menu

CREMASCOLTA

Lungo messaggio su FaceBook del Presidente Conte

Il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, nella giornata della Festa nazionale dell’Epifania,  ha postato un lungo messaggio su FaceBook nel quale esprime a tutti i Cittadini Italiani l’impegno suo e del Governo che Presiede, in questa fase così politicamente ed amministrativamente  impegnativa per il nostro Paese. Ritengo importante riportare integralmente di seguito il

Il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, nella giornata della Festa nazionale dell’Epifania,  ha postato un lungo messaggio su FaceBook nel quale esprime a tutti i Cittadini Italiani l’impegno suo e del Governo che Presiede, in questa fase così politicamente ed amministrativamente  impegnativa per il nostro Paese.

Ritengo importante riportare integralmente di seguito il testo, alla conoscenza dei lettori del blog:

 

“Sono giornate di lavoro intenso, in cui alle parole – insieme alla squadra di governo – stiamo preferendo un silenzio operoso, indispensabile per riuscire a dare il massimo nella difficile fase che il nostro Paese sta attraversando.

 

L’anno che è appena iniziato ci pone di fronte a delle sfide mai affrontate prima nella storia repubblicana, destinate a segnare il nostro presente ma anche il nostro futuro e quello delle prossime generazioni. Abbiamo un’emergenza sanitaria mondiale da superare e una grave crisi economico-sociale da fronteggiare. Abbiamo appena avviato la campagna di vaccinazione che va portata a termine il prima possibile. Uno sforzo immane, ma i primi risultati – che al momento ci vedono secondi in Europa per numero di vaccini somministrati – sono molto incoraggianti.

 

Sono sfide imponenti, molto impegnative. Ma accanto ad esse possiamo cogliere altrettante opportunità, in modo da costruire, mattone dopo mattone, l’Italia del futuro e così migliorare la qualità di vita dei cittadini.

 

Per raggiungere questi obiettivi occorrono piena dedizione, lucida determinazione, intelligente lungimiranza. Una premessa imprescindibile è rafforzare la coesione della maggioranza e, quindi, la solidità alla squadra di governo. Se percorreremo questo cammino con senso di responsabilità, avremo la più salda garanzia di andare nella direzione giusta, perseguendo l’interesse generale.

 

La nostra azione di governo dovrà rimanere sempre all’interno di questo perimetro, mirata a sostenere e migliorare la vita delle famiglie, dei lavoratori, delle imprese, a tutelare il diritto alla salute dei cittadini, ad assicurare un futuro ai nostri giovani.  Qualsiasi altra iniziativa o intervento che si ponga al di fuori di questo tracciato non mi appartiene e non mi riguarda. Questo è il limite che mi sono sempre imposto, dall’inizio del mio mandato.

 

Non è mai venuta e mai verrà meno, da parte mia, l’apertura al confronto e all’ascolto delle forze che sostengono il governo. Ho sempre lavorato per raccogliere tutte le proposte migliorative su ogni tema o provvedimento sin qui adottato e così sarà anche in futuro, perché è questo che ci chiedono i cittadini.

 

Questo vale, ovviamente, anche per il Recovery Plan. Nei giorni scorsi ho sollecitato le forze di maggioranza a far pervenire osservazioni e proposte utili a migliorare la prima bozza riguardante il nostro Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Ho sempre inteso quella prima bozza come un documento utile ad avere una base tecnica di discussione per poi operare le scelte “politiche” e dare una impronta strategica al nostro PNRR.

 

Proprio questa mattina, il ministro dell’Economia Gualtieri, insieme ai ministri Amendola e Provenzano, mi hanno sottoposto una versione più avanzata di quel primo documento. Posso già anticipare che le proposte e le osservazioni sin qui indicate dalle forze politiche si sono rivelate contributi utili ad arricchire e a migliorare il Piano.

 

A breve ci ritroveremo con tutte le forze di maggioranza per operare una sintesi complessiva, che valga a selezionare gli investimenti e le riforme più utili a modernizzare il Paese. I 209 miliardi che l’Europa ci mette a disposizione sono risorse ingenti, ma le nostre scelte devono essere ben ponderate.

 

La nuova versione del PNRR punterĂ  con ancora maggior decisione sugli investimenti, soprattutto quelli ad alto impatto sulla crescita, sulla trasformazione dei settori e sulle filiere innovative. Maggiori risorse saranno destinate, in particolare, alla salute, ai giovani, al terzo settore, agli asili nido e alle persone con disabilitĂ .

