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IVANO MACALLI

SALMONI

Nelle intenzioni della Redazione, per voce di Rita, testi da meditazione. E indubbiamente alcuni offrono spunti di riflessione, ma non per chi li scrive naturalmente, che evidentemente ha già elaborato abbastanza così da non aver bisogno di critiche, contraddittori e neppure ammirazione o biasimo per elaborare di più. I nomi si conoscono, di alcuni si

Nelle intenzioni della Redazione, per voce di Rita, testi da meditazione. E indubbiamente alcuni offrono spunti di riflessione, ma non per chi li scrive naturalmente, che evidentemente ha già elaborato abbastanza così da non aver bisogno di critiche, contraddittori e neppure ammirazione o biasimo per elaborare di più. I nomi si conoscono, di alcuni si conosce il pensiero, di altri si conosce meno. E non voglio neppure entrare nel merito di una scelta redazionale che non mi riguarda se non come semplice lettore che però in sede dialettica magari gradirebbe esprimere un parere. Perchè metafora del salmone, pesce che nuota contro corrente si potrebbe dedurre una coerenza e forza di pensiero capace di sfidare qualsiasi ostacolo. Cosa che fino ad un certo punto è caratteristica di questi pesci, capaci di nuotare controcorrente, evitando magari famelici orsi che ne impedirebbero la risalita come metodo e obiettivo finale. E magari qui la similitudine è pertinente. Che poi salmoni lo siamo tutti, impegnati, almeno i più assidui, a contrastare questa o quella corrente, fossero una scuola di pensiero, le benefatte o malefatte di un partito, di un Governo, della morale o un senso comune. Dicevo, alcune firme si conoscono perchè assidue, altre meno perchè sporadiche apparizioni, altre sparite dal quotidiano approccio dopo aver assiduamente frequentato in tempi passati. Se però la caratteristica dei salmoni è nuotare controcorrente, mi sto ripetendo, caratteristica sono la resistenza e la caparbietà di chi non si assoggetta a quel pensiero comune simbolo del mediocre, credendo di essere portatori di un pensiero unico capace di sfidare le convenzioni. Insomma, essere originali. In tutti i casi non mi sembrerebbe il caso di analizzarne uno per uno o firma per firma. In verità sarebbe facile, un paio non sarebbe neppure prescrittivo leggerli, dando per scontato che in quella sezione non farebbero che pontificare le solite lezioncine morali o pseudo tali. Che però fan prudere le dita o solleticare la lingua. Altri in verità non si presterebbero a chissà quali commenti dando per presa d’atto che comunque non si presterebbero a riflessioni ulteriori. Alcuni forse si presterebbero al dialogo, ma evidentemente da parte degli autori questo bisogno proprio non si pone, nel senso che “io desidero dire questo e qualsiasi intromissione mi sarebbe solo di impiccio”. Posizione indubbiamente poco dialettica su un blog che dalle premesse richiederebbe l’intervento di più voci così da far scaturire quelle proposte del sottotitolo di Cremascolta. Nel senso che magari in tanti, da vivaci e anche polemici confronti, potrebbe uscire, appunto concretizzarsi, la mission sottesa alle intenzioni dei fondatori. Insomma, qualcuno mi spiega la necessita di questa nuova sezione? E qualcuno mi spiega perchè gli autori non intendono sottoporsi ad un confronto? Perchè dare sfogo solo alla loro vanità? Per concludere, nuotare senza controcorrente è roba da salmoni, senza sfidare né corrente né orsi? Un’ultima questione: siccome il blog va alimentato, per non sentir dire che siamo sempre i soliti quattro gatti, e premendomi la continuità, non sarebbe meglio far rientrare questa opzione nell’ordinaria pubblicazione dei post? Si medita comunque, forse. Perchè tanto di letture e basta è pieno il mondo, di libri ne son piene le case, le librerie, le biblioteche, si leggono i giornali, le etichette delle acque minerali, i sottotitoli della televisione, i documenti, la posta che ci arriva, le notifiche del cellulare, la posta elettronica, il linguaggio astruso delle leggi, della burocrazia, il mondo è pieno di tutto questo. Immaginate quante sono nel tempo le parole che sono state scritte, che sono state lette. Andare contro corrente? A questo punto né scrivere né leggere.
E poi un blog solo da leggere, se ognuno pubblicasse solo in quella sezione, non snaturerebbe appunto la sua mission originaria?
Cremascolta com’è nato e cresciuto morirebbe.

IVANO MACALLI

19 Giu 2020 in Pensiero

76 commenti

Commenti

  • Ivano grazie del tuo ben argomentato commento, lascio la palla a Rita che dei “Salmoni” è stata ideatrice e convinta sostenitrice!

    • Non c’è proprio nessuna palla da prendere. Se a Ivano “prudono le dita o solletica la lingua”, perché è chiaro che il problema è solo e soltanto suo, non fa altro che scrivere un suo personale post sull’argomento e aspettare i commenti, se arrivano.
      I “salmoni”, come i podcast e i video, hanno solo aumentato il ventaglio delle offerte, per dirla in termini commerciali. Il blog è, e resta, quello di sempre. Mediamente i “salmoni” sono anche molto lunghi (essendo una riflessione), non si prestano alla “toccata e fuga” da social e non sono neppure fatti per alimentare il dibattito poiché entrano nel merito di un argomento specifico che magari altri non hanno approfondito.
      A riprova di ciò, proprio tu, Franco, ma anche Ivano, avete giudicato il mio post “Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio” (che di fatto era un “salmone”) troppo lungo da leggere, tant’è vero che non vi siete neppure presi la briga di commentarlo. Sbaglio, o qualcuno ha gentilmente scritto “gho’ mia temp”? Benissimo, i “salmoni” sono fatti per chi il tempo ce l’ha, o lo trova. Per Cremascolta sono un valore aggiunto che ha fatto piacere alla “pubblico silenzioso”, che comunque c’è.
      Democraticamente, hanno dato voce a quanti non amano litigare, né ingaggiare derby basati sul nulla. Perché, diciamocelo, quanti commenti sono attinenti ai post in questione e quanti invece sono il semplice sfogo di qualcuno che gode solo se può urlare qualcosa a qualcun altro? Ebbene, i “salmoni” amano la pace e il silenzio, lasciamoli nuotare.

  • Allora Rita ti darei un consiglio: siccome hai fatto un ritratto pennellato benissimo di quella che sei, cioè un “pubblico silenzioso” ti direi di attenerti a quella sezione. Non vorrai passare per caso per una che che il tempo ce l’ha e lo trova per fare sfoggio di “urlare qualcosa a qualcun altro”?, E siccome sei una che “non ama litigare nè ingaggiare derby basati sul nulla” attieniti solo ai Salmoni. Se ne varrà la pena, dopo aver fatto la fatica di leggerti, e averti meditata, vedrai che anche noi lettori chiassosi ne trarremo frutto, e dalla tua ispirazione porteremo nuovi contributi.

  • E quindi son chiamato in causa,e non sfuggo. Vero, i salmoni nascono come iniziativa redazionale, per la saggistica, poi prendono la veste di pensieri controcorrente, e da ciò il titololo del “forziere”.
    Forziere nel senso di cuestodia di raffinato pensiero, ma proprio per questo, con un’azione che ho definito “a cavatappi”, mastro Franco ha estratto un salmone per offrirlo in pasto alla discussione, e l’operazione si può ripetere, per iniziativa di chiunque, non c’è un copyright dedicato! Allora, siamo chari, sono arrivate critiche per l’eccesso di animosità di certi contraddittori, e quelli che ora sono i salmoni son sembrati inizialmente una soluzione, una “riserva del pensiero in via di estinzione”. La redazione, che non comprende solo gli eletti per votazione, ma si apre a tutti i pareri, è sempre pronta a modificare le sue scelte. già, perché i followers ci sono, e dobbiamo a loro delle risposte. Se questo stile non piace si cambia, anche se è stato adottato nel senso proprio di una pagina di pregio.

    • Non piace a Ivano Macalli? Caspita, che campione statistico!

  • In effetti, Ivano, i salmoni sono… congelati. E’ stato Franco che, nel mio caso, ha avuto la felice idea (secondo me) di scongelarmi e di mettermi nelle condizioni di “dialogare”. Un’operazione che potrebbe essere effettuata anche per gli altri: il blog deve continuare ad essere “vivo” e la vita si alimenta con il “dialogo”, col confronto. Magari, sarà Rita che ha avuto l’intuizione dei salmoni, a pensarci.

