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FRANCESCO TORRISI

Quando il gioco si fa duro …….

  In un post del 7 Dicembre 2019, che avevo titolato “IL SUICIDIO IN DIRETTA DELLA POLITCA ITALIANA”, prendendo spunto dal “Rapporto Censis, italiani ansiosi, domina l’incertezza” Da sfiducia nascono pulsioni antidemocratiche ” dove si leggeva “….“…Il 48% degli italiani oggi dichiara che ci vorrebbe un «uomo forte al potere» che non debba preoccuparsi di

 

In un post del 7 Dicembre 2019, che avevo titolato “IL SUICIDIO IN DIRETTA DELLA POLITCA ITALIANA”, prendendo spunto dal “Rapporto Censis, italiani ansiosi, domina l’incertezza”
Da sfiducia nascono pulsioni antidemocratiche ”
dove si leggeva “….“…Il 48% degli italiani oggi dichiara che ci vorrebbe un «uomo forte al potere» che non debba preoccuparsi di Parlamento ed elezioni (e il dato sale al 56% tra le persone con redditi bassi, al 62% tra i soggetti meno istruiti, al 67% tra gli operai)” , scrivevo”….Dicevo di essere restato allibito, ma forse il termine più corretto per definire il mio stato d’animo conseguente è esterefatto rispetto all’incredibile livello di superficiale, incivile,irresponsabile stupidità consolidatosi in tanta parte della popolazione, parte che raggiunge limiti numerici davvero improponibili tra i “soggetti meno istruiti” e gli “operai”!
Il titolo proposto dal Censis, appropriatamente è stato “ Il suicidio in diretta della politica italiana e le pulsioni antidemocratiche”, si perchè proprio mentre il ….”maggior indiziato” ad ambire al ruolo tanto gradito dal 48% degli italiani si gingilla con la nutella/nocciole turche e le comunicazioni in diretta con la madonna (absit iniuria…), i maggiori interpreti della politica italiana, quei partiti che si fanno e disfano, si alleano prima e combattono fino all’insulto, subito poi, non vogliono rendersi conto del danno irreversibile (?!) provocato (e che continuano a provocare) al sistema democratico nazionale, sistema che proprio nei partiti individua i referenti ai quali i cittadini affidano in modo democratico la determinazione della politica nazionale (art. 49 della Costituzione)…..”.

Ringrazio anzitutto Marino Pasini, (molto più attento e di buona memoria di me stesso!) che ha ripreso spunto, in un suo commento di oggi sul blog, da quell’articolo. Io, nemmeno me ne ricordavo. Grazie!

Ecco, un anno e due mesi circa dopo, il momento è arrivato: il Presidente della Repubblica, a fronte di una crisi di Governo le cui reali motivazioni sfuggono ai più, ha incaricato l’ex Presidente della BCE Mario (superMario!) Draghi (nomen omen?!?) di formare un nuovo Governo.

A fronte del fallimento/suicidio del sistema partitico/parlamentare del tentativo di trovare un accordo politico/programmatico finalizzato a portare a termine questa tribolatissima legislatura, pur incombendo una pandemia, la necessità assoluta di gestire al meglio gli straordinari finanziamenti EU (che pure il Governo Conte aveva “conquistato” lodevolmente, in quantità di tutto rilievo) legati alla realizzazione di inderogabili riforme, come unica alternativa ad elezioni anticipate, il Presidente Mattarella ha deciso di affidare l’incarico di pilotare il Paese fuori dalle secche della crisi, ad un personaggio di riconosciuta, assoluta importanza Internazionale (scelto però al di fuori dalla classe politica nazionale) del calibro dell’ex Presidente della Banca Centrale Europea.

Qualche bello spirito, potrà accusarmi di essere stato una “cassandra” il 7 Dicembre del 2019! Si, la classe politica si è “suicidata” in diretta!

Il Professor Draghi ha accettato l’incarico “con riserva”, come “da prassi”, peraltro anche se in questo contesto politico/parlamentare, la riserva non può che essere stramotivata!

Atteso il fatto che, peraltro, anche le dimissioni del Presidente del Consiglio del Governo “Conte 2” (non sfiduciato dalla Camere!) erano state accettate dal Presidente della Repubblica, “con riserva”!

Chissà se il professore Draghi che di economia e finanza sa tutto quello che si può sapere (e ….anche di più !) saprà anche destreggiarsi (ma anche …..sinistreggiarsi!) in un contesto che non è propriamente il suo, quale quello del Parlamento, delle delegazioni politiche di partito, dei ….”manuali cencelli” e beceri, ignobili egoismi annessi e connessi.

Il suo carisma è da “top”, ma non posso non chiedermi se un personaggio della sua caratura, aduso al “volo alto” in contesti economico/finanziari internazionali, possieda anche l’attrezzatura per misurarsi con successo con i mille inciampi che troverà “sapientemente” disseminati nel periglioso cammino della formazione di un Governo, che pure dovrà alla fine trovare l’approvazione delle Camere!

Per il Paese, prima ancora che per lui, mi sento di fargli sinceri auguri.

FRANCESCO TORRISI

03 Feb 2021 in Politica

99 commenti

Commenti

  • Che dire? Un bello sfoggio di democrazia, dopo reimpasti da vomito, ecco finalmente la soluzione dello “Uomo Forte” esperto (e di esperti quest’anno ne abbiamo sentiti molti, nei più disparati campi).
    Per esempio un “avvocato del popolo”, Task Force, tutte composte da esperti.
    Come saranno stati “esperti” i tecnici che controllavano il ponte Morandi, come saranno stati “esperti” i medici che negli anni 50/60 reclamizzavano le Luky Strike, così come altri mille “Esperti”.
    È meglio quindi non votare, ma nominare, perché esperto, un exfunzionario JPMorgan(?).

    Con tutto il rispetto: sappiate che i tecnici non hanno problemi etici, lavorano (giustamente) per chi li paga.

    Cosa ho da perdere? , cosa ho da guadagnare? , non lo so; parlo per dare aria alla bocca.
    Ormai questo è l’ultimo sport che mi è rimasto.
    Auguri “Buffo Stivale”.
    Giacomo

  • Che dire, riprendo come Giacomo (ben rivisto su queste pagine), che il tuo leone è più bello del mio, innanzitutto, e poi che vedremo con che faccia in tanti cambieranno pelle, il che è il massimo delle nostre attese.

  • Giacomo Cangini dice bene: oggi, dal cilindro del buffo stivale è tornata, rinfrescata, la parola “esperto”. I tecnici”, o i “tennici”, come li chiamava Trapattoni, che sapeva di calcio, meno di lingua italiana, ci salveranno, insieme a “personalità di indubbio valore morale”. In Italia ne abbiamo; come no? A partire da Berlusconi. Ma, come ho già scritto, la vittoria, o vendetta, di Matteo Renzi era annunciata. E la colpa del Partito Democratico, i suoi militanti, i simpatizzanti, viene da lontano.
    Viene dalla mancata ammissione che la scissione di Livorno fu un un’errore; che il socialismo riformista era l’unica strada percorribile, mentre il comunismo fu stalinista, fu ovunque un fallimento, una dittatura.
    Ma l’ex PCI, a differenza dell’omonimo partito francese (che rimase stalinista più a lungo), divenne barca guidata da dirigenti, dopo Enrico Berlinguer, dopo “la Quercia”, d’intellettuali benestanti, spocchiosi, presuntuosi, che niente avevano a che fare con il tanto decantato movimento operaio.
    D’Alema e le scarpe fatte a mano. Luigi Pintor lo chiamava “la volpe del tavoliere”, perché politicamente non ne azzecco’ una, nonostante avesse, come Renzi, un’alta considerazione di sé. Poi, arrivò Veltroni, l’americano, anche lui di famiglia benestante, come D’Alema figlio di parlamentari (vado a memoria). Veltroni si rifiutò di considerare ricucita la frattura con i socialisti; la baipasso’ considerando il socialismo, la socialdemocrazia, un ferro vecchio, e penso’, insieme ad altri , a un partito “nuovo”, sintesi di esperienze varie, per certi versi, anche nel nome, simile ai Democratici americani. Continua.

    • Il mio maestro era parlamentare con D’Alema. Per quanto più anziano e vecchio volpone ne aveva una sacrosanta ammirazione. L’unica cosa su cui non ci capivamo.

  • Gli accordi di Renzi con Berlusconi hanno un precedente, la Commissione Bicamerale, che fece dimenticare il conflitto d’interessi del Cavaliere a D’Alema. Ma Berlusconi lasciò D’Alema con in mano un pugno di mosche; e mai, D’Alema disse di aver fallito. Figurarsi, non per niente, era “la volpe del Tavoliere”.
    Quindi, uno come Renzi sembrava la conseguenza ideale di un partito che aveva ormai perso molto delle buone cose del passato: l’intransigenza, l’onestà, la passione civile e politica. Il partito “dalle mani pulite” non c’era più. Oggi, si rimprovera a Zingaretti di non essere un leader vero, non aver la parlantina sciolta, senza capire che è proprio “il leaderismo” la sciagura della vita politica, la mania dei partiti personali. Zingaretti sta provando a rimettere insieme i cocci di un partito renzizzato, dalemiano, veltroniano. Non un’impresa facile. Ma in Italia, paese di furbi, corrotti, servi, piccoli roditori e grandi avvoltoi, è difficile tenere la barra dritta

    • Più che condivisibili le tue analisi Marino, il buon Zingaretti si è ritrovato in mano un ibrido inafferrabile di Partito, frutto di segreterie che avevano smarrito la “mission” che ne aveva caratterizzato la storia, ibridatosi com’era con i “bizantinismi” da “balena bianca”!!
      Il tutto, condito …… in salsa piccante servita con il prorompere, nel panorama politico, del clamoroso successo elettorale del movimento vaffa/cinquestelle, trionfante sotto le insegne di un comico di grandissimo richiamo ed indubbie capacità e portato, di nome Beppe Grillo.
      E’ davvero ingeneroso, oltre che politicamente scorretto, buttargli la croce addosso, quando all’incontrario io credo gli si debbe gratitudine per il paziente lavoro di ricucitura che con continuità lo vede impegnarsi a gestire, di fatto, l’ultimo Partito politico (ne parlo secondo i significati che la Costituzione attribuisce a tali organizzazioni della vita sociale dei cittadini) su piazza nel nostro…”buffo stivale”!

  • In tutti i casi abbiamo visto che la politica non ci azzecca proprio. Neppure con elezioni anticipate si arriverebbe ad un governo di convergenza. Non rimaneva che la chance di un tecnico, di competenza, non di chiacchiere e propaganda. In più il basso profilo personale dopo le smargiassate ed esibizioni non può che essere lodevole, insieme a competenze che tutta Europa gli riconosce. Come gliele ha riconosciute Mattarella col suo discorso mesto, ma incazzato, che ha richiamato il bisogno di un governo di alto profilo, che vuol dire che il profilo politico era basso, e a fasi alterne ce ne siamo accorti tutti. Perchè col senno di poi anche Conte non è stato alieno da personalismi che gli hanno impedito l’ascolto inducendolo in errori forse evitabili. E lasciamo perdere Renzi che in un messaggio di oggi dice di essersi sentito sopraffatto dall’odio. Chissà perchè, come se non si sentisse in parte responsabile di CHE SUCC3DE. E lasciamo perdere i grillini capaci ancora di intestardirsi in un momento rischiosissimo per tutti fino a minacciare di non votare la fiducia. E lasciamo perdere la Meloni , la sua determinazione, magari indecisa tra no e astensione, ma con le elezioni a tutti i costi, con la presunzione evidentemente di avere in mano le chiavi della casa delle soluzioni. E lasciamo perdere le indecisioni di Forza Italia. E lasciamo perdere Salvini, Lui sì che avrebbe avuto ambizioni da uomo forte, non Draghi forte comunque di competenze che appunto perchè un tecnico, che non ce lo vedo però a spargere lacrime e sangue. Certo, chiederà forse sacrifici o riorganizzazione dove qualcuno piangerà, ma magari Recovery e piano vaccini che sono le vere emergenze del Paese potrebbero trovare la quadra e concretizzazione. Poi se il Governo che nascerà sarà tecnico o politico o misto è ancora presto da capire. Certo, i Grillini escludono che possa essere solo tecnico perchè in chiave economica magari le dichiarazioni di Draghi a Cl li preoccupano se incentrate in meno assistenza e più investimenti capaci di creare lavoro, non reddito di cittadinanza, perchè il loro consenso elettorale calerebbe senza questa bandiera da sventolare. Chiudo, in questo momento credo che la soluzione di un governo tecnico, non gravato dal peso di ideologie spicciole, possa portarci fuori da questa paralisi che attanaglia il paese oramai da qualche mese o anni. Al declino della politica credo che in questo momento sociale, economico e politico, prima di incorrere in errori o pericoli ben più gravi, credo che non si possa opporre che un tecnico. E all’obiezione che anche un tecnico possa fare scelte politiche io ingenuamente penso che potrebbero essere le più ragionevoli.