 

Per mirare al superiore interesse dei cittadini dovremo condurre il confronto e selezionare le proposte finali in base alla loro intrinseca bontĂ , alla loro coerenza di sistema, e alla loro sostenibilitĂ  sociale e ambientale.

 

La piena disponibilitĂ  al dialogo predispone anche ad accogliere le buone idee degli altri.

 

Una volta messa a punto una proposta migliorativa del Piano ritorneremo in Consiglio dei Ministri per la sua approvazione e riattiveremo così il confronto con l’intero Parlamento e, quindi, anche con le forze di opposizione, aprendoci anche alla discussione con tutte le parti sociali.

 

Adesso dobbiamo correre. Solo così potremo dare all’Italia l’accelerazione che serve a trarla fuori dalle difficoltà del tempo presente e a preservarla dalle ulteriori difficoltà che si annunciano all’orizzonte. Dobbiamo correre insieme.

 

Buona festa dell’Epifania a tutti.

CREMASCOLTA

07 Gen 2021 in Comunicato Stampa

37 commenti

Commenti

  • Ha la mia fiducia: “non disturbare il conducente!”

  • Se però fosse stato piĂą diretto nel condannare i fatti americani avrebbe fatto migliore figura. Vale anche per Di Maio.

  • “Seguo con grande preoccupazione quanto sta accadendo a Washington. La violenza è incompatibile con l’esercizio dei diritti politici e delle libertĂ  democratiche. Confido nella soliditĂ  e nella forza delle Istituzioni degli Stati Uniti”.
    Parole gravi ed equilibrate, che discendono dai gravissimi fatti in atto; secondo me, da Presidente del Consiglio dei Ministri, di un Paese amico degli USA, direi, Ivano!

  • Considerate le tante sciocchezze che circolano in rete rispetto a chi sia/debbe essere eletto o non eletto dal Popolo, riporto di seguito quanto prevede la Costituzione della Repubblica Italiana al secondo capoverso dell’art. 92, circa il Presidente del Consiglio dei Ministri:
    “Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proprosta di questo, i ministri”.
    Y nada mas!

  • Ancora in merito alle tante sciocchezze che circolano in rete rispetto ai temi che sta sollevando il leader di IV Matteo Renzi, alla mancata accettazione dei quali minaccia di “ritirare la sua delegazione di governo” (le due ministre di Iv, Teresa Bellanova ed Elena Bonetti, e il sottosegretario agli Esteri Ivan Scalfarotto).
    Oltre al “MES”, e al “Ponte sullo stretto”, in tema di “Non ci importa delle poltrone ma delle idee”, c’è la richiesta al premier Conte di assegnare ad altro la delega ai Servizi Segreti.
    L’argomento è normato da una Legge, la Legge 3 agosto 2007, n. 124 “Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto “, che prevede:

    Art. 1.
    (Competenze del Presidente del Consiglio
    dei ministri)
        1. Al Presidente del Consiglio dei ministri sono attribuiti, in via esclusiva:
            a) l’alta direzione e la responsabilità generale della politica dell’informazione per la sicurezza, nell’interesse e per la difesa della Repubblica e delle istituzioni democratiche poste dalla Costituzione a suo fondamento;
            b) l’apposizione e la tutela del segreto di Stato;
            c) la conferma dell’opposizione del segreto di Stato;
            d) la nomina e la revoca del direttore generale e di uno o più vice direttori generali del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza;
            e) la nomina e la revoca dei direttori e dei vice direttori dei servizi di informazione per la sicurezza;
            f) la determinazione dell’ammontare annuo delle risorse finanziarie per i servizi di informazione per la sicurezza e per il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, di cui dà comunicazione al Comitato parlamentare di cui all’articolo 30.

    E al successivo
    Art. 3.
    (AutoritĂ  delegata)
        1. Il Presidente del Consiglio dei ministri, ove lo ritenga opportuno, può delegare le funzioni che non sono ad esso attribuite in via esclusiva soltanto ad un Ministro senza portafoglio o ad un Sottosegretario di Stato, di seguito denominati «Autorità delegata».

    Quindi, almeno a me pare chiaro e condivisibile, che per un settore di tale delicatezza ed importanza, essendo comunque del Presidente del Consiglio “ ….la responsabilitĂ  generale della politica dell’informazione per la sicurezza….”, soprattutto in questo frangente politico, il Presidente Conte sia contrario a delegare alcunchĂ© del suo ruolo.

