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GIORGIO CINCIRIPINI

COVID-19: la prima pandemia della Era Antropocene

Antropocene è una ‘nuova’ era geologica (ancora non formalmente e globalmente accettata) che dovrebbe partire dalla rivoluzione industriale in poi. Ovvero dal ‘momento’ in cui l’Uomo ha cominciato ad incidere sulla evoluzione della Terra … ovviamente in senso negativo.

 

Vi rimando ad un articolo del Prof Ernesto Burgio, un grande ricercatore e docente,  fondatore dell’ISDE Italiana, ovvero dei Medici per l’Ambiente,  articolo pubblicato su Wall Street Journal    .

 

Alcuni stralci:

 

possiamo dire con assoluta certezza che questa è la prima grande pandemia dell’Antropocene:

non si tratta di un evento isolato e accidentale, ma di un episodio particolarmente drammatico di una malattia cronica e rapidamente progressiva che colpisce l’intera ecosfera e soprattutto la biosfera e le catene alimentari e, di conseguenza, l’intera umanità.

Non ha quindi senso pensare di affrontarla solo con farmaci e vaccini, che purtroppo è quello che stanno facendo i paesi occidentali più ricchi e potenti – non a caso, gli stessi paesi che non vogliono riconoscere e affrontare la crisi ecologica, climatica e biologica globale che loro stessi hanno causato.

 

 

A questo punto non ci resta che sperare nel successo della grande “sfida” della scienza e dei sistemi economici occidentali di mettere in campo a tempo di record piattaforme vaccinali di fatto sperimentali (vaccini a RNA, adenovirus ricombinanti) e allo stesso tempo sicure e in grado di indurre abbastanza rapidamente e a livello globale l’immunità di gregge contro la SARS-CoV-2 (cosa che, secondo le stesse multinazionali che producono i vaccini, difficilmente si potrà ottenere), per evitare altri milioni di morti e il collasso di interi sistemi sanitari ed economici.

Tuttavia, dobbiamo sottolineare che anche per il successo delle campagne di vaccino-profilassi di massa, è urgente e necessario a breve termine implementare strategie di contenimento delle catene di infezione e sistemi di tracciamento e monitoraggio; a medio-lungo termine, è necessario rafforzare l’assistenza sanitaria di base e preparare una trasformazione radicale dei sistemi sanitari, che devono essere ri-orientati in termini di promozione della salute e prevenzione delle malattie sia acute/infettive che croniche/non trasmissibili.

 

 

Leggere l’articolo che sviluppa con la sua consueta chiarezza questi temi.

GIORGIO CINCIRIPINI

23 Mar 2021 in Ambiente

47 commenti

Commenti

  • E come si fa a saperlo? Sono grandi questioni. Le “trasformazioni radicali”, sono slogan, sono parole. Si faranno passettini, tuttalpiù, avanti o indietro. A furia di sentire grandi parole, grandi discorsi: riconvertire, nuova transizione, la pandemia è una grande occasione, un nuovo modello di sviluppo, ad Alberto Sordi, forse gli scapperebbe un peto, una scoreggia. Intanto una buona notizia c’è: si è vaccinato Andrea Scanzi, che ha più di ottant’anni, ma non li dimostra, fa la morale in tv, vestito da rockettaro, e dice cose intelligenti, ma ha l’occhietto svelto; e io che sono figlio di gente di campagna, venuta dalle Brede, dai polli e conigli di cortile di San Bernardino, ho diffidenza nel naso che cosi mi è cresciuto tanto il naso, e con uno come Scanzi non ci metto la mano sul fuoco, nonostante dice spesso tante cose belle con cui vado d’accordo. E mentre in Italia Draghi papa’: il Migliore, la Provvidenza stoppava giustamente il vaccino anglo-svedese per farlo controllare meglio (una mano non lava l’altra, ma controlla l’altra se non ce la fa), Draghi figlio si vaccinava nel contempo con lo stesso vaccino a Londra. Che storia! E poi questi figli di papà che non vanno mai nelle cittadine a vivere; sempre in cittadone: chissà perché: ci piacerà il traffico, il trambusto). Che mondo difficile e furbetto.

  • Ma Andrea Scanzi non ha 47 anni?

