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FRANCESCO TORRISI

Memoria corta!

Sul “Fatto Quotidiano” di oggi, c’è un’ intervista davvero illuminante (si, ad illuminare i precedenti, a rinfrescare la memoria dei tanti che si lanciano nei crucifige all’ “hic et nuc”, dimenticando, magari facendo finta di dimenticare i disastri precedenti!) a Walter Lavitola, dal titolo “Sabotavo governi, ora faccio la guerra per i tavolini fuori”. Lavitola,

Sul “Fatto Quotidiano” di oggi, c’è un’ intervista davvero illuminante (si, ad illuminare i precedenti, a rinfrescare la memoria dei tanti che si lanciano nei crucifige all’ “hic et nuc”, dimenticando, magari facendo finta di dimenticare i disastri precedenti!) a Walter Lavitola, dal titolo “Sabotavo governi, ora faccio la guerra per i tavolini fuori”.

Lavitola, uno che “ …..Per oltre 20 anni è stato a fianco del potere vero: prima Bettino Craxi, poi Silvio Berlusconi.

È lui che ha scoperto per B. il documento sulla casa di Montecarlo che ha distrutto la carriera di Gianfranco Fini; è lui che ha consegnato i soldi di B. a Sergio De Gregorio nell’operazione che ha fatto cadere il governo Prodi; è lui che pagava per conto di B. Gianpi Tarantini, l’uomo che si occupava degli svaghi privati dell’ex premier (traduzione: le prostitute)….”.

Dopo la ruota del potere, il carcere (“…mi sono fatto 4 anni interi, nemmeno un giorno di pena sospesa. In una cella con 11 persone, c’era pure uno che aveva ucciso il padre con la balestra. Ho fatto la galera per Berlusconi…”): tentata estorsione, ovviamente ai danni di B. “…Ridicolo! Con lui c’era un sistema di mutua assistenza consolidato. Quando uno doveva un favore all’altro, non c’era nemmeno bisogno di chiedere. Pensate che dovessi minacciarlo?…”.

Ora Lavitola spadella, occasionalmente, e il resto del tempo lo passa in sala. “….Lo spaghetto ai ricci di mare lo facciamo secondo la ricetta di Procida. A crudo. Mettiamo la polpa e l’acqua del riccio in una terrina con una fogliolina di menta. Nessuna mantecatura: il riccio non vale una padella…”.

Valter Lavitola da due anni si occupa di questo:linguine, spigole, frutti di mare.

Riparato dagli occhi del mondo, un bistrò di due stanze e una dozzina di coperti a Monteverde, quartiere borghese di Roma, distante dal centro e dai palazzi della politica.

Non gli manca il senso dell’ironia: “….Prima facevo cadere i governi, facevo la guerra a Prodi e Fini. Adesso faccio la guerra a queste due aiuole qui davanti…..”, e indica il marciapiede fuori dal locale.“…non mi fanno mettere i tavolini all’esterno. Appena ci ho provato sono arrivati i vigili…”.

Ecco: l’inaspettato, ingestibile risultato uscito dalle urne il 2018, oltre che di una pessima Legge elettorale, era il figlio anche, e magari soprattutto, dei vari “Walter Lavitola” et similia sui quali si è inverata l’attuazione della nostra Costituzione Repubblicana, secondo l’”anti-etica” consolidatasi in decenni di “anti-governo”!

Abbiamo il terribile difetto di dimenticare velocemente (ed i “giornaloni” peraltro ci aiutano tanto a dimenticare, in favore delle “politiche” dell’editore di turno!) buttandoci avidamente, magari anche sulle fake, sul “quotidiano”!

Credo che una “ripassatina”, magari anche solo a …”memoria d’uomo”, faccia bene assai, magari anche solo per inquadrare correttamente il presente, i “perchè ed i per come”!

