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RITA REMAGNINO

La politica di Ponzio Pilato

Mentirei, se dicessi che non stavo aspettando al varco la resurrezione del trauma infantile italiano legato al padre-padrone. Con parecchie titubanze e dietro l’insistenza dei governatori regionali, il governo ha varato ieri nuove disposizioni restrittive (ma non abbastanza) per il contenimento della pandemia da Covid-19. Non sarà più concesso fare sport all’aria aperta né attività

Mentirei, se dicessi che non stavo aspettando al varco la resurrezione del trauma infantile italiano legato al padre-padrone. Con parecchie titubanze e dietro l’insistenza dei governatori regionali, il governo ha varato ieri nuove disposizioni restrittive (ma non abbastanza) per il contenimento della pandemia da Covid-19. Non sarà più concesso fare sport all’aria aperta né attività ludiche, se ci si vuole sgranchire le gambe (mentre gli altri muoiono) bisognerà rimanere in prossimità della propria abitazione. Nel contempo verranno intensificati i controlli e i posti di blocco, nonché i pattugliamenti per i quali potranno essere impiegati anche i militari dell’esercito per controllare la regolarità dei moduli di autocertificazione di chi si sposta.

 

Dopo averne parlato per anni, lo scossone è in atto e l’azione non è stata compiuta dal popolo bensì da un virus di origine ignota. Ci si chiede da più parti dove andrà a parare la massa orfana di un padre ideologico, con molto malcontento in corpo ma ormai capace di stimare cosa le è adatto o inopportuno. Libera di seguire il proprio fiuto dietro ai like più promettenti, l’umanità chiusa in casa per decreto governativo sta aprendo gli occhi. L’egemonia culturale della pseudo-sinistra è in fase di tramonto mentre cresce la richiesta di ordine della pseudo-destra. Perfino istituzioni che applicano modi antilibertari sono ascoltate e rispettate. Lo scossone è in atto.

 

Emergono tuttavia chiaramente le difficoltà dell’Italia, rispetto alle altre potenze mondiali, nell’assumersi la responsabilità di prendere decisioni drastiche. Ma in guerra, perché ormai è evidente a tutti che di questo si tratta, non c’è posto per i vedremo, decideremo, faremo. Si vede, si decide e si fa. In molti si stanno chiedendo in questi giorni per quale motivo l’Italia, al contrario di tutti gli altri Stati, tentenna e vacilla sempre. Come mai una parte degli italiani se la fa sotto ogniqualvolta si profila all’orizzonte un personaggio politico (Craxi, Berlusconi, Salvini) un po’ più decisionista, ma non troppo, rispetto agli altri? Da dove viene l’allergia al “capo”?

 

Ci sono vari motivi. Il primo ha a che fare con la nostra Costituzione, che ha disegnato un assetto istituzionale in cui il Governo può fare poco o niente mentre il Parlamento è onnipotente. Si discute, media, litiga, chiacchiera ma poi ci s’incarta. E così non si combina mai niente. L’Italia repubblicana, del resto, è nata come Stato a sovranità limitata, eterodiretto da plurimi organismi sovranazionali. Era inevitabile che la categoria dei politici si disabituasse a decidere e il governo di “Giuseppi” rappresenta indubbiamente il punto più basso mai raggiunto. Il non-decidere, o il dire una certa cosa per “aggiustarla” il giorno dopo, non porta a nulla. Salvo procurare guai ulteriori.

 

Il problema, adesso, è: chi/cosa colmerà il vuoto. Fino ad oggi in Italia ci ha pensato la magistratura. Per decenni i giudici hanno fatto il bello e cattivo tempo e la politica ha subito mentre il mostro burocratico svolgeva lavori di manovalanza funzionale. Va bene che dobbiamo lavarci le mani spesso e volentieri, ma sarebbe un errore estendere ad ogni ambito quella che è solo una buona norma igienica. Dobbiamo decidere adesso quale strada imboccare perché lo tsunami-Coronavirus non lascerà in piedi nessuna delle “certezze” su cui ci siamo appoggiati fino a ieri. Previsioni, statistiche, proiezioni, indici astrusi andranno tutti a farfalle. “Lieve è il dolore che permette di prendere una decisione”, diceva Seneca, ma ciò che è necessario per il bene comune va fatto perché non decidere provoca danni ben peggiori. E’ mai possibile che un Paese che ha proibito di lavorare (giustamente) a milioni di lavoratori, non sia in grado di dire “per quest’anno le tasse non si pagano”? Cosa mangerà questa gente nei prossimi mesi? Pane e F24? Visto che ci sarà da tirare la cinghia, lo Stato insieme ai suoi miliardi di sprechi dovrebbe dare il buon esempio.