    • Scusa, Piero, non capisco, se volevi dialogare e non essere “congelato” perché hai pubblicato il tuo pezzo nei Salmoni? Forse perché era troppo lungo come post ‘normale’? Anche perché il tuo non mi sembrava proprio un pezzo ‘controcorrente’ (e credo sia questa la ragione per cui Franco lo ha riproposto).
      Comunque, se io scrivessi un pezzo nei Salmoni, vorrei si chiedesse il mio consenso prima di estrapolarne dei passaggi e inserirli nel blog ‘dialogico’.

  • Questa del “consenso” poi!
    E allora cosa faccio, ti chiedo il mio consenso per esprimere la interpretazione “secondo Livio” delle motivazioni che mi hanno portato a “proporre al dialogo”, alla Piazza di Cremascolta, un brano significativo del “salmone” di Piero?
    Magnifico Livio, con tutto il rispetto, non ti sembra un pò troppo?!? Neanche le “tavole della legge”!!!!

  • Controcorrente, giusto una questione statistica per qualsiasi contenuto. In verità io li ho sempre letti distrattamente, anche perchè la saggistica è roba da specialisti. Non mi interessa il titolo e quindi non mi do la briga di attardarmi. Poi, controcorrente cosa vuol dire? A parte la semantica del termine che mi fa pensare che gli autori molto si compiacciano della loro originalità, non allineati, non mainstream, che poi in questo momento politico vuol dire semplicemente che “non voto a sinistra”, che mi sembra molto riduttivo, io ritengo,- poi non so se sia possibile risalire ai clic e al tempo di permanenza in modo da avere campione più ampio – , io ritengo che credersi un libero pensatore sia di tale presuntuosità da far venir voglia di scappare. A parte il fatto che non do per scontato che i moti d’animo che spingono gli autori a “congelarsi” per distacco o superiorità culturale siano tali davvero. Questa è l’interpretazione di Rita, capace solo, come tutti, di incasellare e basta, tipo “ma che riflessioni nuove e mai sentite”, che già lì e discutibile, e a parte anche il fatto che ognuno ha l’ambire di distinguersi, io credo che sia compito della Redazione operare scelte efficaci nell’economia del blog. Quindi il mio parere non voleva essere assolutamente impositivo, ci mancherebbe, ma credo che il problema dei follower si ponga. Come allo stesso modo credo si ponga il tema di chi ci legge e osserva dall’esterno senza intervenire in quel teatrino prevedibile che sono molte pagine di Cremascolta. Io ho semplicemente detto che, per la continuità dello stesso, riflessioni periodiche vadano condivise, anche in questa sede naturalmente, pur non avendo responsabilità gestionali, se possibile. Se però Rita sostiene che la sezione dei Salmoni, la cui originalità consiste nel voler sempre l’ultima parola, è questione di carattere, sostiene appunto che ha avuto un successo incredibile allora ben venga. Se non interessa a me non è detto che non interessi ad altri. Ma se così non fosse, dati alla mano, Rita potrebbe abbassare un po’ le arie e riconoscere che le sue proposte non sempre hanno il successo che meritano. Mi dispiace per Lei. Un commento anche a quanto ha scritto il signor Cadè a proposito del consenso. Il signor Cadè pubblica un pò qua e un po’ là e mi pare che mai si sia sottratto al confronto, spesso alimentando a dismisura la coda dei suoi post, quindi non capisco perchè qui è commentabile e là no, che ci voglia il permesso. Mistero dei liberi pensatori.

    • Rispondo sia a Franco che al signor Macalli. Personalmente non mi sono mai sottratto al confronto. La mia ‘invadenza’ sul blog penso lo dimostri. Ma se qualcuno, per ragioni sue, vuol collaborare al blog con una riflessione personale, senza dover per questo sottoporsi a commenti, obiezioni, attacchi ecc., può farlo con un Salmone.
      Allora, a quel punto, prendere il suo pezzo, o parti, e trasferirlo ‘d’autorità’ nella sezione ordinaria, esponendolo a commenti ecc., è secondo me una mancanza di rispetto, viola una specie di accordo. E se Piero si dice felice di questo, sembra quasi che qualcuno l’abbia costretto a ‘congelare’ il suo “Mai più” e che Franco lo abbia ‘liberato’, mentre è stata una sua scelta, e a questo punto direi incomprensibile, metterlo nei Salmoni. Poteva liberamente pubblicare il suo pezzo in altra sede.
      Quindi, Franco, la tua risposta mi sembra inutilmente sarcastica. E anche non pertinente, perché nessuno ha detto che tu devi chiedere il mio consenso per esprimere la tua opinione.
      Sulla natura ‘controcorrente’ dei Salmoni, questa dovrebbe essere in teoria la sua ragion d’essere. Ma su quello che è controcorrente, non allineato al pensiero dominante, e su quello che invece rientra nel comune conformismo intellettuale, si aprirebbe un contenzioso senza fine, e quindi me lo risparmio.

  • Signor Macalli, credo che tra le righe del suo post si possa leggere appunto una riflessione alla quale il signor Cadè non intende partecipare. Peccato, perché, indipendentemente dal futuro del blog, io credo che il tema che Lei pone sia proprio questo. Credo che ci si possa sentire dei liberi pensatori pur essendo allineati a pensieri correnti. Quando poi leggo sulla cronaca quello che combinano i dissidenti e guardo in faccia i loro rappresentanti sono ben contento di non farne parte. In verità non so cosa votano i Salmoni, per alcuni posso anche immaginare, per altri no, ma se si riduce il libero pensiero a nostalgie del passato che lo scorrere del tempo ha fortunatamente rimosso, io mi chiedo dove stia la libertà di pensiero rispetto al conformismo per me ragionevole e non estremo che sta caratterizzando le vicende di questi decenni. Penso ad esempio ai diritti civili, temi ricorrenti in almeno in due Salmoni. Ma qui si ritornerebbe a vecchi temi del blog che ormai han rotto le palle. Se i Salmoni vogliono essere originali spostino le loro riflessioni. Anche se queste mie ultime righe signor Macalli, ricadono nello stesso vizio. Mi scuso. Gli altri temi dei Salmoni non hanno suscitato in me curiosità particolari. Anche in questo caso la penso come Lei. Non ne vedo l’utilità, ma non essendo né Lei né io arbitri della partita diamo tempo al tempo per vedere, sempre col consenso degli interessati, se ne scaturiranno buone e originali meditazioni. Ma questo l’ha già scritto anche Lei. E il signor Marino scusi anche me per la vacuità di questo scritto. 😜 Distinti saluti.

    • Livio so bene che tu sei intelligente abbastanza per far finta di fraintendere a ….tuo uso! La ragione per la quale iofaccio una cosa, consenti che sia io a pensarla e quindi a comportarmi di conseguenza! Nella fattispecie, Io ritenevo che il post di Piero, sia come taglio che, soprattutto come contenuto fosse un’ottima occasione di confronto per il blog. Ritengo più che legittimo, anzi per me eticamente doveroso, allorché leggo alcunché di veramente interessante, “Salmone” o ….”Pescecane” che sia, proporlo al confronto sul blog.
      Quando Rita propose la modalità “Salmone” in Redazione, mi pareva che le motivazioni fossero giustificanti. Alla prova dei fatti, considerate anche le modalità con le quali vengono “gestiti” i “salmoni”, mi pare che sottrarre al confronto (quello costruttivo, ovviamente!) dei bloggers, contributi magari importanti, porti a conseguenze più negative che positve rispetto allo spirito con cui CremAscolta si propone! Questo è!

    • Ho dovuto rileggere il mio commento perché mi è venuto il dubbio di averlo scritto in cinese o in latino, lingue di cui non sono padrone e nelle quali potrei esprimermi male. Invece no, era italiano, e neppure tanto complicato.
      Quindi, Franco, mi sa che sei tu a fraintendere. Ho detto che se Piero definisce una ‘felice idea’ prendere il suo salmone e copiarlo nel blog, sono fatti suoi, ma è perlomeno paradossale. Sono pure fatti tuoi che tu l’abbia copiato, e c’avrai tutte le tue belle ragioni – chi lo mette in dubbio? – e sei libero di fare quello che vuoi – chi dice il contrario? – ma qualche altro ‘Salmone’ (non Piero, che è felice) potrebbe non essere d’accordo che tu, di tua iniziativa, sposti altrove il suo pezzo per farlo commentare, visto che la rubrica dichiara altre finalità. Quindi, a mio parere, servirebbe chiedere il consenso. Spero di essere stato chiaro. Certo che se è così difficile farsi capire, anche me vien da dire “ma andate a…ripetizione” o, alla bergamasca, gó mìa tép.

  • Leggo ora una massima di La Rochefoucauld: “É più necessario studiare gli uomini che i libri” Mi viene in mente quello che dice sempre Piero sull’importanza del dialogo, anche per me, piuttosto del solipsismo dei Salmoni.

