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IVANO MACALLI

Intellettuali

Tutto nasce da Scanzi il cazzaro, quello vaccinato prima perch√® care giver dell’attivissimo padre Orso Grigio, che recuperato dalla Gruber dichiara che da trecento anni la destra non esprime un intellettuale, suscitando le ire di Sgarbi, Feltri e altri. Non nutrendo nessuna simpatia per il personaggio, e forse neppure per il suo giornale, scusa Francesco,

Tutto nasce da Scanzi il cazzaro, quello vaccinato prima perch√® care giver dell’attivissimo padre Orso Grigio, che recuperato dalla Gruber dichiara che da trecento anni la destra non esprime un intellettuale, suscitando le ire di Sgarbi, Feltri e altri. Non nutrendo nessuna simpatia per il personaggio, e forse neppure per il suo giornale, scusa Francesco, recupero questi elenchi, domandandomi se corrisponda al vero una classificazione massimalista che forse meriterebbe qualche distinguo. In verit√† non conosco, se non per sentito dire tanti dei nomi che seguiranno se non perch√® entrati nell’immaginario e memoria collettiva anche senza approfondimenti. E buona cosa sarebbe analizzarne uno per uno, lavoro improbo che comporterebbe conoscenze che non ho se non smanettando in internet per settimane.
Gioco facile sarebbe liquidare tutto ricordando che Thomas Mann scapp√≤ dalla Germania nazista e che Hemingway amava la caccia, che di fatto piace pi√Ļ a destra che sinistra, che Cioran si martellava le palle tutto il giorno e che cos√¨ preso da s√® non so fino a che punto si interessasse di politica. Non dimenticando i russi che pur di sfuggire alle purghe comuniste hanno fatto benissimo a denunciarne le malefatte che per√≤ non √® sufficiente per classificarli di destra.
Ecco, copia e incolla, gli elenchi:
L’elenco di Raboni del 2002 sulla cultura di destra.
‚ÄúTroppo facile, a questo punto, riprendere il famoso elenco stilato dal poeta¬†Giovanni Raboni¬†nel 2002 sul¬†Corriere della sera¬†per dimostrare che tutta la grande cultura del Novecento non appartiene alla sinistra. Lo fa¬†Il Giornale¬†replicando a Scanzi: ¬ęNel mondo:¬†Barr√®s, Benn, Bloy, Borges, C√©line, Cioran, Claudel, Drieu La Rochelle, T. S. Eliot, E. M. Forster, Hamsun, Hesse, Ionesco, Jouhandeau, J√ľnger, Thomas Mann, Mauriac, Maurras, Montherlant, Nabokov, Pound, W. B. Yeats. In Italia:¬†Croce, D‚ÄôAnnunzio, Carlo Emilio Gadda, Landolfi, Marinetti, Montale, Palazzeschi, Papini, Pirandello, Prezzolini, Tomasi di Lampedusa. Transfughi. A parte, dai nomi sopra indicati, vanno ricordati i transfughi dalla sinistra:¬†Auden, Gide, Hemingway, Koestler, Malraux, Orwell. E in Italia:¬†Silone, Vittorini. Perseguitati: sono i grandi perseguitati da Stalin, impossibile dire quali sarebbero state le loro convinzioni e vicende politiche se il destino li avesse fatti vivere altrove:¬†Babel‚Äô, Brodskij, Bulgakov, Cvetaeva, Mandel‚Äôstam, Pasternak, Solzenicyn‚ÄĚ
‚ÄúE Alessandro Gnocchi sempre sul¬†Giornale¬†ricorda anche, ‚Äútra gli italiani,¬†Berto, Bettiza, Buscaroli, Cattabiani, De Felice, Delfini, Del Noce, Isotta, Longanesi, Malaparte, Matteucci, Piovene, Ricossa, Romeo, Ungaretti .‚ÄĚ
“E gli stranieri? Sono tantissimi. Chateaubriand, De Maistre, Donoso Cortés, Finkielkraut, Friedman, Heidegger, Houellebecq, Hayek, Hoppe, Mises, Douglas Murray, Philippe Muray, Popper, Rand, Rothbard, Salamov, Scruton, Vogelin“.
A conclusione copio Renato Farina, altra voce utile ad una eventuale discussione. Se avrete la pazienza di leggermi. In verit√† non mi leggerei neppure io, ma una sintesi avrebbe portato troppi/ pochi ‚Äď ossimoro ‚Äď elementi.
Renato Farina:
‚ÄúGuarda un po’ che altezza di dibattito ha prodotto il¬†Concertone dei sindacati.¬†Andrea Scanzi da Lilli Gruber¬†( 8e¬Ĺ su La7, 3 maggio) interviene su¬†Fedez¬†e dintorni con questa possente affermazione, del tipo che non ammette repliche. Il Mos√® della cultura d’Italia tira in testa a Francesco Borgonovo le sue tavole delle leggi divine: ¬ęPrima hai detto: manca sempre un cantante di destra in questi contesti del primo maggio. Ti do una notizia, non ci sono! Il vostro grande problema sul¬†politically correct¬†e sulla cultura √® che vi sentite inferiori perch√© non avete uno straccio di intellettuale da 300 anni. Siete costretti a brandire Sgarbi, Vittorio Feltri e Povia. Siete messi male¬Ľ.
