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RITA REMAGNINO

“Q”

Con la lettera “Q” si definisce convenzionalmente il modo di comunicare sotto un nome multiplo. Ma “Q” è anche un romanzo scritto nel 1999 dal collettivo bolognese “Luther Blissett” (Roberto Bui, Giovanni Cattabriga, Luca Di Meo e Federico Guglielmi) conosciuto anche con il nome “Wu Ming”. La trama si snoda in un labirinto spazio-temporale pieno

Con la lettera “Q” si definisce convenzionalmente il modo di comunicare sotto un nome multiplo. Ma “Q” è anche un romanzo scritto nel 1999 dal collettivo bolognese “Luther Blissett” (Roberto Bui, Giovanni Cattabriga, Luca Di Meo e Federico Guglielmi) conosciuto anche con il nome “Wu Ming”. La trama si snoda in un labirinto spazio-temporale pieno di salti anacronistici dove è facile perdersi. Il protagonista è uno studente universitario anabattista senza nome e, come scrivono gli autori, “chi non ha un nome deve averne avuti almeno cento.” Costui si muove nell’Europa del Cinquecento, ma prevalentemente in Germania, al seguito di Munzter, detto “Magister”, “il Coniatore” o “Monetina”, secondo un gioco di parole della lingua tedesca che si rifà alla calamita che attira le menti, nella fattispecie di quelle desiderose di liberarsi dall’oppressione della Chiesa cattolica. Ma sulla strada dei due pellegrini appare nel 1521 un personaggio colto e intrigante quanto basta, “Q”, che si scoprirà poi essere una spia del Vaticano.
“Q” sarà la causa di molti dei fallimenti del protagonista nel corso di un viaggio stracolmo di avventure, battaglie e intrighi, perdite e vittorie tutte giocate sullo scenario della Riforma Luterana, o Protestante, e della seguente Controriforma cattolica. Un’epoca travagliata come la nostra, dilaniata dai conflitti fra le diverse “sette” che esaltano questa o quella sfumatura del cristianesimo, nella quale è tuttavia necessario ribellarsi per ristabilire le leggi disattese della Bibbia. E’ normale in simili contesti che le masse siano disorientate, come osserva il giovane protagonista: “ … la gran parte dei contadini che incontrammo ci ascoltò e mostrò un certo spavento di fronte all’idea che per cambiare la loro situazione non sarebbe sceso Dio in persona a rovesciare i potenti, ma avrebbero dovuto farlo loro con falci e forconi.”

 

 

Nonostante la sua non facile lettura il romanzo qualche anno fa è stato un best-seller in Europa ma non in America, dove a partire dal 2017 su 4chan, un sito per utenti anonimi, sotto il nome di “Q” (la spia) hanno iniziato ad apparire notizie imbarazzanti diffuse da qualcuno che si diceva “Q Clearance Patriot“, cioè Patriota con accesso al livello di classificazione “Q”, che corrisponde al “Top Secret” in alcuni dipartimenti dell’amministrazione Usa. A tale proposito vale la pena di osservare la serie di “coincidenze” (ormai sono centinaia, perciò non possono più essere considerate tali) che induce a credere che “Q” sia legato all’amministrazione Trump e allo stesso Presidente. In altre parole: se il “Q” del 1521 era una spia del Vaticano, il “Q” contemporaneo e i suoi soldati anonimi (chiamati “QAnon”) lavorerebbero per la Casa Bianca. Già, ma a quale scopo? Per divulgare informazioni secondo le quali gli Stati Uniti in particolare e l’Occidente in generale sarebbero ostaggio di una mafia internazionale globalista le cui radici affondano nelle grandi famiglie che da almeno due secoli detengono il potere bancario e finanziario mondiale.

