferventi europeisti.

  • Non sono per niente d’accordo con le conclusioni a cui arrivate. Noto infatti una certa incoerenza tra la critica al Governo nazionale, che si farebbe prendere in giro dai “fratelli” europei che cospirerebbero contro di noi, e l’ambizione che sia proprio questo Governo a garantire la moneta che abbiamo in tasca, senza alcun tipo di controllo/coordinamento europeo. Non possono essere contemporaneamente incapaci e statisti.

    • Dubito che l’attuale governo italiano sia in grado di garantire alcunché ai cittadini, né penso che i cugini transalpini siano la personificazione del male. Semplicemente, ognuno si fa gli affari suoi. Consola che la Bce, dopo avere portato al collasso i mercati di mezza Europa, sia stata costretta a fare marcia indietro lanciando una specie di quantitative easing da 750 mld. Se a questi si aggiungono i 20 mld. aggiuntivi (al mese) annunciati dalla Lagarde con la “strategic review” di gennaio e i 120 (entro fine 2020) messi sul piatto ad inizio di questo mese, il tesoretto a disposizione della Bce sale a quasi 1100 mld. di euro.
      Da italiani in piena emergenza non possiamo che esserne contenti poiché una simile potenza di fuoco dovrebbe, almeno per ora, allontanare l’ipotesi – sponsorizzata fra gli altri anche da Giuseppe Conte – di ricorrere all’intervento del Mes. Valuteremo dalle prossime mosse se la Bce si è ricordata all’improvviso qual è il suo mestiere (fare la banca!) o se si tratta di una strategia che ne precede altre. Per ora è difficile dirlo.

    • Caro Mattia, c’è chi vorrebbe mandare al macero l’Europa e gode segretamente degli errori fatti in questi anni dai governanti che fanno parte dell’Unione Europea. Sono picconatori, e desiderano il caos, nella speranza di arrivare, di tornare al nazionalismo, all’uomo forte, con l’aiuto della Rete, dove questi picconatori si scatenano. Purtroppo gli egoismi sono più forti della solidarietà, in Europa, negli Stati Uniti, ovunque.

  • – La Germania si è rifiutata di esportare dei beni sanitari essenziali, nonostante sostenga che il paese non sia stato contagiato come il nostro;

    – Da parte delle sue più alte cariche, la Francia ci accusa di incompetenza, nonostante l’Italia sia stata all’avanguardia sulle misure di sicurezza pubblica da mettere in atto;

    – La dirigenza della Banca Centrale Europea ignora le richieste di protezione contro la speculazione ai danni del nostro paese;

    – Il paese, che è stato finora il più solidale fra tutti nei nostri confronti, è stato la Cina (“l’Euro ci difenderà dalla Cina” ci hanno ripetuto per almeno due decenni), e cioè un paese fuori la UE;

    – Ai 20 mila medici/infermieri precari, nostri EROI nazionali, che in questo momento sono stati assunti per proteggerci dal virus, è stato già detto che non verranno create per loro le condizioni di stabilità lavorativa a causa dei vincoli di bilancio pubblico di matrice europea, nonostante sia diventato chiaro a tutti che la difficoltà di gestire l’attuale urgenza da Corona-virus sia proprio dovuta ai tagli lineari contro la sanità.

    • Caro Achile, mi sembra che il Covid-19 abbia ucciso due grandi utopie del Novecento: l’Unione Europea (per come era stata congeniata e realizzata) e la globalizzazione (di cui la prima era un pilastro). La UE è stata spazzata via dall’inevitabile fine del “sogno di Schengen” che, da anni, si era rivelato per quello che era realmente: un incubo. Gli Stati d’Europa, di fatto, non vedevano l’ora di chiudere le porte d’ingresso di casa propria. Tant’è che quando la Commissione Europea, in piena pandemia, lo ha deciso per tutti, ogni Paese si era già “arrangiato per conto suo”. Termina qui l’ubriacatura globale in cui la parola d’ordine era “spalancare tutto” e ogni chiusura era bollata come un “reato contro l’umanità”, un’invenzione concettuale in piena regola.
      Idem dicasi per quel moloch graniticamente difeso dai fondamentalisti del radical chic che è – o forse meglio dire “è stato” – la globalizzazione. La quale, a dire il vero, vacillava già dai tempi della crisi finanziaria del 2008, della crisi dei clandestini del 2015, della crisi commerciale tra Washington e Pechino. Nonostante il negazionismo degli “antifascisti del sushi” impegnati a rilanciare se stessi di utopia in utopia, di salotto in salotto, di piazza in piazza. Non volevano credere che tutto si stava trasformando, per prevedibilissima nemesi, nel requiem intonato al proprio corteo funebre.
      Infine è arrivato il Covid-19 e i falsi miti degli ultimi tre decenni non sono sopravvissuti. Seguiranno a ruota il “melting pot”, l’ortodossia buonista, l’ideologia del politicamente corretto che hanno osteggiato senza sosta ogni voce fuori dal coro, che, invece, era solo la voce dal buonsenso. Un altro mondo è possibile.

    • Il vero potere sul quale si fonda questo sistema è principalmente quello ideologico-culturale. Ormai la nuova Bastiglia è la cultura, l’informazione.
      Il virus sta demolendo il muro di menzogne che ci hanno raccontato per decenni e già si intravede il volto del paziente zero: il liberismo. Fra poco ci troveremo a un bivio e saremo chiamati a scegliere tra restaurazione liberista e rivoluzione socialdemocratica. Io la mia scelta l’ho già fatta da tempo.
      Distinti saluti.

