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PIERO CARELLI

Grazie, amici cinesi!

Chi è terrorizzato dal flagello che sta scuotendo pressoché l’intera umanità e minaccia di provocare una vera e propria catastrofe planetaria. Chi reagisce con un guizzo di ironia (siamo inondati da video). Chi applaude, con flash mob, gli eroi della drammatica stagione che stiamo vivendo. Chi sogna l’alba rigeneratrice che cambierà radicalmente la nostra vita.

Chi è terrorizzato dal flagello che sta scuotendo pressoché l’intera umanità e minaccia di provocare una vera e propria catastrofe planetaria.

Chi reagisce con un guizzo di ironia (siamo inondati da video).

Chi applaude, con flash mob, gli eroi della drammatica stagione che stiamo vivendo.

Chi sogna l’alba rigeneratrice che cambierà radicalmente la nostra vita.

E vi è pure chi si rimbocca le maniche per alleviare sofferenze e solitudini: l’esercito dei volontari che sta svolgendo un servizio prezioso, anche a Crema.

Numerose le persone che, di fronte a un evento di tale portata, stanno scoprendo o riscoprendo il valore della solidarietà, anche raccogliendo fondi.

Segnalo, a tale proposito, un’iniziativa di due giovani cremaschi: Andrea da qualche anno in Cina nel ruolo di fororeporter e Claudia, la fidanzata, che fa la spola tra Crema e Pechino (dove insegna inglese).

Non è stato facile per loro stranieri, ma ce l’hanno fatta a trovare amici sia a Pechino che a Shanghai. Hanno aperto una chat e hanno avuto in media 500 messaggi al giorno rigorosamente in mandarino (che Claudia, che non è ancora in grado di leggere e scrivere il cinese, traduceva armata di Baidu traduttore).

Sono riusciti a raccogliere dieci mila euro di materiale protettivo (mascherine, occhiali, tute) e i pacchi li hanno già spediti da Shanghai.

Grazie, Andrea e Claudia: noi cremaschi siamo fieri di voi.

Una bella lezione di voi giovani. Un messaggio concreto, tangibile.

E grazie a voi, amici cinesi, che siete innamorati della “immensa cultura italiana”.

Grazie per il vostro squisito atto di solidarietà.

Voi il virus l’avete sconfitto.

Siete ricorsi a metodi draconiani perché avete privilegiato il “diritto alla vita”.

Metodi che, applicati da noi, avrebbero risparmiato una miriade di vite umane e tanti medici e infermieri.

Ma già, noi ci siamo prostrati ai piedi dell’economia.

E così, contiamo i nostri morti.

PIERO CARELLI

28 Mar 2020 in Attualità

60 commenti

Commenti

  • So bene che un conto è la Cina (non democratica) e un conto è l’Italia (democratica), ma io sono pienamente convinto che il metodo Wuhan ci avrebbe risparmiato molte vite umane.

    Qualcuno potrà dire che non è il momento delle critiche, ma io dico che non possiamo avanzare riserve quando tutto sarà finito e avremo davanti una montagna di cadaveri (o di cenere).

    Già la rabbia comincia a serpeggiare e prima o poi esploderà.
    La chiusura totale (che poi totale non è) era richiesta almeno due settimane prima da chi aveva piena consapevolezza della drammaticità della situazione: perché il governo ha preferito ascoltare di più la Confindustria invece di rispondere alla sacrosanta esigenza di salvaguardare il “diritto alla salute”?

    Troppo tempo si è perso!
    Troppi errori si sono commessi se oggi assistiamo a una strage tra gli stessi medici e infermieri!

  • Caro Amico/Maestro, capisco la tua rabbia, la mia stessa perdendo dei cari amici, ma non sono convinto che la catastrofe sarebbe stata evitata. Il virus resiste molto bene all’ambiente, forse sarebbe stata rinviata per colpirci a tradimento. Certo, avvicinarsi alla data del vaccino è gran cosa, e dire che c’è stato chi ha fatto peggio, il mondo tranne la Cina, poca, ma la proporzionalità alle evidenze, in un fenomeno nuovo, c’è stata. Ma te lo immagini un Conte che, unico al mondo imita la Cina? Sbranato! Abbiamo ottenuto una diluizione sufficiente a consentire adeguate cure a tutti e un inizio di immunità di gregge, che è quel che conta, perché ora che c’è il corona, ci sarà per sempre, come gli altri che verranno e quelli del passato. Concentriamoci sugli errori urbanistici, demografici, inquinamento di particolato e di flussi commerciali che hanno determinato il “fenomeno Lombardia”, perché i morti di domani non contano meno di quelli di ieri, anzi, ora che gli ottimisti, tutti tranne me che grido al lupo da anni, hanno avuto dimostrazione del rischio, non c’è scusa. Con i virus bisogna conviverci, ce ne saranno sempre di nuovi, e l’Umanità non potrà vivere a mesi alterni in futuro.

  • Dimenticavo: la mia gratitudine ad Andrea e Claudia

  • Ma questi due bravi ragazzi sanno che il governo italiano (quello bravo e intelligente) ha appena “donato” attraverso la Cassa Depositi e Prestiti 50 milioni di euro alla Tunisia (così ci fa concorrenza con i prodotti alimentari) ed altri 21 milioni di euro alla Bolivia per fronteggiare l’emergenza Coronavirus (61 contagiati e neanche un morto)?
    Totale dell’operazione generosità (con il portafoglio di Pantalone): 71 milioni di euro.
    Nel frattempo i nostri sanitari rischiano la pelle perché sprovvisti del necessario.
    Probabilmente Andrea e Claudia, da Pechino, non hanno ben presente cosa succede in Italia. Perché, diciamocelo, milioni di altri loro coetanei rimasti nel proprio paese sarebbero ben felici di attivarsi per offrire un aiuto concreto in tempi di crisi, ma a fronte di certe schifezze fanno un passo indietro. Anche due o tre. Come non capirli, visto che noi abbiamo fatto la stessa cosa molti anni prima di loro.

  • Capisco, Adriano, che è fin troppo facile sparare col senno del poi, a è un fatto che dopo due settimane, quando cioè si è percepita la gravità della situazione, molti chiedevano di chiudere totalmente (comprese le fabbriche) la Lombardia. La stessa Regione nella persona del governatore Fontana lo chiedeva (non è di competenza delle regioni chiudere le attività produttive). Sarebbe stata una soluzione saggia.
    Gori, già allora diceva: immaginate di essere in agosto e chiudete tutto.
    E’ stata un’occasione perduta e ora piangiamo un numero di morti che è un record al mondo.

    Il virus rimarrà con noi, è vero, ma accadrà quando una persona ne contagerà solo un’altra. Non è il nostro caso di oggi.

    Qualcosa si può ancora fare e non è un caso che si sia deciso, su pressione anche di Brescia, di fare il tampone a chi ha un solo sintomo.