 

 

Costoro farebbero un uso disinvolto di agenzie di intelligence, funzionari pubblici e politici, personaggi in vista dello spettacolo e media mainstream. La situazione non sarebbe nata ieri, nel senso che dopo aver distrutto l’Europa con la Seconda Guerra Mondiale la cupola – meglio conosciuta come “Deep State” – avrebbe aumentato la sua presenza negli Stati Uniti, infiltrandosi in ogni recesso del potere, fino alla Casa Bianca. John Fitzgerald Kennedy le si oppose e sappiamo com’è andata a finire, mentre Barack Obama ne sarebbe stato una pedina. Quanto a Trump, secondo i QAnon sarebbe stato cooptato da un gruppo di patrioti americani, sostanzialmente la parte non comandata dal “Deep State” e ancora patriottica dei militari. In particolare la Marina militare, la NSA allora comandata dall’Ammiraglio Rogers, oltre a varie branche dell’intelligence militare, che, sempre secondo “Q”, sarebbero stati pronti a mettere in campo misure drastiche, cioè un colpo di Stato, pur di evitare una vittoria dei democratici al servizio del “Deep State”.

 

 

Trattandosi di patrioti e di forze armate, gli attivisti di “Q” vengono definiti dalla controparte “complottisti di estrema destra” che raccontano cose non vere. Ma i QAnon non sembrano essere scalfiti dalle critiche e continuano a combattere la “nobiltà nera” che, stando alle loro informazioni, disprezzerebbe visceralmente il resto della popolazione umana, considerata “bestiame” (pecore), mentre loro si considerano appartenenti a una razza a parte e superiore. Sotto traccia e all’insaputa del mondo si starebbe svolgendo dunque una sorta di guerra “segreta” (vedasi le “purghe” di Trump) che non può palesarsi, non ancora, in quanto la grande maggioranza della popolazione non è pronta a ricevere informazioni scioccanti. L’indottrinamento somministrato dai media è ancora forte e un’azione prematura potrebbe sortire addirittura il risultato opposto, provocando reazioni violente. Anche il contrasto a tappeto delle cosiddette “Fake News” che sfuggono al controllo dell’”informazione responsabile” andrebbero inquadrate in questo contesto.

 

 

Sia da una parte che dall’altra la “Silent War”, la guerra segreta, viene combattuta con lo spirito degno di una crociata. Se il “Deep State” esegue nell’ombra i suoi rituali esoterici, i QAnon hanno chiamato la propria azione divulgativa ”The Great Awakening”, il grande risveglio, o anche “Spiritual Warfare”, la battaglia spirituale. Sembra di capire a noi poveri mortali che ormai non si tratti più di una semplice questione di potere e di soldi, cose peraltro già possedute da entrambi i contendenti, ma che si sia alzato il tiro di parecchio. Nel frattempo “Q” esorta ciascuno a pensare con la propria testa, a non rimettere mai ad altri l’autorità di decidere cosa credere, a basarsi esclusivamente sui fatti e sul ragionamento logico per arrivare a qualsiasi conclusione. Tutti devono prepararsi alla fase finale, “The Storm”, la tempesta, che avverrà con l’arresto degli esponenti del “Deep State/Cabal”. La giustizia calerà sulle loro teste, l’umanità verrà liberata e le Nazioni riconquisteranno il potere sovrano. Trattandosi di una vicenda “americana”, il lieto fine non poteva mancare. Avverrà a quel punto un cambio di paradigma sia economico (gli attuali sistemi monetari sono una creazione dal nulla del “Deep State/Cabal” volta ad incatenare la popolazione al debito) sia tecnologico, potranno rivelarsi così le invenzioni epocali che fino ad ora la cupola ha tenuto nascoste allo scopo di mantenere sul mondo il proprio controllo.

 

 

