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ADRIANO TANGO

Oltre la fase 2

Perché l’elicottero come immagine in evidenza? Ma perché sarà così, mica a cavallo, ma in elicottero, che arriveranno i nostri! Del resto certi regimi hanno confidato sempre molto sull’aviazione… Ma andiamo con ordine, e arriverà anche la volta della nuova eliflotta. Ripercorriamo il cammino con un po’ di date, per avere dei punti fermi. A

Perché l’elicottero come immagine in evidenza? Ma perché sarà così, mica a cavallo, ma in elicottero, che arriveranno i nostri! Del resto certi regimi hanno confidato sempre molto sull’aviazione… Ma andiamo con ordine, e arriverà anche la volta della nuova eliflotta.

Ripercorriamo il cammino con un po’ di date, per avere dei punti fermi.

A livello governativo il 17.4 con ordinanza n° 547 si danno indirizzi alla riapertura di linee produttive e attività economiche. Il 4.5.2020 si riaprono gli spostamenti intraregionali
In Sanità regionale Lombardia il 21.4, con apposita circolare, si dà indirizzo alle Strutture sanitarie per una graduale ripresa di attività antecedenti (non Covid) con un limite massimo del 60/ 70% dell’antecedente erogazione di cure.
Restano comunque attive le aree di ampliamento di attività (specie aggiuntive di Milano Fiera, Milano S. Raffaele e Bergamo), intensive e semi intensive messe in funzione per l’epidemia.
Crema di fatto riapre alle specialistiche da giugno, per l’area chirurgica accorpate insieme tutte le specialità su due soli piani. I ricoveri per interventi sono stati riaperti per un’entità numerica stabilita di giorno in giorno dalle riunioni quotidiane dell’unità di crisi, per un quantitativo medio del 50% dell’antecedente storico.
Con la delibera del 16.6.2020, n° 9/3264 (già citata in precedente post) si dichiara di fatto la cessazione dell’emergenza e si indicano le vie programmatiche per la prevenzione ed eventuale riattivazione dello stato di emergenza.
In particolare è fissato un fabbisogno regionale di 1.446 posti letti di Terapia intensiva e di ulteriori 704 in area medica in grado di erogare assistenza ventilatoria.
Costo iniziale: al punto 3 la cifra di € 225.345.817.
Il sistema di erogazione di cure è concepito come modulare ed espansibile: per ogni superamento di un livello di allarme è predisposta l’apertura di nuovi posti per ricoveri specializzati, in sedi predeterminate. Allo stato tuttavia ciò prevede un piano di smobilitazione di personale da altre strutture e suo trasferimento.
L’ottica è quindi quella della centralità e della specializzazione, secondo un sistema di allarmi crescenti, secondo quattro gradoni, e automatiche disposizioni dettagliate che non differisce da ogni altro piano di tutela dai grandi rischi del paese. Il criterio di superamento del grado di allarme è l’occupazione per più giorni di posti letto dedicati oltre l’80%.
Allo scopo di non lasciare più ferme al palo le attività assistenziali non infettivologiche, col risultato di un aggravamento delle patologie non trattate, sono previste risorse aggiuntive da erogare per la cura Covid (o aggiungo io di altra epidemia futura), così da evitare commistioni.

Novità assoluta l’istituzione della “Centrale unica regionale di Dimissione post ospedaliera” con compito di avviamento dei Pazienti ancora Covir positivi, ma non in pericolo, verso strutture isolate e adibite allo scopo. Con questo iter si smembrano ulteriormente le famiglie, due volte private dei cari anziani soprattutto, ma la decisione segue un’ottica di collocazione nel primo posto riabilitativo disponibile che era già antecedentemente propria della così detta “dimissione protetta”. Lo scopo è quello ovviamente di evitare le stragi di anziani verificatesi nelle nostre RSA (Residenze Sanitare Assistenziali) per ricoveri lungodegenziali in commistione, di sede se non in contiguità, con pazienti non Covid.
Per le sequele respiratorie si prevede l’attivazione di 1.147 posti letto in riabilitazione pneumologica.
Quindi l’offerta si viene a diversificare così: I) Post acuti pneumologici 420; II) riabilitazione – mantenimento pneumologico 808; III) Riabilitazione geriatrica generica 1.770
La messa a regime della rete completa è prevista in 24 mesi.
E tanto per familiarizzare con le parole il modello è detto ad hub§spoke, termini presi in prestito dall’aviazione statunitense che vogliono dire mozzo e raggi, cioè dai centri periferici dedicati verso l’alta specializzazione centralizzata.