    Il modello cinese, poi, potrebbe essere di grande aiuto anche dal punto di vista delle strutture: là hanno creato strutture intermedie tra la famiglia e l’ospedale. Noi invece i positivi non gravi li lasciamo in famiglia e così contagiano i famigliari (non tutte le famiglie possono permettersi un “isolamento” in casa!).

    • Ma “là” tutto viene ragionato nella logica di un sistema socialista.
      Mentre “qua” il metro è esclusivamente mercantilistico-globalista.
      La pandemia, però, ci obbligherà a fare paragoni e trarre conclusioni. Finora ci siamo divertiti a scrivere libri e abbiamo fatto delle gran chiacchiere, tutte cose che all’atto pratico s’è visto a cosa sono servite. A niente. Ma adesso bisogna agire, e già emergono profonde crepe tra la “ricetta americana” e il “metodo” russo e cinese. Abbiamo sbagliato a sbarazzarci della nostra comune cultura indoeuropea: prima doveva venire la società e poi, eventualmente, ci sarebbe stato l’interesse privato dell’individuo. Il contrario è pura follia. E qui, va detto, le religioni monoteiste portano il peso di una responsabilità enorme.

    • Forse la mia è un’autoassoluzione, perché, dopo aver accettato la prosecuzione del contratto presso il Centro medico… ometto il nome, non ho ordinato la chiusura prima che la nuova proprietà stessa la decretasse. Potrei giustificarmi dicendo che era incongruo sospendere un’attività medica accreditata ASST in fase di emergenza, anzi, con ipotesi di interruzione di pubblico esercizio, ma in sincerità dico che tutti erano sereni, operatori e Pazienti, sembrava che stessimo assistendo a una caccia alle streghe, e ho sottovalutato.

  • A confrontarci, Rita (è il bello del dialogo), si trovano spesso più punti in comune di quanto si immagini.
    Concordo con te: noi (orgogliosi della nostra democrazia occidentale) abbiamo scelto di piegarci alla logica dell’economia, mentre la Cina (dove c’è la dittatura comunista) ha messo in primo piano il diritto alla salute.
    Siamo di fronte a due sistemi opposti: noi abbiamo esaltato i “diritti individuali”, un Paese comunista come la Cina ha posto e pone al centro “l’interesse generale”.

    • Concordo, e difatti “loro” andranno avanti e noi scompariremo.
      Ma prima di andarcene, volendo, potremmo anche imparare qualcosa.

    • Poi, comunque, la Cina è una repubblica socialista.
      Il comunismo è morto il secolo scorso.

    • No, il “Partito Comunista” in Italia esiste ancora. E il marxismo-leninismo pure, Rita. E poi ci sono due o tre altri partiti sempre comunisti e sempre con la falce e il martello e tutto il resto. Duri e puri.
      Anzi, tra le critiche fatte alla UE, le loro hanno un’originalità notevole. Sono internazionalisti (un certo internazionalismo l’hanno insegnato loro agli altri), per un’Europa diversa dall’attuale, comunque Europa, e certe volte le loro istanze sull’economia pubblica, sulla sanità pubblica, sulla scuola pubblica, sulla contrarietà alla frammentazione territoriale attuale (con tutte le conseguenze federaliste negative che sappiamo) non sono poi così peregrine. E il richiamo alla nostra Costituzione, fatto anche indicando determinate contraddizioni con i trattati europei, a volte fa riflettere. Ovviamente, non sono comunista. Anzi. Era solo per dire che in quell’uno o due per cento complessivo del’elettorato, nel quale il “Partito Comunista” (per intenderci, quello di Marco Rizzo, col giornale “La Riscossa”) mi sembra la formazione più rappresentativa (anche se un paio di settimane fa il Fronte della Gioventù Comunista ha sospeso il “patto d’azione”), rimane sempre uno “zoccolo duro” che non cede, che non molla, insomma che “resiste”, tanto per dirla in quel modo che mi sembra tu addebiti al “pensiero sinistro”.

  • Non intendevo, certo, scivolare sul comunismo o socialismo, ma solo dire che altrove (a prescindere al colore politico) si è privilegiato “l’interesse generale” (o come dice Rita la priorità della “società” sull'”individuo”), mentre da noi hanno giocato una forte pressione le esigenze economiche.

    • Neppure io intendevo scivolare nella politica, ammesso che ci sia ancora una politica in cui scivolare, cosa che personalmente non credo. Per “socialismo” intendevo appunto la visione generale della società umana basata sugli interessi di una particolare comunità, un concetto introdotto oltre 5.000 anni fa dai nostri antenati indoeuropei. Se ad est hanno fatto tesoro di questi sacrosanti principi, a ovest si è pensato bene di immolare un’eredità tanto importante sull’altare di un insulso individualismo e di altrettanto futili “diritti individuali”, o “civili” che dir si voglia. E come ho già detto, in questo abbaglio collettivo le religioni monoteiste hanno contato parecchio. Non è stata tutta colpa del mercantilismo.
      Mi sembra, a questo punto, che il risultato sia lampante: in caso di emergenza la comunità sociale reagisce e si salva mentre la società individuale soccombe insieme a tutte le sue fantasie infantili. Credo che alla fine di tutta questa storia si potranno fare interessanti paragoni tra il “metodo Cina” e il “metodo America”, o Europa. Dopo di che, un cambio di mentalità sarà necessario. Alla buon’ora.

  • Vedo che il modello cinese delle strutture intermedie tra famiglia e ospedale sta, per fortuna, prendendo piede anche in Italia (da noi si mettono a disposizione perfino degli hotel).
    E’ un buon segnale, ma ci è voluta la protesta di tanti sindaci che non sanno più come gestire le giuste preoccupazioni della popolazione, in primis di chi ha avuto contatti con un positivo (per lo più famigliare) e dovrebbe rimanere in isolamento o di chi, magari senza sintomi, potrebbe essere lui stesso positivo.

  • Continuo a sentire celebrare il “modello Italia”.
    Ma… quale modello? Abbiamo copiato in modo maldestro il modello Wuhan, abbiamo aspettato almeno due-tre settimane a prendere le misure giuste (la chiusura totale), abbiamo il numero di morti di tutto il mondo (lasciamo pure stare il tasso di mortalità – non possiamo confrontare dati non omogenei).

    E’ inutile che ci si consoli dicendo che in Lombardia muoiono di più perché abbiamo la sanità a livello di eccellenza: in Germania no? in Germania non vi è un tasso analogo di anziani?

    E’ inutile che ci si consoli dicendo che noi non abbiamo l’attrezzatura tecnologica della Corea del Sud. No? E perché ora, grazie anche al supporto del Politecnico di Milano si sta cercando di seguire il metodo coreano?

    Il problema è che non eravamo impreparati (preparata invece era la Corea del Sud, memore della esperienza della Sars).