    • Così mi pare. Mi sembra che c’entri la storia dei vaccini residuali. Lui, Scanzi, se sbaglio ditemelo, è uno che viene dal motociclismo, seguiva i granpremi: uno scattante, mica va con la bicicletta come te Ivano, che sei un passista. E quindi, alla prima occasione: qui è avanzato un vaccino, lo butto? Ha acceso la Suzuki, l’Honda e via a sgommare. Mi ricorda quel comico, spalla di Arbore che diceva: meglio avere due pensioni che una. Perché? Una sopperisce alle manchevolezze, alle spese dell’altra. Mettere il fieno in cascina, anche se lo trovi instrada. Un detto che va oltre la morale dei dopotiggi.

  • Sto affrontando i “mali dell’antropocene” a 360°, da brivido, ma restiamo al virus, e mi limito a uno stralcio da un contrinbuto di studio inviatomi da Silvestro sul calcolo dell’R0 ed Rt (roba seria quindi): “La speranza è che “avremo strumenti più solidi, in modo che quando arriverà la prossima epidemia, questa roba sarà una cosa in meno di cui preoccuparsi”. Capito? LA PROSSIMA, e non lo dico più solo io, con la gente che mi fa le corna o si gratta le orchidee alle spalle!
    E’ solo parzialmente esatto che si tratta della prima pandemia dell’era antropocene, perché la Spagola (H1N1) allora cosa fu?
    Il problerma è che se si stipano insieme uomini e altri animali succede automaticamente. Ho pubblicato qui le mie conviznzioni sull’epidemia della guerra di Troia? Trovo probabile che sia stata un’infezione da virus H3N8 o H7N7, trasmesso dai cavalli: ” Prima i giumenti e i presti veltri assalse, poi le schiere a ferir prese…”, questo perché uomini e cavalli erano amassati insieme, e il vettore dell’epoca era il cavallo, come è il porco ora.
    Il probelema è che il mondo attuale è un unico accampamento acheo, quindi ne arriveranno con frequenza sempre crescente, fin quando non sfoltiremo e non lasceremo spazio e aumenteremo la distanza con la natura non antropizzata (i selvatici sono portatori sani con gran frequenza).
    Ma un compromesso temporaneo si può trovare grazie alle difese sempre allertate: laboratori perennemente in allarme, come se fossero i vigili del fuoco. Ma credetemi, questo mondo è ammalato di PIL e sovrappopolazione umana e di animali domestici prima che di virus!

  • “Povero Andrea, si sacrifica per i genitori e tutti a dargli addosso. “Quella vaccinazione da caregiver, ovvero come lui stesso ha spiegato come persona che si occupa dei genitori anziani fragili, è stata come un boomerang. Che ha provocato un vespaio di polemiche travolgendo Andrea Scanzi, giornalista, opinionista e volto noto della tv. Non solo il web si è messo a ribollire dividendosi tra chi giudica un abuso la scelta di Scanzi (i genitori non sembrano così vecchi e disabili, ha scritto qualcuno con tanto di foto) e chi invece lo loda per coraggio e trasparenza, ma adesso sul caso c’è anche un’indagine della procura di Arezzo diretta da Roberto Rossi, lo stesso magistrato del caso Banca Etruria. Per ora c’è solo l’apertura di un fascicolo conoscitivo. Non sono stati ipotizzati reati e tantomeno inviati avvisi di garanzia. La decisione dei magistrati toscani è stata presa dopo un’informativa dei carabinieri e adesso si vuole capire se le procedure seguite nella vaccinazione del giornalista siano state corrette.”

    • Ragazzi, ma, sentito il diretto interessato, Andrea Scanzi, pare proprio che la narrazione non corrisponda alla vostra, Marino e Ivano! E pare anche siano partite denunce, a partire dalla diletta Maria Elena!
      Certo è che Andrea Scanzi è personaggio social/mediaticamente esposto assai e non propriamente gradito al main stream ed allora si “creano” le occasioni buone per ….tirargli le pietre!
      I dislike!

  • Anche Morra nel mirino. Ma insomma, lasciamoli in pace questi vip. Senza di loro il mondo della politica e dell’informazione cosa farebbe?