  • Ragazzi qui ci sono problemi seri, e noi dialoghiamo da posizioni blindate?
    Proprio quello che non vogliono persone che, e non sono Ivano, l’hanno comunicato come nota di biasimo.
    Giù le armi, o se ne vanno tutti!

    • Non capisco come si possa non capire che: 1) i problemi “seri” sono reali e contingenti, riguardano l’economia e la politica; 2) i temi trattati dai “salmoni” sono di tutt’altro genere, essendo per lo più letture e riflessioni.
      Ma è palese che ciò che prude alle beghine di Cremascolta è “cosa votano i salmoni”, una questione di primaria importanza che di sicuro interesserà al popolo cremasco. Volete suicidarvi chiudendo una sezione che aveva concesso una boccata d’aria (l’ultima) al blog? Fate pure, dopo di che rimarrete in tre o quattro a contarvela sù fra di voi, che forse se v’incontrate al bar risparmiate anche la fatica di scrivere e di trovare una foto adatta al testo. Ognuno fa le sue scelte e ne paga le conseguenze, come ben sanno le persone adulte. Da parte mia, essendo abituata fin dalla nascita ad onorare gli impegni che prendo, farò ancora qualche tentativo di salvare il salvabile (non è facile), dopo di che vi saluto caramente augurandovi ogni bene. Sarà l’occasione per dedicarsi a nuove esperienze, sempre salutari.

  • Ed ecco il “giù le armi”…

    • Esatto. Se qualcuno si sente più sereno senza “salmoni”, possiamo andare a nuotare altrove. L’importante è mantenere la buona armonia, perché non è che si può andare avanti all’infinito a rispondere agli attacchi e/o insulti quotidiani. Anche basta.

  • Siamo arrivati alle “note di biasimo”. Ridicolo. A questo punto, pereat blogus et fiat libertas.

  • A parte il fatto che ormai in 7 o 8 ci siamo già, e al bar ci potremmo trovare già da oggi mettendo a repentaglio il futuro del blog, io non capisco le posizioni stizzite di chi vuol difendere a tutti i costi la sezione in oggetto. Io ho posto solo una questione di economia, senza peraltro nessun potere o ambizioni redazionali, e ritengo che una riflessione si debba fare. Magari non tutti i giorni, ma ogni tanto sì. Sento spesso lamentele o domande sull’esiguità di partecipazione anche delle discussioni in post aperti. A maggior ragione mi chiedo quale sia l’apporto di una sezione dove non si possono verificare e contare gli interventi che ne deriverebbero a dimostrazione di lettura avvenuta e interesse suscitato. A meno che la Redazione non abbia strumenti tecnici per verificare i contatti. In tutti i casi, accoglienti o respingenti, senza sentirsi vittime di attacchi e insulti, chi è senza peccato scagli la prima pietra, credo sia legittimo, per un partecipante assiduo come il sottoscritto chiedersi, senza nessuna pretesa, cosa serva o cosa non serva per la continuità di questo progetto, fossero una revisione degli atteggiamenti, delle parole o della buona o cattiva educazione. Concludo, non era mia intenzione distruggere alcunchè, semmai il mio post vuol essere uno stimolo ad uscire dal pantano o calma piatta in cui il blog sembra a volte sprofondare. Così da attrarre nuove partecipazioni. Non voglio in nessun caso augurare o decretarne la morte.

    • Lo hai gia’ fatto. L’uomo intelligente prima pensa e poi agisce, non viceversa. Ad ogni mondo continuero’ a pubblicare “salmoni” fino ad esaurimento delle scorte, non fosse altro che per rispetto verso chi ha creduto nel progetto. Lascio a voi il quotidiano in piazza, o al bar, gestitevelo come piu’ vi piace.

  • Io non ho fatto un bel niente. Ed é intelligente chi ha dei dubbi e li espone, non l’arrogante che vuole sempre avere ragione.

    • Ma quale ragione, vaneggi? La sezione “salmoni” non l’ha portata il Bambino Gesu’, la redazione l’ha approvata e il presidente si e’ dichiarato favorevole. Sinceramente io non ho mai visto una redazione che prima avvia un progetto e poi gli spara contro, e se anche una redazione del genere ci fosse, io non desidero farne parte. Risparmiati pure la risposta, perche’ non ho intenzione di riaprire il blog.

  • Per quando riaprirai il blog: ma che livore, che violenza, che cattiveria.

  • E allora… io non mi sono escluso, ho affermato che i salmni avevano l’approvazione di quella parte di direttivo che chiamiamo redazione, cioè, per i non assidui, coloro che postano direttamente senza controlli e giudicano la validità e osservanza dei principi di corretta comunicazione dei contributi che arrivano, a volte anche in fome non corrette, esempio le email personali.
    La motivazione era quella di creare una “riserva ittica” per persone che non gradiscono attacchi, e dare alloggio a contributi non idonei alla discussione, saggi non commentabili, troppo lunghi per un post.
    Vero è che poi spesso l’allocazione ittica ha riguardato pensieri in controcorrente, che il nome stesso salmoni non era previsto orginariamente.
    Si era parlato inizialmentee di un arricchimento dal quale potesse emergere anche un volume a stampa.
    Ora si pone il problema dell’appetibilità del salmone: verificheremo dai numeri.
    In realtà si voleva ridurre l’aggressività verbale che è vero che prima o poi infetta i blog, ma questo ha visto instaurarsi dei veri blocchi.
    Garantisco che molti che seguivano il blog ne sono stati infastiditi e la riserva ittica non ha risolto il problema, anzi, rinforzato psicologicamente il dissenso a tutti i costi, quasi si trattasse di una tana sicura in acque nemiche. Persone molto qualificate si sono lamentate, hanno chiaramente affermato che non partecipano alla discussione per non essere coinvolte nel turbine delle accuse.
    Questo un tempo non succedeva, la piazza era florida.
    Se qualcuno pensa che potrei avere io una condotta più ferma per sedare i dissidi lo dica pure. Per anni ho condotto società scientifche nazionali come presidente, un reparto con quaranta elementi attivi e non certto mansueti, senza usare modi forti, salvo qualche volta misure estreme quali provvedimenti disciplinari, in un caso estremizzati fino al licenziamento. Devo rispolverare qualcuno di quegli strumenti? Non credo proprio, non siamo bambini e non siamo qui per essere tenuti insieme dalla disciplina ottenuta col pugno di ferro, tuttavia siamo qui anche per aumetare il numero dei contributi, non per perdere i pezzi.
    Soprattutto a parte la Cremascolta del dissertare c’è una Cremascolta del fare che attende di riaprire, ed è il suo aspetto più gratificante, più degno di rispetto. Vedete voi…

    • Adriano, mi fai paura. Devo aspettare che tu mi licenzi o posso dare le dimissioni? Mi chiedo quali sono le persone “che non partecipano alla discussione per non essere coinvolte nel turbine delle accuse”. So che è un segreto. Ma a me pare che a commentare siano sempre i soliti quattro gatti, già da tempo immemore. C’è qualcuno di loro che non commenta più, ultimamente? Se vi viene in mente qualche nome, ospiti abituali che non commentano più, allora, ovviamente sono loro le “persone molto qualificate” che si lamentano e chiedono provvedimenti disciplinari.

  • Conta la stima, i blog vanno e vengono, e forse fanno male alla salute.

  • Chiedo, se possibile, se non disturba troppo i ragionamenti, di aggiungere un salmo, o un salmone, cioè un salmo che si è preso una puntura d’ape andando in vespa senza parafango in plexiglass (quella era gente previdente, prima del virus, senza bisogno di dire cose dotte). Il salmone, che poi si sgonfia, con il tempo, è una delle tante preghiere che dico, ascoltando la musica, perchè i salmi sono cose serie, e la musica fa volare i pensieri e riaggiusta i ragionamenti. Cose sacre, i salmi, meno i salmoni. Ne dico tante di queste preghiere e mi piacerebbe condividerle. Ne ho un mazzo con me. Ma non dico sempre le stesse benedette preghiere, tipo “Padre Nostro” o “Ave Maria”. Mi piace la varietà. E stasera il salmone, che poi si sgonfierà è “Il vento caldo dell’estate”, cantata da Alice che è una bella tosa, e ha una voce magnifica, e il testo è un salmo che prima di addormentarmi recito, senza le mani giunte. Lo consiglio tanto. A chi va. E poi è in tempo, fa pendant con l’estate.