  • Ieri sera su Rai 3 ho visto in replica un servizio sui mercati cinesi e su quello che mangiano quei trogloditi: corna di cervo tagliate a rondelle come patatine, zuppe di cavallucci marini, di peni di cervo e di cane. Tutto tramandato nei secoli e millenni secondo la loro antichissima cultura. Tutto per curare impotenza e infertilità Ma quanto scopano questi cinesi. Tutto venduto a prezzi altissimi, soprattutto di animali in via di estinzione che finiscono nelle zuppe dei nuovi ricchi cinesi.Quando poi sono passati agli allevamenti di maiali, in grattacieli di sette piani nella foresta, e tutte le pesti suine conseguenti, con fosse comuni di maialini seppelliti vivi per scongiurare altri contagi, così si fa prima, dopo aver distolto più volte gli occhi ho dovuto spegnere. Avranno pur sconfitto l’epidemia, e la sconfiggeremo anche noi, ma per il resto lasciamo perdere. E poi questa storia dell’individuale e del collettivo che palle, è una bella stupidata. Chiudiamo anche noi l’Italia come hanno chiuso Wuhan, ma poi si ritorni “liberi” a mangiare la pizza e a godere dei nostri diritti individuali e libertà che altri popoli non hanno. I cinesi e la loro millenaria cultura non hanno proprio niente da insegnarci. E noi non abbiamo proprio niente da imparare.

  • E poi quante balle. Tutti col senno di poi a sputare sentenze. Credete forse che due settimane di ritardo abbiano compromesso tutto per non sacrificare in un sol colpo le nostre libertà? Han fatto bene. Chi non è d’accordo ai primi segnali di nuova epidemia si trasferisca pure in Cina, ma poi per restarci. Sarebbe troppo comodo ritornare qui. Ogni modello sociale, culturale o politico è a sè stante. Non stiamo a fare impossibili paragoni. I nostri politici hanno agito secondo criteri occidentali. Del resto stiamo assistendo a quanto avviene negli Stai Uniti o Inghilterra dove sono molto più lenti di noi. Quindi noi, con tutte le pecche, nessuno ha la bacchetta magica, siamo più bravi di loro.

    • Vai tranquillo, i tre quarti della popolazione cinese attualmente vive meglio di te. Se poi ti vuoi consolare, facendo come quello che cade dal carro e si dice “tanto dovevo scendere”, fai pure. Chi si accontenta gode.
      Quanto al resto, noi non abbiamo “un modello culturale”, non più.
      I nostri politici non sono politici, ma gli uscieri dei mercati. Da soli, non possono decidere neppure se usare la carta igienica rosa o azzurrina. Per questo motivo tra il loro dire e il loro fare (immagine retorica) passano secoli. Se è questa la “libertà” di cui parli … siamo a posto.
      In una fase di transizione come l’attuale, inoltre, il confronto tra i risultati raggiunti dalle due visioni, l’occidentale e l’orientale, è necessaria e doverosa. Sempre tenendo presente che i primi sono arrivati dove stanno con le palanche in saccoccia mentre i secondi sono partiti da zero. Non si tratta di una differenza minima. Da atomi solitari non si va da nessuna parte ma una comunità può farcela? Forse è arrivato il momento di domandarselo.

  • La Cina grande com’è potrebbe anche essere autosufficiente. L’Italietta, piccola com’è no. Che poi i tre quarti dei cinesi stiano meglio di noi è tutto da dimostrare, ma non con la tua solita propaganda. Hai ragione,da atomi solitari non si va da nessuna parte, e noi siamo atomi. E io preferisco essere più povero ma libero. Ma il problema sai qual è? Che una volta diventati poveri quei coglioni degli italiani come niente si rivolgono all’uomo forte, e non ho pudore a dirlo. Magari con i rosari in mano. Per questo continuo a credere in quella comunità che si chiama Europa, anche in questo momento difficilissimo. Ma credo che il buon senso prevarrà, nonostante Germania e Olanda. Come dice Prodi: “poi gli olandesi i tulipani a chi li vendono?”

    • Credi un po’ in quello che ti pare, visto che sei un uomo libero. Beato te. C’e’ chi ha fede in dio, chi nell’Europa e lecca la mano al padrone che lo tiene al guinzaglio. Personalmente, sono un infedele felicissima di continuare ad esserlo.

  • Speriamo che il buon senso prevalga in fretta, Signor Macalli, perchè qui stanno fallendo centinaia di aziende. Nel frattempo, l’autorevole e temutissimo Commissario Europeo agli Affari Economici, il Ragionier Paolo Fantozzi Gentiloni, preoccupato più per leuropa che per il proprio paese, ha concesso ancora dieci giorni alla Tedeschia in attesa dell’ennesimo nein. Incurante delle innumerevoli porte sbattute in faccia, il nostro eroe dei tre mondi si dice convinto di poter riprendere il dialogo con gli (ex) amici. Evidentemente non sa che i suoi (ex) amici, nelle settimane scorse, hanno ritenuto opportuno sospendere Schengen e rifinanziarsi con 550 miliardi (o forse 800, non ricordo) di aiuti di stato (non erano vietati?) e lo hanno fatto immediatamente, senza aspettare dieci giorni e senza chedere niente a nessuno.

    • Non so fino a che punto, Achille, sia il caso d’interrogarsi sul come e quando la UE si dissolverà. Di fatto si è già materialmente dissolta quando la Germania, autonomamente, ha varato un piano di espansione della liquidità per oltre 500 miliardi con l’implicito divieto, per i paesi che non abbiano disponibilità di bilancio, di potersi dotare di risorse adeguate per fronteggiare la crisi.
      Lasciamo pure che gli euroinomani continuino a farsi le loro pere arcobaleno, probabilmente esaleranno l’ultimo respiro sussurrando “senza Europa non ce l’avremmo mai fatta”, ma la verità è che questa UE è stata un progetto criminale, nemico dei popoli e dei lavoratori. Il Coronavirus sta solo dando il colpo di grazia a un malato terminale. Niente che già non si sapesse.
      Quando l’emergenza sarà finita tutte le nazioni prenderanno provvedimenti straordinari e radicali e noi non possiamo pensare di affrontare la più grande crisi del dopoguerra con un governicchio raffazzonato che rappresenta il 34% degli italiani. Altrimenti, la democrazia dove sta, se c’è?

    • Ha ragione Signora Rita. Le infatuazioni collettive sono dure a morire e purtroppo, la storia ce lo insegna, quando si schiantano contro il muro della realtà producono tragedie collettive. Evidentemente trent’anni di propaganda (=menzogne) ininterrotta a reti (e quotidiani) unificate hanno sortito il loro effetto.
      Distinti saluti.