Detto così sembra anche un bel piano. Ma dove casca l’asino? Risorse umane! Il paese è a corto di medici e di infermieri anche per far funzionare l’esistente, e se non si renderà appetibile la pratica delle professioni sanitarie, se non si amplierà drasticamente il numero nelle scuole di specializzazione, ma soprattutto se non si ripristinerà la dignità delle figure di medici e infermieri, tutto rimarrà un bell’esercizio di programmazione.
Certo, queste non sono colpe delle Regioni, ma ogni generale dovrebbe saper fare il piano di battaglia con le truppe che ha, e non con i desiderata.
La spartizione dei compiti fra pubblico e privato sembrerebbe inoltre equilibrata, ma il Paziente, come il naufrago, è in carico al primo che lo soccorre, per cui mi permetto di dubitare che realmente ci saranno suddivisioni con trasferimenti dei carichi di lavoro.
Sulla carta in Sistema Lombardo, equipara in sanità il pubblico col privato, lasciando alla libera concorrenza la creazione di equilibri, ma nella pratica il privato convenzionato ha sempre avuto una capacità di selezione del paziente “più conveniente” che il pubblico costretto a correre per tamponare emergenze non ha. Staremo a vedere questa nuova rivoluzione post-virale, ma non dimentichiamo la rabbia impotente del nostro medico e politico Attilio Galmozzi, che con il P.S. di Crema simile a un girone infernale si accorge che il P.S. di San Donato ospitava solo quattro pazienti. Ma certo, nel dramma che abbiamo vissuto questa nuova brillante griglia di competenze non esisteva ancora!
E allora innanzitutto non posso che augurarmi che non succeda altro che metta alla prova la tenuta dell’organizzazione, e in seconda istanza di essere un congenito malfidente.

Ma veniamo al punto che più strettamente ci tocca: la suddivisione di compiti fra ospedali, il 4.3, che titola: Centralità delle attività di alta specializzazione e di chirurgia maggiore.
E il gioco è fatto: i Centri blasonati delle roccaforti del Milanese, Pavese, Varesotto, impegnati e intoccabili nelle alte qualificazioni, e gli ospedali della cintura esterna, degli spalti murari, addetti alla bassa manovalanza, fanti di prima linea. Finito ogni sogno di gloria e inizio dei viaggi della speranza anche in ambito intraregionale, e del resto il punto successivo 4.4, titola proprio rete di emergenza territoriale e trasporti inter-ospedalieri.
Ma che volete di più, se vi abbiamo dato anche i trasporti! Questi Cremaschi da sempre piagnucolosi perché hanno un trenino che sembra l’incrocio fra una tradotta e un carro bestiame, ma grazie al virus avete i trasporti! E poi, trasporti coi fiocchi: dodici nuovi elicotteri! Certo, non ci resta che plaudire con un “Signori, in carrozza!”

 

Volete sapere come l’avrei fatto io? Fuori la nostra parte dei fondi e ristrutturiamo l’ex tribunale come centro infettivologico permanente. Forse l’idea non piacerà a molti concittadini per un pregiudizio, ma quel che è “dentro” è sotto controllo, con una barriera di aereazione che crei una pressione negativa non può preoccupare: vale il paragone del laghetto con le anatre sulla centrale nucleare. Crema è l’esatto centro della Lombardia, e il Tribunale ha ampio spazio per gli atterraggi, facilmente accessibile dalla tangenziale, ed è naturalmente isolato per posizione e struttura. L’aula delle udienze è già una rianimazione in piena regola: bastano gli attacchi dei gas medicali, gli uffici in linea sulle due ali sono praticamente pronti per la conversione in ampie camere di isolamento singolo o a due,
l’ampio spazio a pianoterra è una zona eccezionale per il triage, pronta per un flusso rotatorio di persone con solo un transetto in cartongesso tirato al centro e una soffittatura analoga.
Ma non sarà così, già e nulla tornerà più come prima!
E scusate se questa volta sono andato lungo, ma quando mi gira qualcosa…

ADRIANO TANGO

29 Giu 2020 in Senza categoria

15 commenti

Commenti

  • Molto tecnico, ma chiaro. Mi sembra impossibile riformare tutto senza il Mes, se mai i Grillini si convinceranno.