  • Sì, privato è bello. È il mantra degli ultimi 30anni.
    Quando i capitali fioriscono è “automatico” che il popolo ne goda. E Draghi ci crede, né è proprio convinto.
    La parola d’ordine è “sussidiarietà”.
    “Le amministrazioni maggiori non devono sostituirsi alle minori, ma aiutarle”
    E sarebbe vero se non avessimo visto cosa è successo della sanità lombarda.
    Draghi sussurra a CL? E chi l’avrebbe mai detto.
    Tutti si arrapano perché dopo questa catastrofe c’è odore di soldi come dopo un conflitto bellico.
    Le aziende che sono morte puzzano, ma tra i corpi qualcosa di buono gli avvoltoi lo trovano sempre : un orologio d’oro, una catenina di battesimo, un anello.
    E via, RICOSTRUIAMO, come i Teramaricoli, sulle palafitte crollate. L’economia non c’entra con l’etica.
    Se i “leoni” vengono tenuti sazi, gli altri sopravvivono un poco in più. Questa la teoria dei “tecinici illuminati”.
    È la società che è irrimediabilmente corrotta e non sa che esprimere politici corrotti (corrotti nel senso di “degeneri”, non necessariamente ladri).Con anni di assenza scolastica saranno ancora più corrotti.

    Se perdi il buon senso di costruire sul solido una casa, nessun ingegnere “tecnico” ti salverà sul fango.
    Giacomo.

    • Scrivevamo il commento praticamente in contemporanea, Giacomo!
      E mi sentirei di riscrivere le tue conclusioni: da Se i “leoni” vengono tenuti sazi …… alla fine!
      Grazie!

  • Troppi, purtroppo Ivano, ma più che giustificati i “lasciamo perdere”, che sono poi le cause del “suicidio” di questa classe politca!
    Hai chiuso con una frase costruita in modo ….strano, ma che mi da lo spunto per affermare che nel governo di un Paese non possano esserci approcci e scelte meramente “tecniche”, asetticamente immuni da precedenti scelte “politiche”.
    Proprio per questo è gravissima la impotente inadempienza dimostrata dalla politica in una fase della vita del Paese tanto complessa e tribolata!

    • Francesco, qui la ragionevolezza non conta. Effettivamente un governo solo tecnico potrebbe fare scelte non politiche, vedi Fornero e pensioni, ma allo stesso tempo un governo solo politico difficilmente farebbe scelte impopolari, vedi consenso. In tutti i casi tutto deve passare dal Parlamento. Un governo misto sarebbe anche più nei casini, vedi Mes e ostracismo dei Grillini. Alla fine della fiera io credo che il lavoro di Draghi troverà ostacoli tali che si andrà ad elezioni.
      Per Cangini: chi non è andato almeno una volta da Cl? Spero che Draghi non ci vada più.

    • Sì, Ivano, penso anch’io che, dopo le attuali apparenti adesioni a Draghi (ma aspettiamo qualche giorno, i nostri guitti e guappi delle anticamere e dei mezzanini di partito hanno sempre una sorpresa in serbo), cominceranno le polemiche e le risse, tutte di tipo, ovviamente, elettorale.
      Da quasi subito ci saranno piccole tornate amministrative, tanto per cominciare a menare un po’ le mani e a farsi sgambetti, poi tra un anno ci sarà l’elezione del Presidente della Repubblica, e mesi prima si svilupperà la bagarre. E poi, ben prima delle elezioni politiche del 2023, saran botte da orbi per ogni dove, fino alle urne. Per questo immagino che saranno due anni di campagna elettorale strisciante o esplicita, dissimulata o palese, sempre comunque “all’italiana”, che ormai vuol dire “alla paesana”, “alla casereccia”, visti anche i personaggi in pista, da sagra e luna park. Il fariseismo e il gesuitismo degli attuali apprezzamenti verso Draghi si trasformeranno presto nella solita caciara e negli usuali bisticci da pianerottolo politico. Certo, se Draghi riuscisse a navigare in mezzo a tanti marosi e a simili pasticci partitici, sarebbe una gran bella cosa. Ma sarebbe un miracolo. Davvero un miracolo. E in Italia gli unici miracoli li fanno i Santi, le Madonne e il Totocalcio. Insomma, ripeto che per me Mario Draghi farebbe bene, nel suo interesse, a tornare a respirare l’aria che ha respirato fino ad oggi. E si dovrebbe andare subito al voto. Così poi ci divertiremo (si fa per dire), visto che dall’Europa adesso arrivano segnali positivi, lo spread è sotto i cento punti e la borsa tira bene, ci divertiremo, dicevo, a vedere dopo Draghi che cosa dirà l’Europa e che cosa diranno i mercati (ah, i mercati, questi covi di criminali strozzini), come andrà lo spread e come si muoverà la borsa, se saranno i grandi economisti come Bagnai, Rinaldi e Borghi a presentarsi al mondo intero al posto di Draghi. Perché per alcuni di noi tutti gli altri sono scemi, soprattutto gli altri europei, e noi siamo gli unici furbi, noi povere vittime dei cattivoni tecnocrati della finanza globalizzata e dei loschi complotti internazionali tramati dalle lobby economiche contro il nostro amato Popolo sovrano (sembra un film, titolo: dal Popolo sovrano al Debito sovrano, gli attori politici li conosciamo).

  • Quando si ha un certo ruolo “politico” e si svolge una determinata funzione “politica”, il termine “tecnico” può tutt’al più indicare l’estrazione professionale originaria e una maggiore competenza. Per il resto, non ha senso.
    Sostituiamo quindi la parola “tecnico” con quella “competente”, sapendo che da molti anni Mario Draghi è un ottimo “politico”, veramente “competente”, per di più in ambiti internazionali di sicura rilevanza e decisività globale. Del resto, il confronto con taluni personaggi dell’attuale “politica” italiana dice tutto.
    Tra l’altro, che piaccia o no, da quando la politica segue l’economia e non viceversa, forse da parecchio tempo e non da ieri, “competente” significa “competente in economia”. Ed “economia” oggi vuol dire qualcosa di globalizzato, in buona parte finanziarizzato e in buonissima parte superliberisticizzato. Sempre che piaccia o meno. Questo è dunque il tavolo da gioco “politico” e in buona sostanza “economico”, questa la partita, queste le carte da giocare. Questo è il mondo in cui viviamo davvero, dalle nuvole in giù, non dalle nuvole in su. That’s all, folks.
    Certo, poi possiamo anche stracciarci le vesti e attaccarci alle tende come Eleonora Duse nelle opere dannunziane, rimpiangendo e rievocando il mondo dei nostri sogni politici ed economici di quando (ma quando mai?) c’erano l’etica, il popolo sovrano (ah, il popolo sovrano), la fede, la speranza, la carità e si si era tutti Solidali & La Libertà Era Partecipazione e non c’era il vil guadagno introdotto da questa nefanda borghesia e da questo nefasto mercato (ah, quando si era tutti nobili o sacerdoti, bei tempi, ah la Tradizione, dagli al Kali-yuga, cavalchiamo la tigre sui sentieri del cinabro) ma c’erano solo lo Spirito Spiriteggiante e la Metafisica Iperborea, solo l’amor del prossimo e il samaritanesimo dell’altra guancia. Tutte cose, ovviamente, che quel borghesissimo birbante di un Ciampi boy, quel sinistro uomo del MIT, della Goldman Sachs e del FSB di Mario Draghi non potrà assicurarci e garantirci. Figuriamoci, un satana già capo della Banca d’Italia e della Banca Centrale Europea. Del resto, non è che i caratteristi della comparsata politica delle ultime settimane di avanspettacolo parlamentare fossero in grado di realizzare tutti i fairy tales di un popolo di ex-sessantottini, ex-chierichetti ed ex-pregiudicati o prescritti.
    Ciò posto, mi stupisce che un uomo notevole come Mario Draghi abbia accettato anche solo di mettere piede in quel circo (non dico equestre per rispetto, come anziano cavaliere, del più nobile animale del mondo) che è diventata l’attuale politica italiana. Esponendosi persino alle censure e alle sceneggiate dei Giggini, dei Dibba, dei patrioti di oggi che ieri bruciavano il tricolore e dei biancorosei eredi dei fallimenti comunisti e democristiani.
    No, penso che Draghi stia commettendo un errore. La cosa migliore che può fare, per lui stesso, è di trovare un motivo credibile (ha solo l’imbarazzo della scelta) per rimettere il mandato nelle mani di Mattarella e tornare ai suoi livelli di vita e di ambiente.
    Si vada a votare e si veda quanti apprendistri stregoni della politica italiana hanno usato la bacchetta magica sbagliata.

    • Pietro, anch’io non avrei scommesso un soldo bucato sul fatto che un …..omarino del calibro del “superMario” si facesse beccare da un “trappolone” come questo!
      E, più ci ripenso quindi, più mi viene da pensare: e se non fosse affatto un “trappolone”?
      Possibile che Il Presidente Mattarella si sia lasciato prendere dall’orgasmo dell’emozione, tirando fuori cosi d’emblée un nome “pesantissimo” e che il proprietario del suddetto nome pesantissimo, emozionato e commosso anche lui, senza por tempo in mezzo, abbia accettato senza pensarci su?!?
      Cosa vuoi che ti dica Pietro, a questa ipotesi ….deamicisiana faccio davvero fatica a crederci!
      Lo so bene ( e me ne dispiaccio, perfino) che sto scivolando verso il “comploddo”, ma le due vaccinazioni sul braccio sinsitro (le “arole”) ce le ho, tutte due e ………
      Vediam gli sviluppi, neh !

  • Ivano, al netto dell’indecente comportamento che la classe politica tutta sta tenendo nei confronti dell’ex Premier (peraltro nemmeno sfiduciato dal parlamento!) Conte, prevedo anch’io che, passato l’inevitabile momento dei “peana” innalzati nei confronti di “superMario”, in Pralmanto per lui saranno c….!
    Quanto al mio amigo Giacomo e alle “genuflessioni” davanti a CL, non posso che commentare: “Quante volte” ?!?

  • Tutti i commenti, fin qui, li giudico validi, perché ognuno dice cose che rappresentano la realtà italiana della politica, anche della società. Segnalo la frase di Giacomo Cangini, e cioè che l’Economia non c’entra con l’etica. Purtroppo è cosi. Il “realismo politico” dice che ci sono ministeri decisivi e altri a far da cornice. L’Economia, il Tesoro sono le seggiole importanti al giorno d’oggi, nelle democrazie liberali, diventate liberiste. E, nonostante le critiche di Luciano Gallino, la necessità di cambiar rotta, di far tesoro delle esperienze delle socialdemocrazie europee che hanno garantito i migliori governi politici nel dopoguerra, egoismi, personalismi, guerre economiche per la supremazia fra gli stati, crisi del mercato del lavoro, globalismo, hanno reso l’Economia ancora più forte e decisiva.
    Ci provò Federico Caffe, a far lezioni di etica economica, di politica economica, nel lontano 1978. Sognava che l’Economia fosse al servizio dei cittadini, tutti. Capi’ che la politica nella realtà non avrebbe percorso quella strada, e sparì, misteriosamente, nel 1987.

  • Amici, tutto vero a modo di ognuno di voi, ma il momento storico? Io in questa fase spero che tutto funzioni come tampone, mica perché risponda ai miei ideali, cioè da proporre come modello.
    Sapete, aspetto un buco per postare il primo dei miei saggi sul Mediterraneo precristiano. Tutti i popoli dell’epoca, Greci in testa, erano spregiudicati, capaci di passare dalla tirannide al comunismo più stretto, perché in quel momento, in quella situazione, in quel posto, andava bene così. Facevano le cose senza crederci, anzi, esperimenti a termine, decretando già la durata prevedibile del modello politico, Non trovo che sia utile ragionare diversamente. Io sono per il più Stato, e aggiungo, ma quando si può!, e in questo momento aggiungo anche, peccato che i goielli di famiglia ce li siamo ormai svenduti., e a ricomperarli dal rigattiere… Quindi facciamo quel che c’è da fare ora e qui. Roosevelt non portò mica la tassazione dei redditi dei ricchi al 90% perché era un comunista!