  • Signor Mainetti, credo convenga con me che il nostro sfacelo economico non dipende da questa epidemia. Se poi andiamo a vedere nel tempo le responsabilità del nostro debito pubblico allora non ce la caviamo più. In questo momento non mi sembra il caso di recriminare. Sarebbe sterile gioco. Ora possiamo solo mettere in campo la nostra poca forza e le nostre capacità diplomatiche. Noi abbiamo messo in campo 50 miliardi? Non sono anche questi aiuti di stato? Poi che non si possa fare di più è altra questione. Lasciamolo dire alla Meloni, in campagna elettorale permanente e Salvini in caduta libera di consensi, che ce ne vogliono altri. Bella scoperta. Che li mettano loro, prima della caduta definitiva. Poi che Lei e gli altri nazionalisti o sovranisti socialdemocratici crediate di avere una soluzione immediata, visto che “storica” è impossibile, allora è garanzia indimostrabile. Quindi a me va bene così. In questo momento riesco solo ad immaginare questo come il meno peggio.

  • E con la Germania sono più incazzato di lei. Ho inviato qualche giorno fa un dettagliato resoconto,del Sole 24ore dei debiti di guerra che nessuno magnanimamente ha voluto restituiti. Se però si legge solo quello che aggrada allora il confronto è assolutamente inutile.

    • Ho letto il suo intervento ripreso dal Sole24Ore e lo condivido. Non leggo solo ciò che mi aggrada e spero di proseguire il confronto con lei e con gli altri utenti al netto delle differenti posizioni e sensibilità di ciascuno.
      Saluti.

  • Caro Ivano, solo una puntualizzazione.
    Non sono un laudator della Cina, ma ribadisco solo che là, di fronte al problema dell’epidemia da covid-19, ha fatto prevalere l’interesse della “società”, che poi si riduce al “diritto alla vita” (che è di ciascuno), noi abbiamo fatto prevalere interessi “privati” (economici) prima della decisione di chiusura totale (?).
    Tutto qui.
    Ti confesso: mi fanno pena certi intellettuali “costituzionalisti” che in Italia discettano di sequestro dei diritti individuali, di sequestro della nostra libertà “individuale”: di fronte a un’emergenza del genere non c’è nessun “diritto individuale” che tenga!

    • Piero, pensa se improvvisamente fosse stato chiuso tutto. La reazione sarebbe stata uguale allo sconcerto di fronte all’epidemia. E contemporaneamente avrebbero dovuto istituire uno Stato di polizia con tanto di esercito per le strade a presidiare qualsiasi spostamento. Poi poco per volta si è fatto anche qui, ma appunto gradualmente, con un minimo di sensibilità costituzionale. Questo, pensa un pò, è stato dichiarato anche da Fontana.

    • “Ti confesso: mi fanno pena certi intellettuali “costituzionalisti” che in Italia discettano di sequestro dei diritti individuali, di sequestro della nostra libertà “individuale”: di fronte a un’emergenza del genere non c’è nessun “diritto individuale” che tenga! “
      Caro Piero, l’alternativa è questa!
      “Ungheria, parlamento dà pieni poteri al premier Orbán per combattere il coronavirus
      Col pretesto della lotta all’emergenza coronavirus, da oggi democrazia, libertà d’informazione, istituzioni e valori dello Stato di diritto definiti dai Trattati europei sono sospesi in Ungheria.

      Viktor Orbán ha diritti di governo e superpoteri eccezionali rinnovabili senza limite, governerà per decreto, può chiudere per periodo a sua discrezione il Parlamento, saranno accettate solo informazioni di fonte ufficiali sulla pandemia e chi verrà accusato dall’esecutivo di diffondere fake news – cioè potenzialmente anche critiche alla gestione dell’allarme sanitario e al disastroso stato della sanità pubblica o ad altre decisioni del potere  – potrà essere condannato con fino a 5 anni di prigione nelle sovraffollate carceri magiare. L’emergenza in vigore dall’11 marzo dunque viene ulteriormente e gravemente inasprita. “

  • Vedo che l’orizzonte si sta allargando ben oltre il tema circoscritto che avevo posto ed era inevitabile.
    E vedo che quando si parla di Europa ci si infiamma e si diventa tutti anti-europei sia da destra che da sinistra.
    Io mi permetto solo di aggiungere che è il caso di vedere anche i passi che si sono fatti (non solo i passi che non si sono fatti):
    – la sospensione (e prevedo l’azzeramento) del patto di stabilità, un tabù per i Paesi del Nord Europa, non è un passo avanti?
    Рla sospensione del divieto agli aiuti di Stato non ̬ un altro passo?
    Рla decisione della Bce (dopo la gaffe iniziale della Lagarde) di acquistare titoli di Stato per 750 miliardi non ̬ un notevole passo in avanti?
    Рla quasi certa messa a disposizione del Salva Stati (sono 450 miliardi) non ̬ un altro passo?

    So bene che si sta discutendo ancora sulle modalità di accesso al Salva Stati (alcuni Paesi, i soliti, quelli che vantano i conti in ordine, chiedono le note “condizionalità”, mentre la maggioranza – tutti i Paesi del Sud e non solo – chiedono di un accesso senza alcun vincolo, ma confido che alla fine prevalga la ragionevolezza, anche perché il virus sta mettendo in ginocchio anche l’Olanda (10.000 casi) e la Germania: siamo cioè sulla stessa barca.

    Non c’è l’accordo sugli eurobond (coronabond), anche se la Bce ha già dimostrato la sua apertura per l’emissioni di tali eurobond una tantum, ma da quel poco che riesco a capire non vi è solo la diffidenza delle… formiche nei confronti delle cicale, ma vi sono pure problemi tecnico-giuridici: date le attuali competenze, la Ue potrebbe emetterli, ma poi spetterebbe a lei gestire il denaro raccolto.

    I

    • E si, Ivano e Piero, come non pensare che al posto degli Ungheresi con Orban, a questo punto, se non ci fosse stato quello che è stato definito malignamente su questo blog “un ometto”, ad accettare di provare a mettere assieme l’alternativa PD-5* a rimediare alla “spina tolta” da parte del capitano a torso nudo e mohjto, al posto degli Ungheresi avremmo potuto esserci noi!
      Con l’uomo solo al comando magari con corredo di leggi speciali!
      Anche per questo scampato pericolo, io sono grato al Premier Conte e alla sua squadra per quello che stanno facendo al centro di questa “tempesta perfetta”, più disastrosa che mai, senza precedenti ai quali aggrapparsi come riferimento, per cercare di portarci fuori dal possibile disatroso naufragio!