    • Dal che presumo che il piano ti vada bene, che non vedi la città sminuita!Il riferimento ai regimi aviatoriali che facevo all’inizio era ad Italo Balbo, un tecnico, bella persona, usato nel suo vai e vieni dall’america con la sua flotta di idrovolanti. Probabilmente in Libia non c’entrava inte, sparato per caso?
      Ma non cambiamo tema. Sugli elicotteri c’è ancora più margine che sull’informatica, e se la scuola è ancora quella celestiale… ma te lo chiedi perché dodici ammalati Covid ci doverebbero volare sulla testa, e anche di più, se sommiamo alla flotta esistente, e tutti insieme, altrimenti basterebbero meno elicotteri, e solo covid, perché la stessa relazione riporta i dati in base ai quali in tempo dsdi epidemia si azzerano quasi gli accessi per altre patologie. Grazie per il chiaro, da quando hai scritto che “il dott,. Tango quando scrive non si capisce un ca..ne” ho fatto strada! Vedi che le parole servono? Chi sa qante sinapsi nuove grazie al tuo stimolo!

  • Ca vacca Presidente, ma allora tu ci hai ancora delle sinapsi in ….sonno, li pronte ad entrare in gioco quando il gioco si fa duro!!!!
    Ci stupisci sempre, con i tuoi ….effetti speciali!!!!

  • Scusa Adriano, forse letto distrattamente. Stamattina ho altri pensieri. Ma rilette soprattutto le ultime righe, riscontro nel piano molte criticità che tu evidenzi con proposte ben precise. Ma credo, e spero, che in ulteriori discussioni, o simulazione di verifiche progettuali, ci possano essere rimodulazioni. Il mio invito voleva solo essere uno stimolo ad utilizzare tutto quanto l’Europa ci mette a disposizione. In tutti i casi nel Mes sono previsti investimenti per sanità diretta e indiretta. Che poi la Regione Lombardia si sia attivata nell’emergenza facendo errori ormai riconosciuti dovrebbe essere di buon auspicio per una migliore pianificazione. E l’informazione qui è fondamentale per permettere ai lombardi una efficace valutazione di quanto si gioca sulla loro pelle. Si tratta di capire bene cosa sta succedendo, e forse in questa progettualità ho capito poco. Se non va bene mi fido di te.

    • Ha dei punti di forza, ad esempio e criteri di valutazione dell’allarme, ma succede quanto temevo: approfittare della paura della gente per legittimare spese, e spese vogliono dire giro di capitali…
      Non capisco perché questi pazienti che prima dovevano essere trattenuti nella cintura di fuoco Codogno – Crema – Bergamo ora debbano essere centralizzati a Milano e Brescia, e andarci in elicottero!
      e non capisco poi perché i nostri ospedali che sono azindalizzati debbano privarsi della chirurgia di prestigio per passarla ai centri privati convenzionati, così poi alla verifica dei conti risulterà che loro hanno fatto budget sui DRG alti, e noi campiamo di sussidi. Far dell’eccellenza nelle piccole dimensioni è possibile. Ma l’Università di Losanna che per Crema ortopedia era il riferimento in fin dei conti cosa credete che fosse? Due sale operatorie che facevano a regime poco di più di quel che qui facevamo con una.
      Non ci lasceranno fare per poi dire che non lo sappiamo fare, e noi lo permetteremo, perché il virus funzionerà come acceleratore del depotenziamento.