Qui lasciamo perdere i tre citati, i cui primi due – del terzo non conosco le doti dialettiche – se lo mangerebbero in insalata, mi permetto alcune rispettose osservazioni, obbedendo al catechismo di San Pio X (notoriamente di destra) che considera opera di misericordia spirituale ¬ęistruire gli ignoranti¬Ľ ma anche ¬ęsopportare con pazienza le persone moleste¬Ľ. 1 – Il pulpito da cui parla Scanzi √® quello dell’autore di best-seller, che hanno venduto parecchio, appena un po’ meno di¬†Francesco Totti.¬†A qualificarlo a sinistra come indiscusso vate √® l’uso reiterato del termine¬†¬ęcazzaro¬Ľ¬†che √® un po’ il suo marchio di fabbrica. L’uomo non sa neppure che il termine ¬ęcazzaro¬Ľ fu meravigliosamente introdotto nella cultura italiana dal popolo romano anticomunista.¬†Carlo Tullio Argan¬†era in quel 1984 (meno di trecento anni fa) sindaco comunista dell’Urbe. Era il pi√Ļ celebrato storico dell’arte marxista del secolo, caposcuola dominatore delle universit√†. A quel tempo alcuni studenti di Livorno organizzarono una memorabile burla culturale (di destra). Buttarono nel Fosso Mediceo, dopo averle modellate con il Black & Decker, sculture riproducenti i lunghi colli di Amedeo Modigliani. Furono ripescati. Argan si pronunci√≤: ¬ęLe teste sono certamente del Maestro!¬Ľ. Quando la beffa fu rivelata apparve una gigantesca scritta sui muri di Roma:¬†¬ęARGAN CAZZARO¬Ľ. La cultura di destra √® questa roba qui, sul versante popolare. E Scanzi dovrebbe versarle un obolo, ma che ne sa?
2 – Capiamo che √® l’enfasi a trascinarlo. Credendosi autore di satira, si ritiene autorizzato a sostenere che l’intera cultura dell’et√† moderna sia assimilabile a un concetto che trecento anni fa non esisteva ancora, cio√® la divisione del mondo in destra e sinistra, nata dopo la¬†Rivoluzione francese.¬†Ci sono realt√† che balzano fuori dallo schema. Semplicemente ci sono artisti e filosofi, scienziati e musicisti, che evocando bellezza e verit√†, si sono prestati a essere amati o ammirati o criticati, ma sempre imparando, da destra e da sinistra.¬†Nessuna opera del genio¬†√® mai assoggettabile al timbro della destra o della sinistra. Anzi i capolavori hanno vita propria.
La Madonna Sistina di Raffaello ha incantato gli opposti,¬†Goethe e Dostoevskij,¬†i giovani di Hitler a Dresda e i pionieri comunisti a Mosca. Beethoven √® di sinistra e Wagner di destra? Kant di sinistra e Hegel di destra? Ma dai. √ą vero, non ho citato italiani. Il grande¬†Silvio Pellico,¬†uno degli autori pi√Ļ tradotti e venduti al mondo con Le mie prigioni. Essendo un cattolico a tutto tondo, fin quasi al bigottismo il suo essere un martire del risorgimento gli ha meritato un vergognoso occultamento nelle celebrazioni dei 150 anni dell’Unit√† d’Italia. E siamo al punto. Uno come Scanzi non lo sa, perch√© si √® bevuto il bottiglione di spuma culturale da quattro soldi fornito dai padroni delle universit√†, case editrici, scuole di giornalismo del dopoguerra. Ci√≤ che non √® assimilabile alla sinistra non esiste, non pu√≤ esistere.
O viene marchiato come volgare, salvo poi essere resuscitato come roba di sinistra occultata. Esempio? Tot√≤, principe di Costantinopoli, che si vantava di esserlo. 3 – Fermiamoci, prima di arrivare al presente, all’ultimo secolo. Il Novecento. Prima del fascismo.¬†Ma anche durante il Ventennio mussoliniano: in conformit√† con esso, oppure in dissenso, ma sempre in opposizione alla sinistra. Le poesie rabbiose e scarlatte di Marinetti e il suo futurismo sono quanto di pi√Ļ scorretto esista, ma anche di una destra progressista, o no? Gabriele D’Annunzio e i due Nobel per la letteratura del Novecento, cio√®¬†Luigi Pirandello e Grazia Deledda, difficilmente sono collocabili lontano dalla destra. La grandissima poetessa Ada Negri, che ha avuto il torto, a differenza di¬†Giuseppe Ungaretti,¬†di morire nel 1945 ma prima della liberazione.