    • È possibile che non ci siano reati. Ma è giusta l’indagine. Purtroppo, un giornalista televisivo aggiunge alla notorietà anche altro, e sconta, riceve anche valanghe di antipatia, e se commette passi falsi, paga dazio. Fossi stato in lui, non l’avrei fatto il vaccino,comunque. Ci avrei pensato più e più volte.

  • Approfitto di questo spazio per una buona notizia: “Giudice sospende dallo stipendio dieci sanitari: non si erano vaccinati… Il fatto a Belluno” Da DottNet.
    E a Crema so di reticenti che hanno abbassato la cresta.

    • Fauci sostiene che Astra Zeneca non fornisce dati sufficienti sul vaccino. Chiede ulteriori approfondimenti. Intanto viene somministrato. Capirai Adriano che qualche dubbio viene. E ritorno sulla sfiducia verso politica e scienza. Nonostante i proclami navighiamo ancora a vista. Capisco le perplessità, le paure che aumentano invece che diminuire. Sull’obiezione di coscienza andrei piano a lanciare anatemi. Anche se poi prevarrà il buon senso che non esistono altre possibilità di uscita. Ma io rimango convinto di una cosa: nella programmazione avrei dirottato i vaccini sui giovani, non sui centenari.

  • I ritardi delle vaccinazioni, il caos, e certe informazioni sui “vaccini residui” provocano tentativi di saltare la fila, oltre i timori, aktro problema, con addirittura sanitari che non si vaccinano. Ha fatto bene il giudice di Belluno a sospendere lo stipendio a quei sanitari. Ma aspetta a esultare caro Adriano: in Italia si fara’ opposizione alla sospensione; i giornali della destra politica invocheranno l’attacco alla libertà di scelta; interverranno gli avvocati; sarà sguinzagliato un cronista per sapere dettagli sul passato giovanile del magistrato, o altro; dipende che appoggi politici questi sanitari hanno a Belluno. Potrebbe intervenire il governo leghista regionale a fare pressioni, dicendo che mancano i sanitari comunque, e non si possono sostituire. E alla fine, non mi stupirei se verra’ loro ridato lo stipendio, gli arretrati e gli interessi. Sei un ottimista.

    • Ivano, la faccenda è imbarazzante, mi pare. E mi scuso con Giorgio, sono fuori tema. Mi scuso. Ma è la prima volta che devo difendere Maria Elena Boschi. Non sopporto i faziosi e i tifosi della politica. Sul blog delle “Sardine” hanno detto che la Boschi dovrebbe parlare di Renzi, non di Andrea Scanzi e la sua vaccinazione dal Covid. Un modo misero di risponderle. Se una dice birra, non si risponde chinotto. Le domande sono: ha fatto bene Scanzi a vaccinarsi prima di ultraottantenni? Doveva farlo si o no? Se no, si dovrebbe vergognare? Si risponda a questo. Matteo Renzi, che ho sempre criticato, non c’entra con il vaccino di Scanzi. Ma essere indipendente sul serio, è difficile. Ci sono le passioni, le antipatie, l’ambiguità. L’ipocrisia personale.

    • Ma Ivano, il “tuo” giornale non era la Repubblica?
      Lasà stà ilGiornale, che l’è dientat rubasa! Dam atrà a me! Ta rescet da fà brete figure!

  • Piazzo qui questa nota: Iss, un basso livello di vitamina D può aggravare la prognosi del Covid
    La sua insufficienza è stata collegata alle infezioni virali del tratto respiratorio inferiore e all’esacerbazione delle malattie polmonari…

    • Piazzo qui una domanda che non vorrei fare a un medico anche perché è stupida, ma la faccio lo stesso: dovrei essere allergico alla penicillina; cosi mi disse mamma tempo fa, che da piccolino per quell’antibiotico quasi vado nel mondo dei silenzi immobili (e spero nel Mediterraneo, da incenerito, Riviera di Levante, territorio spezzino, mia seconda casa mentale, dopo Parigi e Milano, ma nella Senna e nel Lambro non mi va). Meglio cenere nel mare: è più romantico. Sono quasi certo, ma la mia ignoranza è spessa, che i vaccini Covid non contengono penicillina. Giusto?

  • Ma certo! Non è un farmaco, anche se lo chiamano così. Inoltre anche per gli antibiotici basta cambiare classe, tipologia, e si risolve il problema. Una pennicillina potrebbe essere crociata con un’amoxicillina (Velamox, Augmentin), ma non ad esempio, con un antibiotico kinoonico, ma non con un’eritromicina.