Gli oppositori di “Q” sostengono che i QAnon si stanno inventando tutto. In realtà non si tratterebbe di “patrioti” bensì operatori dello stesso “Deep State” in fase di rinnovamento, il quale avrebbe addirittura favorito l’elezione di Donald Trump per portare a termine con un “insospettabile” il progetto del Nuovo Ordine Mondiale. Persino le schermaglie pubbliche Deep State-Trump rientrerebbero nell’ambito di questa strategia, per cui l’azione di “Q” altro non sarebbe che un’arma di distrazione di massa utile a deviare l’attenzione globale su altri soggetti obsoleti e non più utili alla causa, incanalando le proteste degli oppressi verso obiettivi sterili. Saremmo in presenza, insomma, di una manifestazione della ben nota “opposizione controllata” attiva non solo negli Usa ma in tutto l’Occidente pseudo-democratico. Consapevoli di essere nel bel mezzo di una guerra nostro malgrado, non ci resta dunque che piangere o formarci un’idea personale di ciò che sta accadendo. I messaggi di “Q” sono pubblicati in originale su una sezione di 8kun.net, ma vengono raccolti in automatico e pubblicati sui siti qmap.pub e qanon.pub. Il primo consente una traduzione in italiano il secondo è più spartano, ma contiene un maggior numero di dettagli. Talvolta il messaggio è scritto in modo abbastanza chiaro, altre volte in modo criptico e con il linguaggio incomprensibile tipico dell’intelligence. Anche questo fa parte di una precisa strategia? Di sicuro c’è solo il fatto che poco o nulla è cambiato negli ultimi secoli. Sia ai tempi del personaggio cinquecentesco “Q” sia nel caso dei patrioti QAnon la realtà risulta infinitamente più complicata di come appare. Chi pensa dunque di vivere in un mondo relativamente tranquillo si sbaglia di grosso, negli ultimi decenni sono cambiate solo le armi con cui si combattono le guerre, le quali, come dimostrano le più recenti esperienze, non sono affatto meno letali.

 

RITA REMAGNINO

23 Apr 2020 in democrazia

32 commenti

Commenti

  • Va bene che dobbiamo “restare a casa” e quindi di “tempo” ce n’è, ma sono davvero molto restio rispetto all’ usare il mio, di tempo, per indagare, elucubrare su eventuali accadimenti per i quali non possiedo alcuna …..”unità di misura”!
    Faccia pure lei, Contessa Von Kupfer, che mi pare più addentro, con legami diretti perfino, alle ….segrete cose! Magari leggendo trasversalmente, mi terrò info!

    • Veramente queste non sono cose segrete ma risapute in tutto il mondo, non si vede altrimenti come avrei potuto scriverne. Dopo di che, come sempre su questa terra ci sono persone che si accontentano di sapere di che colore è l’impermeabile ed altre che vogliono vedere cosa c’è sotto quell’impermeabile. Liberi tutti, a ognuno il suo. Il post rientra nel ventaglio delle proposte, chi ha piacere lo legge e chi non è interessato va a prendere una boccata d’aria in giardino o sul balcone. Nemmeno io leggo tutti i post.

  • Così, per dire meglio: dell’impermeabile a me importa assai poco il colore, mi importa che “tenga” la pioggia, perchè poi, dormire all’umido”, non mi piace proprio!
    E comunque, io li leggo tutti, i post, magari in modo trasversale, ma li leggo ( e non solo per “dovere”!).

  • Ma allora Trump non è scemo, fa solo finta perché gli hanno detto di fare lo scemo? Interessante!

    La domanda è, visto che esiste un disciplinare della dietrologia esplicito, io che posso fare per far tornare pane al pane, vino al vino e soldo al cacio? Pensare con la mia testa, arma vecchia e spuntata. Riorganizzare le mie azioni un una contro-contro organizzazione? Le scatole cinesi peggio della finanza. Fare Cincinnato?
    Ecco questo era nell’anima cremascoltese anni fa: sfilarsi uno per volta fino a fargli mancare il terreno sotto i piedi, o il valore del soldo. Ma quanto viene lunga!

    • Uno scemo non arriva fino alla Casa Bianca, al massimo va a fare il direttore in una Cassa di Risparmio di provincia. Tutto sta a vedere chi gli sta dietro: i patrioti di QAnon o lo stesso “Deep State” che pubblicamente ciuffo arancione dice di combattere? A noi, naturalmente, non è dato saperlo.
      Non è inutile considerare, tuttavia, che le “vere guerre” sono quelle che si combattono dietro le quinte, a porte chiuse, lontano dalle ribalte mediatiche. Serve ad allargare la propria visuale, includendo possibili altri scenari, altrimenti risulta falsata anche l’interpretazione delle piccole cose che dalle grandi dipendono.