  • Ad esempio. Franco Gallo nel suo salmone “da Asimov a oggi…” pone un tema che altre volte, in senso lato, o di striscio, è già stato trattato su Cremascolta. Copio, senza chiedere il consenso, le ultime righe, nota compresa: “Lascio ai lettori la riflessione sul tema, che alimenta da anni la mia irrisolta perplessità, anche solo come esercizio intellettuale per questo periodo di forzato ritiro.”
    “Nota: l’immagine raffigura l’ingresso di una gated community sorvegliata a Saskatoon, Saskatchewan, Canada.”
    Siccome ritengo che il tema sia molto importante in questo “a-storico” momento socio-economico-politico, e magari per aiutare il Prof. Gallo a risolvere la sua ” irrisolta perplessità” scambiando quindi altre riflessioni che contribuirebbero al suo e nostro “esercizio intellettuale”, mi chiedo: non sarebbe stato meglio pubblicarlo come post?
    Per Marino: del tuo salmo non ho capito niente.
    Distinti saluti.

    • Ovviamente si può citare una frase senza chiedere il permesso. Diverso è prendere un pezzo, che qualcuno scrive apposta per una rubrica dove non ci sono commenti e discussioni, e metterlo nei post normali. Nel caso di Piero, lui ne è felice (vedi sopra), ma altri potrebbero non esserlo. Per questo mi sembra una questione di tatto o di rispetto chiedere se l’autore è d’accordo. Se poi si preferisce agire d’autorità, essendo il capo, ne prendo atto. Questo è un problema di forma e non c’entra nulla col discorso sul valore dei ‘Salmoni’ in sé.

  • Signor Cadè, qui nessuno vuole mettere in discussione lo spessore intellettuale dei Salmoni, anche se io ho l’impressione che ci venga impartita quella lezioncina da saputelli perchè altrimenti i blogger comuni a quelle riflessioni non ci arriverebbero. O magari ci arriverebbero, o ci sono già arrivati con conclusioni opposte, che magari avrebbero piacere di esprimere. Tutto qui.
    Rispetto all’estrapolare invece a me pare che molte volte ricorriamo a citazioni, più o meno lunghe, anche brani interi, vedi il post di Francesco di oggi, senza troppi problemi. Perchè non poterlo fare anche con i Salmoni?

    • Ho appena detto: “non c’entra nulla col discorso sul valore dei ‘Salmoni’ in sé”. Quindi, “spessore intellettuale” o “lezioncina da saputelli” sono problemi Suoi, senza attinenza con quello che ho scritto.
      “Rispetto all’estrapolare”, ho appena detto: “si può citare una frase senza chiedere il permesso. Diverso è…” con quel che segue. Non mi sembra difficile da capire.
      Questo mi fa pensare che se qualcuno preferisce scrivere in uno spazio chiuso ai commenti sia proprio perché questi commenti sono quasi sempre una pura perdita di tempo, puro pretesto per far polemica.

  • Se uno preferisce scrivere in uno spazio chiuso, ma copiabile, se io estrapolo, cosa fa ? Mi denuncia? E nessuno scritto, copiato e citato con nome, cognome e fonte, si fa con libri, articoli di giornale, è esente da commenti. E se i commenti sono una perdita di tempo è semplicissimo: non si risponde. Se invece ne varrà la pena, perchè escluderlo, magari il Salmone interrompe la sua faticosa salita e ricommenta. In tutti i casi l’obiettivo della sezione è raggiunto: il salmone ha fatto riflettere. D’accordo o meno, dovrebbe esserne contento. Guardi come i commenti ai suoi scritti solleticano, o hanno solleticato un tempo, la Sua vanità! O altrimenti signor Cadè, se anche Lei non ama le polemiche, mi vien da ridere, pubblichi solo nei Salmoni. E comunque mi sembra inutile stare a personalizzare. Ognuno scriva dove vuole, anche se mi piacerebbe che i vari Salmoni, non Lei, motivassero la loro scelta.

  • Dimenticavo la censura tramite Redazione.

  • “Epidermicamente”, contrario di profondità, e “palazzi del potere” contrario al senso comune de pensiero unico, di sinistra, provvisoriamente. Che verrebbe da pensare, visto che Giacobbi cita Salvini e questi dieci anni di cultura politica, che col mojito al potere, tutta questa retorica di amore e odio sparirebbe. Tempo al tempo, sperando che non ci si arrivi mai. E’ un vero peccato che il Salmone Giacobbi si sottragga al confronto. Che poi mi verrebbe da pensare più alle trote, un tempo delfini, che preferiscono al massimo sfidare la corrente di ruscelli, o torrentelli di montagna o acque ossigenate di vasche di allevamento. Se poi penso alla fatica, ripeto fatica, di alcune conquiste sociali e diritti civili inorridisco. Distinti saluti.

    • Leggendo certi “salmoni” mi viene in mente quel predicatore americano che aveva milioni di seguaci che tuonava contro gli omosessuali, distruttori della famiglia tradizionale, trovato poi in un bordello non a leggere la Bibbia, ma a fare altro con una prostituta. Mi vien da ridere quando leggo certe difese accorate della famiglia tradizionale. Mai fatto cornuta la propria moglie o compagna? O marito? Già, non è dato sapersi, vero? Ma come direbbe mia madre, che era molto credente, degli uomini mai metterci la mano sul fuoco. Sono bugiardi, quasi tutti, se non tutti. Ho conosciuto diversi omosessuali che hanno una vita onesta e seria con il loro compagno, o compagna, ben più seria di certi furbetti di eterosessuali, tanto bravi a cianciare in pubblico e far la morale. Peccato che non possono parlare i sassi che vedono tante cose perchè ci sarebbe da ridere. Attendo sempre il mio “salmone” musicale, molto serio, ma se non lo pubblicate, a dire il vero, mi frega niente. Che certe persone vadano avanti a far o loro predicozzi, le giaculatorie, contro il degrado morale. La cosa più importante è guardarsi allo specchio. Ognuno ha il diritto di amare chi vuole. Ma le persone di buon senso, se ne fregano di ‘sta roba salmonata.

  • Marino, se fossi in te non mi farei pubblicare. Cremascolta, in quella sezione, sta prendendo una connotazione che è chiarissima. E non solo quella sezione. Io non me ne vado solo per contrastarla.

  • “non siamo più nell’Ottocento, ma in un secolo che avrebbe dovuto sviluppare una consapevolezza seria e responsabile della complessità della vita, della natura profonda dell’essere umano, della delicatezza dei meccanismi e dei processi che caratterizzano la vita della famiglia e della società….” Poche righe, estrapolate senza consenso, e spero non foriere di denuncia o censura come dice il signor Cadè, si sa è una questione di lunghezza, e quindi non dovrei rischiare niente, credo che siano le righe più simpatiche lette nell’ultimo Salmone. Che poi nello svolgersi del testo l’autore riduce tutto ad una sola dimensione perchè le variabili non sono bene accette, nonostante le righe incollate, e in evidente contraddizione. Ma la cosa più interessante è il giochino delle parole per esteso e siglate. Il politicamente corretto diventa PC (?) che per conseguenza si oppone al Politicamente scorretto PS (?). Naturalmente le righe incollate si attagliano benissimo alla seconda opzione dove la complessità, lo sappiamo tutti, è la cifra stilistica.

  • Si fa fatica a credere, si fa fatica credere che persone che si stimano, verso cui si sente amicizia, possano dire cose così. E allora ti viene in mente che sia proprio l’acqua del laghetto artificiale ad aver sviluppato, a causa di tanto agitarsi di pinne e di code, sostanze psicotrope, perché quelle cose non le sentivi nei dialoghi alla presenza di altri, né le sentivi da tempo in assoluto.
    Non dico che il mio pensiero sia migliore di quello altrui, dico che assomiglia alle mie scarpe, ai miei capelli, ricorda il timbro della mia voce, invece l’acqua del laghetto trasforma tutto in gorgoglii che ti sembra vangano da altre branchie, ignote, geneticamente accomunate. Quindi è giusto che non siano commentabili, perché non corrispondono a nessuno, se non a un pensiero unico, talmente privo di personalismi che ti rispunta dai media sempre uguale a se stesso. E chiunque lo dica fa lo stesso.
    Forse non ci rendiamo conto della fortuna di esser vissuti in quest’epoca in cui abbiamo ribaltato il mondo, e sotto lo zerbino riscoperto valori e usi veramente antichi, non ottocentismi di maniera, e li abbiamo resi fruibili, come abiti rinfrescati ma classici nel taglio. E viviamo meglio, molto meglio.
    Già, perché oggi è meglio di ieri, per certi versi ritorna allo stesso giorno del calendario dello scorso anno, ma contrasta con l’altro ieri, l’epoca oscura.
    E noi questo mondo vogliamo godercelo e migliorarlo ancora, permettendo opinioni ,ma non rischi di interferenze di principio al progresso, nella necessità assoluta che abbiamo di rimediare con urgenza agli errori da noi fatti nel cambiamento tumultuoso, quando i cavali ci sono scappati di mano, senza distrazioni di ripensamenti inutili su cose scontatamente positive, che a buon diritto chiamiamo conquiste dell’umanità.