  • Visto che Franco e io seguiamo a stessa fonte primaria (Il fatto…) metterei in risalto quanto il giornale riporta su ostilitĂ  degli Italiani, 75%, ai disturbi di Renzi e idem per i giornalisti esteri. Lo sa di certo, e gioca al trave di fuco (conoscete vero?)

    • Mannaggia attè, fratel presidente!
      Mi son detto: ma che grande ignorante sei! Sei tra i pochi che non conosce la “trave di fuco” (il fuco, le api, l’alveare…. mah?)!
      Mi sono buttato su fratel gugol-internette che mi ha subuto corretto in “trave di fuoco”!
      E mi si è accesa una luce…..
      Ocio a los polpastellos!

    • Resta il fatto, Adriano, che dovresti spiegare al colto e all’inclita che c…. vuol dire e soprattutto chi, sta giocando al “trave di fuoco”!
      Tutto ciò, anche perchè noi padanazzi, con i riti amalfitani poco ci mastichiamo” !

  • Conte farebbe benissimo, numeri permettendo che appunto forse non ci sono, a non cedere alle provocazioni di Renzi. Anche se pure all’interno del Pd serpeggia una certa insoddisfazione. Certo che quando si vedono in Campania file di ore, al freddo e sotta la pioggia, di poverini di tutte le etĂ  in attesa di puntura, titolo V o Stato, ci si rende conto che pur nei casini dovuti all’emergenza, qualcosa o molto non sta funzionando. Meno male che in regione Lombardia è arrivata la Moratti, dico per ridere, ripescata, dimenticando che quando ha amministrato Milano non è poi stata riconfermata. Questo virus maledetto si sta dimostrando piĂą forte di tutti, dispettosamente variante, rivelando tutta la sua capacitĂ  di restare segreto.

    • Ricordo bene Ivano che proprio al primo esordio del “covid” avevo espresso, in un commento sul blog, tutta la mia perplessitĂ /timore (di ing meccanico con le mani sporche di grasso,qual sono) nel mettere le mani (suddette, previa pulitina, magari!) sul DNA/RNA, con conseguenze delle quali, senza dubbio alcuno, non abbiamo le stesse competenze progettuali/previsionali di ….”madre natura”!
      Mi pare purtrippo che i fatti che stanno accadendo, mi diano la magrissima soddisfazione di aver espresso dubbi/timori assolutamente non infondati!
      Ma mi rendo conto, scrivenedo, che ti sto seguendo nel “fuori tema al post” e la chiudo qui!

  • Il trave di fuoco è piĂą o meno una prova di resistenza, tipo un tiro alla fune, con un palo acceso agli estremi, in cui chi cede si scotta le mani. Come esattamente avvenisse non so, è rimasto il detto. Chi si scotta? Noi tutti certo, Ma Renzi ci si sta giocando anche l’immagine internazionale che avrebbe potuto aprirgli altri scenari.

    Per Ivano la prestazione della Lombardia è sino ad ora stata la peggiore d’Italia, a partire dalla mortalitĂ  di quattro volte in percentuale sui contagiati superire a quella ad esempio della Campania, a finire dalla prima gestione vaccini. Forse c’entra anche il fattore ambientale, il mio coefficiente D.I.M.A., ma penso che di piĂą siano stati appetiti che hanno distrutto la miglior SanitĂ  antecedente. E se ricordate le mie critiche al programma di interventi mai attuato, perchĂ© ha fatto prima la seconda ondata, quello dei dodici elicotteri, si tendeva ancora alla protezione dei grossi Istituti privato-convenzionati, quegli interventifici che hanno fatto fare cassa attirando Pazienti con gravi disservizi per viaggi della speranza, a scapito dei Servizi territoriali. Le diagosi e gli interventi son quindi diventati tardivi, quando la carica virale era ormai irrecuperabile, ed eccoti la mortalitĂ !
    La Moratti non farĂ  fatica a far di meno peggio! Ai suoi tempi di Sindaco ho conosciuto il re dei barboni, Weiner qualcosa, aurtore della propria biografia, un bocconiano cascato in un fallimento fraudolento, e almeno in questo campo sociale fece un buon lavoro, trovando ai barboni settori agricolo-turistici stagnati da rilanciare. Peccato che due terzi siano tornati sulla strada… come una missione di vita!