  • Rita, non che Q di Luther Blissett fosse poi ‘sto capolavoro e che quelli del collettivo Wu Ming fossero ‘sti gran scrittori. Io Q l’ho letto volentieri vent’anni fa e mi sono fatto un po’ prendere dalle rutilanti, fantasiose e abbastanza scombinate vicende della trama, tutto sommato scorrendo le pagine piuttosto volentieri, senza troppo impegno. Easy reading, comunque del genere buono. A parte le polemiche sullo Strega e tutto il can can che questi furbacchioni hanno tirato in ballo per aumentare la loro esposizione mediatica, per me è stato comunque un libro meritevole di essere letto. Ma per quello che è stato e per quello che è. E penso che allora, con la definitiva inumazione degli ideali che sai, con la finale tumulazione delle passioni che conosci, con la montante marea disillusoria di quel tempo (uscirono Matrix e Fight Club, tanto per orientarci), questo libro abbia avuto e abbia un significato preciso, direi doppio: da un lato, pietra tombale su tante illusioni; dall’altro, la fantasia e la sregolatezza (il genio un po’ meno) narrative come ricerca di nuovo respiro, impulso, voglia di andare oltre, sia pure attraverso meandri storici tanto improbabili quanto però ogni tanto simpatici, diciamo vagabondi.
    Ecco, questo è il discorso sul libro. Altai invece non mi è piaciuto per nulla.
    Tutte le altre cose, Rita, mi sembra facciano parte, scusa il termine un po’ forte, di un sottobosco culturale che è proliferato in rete sfruttando quel poco di notorietà del libro e d’altro ancora. Anzi, direi di più. Forse, collegare troppo Q a tutte le menate successive che sul web sono spuntate in epoca successiva, sarebbe fare un torto proprio a Q. I suoi autori, lo sai, sono invecchiati con alterna fortuna. Ma si sono portati con molta maggiore dignità e credibilità, in questi vent’anni, di chi ha scritto determinate cose su certi siti.
    A proposito di Fight Club, mi permetto di dire che, nel novero degli autori a cui si faceva cenno giorni fa (Huxley, Orwell, Bradbury, in parte Dick), che si prestano, spesso loro malgrado e non potendo opporsi per ovvi motivi, a citazioni di rito per supportare le tesi che sappiamo, aggiungerei anche, sia pure per un solo libro, anche Palahniuk, per il suo Il libro di Talbott del 2019. Sul quale, a proposito di certi post-apocalittismi, si potrebbero svolgere riflessioni abbastanza controtendenza.
    Grazie per questi tuoi post. Oggi, poi, non è soltanto il giorno del nostro santo patrono ma anche la giornata mondiale del libro. Per cui, un grazie speciale.

    • Io, invece, leggendo “Q” mi ero annoiata a morte. In realtà non era neppure il mio genere, ma m’incuriosiva l’impianto. Dici bene, comunque, “pietra tombale su tante illusioni”, a cominciare dall’idea balzana di vivere in un contesto democratico, un concetto che nelle ultime settimane è emerso chiaramente ma che già allora iniziava a serpeggiare nell’underground culturale e politico.
      Dopo avere usato a sproposito la parola “complottismo” per tanti anni, ad ogni buon conto, non sarebbe male se si cominciasse a meditare sul sottobosco, parlo di chi ancora non l’ha fatto, che anche in natura è la parte più attiva e feconda dell’ambiente.

    • Mi stupisce un poco, Rita, che tu proponga nei tuoi post dei libri che ti sei “annoiata a morte” a leggere. Ma ovviamente ognuno pubblica i post che vuole, ci mancherebbe, almeno qui si capisce di che cosa si parla.
      Io non mi sono annoiato leggendolo ma, come avrai capito dal mio precedente commento, non l’ho proprio trovato un granché. Del resto, non ho pose da lettore di sole divine commedie e di soli capolavori. Sono un lettore che non se la tira. Il che non significa essere di bocca buona, solo non avere troppa spocchia e iattanza anche coi libri. Perché a volte si comincia a farlo coi libri e si finisce cogli uomini.
      Mi scuso per qualche errore e ripetizione nel precedente commento, avendo scritto di fretta senza rileggere.
      Se ne è parlato, di questo libro, in un certo momento e per ragioni legate alla situazione di allora. E poi, è proprio roba molto italiana e poco esportabile. Vent’anni fa sono come un secolo fa, ormai. Per usare una brutta parola, di quelle che oggi ti fanno tirare le pietre, va storicizzato.
      Ripescarlo per fare collegamenti con l’attualità mi sembra una forzatura. E molto ardita. Ma, come sai, sono per la libertà e il rispetto di tutti e quindi anche il tentare repechage del genere, a qualunque fine, mi sembra più che legittimo. Il vaglio resta poi a chi legge, come sempre. E poi, Q sta in certi studi biblici per Quelle e tutto può essere fonte di tutto, con un po’ di applicazione.
      Il sottobosco naturalistico è una cosa e qualcosa ne so, per esperienze non solo della domenica. Su quello culturale, vale per me quanto detto sopra: massima libertà, ognuno sceglie culturalmente di muoversi al livello che vuole.
      L’underground è un’altra cosa molto fascinosa, lo ammetto.