  • Certo che il commento di Pietro è tranchant. Da una parte abbiamo un “competente”, dall’altra una massa di inetti, di piccoli protagonisti e guitti della politica. E Mattarella credo che neppure abbia preso in considerazione l’idea di mandare in esplorazione un politico di vecchio corso. Anche per questo, se mi è permesso giocare con le parole, io distinguo e uso il termine tecnico, perchè competente è scontato, sperando che ubi maior minor cessat e ne prenda coscienza. Anche se non succede mai, difficilmente una persona di potere, politico intendo, denuncia i propri errori. Davanti al tribunale della storia o semplicemente dei giornali è ad oltranza che difendono il loro operato. Ve lo vedete un Renzi che magari tra qualche anno riconoscerà di aver sbagliato? Perchè non credo proprio che da questa crisi ne uscirà un governo/mondo migliore. Non dimentichiamo che l’operare di oggi è sempre premessa o miccia per eventi del futuro. Quando poi si dice del primato dell’economia sulla politica e sull’etica io l’ho sempre detto. Oddio, non ne voglio la paternità, perchè l’abbiamo scritto in tanti. La politica amministra solo le briciole dell’economia, ramazzandole da sotto i tavoli e spesso buttandole nella spazzatura. Ancella, serva, neppure governante, e quei coglioni di politici che credono di poter cambiare il corso della Storia senza rendersi conto che ci sono entità più forti di loro. Giusto ci riescono i dittatori, a meno che qualcuno degli attuali abbia di queste velleità. A questo punto sarebbe meglio un governo misto, se mai fosse possibile. Riflessioni tra me e me. Perché se la politica non può fare a meno dell’economia, questa ha sempre dimostrato di camminare anche solo con le proprie gambe. Gli industriali anche in guerra han sempre continuato a fare soldi, avendole ispirate e fomentate a ragion veduta.

  • Era prevedibile che l’incarico a Draghi causasse le reazioni indispettite e piccate di due tipi particolari di frange sociali, la cui presenzialità sul web è inversamente proporzionale alla propria massa critica, in termini sia quantitativi che qualitativi, per fortuna, all’interno della nazione italiana reale.
    Da un lato, Draghi è attaccato dagli orfani e dai “sinistrati” dei miti, dei riti e degli spartiti marxisti, leninisti, guevaristi, terzomondisti e in genere falcemartellisti, che ancora imperversano sul web con le loro invettive demagogiche e il loro pauperismo populista. Visto che Draghi non ha la scolarità di un bardotto, la voglia di lavorare di un michelazzo, il reddito di un pìcaro, la mise estetica di un clochard e l’inglese di Renzi, non può che assurgere a nemico dell’egualitarismo e del fancazzismo di tutti questi arruffapopolo, masanielli e ciceruacchi che sparnazzano sul web i loro rancorosi anatemi e le loro petulanti geremiadi. Insomma, Draghi è sommerso di contumelie da quelli del pugno chiuso con l’artrosi e della bandiera rossa con afror di naftalina.
    Dall’altro lato, Draghi è attaccato dagli alfieri dell’anti-europeismo messianico, dagli araldi del sovranismo spiritualista, dagli epigoni dell’evolismo anti-moderno più superficiale, del guénonismo e dell’eliadismo più maldigeriti, quelli che chiamano la scienza scientismo e il progresso regresso, che sono spesso complottisti (e, da grandi complottisti, si muovono di fatto come eccellenti, callidi, piccoli complottanti), negazionisti, antivaccinisti. Insomma, Draghi è coperto di ingiurie da quelli delle filastrocche sul Bilderberg e su Soros, dei Protocolli dei Savi di Sion che magari forse un fondo di verità c’era, del complotto finanziario demo-pluto-giudaico, della Memoria Smemorata perché vattelapesca e cipiromerlo, quelli pronti a sostenere, addirittura, che l’incarico di Mattarella a Draghi è un “crimine perfetto”.
    In poche ore Mario Draghi è diventato il bersaglio di tutti questi ambienti mediatici e dei loro zelanti portabandiera. Inutile dire che, dopo aver quasi abolito la televisione, a volte verrebbe voglia di abolire il web.
    Ma siamo in democrazia (ah, questa decadente democrazia, borghese e materialista), per cui c’è posto per tutti.
    Speriamo che Mario Draghi ci offra un cortesissimo, signorilissimo “sorry” e torni alle sue soddisfazioni precedenti. E che si vada a votare. Per quanto la verità sia brutta, è sempre meglio vederla bene in faccia.

    • C’è una contraddizione evidente Ivano: perchè mai senzi dovrebbe riconoscere di aver sbagliato?
      Lui nin ha sbagliato un bel nulla, anzi ha relizzato il disegno che aveva perversamente, cinicamente perfettamente preparato. Toglirre di mezzo Conte e sfanculare il PD che non aveva riconosciuto il suo “verbo”!

    • Pietro, io per ora mi accontento della conferenza stampa del Prof. Giuseppe Conte, in piazza a Roma, sul tavolino ….da campeggio, sobria,concreta, educata, a ringraziare il Presidente della Repubblica e dichiarare a chiare lettere la sua volontà a continuare a dare la sua disponibilità per il bene del paese.
      E scusate se è poco, di questi tempi!!!!

  • Francesco 16:13. Certamente, non è nel suo stile. Comunque a parte pochissimi sostenitori credo che gli italiani abbiano capito benissimo. Qualora si andasse ad elezioni glielo dimostrerebbero, il suo ego subirebbe l’ennesimo scossone, e pur di rientrare in politica, uno come Lui che non sa fare nient’altro, potrebbe capire e fare retromarcia nella considerazione di sè e ammissione dei suoi errori. Comunque hai ragione tu, non c’è speranza di ravvedimento. Anche prima del suo referendum aveva più volte dichiarato che in caso di sconfitta se ne sarebbe andato. Non l’ha fatto. Ha preferito restare a combinare altri guai. Lo cacceremo noi.
    Francesco, la Storia si valuta e scrive a posteriori. Che non abbia sbagliato nulla o tutto potrebbe vederlo anche Lui, tra un po’.

  • W Draghi!
    Giacomo

  • Ora tutti a compattarsi intorno a Draghi. Anche Emma Bonino, anche Forza Italia sempre in bilico, ma orientato per la fiducia, possibilista anche la Lega con Giorgetti che preme, anche i 5stelle che però insistono su bandiere irrinunciabili come il Reddito, la prescrizione con blocco dopo il primo grado, il non al Mes, e quindi sarà dura, con il Dibba ormai in clamorosa debacle, Conte che sogna una coalizione Pd, Leu in un suo partito dato al 15% anche se non esiste ancora. Insomma, ad oggi sembrerebbe tutto così facile che verrebbe da pensare che il gioco sporco non l’ha fatto solo Renzi, che baldanzoso come sempre si gongola fiero della sua vittoria. Per noi comuni cittadini, indipendentemente dalle competenze di Draghi, che non si sa ancora cosa farà o potrà fare, la conferma che la politica è una continua trattativa, ma mai trasparente. A parte la Meloni coerente fino in fondo.

  • Emma Bonino? L’ europeista, che fu anche transeuropeista, con la segreteria di Giovanni Negri alla testa di un Partito Radicale che aveva dentro di tutto, o quasi, se si fa eccezione dei preti alla Pio XII, e che poi voto’ pure il governo Berlusconi. Quindi, Draghi, un banchiere, in un partito poco frequentato dagli asfaltisti è benvenuto in ogni caso. I radicali, come ho scritto su questo blog è un partito italiano vero, anzi sono due partitini, oggi. Pure +Europa è un minestrone. E ci sono soloni a sinistra che non si capacitano il perché Bonino e Pannella hanno tradito un patrimonio storico di battaglie civili, per allearsi con il Cavaliere che andava ai Family Day dei bigotti cattolici. Perche’ sono italiani. Gente che, come il PSI italiano, ha dilapidato una memoria storica. Ma perché stupirsi? Sono Italiani veri. Essenza italiana, che purtroppo si vende bene all’estero.Pure, i radicali, “transnazionali”, cittadini del mondo, assimigliano a certi “gnari” piastrellisti della bassa bresciana? No. Sono opposti estremisti che alla fine della curva, si sommano. Radicalsocialisti di ieri, di oggi, stirpe italiota. Cioè, roba mutevole, dispettosa, che passò da sinistra a destra, che si gettò fra le braccia di Mussolini, di Farinacci a Cremona, dei fascisti francesi del maresciallo Petain.

    • Non ci resta quindi che sperare, Giacomo che …..non si tratti di un “Monti-bis” anche se, per restare in tono con iil tuo commento, so bene che “chi vive sperando muore c…… ! (coprolalia? ecchessaràmai!)

    • Respingo da cremasco, la cultura locale dei cremuuuneees. Che hanno la parlata trascinosa da pigrizia asiatica; sarà per la mostarda e il troppo salame, e l’eccellenza della fiera delle vacche di Grumello, più
      che altro. Cremona, nonostante una bellissima piazza, e gli artigiani dei violini, ma quando i ‘parla i ma fan veni ‘l ‘lat ai genoch. L’era la capital delle SS italiane.
      Sono per la secessione provinciale; pitost Milano, così impariamo qualcosa, o Berghem città, che l’e’ ‘n brisinin Tuscana, con le colline, mia ‘l nostre piattume senza piante. E con ‘n giurnal dala Coldireti cremuuuuneeesa e d’Arvedi gho mia nigota da sparti’!!

  • Siamo onesti, da qualsiasi prospettiva la si guardi siamo tutti preoccupati. Quest’epoca di transizione, non giorni o settimane, non si sa assolutamente a cosa approderà. Abbiamo nel mondo esempi tranquillizzanti ed altri preoccupantissimi. E la globalizzazione delle idee non si sa cosa porterà. Biden e i dittatorelli in vicinanza o anche distanti, ma tutto é virale come il Covid e capace di propagarsi in un attimo e a tutte le latitudini. In tutti i casi siamo sempre alla propaganda come se fossimo sempre in campagna elettorale. La visione prospettata da tutte le parti non va oltre il contingente come se mangiando oggi fosse automatico mangiare anche domani, tra sostenibilità dai tempi lunghissimi e risposte subito, uovo oggi e gallina domani o il contrario. Siamo in un marasma tale da non far dormire di notte. Siamo in un limbo dal quale anche nuove elezioni non darebbero nessuna garanzia di stabilità progettuale, contraddizione in termini. Frescotti quelli che ci credono. Lo vediamo in questi giorni dove tutte le forze politiche sembrano convergere, Draghi é riuscito a rompere l’alleanza a destra, ma alla resa dei conti, quando si dovrà decidere questo o quello?

    • Son d’accordo Ivano.
      C’è molta preoccupazione.
      Ed è giusto in questo casi confrontarsi col “cuore (e il cervello) in mano”.
      Ma non si può, per quanto si consideri “preparata” una persona, spegnere il cervello e sperare (come di moda in Italia) che ci sia qualcuno (Lui) che ci risolve i problemi.
      Eventualmente proprio i problemi di selezione della classe politica.
      I problemi di selezione della classe politica non si risolvono aggirando il problema politico e traducendo in mera monovra economico finanziaria.
      Se siamo un popolo che non sa esprimere una classe politica preparata è proprio perché abbiamo sempre patito un paternalismo intollerabile. Ma gli italiani non sono proprio tutti coglioni.
      Lo dico con una battuta (solo per essere breve) “siamo una colonia”, oggi più che mai.
      Un popolo guidato da altri governi.
      Non risolviamo il problema con Draghi, se proprio proprio ci mettiamo una pezza, ma forse nemmeno quella.
      È questo che voglio dire.
      Ma intravedere una strada tutta in salita fa paura, e allora si preferisce fare l’autostop, non capendo che nessuno ti regala niente, forse nemmeno tua madre.
      Non so se sono stato chiaro.
      Siamo Puerili. Con tutto il rispetto.
      Giacomo

  • Raga, qui si naviga “a vista” (peraltro affetti da “strabismo politico” generato dall'” effetto super-Mario”!!).
    Un paio di punti positivi (rispetto all’hic et nunc) lo spread che va giù ( e vuol dire tanti soldi che, in prospettiva, rientrano in cassa!) e il fatto incontrovertibile che il Mario, di Recovery ne sa, eccome, e di lui, in EU si fidano!

  • Io dico che non può funzionare, non si gioca alle larghe intese prima che si concretizzino, diventano Intese solo dopo. Due poltrone a me e due a te, avendo sempre creduto che la politica fosse mediazione se non compromesso. Coi soldi del Recovery da spartire. Ogni ministro che difficilmente rivendicherà il giusto, il suo, spalleggiato dai suoi accoliti, vedi il Mes, che magari non lo usiamo tutto, ma in parte. Il reddito di cittadinanza? Verrà riformato, non smantellato, però io voglio qualche soldino in più. Gli ammortizzatori sociali vanno riformati anche loro, ci saranno licenziamenti dopo marzo, e il Ministro preposto ne vorrà di più per non far fronte a rivolte sociali, però Draghi dice “basta sussidi a pioggia”. E la riforma della giustizia? La prescrizione? Perchè non possiamo solo dare la colpa al Covid che è stato solo deflagrante accentuando malefatte o non fatte endemiche più di lui. Colpa degli elettori e di una classe dirigente scelta con la pancia prima che col cervello? Certo, sono lo specchio di quello che siamo, vuoi la modernità, vuoi i social, tutti questi perversi mezzi di persuasione o dissuasione. E noi a fare il tifo per uno o per l’altro. D’altronde si deve pur prendere posizione, per senso civico, per dovere morale, ma chi di noi ha idee chiare? Abbiamo creato la complessità? Credere ora che qualcuno trovi il bandolo, e lo trovi anche per noi, è ormai cercare l’ago nel pagliaio. Draghi, ma chi te l’ha fatto fare? Amor di Patria, d’Europa? Noi ci affidiamo, certo, sistema rappresentativo, ma ci fidiamo? Non di Draghi, il cui potere sarà comunque circoscritto alla sua capacità tattica, non decisionale, ma della sua corte in formazione. E il Parlamento? Cani sciolti, fedeltà e tradimenti, gruppi misti (non c’è definizione peggiore). Non so.