  • Però non capisco come niente possa servire da lezione. A me pare che da tutte le parti, in Lombardia in modo particolare, dopo il Coronavirus si siano levati cori contro la privatizzazione della sanità e il depontenziamento, come dici giustamente tu, di alcuni centri e potenziamento con alta specializzazione di altri. Addirittura tempo fa giravano voci che chiudessero Crema per privilegiare Cremona. Già abbiamo perso il tribunale. Però mi chiedo: in elicottero possono andarci anche i parenti in visita? Scherzo.

    • Caro Ivano, capisci anche tu che una cittadina come Crema, che è colonizzata dal capoluogo ha l’assillo di perdere quel poco che ha. E Cremona, che sta lontana da Crema ha festeggiato con mostarda e buon salame, e il vinello mantovano la perdita del tribunale cremasco. Va tutto a vantaggio dei coloni. E se Crema, dopo la succursale universitaria milanese, perderà anche l’Ospedale, che diventerà una succursale cremonese, può pure ammainare il simbolo cittadino e andare a nascondersi. In fondo Cremona ha il Po, un fiume vero, un teatro coi fiocchi, il Ponchielli, che ha però una stagione teatrale di prosa modesta; grazie ad Arvedi un fiocchetto di Auditorium che Crema lo può sperare solo la notte quando dorme, quindi, non ci scommetterei un centesimo sul futuro di Crema, per come è, al tempo d’oggi. Una possibilità ci sarebbe se i cremaschi avessero i coglioni, chiedere di andarsene dalla provincia di Cremona e puntare tutto su Milano, l’unico suo futuro possibile, politico, sociale, culturale. Ma il cremasco crede di bastare a se stesso, ma finirà per sparire dalle mappe pure del Touring; dalla stampa nazionale viene citata una volta su due; dalla segnaletica, il cremasco non esiste, è territorio cremonese. Ce l’hanno l’orgoglio i cremaschi, la certezza di esserci, di avere vita? Ho qualche dubbio. Casa loro, mi sa che è in procinto di essere una dipendenza dei coltivatori diretti e dei politici cremonesi.

  • Ivano quando un direttore generale per tacitare il mio pessimismo dietrologico esplicitamente manifestato mi picchia in mano questa delibera che devo pensare?
    Che era fresca di stampa e non l’aveva ponderata?
    Che solo io ci vedo fra le righe elementi sospetti?
    Che pensava data la ponderosità che mi sarei stancato a pagina 5?
    Che fa parte anche lui di un sistema e quindi cerca di spegnere sul nascere i casini?
    Gallera ad Attilio Galmozzi in fin dei conti che ha risposto: in sostanza “ma che ne sa un dottorino di Crema!”
    Ho fatto anche il sindacato, e ho imparato come si fa a scrivere lettere a doppia chiave di lettura, per poter sempre dire di fronte a una protesta “ma se io ho detto…”
    Per questo a mio tempo metodicamente saltavo direttamente le Alpi e andavo a imparare in Svizzera, Francia, Inghilterra, a spese delle ditte, per uscire dai giochi, che si infiltrano con le correnti sin nelle conoscenze scientifiche.
    E non sputo nel mio piatto, dico solo, pur essendo un ingenuo, almeno questa minestra lo so come la si rigira.
    Comunque se la ricaduta arriva prima degli elicotteri i pazienti li cureremo coni brevetti di volo.

  • Adriano, io sto leggendo e rileggendo, la materia è complessa e per un profano totale come me (in campo sanità) diventa addirittura ostica!
    L’impressione è che si punti parecchio in alto ( e del resto gli elicotteri ….!) col rischio di retare ancora del tutto sguarniti a breve medio, sbaglio?
    Mi ha colpito, a questo proposito, invece quanto tu (che invece di sanità sai assai) ti sia “sbilanciato” ad esporre un piano concreto ed attuabile a breve, per attrezzarsi rispetto ad un possibile ritorno autunnale del virus, da una parte e nel contempo proiettare l’efficacia dell’azione (sul vecchio tribunale, per intenderci) anche nel medio e lungo termine!
    Intravvedi qualche probabilitò che una dritta in questo senso possa ricevere qualche tipo di attenzione dagli …..”elicotterismi” di Gallera?

    • Nessuna possibilità Franco!