    • Dimenticavo il “complottismo” da te citato, Rita. Sul complottismo, si sprecano le biblioteche e la letteratura è sconfinata, per cui il discorso sarebbe non solo a rischio di velleitarismo semantico ma anche, su un blog, alquanto noioso. Personalmente, sono convinto che, nel commentare la pandemia in cui ci troviamo, si siano espressi sui media anche gruppi o soggetti cosiddetti complottisti oppure cosiddetti riduzionisti, a partire dalle esternazioni dei no-vax. Gira e rigira, è il vaccino prossimo venturo che scatena molte lamentazioni e polemiche che affollano la rete, sia pure attraverso argomenti di copertura, come quello delle violazioni dei diritti individuali e del regime di polizia, se non addirittura della dittatura di Giuseppe Conte. È il vaccino che, in realtà, “rode il fegato” a parecchi no-vax, improvvisatisi d’un tratto, spesso da tutt’altre precedenti posizioni elitiste, tribuni delle libertà popolari. Ma questa è una mia opinione personale su cui non intendo insistere, proprio perché sia le definizioni concettuali che le argomentazioni e le discussioni sul complottismo sono sterminate. Più se ne parla, soprattutto in via generale e in termini astratti, più si rischia di allontanarsi dai fatti e dalle cose che stanno effettivamente accadendo, col solo effetto di aumentare la confusione e il baccano mediatico. Ecco perché resto cauto e prudente quando ci si imbarca in discorsi sul complottismo.
      Tuttavia, c’è un aspetto molto specifico del cosiddetto complottismo, qualunque cosa realmente sia (o meglio, dei cosiddetti complottisti), che sto approfondendo in questo periodo. Un aspetto che mi sta riservando interessanti sorprese e che, visto dall’esterno, potrebbe farmi apparire come un complottista, pure io, figurati tu. Si tratta di un aspetto solitamente poco considerato e che, invece, più spesso di quanto si creda, attiene a conseguenze operative e pratiche, pure spicciole, piuttosto concrete.
      Non escludo che in futuro ci sia occasione di parlarne.

  • Continuo, Rita e Pietro, a… inginocchiarmi di fronte a tanta cultura letteraria.
    Quanto prima, vedrò di colmare almeno un po’ le mie gigantesche lacune.

    • Piero, francamente il romanzo in questione non mi sembra una lacuna di cui debba preoccuparti. A me sembra poco più di un fumettone storico, di scarso valore letterario. Ma oggi la gente è di bocca buona. D’altro canto, mi pare che l’intenzione di Rita non fosse quella di discutere del libro in sé.

    • Mah, Pietro, il “complottismo” che un tempo ricadeva sotto la denominazione “intrigo di palazzo”, o più elegantemente “strategia”, c’è da quando esiste l’uomo. Personalmente non ci farei un libro, mi limito a guardarmi attorno per cercare di capire cosa accade negli anni in cui si consuma la mia vita, per quanto la cosa sia possibile. Chiaramente i burattini che vediamo quotidianamente sui social media sono appesi a dei fili neanche troppo invisibili, è divertente frugare dietro le quinte.
      Riguardo ai vaccini, invece, faccio parte dei tre quarti della popolazione mondiale chiamata “i masochisti”. Credo di essermi fatta tutti i vaccini che ci sono in circolazione, forse farei prima a dire “cosa mi manca”, ma questo non significa affatto che “mi fidi”. Me li faccio per paura, questa è la molla, ma preferisco non sapere quali porcate ci hanno messo dentro. E se nel prossimo oltre a queste ci sarà anche un microchip … pazienza. Di qualche cosa bisogna pur morire.
      Sono curiosa di sapere cosa leggi, comunque, parliamone.