  • Anche in questo caso, Achille, sfondi una porta aperta. Senza una cultura condivisa, l’Occidente non ha vie d’uscita e morirà soffocato dai gas liberati da se stesso. Oltre a smascherare il paziente zero, il turbo-capitalismo, il Covid-19 sta mostrando il vero volto anche di certa politichetta di riporto. Solo qualche giorno fa prevedevo che il Mes sarebbe tornato alla ribalta ma non immaginavo che l’avrebbe fatto così in fretta.
    Sono un’ottimista, evidentemente.
    L’anti-italiano “Giuseppi” torna a chiedere il ricorso al Mes, stavolta spalleggiato da Gentiloni, noto economista di fama mondiale. In un’intervista al Financial Times, Conte chiede di usare – ha detto proprio così – “tutta la potenza di fuoco” (circa 410 miliardi) di quel Fondo salva Stati che per noi sarebbe invece la rovina. Troika e lacrime e sangue sine die.
    Mentre la Bce si appresta a investire molto di più del “fondo cassa” del Mes, e senza che questo comporti clausole stringenti per gli Stati (si parla di “pandemic bond” e una quantità di soldi che a conti fatti può superare i mille miliardi) Conte invoca praticamente la Troika e la fine della nostra economia. Ma ha capito di cosa si sta parlando, o era troppo impegnato a farsi fotografare? Ci è, o ci fa?
    L’unica ragione plausibile di tutto questo è un atteggiamento supino nei confronti dei tecnocrati Ue. Il voler sottomettere il bene del Paese ai vincoli e ai diktat di Bruxelles. Per di più fuori luogo e fuori tempo massimo, ora che tutti stanno parlando di misure emergenziali e di sospensione delle regole Ue su debito pubblico e aiuti di Stato. Siamo in mano a una banda di incoscienti.
    In teoria si potrebbe attingere ai soldi del Mes senza vincoli di bilancio degli Stati, senza il requisito della condizionalità e senza l’intervento di alcuna Troika di controllo. Ma per una moratoria di tutto questo andrebbe riscritto il trattato che istituisce il Fondo. Altrimenti i soldi in prestito farebbero scattare le clausole che ci porterebbero la Troika in casa. E non mi sembra che la Germania lo voglia fare. Tanto, ai tedeschi, che gli frega? Si sono appena fatti un autofinanziamento illecito con i fiocchi.

  • Cade la terza utopia: il Patto di Stabilità, altra genialata germanica. Lo von der Leyen sembra avere scoperto che i soldi dei governi servono a “iniettare denaro nell’economia”, e siccome l’economia reale europea sta andando a scatafascio (non da oggi), gli Stati “possono” intervenire con soldi freschi.
    Come non pensare all’Italia nei panni di Fantozzi e alla Ue germanocentrica in veste di regista incompreso:
    https://www.youtube.com/watch?v=XAQ5jjSbfaI

    • Ieri è stato il 25 Luglio dell’unione europea. Il castello di sabbia sta franando sotto i nostri occhi (e nel silenzio scandaloso dei media). Le conseguenze sociali ed economiche che questa crisi ci lascerà potranno essere affrontate solo da una classe dirigente completamente nuova. Dovremo mandare a casa tutti quelli che ci hanno governato negli ultimi trent’anni. Quelli che straparlavano di stati uniti d’europa (cioè tutti), quelli che hanno smantellato la sanità pubblica (cioè tutti) e quelli che hanno votato il pareggio di bilancio in Costituzione (cioè tutti) dovranno sparire dai radar perchè non saranno più credibili. Anche i giornalisti embedded che, in questi anni, hanno svolto il ruolo di propagandisti della nefasta ideologia ordoliberista non saranno più credibili. Il duo Bilderberg (Gruber-Severgnini), ad esempio, che ieri sera ci allietava dagli studi di La7 con le solite cretinate, non ha più nulla da dire. Sono due mozzarelle scadute (e da un pezzo).
      Distinti saluti.

  • Appuntiamoci sull’agenda questa data: 26 marzo 2020. E’ la data della dichiarazione di morte della UE. La Germania si è rotta le scatole dell’Euro, e abituata com’è alle decisioni unilaterali, se ne sta staccando di fatto. L’Euro le è servito vent’anni fa, quando doveva riunire le sue due parti, ma adesso è evidentemente per i tedeschi una palla al piede e perciò bisogna liberarsene.
    Era prevedibile che la UE, nata per volontà della Germania, sarebbe morta per volontà della Germania. Solo gli allocchi manovrati dai media di regime hanno potuto credere nella “minaccia sovranista”, che in realtà era solo un grido di dolore innalzato per dire che si stava sbagliando tutto, e i risultati oggi lo confermano.
    No agli eurobond, no agli aiuti economici agli Stati del meridione colpiti dalla pandemia. Un modo neanche troppo velato per dire “arrangiatevi, cavoli vostri, noi ci siamo appena auto-finanziati con 550 mld”.
    La politica di austerità e obbedienza imposta dall’ideologia del Quarto Reich era una tavanata galattica fin dapprincipio e, come volevasi dimostrare, non ha funzionato. I deficit dell’eurozona galoppano più veloci di prima, i debiti si gonfiano, i conti collassano, le buste paga sono leggere come farfalle, il castello di carte dell’intera opera contabile messo in piedi dalla folle visione tedesca è crollato, con il tocco finale del Coronavirus.

    • Si è indispettito anche il peso piuma David Sassoli. Pare che a Berlino se la stiano facendo addosso per la paura.

    • Fusse che fusse la volta buona ……

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