  • “Ormai dovremmo sapere che “ l’amore non basta“ e, persino, che il “troppo” amore può essere, specie nell’allevamento dei figli, altrettanto patogeno del deficit di amore.”
    Anche queste sono righe interessanti, soprattutto per la professione dell’autore, che i moti dell’animo dovrebbe conoscere, e che non sono erogabili o controllabili come l’acqua che sgorga dal rubinetto grazie ad una manopola. Mi riferisco sempre all’ultimo Salmone nel caso qualche lettore occasionale impattasse in questo commento. E “allevamento” è bruttissimo.

    • Dei Salmoni, o di certi sermoni pubblicati su “Cremascolta” che riecheggiano l’Italia di Pio XII, bigotta, sento echi da far venire brividi alla schiena. Mi ricordano la Spagna franchista, con il Caudillo che se la prendeva con la modernità, il progresso, l’americanismo, e la degenerazione morale, la pornografia, i pederasti (così chiamava gli omosessuali) che pretendono pure figli e far famiglia. La Spagna falangista era zeppa di carlisti, monarchici latifondisti, membri dell’Opus Dei, del neonazista Blas Pinar e il suo movimento Fuerza Nueva, dei terroristi di estrema destra “i Guerrillieros de Cristo Rey”, centinaia di gruppi religiosi invasati e fanatici. Quando fecero Papa Giovanni XXIII, poi Paolo VI, per il Caudillo sembrò che la Chiesa cattolica fosse diventata preda del demonio. Il Caudillo con la moglie ogni sera recitava il rosario, poi però si dedicava a caccia e pesca e faceva stragi di centinaia di uccelli, pesci, incluso balene, animali di ogni tipo, senza contare le torture e le uccisioni degli oppositori politici, quelli necessari per ripulire la Spagna dal comunismo, il liberalismo e la massoneria.
      Un prete di campagna del lodigiano, quando lavoravo dal ferramenta a Casalmaiocco, con cui capitava dialogare, scherzare, mi disse un giorno: il problema è il sesso, è una malattia: se nella nostra società ci fosse del sesso ordinario, per procreare, e ci si dedicasse alle preghiere, sarebbe un’altro mondo. Poi questa mania della cultura, essere colti, diceva. E’ sbagliato, non serve. Basta la Bibbia. Leggere troppo ci si confonde le idee. Ecco: nei sermoni di “Cremascolta” potrebbero ospitare questo prete di campagna. Ci mettiamo pure i discorsi di Francisco Franco dai suoi palazzi presidenziali (ne aveva parecchi), poi siamo a posto. Tocchiamo ferro, o ci tocchiamo i testicoli per gli scongiuri.

  • ….cave cattolicos, maxime si retornantes….

  • Comprendo bene, Marino e Ivano, il vostro punto di vista e le vostre preoccupazioni. Io, personalmente, forse perché più vecchio di voi (ma non per questo più saggio, magari il contrario!), tendo a riflettere sulla genesi di punti di vista che i più definiscono oscurantisti. Il mio atteggiamento, cioè, è simile a quello che tengo nei confronti della galassia dei populismi e dei sovranismi: quali le ragioni del sorgere di questi movimenti? E poi (sono… vecchio) sono sempre convinto che un punto di vista “provocatorio” perché contro-corrente – in ogni ambito – ci interroga. E farci interrogare è di grande utilità.

    • Perfetto maestro, ma è sicuro che can che abbaia non morde? Io quel mondo meschino non voglio che torni nemmeno per un nuovo esperimento! Non durerebbe, in quanto toppo contro natura, ma perché rischiare, e soprattutto perché generare dubbi su quanto già sancito dalla storia evolutiva dell’Umanità?

    • Sai Piero che apprezzo il tuo approccio, la tua pazienza che purtroppo non mi appartiene. Vado a naso e ce l’ho grosso, antipatico, e nonostante due botte che mi hanno stortato il setto nasale tanto da costringere a baciare di sbieco, sento un cattivo odore e dico che non mi va, quell’odore, non porta niente di buono.

  • Piero, comprendere le ragioni di tutto e di tutti è oscurantismo perchè giustificatorio, assolutorio. Si possono ascoltare le opinioni di revisionisti, negazionisti, e altri ismi in un ottica di dialogo che forse non è universalmente applicabile, ma poi confermarsi nella propria idea di bene e di male, e impegno politico-sociale conseguenti. E questo rimanda al Salmone di Guido, oltre a quelli di Giacobbi, dopo estenuate discussioni in anni passati, almeno con uno dei due, con inventate teorie, mai dimostrate, tipo la stupidata gender, atte a sovvertire un ordine per alcuni intoccabile. Se prendiamo i diritti civili e tante altre conquiste sociali, non essendo un complottista, e non vedendo disegni superiori e credibili, ripeto quello che ho sempre scritto: quello che consente e non obbliga è una grande conquista di civiltà, non è una regressione della Storia dei costumi. Anche il Ku Klux Klan ha le sue ragioni, anche i suprematisti, ma credo che il buon senso stenti a ritenerle accettabili. I dittatori sono mossi dalla buone intenzioni, secondo il loro punto di vista, ma poi c’è sempre qualcuno che ne subisce pesantemente quelle cattive E i temi potrebbero infiniti, anche se tu poni una questione di metodo. Metodo non applicabile a nessun momento del tempo dove le contrapposizioni sono state estreme e da alcuni pagate moltissimo. E questo vale anche per i cattolici, che sempre han posto, hanno cercato senza riuscirci, in verità, han posto, dicevo, un freno a tutte le laiche battaglie di questi decenni, per poi approfittarne anche loro. Magari col divorzio. Ma in verità non voglio assolutamente rimestare in vecchi e superati calderoni intorno a valori o morale che la maggioranza degli italiani non vorrebbe che tornassero, se non per convincimento di sparuti gruppetti un po’ patetici in happening disertati da chiunque, se non osservati come fenomeno folkloristico o antropologico o da baraccone. In verità sono pochi ma agguerritissimi, vedi il ritorno del tema dell’aborto. Ecco, in questo caso credo che alcuni dei Salmoni abbiano trovato la giusta collocazione. Non commentabili. Ma neppure testi da meditazione, neppure con uno spettacolare bicchierone di vino rosso. Che continuino a nuotare contro corrente. Tanto gli orsi l’han vinta loro. E in tutti i casi, visto che ce ne siamo liberati perchè riesumarli? Solo per vivacizzare il blog e far divertire i nostri followers? In questo caso Voltaire me lo metto sul c***. Che abbia ragione Rita,la cara ragazza che ha inventato gli incommentabili?

  • Adriano, anch’io escludo un ritorno dei cattolici vecchio stampo, che poi alla fine in questi decenni hanno contato un fico secco. Nulla hanno potuto contro tante battaglie sociali e diritti civili. Sì, sono rimasti i fanatici, le sentinelle in piedi, Adinolfi, Socci, delle macchiette insomma. Poi sai, coi tempi che ci aspettano, chi sta ad ascoltare le loro fregnacce?

  • Anche se i fanatismi, nei periodi difficili della Storia ci provano sempre, e non escludo che possano trovare terreno fertile. Staremo a vedere. Io spero solo che la crisi economica si risolva e la gente ricominci a “divertirsi” senza più rivolgersi all’altrove.

    • Ma nessuno ha notato che fa il salmone addentato? Non sono feci che espelle, ma uova! In punto di morte si gioca l’ultima carta per la riproduzione, e questo è un riflessso normalissimo, lo stesso che si verifica nell’uomo impiccato per cui, detto in termini teatrali “lì ci nasce l biancospino” (Aspettando Godot). Voglio dire che se siamo orgogliosi delle conquiste civili ottenute bisogna anche tenere una guardia permanente.
      Per Cremascolta si pone un diverso problema nella sua mission: chi inizia a sfogliare che idea si fa, dove crederà di essere finito? E chi si espone per la prima volta cosa penserà di fronte a una rude accoglienza?
      Queste cose le ho sempre dette, non sto rincarando la dose,
      .
      Si è pensato negli intenti fondativi di escludere la politica dal blog, ma quante coppie scoppiano con la politica come concausa? Un minimo di coesione e un’ampia tolleranza ci vogliono! E non ci sono state.
      A fronte di ciò, ripeto sempre, il dialogo serve a chiarirsi le idee su cosa fare, e in questo momento l’azione è paralizzata e il dialogo è divenuto sterile scontro, tanto violento da riuscire a far perdere le staffe addirittura a me.

