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FRANCESCO TORRISI

Massacrare un albero

Ho visto questa immagine su fb, commentata da Marino Pasini, un nostro blogger affezionato: “….il Comune può intervenire a fermare l’opera del parroco, in qualche modo, magari parlandoci?” Si tratta della Chiesa parrocchiale di Crema nuova. Credo che il sig parroco, “pollice …..nero” non sia nuovo a interventi “radicali” (si taglierebbe anche le radici!) sugli

Ho visto questa immagine su fb, commentata da Marino Pasini, un nostro blogger affezionato: “….il Comune può intervenire a fermare l’opera del parroco, in qualche modo, magari parlandoci?”

Si tratta della Chiesa parrocchiale di Crema nuova.

Credo che il sig parroco, “pollice …..nero” non sia nuovo a interventi “radicali” (si taglierebbe anche le radici!) sugli alberi attorno alla sua parrocchia, Crema nuova.

Può essere che sia un ottimo curatore delle anime cattoliche a lui affidate, ma a giudicare dall’obrobrio perpetrato, del verde e degli alberi è meglio non se ne occupi proprio, almeno non farà altri scempi!

Signor parroco sono dei con/viventi sul pianeta, assieme a noi, assolvendo anche a compiti essenziali per la nostra sopravvivenza. Rispettiamoli e trattiamoli come si deve!

FRANCESCO TORRISI

27 Gen 2021 in Ambiente

12 commenti

Commenti

  • Grazie Francesco, purtroppo questa è la realtà ottusa dove abitiamo. In un film dell’ottimo festival del cinema di Trieste che sto guardando online (tanto buon cinema e documentari) in un film bulgaro una donna è costretta a vivere in mezzo a una maggioranza di bifolchi, di stolti, e l’unica cosa che può fare, alla fine è andare via.

  • Tutto ciò dopo l’organizzazione da parte del Comue di una bella riunione di studio con botanici di Bolzano, se ben ricordo, sulla potatura a risparmio, addirittura su salvataggio di rami che rischiavano di entrare nelle fiestre dei condomini gentilmente dissuasi tirandoli con cavi in altre direzioni, invece di amputarli, dopo esempi pratici con sezioni di alberi che mostravano cosa accade alla pianta e alla radice dopo una potatura capitozzante.
    Ma qui, Parroco o Comune? Siamo al confine del laico/sacro!

    • Convegni, incontri di studio; tante belle cose come darsi una passata di brillantina che si va dalla morosa che ci vedrà. Poi, dopo i baci e i bacetti, e le parole gentili, fini, si torna caproni perché si è campagnoli di testa e di pratica. Nel cremasco gira cosi.

  • Così è Marino, forse, ma d’altra parte è una via di diffusione come le altre delle idee. Da vedere poi se dalle idee si passa alla decisione!
    Piante: mio fratello, medico ma anche fitoterapeuta e maestro di bonsai, queste cose le sa, ma ora, dopo quel corso, forse posso capire di che parla, quando alla casa della baia lui dice: “quel ramo risparmialo, quello sacrificalo” posso capire perché, senza discutere.
    E Marino mi risponde adesso: “Ma sai quanto ne frega alla gente che ha problemi di pranzo e cena della casa alla baia?”
    E ribatto: è cultura, tutto è cultura, cultura che fa capire le scelte di un’Amministrazione uno Stato senza soggiacere alle manipolazioni politiche! Parola parlata, veicolo di correlazione.
    (amico Merlo io ci credo)

    • Jean Giono, autore di quel romanzo meraviglioso “L’ussaro sul tetto”, lui che di mestiere era un impiegato d’ufficio, scrisse anche un romanzo politico “L’uomo che piantava gli alberi”. Si fa politica e cultura in tanti modi. Sono i discorsi astrusi, di chi ha la testa confusa e gode giocando con i sistemi di pensiero, sfarfallando per puro piacere, come i pescatori sul Serio che pescano per gioco e poi ributtano i pesci nel fiume, per tirar sera, con cui non condivido niente e che farebbero bene a dedicarsi ad altro, magari al punto svizzero.

  • Aggiungo: Franco ha il plauso per aver portato dai massimi sistemi l’attenzine sulle cose locali, e non siamo un blog di pettegolezzi, ma fortemente radicato sul teritorio sì

    • Il guaio è che anche quel maestoso Pino era fortemente radicato, ma ciononstanre quel protervo, ignorante prete …… vergogna!

  • Marino io lessi anni fa il libro/racconto di Jean Giono e ne rimasi affascinato! Quanto può fare una sola persona per il pianeta!!!! Un segno forte di speranza e un esempio a a non sfuggire alle proprie responsabilità.

    • Certo, un segaossa fa politica quando aggiusta le persone e le rimette in piedi a correr dalla morosa. Benedetto Croce fa politica, quando scrive che è stato l’antistoricismo, il decadentismo ad aver generato la crisi europea, il fascismo. La vita e la realtà è storia e nient’altro che storia.
      Un signore che pianta alberi fa più politica dei viaggi in Arabia Saudita di Matteo Renzi, il quale è atteso da tempo, con la signora Boschi, non la Bellanova, dal Cavaliere Berlusconi, perché la vita non è una linea retta, ma una curva, e si deve tornare a casa, alla casa del padre.

  • Marino, la tua sensibilità per gli alberi, dal pino di piazza Fulcheria ai bagolari sostituiti con esili Sangue di Giuda in via Bacchetta mi ricorda i tempi di mie battaglie per la riqualificazione di via Indipendenza. Non ne parlavo da molto. A quei tempi io invidiavo i residenti della tua via e parallele, e non sai cosa avrei pagato per un cambio. Senza i tir che passavano a centinaia giorno e notte, il traffico di operai dell’Olivetti e Ferriera, la lunga coda al passaggio a livello, quelle viette, anche la piazzetta, la chiamavamo così, mi sembravano il paradiso.

    • Grazie Ivano. Non ci capisco granché di alberi, come di tante e troppe cose, ma c’è gente che calpesta terra cremasca, e non solo quella, menti ristrette se non ottuse, e ne ho sentite e lette di pareri da far arrabbiare un santo. C’è chi ha scritto che quei cedri soffocavano la chiesa di Crema Nuova, e ha fatto i complimenti al parroco. Se gli alberi avessero le gambe, scapperebbero altrove, piuttosto che rendere Crema Nuova, un quartiere decente. Cosa vuoi fare, siamo un grosso paesone con mentalità contadina (il peggio della cultura contadina, non le buone, solide cose), e nonostante c’è chi non è di quella gente lì, sono loro che comandano, decidono, fanno il cattivo tempo. Un’altro ha scritto: tutti giardinieri, adesso. Volevo rispondergli, che non potrei essere giardiniere, perché non ho mai avuto un giardino, ma frequento i boschi, quelli dove ci sono, non dalle nostre parti che li hanno tirati giù tutti; e non vedo l’ora di tornare a sgroppare per i sentieri, quelli tra cielo, monte e mare, i miei favoriti, mangiarmi con gli occhi le piante di cui so niente, ma che gioia che danno, e si può star lontano dagli ottusi.

  • Promossi e fatti incontri con chi decide/può decidere, con grande partecipazione di volontari disposti a collaborare, concordato che la prima cosa da fare era un censimento del patrimonio arboreo cittadino. Chi l’ha visto? Si vedono motoseghe, quelle si! C’è sensibilità a parole su questi temi, ma poi, nei fatti, salta fuori la priorità dell’……asfalto! Se non si deliberano regolamenti sul verde, cogenti, nulla cambia, anzi, si peggiora!

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