  • E stasera scatta l’ora x per l’esecutivo: nel Consiglio dei Ministri, convocato per le 21.30, Italia Viva dovrebbe firmare il Recovery Plan e contestualmente potrebbe aprire ufficialmente la crisi di governo.
    Personalmente, “icrocio le dita” perchè una crisi di Governo che potrebbe portare a elezioni anticipate, in contemporanea, nel nostro Paese, con il piĂą massiccio intervento di vaccinazione globale mai visto al mondo e contemporanea pandemia in atto, mi pare follia, iattura che chi ha la responsabilitĂ  di “fare politica”, dovrebbe in ogni caso impegnarsi con responsabile consapevolezza ad evitare!

  • E l’ha fatto!
    Renzi, “il bomba”, oggi ha ritirato le sue due Ministre ed il suo Sottossegretario dal Governo (tutti e tre “proprietĂ  privata” del loro “capo politico”!), provocando di fatto la crisi di Governo!
    Ha commesso a mio modo di vedere un’azione delorevolmente spregevole, premeditata, mettendo sotto i tacchi le esigenze del Paese in un momento tanto difficile sotto ogni aspetto, da quello sanitario (terribilmente senza precedenti!) a quello economico, nell’ambito dell’occasione unica e irripetibile della delicata gestione degli aiuti EU del Recovery Plan.
    Personalmente mi auguro che il Presidente del Consiglio Conte porti la crisi direttamente in Parlamento per verificare, in quel contesto istituzionale se il suo Governo abbia ancora “i numeri” per Governare con l’appoggio delle Camere (ipotesi che io spero davvero confermata attraverso il consenso di “Parlamentari responsabili”).
    In caso contrario, a meno di ulteriori deplorevoli contorcimenti partitici, si aprirebbe la strada delle elezioni anticipate, uscendo per lo meno dalla insana situazione di “ricatto”, fatta di continui …. “penultimatum” con i quali Italia Viva (ironicamente perfido, il nome scelto per in nuovo “mini partito” staccatosi “ad hoc” dal PD) ha tenuto sotto scacco la maggioranza alla quale il Gruppo parlamentare artatamente “inventato” da Renzi, aveva costretto all’impantanamento l’azione del Governo.
    E verrĂ  quindi il tempo del “popolo sovrano” (si fa per dire!), tra vaccinazioni e pandemia, chiamato a scegliere tra i Partiti che decideranno di presentarsi al voto, con la legge elettorale che doveva essere cambiata dal Parlamento, (dopo la riduzione dei parlamentari, e non lo è stato!), Legge che non consentirĂ  all’elettore di scegliere gli eletti, lasciano la scelta ai Partiti!
    E poi …..sarĂ  quel che sarĂ !!!

  • “SarĂ  quel che sarĂ ” è così fatalistico da far paura. Comunque, facendo diventare Cremascolta piĂą social di quello che è, direi che imprevedibilitĂ  a parte, il ruolo dei responsabili sarĂ  determinate. Responsabili verso il proprio portafoglio, si intende. Se si andasse ad elezioni anticipate metĂ  di loro, dopo la riforma Di Maio, se ne andrebbe a casa, rinunciando ad un buon gruzzolo. E messi come siamo sarebbe il male minore ramazzare questo o quello. Qualcuno si troverĂ . Su Renzi no comment.

    • E poi, mi vien da dire, Ivano: in un contesto nel quale mi sia dato solo di scegliere se dipendere dalla paranoia egocentrico familiar/interessata del “bomba” ( che si ripeterebbe cmq senza soluzione perchè il “personaggio è quello!) o dal consenso ” a termine” di parlamentari, magari …. “professionisti” del parlamento, che sanno quello che stanno facendo (non essendo “propietĂ  di altri”), non avrei dubbi!

  • Quanto al “sarĂ  quel che sarĂ ” , che hai giustamente definito Ivano “fatalistico da far paura”, ci sta nascosto il mio timore di chiamare col suo nome un niente affatto improbabile risultato elettorale che premierebbe col successo la piĂą brutta accozzaglia di destra mai vista dopo Almirante, dai fascisti ai populisti trumpian/legaiol/negazionisti che si riconoscono nella coppia Meloni/Salvini, illuminata dalla “saggezza” della versione finale tendente al colle (figurarsi!) del pregiudicato “cavaliere” di Arcore!
    Questo è…….