    Anche questa è forse fuori sede, ma ho sentito l’ultma della predica di un sacerdote, dal pulpito, che diceva che i vaccini son fatti con gli scarti di embroni abortivi… Rispondeva su RAI 1 un secondo sacerdote che invitava alla tolleranza, perché “il poverin” l’aveva sentito dire in rete, non era colpa sua. Ma capite a quanto bisogna stare attenti?

    • Buona notizia.Grazie. Come antibiotici uso Azitromicina, Claritromicina che non hanno penicillina

  • Francesco, anche se dal Giornale la questione è ben posta. Con gli stessi termini il “mio” di giornale. Perchè tu, non vorrai mica difenderlo?

    • Premesso che questo “quasi gossip”, ritengo montato ad arte perchè Scanzi è un giornalista “scomodo” (assieme alla “bnda” del FQ!) per di più giovane, rockettaro e motociclista, per giunta, non mi acchiappa più di tanto, la ricostruzione dei fatti così come narrata dalla viva voce di Andrea è:
      – era iscritto in una lista d’attesa (lui si definiva “panchinaro”) da circa un mese, l’ASL di Arezzo, per evitare sprechi di vaccino aveva usato questo metodo, che mi pare sensato assai (non faccciamo nemmeno paragoni con il disatro lombardo!)
      – ha ricevuto l’avviso che toccava a lui, se voleva, e ci si è buttato di corsa
      – il periodo era anche di polemica e dubbio nella popolazione, dopo la sospensione, circa l’uso di Astra e che uno come lui si vaccinava con Zeneca (credo abbia un paio di milioni di followers su fb!) dava un segnale forte di fiducia al vaccino
      – la ricostruzione dei fatti è stata avvalorata dal direttore dell’ASL, peraltro.
      – lui ha annunciato querele per chi l’ha narrata diversa, tirando in ballo, tra l’altro, i suoi genitori.
      Ho ritenuto questa narrazione, fatta dall’interessato, credibile, sensata e avvalorata anche formalmente, quindi mi pare proprio non ci sia proprio nulla da …. “difendere”, Ivano!
      Diverso è se uno ha dei pre/giudizi sul personaggio e sul suo modo di fare giornalismo “scomodo” ai “giornaloni” e ai….. “miracolati” da Draghi! E allora …..dalli all’untore!
      Io non appartengo al gruppo dei suddetti, anzi Scanzi, Travaglio, Sommi, Padellaro mi stanno siimpatici assai, li seguo con continuità perchè ritengo il loro il modo corretto di fare giornalismo!

  • In Italia tutti minacciano querele, ma poi se ne stanno quatti quatti sperando nell’oblio. Francesco: irricevibile. Quanto la compiacenza del suo medico spacciandolo per cargiver. Sai quanti figli di genitori quasi anziani, Orsi grigi o quant’altro, ci sono in Italia? E quanti farebbero volentieri da testimonial? Chissà perché a me viene in mente la coppia Renzi junior e senior. Ripeto: a pensare male qualche volta ci siazzecca. In questo caso l’indignazione da gossip ci sta.

  • In merito a Gomez che gli aveva suggerito di restare in silenzio e non dire nulla sul vaccino, il giornalista ha detto: “Mi sarei vergognato se l’avessi fatto, perché se l’avessi fatto e non l’avessi detto intanto avrei dato la sensazione di uno che si vergognava e aveva qualcosa da nascondere e proprio non ho nulla da nascondere. Prima cosa”. Poi ha aggiunto: “Seconda cosa, se non l’avessi detto non avrei avuto l’effetto di invogliare tante persone a vaccinarsi, come è successo soprattutto nella mia città, perché c’è stato il boom di prenotazioni”. Parola di Sanzi. L’ha fatto per tutti noi.

    • Le 18 righe che ho dedicato all’argomento, bastano e vanzano pure, x me, Ivano.