  • Sul grazie ad Andrea e Claudia, che costituisce la parte principale del tuo post, caro Piero, siamo d’accordo. Ma la tua chiusa mi lascia molto perplesso.
    I cinesi “innamorati della immensa cultura italiana” perché ci han mandato qualche pallet e qualche sanitario accompagnati da citazioni di Seneca e Dante? Forse sono altri i riscontri dell’ammirazione dei cinesi per la cultura italiana. Questa invece mi pare un’operazione di marketing politico, vista la sproporzione tra la forza economica cinese e questo fors’anche toccante e commovente ma senz’altro soltanto simbolico aiuto ai nostri problemi.
    E poi, sono “ricorsi a metodi draconiani” perché hanno “privilegiato il diritto alla vita?”.
    Hanno nascosto per chissà quanto tempo il contagio, censurando ogni notizia, trattando il medico che poi è morto come sappiamo, lasciando che l’epidemia esplodesse tra decine di milioni di persone da loro e poi nel resto del mondo, ammettendo il problema solo quando non hanno più potuto nasconderlo al resto dell’umanità. Proprio per non danneggiare la loro economia, oltre alla loro solita propaganda. Bugiardi, bugiardissimi.
    E adesso scopriamo le menzogne sul numero effettivo dei loro morti. Decine di migliaia, non le poche migliaia dichiarate. Bugiardi, bugiardissimi.
    Altro che siamo tutti foglie, onde, fiori e riveder le stelle.
    Noi italiani (peggio di noi altri popoli europei, americani e pure della tanto decantata Asia, India in testa), ci siamo svegliati tardi anche a causa di questo comportamento dei cinesi. E poi, ammettiamolo, per colpa solo nostra, visto che tra gennaio e febbraio avremmo potuto capire, imparare, organizzarci. Invece abbiamo ascoltato quelli della “solita influenza”, i riduzionisti delle percentuali e delle formulette accademiche. È per questo che adesso “contiamo i nostri morti”. Per non parlare del negazionismo dei no-vax, preoccupati per l’improvviso rilievo dato all’indispensabilità della scienza, della medicina ufficiale, delle terapie ortodosse e, soprattutto, del vaccino e delle necessità vaccinali.
    Sui “nostri morti”, oltretutto, si continua a discettare riduzionisticamente sul “per” o sul “con il virus”, mentre i decessi sono enormemente superiori a quelli ufficiali. Da una a sei pagine di necrologi sul Torrazzo. Ogni settimana, cinque pagine in più di morti: tutti deceduti improvvisamente di diabete e obesità?
    Spero vorrai scusarmi, caro Piero, per la franchezza.

    • Però dobbiamo essere onesti, Pietro. Che i cinesi siano “innamorati della immensa cultura italiana” l’avevano già confermato in tempi non sospetti gli operatori turistici, dato che l’Italia è meta privilegiata dei cugini con gli occhi a mandorla, che ormai occupano una consistente fetta di mercato delle vacanze.
      Siamo abbastanza sgamati anche sul “marketing politico”, dopo settant’anni di dominazione americana, e sappiamo benissimo che nessuno dà niente in cambio di niente.
      E’ vero, i cinesi hanno nascosto il contagio per non si sa bene quante settimane, pensando di poterlo gestire, ma hanno fatto la stessa cosa Europa e America. Non so quanto consapevolmente lo ha fatto anche l’Italia, non è un mistero l’esplosione di “strane” polmoniti tra dicembre e gennaio che ha colpito in prevalenza giovani maschi (mio figlio è stato uno di quelli) e risolte con 5gg. di terapia antibiotica. Qualcuno sapeva? Boh!
      Bugiardi, bugiardissimi tutti quanti.
      Tu ci credi che la Germania, con quasi 60mila contagiati, ha solo 455 morti?
      L’antidoto è l’Augustiner di Baviera, più ne mandi giù e più ti tira su?
      Idem dicasi per Francia, Spagna e compagnia bella. E perché questi signori messi a governare, quando nella prima quindicina di gennaio i cinesi rientravano nei luoghi di lavoro dalla Cina, dopo il capodanno lunare, non hanno chiuso le frontiere come i governatori del Norditalia chiedevano a reti unificate? Semplice: per le palanche. Ci sarà tempo, tra qualche mese, per approfondire le questioni e distribuire le colpe. Adesso dobbiamo solo pensare a uscire vivi da questa brutta situazione, e tutto fa pensare che non sarà una gita in campagna. Per come la vedo io, qualche misura verrà allentata (se non vogliamo morire di fame) ma circoleremo con mascherine e guanti fino a fine estate.

    • Infatti, Rita, ho detto che “sono altri i riscontri dell’ammirazione dei cinesi per la cultura italiana”, per cui su questo siamo d’accordo. Inoltre, per adesso le menzogne degli altri sono da dimostrare, quelle cinesi sono conclamate. Ma se anche gli altri mentissero, non è che i cinesi ne escano meno mentitori.
      Sono d’accordo sulla partenza in ritardo del resto del mondo rispetto al contagio e l’ho infatti detto poco sopra. Solo che le ragioni sono diverse. Proprio perché sono diversi gli interessi generali e i politici specifici di ogni paese. Basta un rapido flash-back delle varie dichiarazioni di Trump, Johnson, Macron, Merkel e dei vari altri personaggi in questione.
      Hai ragione, non sarà una gita in campagna.

  • Dopo quel che ho visto in sessantasei anni e mezzo, faccio fatica a commuovermi per qualcuno o qualcosa. Ma se in questi giorni dovessi provare una punta di commozione, la proverei davanti ai medici albanesi appena arrivati per aiutarci, ascoltando il discorso che Edi Rama, così toccante nella sua semplicità, ha fatto a noi italiani. L’Albania è una nazione poverissima, dove pure infuria il contagio COVID-19, in cui il personale medico è scarso e molto prezioso. Un popolo tra i più disgraziati e malmenati della terra. Eppure sono venuti, per manifestare la loro riconoscenza a noi italiani. Perché in passato li abbiamo accolti e aiutati nei momenti drammatici che tutti ricordiamo. Un gesto di grande onore, di grande sincerità, di grande fraternità. Una lezione di umanità, che ci viene da chi non ci aspettavamo e che ci tocca in modo inaspettato. Impariamo a distinguere gli aiuti disinteressarti e nobili, così piccoli nel loro presentarsi eppure così grandi nel loro valore, dai tentativi di intromissione economica e commerciale, per di più conditi da frasette di propaganda.

    • Belle considerazioni Pietro, che ti fanno solo onore!
      Condvido

    • Caro Pietro, io invece non riesco proprio a commuovermi davanti alla sceneggiata slava di Edi Rama al comando dei suoi trenta infermieri e medici, con tanto di comparse mascherate sullo sfondo. Notoriamente l’Italia è il bancomat dell’Albania, e questo a far tempo dagli Anni ’90, nonché il suo mentore per quanto riguarda l’ingresso nella UE (che forse adesso non è più così ambito, ma Raffaele Fitto ci lavora sempre alacremente).
      Calando un velo pietoso su tutte le imprese che l’Albania ci ha soffiato negli ultimi decenni, offrendo agli imprenditori italiani che dislocavano (con i nostri contributi, perché gli italiani sono fessi per natura) l’esenzione da ogni tassa pur di accaparrarsi l’azienda, non dimentichiamo che attraverso la cosiddetta “cooperazione internazionale” l’Italia sgancia ogni anno la bellezza di 500 milioni di euro (una follia!!!), una bella fetta dei quali prendono la strada dell’Albania, per la quale l’Italia c’è sempre. In prima linea.
      Lascio dunque le lacrimucce ai Mentana e alle Gruber.
      Da parte degli italiani, un “grazie, a buon rendere”.
      Totalmente diversa è la posizione di chi lavora sodo, tace e non rilascia interviste. Parlo ovviamente di cinesi, russi e cubani, che oltre ad aver mandato un bel drappello di personale specializzato scaricano vagonate di materiale ogni giorno. I militari russi stanno procedendo alla disinfezione di tutte le case di riposo della bergamasca. Sono interessati?
      Fino ad un certo punto. L’accordo “via delle seta” risale al 2019 ed è già operativo, a Cuba della penisola in mezzo al Mediterraneo (strategicamente parlando) non gliene può fregare di meno, e fa sorridere l’ipotesi che la Russia voglia usare l’Italia come cavallo di Troia per penetrare in Europa. Anche se, ne sono sicura, a breve la cordata “Repubblica/Espresso” ci farà “un caso” giornalistico. Sennò, di cosa scrivono.