  • La penso come Berlusconi, stavolta: darsi alla politica senza aver mai lavorato in precedenza, portando a casa il pane, spiega tante cose.
    D’Alema diceva che aveva cominciato dalla gavetta: cioè, passava ore a ciclostilare, da giovane, a volantinare ai cancelli delle fabbriche. Faticoso, certo. Per lui che aveva in mente ben altro, perchĂ© era precoce.
    Matteo Renzi era dipendente di suo padre.Una ditta con tutti precari, eccetto il figlio che non sembra dovesse sgobbare, alla ditta di papĂ 
    Renzi. Ancora oggi, non si sa bene qual’era il suo mestiere, prima di darsi alla politica. Ma giĂ  da ragazzo era una vero personaggio dalla parlantina sciolta. Un “sacre’ gaillard”, un tipo sveglio, in gamba. Uno che comanda e sa crearsi un gruppetto di fedeli e fedelissime, sdraiate sulla linea. La sua.
    Luigi Di Maio strappava biglietti allo stadio, e di tanto in tanto portava, si fa per dire, secchi di malta, come un bravo manovale nei cantieri edili di suo padre, muratore, capomastro.
    Disse, all’inizio, che in politica, su seggiole importanti, si sta al massimo un paio d’anni, poi tocca ad altri Sennò è occupazione dei posti, è pigrizia, è potere. Chi se lo leva di torno ora, che è così a suo agio in qualunque ruolo, fosse anche il Ministro dei Esteri?
    Matteo Salvini studiava un poco, e svogliatamente, all’universitĂ , con i genitori che pagavano l’iscrizione, sperando che si decidesse a studiare di piĂą. I genitori, non poveri, sono piĂą pazienti con i figli. Dice di aver fatto il giornalista per “La Padania”, sempre che “La Padania” lo si poteva considerare un giornale, e non un bollettino di un’ufficio stampa. Ma tutto fa brodo.

  • Per inquadrare meglio il contesto in cui è stata innescata e fatta scoppiare questa crisi di Governo, con il ritiro da parte di Renzi, leader di IV, Italia Viva, della sua delegazione (2 Ministre ed un Sottosegretario) dalla compagine di Governo, ecco per sommi capi i tempi ed i fatti:
    1 Giugno 2018 sui risultati delle elezioni nazionali nasce il Governo “Conte I” – coalizione tra 5* – Lega – MAIE (Movimento Associativo Italiani All’estero)
    1 Settembre 2019 Crisi di Governo “del Papete” : la Lega toglie il suo appoggio alla coalizione
    5 Settembre 2019 Formazione del Governo “Conte II” – coalizione tra 5* – PD – LEU (quindi nel PD c’era anche Renzi e …..i suoi/sue!)
    16 Settembre 2019 Renzi esce dal PD
    18 Settembre 2019 Fondazione nuovo Partito Italia Viva “IV”

    In effetti quindi le due Ministre ed il Sottosegretario che Renzi ha “ritirato” dal Governo, nel Governo “Conte II” ci erano entrate in quota PD (Italia Viva non era ancora “nata”!) quindi questa “crisi” non è provocata dalla rottura dell’accordo tra i Partiti che avevano formato il “Conte II” (5*-PD-LEU) ma semplicemente dalle dimissioni di due Ministri ed un Sottosegretario, quindi nemmeno è una crisi di Governo!
    In democrazia parlamentare i Governi si formano in parlamento con accordi tra le forze politiche (i Partiti) ; il Presidente della Repubblica incarica un “Presidente incaricato” di formare un Governo e il Governo che così si forma (dopo il Giuramento) resta in carica fino a che i Partiti che l’hanno formato lo appoggiano.
    In questa “Crisi presunta”, i Partiti di governo continuano dichiaratamente ad appoggiare il Governo, si tratta ora di vedere (attraverso una verifica parlamentare) se la fuoruscita dalla compagine di Governo di due Ministri ed un Sottosegretario abbia provocato anche la mancanza di appoggio necessario e sufficiente alla Camera dei Deputati ed al Senato per approvare i provvedimenti del Governo.
    A mio parere, questo è, e non altre narrazioni, magari fantasiose innescate dall’incosciente (o meglio, “cosciente” ma di ben altri miserevoli giochi!) scelta di Renzi.

  • I commenti nei confronti di Renzi in queste ore sono impietosi. Una caso psicopatologico, come Trump, facendo la sintesi. Possibile che non si renda conto del casino in cui caccia tutti, e pure Lui? Con quelle due poverine di ex ministre zitte come tombe in conferenza stampa! Sono d’accordo con Travaglio: la Bellanova, braccia rubate all’agricoltura? E quell’altra chi l’ha mai vista? Dai, un po’ di populismo, non sono necessarie chissĂ  quali dotte analisi politiche.