Come si fa a parlare cos√¨ cretinamente? E dove lo mettiamo¬†Giuseppe Prezzolini,¬†protagonista assoluto della cultura italiana. Uomo di destra, conservatore, persino arditamente reazionario, ma totalmente geniale, costretto a navigare lontano dai porti delle grandi case editrici, e solo valorizzato quand’era ormai centenario, mentre se ne stava non a caso in esilio a Lugano. I suoi colleghi¬†Giovanni Papini e Domenico Giuliotti,¬†a sua differenza, si convertirono al Vangelo, furono tutto meno che fascisti, ma catalogabili in quel cattolicesimo colto e ruvido, francamente poco politicamente corretto. Tanto che li hanno dimenticati, e la nouvelle vague di vescovi e teologi li osteggia.
Giuliotti scrisse: ¬ęNon indulgo alle mezze tinte. O bianco o nero; o s√¨ o no. Chi dice: forse, mi ripugna. Ecco perch√© il mio stile non rifugge dalle espressioni pi√Ļ volgari: non posso chiamar cigno un porco, n√© lo sterco ambrosia¬Ľ. Potrebbero essere tradotte in linguaggio del XXI secolo da Feltri: stesso concetto. Sparito. Ucciso dalla cultura dominante. 4 – Capitolo a parte, che risolvo ed esaurisco con un nome e cognome: Giovannino Guareschi. 5 – E¬†Giovanni Testori?¬†Fu attaccato e quasi impalato dall’Espresso e dai circoli consimili perch√© furiosamente attacc√≤ la cultura dominante di quel tempo. Lo fece sul Corriere della Sera con ¬ęIl marxismo non ha il suo latino¬Ľ. Mi avrebbe fulminato se lo avessi definito e mi tirerebbe i piedi stanotte se osassi accostarlo alla destra, anarchico com’ era.
Ma nel 1982 os√≤ elogiare il sindaco di Milano¬†Carlo Tognoli¬†perch√© promosse una stupefacente mostra rompendo un tab√Ļ. Riconobbe per primo che furono artisti grandissimi i Mario Sironi, proprio nelle opere pi√Ļ fasciste, con i suoi affreschi magniloquenti di simboli duceschi. Non solo in quelle ovvio. Riconobbe che il fascismo cov√≤ la narrativa, da¬†Riccardo Bacchelli a Mario Soldati,¬†la scultura, l’architettura (con lo splendido razionalismo della Stazione Centrale), il cinema.
Nel gennaio del 2020, coraggiosamente Maurizio Cecchetti su Avvenire (diretto da Marco Tarquinio) os√≤ elogiare e denunciare. ¬ęOggi sappiamo – per esempio riguardo all’Italia sotto il fascismo -, che la cultura, anche al soldo del regime, produsse anche cose pregevoli e questa “contraddizione” √® stata ampiamente studiata negli ultimi quarant’ anni, superando le censure ideologiche. Dalla mostra sugli Anni Trenta tenutasi a Milano nel 1982 fino a quella allestita da¬†Germano Celant alla Fondazione Prada¬†nel 2018 (Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918-1943) √® assodato che il nostro Paese fu in Europa quello di punta per l’arte tra le due guerre¬Ľ. Ma come ha cantato¬†Francesco De Gregori,¬†¬ęTutto questo Alice Scanzi non lo sa¬Ľ, il quale magari √® di sinistra, ma lo sa chiunque abbia studiato un minimo filosofia o economia o storia deviando dai manuali. Benedetto Croce, Giovanni Gentile, Augusto Del Noce, Adriano Bausola, Cornelio Fabro, Renzo De Felice: correnti diverse, liberali, fascisti, cattolici, ma spediti ai margini.¬†Mogol e Lucio Battisti, Bruno Lauzi¬†nel campo della musica, e che dire di¬†Riccardo Muti¬†costretto a difendersi perch√© troppo bravo ma trattato con sussiego perch√© guardato con ostilit√† dai compagni che stonano?
6 – E oggi? Non oso catalogare a destra scrittori eccellenti, rifuggono da etichette, anche perch√© cercare il martirio √® peccato. Ma Massimiliano Parente √® politicamente scorrettissimo, ed √® appena scomparso il massimo musicologo quale √® stato di sicuro Paolo Isotta. Eppure scriveva anche sul¬†Fatto¬†e Scanzi dovrebbe sapere chi lo perseguit√≤ e che era il miglior amico di Feltri e di¬†Stenio Solinas¬†(cultura di destra alla grande). Che dire poi del linciaggi cui, tra i conduttori, sono stati ripetutamente sottoposti Luca e Paolo, non solo comici e critici del costume sbrodoloso della sinistra autocelebrantesi con la Litizzetto e Fazio. Cito ancora alla rinfusa. Marcello Veneziani, Francesco Perfetti,¬†Antonio Socci, Giuseppe Parlato. E dove lo mettiamo Aurelio Picca e che posto c’√® per Paola Musu? Uffa, ho finito lo spazio. E mi scusino quelli di destra che ho dimenticato, perch√© √® gente che sfida a duello.‚ÄĚ