  • Proverei a fare un reset e ripartenza, perchè i “tempi di reazione” nostri e del blog stesso, ci stanno fregando.
    I commenti si affastellano in modo non conseguente e si sprecano contributi magari assai significativi!
    Ripartirei dal commento di Giacomo 5.2.21:22:
    – “….problemi di selezione della classe politica”.
    -“……Un popolo guidato da altri governi”
    – .”…….Non risolviamo il problema con Draghi, se proprio proprio ci mettiamo una pezza”
    Mi pare che i tre punti che ho estrapolato vadano al “core” della situazione di grande difficoltà che stiamo vivendo come ……”sistema Paese”!
    La conclusione di Ivano qui sopra, alla fine della enumerazione degli enormi problemi (mica tutti peraltro!): “non so”, è estremamente realistica purtroppo.
    Cominciamo quindi a “sporcarcil le mani” con l’oggi e il domani: Draghi che cerca di mettere assieme un “Governo tecnico/politico di scopo” ( e hai detto niente!) .
    Al “dopo/domani” ci si pensa poi. (anche perchè ha un portata da far tremare le vene ai polsi!

  • Che non si riesca a metter la pezza non è detto, ma resta il fatto che la coerenza è solo della Meloni, purtroppo.
    Intendiamoci, è un problema mondiale: tutti imprenditori, sinistre e destre! Ed ecco che succede. Non che sia una colpa far gli imprenditori, ma un partito dovrà pur rappresentare uno specifico interesse! Le novità sono state gestionali, non di orientamento. Serve un vasto riassemblaggio. Intanto si fa quanto si può con quanto si ha.

  • Ormai le rivoluzioni le promettono solo gli straricchi. Macron, lo fece nel 2016, con il suo partito “in marcia” verso la rivoluzione, con un libro programma, una recita “rivoluzionaria” che diceva di ribaltare la politica, cone ricorda ironicanente Lionel Jospin, l’ex leader socialista, che si è ritirato dalla vita politica e nel 2020 ha dato alle stampe il libro “Un Temps Trouble'”, tempi tempestosi, edizioni Seuil. Da noi, fu Berlusconi con la sua “promettente” rivoluzione liberale. Quando la politica si fa operetta.

  • Ha ragione Tomaso Montanari: comandano le banche, i banchieri, la finanza da molto tempo. Gli altri parlano e fanno moina, o soffrono. Ma ha ragione anche chi ricorda che è vergognoso fare ministri chi non ha competenza, esperienza, lavoro nei campi che sono il minimo per fare il Ministro. Eppure, non è mai così, in molti ministeri. Può fare Luigi Di Maio il Ministro degli Esteri? No. È una vergogna.

  • Abbiamo il 70% del patrimonio artistico culturale del mondo occidentale. Abbiamo la Pianura Padana, la più fertile e irrigabile porzione di terra europea, abbiamo milioni di ettari di colline, miglia di chilometri di coste nel mare tra i più pescosi al mondo.
    Due tra le più belle grandi isole del mediterraneo.
    Non esiste al mondo una cultura del cibo come in Italia.
    Abbiamo più formaggi della Francia.
    Le montagne più belle d’Europa.
    Abbiamo una insolazione media che ci invidia chiunque per la generazione di energia.
    Ma a noi, dell’Europa, che cazzo ce ne frega?!
    Facciamo come, e più, degli svizzeri che come appoggi il piede oltre frontiera sono tariffe auto e di soggiorno per vedere tre caprai.
    Arriva un cinese o un canadese a Venezia? , prima di entrare in città caccia 200€ per una ragione qualsiasi (conservazione del patrimonio dell’UNESCO.
    Viene un arabo a Erbusco a bere il bianco frizzante? , 300€ per Tasse sul consumo d’alcol degli stranieri. Evitiamo i 75milioni al giorno per le basi Nato.
    Per i ministri, facciamo come una volta per i presidi: devi aver fatto l’insegnante per 10 anni in una materia di indirizzo di quella scuola altrimenti il preside non lo fai.
    Devi aver lavorato attivamente nel settore agricolo produttivo per 15 anni (con merito) altrimenti il ministro dell’agricoltura non lo fai.
    Ecc.
    Dov’è il problema?
    Altro che Draghi!
    Giacomo

  • Giacomo, Ministri , deputati, senatori e le loro competenze. Forse non ci sarebbe bisogno di leggi se i partiti al loro interno fossero in grado di selezionare l’aspirante classe dirigente. Quando si va ad elezioni e si leggono file lunghissime di nomi di aspiranti fancazzisti, tanto per riempire le liste, dove entrano cani e porci che magari poi eleggiamo, magari nei piccoli centri dove ci si conosce tutti, al pensiero di questi, in genere disoccupati o mansionati di bassissimo livello, viene da sorridere che abbiano ambizioni al comando e soprattutto necessarie competenze. Colpa dei nostri sistemi elettorali? Non so, non sono un tecnico e certe dinamiche mi sfuggono. In tutti i casi, da Razzi a Scilipoti, dalla Cicciolina a Jerry Scotti o a Iva Zanicchi in Europa, fino agli ultimi che non nomino per non apparire troppo di parte, l’elenco è infinito, questo assemblaggio di imbecilli è certo colpa dei Partiti, ma soprattutto di noi elettori. E’ il solito problema della democrazia. Ministri e onorevoli competenti e laureati? Magari sì, ma un bel patentino ai votanti forse ci riserverebbe meno sorprese e sarebbe da monito ai tramacci all’interno dei Partiti. Anche a Crema abbiamo visto eletti che la loro voce in Parlamento non si è mai sentita. La scusa? Noi lavoriamo nelle commissioni!

  • Se la politica italiana nazionale e locale è rappresentata, quasi tutta, salvo qualche eccezione, da mezze tacche, persone mediocri, da chi non ha mai lavorato e ha l’occasione, di essere qualcuno, ben pagato, grazie alla politica, la colpa è nostra. È
    degli elettori. Le persone migliori, più competenti, intelligenti non fanno più militanza politica Se ne stanno fuori. Capisco le ragioni, ma il prezzo, poi, lo si paga. Gli stipendi ai parlamentari, ai consiglieri regionali sono vergognosamente alti, tali da convincere pochi a mollare la seggiola, quando li prende il disincanto del mestiere. Quando rompono con il proprio partito.
    Rispondo a Giacomo Cangini. Siamo un popolo da sempre comandato da qualcuno. Non abbiamo una politica estera. Poche e scarse notizie dall’estero, eccetto dai paesi “padroni”, l’America, la Russia, la Cina. La Chiesa ha ritardato il progresso per secoli. C’interessano le beghe di cortile, del cortile della politiça, su cui andremmo avanti a tirar notte. Siamo camaleonti. Viriamo a destra e a sinistra, dove spira il vento. Siamo vassalli; un popolo di servi che mostra coraggio solo quando è preso per il collo. Ma abbiamo tante cose meravigliose, tra cui il paesaggio naturale, le architetture del Medioevo, del Rinascimento, a controbilanciare la cattiva politica. La corruzione.

    • Giacomo, ho avuto qualche difficoltà a scaricare il link. Non è che puoi ripostarlo con il testo già scaricato?

    • Per facilitare la lettura, di seguito il testo del link nel commento di Giacomo:
      Siete tutti d’accordo, tutti a disposizione, tutti allineati. A questo punto, vien da chiedervi: ma perché diavolo ci avete fatto accalorare in tutti questi anni?

      E guardate che stiamo parlando soprattutto a una parte politica: la cosiddetta “destra”. Che la sinistra – ad essere appecoronata ai poteri forti – ci ha fatto il callo per l’uso e l’abuso. Ma gli altri? Tutti d’accordo, tutti a disposizione, tutti allineati. In fila per tre col resto di due. E allora a che servono? E, soprattutto, a che serve ancora quel giocattolo rotto chiamato “democrazia”?

      Se ce lo dicevate prima, come cantava Jannacci, ci mettevamo il cuore in pace e andavamo al mare. Se le soluzioni di tutti gli apparenti antagonisti convergono in una sola prospettiva – quella di Draghi, cioè di GoldmanSachs, cioè dei Mercati, cioè della BCE, cioè della Trojka– perché diavolo avete abusato del nostro tempo, delle nostre energie, della nostra pazienza?

      Passi per Grillo che è un Draghi in sedicesimo, che aveva la missione di aprire la strada al Draghi, come il Battista al Cristo. E lo avevano capito tutti, tranne i grulli, e i grillini. Ma tutti gli altri? Quelli che l’Italia deve uscire dall’euro? Quelli che l’Unione prima o poi imploderà? Quelli che avevano capito tutto ed erano così colti e intelligenti da finire a fare i consigliori del Principe della Grande Opposizione di Sta’ Ceppa. Dove sono, quelli? E adesso, chi li farà i talk show? Ve lo siete chiesti? Chi inscenerà la pantomima della destra de me’ cojoni contro la sinistra di sti’ cazzi? Chi? Ditemelo! Diteglielo ai nostri maitre a penser, ai nostri anchor man, alla nostra intellighentia.

      Adesso che pensano la stessa cosa, dicono la stessa cosa, votano la stessa cosa? Miserabile classe dirigente. Anzi, classe “digerente”: che ha digerito e digerirà tutto perché priva di rigore morale, di doti cerebrali e di spina dorsale, ma ricchissima di enzimi digestivi.

      E miserevole classe intellettuale: tutta impegnata – dal più prestigioso professore al più dozzinale pennivendolo – a cantare le lodi di Draghi. Avete calcolato tutto, nella vostra ignobile e pavida inettitudine, tranne una cosa. Quando sarete (e già lo siete!) tutti insieme verrà giù il sipario intero e anche il cerone dalle vostre facce.

      Si è sempre detto che la caratteristica dei regimi totalitari è il consenso unanime. Bene, ci siamo arrivati anche noi. Siete tutti d’accordo su tutto: sul premier incaricato, sull’agenda dei lavori, sugli obbiettivi di lungo termine.

      Siete i figuranti inessenziali di un regime. Adesso domandatevi: a che diamine servite? Perché dovremmo ancora andare a votare? Perché dovremmo votarvi? Ma soprattutto, perché dobbiamo continuare a pagarvi? Che chiuda il Parlamento. Tanto le cose “giuste” le sanno fare solo “loro”. I quali sono così raffinati da pilotare, e da farsi “scegliere”, persino da quelli che ci illudevamo di aver scelto per combatterli.

      Ipnotizzati dalla favola per babbei della sovranità che “appartiene al popolo”.  Siete tutti la stessa identica cosa, tutti d’accordo, tutti a disposizione, tutti allineati. Tutti a novanta Draghi.
      Come profetizzava il Foscolo, il sacrificio della patria nostra è consumato.
      Francesco Carraro.

  • Giacomo, non è vero che siamo/sono d’accordo tutti. Carraro si sbaglia. Semplicemente in questo momento storico, sociale, economico, politico, direi difficilissimo, senza essere catastrofici, si sta facendo di necessità virtù. Che la democrazia sembri in questo momento sospesa è un problema solo temporaneo, e elezioni a sei mesi o a scadenza naturale della legislatura non cambia molto in termini di diritto. Io direi che in questi mesi ci si debba porre il problema di cosa sia questa democrazia da tanti invocata perchè apparentemente negata, scusate la rima. Ricordiamoci solo che, indipendentemente dal proprio orientamento politico, anche le democrazie possono riservare delle sorprese.

    • Democrazia, basta scorrere l’elenco di gruppi, partitoni, partitini, smania di protagonismo di grandi e piccoli leader all’origine di tutto questo, parti sociali, e quant’altro tutti consultati da Draghi in giorni affannosi per ascoltare tutti, anche l’uno%. L’alternativa sarebbe il partito unico che in tanti parti del mondo stanno mettendo a dura prova manifestanti in piazza menati, incarcerati in massa, torturati, oscurati. Ripeto, non sono d’accordo tutti. Ce lo vedete un Salvini in 24 ore folgorato dell’europeismo? Draghi ha comunque dichiarato che la scelta dei Ministri tocca solo a lui, fuori da ogni logica spartitoria. Del resto farebbe solo il suo mestiere. Credibile? Non so, se vuole che duri qualche compromessino, una caramellina a quasi tutti…. Perchè è ricorrente “fare sintesi” che non ho ben capito cosa vuol dire: o spartisce o non spartisce. Consegnandoci subito ad elezioni anticipate. Alla fine va bene così, non so ben cosa, ma fidiamoci. Non mi pare che abbia velleità autoritarie, e il suo programma trapelato mi sembrerebbe onesto.