    • Non ha piĂą niente da perdere, salvo la faccia in Europa, dove poteva trovare un posticino caldo e comodo.

  • Non c’è nessuno piĂą antidemocratico di Renzi. Anche all’interno di una maggioranza ci può essere dissenso da parte di una piccola minoranza, ma che questa determini le sorti di una coalizione Ă© di una gravitĂ  inaudita. É vero che in questo momento il governo procede per dpcm, ma al loro interno ci sarĂ  pur stato un confronto. Confido nei costruttori perchĂ© Iv non rientri piĂą in questo governo.

  • E in Parlamento sta affiorando il peggio!
    Da un articolo di Antonio Padellaro dul FQ di oggi, un virgolettato:
    Carlo Calenda: “Mastella mi ha offerto l’ok del Pd a Roma se appoggio Conte”. Mastella: “Che squallido, sei rimasto quello che conoscevo all’epoca del Cis di Nola, che era il referente per le segnalazioni”.
    Con la solita classe, Antonio titola: “Al Senato fanno “L’opera da tre soldi”.
    La squallida, incosciente mossa di Renzi ha innescato ache questo genere di azioni perverse della “brutta politica”. Che tristezza!

  • Avete notato il ritorno della Binetti, quella del cilicio, cattolica integralista, fanatica? E io che la credevo immolata, autocrocifissa per le sue cause perse? No, a volte ritornano. Naturalmente gridando ai microfoni che la fiducia a Conte non la darĂ  mai.

  • Nn l’avevo notato, Ivano e la mancanza di notizie sulla “ciliciata” mi creava non pochi patemi!
    Quanto alla sua determinazione allo sfiduciare questo Governo. devo dirti però che Martina Castigliani, nella sua panoramica parlamentare di oggi su FQ con riferimento alla sunnominata scrive: “…la senatrice Paola Binetti non sia così convinta del No e ben volentieri riaprirebbe le discussioni.”
    Ciò apprescindere dal risultato finale, mi fa sentire davve più sereno!

  • La Binetti entrò in Parlamento eletta dalla sinistra. Una scelta accurata sfogliando margherite. E una signora di Forza Italia, che non ha un cognome perchĂ© vale niente politicamente, perchĂ© conta come il due bastoni quando la briscola è spade nel partito di Berlusconi, ha detto: siamo autenticamente liberali. E onorati di avere socialisti con noi. Onorati con gli eredi di Turati, Andrea Costa, Attilio Boldori.
    Commentare? Ma va.

  • “….Se io oggi a tutti voi Parlamentari ed ai cittadini che ci seguono da casa, posso parlare, a nome di tutto il Governo, a testa alta, non è per l’arroganza di chi ritiene di non aver commesso errori, ma per la consapevolezza di chi, assieme a tutta la squadra di governo, ha impegnato tutte le proprie energie fisiche e intellettive per offrire la miglior difesa possibile alla comunitĂ  nazionale….”. Queste le parole del Presidente del Consiglio pronunciate nel suo articolato intervento finale nell’ambto della crisi di Governo provocata dal “ritiro dei 3 rappresentanti di Italia Viva dalla compagine ministeriale.
    Parole delle quali personalmente, sia per la forma che per la sostanza ritengo, si possa, a dispetto dell’incosciente crisi scatenata da Renzi, andare fieri!

  • Vorrei, piuttosto che Beppe Grillo, non sempre comico, chieda scusa per essersi scagliato, nel 2001 contro la “vecchia puttana”; una gentilezza affibbiata a Rita Levi Montalcini. Gli amici di Grillo, anche Marco Travaglio dovrebbe chiederlo, a Grillo, nei suoi editoriali ogni di’, che ci sia sole o nebbia. Visto che fa da sponda critica dei 5stelle, e scalfaraniamente fa da agitatore/supporto del governo Conte, come Scalfari faceva dei governi Prodi. Cremascolta che è un po’ ufficio stampa del “Fatto”, dovrebbe pure lui agitare Travaglio e Grillo e ricordare quel vergognoso insulto.

    • Marino, sinceramente non ci vedo il nesso (“Vorrei piuttosto….”) ma lo vorrei anch’io!
      L’insulto alla scienziata fu particolarmente volgare ed infelice , Grillo andò a processo e patteggiò la pena in una sanzione pecuniaria.
      Che poi tu possa ritenere che il blog possa essere addirittura “un po’ ufficio stampa del “Fatto”” mi farebbe addirittura …troppo onore, considerata la stima che provo per il FQ e chi lo dirige e ci lavora, ma io credo che Travaglio & C abbiano ben altro da fare, specie in questa temperie così tribolata per la nostra Repubblica democratica, che badare ad una nostra eventuale segnalazione rispetto ad un fatto, pur assai spiacevolmente grave, avvenuto e conclusosi anni fa.