  • Francesco, questa tua unica riga, di sapore diciamo autoritario, basta anche a me. Cari saluti. No, prima vorrei invece fare una battuta sulle tue simpatie politiche verso chi da un balcone festeggiava la fine della povertà. Sfiga ha voluto che poi capitasse il Covid. Altrimenti…

  • “Autoritario”, verso chi? verso me stesso? Ma cheddici, Ivano?
    Quanto alle “simpatie politiche”, Ivano, il fatto (ops!) è che più che “capitarci il Covid” ci è capitato ….. Renzi!!!!

    • Sono d’accordo su Renzi. Il mio commento solo perché il tono delle tue righe aveva il sapore del “basta, non parliamone più”. Lì “l’autoritario”.

    • A proposito di vaccini fatti, prima o dopo di altri, penso che è un po’ come quelli che hanno una pensione o ne hanno due: meglio averne due, che la seconda dà una mano ai cedimenti della prima. Meglio che faccia il vaccino io che te, cosi poi ti spiego che è un bene farlo, che è solo una puntura. Niente paura. Se ti ho anticipato l’ho fatto anche per il tuo bene. Balle.

  • Sono d’accordo su Renzi. Il mio commento solo perché il tono delle tue righe aveva il sapore del “basta, non parliamone più”. Lì “l’autoritario”.

  • Per chi si voglia chiarire le idee segnalo di David Quammen “Perché non eravamo pronti” Aderlphi 2021
    L’autore è noto per il precedente “Spillover”. In pratica se l’allarme c’era cosa abbiamo aspettato per prepararci? Come mai nessuno ha devoluto delle voci di bilancio alla prevenzione delle epidemie?
    Sulle prospettive l’unico antidoto reale: rispetto per le specie animali e per la natura in ogni sua forma.
    Ma io aggiungo, l’alternativa è un’ottimizzazione di tutto maniacale, da navicella spaziale. Con costi così alti da far saltare il nostro maledetto PIL e tutta la nostra filosofia di vita. Come dire più fai e più costi!

    • Ottimi testi entrambi. Confermo, Presidente. Soprattutto “Spillover” (2012), quasi profetico nelle sue disamine di nove anni fa.
      Sulla nostra attuale impreparazione, non so se si sia trattato solo di “mancanza di immaginazione”, come dice Alì Khan all’autore. Però è certo che, dopo certe “polmoniti atipiche” (vedi Canton 2002) e le varie esperienze Sars, questa nostra risalente coabitazione (anzi, “co-evoluzione”, come lo stesso Quammen ci dice nel suo “Albero intricato”), rischia di causare tra noi e i nostri co-evolventi sempre più numerose sfide all’OK Corral, con “sparatorie” micidiali e coinvolgenti sempre più membri delle opposte linee evolutive.
      E stavolta quelli là, che c’erano prima di noi e ci saranno pure dopo, presentatisi nelle loro “varianti”, hanno la Colt Pacemaker mentre noi siamo arrivati all’ultima sfida con la pistola giocattolo della Molgora che avevo da bambino, con le cartucce super-bum.
      I motivi sono molti, e non solo quelli indicati nel centinaio di pagine dell’agile fascicoletto che Adelphi vende a cinque euro e che ha già scatenato le solite chitarronate no vax e no evolution (tipo Alan Sorrenti: noi siamo figli delle stelle).
      Ci aspettano nuovi attacchi, dai batteri resistenti agli antibiotici al ritorno di vecchie conoscenze virali, da tempo in attesa di rivincita, dopo un’epoca in cui ci eravamo illusi di aver vinto la partita con i nuovi predatori.
      Sulla storia del PIL e sul fatto che la nostra “filosofia di vita” possa o debba cambiare, caro Presidente, mi permetto di suggerire sommessamente “All’inferno e ritorno” del sempre ottimo Cottarelli, soprattutto il capitolo 7 sulla crescita sostenibile.