  • Da sempre aspettiamo quello della provvidenza. Che ci pensa lui, a governare, a mettere ordine agli italiani che sono indisciplinati cronici, a meno che hanno paura di qualcosa; tanto che si continua a buttare i mozziconi a terra (si tratta di centinaia di migliaia di mozziconi, o di più, di più), e lo fanno ragazzi, signore, radical-chic, commesse delle profumerie, pescatori che rigettano in acqua i pesci pescati per gioco, politici, tifosi che entrano allo stadio, e prima si sbarazzano del mozzicone di Marlboro. E si continuerà a buttare i mozziconi delle sigarette sulla strada anche con Draghi, l’uomo della provvidenza. Ma cosa volete che siano i mozziconi delle Muratti, con tutti i problemi che abbiamo? Tanto, che ci stanno a fare gli spazzini? Dovranno pur riempire la giornata? Tirar sera. Anche Draghi, in qualche modo dovrà accontentare questo o quello, e tirar sera. Gli italiani hanno della democrazia un’opinione elastica, duttile, a seconda delle esigenze personali, e lo ammettono candidamente, mentre schiacciano il mozzicone sotto la scarpa, oppure lo appoggiano sui cestini stradali (mozziconi, che poi ricadono sull’asfalto), e queste due operazioni sono il loro massimo sforzo in favore della collettività. Perché credono nella democrazia.

  • E Grillo, dopo l’incontro con Draghi propone ai suoi di rinviare la consultazione su “Rousseau” per sentire cosa propone il Premier incaricato ed esprimersi su quello. “Morbido” il suo commento sull’incontro con Draghi: «Mi sono trovato davanti un grillino (sic!). Abbiamo parlato di reddito di cittadinanza e lui è d’accordo. È una persona che mi chiama “elevato”. Ha anche il senso dell’umorismo, non pensavo».
    «Vi chiedo di avere pazienza. Aspettiamo questa persona. Aspettiamo che abbia le idee chiare».

    • Non sono bravo a tenere in memoria i dati poitici, eppure qualcuno ha detto che era prevedibile una convergenza fra i due, come una discendenza ideogica dalla stessa fonte, senza affermare che l’uno abbia plagiato l’altro e chi dei due, per carità! Aspettiamo.

    • Beh potete leggere il “Grillo Mannaro” di Montanari e poi riparliamo di Grillo.
      Se si intendono potrebbe essere che Grillo sia un “tecnico” di valore, oppure Draghi un buon comico. “Non pensavo”!

      Ormai è chiaro, Draghi è quello che… ma che rapporto debito/PIL?! qui bisogna aumentare il debito pubblico, rinforzare il reddito di cittadinanza, costringere le banche a concedere crediti a famiglie e imprese!
      Non avrei mai pensato che occorresse una “pandemia” per ritrasformare il Risolutore, a ritroso, in una autentico seguace del suo antico maestro Federico Caffè https://it.m.wikipedia.org/wiki/Federico_Caff%C3%A8 (scomparso in circostanze inspiegabili)?!
      Quando si dice “la flessibilità”.
      “Aspettiamo”!

      Dicono (Bill Gates (?)) di una nuova pandemia nel ’25, un fungo, la sorella della Candida, “Biancamaria” di origine prevalentemente ospedaliera, come se non ci fosse già la sfiga dei 45.000 morti di infezioni nosocomiali anche se non fanno notizia durante il Covid.
      Chissà che, dopo, nominino Monti con un governo Renzi, Meloni, Zingaretti, Dalema, Veltroni, Salvini alla Sanità, con l’ appoggio esterno di Berlusconi e Rizzo.
      Sarebbe carino.
      Ah, dimenticavo la Bonino alle Pari Opportunità.

  • Stessa fonte? Draghi l’uomo dello studio, dell’impegno, del lavoro, della riservatezza. Grillo? E’ sotto gli occhi di tutti. Di Maio pure. Dibba, che è anche Lui un grillino, figlio di Vittorio di nome, Littorio di cognome o di fede pure. Chi ha potuto trovare affinità? Il reddito di cittadinanza? Sì, nel senso di aiuto ai deboli, ma all’interno di un riordino degli ammortizzatori sociali. Il voto su Rousseau rimandato? Solo per la paura dei No. E poi che palle quella piattaforma di quattro gatti con la pretesa di condizionare tutti i movimenti del Movimento.

    • [ da Wikipedia] Pochi giorni prima della scomparsa del prof. Caffè (15 Aprile 1987) morì Primo Levi, forse suicida gettandosi dalla tromba delle scale; Caffè ne rimase molto colpito, affermando: «Perché così? Perché sotto gli occhi di tutti? Perché straziare i parenti?» Nel libro Memorie di un intruso, edito da Castelvecchi (2016), Bruno Amoroso, uno dei suoi allievi più cari, racconta di averlo rivisto dopo la scomparsa, lasciando aperta l’ipotesi del ritiro in convento dell’economista.
      L’8 agosto 1998 (quando Caffè, se in vita, avrebbe avuto 84 anni), il tribunale di Roma ne dichiarò la morte presunta, avvenuta in circostanze non appurate.

  • Dopo tanti sciurotti che hanno comperato casa all’Appia Antica; ora dopo altre cinque, sei, sette seconde case, il Cavaliere nazionale, ‘l sciur Berlusconi, quello del conflitto d’interessi che si è sgonfiato perché ha vinto lui, sciur Berlusconi, contro la persecuzione della magistratura comunista, i radical-chic che, sconfitti, si sono ammosciati, e mostrano le scarpe comperate alla Coop, e tengono nell’armadio quelle fatte a mano.
    Che ci sia un suo pied-a-terre, un bugigattolo sul mare, sul lago, anche sui colli brianzoli, quello a disposizione per chi porta fuori la spazzatura al nostro Statista? con una finestra con vista bella, che ci faccio vacanza, quando viene bel tempo e aprono le regioni? Lui è uno generoso, e i poveracci (giuro: mai stato comunista, ma solo un filino comprensivo con loro) sa che la vita è difficile per i poveri e stupidi come chi scrive. Ci porto i libri della biblioteca! Ostrega, Cavaliere, faccia un bel gesto!

  • Il MES, ieri oggi domani:
    qui su CremAscolta il Meccanismo europeo di stabilità salì agli onori della cronaca con un post dal titolo tanto eclatante, quanto rivelatosi nel tempo fallace: “HABEMUS MES”!
    La firma era di quelle all’epoca importanti, era il 10 Aprile dell’anno scorso, ed il post raggiunse i 100 commenti.
    Il MES non …..l’ebbimo e tutto lascia prevedere che, pur essendo una delle cause principali della crisi maledetta indotta da Matteo Renzi & IV, non sia nemmeno nei programmi del Presidente del Consiglio incaricato prof. Mario Draghi, tant’è che:
    “….A levarci i dubbi residui provvidero i nostri spiriti guida Matteo e Maria Elena nei giorni caldi della crisi. Lui: “Qual è il punto decisivo per la rottura? Tanti. Ma su tutti il Mes” (15.1), “Non voterò mai un governo che di fronte a 80mila morti non prende il Mes” (17.1). Lei: “Iv ha chiesto al governo di prendere il Mes, non di prendere Meb” (12.1). Ora si scopre che Draghi il Mes non lo vuole. E i giornaloni preparano la ritirata: il Mes – dicono restando seri – non serve più. E Meb fa la gnorri: “Abbiamo sempre detto che il Mes non era per noi imprescindibile. Se si possono ottenere più soldi per la Sanità a un tasso migliore, non siamo innamorati del Mes. Prima di Draghi, era lo strumento più conveniente” …. [fondo del FQ di oggi]
    Come dire?
    Il potere taumaturgico del prof. (super)Mario the Drake riesce ad ottenere anche quel che ….era follia sperar!
    E dai, allora, tutti col “Drake” che la sfanghiamo ancora una volta alla grande!!!!

  • Fioccano i toto-ministeri nel nuovo governo Draghi. Ma potrebbero essercene di nuovi scrive “Il Nuovo Gazzettino Padano”: il Ministero dei Rapporti con i 5stelle, ministero delicato e turbolento; e il candidato dovrebbe essere Giggino Di Maio, il quale assumerebbe l’incarico anche di Ministro degli Esteri perché il giovanotto ha studiato, e ora sa dov’è il Venezuela anche se continua a pensare che se uno vale uno, il Venezuela vale meno di uno, quindi perché fargli le pulci a Di Maio se si confonde con nazioni di nessun valore?
    Poi, arriverà il Ministero dei G.B.R.B.S., che sarà appannaggiato del partito di Berlusconi, a cui Draghi lascerà mani libere. Un Ministero che si occuperà di incentivare i centri massaggi, le saune, le palestre in salotto perché il popolo italiano resti Giovane, Bello, impari a diventare Ricco, mantenendo la Buona Salute. Poi, un Ministero di Supporto Psicologico per le comunità depresse, con Gentiloni candidato, lui così paziente e ammodo. A Crema aprirà uno sportello di questo nuovo ministero per aiutare la comunità, e spiegare loro che sono maggioranza in provincia, na essendo sottomessi da anni, non lo sanno; e un addetto del ministero spiegherà ai Cremaschi che vorranno chiedere aiuto psicologico, per uscire dall’impasse in cui si trovano, che bisogna avere anche coraggio per affrontare le situazioni. Prendersi le proprie responsabilità, e dire a chi li comanda, che non è giusto, che esiste la parità, la condivisione delle poltrone, dei centri di potere, quando si è in tanti, addirittura più di chi ci comanda. L’arrivo di Draghi permetterà anche ai Cremaschi di credere di esistere.

  • PERFETTAMENTE D’ACCORDO.
    Ho espresso il concetto di sottomissione ad altre nazioni in più circostanze, anche qui, ma la gente preferisce chiudere gli occhi, figuriamoci se parliamo (non direi della chiesa cattolica che rispetto come ogni altra religione) del Vaticano, Stato indipendente che sviluppa una ingerenza insopportabile sulla politica italiana.
    Viene da dire : “Ma perché non ve li siete tenuti per sempre ad Avignone!!!??”
    Continuiamo a spendere 70 milioni di €/g per delle basi Nato che dovrebbero difenderci dalla Russia!??.
    Ma vi rendete conto che 70milioni è il prezzo di un ospedale??!!
    Altro che tagli alla sanità (d’eccellenza).
    Adesso i medici di base ti curano per telefono. Tanto vale licenziarli e istituire dei Call Center (800 33 33 33 per la tosse) sanitari. Giusto? Si risparmierebbero un sacco di soldi.
    Driiiiin….
    “Pronto, sono Tatiana, in cosa posso esserle utile?”
    “Signorina, mi fa male la pancia”, “Prenda un purgante e mi richiami tra tre giorni”.

    • Purtroppo molta Italia è stata per secoli sottomessa e dominata dalla Chiesa Cattolica che, come ho già scritto, ha ritardato il progresso; la modernità, per lei, un boccone amaro da digerire.
      Siamo stati colonizzati da tutti, e siamo abituati ad avere padroni, capicolonia. Lo si vede anche nel notiziario dagli esteri, che è scarso, quasi sempre riservato agli stati capibastone del mondo. Se vuoi sapere cosa succede in Perù vai su France 24, oppure online sui giornali inglesi, americani, tedeschi, spagnoli, francesi. Oppure acquista “Internazionale” o “Limes”. Oppure ancora resta ignorante, e continua a litigare sulle beghe di cortile italiane che sono misere, spesso ridicole. Ma che piacciono tanto.
      Senza andare lontano puoi restare nel Cremasco, che è un territorio abitato non so se da vigliacchi o gente piegata politicamente, che non sa neppure di essere maggioranza nella provincia comandata da una minoranza, i Cremonesi. Forse non vuole la responsabilità di guidare la provincia, ma nemmeno di condividerla, dividendosi, come altrove fanno, gli enti di comando. Si fa soffiare le strutture, come il Tribunale e altro, solo mugugnando, e non c’è un politico provinciale cremasco che dice chiaramente che la nostra provincia o la si condivide, anche come nome, oppure vado a casa e rifiuto di partecipare alle sedute. Quando ho scritto queste cose su un’altro blog locale, molto seguito, ho ricevuto tante condivisioni, oltre sessanta. Quando una comunità è abituata alla sottomissione finisce per accettarla come se fosse logica, alla fine. Non ci pensa più. Come un mio caro amico che quando gli ho fatto vedere i numeri degli abitanti provinciali di questa provincia, nostra, mi ha detto candidamente: non ci ho mai pensato che fossimo noi Cremaschi maggioranza, o pari numero come comunità. Già. Poveri Cremaschi. Si meritano il comando altrui. Lo dico solo con un filo di amarezza, ma m’importa poco del destino dei Cremaschi; respiro meglio a Milano, perché lì c’è carattere, personalità e non una comunità in ginocchioni.