  • Adriano, una certa cultura é stata egemone per millenni, secoli. Io non ho ben capito il tono del tuo commento e faccio fatica a sintonizzarmi. Parli di dialogo quando nel tempi hanno vinto i prepotenti, detentori, secondo loro, della verità rivelata. Parli di tolleranza quando io non ne vedo, parli di toni o bon ton per non spaventare chi si avvicina per la prima volta al blog che si suppone adulti e vaccinati. Molti temi certamente, più di forma che di contenuti. I temi indubbiamente infiammano gli animi e non so se le buone maniere possono reggere. Riconoscerai che i molti scontri hanno vivacizzato il blog in questi anni col maggior numero di partecipazioni rispetto a temi passati inosservati o quasi. E anch’io non saprei bene, nonostante i buoni propositi, quale atteggiamento mantenere. Però mi verrebbe da dire pane al pane al pane e vino al vino. Siamo stati tutti negli anni artefici o vittime di intemperanze che però non hanno mai ucciso nessuno, con abbandoni e ripensamenti, il più delle volte espressioni stizzite da prime donne. Non so Adriano se il blog ha bisogno di un codice deontologico, ma si deve riconoscere che alcune libertà sono state la sua caratteristica. L’alternativa sarebbero le buone maniere da statuto, o altrimenti avviarlo verso un blog di sola lettura. Non so se funzionerebbe. Però chiudo, sto scrivendo col cellulare, con una certa fatica, col risultato dell’ordine sparso. A dopo.

  • Parlo di dialogo, testualmente, “per chiarirsi le idee su cosa fare”, un dialogo didattico, chiarificatore. Non voglio certo un blog di buone maniere, ma un blog caparbio e con una vision, che si scagli anche violentemente, ma contro le storture che imperversano. Per questo ci vuole un minimo di orientamento, certo, con individualismi e anche correnti. Franco, a seguito di tre giorni di lavoro che ci hanno visti impegnati nella programmazione di partecipazione a una seduta su tema che di Cremascolta è un cavallo da guerra, ha come ripiego (la riunone è saltata) messo un post con precise istruzioni su come tenersi aggiornati sul tema. immobilità su ferro, Università, anche i miei miseri sugheri, non sono forse abbastanza adrenalinici?
    E lo sforzo comune non è più corroborante della prestazione individuale? Sto parlando della Cremascolta del fare, per capirci.

  • Ma, in tutta sicerità quello che non ci serve è qell'”intellettualismo” per il quale tisenti guardato, magari con benevolenza, ma comunque da “minus” rispetto al “prior”, all’unto, depositario del sapere.
    Ancor meno però è l’aggressione verbale, purtroppo diffusasi in modo virale tra i “leoni” da tastiera, che si abbaiano contro da una parte all’altra dello schermo del pc.
    E, fuor dal “modo”, la forma: i saccenti interventi da paginate e paginate che ti allontanano inesorabilmente dopo la prima schermata, o magari il link, fine a se stesso, che ti rimanda ad un youtube da trequartid’ora!
    Ciò che però, a mio modo di vedere, abbiamo sperimentato non avere efficacia, sono sti ben/male-detti “Salmoni” che restano li inchiodati, a fare bello sfoggio di se e dell capozza che li ha generati, ma che, per definizione, non innescano dialogo alcuno.
    Vediamo di ragionarci e tener conto di quanto ci stiamo dicendo!

    • Ci sono i sermoni per dare fiato al proprio ego, smisurato, e ci sono gli operatori sanitari che hanno combattuto ogni giorno, rischiando di loro, anche la propria vita (non come i sermonisti che rischiano niente, e si trovano lo stipendio accreditato ogni inizio mese). Ci sono persone che sono al servizio della comunità e ci sono quelli che cianciano, perchè si annoiano, e hanno visioni lugubri del futuro, sbadigliando in ciabatte. Preferirei ascoltare infermieri, medici piuttosto che questi moralisti da strapazzo, che pure si sono inventati i camion da Bergamo caricati di bare credendoli una finzione orchestrata dal “regime”, un video fasullo. E l’ho letto su questo blog, su “Cremascolta”.

  • Francesco, il bello della tecnologia è che la notifica ti arriva subito, se il post è tuo. Cosa dire se non quello che ho già scritto? E’ evidente che spesso alcuni commenti sono redazionali anche per chi in Redazione non c’è, come un dovere quando il blog langue, se un blogger ci tiene che l’esperienza continui. Poi l’analisi che ne fai tu è corretta, è un blog un po’ saccente, saputello, e questo esclude tante possibili partecipazioni. Però mi piace ricordare che molti molti anni fa, in contatto con quel grande pittore realista morto ormai da molti anni che fu Pietro Annigoni, e del quale conservo un paio di missive, che mi diceva che quando si ha qualcosa da dire, in quel caso pennelli e colori, le parole vengono. Se c’è una bella forma poi è meglio, ma credo che non sia fondamentale. Mai come di questi tempi mancano le prime, non le seconde. Per questo auspico, fuor di intellettualismi sterili, però van bene anche quelli, nuovi e fecondi approcci. Qui nessuno dà il voto.

  • Rispetto ai Salmoni, che mi stavo già dimenticando, ripeto che aperti sarebbero più funzionali all’economia del blog. E niente obbligherebbe gli autori a rintervenire.

  • A parte il fatto che non ho ben capito l’atteggiamento di Rita, spesso insopportabile per i suoi toni saccenti e aggressivi, che però al blog serve, come serve il signor Cadè, ( che coppia terribile ), e molti altri che nel corso del tempo tempo sono scomparsi, riprendo il filo, io credo che non ci sia niente di male nelrivedere le prrie posizioni e riconoscerne la funzionalità o meno di alcune sezioni. Non è successo uguale per le Mostre virtuali? Ad un certo punto sono scomparse. In verità quella rubrica non ebbe un grande successo, a parte l’esploit, ma senza incrementi successivi, e la Redazione avrà avuto le sue ragioni per cassarla . Naturalmente a me è spiaciuto, ma pazienza, sono rimasti gli e-book che evidentemente hanno più credito, ma da qui a concludere con un bel plateale “me ne vado” ce ne corre.

    • Ivano non è stato cassato niete, ma pare che riportarle a formato quando la piattaforma è cambiata sarebbe sato per Mattia un lavoro ciclopico. Sono ancora archiviate nel primo formato di Davide

  • A uno spunto personale di Francesco Torrisi a proposito di impegno e disimpegno, un concerto milanese del 1980, che avrebbe segnato quello spartiacque, rispondo volentieri, a mio modo.
    Direi che Gianni Barbacetto avrebbe forse dovuto fare un passettino indietro di quattro anni. 1976. La festa del Parco Lambro a cui ho partecipato, non per adesione, ma per curiosità. Andavo anche alle preghiere mistiche in Umbria, con due amici sfigati come chi scrive, o cascavo sui tiranti delle tende al buio della comunità di Taizè, in Borgogna, Francia, zeppe di giovani con le chitarre, a limonare sull’erba, mentre un mio amico cretino, era finito nei quartieri della solitudine, in cella, e non c’erano i cellulari. Dove sei, pirla? Che mi hai lasciato in bambola in mezzo a questi matti! Mi trovai solo ad ascoltare monaci bianchi che cantavano in chiesa, mentre la sera chi riusciva, combinava di brutto, nei tendoni misti, e finalmente trovai una torcia e una mappa per trovare la mia tenda, tra tutto quel casino.
    La festa del parco Lambro, che fu decisiva per raccontare il fondo del bicchiere, fu organizzata dalla rivista Re Nudo, con una sfilza di associazioni che a nominarle tutte tiriamo notte: partitini più o meno rivoluzionari, buddisti col cucinino finto orientale, i brodini, le salsine vegetariane macrobiotiche, seduti sull’erba, anzi sul fango perchè quel giorno Dio fece piovere cani e gatti dal cielo, anche nudi belli e brutti come capita a caso, fortuna o sfortuna, Dio, o l’evoluzione, chissà: bisognerebbe chiederlo ai moralisti dei “sermoni” di Cremascolta che lo sanno. Dio o il caso mischia le carte come viene, e c’è chi sbuca fuori come una statua greca, chi è più brutto del cagnino brutto tanto che porta a passeggio, come commentarono al bar Nazionale di Santa Trinita, al passaggio di una signorina con cane, un sabato mattina. Da registrare i commenti. Insomma quella festa del parco Lambro in mezzo al fango segnò la svolta. La frana collettiva. Era lo sbando. I brodini dell’Oriente e le canne dei trafficanti non avrebbero portato alcuna libertà agli occidentali mosci e stanchi che avrebbero voluto chissà-che-cosa.
    I collettivi politici anche delle cittadine frequentati non poco, negli anni in cui il vento tirava politichese, nella speranza in realtà di combinare con le ragazze, furono una delusione. Combinavano solo i capi e i capetti, poi c’era chi puliva la sede, e tirava su e giù la claire, la serranda, apriva la sede, ma non affascinava, andava in bianco. Scopavano i capi e i capetti. Come sempre e da sempre. E così, visto che a furia di paroloni ci si stanca, perchè la vita è fatta di caso e necessità, di fortuna, genitori benestanti, case di proprietà anche più di una, soldi in banca o in posta, non resta altro che una forza massiccia di volontà per chi è sfortunato fin da subito. O c’è quella, una forte forza di volontà per farsi largo, oppure il discorsino sull’impegno e il disimpegno serve ai giornalisti di buona famiglia, per i giorni del ricordo, del tempo che fu, per metterci un motivo su ciò che è accaduto. E riempire la pagina. C’erano tanti partitini politici, ribelli, religiosi come le stelle in cielo in una notte chiara d’estae al Parco Lambro, quella sera. A fare che? A infangarsi. I partitini servono a niente. Solo a dare sfogo ai capi e capetti di turno. Mai darò loro il mio voto.