  • Hai ricordato, Pietro, che oggi è la giornata del libro.
    Mi mancano in questi giorni. So che potrei trovare tanti ebook nella Rete, ma io non posso permettermi di stare troppo tempo davanti a un tablet perché i miei occhi si ribellano.

    • Non per fare pubblicità ad Amazon, ma un kindle è perfetto per la vista. E sempre da Amazon, per il discorso di cui sopra che parla di monopolio mondiale, si possono scaricare parecchie cosette sia a proposito di QAnon che di “Deep State”. Buttati. Se non ora (in quarantena) quando?

  • Dal basso della mia ignoranza (che mi porta a concentrarmi sul …..”colore dell’impermebile” !), ritengo che nel contesto, risuti decisivo il sistema elettorale americano!
    Ma, in verità anche quello Italiano.
    Sintomatico il nome che l’autore stesso, dell’inizio del grande….. “volta e rivolta e torna a rivoltar”, con sprezzanta auto/ironia affibbiò al suo pargolo: PORCELLUM!

  • Non c’entra nulla con “Q” ma non capita tutti i giorni di vedere una Londra così:
    https://www.youtube.com/watch?v=LNNPNweSbp8
    Proprio vero che i cavalli di razza escono dal mucchio anche a cent’anni.
    Livio, tu non guardare, non è il tuo genere.

    • Verissimo. Anche a mille. Anzi, mai.

    • Ok sui cavalli (grandissimi e …..i gà la me età, poc sè poc szo!), ma sono le peccore che, direi, sono tutte nell’ovile!
      I sè cagiat !!!!!

  • Se vogliamo parlar di complotti, cosa ne dite delle spinte secessioniste del Sud Italia, che già segnalai un anno fa, ma sembrano prender forza dato l’isolamento di fatto sperimentato in “regime virale”?
    Emettono moneta complementare Castellino di Biferno – Abruzzo, Vietri di Potenza – Lucania, Santa marina del Cilento – Campania, e si è parlato di L’Aquila e Ostuni, forse altri, i Presidenti di Regione Sicilia e Campania mostrano atteggiamenti antinordisti arroganti…
    Denunciai l’impressione che qualcosa bollisse in pentola dopo essere stato invitato a feste rustiche celebrative del brigantaggio, trattato bene in quanto ospite personale degli organizzatori, per carità, ma frasi interrotte a metà, insomma il clima si sente, e non ero invitato da gente del popolo, ma da avvocati, imprenditori… Penso che ci sia di più di un sentito spontaneo di rivalsa ad accenti sdegnosi del nord del passato, ma si sia costituita una vera associazione occulta. Se succede “altro”, mica movimenti armati, non sono più di moda ma se sono organizzate hanno anche degli avvocati, economisti…
    Non credo di fare del complottiamo, anzi, credo di richiamare l’attenzione su rischi reali quando tutti sono a caccia di complotti.

    • Direi che la spinta secessionista del sud si è concretizzata nel governo Conte.2. Altro che qualcosa bolle in pentola, Adriano, siamo già al dessert! Gli attuali ministri e sottosegretari vengono da Foggia, Bisceglie, Avellino, Potenza, Trapani, Palermo, Brindisi, Siracusa, Napoli, Roma, Caltanissetta, Catania.
      Il livore con cui si pongono verso le regioni del nord, infatti, è palpabile. Purtroppo, si, avvocati qualcuno ce n’è ma economisti ed imprenditori zero al quoto. E si vede. Non parlerei tuttavia di “complotto”, diciamo che stavolta all’armata Brancaleone è andata bene, la prossima non so quando gli capiterà.

    • Il principale grande complotto, vero e reale, è quello delle mafie.
      Poi ci sono i piccoli complotti da operetta, anche loro veri e reali in formato bonsai, rappresentati da quelli che sparano i colpi di cannone nell’anniversario della presa di Gaeta e che stampano le banconote del monopoli.
      Quanto alle celebrazioni del brigantaggio, speriamo che questa ennesima trovata turistica contribuisca a risollevare l’economia locale dei tanti centri storici e culturali di quella terra bella e infelice, devastata dal nuovo baronato parassitario clientelare e dalla criminalità organizzata politicamente collusa.
      La speranza del sud sta in tre cose: i giovani, le donne e il fatto che le precedenti generazioni tolgano il disturbo.
      Qualcuno non lo pensa solo del nostro meridione.