  • Mi sbaglio o ieri sera ho sentito Fontana dire in televisione che nella sanità lombarda non cambierà niente perchè va tutto bene così?

    • Infatti il documento rafforza la tendenza centralista e privatisitca, anche rispetto a una malattia democratica come la Covid

  • Il criterio d’urgenza: la notizia di un nuovo ceppo già passato all’uomo in Cina non vi sarà sfuggita.
    Riprendo il titolo AGI: “È un ceppo chiamato G4 e discendente da H1N1 che nel 2009 ebbe diffusione pandemica. Si ritiene che sia già passato agli umani, ma non ci sono prove che possa essere trasmesso da uomo a uomo”. E capirai se ha fame e si trova bene nel primo ospite quanto ci mette!
    Non sono una Cassandra, ma la nostra stupida società rischia di andare in briciole, con tutte le sue glorie e infamità, proprio come successe ai Marzianii del vecchio film “La guerra dei mondi” E anche nel film non c’erano macchine che bastasseero per sconfiggere un vrus pervasivo. Ma se lo sapevamo negli anni 50, come siamo arrivati a questo punto? Possibile che non comprendiamo che quei Marziani ora siamo noi?
    La ricetta è unica, col segno meno: meno elicotteri, meno carne, meno umani.

  • Un gatto che trasmette la rabbia e i padroni sotto profilassi. Pare che anche in questo caso il passaggio sia avvenuto attraverso i pipistrelli. Già durante la fase di emergenza, una fake news subito smentita parlava di diffusione anche attraverso gli animali domestici. Che poi quello degli animali domestici potrebbe essere tema di post, vista la moda o solitudine che vede sempre di più cani al guinzaglio, per non parlare di animale esotici in vendita anche in un negozio un po’ defilato in centro a Crema. Trascinato da due bambini ci sono entrato e il primo impatto è stata l’impressione di scarsa igiene annunciata subito da un cattivo odore all’ingresso. Ora, assodato che alcuni animali trasmettono malattie io mi chiedo se anche rispetto agli animali domestici non si debba fare una riflessione umana sociologica e antropologica. I cani si tengono in braccio e alcuni padroni li baciano sulla bocca. Con le loro zampette e culi sporchi zampettano per casa e si riposano su letti e divani. E da qui traspare già che la mia opinione sull’affezione a cani e gatti contenga in sè qualcosa di malato. Lo dico pur aspettandomi le ire di tanti, ma tempo fa qui si scriveva che senza un concetto di igiene con regole mondiali queste epidemie sarebbero destinate a moltiplicarsi. Dando per scontata anche l’unicità o rarità della rabbia veicolata da un gatto, mi chiedo se quanto sopra non meriti più attenzione.

  • Bravo Ivano, da approfondire con dati nazionali, locali.. riferimento al negozio…
    Circa l’amore interspecie ti rispondo già che esiste in natura non solo fra gli uomini altre specie ma anche fra altre specie, e non riguarda solo le “adozioni”, tipo Lupa e Romolo/Remo o libro della Giungla, ma anche fra diverse specie, una soldarietà di base della vita per la vita. Circa uomo versus animale, se parliamo di cane non si può spiegare: un prete può capire l’attrazione sessuale, ma non l’amor coniugale. Quello sguardo ti buca le bidella e ti fa schiavo. La perdita del cane impatta più della perdita del familiare umano. La frequenza delle visitazioni in sogno anche dopo lustri e lustri, ne è la prova. E’ così, nulla da fare.
    Il contributo alla sana crescita psicologica del nìbambino è per me poi fonamentale. Il bambino in fasce ride al primo impatto con l’amico di tante ere passate, non fa lo stesso nell’incontro con umani sconosciuti!
    Certo che qui si esagera! Strombazzo in giro sull’ecceso di presenza umana sulla sottile crosta terrestre ma un Terranova o un Mastino con massa quasi uguale e consuumo di carne pantagruelico non sono altrettanto dannosi? Quindi ai coanidipendenti taglie ridotte, tanto l’intelligenza è la stessa e bau bau lo fanno.
    Segui il sentiero, ci fai un regalo come comunità, e nessuno azzanna più al collo su questi file!

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