    • Ma quanto riesci a leggere amico mio?
      E allora ti propongo the great demografic reversal di Goodhart e Pradhan, che ho in lista d’attesa, ma i futurologi si sa che si sbizzarriscono! Cottarelli me lo spulcio.
      l problema è: vogliamo vivere come astronauti in una navicella, ingegnerizzando ogni gesto? Si può, ma la paura della catastrofe resta, basta un soffio…
      La nostra sicurezza viene da un secolo appena di incdenti sempre limitati, ma non può andare sempre bene, Snemmeno con i laboratori sempre allertati e la voce prevenzione epidemie sempre nel bilanci degli Stati. Andò male addirittura a Troia, in epoca protostorica, per essersi ammassati troppo, uomini e animali. Allora i vettori penso siano stati i cavalli, “giumenti”, che infettarono “i presti veltri” e quindi gli uomini.
      Ma dopo, allevati in nuclei ristretti, non hanno più causato problemi,
      Vale una regola sola, e per la gioia di Franco cito musicalmente: “Nella vecchia fattoria, ya ya oh!”.
      Tutti diversi e tutti aereggiati!
      Addirittura le monocolture richiedono più pesticidi, come gli allevamenti più antibiotici dell’aiatradizionale… ma poi cosa daremo per le virosi, i monoclonali ai polli?
      E non mi chiamare Pres: siamo un gruppo di amici e il più scemo si prende l’onere!

  • Ieri sera, grazie al combinato disposto lock down- primevideo, il film quotidiano è stato “Un Traduttore”, Film d’essai, latino america 2018, tratto da una storia vera: professore di letteratura russa dell’università de l’Havana, viene distaccato d’autorità all’ospedale a fare da traduttore in reparto specialistico che ospita un gruppo di bambini sopravvissuti (seppure in pessime condizioni) al disastro nucleare di Chernobyl.
    Uno schiaffone in piena faccia, a farmi ricordare, vivere, tragedie e conseguenze terribili, a distruggere sul nascere vite innocenti, di scelte non abbastanza ponderate per rispondere alla scellerata brama energivora provocata dalla civiltà dei consumi!
    Un film da vedere, con relativa “ripassata storica”: socialismo reale Castro-Gorbačëv/crollo muro di Berlino, che …..sembra passato un secolo!

    • Di quei bimbi ne ho curato uno a Crema per un anno e tre interventi: Yuri. Poi mi ha scritto la mamma, molto arguta, e mi ha madato un’alzatina di cristallo contenente caramelle, anche se dal sapore non sembrava.. L’ho preso bambino Yuri, e rimpatriato adolescente. Fra tante controversie col regime, che lo rivoleva indietro nel mezzo delle cure perchè la documentazione era validata da timbri quadrati, ma notoriamente i timbri sono tondi! E non finì così! Per un progetto di decontaminazione venivano ospiti di famiglie della zona, tramite un’associazione di Soresina, in gruppi di cinquanta, e all’arrivo li visitavo tutti.
      Poi fu la volta delle vittime della guerra in Iugoslavia, e di Miroslaw.
      E poi si chiedono perché tanti medici scrivono!

      A proposito, consiglio ancora il libro di un medico giornalista: La prossima pandemia. Mattia Losi Gruppo 24 ore

  • In Inghilterra oggi 0 morti, mi pare senza obbligo di vaccini. Perché?

  • Signor Macalli, che furbo. E’ ovvio che è per il numero altissimo di vaccini, difatti zero è un numero altissimo, ossimoro da emogji se stessi usando il cellulare.

  • Tok Tok: c’è qualcuno qui che crede a Musumeci?

    • La Sicilia che ha votato Musumeci si merita questo. Come i lombardi che hanno votato ‘sta schifezza di giunta regionale ci fanno pagare la misera eccellenza tanto sbandierata. Si vergogneranno? Ma va.gli anziani crepano in continuazione. E ci sono gli uscieri dei tribunali già vaccinati in Abruzzo, e altrove. La7 ha cancellato il contratto a Scanzi; fossi in lui, sarei tribolato, e la smetterei per un po’ di giocare con la Rete. Ci sono vecchi, molto vecchi non ancora vaccinati; anch’io sono probabilmente conciato peggio di Scanzi, con una sospetta sarcoidosi polmonare ma mi vergognerei di essere vaccinato prima di altri.
      Ogni giorno perso per gli oltre settantenni sono altri crepati. Con quale coraggio ci si fa avanti se non si hanno certezza di avere il diritto di essere vaccinati?

  • Beh, non Musumeci e tutta la Sicilia, brutta storia, ma rispetto a Scanzi sentiamo prima Francesco. 😜 Non prendertela Francesco, ma l’hanno scaricato tutti, televisioni e colleghi.

    • Com’è quel programma? Lisola dei famosi. Ci mandiamo Musumeci, Fontana e collaboratori stretti e siamo a posto.