  • Una bella Squadra. Bravo Mario!
    Un bel cambiamento.
    Quei colpi di coda che “Cambiano la Storia”.
    Oggi giurate fedeltà alla Costituzione?

  • Il capolavoro di ingegneria politica voluto da Renzi si è compiuto. Con il ritorno della fedele serva Gelmini e con Brunetta che nel governo Berlusconi massacrò gli statali. E’ la fine della politica, dei Grillini ormai spaccati, della Lega col finto ribaltamento di valori fino al Ministro della disabilità, italiana prima di tutto s’intende, che non so se bene o male, questo lo vedremo nei prossimi mesi, parlo in generale, almeno fino alle elezioni prossime che saranno la resa dei conti, con i grillini ricompattati e il ritorno sul pratone di Pontida, perchè si sa… gli elettori. E perchè finite le felpe bisogna pur istituzionalizzarsi in giacca e cravatta, finiti i sovranismi, i nazionalismi, finito Trump, dicono gli ottimisti e gli europeisti. Fa niente se si deve litigare con Orban, che però basta una strizzatina d’occhi e un poco di pazienza per riorganizzare la riscossa elettorale. Tutti ministri del nord, poche donne, se non il ritorno della bella che essendo nata al sud non poteva che avere quel ministero lì. Accontentare tutti e nessuno, con i dicasteri chiave non ai politici, soprattutto meridionali, nel governo Conte era il contrario, tutti terroni, già, chi si fida più? Assistenza, assistenza. E tutti a far buon viso a cattiva sorte. Per ora. Del resto non era quello che voleva anche Mattarella che non poteva più degli eletti? Un bel rebelot in questa Italia incapace di selezionare in base alle competenze, al merito. Quindi va bene questo governo, più tecnico che politico. Io addirittura suggerirei di abolire le elezioni. Cosa si indicono a fare? Per constatare che non esiste mai una linea comune perchè ognuno, partito, gruppetto, singolo ha la sua idea di bene comune? Mai un confronto che non sia ideologico o protagonistico, a cominciare per finire a quell’esaltato del fiorentino. E noi poveri cittadini in balia di quella rappresentanza che abbiamo creduto democratica e che ha concretizzato l’ennesimo tradimento. Allora? Viva i manager, i professori? Io non ci capisco più un cazzo, beato Cangini che ha le idee chiare. Anche se, visto che abito al nord, quasi quasi mi verrebbe da dire Bravi. Chissà che questi professoroni riescano a spendere bene i soldi che verranno, dopo che i politici hanno dimostrato di non saper spendere neppure quelli a cui avevamo diritto. Sto parlando dei soldi europei non intercettati e non spesi. Peggio di noi solo la Spagna. E che non si dimentichino comunque i navigator in scadenza di contratto, quelli voluti da quel genio di Di Maio, che tanti posti di lavoro hanno saputo promuovere e distribuire. Chiudo, forse con le idee più chiare, viva il Governo tecnico.

  • Stamane su Radio Tre un signore che abita in bassaItalia dice di aver avuto informazioni che “Italia Viva” sta riscuotendo un certo interesse fra politici meridionali, già abituati a cambiare casacca a seconda delle convenienze; e pare che ci siano, dice lui, già contatti con “un colonello” di Renzi -ha nominato Faraone-, per entrare in questo partito vincitore dell’ultima faccenda, il nuovo Governo, a cui manca, bisogna dirlo: um nuovo ministero, composto da una figura competente, di alto profilo: il Ministero dei rapporti con i 5stelle.

  • E l’abbiamo sfangata!
    Alla grande?
    Beh dai, non esageriamo!
    Per uscire dalla crisi di governo (provocata dallo “sgambetto” fatto al Governo Conte-bis, da Renzi con il ritiro-dimissioni delle su Ministre), dopo l’inutile tentativo del Presidente Fico di “rinforzare la maggioranza uscente, il Presidente della Repubblica aveva dato incarico al Prof. Mario Draghi di formare un “…. governo di alto profilo che non debba identificarsi con alcuna formula politica”, centrato su tre temi essenziali : gestire la fine del blocco dei licenziamenti – la campagna vaccinale – il rapporto con l’Europa al tavolo del Recovery.
    Il professore, che aveva accettato l’incarico “con riserva”, non solo in tempi ragionevolmente brevi ha sciolto la riserva, ma ha raggiunto l’obiettivo di formare un Governo che oggi ha giurato nelle mani del Presidente della Repubblica, con la sostanziale adesione (e partecipazione) di tutte le forze politiche rappresentate in Paramento, ad eccezione della sola “Fratelli d’Italia” di Giorgia Meloni.
    Un Governi di “alto profilo”?
    Beh, dai non esageriamo!
    Però, pagato il necessario tributo in ….”nani e ballerine” al rientro nel giro di governo di “Forza Italia” ( e il “titolo” del partito inventato dal già Cav. Berlusconi, degradato a seguito di condanna in via definitiva a quattro anni di carcere, di cui 3 condonati per l’indulto, con relativa espulsione dal parlamento, suona quanto mai sibillino alla luce dei fatti!) la formazione di Governo che il “Drake” ha portato al Giuramento, sia nel modo che nella sostanza (equilibrio sapiente tra “tecnici” e “politici”) da, a mio parere, sostanziose garanzie rispetto al raggiungimento dei tre scopi che stavano alla base dell’incarico datogli dal Mattarella.
    Credo che, considerate le ….”condizioni al contorno”, per ora ci si possa/debba accontentare del risultato raggiunto!
    Personalmente mi piace considerarlo uno step, di un impegnativo cammino, per percorrere il quale o le forze politiche in campo si attrezzeranno in modo responsabilmente e sostanziosamente adeguato, o gli orizzonti della nostra democrazia diventeranno ancor più pericolosamente incerti .
    E che il nome di MARIO DRAGHI sia ricordato legandolo ad un momento di svolta in positivo per la Storia moderna di questo Paese!
    Si vede che sono un ottimista vero?

  • Con Maccalli, invece, ho la chiara idea di non “avere le idee chiare”.
    Però:
    MARIO2, Gelimini, Brunetta, Carfagna, Colao, una “squadra” (uso il termine calcio-berluschista) vincente (occore analizzare da che punto di vista)

    E qui mi limito a rispondere a chi ancora pensa che, se qualcosa “potrebbe forse andare bene”, andrà male sicuramente. Perché l’ottimismo nel cercare di scovare un profumo piacevole annusando un piatto di merda è un esercizio non impossibile, commendevole, ma con infima probabilità di successo.

    Come insegnante mi sento sempre in dovere di essere il più possibile diretto e chiaro, anche se non mi è sempre, ovviamente, chiaro il problema. Questo può indurre a sovrastimare la certezza che mostrerei nella mia esposizione.

    Sono una persona piuttosto insicura perché affetta da una leggera sindrome autistica tardivamente autodiagnosticata. Ciò paradossalmente mi porta, per reazione, a cercare spiegazioni il più possibile, certe. Me ne scuserete. Nessuno è perfetto. L’importante è cercare di capire i propri limiti.

    • Giacomo, era più una presa in giro. Io credo che in un momento confuso come questo credere di avere le idee chiare sia da imbecilli, nonostante lodevoli e ottimistici tentativi. Certo, bisogna chiedersi continuamente il perchè e il percome, anche se prima o dopo le conclusioni si dovranno tratte tra tanti segmenti che mai si compongono in linea retta, ma forse sarebbe pretendere troppo in questi corsi e ricorsi. Anch’io inorridisco di fronte a certi ritorni e alla loro presumibile continuità. Che qualcuno ce la mandi buona, tutto qui.
      Macalli con una c.

    • Caro Giacomo, cercare spiegazioni certe dei pasticci italiani non potrebbe riuscire a darla la tua insicurezza (e la sincerità, dote che hai, che apprezzo), neppure la mia mediocrità, di cui sono consapevole, perché so che arrivo a far ridere i polli; ma il fatto di esserne consapevole, almeno, è segno di sapere qual è il proprio livello (intendo il mio livello), che è basso. Una sincerità, la tua, forse anche la mia, ben diversa da chi crede di avere un intelletto notevole da risultare incomprensibile a tanti essere umani, forniti di un cervello elementare, purtroppo. Almeno so che sono poca cosa e non provoco una pernacchia pazzesca, o far starnazzare anche qualche volatile. Non ho mai conosciuto superbia negli elettricisti, i muratori, nei piastrellisti, gente che per lavoro ho frequentato. C’era chi il lavoro lo sapeva fare e chi no. Il muro è diritto o storto quando lo tiran su. Invece, nelle parole, c’è tanto fumo che non fa arrostire niente, e c’è chi lo scambia per fuoco.

  • C’è chi (Massimo Fini, FQ) la vede anche in questo modo (premettendo “….diceva Andreotti che “a pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca quasi sempre”….) ….”Il Recovery Fund di 209 miliardi, il massimo ottenuto da un paese Ue, grazie a Giuseppe Conte con l’appoggio decisivo di AngelaMerkel, ci è stato accordato il 21 luglio 2020. È da quel momento che il catto-boyscout Matteo Renzi comincia a tirare la corda e a fare il suo sordido lavorio per abbattere Conte.
    Perché quei miliardi facevano gola a molti, banchieri, finanzieri, persone irreprensibili perché vestono in giacca e cravatta e pranzano all’ora di pranzo e cenano all ’ora di cena, partiti, e si sapeva benissimo che Conte può avere molti difetti – io non ne vedo – ma non
    era moralmente corruttibile. Quindi andava fatto fuori. Da qui parte la trama ordita, concordemente,dal catto-boyscout, dal catto-Tatarella e dal catto-banchiere di “altis -simo profilo” Mario Draghi. Questa,secondo me, posso sbagliare naturalmente,è la storia di quel golpe di Stato mascherato che ha portato al governo Draghi…..”.
    Così, per dare un contributo per cercare di avvicinarsi alla comprensione di una “Crisi di Governo” francamente incomprensibile, non solo a un ….paria come me, ma anche a molti titolati commentatori internazionali, atteso il fatto che ( e ritorno al bel pezzo di Fini) “….non si spiegherebbe come l’attuale governo che pantografa sostanzialmente quello precedente tenga insieme tutti, il diavolo e l’acqua santa, però con la decisiva esclusione di Conte (oltre che, per ovvi interessi berlusconiani, di Bonafede).
    Sia chiaro, non è che personalmente io sposi il “teorema” di Massimo Fini, ma non nego che abbia una sua logica con la quale illuminare comportamenti altrimenti oscuri assai di non pochi personaggi e ….interpreti!
    Il tutto in un contesto che pare abbia definitivamente abbandonato, anche per i “colpi di stato” (l’ho messo tra molte virgolette!) cruente, logiche di violenza, magari stragista (magari di ….Stato!) in favore di azioni più “soft”, più civili, più raffinate, anche se non meno spregevolmente deprecabili!

  • Marino, qui ognuno porta il suo contributo e se trova interlocutori inizia un confronto, una discussione, altrimenti il discorso decade. Non succede niente e nessuno giudica, almeno in questa fase di Cremascolta. Non è obbligo intervenire se proprio il tema non interessa. A meno che non voglia dettare tu la linea editoriale.

    • Io non detto un bel niente; esprimo la mia opinione. Se vuoi discutere, dialogare, per me puoi dialogare con chi ti pare, e pure superare in risposta, in lunghezza, il Paracelso. Ma hai ragione, il mio sarcasmo può disturbare. È un peccato essere sarcastico con certa roba che mi capita di leggere: i camion di morti in fila a Bergamo che qui si è scritto che era una notizia costruita; il complotto giudaico di Soros, e le parole su Liliana Segre; l’esoterismo, i dischi volanti. E ora il Paracelso accoppato, breve come un tir di Scottex, poi pure chiaro, comprensibile. Tranquillo. Non ti succederà altra irritazione.

  • A costo di essere ….giudicato banale, direi di stare calmi.
    Su “Parac ……elso” personalmente (ma anche come redattore) ho espresso con un commento mirato il mio parere.
    Per il resto, cioè quanto al blog (questo e non altri) questa e’ un piazza aperta, nessuna censura ( a meno di conflitti con i codici, ovviamente ) e massima libertà nei commenti.
    CremAscolta vive, continua avivere di …..vita propria, in totale libertà!

  • Con tutta la calma. Marino, sarcasmo o livore? Che poi da dizionario sono la stessa cosa!
    L’ironia sarebbe altra cosa.