    • Si potrebbe rispondere anche nell’estrapolato di Francesco, ma per continuità credo vada bene anche qui. Che le avanguardie, un po’ snob, élitarie facciano sorridere, si prestino all’ironia è scontato, ma poi nel corso del tempo, metabolizzato l’aspetto visibile, a volte di folklore, vedi i movimenti studenteschi, il movimento hippy che sentiti adesso in repertorio, anche nel linguaggio, fanno ridere, bisogna riconoscere che alcune conquiste civili derivano proprio da lì, sgombrato il campo da quel finto alternativo dove a primeggiare erano proprio i leader con quell’aura rivoluzionaria da prime dichiarazioni televisive, magari iniziate con Comizi d’amore di Pasolini, era il 1965, il sesso sdoganato,lì però era il popolo ruspante, senza intellettualismi, e poi continuate con i grandi concerti che raccoglievano per la prima volta migliaia di ragazzi, tette al vento, i primi nudi integrali, amore libero, gli spinelli come se il mondo fosse tutto l’isola di Wight, ecco diciamo che poi tutto quello che ne è derivato, in termini di libertà dei costumi, alcuni Salmoni inorridiranno, deriva proprio da quei tempi una volta che tutto è stato ripulito da quel macchiettistico che la gente comune stentava a capire.

  • Non entro regolarmente nel blog e nella sezione Salmoni ho letto solo l’intervento del Sig. Giacobbi. Pare che ad egli sfugga l’aggressività con la quale si esprime sui social la sfera della sinistra radicale e sopratutto della destra radicale.
    Ricordo il ritorno in Italia di Silvia. Ero io stessa molto perplessa nel vedere apparire questa giovane col hijab. Abbigliamento che offendeva, prima di tutto, proprio le donne Africane che lei intendeva “aiutare”. Però la veemenza, la violenza con la quale si esprimevano tanti leoni da tastiera era senza limiti : brutta troia, puttana, fatti inculare dal negro, … fino ad arrivare al lancio di sassi alla sua finestra.
    Capisco anche lo sconcerto che tanti possano provare vedendo coppie omosessuali che adottano bambini o pagano l’affitto di un utero, però la volgarità , la sconcezza di tanti commenti non può essere accettata.
    Credo che il Sig. Giacobbi non abbia ben compreso che il termine “odiatore” non è riferito ad una persona per le proprie idee ma per il modo aggressivo, carico d’odio, col quale le esprime.
    E non comprendo come una persona che si rifà ai valori della tradizione possa tollerare tanta volgarità. Basta entrare nei blog che ruotano intorno a Salvini e alla Meloni per leggere i commenti sconci, veramente raccapriccianti, dei loro molti seguitori. Nei blog di altri esponenti politici si leggono falsità, stupidaggini (attualmente il tema ossessivo sono le ciliegie mangiate da Salvini) , la contrapposizione politica è esacerbata ma la violenza verbale è minore.
    Anche in questo blog ho letto spesso interventi che esprimevano disprezzo verso coloro che non hanno la propria visione del mondo. La maniera è magari più raffinata di quella dei tanti leoni da tastiera ma le proprie convinzioni vengono comunque affermate con prepotenza come se fossero verità assolute. E quindi, tutti coloro che non comprendono tale visione sono ingenui, disinformati, sinistri, pecoroni.
    Che peccato che gli ‘illuminati’ non siano tolleranti !

  • Mi sembra una constatazione ponderata

  • “Non volevo essere semplicemente un mondano, volevo diventare il re dei mondani. Io non volevo solo partecipare alla feste, io volevo avere il potere di farle fallire!”

    • Certo che in bici, vestito dal sarto Cattelani, e con la sigaretta pendula,saresti veramente bello!

  • Cara Natalina, ti direi ….”cave illuminatos”!
    Altro dicorso per i (pochi) …..”luminosi”!
    Di “illuminati”, o che si presumono/millantano/autoaccreditano tali ne sono girati/girano parecchi, anche su questo blog e fanno presa però solo su quelli che ….”ci stanno” e, soprattutto proprio perchè “illuminati”, non sopportano, per definizione, che qualcuno gli ….”faccia ombra”!
    Molto meglio, a mio avviso (però, si sa ormai, la mia cultura affonda le sue radici nelle canzonette! e la mia credibilità, ergo, è quella che è!) quelli che, con la lanterna in mano, cercano l’uomo!
    Tu hai citato due che, magari esibendo senza ritegno simboli religiosi, seminano odio, intolleranza, ignoranza, ottenedo purtoppo, anche grazie alla fertilità del “terreno” nel quale hanno “seminato”, buon raccolto di voti (e la più furba dei due, i consensi li sta gradualmente erodendo all’altro, desolantemente incapace!).
    E’ proprio proponendosi/ci in altro modo, quanto a forma e sostanza, quanto a documentazione e credibilità quanto ad essere noi stessi “praticanti” di quello che propugnamo che sarà possibile tagliare loro l’erba sotto i piedi e riportare il “buffo stivale” ai valori della nostra Costituzione Repubblicana!

  • Ottima la citazione da “la grande bellezza” di Sorrentino, Ivano.
    Un film che rivedo periodicamente.Stupendo affresco sulla Roma 2013, una sorta di “aggiornamento” cinquant’annidopo dell’altrettanto stupendo “La dolce vita” di Fellini 1960.
    Le reputo due tappe storiche del cinema Italiano.
    Ti sei scelto un “alias” mica da ridere!!!!!

  • Adriano, Francesco 😊😂😉

  • Natalina, non so da dove arriva ‘sto odio sociale, rivolto agli omosessuali, agli ebrei, all’Europa democratica che vive molte difficoltà perchè sotto attacco, e anche per colpe sue, e che è girato anche su questo blog, pure condiviso da persone che non sono ignoranti di letture, di lingua italiana. La cultura, l’essere colti non impedì ad Rosenberg di essere il teorico nazista del razzismo. I docenti universitari fascisti che plaudirono alla persecuzione ebraica furono una sfilza. Ci sono solo negli Stati Uniti oltre duecento organizzazioni di suprematisti bianchi, guidate anche da professori universitari; in Europa le organizzazioni di estrema destra che bombardono i social sono un gran numero; sono ricomparsi i partitini stalinisti; quelli pronti a sfasciare tutto, per vincere la noia. Un gruppo terrorista rosso negli anni di piombo aveva come capo Giovanni Senzani, che era uno studioso molto rispettato, tanto che lo citò Corrado Stajano a pag.21 de “Il sovversivo. Vita e morte dell’anarchico Serantini. Einaudi, Torino, 1975”, per uno studio su 118 case di rieducazione per minorenni. Senzani e il suo gruppo rapirono il fratello di Patrizio Peci, Roberto, uccidendolo con un’esecuzione in puro stampo mafioso. La cultura, purtroppo non impedisce che “si vada fuori di testa”. Soprattutto quando spira un certo vento ficcante.
    E’ possibile, può capitare che questo blog perderà alcuni commentatori assidui, quelli che disprezzano la democrazia, che vorrebbero l’Europa politica che vada in malora in un modo o in un altro. Non è la fine del mondo. Si può, si deve essere in disaccordo; la critica dura è benevenuta sempre. Anche l’ironia. Ma il disprezzo, anche subdolo quello no. Con quello non ci puoi dialogare.