  • Piero, rinforzo il mio commento delle 17:58: anche in Ungheria qualcuno aveva sottovalutato il tema dei diritti. E poi te lo devo spiegare io che in momenti di emergenza c’è sempre qualcuno che ci prova?

  • Oltretutto la verità si avvicina. Il numero dei morti in Cina pare infinitamente superiore a quello dichiarato. Il “bugiardi, bugiardissimi” di Pietro è azzeccatissimo, altro che modello cinese.

  • Mi dispiace di avere dato adito a equivoci.
    Quando ho parlato di “immensa ammirazione per la cultura italiana” mi riferivo agli amici di Andrea e Claudia, non certo alla Cina!
    Quando parlavo di primato del diritto alla salute sugli interessi economici, mi sono riferito al metodo Wuhan, della chiusura cioè totale (addirittura militarizzata).
    Non ho nulla da ammirare del regime dittatoriale della Cina (ci mancherebbe!): che abbia nascosto il focolaio per circa due settimane pare certo; che il numero dei morti sia superiore a quello dichiarato è del tutto possibile (stando alle immagini che abbiamo visto).

    Ho solo preso lo spunto della Cina, della Corea del Sud (democratica) e della Germania per dire ciò che, a mio avviso, non ha funzionato in Italia.
    Che poi i criteri per quantificare il numero dei morti siano differenti e tra Paese e Paese sembra certo (pare che solo Italia Spagna seguano i medesimi criteri).

  • Piero, la Cina non ha chiuso tutto il paese, ha chiuso solo una regione ! Tutto il resto immenso della Cina ha continuato a produrre ! Quale primato del diritto alla salute sugli interessi economici ? Poteva rischiare di contaminare tutta la Cina ? E quale primato sulla salute se sta inviando nei paesi europei presidi, venduti o regalati , assolutamente inutilizzabili ? La Spagna ha restituito migliaia di tamponi comprati che sono totalmente inaffidabili. La Repubblica Ceca milioni di mascherine chirurgiche difettose che aveva comprato e così altri paesi che non ricordo.

  • Amici resta un fatto: un regime socialista è un allenamento alla solidarietà migliore di uno basato sul profitto, e i flussi di aiuti lo dimostrano., Che poi le mascherine possano essere fatte con la carta igienica dipende da standard produttivi di “bocca buona” di stampo proprio comunista, indubbio.
    Non è il caso di allargare il discorso sino al regime utopicamete ideale, in questo la sapevano lunga i Greci, che, a seconda delle condizioni, negli stessi anni dettero vita sia alla tirannide che al comunismo più ferreo, una colonia che era un’unica comune stile figli dei fiori, ma dipendeva dalle condizioni. Oggi non buttiamo via i sacrifici ed errori di tanti anni di counismo e il loro lascito, e temiamo le deviazioni egoistiche degli Stati del puro profitto, la grande corsa senza esclusione di colpi. Inciso solo in relazione agli aiuti internazionali e solidarietà fra Stati, e chiusura del discorso.

    • Non lo dico io, fonte “Il fatto quotidiano”: La mossa del Presidente russo allarga il fossato scavato dai protezionismi che rendono i partner del Trattato di difesa incapaci di affrontare collettivamente l’inattesa aggressione epidemica. Il loro egoistico ciascuno-per-sé ha suscitato le critiche di Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). E se lo dicono qelli che dovrebbero sminuire…

  • Ciao a tutti, sono Andrea, la persona che ha organizzato e partecipato a questa piccola iniziativa da Pechino.
    Grazie a Piero per il messaggio, mi sento di intervenire nel dibattito proponendo il mio punto di vista, ho diverse cosa da dire e spero di riuscire ad organizzarle in modo organico.
    Iniziamo da metodo cinese, il modello Wuhan. Si parlava di metodo inapplicabile in un sistema democratico come il nostro, ma alla fine è successo davvero, abbiamo visto le stesse cose, ospedali da campo costruiti in tempi record, gente rinchiusa che canta dai balconi, militari nelle strade, polizia che multa chi viola il coprifuoco, droni o volanti per le strade che ricordano con voce metallica di rimanere a casa e le nostre libertà erose decreto dopo decreto. Credo che il modello Wuhan, inteso come chiusura delle attività non essenziali e necessità di rimanere in casa, sia davvero l’unico da adottare quando l’epidemia è fuori controllo, altrimenti la curva esponenziale non si appiattirà mai. La domanda vera è? Come è stato possibile lasciare che l’epidemia andasse fuori controllo? Ho diverse ipotesi.