  • Dalla bozza d. covid: ” Ricevuta la comunicazione, “il datore di lavoro adibisce il lavoratore, ove possibile, a mansioni, anche inferiori, diverse” con “il trattamento corrispondente alle mansioni esercitate, e che, comunque, non implicano rischi di diffusione del contagio. Quando l’assegnazione a diverse mansioni non e’ possibile, per il periodo di sospensione”, “non e’ dovuta la retribuzione, altro compenso o emolumento, comunque denominato”. La sospensione “mantiene efficacia fino all’assolvimento dell’obbligo vaccinale o, in mancanza, fino al completamento del piano vaccinale nazionale e comunque non oltre il 31 dicembre 2021”.

  • Riconoscerai Adriano il problema di soggetti ad allergie o magari pregressi shock anafilattici nell’affrontare un vaccino che somministrato in modalità protetta esclude dei rischi, ma non completamente. Esistono anche luoghi di lavoro, come dici tu, dove il demansionamento non è praticabile. Quindi un decreto come questo penalizza che si trova in questa situazione senza prevedere nessuna forma di copertura economica. Vengono elargiti ristori magari a chi ha evaso le tasse tutta la vita e si vorrebbe lasciare senza stipendio chi con questo vaccino, dopo tanti anni di lavoro, rischierebbe la pelle? Decreto del cazzo.

    • Giusta obiezione,ma non credo che si obblighi alla vaccinazione un soggetto a rischio, c’è sempre per legge nelle strutture un medico di medicina del lavoro che dispensa esenzioni per le più varie cause! Se un vuoto formale c’è,tipo un “fatto salvo…” penso che sia rimediabile.Per esempio un nostro anestesista era affetto da sclerosi multipla, un primario da esiti ictus, e gli si trovò altro da fare, di simbolico, senza perdita economica. Un mio ex collaboratore operato al cervello fu messo in pensione. Ovviamente sono casi limitati,rari quanto l’inadeguatezza di requisiti al vaccino.

  • Speriamo.

  • In termini di pubblico interesse e sanità pubblica, il fatto di essere in Italia e quindi in un paese a forte “tasso ideologico” ha rallentato questa ovvia disposizione appena presa. In termini giuridici, quello del demansionamento era fin dall’inizio uno dei punti critici, visto l’art. 13 dello Statuto, che aveva modificato l’art. 2103 C.C., anche se la cosa è stata sempre tenuta appena sotto il pelo dell’acqua nei discorsi dei salotti mediatici e dei pianerottoli televisivi, dove lo show dialettico si basa su affabulazioni a maggior impatto neuroemotivo. Però la legge 20 maggio 1970 n. 300 è una legge ordinaria e quindi, in caso di nuovo provvedimento legale valido, non c’è nessun problema a derogare. E questo sia per la “equivalenza” delle mansioni (concetto da cui sono sorti tormentoni giurisprudenziali per mezzo secolo), sia per la frase “senza alcuna diminuzione della retribuzione”. Vista la situazione sanitaria e le strumentalizzazioni nate dallo sciocchezzaio no vax, persino Landini ha rilasciato dichiarazioni di cauta disponibilità. Il che è tutto dire. Certo, ha perfettamente ragione Ivano riguardo ai rischi che alcuni operatori sanitari potrebbero correre, rispetto a determinate sostanze vaccinali, a causa di specifiche patologie mediche, beninteso scientificamente accertate e comprovate. Però in questi casi si è nel campo noto e corretto della medicina vera e propria, non in quello delle aromaterapie, delle pratiche gimnosofistiche e delle campane tibetane, per cui non dovrebbe essere un problema individuare, dare prova e provvedere nel merito. Anche perché il numero di questi casi è di gran lunga inferiore a quello degli zelatori dei soliti complottismi di ponta beva, intesi al facile abuso della credibilità popolare. Per cui, era ora che si provvedesse. Adesso però comincia quella fase nella quale in Italia tutto diventa un terno al lotto: la fase della “messa in pratica”, dall’iperuranio normativo ai comportamenti concreti. Staremo a vedere. Di sicuro, nessuno intende finire intubato o rimetterci la pelle a causa di operatori sanitari che, invece di risolvere i problemi, li creano. Altrimenti, fino a quando avremo cinquecento morti al giorno, rischiamo che questi soggetti ci costino molto di più di oggi. Perché dovremmo metterli tutti sotto scorta.