  • Certo , Marino, essere informati ed avere gli strumenti per capire come va il mondo non impedisce l’adesione a idéologie estreme. L’islamismo è spesso nato nelle università. Qui in Belgio, il movimento « Schild & Vrinden » ha avuto origine nelle università fiamminghe e sta attirando sempre più giovani universitari, sopratutto maschi.
    Nel 1302, I Fiamminghi combatterono la presenza francese; Schild & Vrind (scudo e amico) era il passaparola in dialetto fiammingo difficile da pronunciare per un non Fiammingo. Tutti coloro che non riuscivano a dirlo correttamente, venivano ammazzati con la spada.
    Oggi, i giovani fanatici appartenenti a questo movimento, per essere pronti a bloccare le minacce dell’immigrazione e per difendere le Fiandre , si mantengono in forma fisica, si allenano all’arte di combattimento Krav Maga, di origine israeliana (nonostante le simpatie naziste) e seguono corsi di tiro. Siamo insomma tornati al medio evo !
    Quando si bloccavano le navi nei nostri porti, i capi e seguaci di questo movimento hanno ricevuto ad Anversa Salvini, osannandolo come esempio da seguire.
    Questi giovani studenti sono confluiti politicamente nel partito « Vlaams Belang « , partito razzista e nazionalista che vuole da separazione dalla Vallonia. I suoi aderenti più motivati seguono allenamenti paramilitari.
    A che scopo ?

    • Cara Natalina è molto interessante quello che scrivi a proposito del razzismo che si agita in Belgio. Da tempo c’è una spaccatura forte tra fiamminghi e valloni. Sarebbe interessante che tu, dal Belgio continui a raccontarci realtà a noi sconosciute. In Italia, ciò che avviene dall’estero si segue giornalisticamente poco e male. In ogni paese europeo ci sono organizzazioni di estrema destra che si agganciano a varie pulsioni teorico-sociali; che sfruttano il malcontento per i propri fini. Anche i fascismi hanno fatto la stessa cosa; pure i nazionalsocialisti in Germania avevano varie correnti, da quella antisemita a quella “socialista”. Lo stesso Hitler funzionava da capo-partito che con abilità politica teneva insieme correnti ben diverse anche opposte del suo partito; le chiese tedesche, infatti, si rivolgevano a lui perchè lo giudicavano un moderato. Invece Hitler era un politico abile e bugiardo che tesseva rapporti con le chiese protestanti e il potente partito cattolico “Il Zentrum” per poi infiocchettarlo, insomma fargliela dietro la schiena, sgambettarlo e ridurlo, come poi avvenne al silenzio.

  • Davvero, Natalina, come ti ha sollecitato Marino, sarebbe davvero di grande interesse avere una …… “corrdipondente dall’estero”, dal cuore della EU che ci dia notizie ….di prima mano e non fltrate da dettami di “testata”!

  • CremAscolta è come quei posti in cui è sempre gradevole tornare, dopo un viaggio o un’assenza in paesi lontani. Un posto che si apprezza di più al ritorno, dopo un mese o più di vacanza. E vedo stamattina il testo di Walter Venchiarutti, così valido e stimolante. Soprattutto, discutibilissimo. Non nel senso di contestabilissimo ma in quello, al contrario, di apprezzabilissimo e interessantissimo da discutere. L’Arte. Il suo Significato. L’Artista. La sua Vocazione. Bellissimo. Bene, adesso però basta con i superlativi.
    Sappiamo che la missione di CremAscolta non sarebbe tanto speculativa, estetica, contemplativa, quanto invece propositiva, fattiva, operativa.
    Tuttavia, il blog ospita spesso argomenti artistici, recensioni artistiche, interventi di artisti, temi di arte varia e di altrettanto varia umanità artistica. Per cui, lungi dall’essere extra-vagante, uno scritto come questo si colloca proprio in posizione ben giustificata e dialetticamente pertinente rispetto a uno dei temi più ricorrenti in questo luogo mediatico. Vi sono contenute affermazioni che sarebbe interessante confrontare con i punti di vista dei molti artisti o cultori d’arte o simpatizzanti d’arte che seguono il blog e spesso vi compaiono, come autori o commentatori o in altre vesti. Vi è infatti espressa una visione estremamente chiara, netta e specifica. L’Arte di Dio e della Metafisica. Rispetto all’Arte dell’Uomo e del Mondo. Mica robetta che la leggi e dici, bah, può darsi, chi lo sa.
    Oltretutto, vedo che adesso la originaria non commentabilità di una certa sezione si può aggirare commentando comunque per altra via, il che in certi casi non è poi un male così nefasto.
    Già tre mesi fa Silvia Merico aveva scritto cose egregie sull’Arte e una certa sua funzione.
    Vedo nella newsletter che s’accenna a un cambio di pelle. E comprendo d’essermi perso, durante l’assenza, qualche baruffa editoriale. Boh. Dico solo che sarebbe un peccato perdere testi come questo qui. Che sono tutti da commentare, discutere, valorizzare.

    • E’ giusto un tema, quello dell’importanza del commento come confronto/arricchimento dai “punti di vista”, che è stato uno degli oggetti di quella che tu hai ambilmente definito “baruffa editoriale”, Pietro.
      Personalmente sono totalmente d’accordo con il tuo, di punto di vista.
      Bensentito!

    • Ti ringrazio, Francesco, per il tuo chiarimento.
      Volevo comunque esprimere non critica ma solo apprezzamento.
      Io non ho una visione divinamente creazionista della Storia dell’Arte e dei Beni Culturali, bensì umanamente evolutiva. Certo, avendo un approccio umano (non ho intenzione, da grande, di fare il Dio metafisico, troppe grane e scocciature) e quindi umanamente storicistico all’Arte e agli Artisti, si potrebbe pensare che si perdano dimensioni importanti, come quelle della Spirituale e, soprattutto, quella del Sacro. Sappiamo da tempo che non è così. Anzi. Il Sacro non è appannaggio soltanto del canonicamente Teologico. Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio …… Abbiamo appena incominciato a intuire quanti aldiquà e quanti aldilà potrebbero esistere.
      Non è necessario, in ogni caso, avere una laurea in beni culturali, una laurea magistrale in critica artistica e un dottorato ben mirato a questi temi (a Crema e nel territorio cremasco ci sono comunque persone in gamba, anche giovani, che hanno codesti e pure ulteriori requisiti e che potrebbero interloquire meglio di me in proposito, con maggiore cognizione di causa), per sapere che la Storia dell’Arte è costellata di momenti di confronto (e di scontro) su questi aspetti così ben trattati da Walter Venchiarutti, Questo è uno dei temi “caldi”, da sempre, della critica artistica e, in particolare, delle discussioni di Estetica, non solo accademiche e museali.
      Philippe Baillet e Franco Freda, due autori molto noti ai nostri coetanei per motivi non solo letterari, hanno ben interpretato un certo pensiero in “I fondamenti della politica tradizionale secondo A. K. Coomaraswamy”, Padova, Il Cavallo Alato, 1987, mentre il pensiero opposto è ben espresso nel risalente ma sempre valido “Scritti di Estetica”, di Denis Diderot (e anche negli “Scritti di Estetica” di Jean-Baptiste d’Alembert).
      Insomma, un ottimo post.

  • E ne avrai di altri elevati stimoli Pietro! Il concetto che ha portato, diciamolo pure, a una divergenza grave, è nella confusione di contenuti di un box che io ho definito nel corso di questa diatriba, tagliato su misura per Walter. Ma non confondiamo per sacralità la reliquia con la teca! Ti ricordi quando parlavo della chiesa ortodossa cipriota, chiese dove le reliquie si possono fisicamente baciare? Ecco, la santità dei reperti sarà solo molto più a portata di mano, e altre firme si uniranno con apporto di grande prestigio. Una ridefinizione di una mission semplice e condivisa , che non è politica, renderà il dialogare finalmente sereno. Tutto qui, e non è un male che la riorganizzazione coincida con un fisiologico rallentamento estivo.

  • Pietro, personalità interessante. Oltre a cultura, conoscenze con una spiccata capacità di dialogo, confronto. Che poi é il progetto redazionale prossimo venturo lanciato da Adriano. Che poi tu preferisca Diderot all’indiano mi piace anche di più. Invece che aVenchiarutti piaccia Agostino Arrivabene é altra questione, non so fino a che punto coerente con lo spirito del post che parrebbe propendere per l’antico che l’artista che gli piace proprio non rappresenta, essendo per me un tradizionalista solo estetico. Non vuole essere una polemica naturalmente. Il tema é così complesso che un compendio di teorie estetiche non può certo essere riassunto in una pagina. In tutti i casi, così per farci capire, tengo conto come per Diderot del rapporto personalissimo tra opera e fruitore, e siccome io sono un materialista, per nulla metafisico, mi affido alla concretezza dei proverbi: non é bello ciò che é bello, ma é bello ciò che piace. E scusate la banalizzazione.

  • Che poi l’indiano, quattro mogli, di metafisico forse aveva poco: gli piaceva la f***, eccome. Ma forse esempio di come conciliare corpo e spirito. Scusate, ma é estate, e qualche battutaccia ci sta. Prima del nuovo corso.

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