  • Ricordo una cena: un cardiologo, un avvocato penalista, un ex amministrativo ospedaliero, e consorti. Una frase smozzicata e silenszio al mio arrivo: “No, noi ne dobbiamo uscire!”. Io credo che a parte il malcontento ci sia qualcosa di organizzato.

  • Oramai sono allo stremo: beh, sapete che se saltasse fuori che Giuseppi (kuntenta Rita?!?) è un “pungiutu” non mi dispiacerebbe più di tanto?!?
    Parlo di roba seria è! Mica quel cialtrone del capitano!!!
    Ieri sera ho visto veltroni dalla Gruber e ……..
    Sardine, sardine dove siete?!?

    • Cosa vuol dire “pungiutu”? Quanto a Giuseppi, guarda che lo chiamano così quasi tutti (fuori dai salotti della GEDI naturalmente), mica è un mio copyright. Comunque hai uno strano concetto di democrazia: tu puoi dare tranquillamente del “cialtrone” a un senatore della Repubblica (il capitano), ma hai detto anche di peggio, mentre agli altri è proibito chiamare Conte “giuseppi” o “il ducetto”?
      Misteri della fede … o dell’amore.
      Sarei curiosa di sapere come giudicheresti un qualsiasi altro governo che non fosse il tuo beneamato giallo-fucsia che avesse distrutto il Paese con questi risultati (dati Istat): consumi -7,2% dei, investimenti fissi lordi -12,3%, esportazioni -14,4%, importazioni – 13,5%, reddito dei lavoratori -5,7%. Ammettiamo pure che non fossero tutte rose e fiori neanche prima del Coronavirus, ma questi sono numeri disastrosi. E non infierisco con l’adesione al Mes. Se questo è un buon governo, io sono la regina Elisabetta.

    • Rita, il peggio deve ancora venire. Ho sentito l’assessore Mattinzoli inveire contro il ducetto chiamandolo “pezzo di m….” e c……(gonade maschile), accusandolo di aver affossato le aziende del Nord (solo quelle?) e di dire un sacco di menzogne. Poi gli ha augurato di recarsi a Bergamo o a Brescia e di prendere un sacco di legnate dalla gente.
      Io certo non ammetto che si aggredisca con simili toni un uomo equilibrato, sensibile, elegante come Conte.
      In fondo ha solo distrutto l’Italia. Ha solo giocato a fare il ducetto, a emettere decreti illegali e rovina Stati. È vero che in altri tempi avrebbe provocato un’insurrezione e l’avrebbero probabilmente giustiziato. Ma oggi anche la distruzione, se viene dalla sinistra, è vista come un toccasana. Porgiamo devotamente le terga e ringraziamo.
      Verrebbe da chiamarlo Vlad l’impalatore, senonché quello era un guerriero, questo è solo un commediante narcisetto e senza onore.

  • Chiedo scusa, Rita e Livio, ma vi hanno informato che in Italia e nel mondo c’è una pandemia in atto?

    • Sì, lo so, è un virus che prende il cervello.

    • Non ho capito la domanda. Siccome c’è una pandemia in atto bisogna spegnere il cervello e smettere di pensare? E come si fa? Non riesco a trovare l’interruttore.

  • “Giuseppi” poi è stato uno svarione involontario di Trump. Da lì…

    • Da lì in poi è scoppiato l’amore per l’ometto da parte di quanti fino al giorno prima lo avevano considerato un’assoluta nullità. E anche su questo blog ne abbiamo lette di tutti i colori. Da uomo ombra a statista il passo è stato brevissimo. Un lampo.

  • In pochi o tanti l’avevano considerato una nullità. Ma non era e no è un problema.Semplicemente c’era voglia di conoscenza di fronte ad un uomo sconosciuto ai più. E adesso, conosciuto, creda abbia più spessore Costituzionale e istituzionale di altri che loro sì avrebbero voluto pieni poteri, ricalcando orme di macchiette del passato.

  • “non”

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