  • Ivano dice che il mio sarebbe livore, che in lingua italiana, che lui conosce bene sarebbe una sorta di rancore velenoso, o invidioso. Invidia per chi? Per quelli bravi certo, che sanno scrivere, e scrivono con rispetto per chi legge. Invidio sempre le qualità altrui; quelle vere però. Le mie opinioni velenose ti disturbano? Ti rispondo per l’ultima volta, poi stacco, e ti lascio a scoprire l’assassino di Paracelso, roba che t’intriga assai, ed è un tuo diritto divertirti. Ognuno si diverte come gli pare.

    • Non ti ho mai visto così ironico, altro che livore.
      Intanto, nonostante gli abbia dato corda perché mi incuriosiva il suo schema filosofico (ognuno di noi ne ha uno, anche il più assillato da bisogni primari) alla fine le pulci le ho dovute fare io al Sig. Merlo.

  • Non so se può interessare, ma in questi giorni in cui ho sempre sentito di “questo salvataggio”, soldi che arrivano, “ristori”, le aziende non “sane” che bisogna farle fallire, adesso anche Gentiloni che fa il contralto al Drago Salvatore. Poi anche il capo di Bankitalia che si arrapa e spera in un euro eterno, amen.
    Ma ho pensato: ma che cazzo devono salvare? Io, a parte un po’ di persone in difficoltà pre-Covid, a Soncino di gente che ha bisogno di “essere salvata” non ce n’è.
    Sì, un po’ di disoccupazione giovanile, ma quella la risolvi mollando un po’ sull’entintà delle previdenze sociali.
    Se non mi costasse 50.000€/anno un operaio lo prenderemmo subito.
    Sai qui in campagnana quanto lavoro (lavoro!) c’è da fare? Dateci la PAC al posto che spostare il pagamento di sei mesi. Anzi non dateci la PAC e smettetela di importare grano al glifosate dal Canada. Poverino. Draghi lo saprà?
    Sai, tutto il patrimonio culturale, che abbiamo tra Soncino e Crema e limitrofi, che marea di lavoro (lavoro!) che poi verrebbe recuperato sul turismo, ci sarebbe.
    Ma se per diserbare le mura del Castello ci si mette tre anni di “studi” e burocrazia, non fai più niente.
    Se butti giù le mura di cinta delle cascine secentesche sulla vecchia strada di Bergamo e non sai nemmeno che quella è la vecchia strada imperiale…. allora da cosa ci deve “salvare” Draghi, dalla nostra stupidità? Sarà un po’ difficile poverino.
    Non riuscirà a convincere senatori soncinesi a non frequentare Club “Amici dellAzerbaijan” in piena crisi climatica.
    No Draghi non ci riuscirà, mi dispiace.
    Siamo noi che “dobbiamo salvarci”.
    Scusate il disordine mentale, brainstorming. Ma io riesco a raccontare ciò che vedo.

  • Lucia Borgonzoni, sottosegretaria alla Cultura è il segno, credo, di un governo del cambio di passo. Leghista seria, cioè convinta, probabilmente che le le armate del popolo che scenderebbero dalla Val Camonica, Val Sanguigno non si gonfierebbero di polenta e luganighe prima di arrivare a Roma, ma farebbero, come lei, una sorta ristoro con un bel libro in mano, leggendo, e più di questo, guardando le figure, quelle di Motociclismo, Caccia e Pesca, Formula Uno, che non sono libri, ma solo gli imbecilli radical-chic leggono ancora i libri, vogliono la Treccani a fasciare i salotti, e poi comprano il Suv. I leghisti seri, sognano Suv e sanno tutto sui Suv, che serve altro sapere? Non venite a dirmi che la Borgonzoni perché non legge un libro da tre anni, è esperta solo di taglio e cucito, di punto svizzero? Siete proprio dei radical-chic. Lei sa dei Suv, e’ donna moderna e sgobba, mica è una fannullona come i radical-chic che vanno alla ricerca del tempo perduto. Che la menano con Proust. Finalmente un cambio di passo.

  • Sono rimasti due i quotidiani italiani con la schiena dritta. Il Fatto Quotidiano, e Domani. Repubblica che ha perso Saviano e Attilio Bolzoni è un giornale ingessato, un barcone incagliato. Resta solo Michele Serra, e pochissimi altri, ora che Ceccarelli è in pensione anticipata, che val la pena leggere. Repubblica ha perso pure Piero Ignazi. E oggi Travaglio ha scritto un articolo mirabile sui sottosegretari del nuovo Governo. Travaglio e il suo sarcasmo. Chi è bravo come lui come cronista di fatti e misfatti italiani?
    “Domani”, diretto da Stefano Feltri ha rubato Enrico Fierro al Fatto Quotidiano, e Fierro è un’autorità sulle Mafie; e pubblica eccellenti “pezzi” di Enrico Deaglio, uno dei migliori giornalisti in attività, nonostante la vicenda di Piazza Fontana, Pinelli, Lotta Continua. Fossi figlio di Luigi Calabresi, fossi Mario Calabresi non so se leggerei Deaglio con lo stesso approccio disinteressato. Ma Deaglio è un fior di cronista, anche lui scappato da Repubblica, come il grande Bernardo Valli.

    • Si Marino d’accordo, sono in sinonia!
      Una precisazione, per amor di verità: l ‘” articolo mirabile sui sottosegretari del nuovo Governo” scritto da Travaglio, è il “fondo di ieri” sul FQ, non di oggi!

  • Sarebbe anche interessante conoscere dei vari giornali, oltre alla posizione della schiena, anche l’importo percepito da noi cittadini, sia sotto forma di contributo pubblico diretto, sia sotto forma di notevoli prestiti garantiti da strutture pubbliche nonostante il forte disavanzo economico della testata nell’esercizio precedente.
    Il finanziamento pubblico all’editoria, per fortuna dei contribuenti italiani, non è più quello di una volta.
    Ma sarebbe interessante andare ad approfondire pure questo aspetto.
    Certo, il valore maggiore o minore dei giornalisti e dei loro articoli a volte può anche prescindere dal “chi paga”. Ma forse completare il quadro della situazione anche in questo senso darebbe maggiore comprensione delle cose e dei fatti. Oltre che dei collegamenti politici e partitici.
    Tornando invece al post di Francesco, mi pare che sarà solo da questi prossimi mesi di marzo e di aprile che potremo farci un’idea meno vaga di quello che succederà d’ora in poi in Italia con il governo guidato da Mario Draghi. E questo in politica interna così come in politica estera.
    Le prime avvisaglie sono ancora di incerta interpretazione.
    Personalmente, sono sempre stupito del fatto che Mario Draghi abbia accettato un simile incarico dal Presidente della Repubblica. Vedremo che cosa succederà nei prossimi mesi.
    La bacchetta magica non ce l’ha nessuno. Soprattutto in questa Italia di oggi.
    Però tra il distruggere e il costruire qualche differenza ci dovrebbe essere. Chissà che qualche mattone venga messo al suo posto, invece che buttato giù come al solito. Stiamo a vedere. La speranza è l’ultima a morire.

    • Un “mordi e fuggi” (saremmo un tantinello “fuori tema”!) per dare una risposta veloce alla domanda che si pone Pietro:

      Dati da “il Post” aggiornati al lunedì 23 Dicembre 2019
      La legge sui contributi esclude tutti i grandi quotidiani nazionali, come Repubblica, Corriere della Sera e Stampa. Ma ci sono alcune eccezioni per i quotidiani di medie dimensioni, per esempio Avvenire e Libero (!). I grandi gruppi, e tutti gli altri, usufruiscono invece dei contributi indiretti alla stampa, per esempio gli sconti sull’acquisto della carta. Anche questi contributi si sono ridotti moltissimo nel corso degli anni e oggi ammontano a pochi milioni di euro. Quasi tutti i grandi gruppi editoriali sfruttano questa forma di contributi, anche se non sono particolarmente rilevanti per i loro bilanci. Nell’ultimo bilancio del gruppo RCS, che pubblica il Corriere della Sera, i contributi sono indicati allo 0,5 per cento del totale dei ricavi.
      Il finanziamento diretto all’editoria, invece, ha uno scopo più preciso e limitato: sostenere il pluralismo dell’informazione aiutando in particolare le piccole testate locali, quelle delle minoranze linguistiche e quelle indipendenti, come in teoria dovrebbero essere quelle edite da cooperative di giornalisti. Un tempo i finanziamenti sostenevano anche i giornali di partito, ma quest’aspetto della legge è stato soppresso. In tutto sette tipologie differenti di periodici e quotidiani hanno diritto ai finanziamenti.
      1. Cooperative giornalistiche che editano quotidiani e periodici;
      2. Imprese editrici di quotidiani e periodici il cui capitale è detenuto in misura maggioritaria da cooperative, fondazioni o enti senza fini di lucro;
      3. Enti senza fini di lucro ovvero imprese editrici di quotidiani e periodici il cui capitale è interamente detenuto da tali enti;
      4. Imprese editrici che editano quotidiani e periodici espressione di minoranze linguistiche;
      5. Imprese editrici, enti ed associazioni che editano periodici per non vedenti e ipovedenti;
      6. Associazioni dei consumatori che editano periodici in materia di tutela del consumatore, iscritte nell’elenco istituito dal Codice del consumo;
      7. Imprese editrici di quotidiani e di periodici italiani editi e diffusi all’estero o editi in Italia e diffusi prevalentemente all’estero.

      Saldo contributi 2018, lista pubblicata dal dipartimento a marzo 2020.
      Contributi superiori al milione di euro.
      Dolomiten € 6.180.000,00
      Famiglia cristiana € 6.000.000,00
      Libero quotidiano € 5.541.745,16
      Avvenire € 5.451.479,93
      Italia oggi € 4.000.490,29
      Il manifesto € 3.057.842,25
      Il quotidiano del sud € 2.950.525,49
      Primorski dnevnik € 2.657.618,19
      Cronaca qui.it € 2.331.794,13
      Corriere romagna € 2.260.930,92
      Il Foglio quotidiano € 1.779.160,18
      Editoriale oggi € 1.591.851,45
      Il cittadino € 1.439.893,69 [Lodi]
      Cronache di € 1.365.123,00
      Quotidiano di Sicilia € 1.082.497,93
      Die neue sudtiroler tageszeitung € 1.027.275,70
      Il sito specializzato Datamediahub, ad esempio, scrive che osservare più severamente i criteri di finanziamento ha portato quest’anno all’esclusione di quotidiani come il Foglio e Italia Oggi, che utilizzavano «pieghe legislative per ottenere contributi». Libero, un altro giornale che ha ottenuto decine di milioni di euro di finanziamento anche se a prima vista non appartiene a nessuna delle categorie sopraindicate (è ancora in corso una complicata vicenda giudiziaria su questo caso), è invece riuscito a ottenere un cospicuo finanziamento nel corso del 2018.

      Secondo Datamediahub, i dati sul finanziamento pubblico di quest’anno mostrano che la situazione in Italia sta lentamente migliorando, ma che i finanziamenti sono ancora troppo concentrati. Inoltre, su cento testate finanziate, le prime dieci assorbono metà dei finanziamenti e le prime tre (Dolomiten, Avvenire e Libero) ne assorbono quasi un quarto .

    • Grazie, Francesco, davvero molto interessante.
      Sapevo solo di Avvenire, Libero e il Manifesto.
      Colpisce la parte localistica, a partire da Dolomiten.
      E il fatto che un quarto dei finanziamenti finiscano alle prime tre testate.

    • “Finisca” alle prime tre testate.

  • Segnalo anche il racconto sui sottosegretari di Concetto Vecchio, che non so se è uno pseudonimo, su Repubblica di Venerdì 26.

  • Grazie Franco per la ricerca sulle “testate”. Tutte cose nuove per me, animale tra animali (letteralmente).
    Per me sapere che un giornale come Famiglia Cristiana prende 6Mil.€/anno, è stato propro come prendere una “testata”, ma di spigolo.
    – Quanto, in generale, alla qualità della nostra “stampa”, lo si è visto in questa circostanza dememzial/ipocondriaca a Reti Unite.
    – Di segno opposto la questione della censura, cioè lo sforzo, anche onerosamente economico specialmente sulla Rete, a zittire chi dice qualcosa che non sia: “amo Draghi sopra ogni cosa”, piuttosto che “attenzione alla 12esima ondata nel giugno del 2023” oppure “aumento dei casi dopo il mercato del giovedi, spostati i banchi del formaggio”, “aumenti della fertilità di coppia dopo del MES” e roba del (de)genere.
    La Task Force contro “la Propaganda d’Odio”.
    Come quella che faccio qui, adesso per esempio, solo perché non mi “allineo”.

    Già perché se, a tavola, dico che la polenta mi piace un po’ più dura, è evidente che “odio” chi l’ha cucinata.
    Ahhh il dissenso è pericoloso!!!… e anche “mal-educato”, bisogna “ben-educare”.
    E mi fermo.