  • So che sei, Francesco, un repubblicano di sinistra che storicamente, piuttosto che altri, maoisti/ingraiani/lottacontinuisti/corsari alla Matteo Renzi, e soloni che lo hanno votato segretario del PD, tu hai avuto ragione. Ugo La Malfa era uno serio, ce ne fossero ancora come lui. Ma non ne vedo, di seri come lui.
    Ma è un fatto che “Il Fatto” è stracitato su questo blog, ma non la penso uguale come te; e nonostante una quarantina di pezzi/lettere che Travaglio mi pubblicò sul “Fatto” diversi anni fa, l’avventura dei 5stelle, di cui “Il Fatto” è sponda, non mi appartiene. E ho smesso, da tempo, di sentirmi, con loro, in sintonia. Nonostante apprezzo alcune loro battaglie, e spero che questo governo, in qualche modo, vada avanti, con una pandemia in corso.
    Ma l’insulto a Rita Levi Montalcini, rimane. Un brutto inciampo, per Grillo.

    • Si, Marino, una scorrettezza pesante (e del resto patteggiando ha ammesso la colpa!)

  • Goffredo Bettini, anche fisicamente, mi ricorda un cremasco, che mangiava pane e calcio,che vedevo a un bar che frequentavo, vicino al centro storico. Il suo mestiere era l’osservatore, il consigliere, lo scopritore di talenti per varie squadre di calcio che lo assoldavano. Giacca e cravatta, e una pancia che lo costringeva con le bretelle a reggere i calzoni, si sedeva all’esterno del bar, con sottobraccio la “Gazzetta”, il Vangelo rosa del calcio, “e “Il Corriere dello Sport”. Tutti i di’. A volte anche con “Il Guerin”. Frequentavo quel bar, perchĂ© era un
    punto d’incontro con un mio amico, e passavo del tempo ad osservare quel personaggio, che mangiava pane e calcio. Non comperava mai “Tuttosport”, ma gli altri giornali sportivi li leggeva con attenzione, fino a stracciarli. Pagina terminata, era sparsa sil tavolino. I giornali erano poi abbandonati, preda di lettori a scrocco. Parlava sempre di calciatori, e si appassionava, alzando la voce, come se il calcio fosse un giocattolo da cui mai si sarebbe staccato, neanche a dirgli che nella vita ci sono altre faccende: si possono fare passeggiate, coltivare l’orto, giocare a Risiko, pescare pesci nel Serio. Il calcio è l’aria che respirava, come Bettini, stratega di politica piddina.

    • Ma l’era al “tĂĽbo”, Marino!
      Un solo appunto, nella descrizione del personaggio hai dimenticato una sua caratteristica peculiare: al Kapel! Un feltro nero che, durante gli allenamenti del Crema al polisportivo indossava calzato al contrario, sottosopra, per proteggersi dai moscerini!
      Era stato vassallo/consigliori/talent scout del “prof.” Carlo Mariani, storico dirigente dall’ AC CREMA ai tempi del Presidente “Pepo Voltini”, per poi salire sul carro del “Bue d’oro” Ferretti ai tempi dei fasti della “Pergolettese” prima, e del rientro al “Crema” dopo.
      Seguiva con ….attenzione le giovanili alla ricerca di “talenti”, da lanciare nelle squadre magari blasonate.
      L’era fiol dal prestiner da Piasa San Martì!

  • Dopo le seconde case, raggiungibili con l’avallo del governo Conte, pure permesse anche con l’arrivo della peste bubbonica; ora la sacrosanta necessitĂ  del festival di Sanremo che deve esserci, perchĂ© è come il Padre Nostro: cultura dell’anima, e salvezza da quelle borie del teatro di Arthur Miller, Bertold Brecht, Samuel Beckett che deprimono le coscienze, e poi la gente non compera piĂą neanche le mutande in saldo al Grande Magazzino. Un Governo che sa scegliere le cose che contano.

    • Si, Marino, che in questa temperie si possa anche solo pensare al Festival di SanRemo, mi pare un insulto al buon senso ed all’intelligenza!!!