RITA REMAGNINO

21 Mar 2020 in Attualità

14 commenti

Commenti

  • Non entro inmerito alle valutazioni politiche, ma direi che di fronte all’ottima prova che è stata data di fronte all’emergenza il pericolo è che altri se ne prendano il merito! E se questa fiducia si estenderà salteranno fuori anche i soldi dai nostri materassi e nascosti sotto le mattonelle, e si riparte. La boccata di entusiasmo che accompagnerà lo scampato pericolo va canalizzata, e la fiducia in chi il rischio l’ha ben gestito è un fattore basilare.

    • Cosa intendi per “altri”? Vuoi dire all’estero? Bè, se fosse non sarebbe la prima volta. Noi italiani non siamo molto bravi a valorizzarci, o meglio non lo siamo stati fino ad oggi, ma molte cose cambieranno dopo questa esperienza. Non vedo comunque perché i soldi necessari alla ripresa debbano saltare fuori dai nostri materassi quando lo Stato non fa altro che sprecare, si metta mano agli sprechi :
      https://www.money.it/Sprechi-inefficienze-Stato-PA-costo-200-miliardi-evasione-fiscale-Italia
      E se il governo non è in grado di fare ciò che deve, vada a casa, non ci offendiamo.

  • Tutto vero, e nel torbido si pesca bene, quindi sarà il caso di metter mano ai risparmi e reinvestimenti, ma ora non si può, il tempo stesso non basterebbe. Ricordiamoce a debito tempo! Ora diamogli fiducia.

    • No, io la fiducia non gliela do’ proprio. Anzi, sono preoccupatissima all’idea che la nave su cui mi trovo sia in balia delle onde. Se poi tu, Adriano, sei sereno, buon per te. E’ serena anche la tua Banca? Perché la mia (Banca Intesa) sta telefonando a casa ai clienti per “tranquillizzarli”, segno evidente che i primi ad essere sulle spine sono proprio gli addetti ai lavori.
      “Non è il momento di fare polemiche” è il mantra dei filo-governativi e dei loro media, che suona tanto come “lasciamoli lì fino a fine mandato e non rompete i c*******”. Sinceramente l’idea mi terrorizza, e so che siamo in tanti a pensarla così. Sapere che in tempo guerra il tuo comandante naviga a vista è una prospettiva agghiacciante.

  • Premesso che tutto quanto arriva sul blog sia a livello di post che di commenti, e’ “firmato” da qualcuno che, pertanto se ne assume la responsabilità, (il blog è una sorta di “contenitore” che non ha di per se, per scelta, alcuna “coloritura” politica o tanto meno “partitica”!) personalmente nel commentare questo post di Rita Rame ritengo non condividerne le impostazioni di fondo nè rispetto all’azione di Governo, nè rispetto all’azione della Magistratura, ne rispetto all’adeguatezza della nostra Costituzione Repubblicana.
    Non ritengo affatto che “…. il governo di “Giuseppi” rappresenta indubbiamente il punto più basso mai raggiunto….”, anzi, al contrario considerato il contesto nel quale i Governi che ha presiduto si sono formati, ne ho apprezzato ed apprezzo il difficilissomo operato equilibrato, serio e competente.
    L’ultima cosa che mi sentirei di augurare a questo nostro sciagurato Paese, sarebbe l’avvento dell'”UOMO FORTE”, lo dico a chiare lettere, senza se e senza ma!