  • Contraddizioni del Decreto che obbliga il personale sanitario al vaccino. Obbligano, ma chiedono il consenso informato. Se un operatore si rifiutasse di consentire lo somministrerebbero ugualmente? O altrimenti, io operatore firmo, ma aggiungo di mio pugno che non sono assolutamente d’accordo. Altro caso, se in sede di somministrazione non succedesse niente, ma nel tempo sviluppassi reazioni, potrei intentare azione legale? O ancora: se fossi già stato malato di Covid e avessi sviluppato anticorpi, questi non potrebbero valere alla stregua del vaccino?

  • Un “editorialista di terza classe”, Mauro Chiostri che scrive editoriali lunghi un sorso di caffe’, “a gratis”, parlo di un centinaio di scritti, o di più, che compaiono nello spazio delle lettere del quotidiano “Domani” (altrettante letterine, le sue, anni fa, furono pubblicate sul “Fatto Quotidiano”, che da sfigato come lui, gli contendevo la palma dell’editorialista da strapazzo, una gara fra giornalisti della domenica) scrive oggi: “quale persona sana di mente pensa ad andare in vacanza mentre cadono le bombe?”. Tanti, lo fanno. Ne conosco qualcuno che ha appena fatto le valigie pasquali. Ma c’è la seconda casa, scorciatoia di vacanza permessa dal governo. Oppure il volo a Dubai. Ibiza. Tanti italiani sani di mente vanno in vacanza, o si preparano a farlo. O dovremmon seguendo il pensiero di Chiostri di riaprire i manicomi? Non ci sarebbero medici a sufficienza per stare dietro ai ricoveri legati alla pazzia da pandemia, caro Chiostri. E continua, signor Chiostri a scrivere in terza classe. Forse, per Natale, il il giornale quotidiano ti manderà una busta omaggio di caffè, per reintegrare i tuoi taccuini carichi di caffeina “a gratis” per i pochi sani di mente.

  • Da Silvestro:
    All’inizio del 2020, molti paesi hanno implementato blocchi per aiutare a frenare la
    diffusione di COVID-19. All’epoca, i modelli suggerivano che questi blocchi avrebbero
    avuto solo un effetto moderato sul numero di infezioni. Ma la strategia si è rivelata sorprendentemente efficace, Kim Sneppen, un fisico che studia le epidemie all’Università di Copenaghen in Danimarca. Volendo capire le ragioni di questo risultato inaspettato, Sneppen ei suoi colleghi hanno guardato di nuovo i loro modelli.
    I loro risultati, pubblicati oggi, mostrano che la discrepanza può essere spiegata dall’eterogeneità del tasso di infezione, qualcosa che non era considerato un anno fa ma che ora è nota come una caratteristica del COVID-19 [ 1]. Considerare questa eterogeneità porta a un forte aumento dell’efficacia prevista delle strategie di
    mitigazione che limitano le interazioni sociali di una popolazione.
    La diffusione dell’influenza è abbastanza facile da catturare con un modello
    epidemico standard perché il suo tasso di infezione – il numero di persone che
    contraggono la malattia da ogni individuo infetto – varia poco da persona a persona.
    Inizialmente, gli epidemiologi pensavano che il tasso di infezione da COVID-19,
    sebbene superiore a quello dell’influenza, fosse ugualmente uniforme. Ma con
    l’avanzare del 2020, è diventato evidente che non era così. Invece, alcuni vettori COVID-
    19 non infettano nessuno, mentre altri, noti come superspreaders, infettano intere
    folle.
    Il team ha incluso un tasso di infezione così variabile in un modello COVID-19 basato
    su agenti che tratta la popolazione come una raccolta di entità decisionali autonome.
    Hanno quindi utilizzato il modello per testare l’efficacia di varie strategie di mitigazione. Hanno scoperto che limitare il numero di interazioni sociali tra gruppi di persone – qualcosa che accade durante i blocchi – piuttosto che la loro durata era il modo migliore per fermare la diffusione della malattia. La stessa strategia di mitigazione non funzionerebbe per l’influenza.

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