    1. Ragioni di carattere sociale, culturale. Nelle società orientali con un forte substrato culturale di stampo confuciano esiste un senso di comunità molto più forte che da noi, per cui si riesce più facilmente ad agire in modo corale per l’interesse collettivo, mettendo l’individuo in secondo piano, a prescindere che si parli di Cina capital-comunista o di Sud Corea turbocapitalista. 
Sempre all’interno di questa categoria di ragioni, inserirei anche l’abitudine all’utilizzo di mascherine, che qui vengono indossate anche per un semplice raffreddore, per evitare di contagiare gli altri con uno starnuto. Da noi, quando si è dovuto combattere per far sì che la gente accettasse di indossarle? Da indossare solo se sei malato, dicono alcuni. Probabilmente, ma quanti malati asintomatici ed inconsapevoli esistono? Se le indossassimo tutti, a patto di trovarle, ci proteggeremmo a vicenda.
    2. Sitemi di prevenzione. La Corea ha avuto un focolaio di epidemia legato ad una delle sette cristiane operanti nel paese, eppure, senza ricorrere al modello Wuhan, ha “appiattito la curva”, senza migliaia di morti. Taiwan, la Cina nazionalista, e il Giappone, hanno tutti evitato lo scoppio dell’epidemia. Come è stato possibile, vista la vicinanza geografica ed il forte interscambio con il Dragone? Semplice: insieme ai motivi di cui ho parlato al punto 1, hanno fatto prevenzione in modo efficiente. Dopo l’esperienza della SARS, che ha colpito questi paesi molto più che noi, sono stati messi in campo sistemi di prevenzione che, tramite massiccio uso di tecnologia, hanno permesso di tracciare fin da subito i primi contagiati, i loro spostamenti, le persone con cui sono venuti a contatto, isolandoli tutti. Sistemi tecnologici, che anche nella Cina democratica di Taiwan e nella democratica Repubblica di Corea, hanno visto una massiccia invasione delle privacy, ed un intenso controllo ai confini. Qualcuno mi spieghi cosa ha significato per noi bloccare i voli diretti con la Cina, causando solo un incidente diplomatico, quando poi chiunque poteva dalla Cina prendere un volo con scalo, ed arrivare in Italia? Ci sono diversi articoli che parlano del modello Taiwan e Corea, sicuramente interessanti, ma ripeto, ormai non applicabili ad una realtà come la nostra dove ormai l’epidemia era fuori controllo. Erano cose che andavano fatte prima, ma è anche vero che noi non siamo stati fortemente colpiti dalla SARS per cui questa cosa ci ha colto totalmente impreparati.
    3. Errori politici. Criticai aspramente fin da subito le iniziative taggate #milanoriparte di fine Febbraio, quando ormai l’inizio dell’epidemia era sotto gli occhi di tutto, abbiamo addirittura invitato la gente nei bar a fare gli aperitivi. Quello è stato un errore colossale. Non capisco se i nostri politici non avessero letto i giornali del mondo che da ormai due mesi descrivevano la catastrofe in Hubei e nel resto della Cina. E qui si apre un capitolo interessante. Non credo sia corretto incolpare la Cina per lo scoppio dell’epidemia nel modo. Sicuramente va incolpato il governo cinese per i ritardi nel fronteggiarlo, e per l’aver silenziato chi già aveva messo in guardia contro il pericolo covid19 prima che tutto iniziasse, il famoso Dottor Li Wenliang, ma la responsabilità dello scoppio dell’epidemia in occidente ed Europa va solo addossata ai nostri politici. Ma a questo punto mi chiedo io: se l’epidemia fosse scoppiata altrove, sarebbe successo lo stesso? Ho visto un incredibile servizio del New York Times con foto molto forti da Bergamo (https://www.nytimes.com/interactive/2020/03/27/world/europe/coronavirus-italy-bergamo.html), e ne sono rimasto molto colpito. Quando l’epidemia scoppiò in Italia mi ricordo che ne fui molto triste, ma allo stesso tempo pensai: “finalmente vedremo la vera faccia di questo virus”. In Cina la vera natura del virus è rimasta nascosta, nascosta dietro i poco affidabili numeri di decessi e contagi che oggi suonano ridicoli, nascosta dietro l’informazione statale cinese di stampo trionfalistico, nascosta dietro l’arresto di vari giornalisti indipendenti che provavano a raccontare quello che la gente del luogo viveva, esattamente così come ho visto in questo foto reportage da Bergamo. In questo sì, ci siamo tutti lasciati fregare, perchè come dice spesso una mia amica sinologa, la Cina non è vicina, la Cina è lontana, è diversa, ma oggi, è un soggetto che non possiamo trascurare, perchè quello che succede in Cina, impatta direttamente le nostre vite. Ed oggi questo, è sotto gli occhi di tutti.

    • Grazie è poco.

    • Eh già, Andrea, “la Cina non è vicina, la Cina è lontana, è diversa”, per questo in Italia non si riesce a capirla. Mi sembra che il quadro che hai abbozzato sia del tutto realistico, e trovo ridicolo il fatto che si stia a cercare il pelo nell’uovo per criticarla (un bell’esempio di gratitudine per chi ti tende una mano), o a sindacare sulla qualità dei presidi sanitari inviati da quel Paese. Chi recrimina, evidentemente, non ha visto gli stracci-per-la-polvere con i quali la Protezione Civile italiana intendeva rifornire le Regioni.
      Quanto ai numeri “ufficiali”, è chiaro che sono all’incirca su per giù ovunque, non solo in Cina. Il virologo Bassetti, che ho appena sentito, si dice certo della presenza in Italia di almeno 6 milioni di contagiati, nonostante i numeri comunicati siano diversissimi. La Lombardia sarebbe solo la punta dell’iceberg, e questo lo pensiamo tutti, non si vede per quale motivo in altre aree geografiche il virus non si sarebbe diffuso. Non gli piace il paesaggio?
      Vedo e prevedo, comunque, che tra non molto le malelingue sposteranno la loro attenzione sul Plaquenil, il farmaco antimalarico attualmente usato nella profilassi e prodotto dall’India, che non è la repubblica democratica più grande del mondo bensì un mondo “arretrato” che non rispetta i diritti individuali. Il grande totem.
      Non mi stupisce che s’incensi la Germania per gli 8 posti letto “offerti” e si respinga qualsiasi sentimento di gratitudine verso chi ci sta davvero aiutando. Certi nostalgici, purtroppo, preferiscono andarsene abbracciati al feretro imbalsamato dell’Europa anziché ammettere che le prerogative e le virtù europee sono morte da almeno trent’anni. E’ tipico di una cultura anziana il rifiuto di guardare avanti.

    • RIta a me fa schifo che la China VENDA 640.000 tamponi DIFETTOSI alla Spagna, in piena epidemia. Cosa che fa giustamente scandalo in Spagna.
      L’Europa, si è comunque impegnata a comprare 220 miliardi di titolo di stato Italiani (chi li avrebbe mai comprati ?) e l’importo potrebbe ancora essere aumentato. Quantificami per favore, gli aiuti della Cina.

    • Non credo, Natalina, che i cinesi siano così idioti da vendere i tamponi difettosi alla Spagna sapendo che non funzionano allo scopo di farsi denigrare dal prossimo. Non sottovalutiamo l’intelligenza altrui. Si sarà trattato di una partita fallata. Succede. Sugli “impegni” dell’Europa, invece, ne riparliamo più avanti, quando sarà chiaro di quale contropartita si sta parlando, perché credo che sul fatto che nessuno fa niente in cambio di niente siamo tutti d’accordo non essendo, ahimè, nati ieri.
      Per il momento, la “sensazione di essere lasciati da soli” è diffusissima. Leggevo proprio un paio di giorni fa sondaggio commissionato da Nazione, Giorno e Il Resto del Carlino, dal quale risultava che la fiducia nei confronti dell’Ue è crollata anche tra gli europeisti più convinti. Il 72% del campione ha risposto che l’Europa non ha contribuito in alcun modo a fronteggiare l’emergenza sanitaria in corso nel nostro Paese. Un fatto incontestabile. Ma il dato più allarmante è che per il 77% lo tsunami Coronavirus non cambierà nulla, nel senso che il rapporto con la Ue rimarrà conflittuale e non porterà alcun beneficio all’Italia. Siccome gli “impegni” della Ue come i sondaggi lasciano il tempo che trovano, staremo a vedere nei prossimi mesi cosa succederà.