    • Bene Franco, tu hai espresso la tua opinione e io ho detto la mia. L’attuale governo è totalmente inadatto a fronteggiare una situazione emergenziale come quella in corso, e meno male che i governatori regionali prendono delle decisioni chiare e si preoccupano dei problemi reali, altrimenti brancoleremmo nel buio.
      Se qualcun altro vuole proporre una terza via, ben venga. Parliamone.

  • Ben 243 sindaci della bergamasca implorano il governo di chiudere la Lombardia e fare una grande zona rossa. Silenzio totale dall’altra parte del muro. Cosa si deve fare, andare a Lourdes sulle ginocchia? Il governo ha varato un decreto che si presta a infinite interpretazioni. Adesso basta, non ne usciamo piu’. Oggi attorno alla passerella sul Serio c’era ancora troppa gente, e zero controlli.

  • Non so se ci rendiamo conto della situazione kafkiana che stiamo vivendo, ma mi sembra di si. Stiamo affrontando la più grande crisi dell’Italia postbellica SENZA PARLAMENTO!!! E’ di ieri sera la decisione di Regione Lombardia di “chiudersi” totalmente, la giunta regionale è coadiuvata nelle sue azioni da uno staff di virologi e dalla cosiddetta comunità scientifica.
    Ma quelli (pochi per la verità) che ancora dicono “la situazione è complessa, lasciamoli lavorare” di chi parlano esattamente? Perché chi di dovere, fino a prova contraria, ha tagliato la corda. Lo smart working per loro non vale. D’altra parte, sono latitanti anche in tempi normali, figuriamoci adesso.
    Mettiamo questa gente sulla bilancia e pesiamola.

    • Segue colpo di stato? Non sono ironico! Ci son le condizioni come mai prima. Ma nemmeno catasrofista, prima in un paese in cui le forze armate sono legatee al Governo non c’erano le condizioni, adesso semplicemente di più.

    • Cosa seguirà al Covid-19 nessuno è in grado di prevederlo. Ma certo un governo che se la dà a gambe nel momento del bisogno, dopo che per un mese e mezzo è stato quasi quotidianamente tirato per la giacchetta dagli amministratori locali per prendere ogni decisione, non può pretendere di essere rispettato dai cittadini.
      Il fantasma dell’opera del sanguinario uomo forte (che potrebbe essere anche una donna) alligna solo nelle menti degli ex-sessanttottini, tutti gli altri manco ci pensano, e fanno bene. Trattasi di trauma infantile.

    • Sterile anche il dibattito mediatico sui presunti pericoli dovuti alle restrizioni in atto. Primum vivere deinde philosophari.

    • Tra tutti, Rita, il solo che incontrovertibilmente nn può essere accusato di “aver tagliato la corda” è il (peraltro ugualmente vituperato …..per .principio!) Premier Giuseppe Conte, e i suoi Ministri nn mi pare proprio siano ….irreperibili!
      Giuseppi l’ho guardato bene in faccia, stanotte e non dava a vedere di essere appena uscito da una spa benessere!!!! Mi dicono invece che “il capitano” abbia stabilito la sua base d’azione in Regione Lombardia. Solo voci? Rispetto al Parlamento in quanto tale, mi pare sussistano ovvii problemi oggettivi rispetto all”adunanza/ affollamento connessi più con la diffusione del virus che con kafka! O anche qui è solo una mia impressione? Mah…..

    • Credo che gli italiani, se e quando saranno chiamati a giudicare, lo faranno nel migliore dei modi. La quarantena ha chiarito le idee a molti su diversi punti, nazionali e internazionali. Il parlamento italiano comunque e’ l’unico che ha sciolto gli ormeggi e il virus in casa l’hanno tutti. Infelice anche lo spettacolo di un presidente del consiglio (che a Palazzo Chigi ci abita, non e’ in trasferta) che rivolge il “messaggio alla nazione” dopo che i governatori di almeno cinque regioni avevano gia’ decretato per proprio conto. Che dire, praticita’ e tempestismo in tempo di guerra? E stendo un velo pietoso sul tentativo di ricorso al Mes.

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