  • Ha ragione Pietro Martini, e alla grande, quando dice che non c’è solo la schiena diritta, ma è giusto sapere quali giornali prendono anche il nostro contributo, per tirare avanti. Nonostante siano molti i anziani, anche accompagnati dai genitori ancora più anziani, che acquistano “Libero”, ho letto che il contributo, per un certo periodo, ora spero non più, veniva dato in base alla tiratura, non alla vendita delle copie. Ottima la precisione dettagliata di Francesco che aiuta a spiegare chi fa il finto tonto e incassa i danari e i denari, pur stampando un giornale che leggono quattro gatti.

  • Non ha torto Ivano, Concetto Vecchio sembra uno pseudonimo, ma è un bravo cronista di politica e di costume, che tratteggia profili, e inteŕvista con spunti anche al vetriolo, dedicati all’Italietta politica. A Repubblica, dopo che se n’è andato Antonello Caporale al “Fatto”, dopo il pensionanento di Ceccarelli (oggi, collaboratore occasionale), Vecchio fa coppia con Francesco Merlo ex-Corriere della Sera, cronista titolare delle note di costume (purtroppo Natalia Aspesi è molto vecchia, e non va più neppure in vacanza nella sua casa di Montemarcello). Merlo è stato autore di una grossa litigata giornalistica con Travaglio, quasi velenosa come quella di Beppe D’Avanzo con Travaglio, quest’ultima che andò avanti per giorni e giorni, mancava solo il duello con le pistole.
    Purtroppo i cronisti di costume sono sempre meno, e non si chiamano Aspesi, Ceccarelli, Ennio Flaiano, Guido Quaranta. E Sandro De Feo, figura dimenticata, che fu anche sceneggiatore come Flaiano e di cui è stato pubblicato un bel libro di racconti dedicato alla Roma del tempo di Fellini, Mastroianni “La Giudia”.

  • Faccio mia la conclusione del bel pezzo “Il potere di supermario: far ingoiare tutti i rospi indigesti (pure il dpcm)” di VERONICA GENTILI sul FQ di oggi:
    “Che alla fine il destino di questo governo istituzionale, di unità nazionale o dei migliori che dir si voglia, sia di fare buona parte di quel che avrebbe fatto il governo precedente, ma senza tutto il rumore di fondo? Staremo a vedere.”
    Si, staremo a vedere …..e che altro se no?
    I “duri” hanno cominciato a “giocare”!

  • Associo due informazioni che mi hanno colpito:
    1) https://www.affaritaliani.it/politica/paese-affidato-a-un-banchiere-e-a-un-generale-una-repubblica-delle-banane-726079.html?ref=rss
    2) prego notare il tono, la postura e l’intimo convincimento: https://www.youtube.com/watch?v=vtPKWyK2nHU

    Se c’è gente che sulla TV nazionale dice e lascia dire queste cose, io non capisco chi sostiene ancora che “non si debbano prendere scorciatoie”. A me sembra con assoluta evidenza che sia l’esecutivo a “PRENDERE SCORCIATOIE”.
    Ma forse attribuiamo al termine “scorciatoia” significati diversi.

    Sono veramente preoccupato. Stiamo valicando ogni limite della decenza.

  • Giacomo, in un commento ….qui sopra del 15 Febbraio, dopo aver riportato un brano di un articolo di Massimo fini su FQ, io scrivevo: “….Sia chiaro, non è che personalmente io sposi il “teorema” di Massimo Fini, ma non nego che abbia una sua logica con la quale illuminare comportamenti altrimenti oscuri assai di non pochi personaggi e ….interpreti!
    Il tutto in un contesto che pare abbia definitivamente abbandonato, anche per i “colpi di stato” (l’ho messo tra molte virgolette!) cruente, logiche di violenza, magari stragista (magari di ….Stato!) in favore di azioni più “soft”, più civili, più raffinate, anche se non meno spregevolmente deprecabili!
    Oggi, Travaglio inizia il fondo sul FQ che titola “VOGLIAMO I GENERALI” con queste parole: “Mancava giusto un bel generale, per far capire anche ai più duri di cervice il senso dell’Operazione Draghi. E il generale, anzi supergenerale Figliuolo, è puntualmente arrivato subito dopo il superbanchiere, i supertecnici e il superpoliziotto Gabrielli.”

  • “VOGLIAMO I GENERALI” suona malissimo. Non ho letto l’articolo, ma rimembranze non democratiche vengono subito alla mente: la Grecia dei Colonnelli, i militari in Mjanmar, l’ America latina di qualche dittatura fa, la Spagna di Franco… Sarebbe bastato titolare: VOGLIAMO I COMPETENTI. Fatto fuori Arcuri, che però all’Europa piaceva, chiacchierato, ma non mi pare ancora inquisito, Figliuolo ha avuto il beneplacito di Lega, Fratelli d’Italia e ovviamente anche di Renzi, l’ha già nominato anche Marino, quello del nuovo e “auspicato” rinascimento arabo/saudita. Va bene, anche Chiara Saraceno e Cottarelli. Boh!

  • Credo comunque che a Travaglio questa nomina sia indigesta. E’ così?

  • Francesco, come un allocco ho equivocato. E’ ovvio che a Travaglio non piaccia Figliuolo. Come non gli piace tutta la compagine governativa ramazzata per accontentare tutti, non tanto i Ministri, ma con i sottosegretari abbiamo assistito alla solita spartizione partitica. Naturalmente se il logista funzionasse saremmo contenti tutti. Ieri per la prima volta ho sentito programmare anche per gli over 65. Almeno in questa fase, si spera, preludio o speranza di tempi migliori.

    • Si Ivano, purtroppo la vicenda dei Sottosegretari è la “fotografia” del male oscuro, profondamente annidato nei nostri partiti politici!
      La speranza (ops!) è che alla “strana coppia” Grillo/Conte riesca ….”mutazione” dei 5*, da movimento di protesta (vaffa) a Partito progressista degli ….”onesti”.
      Mi sento quasi “parte in causa”: qualcuno ha accostato questo possibile nuovo asset al Partito Repubblicano, ed io a qual Partito, ai tempi, avevo dato davvero molto!

  • Perchè in molti pensano ad uno sbilanciamento a destra del baricentro, con l’uomo indivisa, ma stamattina leggevo una considerazione che mette d’accordo tutti: la sostituzione di Arcuri, invitato poco elegantemente a presentare le dimissioni, prima di un nuovo decreto, non sarebbe stata come la sostituzione di Speranza, espressione del centro-sinistra, ad esempio, che è un Ministro. Arcuri era un tecnico come lo è Figliuolo, del resto l’esercito ha sempre lavorato in calamità naturali insieme alla Protezione civile, quindi niente di nuovo sotto il sole. Anche se da alcune lettere ai giornali leggo qualche preoccupazione o dissenso per questa nuova nomina. Del resto una parola programmatica e molto gettonata in queste poche settimane di Governo Draghi non è forse “transizione”? Vedremo verso dove, oltre l’ecologia.

  • Ci tenevo a offrire la possibilità di SINTETIZZARE le due informazioni. E mi “piaceva” (si fa per dire) porre l’attenzione sulla foga e sicumera con cui il giornalista col fazzolettino nel taschino, parlava di necessità della “manu militari” (dove “manu”, ablativo complemento di mezzo, non è il diminutivo di Manuela).
    Le due cose viste insieme sono più allarmanti delle singole viste separate.
    Perché dipingono una condivisione più ampia, con la rete tv principale che, quelle cose, le “fa” dire.
    Non so se mi spiego.

    P. S. :
    Appreso poco fa :
    “Tokjo rifiuta i tamponi anali cinesi”. Giapponesi schizzinosi.
    Preparatevi italiani!
    Daltra parte un tampone in gola o nell’ano che differenza fa?!
    Visto che i tamponi sono lo strumento potenziometrico che regola la gravità della pandemia, “inchiniamoci”.
    In fondo è una “variante” che può essere piacevole, tenuto conto del diametro del cotton fiock.

    https://go.byoblu.com/VariantiStefanoScoglio

  • Il partitino Cremasco del PD, con la sua sindaca Stefania Bonaldi ha detto che sono surreali le dimissioni di Zingaretti, in piena pandemia. Surreali? In un partito poltronaro, dove quelli renziani soño lì a tramare, per spingere il Pd ad allearsi con Forza Italia, piuttosto che i 5stelle, Zingaretti non ne poteva più di mediare con questi qui. Surreale è ricordare il sorriso della sindaca vicino a Renzi, suo segretario di partito che voleva farne una cosa che con la sinistra c’entra niente. E la sindaca lo avrà detto, allora, a Renzi? Avrà detto io la mia foto con te non la faccio perché sarebbe come farla con il Cavaliere, Nicole Minetti, la Boschi? Ma va la’.

  • Assolutamente d’accordo con te. Renzi sin da subito rivelò la sua carica eversiva. E quei gulotti che gli credettero cosa dicono ora? Nessuno di più lontano dalla sinistra…e dalla “correttezza istituzionale/costituzionale” di questo elemento classificabile benissimo. Ed elencare le sue maleffate che tutti conoscono è tempo perso, da rottamatore iniziale a Letta, dal referendum allo sgambetto a Conte, fino alla sua passione “saudita”, magari per soldi, ha il mutuo della villa sulle colline fiorentine da pagare, alle dimissioni di Zingaretti, e qui il Pd tutto ha enormi responsabilità con tutte le sue correntine, sperando che una bella legge elettorale proporzionale, con uno sbarramento poco superiore ai numeri soliti, prima di nuove alleanze strumentali per soddisfare la suo narcisistica bramosia di potere, sia sufficiente a farlo fuori prima. Vada a far carriera in Arabia Saudita. E’ persona grama Renzi. Però mi pare che Stefania Bonaldi sia stata molto critica verso le sue ultime mosse. Forse si è ricreduta. Mi sbaglio? E posso riportare una battuta social dopo il ricevimento di busta con pallottole? Sarà stato il suo insegnante di inglese!

    • Quello che tu scrivi è tutto giusto, almeno per me. È possibile che la Bonaldi si sia ricreduta su Renzi. Del resto non si può dire che molti piddini, ex-pidiesse, ex-comunisti-va bene tutto-ma-mai-socialisti-anche-se-loro-hanno avuto-ragione-e-i-comunisti-torto-marcio, ex-democristiani-sfoglia-margherita, sono campioni nel cogliere la realtà, nel capire la società e gli individui. Ci arrivano spesso in ritardo. Perché? Non lo so. Forse perché le persone migliori non fanno più pratica politica, e le mezze tacche, i mezzi cervelli sono il massimo di cui dispone la politica locale e nazionale.
      Come ho già scritto, anni fa, quando Renzi divenne da poco segretario del PD, incontrai la Bonaldi in un rifugio in alta montagna, e le dissi che era una vergogna che un personaggio del genere, Matteo Renzi, fosse stato eletto segretario di un partito che ancora diceva di essere partito di sinistra. Lei sorrise e stop.Arrogante come pochi politici, Renzi, ha il linguaggio da primo della classe del corso di campeggio; ricordo manifesti per Firenze, lui in bicicletta e citazione da Giorgio La Pira; svelto a tuittare, come se ciò fosse un punto importante; e non una parola ostile verso Berlusconi. E al PD andava tutto bene, a parte qualcuno che poi se n’è andato via. E quando Renzi maltrattava i sindacati, la Cgil, e incensava Marchionne, la Bonaldi e C. hanno protestato ad alta voce? Hanno minacciato le dimissioni? Gli hanno detto:vattene perché tu sei di sinistra, come io sono socialista di primo Novecento e piuttosto di arricchirmi mi spoglio di tutti gli averi per la causa del proletariato?

  • Raga, nn sto a ripetere le cose che avete ben detto voi, con le quali, cose, concordo.
    Mi piace invece sottolineare il delizioso “gullotti” usato da Ivano!
    E’ italianizzazio del “gulot” dal dialetto cremasco. Azzarderei un etimo da “gula’ “, volare, dei ….”nuelot” che non hanno ancora imparato a volare, salltellan per l’aia, e sono facilmente vittime dei predatori che ne fanno un sol boccone!!!

    • Non sapevo del “gulot”. Ho imparato qualcosa. A proposito: mia madre a volte mi diceva: va a faas ciaaa! Credo: vai a farti chiavare? O forse fregare? Penso la seconda cosa.
      Credo che al Pd molti la pensino come il mio collega in ferramenta molto bigotto e di Comunione e Liberazione: i panni sporchi si lavano in casa propria. Mai parlar male di qualcuno davanti agli altri. Chiudere la porta prima di criticare il proprio partito. Ecco cosa voleva dire, forse, quel “surreale” termine che il mio collega più terra terra mai avrebbe utilizzato.

    • Ricostruzione etimologica ineccepibile. Bravo Francesco, anche se per me é meglio gulotti con un l.

  • Marino, il fatto è che quelli del Pd non sono molto furbi. I panni sporchi non li lavano in casa. Nell’aria da tempo, e non velato, l’attacco a Zingaretti.

    • Ma certo Ivano: “gulotti” con una l sola! Mi sono fatto prendere …dall’entusiasmo!

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