    • Niente di cui scusarsi Andrea e davvero grazie per il tuo reportage, ce n’era bisogno! Sai noi qui siamo un pò un gruppo di “parrucconi” che troppo spesso si ….parlano addosso!
      Fa solo piacere un pò di ….aria fresca, se poi porta con se anche aromi di “spezie orientali” anzichè la puzza dei combustori che oramai impestano le nostre campagne è pure meglio!
      Big abrazo!

  • Grazie, Andrea: il tuo osservatorio asiatico ci è di grande aiuto, come ci è di grande aiuto la tua passione “giornalistica” di fotoreporter (vedo che non risparmi feroci critiche nei confronti della Cina in cui vivi da anni).

    E’ vero: abbiamo sottovalutato, forse offuscati dai nostri legittimi pre-giudizi nei confronti di un regime illiberale, il positivo dell’approccio cinese al virus, come abbiamo sottovalutato le modalità con cui altri Paesi asiatici – dalla Corea del Sud al Giappone a Singapore – l’hanno affrontato.
    E i risultati si vedono.

    Nessun obbligo, Andrea, ma ci sarebbe utile anche in futuro avere informazioni di prima mano, senza filtro, di un occidentale critico come te che si trova a vivere in un momento particolarmente intenso in Cina (anche sotto il profilo della rivoluzione tecnologica).
    Grazie, per ora, per il tuo contributo.

  • So bene, Natalina, che la Cina ha continuato a produrre, ma quello che intendevo dire era proprio questo: come la Cina riforniva la regione di Hubei, come l’Italia avrebbe rifornito la Lombardia.
    In altre parole, avremmo dovuto isolare completamente la Lombardia come, del resto, si era isolato Codogno.
    Naturalmente, è facile criticare col senno di poi.
    Comunque, è un fatto che il metodo di isolamento (per semplificare il “metodo Wuhan” si sta applicando anche in questi ultimi giorni per alcuni “focolai” delle regioni del Sud.

    • Pietro, il contagio era scoppiato quasi contemporaneamente in Veneto, Piemonte e Emilia. Le nostre regioni più produttive.

  • Solo un piccola considerazione sull’India, non perchè non democratica, alla fine sono cazzi loro, ma se producono il Plaquenil come producono i principi attivi, base di tanti farmaci che le multinazionali del farmaco ci propinano, nelle condizioni igieniche spesso denunciate, io mi stupisco o mi aspetto che qualche virus possa arrivare anche da lì. E non è un discorso politico. Senza globalizzazione non si campa? Può darsi, anzi, io lo dico sempre, ma non vorrei di questo passo si iniziasse anche a morire. E’ solo un dubbio.
    Quanto a quello che dice Andrea della Cina io vorrei invece dirgli che le misure restrittive prese in Italia non sono esattamente quelle prese in Cina, fortunatamente, come non sono quelle che da ieri prenderà il signor Orban in Ungheria. Non gemelliamo troppo.

    • Ecco, appunto, confermi quanto detto. Dopo l’untore-Cina, è in arrivo l’untore-India. E tutto ai danni di quelle luminose stelle del firmamento chiamate “occidentali” che non hanno fatto altro che prodigarsi per il bene dell’umanità e per la salute del pianeta. Ma che gente ….
      Quanto a Orban, ieri sera mi sono troppo divertita. Tg di Cairo ore 20:00, in studio c’è Mentana che mostra a Edi Rama collegato via skype un servizio sul feroce dittatore Orban che avrebbe “chiuso il parlamento” con la scusa dell’emergenza Coronavirus. Ma l’albanese non è scemo, tutt’altro, rigetta la provocazione al mittente e non risponde alla domanda. Lascia lì Mentana di cera insieme al suo servizietto e, ciliegina sulla torta, gli liscia un po’ il pelo (al nemico fai ponti d’oro) dicendogli quanto lo stima e quanto apprezza il suo lavoro. Fine della trasmissione, obiettivo non raggiunto.
      Forse mi sbaglio, ma il parlamento non è stato chiuso anche in Italia? Non stiamo per caso andando avanti a suon di “Dpcm” approvati da un gruppuscolo di grillini/pidini che agiscono in solitaria senza confronto? Con una differenza, rispetto all’Ungheria: loro il governo se lo sono eletto (che a noi piaccia o meno, è totalmente ininfluente), mentre da noi regna un esecutivo che, per sua stessa ammissione, è stato messo insieme per evitare le elezioni!!! Ma di cosa stiamo parlando?

  • Sono fin stufo di chiedertelo: perchè il governo giallo verde andava bene e questo giallo rosso no? Devo ricordarti l’articolo della Costituzione che lo consente? L’ha già fatto Francesco. Che poi l’India produca principi attivi senza un minimo di protocolli igienici lo si sa da prima di questa epidemia. E questo è certamente colpa della globalizzazione. Cosa gliene frega alle multinazionali del farmaco di fare controlli? I principi attivi costerebbero molto di più e per noi i farmaci anche. E’ come per i prodotti cinesi importati. Tutte cianfrusaglie che noi italiani non messi molto bene compriamo, spesso pericolosi per bambini e adulti.

    • Ma chi ha detto che andava bene? I primi 3-4 mesi mi è sembrato giusto, come a gran parte degli italiani, dire “lasciateli lavorare” per vedere cosa avrebbero combinato. Ma non appena s’è visto che risultati erano inesistenti (perché con i grillini non si governa, tutt’al più si cazzeggia) ho sperato, come tanti altri, che si andasse a nuove elezioni. Il resto dei Paesi europei (anche loro hanno la Costituzione) nelle stesse condizioni l’ha fatto, perché agire diversamente sarebbe stato un’insulto verso i cittadini.
      Ma l’Italia non è uno Stato sovrano né una repubblica democratica, qui non si muove foglia che la UE non voglia. Per cui, eccoci qua a fronteggiare un’emergenza epocale con un governo imposto che non è all’altezza della situazione. E poiché mi sembra di avere chiarito il mio pensiero, non chiedermelo più.
      Che ne sai tu dell’India, sei un chimico farmaceutico?
      E l’Europa impestata dagli inquinanti, allora, eccesso di “protocolli igienici”?
      Tralascio le altre banalità. Saranno i fatti a fare la storia, non le chiacchiere.

  • Esattamente, neppure le tue. Cosa ne so io? Quanto ne sai tu. Poi ti lascio l’illusione che un tuo ipotetico governo lavorerebbe meglio. “Saranno i fatti a fare la storia, non le chiacchiere”.

    • Se vedemo!!! Contro il fedele, l’infedele non ha armi.

  • So bene, Natalina, che il metodo Wuhan o il metodo Codogno funzionano per agglomerati circoscritti, ma non dimentichiamo che Wuhan ha 11 milioni di abitanti e la provincia Hubei ne ha quasi 60 milioni.
    Una cosa è certa: eravamo impreparati.
    Lo erano invece la Germania e la stessa Corea del Sud che aveva avuto la recente esperienza della Sars.

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