FRANCESCO TORRISI

09 Giu 2020 in Politica

3 commenti

Commenti

  • Caro Francesco, uno dei motivi perchè la narrativa di finzione è da diversi anni non esaltante in Italia, pure scarseggiano bravi romanzieri che inventano cercando agganci con la realtà, il motivo è stato detto più volte: abbiamo dei personaggi reali, spesso protagonisti della società, della politica, talmente bravi, talmente misteriosi, talmente delinquenti, talmente stimati che sono un romanzo di per sè, e il raccontare altro, far finzione viene moscio. Non so se è il caso di Lavitola. Qualcuno potrebbe dire che le accuse contro di lui sono l’ennesimo teorema della magistratura, che non legge “Il Fatto Quotidiano”, ma “La Verità”, che ogni giornale tira l’acqua al proprio mulino, che la magistratura ha le sue pecche; che bisogna sempre attendere le prove e tre gradi di giudizio per ogni faccenda, che la fantasia, la creatività è sempre utile, e magari qualche azienda potrebbe trovare in personaggi simili, come Lavitola un buon manager per qualcosa, visto che il “management”, la gestione di faccende e conti e indirizzi societari è di moda da tempo. Quindi? Ricordo il caso di un’altra persona perseguitata dalla giustizia e dai teoremi, anzi due: Umberto Bossi, e Irene Pivetti, putacaso dello stesso partito, oggi partito numero uno in Italia. E’ sempre così: quando un partito va forte, soprattutto a destra, la magistratura comunista si accanisce, costringendo la Lega Nord, oggi Lega di tutta Italia, incluso gli odiati “terroni”, a pagare a rate un debito di milioni di euro pare, ma è certamente falso, sottratto al fisco. Pazzesco: non è persecuzione questa? E la signora Irene Pivetti, che per le sue qualità è diventata presidente della Camera dei Deputati chissà perchè è presa di mira per varie faccende imprenditoriali. Bossi e Irene Pivetti erano le figure più importanti, a suo tempo, della Lega Nord, anni fa. Quindi, o la magistratura si accanisce contro la ex-Lega per faziosità politica, oppure quel movimento-partito era che cosa? Già, che cosa era?

  • Me lo ricordo Lavitola, ma il clima l’ho afferrato meglio da fatti “contigui”. Un giorno di una ventina d’anni fa risuona di sera un grido da fonte non lontana da casa mia: “e tutto per colpa di quel…. di Berlusconi!”
    Un serio professionista indagato viene condotto via con uno spiegamento di forze scenico.
    Il tempo cancella, anche quella famigia ha cancellato tutto, il serio professionista manager non c’è più, ma il fatto che una persona “normale”, ex Olivetti, poi finanza pura, possa finire in un impiccio diffamatorio simile dà l’idea della pervasità della caccia al complice che si scatenò.

  • La memoria è corta dove la vogliamo corta. Perchè la politica non riesce ad essere apprezzata, a dimostrarsi una faccenda seria per molte persone, e la rabbia, il disincanto, l’argomento fa venir noia anche ai morti, se non ci si azzuffa come i tifosi di calcio? Un esempio tra tanti. Il caso Regeni. Mai che una volta nella vita la destra politica italiana, ha detto chiaro e tondo: finchè l’Egitto non mostrerà di fare chiarezza sul caso dell’omicidio Regeni l’Italia annullerà le sue commesse commerciali importanti in ballo con l’Egitto. Regeni non è “nostro”, pensa la destra italiana, ma era uno studente di sinistra: che siano altri a farsi avanti, non noi di destra. Un’altro esempio. Padre Gigi. Perchè la sinistra politica non fa manifestazioni per il rilascio di Padre Gigi, ma soltanto le parrocchie delle chiese cattoliche? Perchè quando scannano dei preti e delle suore cattoliche in Africa, la sinistra politica non alza la sua voce a difesa di queste persone barbaramente massacrate da fanatici musulmani? Perchè non si entusiasma l’anima politica della sinistra quando le comunità cristiane sono uccise lontano da noi? Sono preti e suore, e comunità che non alzano il vessillo di Che Guevara; non ci riguardano. Perchè ogni opinione politica ha le sue preferenze, le sue priorità, i parenti prossimi, gli amici, i propri “santini”, o compagni di strada. La sottolineatura è sempre influenzata dalle opinioni personali. Ognuno pensa ai suoi, e si tira acqua al proprio mulino del pensiero, si protesta per ciò che interessa, che ci riguarda. Chi ha la pensione assicurata, si preoccupa della riapertura anticipata dei bar e ristoranti, dei negozi di calzature? No. Chi è commerciante, la voleva ben prima della data prefissata, perchè deve far quadrare i conti. Così, si finisce che nessuno, o quasi nessuno è credibile, perchè pensa per sè, e tutti hanno le loro valide ragioni, privatamente. Il salto di qualità, il cambio di registro, l’uscita dal pantano, una nuova società, una nuova politica, sono tutte balle, finchè nessuno di noi è disposto a farsi su le maniche per sottolineare i problemi, le difficoltà, le prepotenze che ricevono altri, quelli che non appartengono al proprio mondo, amici di strada, parentele, e portatori della stessa maglia colorata. Siamo sempre troppo faziosi, bravi a difendere il proprio orticello, anche se ci vantiamo di essere indipendenti di pensiero. Ma è un’altra balla.

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