  • So che “a pensare male degli altri si fa peccato” ma so anche che “spesso si indovina” (e il riferimento ad Andreotto non è affatto casuale!).
    Io ho pnsato che ci sia un “filo diretto” Denis-Matteo 1- Matteo 2 (scegliete voi chi sia l’1 e il 2) e che Giuseppi lo sappia assai bene!(ci potrebbe essere di mezzo anche una ….bionda, ma qui …. l’affare si ingrossa!)
    Cosa dite, puo essere l’etĂ ?!?

  • Le nuove Linee guida (Guidance to member States Recovery and Resilience plans) sono state licenziate ieri l’altro dalla Commissione europea e sanciscono (tra l’altro) che ogni Paese deve individuare degli specific actors, dei soggetti specifici responsabili di controlli “sufficientemente robusti per proteggere gli interessi dell’Unione” ed evitare “frodi, corruzione e conflitti di interessi”. I dispositivi di controllo saranno valutati e se considerati “insufficienti” bloccheranno l’erogazione dei fondi. I “soggetti specifici”, devono avere “capacitĂ  amministrative” e “poteri legali”.
    La scelta del governo di definire una struttura ad hoc non era quindi affatto un “vezzo autoritario”del premier Giuseppe Conte , che metteva in secondo piano i poteri del Parlamento, ma rispondeva a una precisa richiesta dell’Ue. Così come la centralità che nella prima bozza, pesantemente attaccata da Matteo Renzi, aveva il capitolo Giustizia, rispondeva a una chiara priorità.
    Se consideriamo che questi temi hanno rivestito importanza centrale nelle motivazioni del “ritiro” delle ministre Bonetti e Bellanova dalla delegazione di Governo da parte di Renzi, provocandone la crisi i cui effetti nefasti in termini di spreco di tempo, efficienza, operatività, credibilità europea, che in una congiuntura terribilmente grave siamo costretti tutti quanti a subire, non si può non chiedersi quali siano i valori, le motivazioni, le finalità alle quali impronta le proprie scelte quel partito di Italia Viva che (con una scissione dal PD) Renzi, già rottamatore, “inventò” subito dopo aver partecipato da protagonista alla formazione del Governo “Giallo/Rosa”!
    Personalmente non posso che deprecare e condannare una scelta tanto scellerata, incosciente ed immotivata (almeno in termini di bene comune) per tutta la comunitĂ , e mi auguro che chi interpreta l’azione politica con responsabile serietĂ  ed impegno ne tenga conto nelle difficili scelte in atto.
    Temo però, nel contempo, che queste stesse persone che interpretano l’azione politica con responsabile serietĂ  ed impegno siano costrette, proprio per coerenza con la propria etica personale e politica, ad imboccare la via delle elezioni anticipate, a ciò forzate dallo sconfortante assetto, appunto etico/politico, che domina all’interno degli eletti (con una pessima legge elettorale, purtroppo la stessa che dovremmo utilizzare in caso di elezioni anticipate!) in parlamento.
    Mi sento quindi più che motivato ad aderire al motto “vomito ergo sum” adottato da Marco Travaglio nel titolo del suo articolo di fondo su FQ di oggi.
    Sul ponte sventola bandiera bianca e, nella nebbia si intravvede la figura “risplendente” di un pregiudicato sul “Colle”!

  • Riunione del Consiglio Regionale lombardo. Bagarre in aula. I consiglieri dell’opposizione alla giunta guidata da Fontana, protestano, inalberano cartelli, dicono che i lombardi sono stanchi degli errori, della cattiva amministrazione della loro Regione. Che Fontana si dimetta, urlano. In risposta, i leghisti, i forzaitaliota urlano pure loro contro l’opposizione dicendo: a lavorare, andate a lavorare!
    Mi sorge un dubbio. Ma quando Berlusconi voleva offrire un lavoro a Salvini, come dirigente, osservatore, passapalla alle giovanili del Milan era per generositĂ  verso un giovanotto che non aveva mai lavorato, se non nell’erba del giardino leghista. Non lo hanno ascoltato. Se Salvini non ha mai lavorato, perche’ fare il cronista per “La Padania” non è un lavoro diverso dal volantinare fuori dalle fabbriche, perchĂ© i consiglieri della giunta Fontana non lo dicono prima a Salvini, che ad altri di andare a lavorare?
    Prima si guarda in casa propria, poi fuori casa, appunto.

Scrivi qui il commento

Commentare è libero (non serve registrarsi)

Iscriviti alla newsletter e rimani aggiornato sui nostri contenuti