IVANO MACALLI

10 Mag 2021 in Cultura

27 commenti

Commenti

  • Mirabile, e mi chiedo, io ignorante, come faccio a scrivere sulle vostre stesse pagine?

    • Comunque dimenticavo ivano i complimenti, perch√© hai centrato un tema che √® un classico ma chi ti stanno dietro per cmpetenza, ma mi sa che quei pochi sono proprio in questa piazza (vuol dire che io vi sto a guardare dal campanile!)

    • Ivano √® maiuscolo bestia, rileggi!

  • Ivano, sistemato, come mi avevi richiesto, il titolo del post, lo stesso √® tutto da leggere qui sopra.
    Ti scusi cone me perch√® non nutri simpatia alcuna verso Andrea Scanzi e nemmeno verso “il Fatto Quotidiano”. Sinceramente non vedo proprio cosa ci sia di cui scusarsi.
    Ho preso atto che tu preferisci documentarti, copia incolla da il “SECOLO d’Italia” (sic!) che, di fianco alla foto di Scanzi,”La perla del cazzaro Scanzi: a destra non esiste uno straccio di intellettuale da 300 anni‚Ķ” ci mette la foto di Almirante “Sostieni una voce storica d’Italia”, e propaganda appunto la storica testata tanto cara al fascismo italico! Certa cartccia stampata e non, non l’ho mai considerata leggibile in vita mia!
    Casualmente ho visto la puntata di “8 e mezzo” dalla quale √® stata estrapolata la frase di Scanzi: era partito un contradditorio tra Andrea Scanzi, appunto, e quel “simpaticone” di Francesco Borgonovo (La Verit√† ……che coraggio!) e Scanzi √® uscito in un “….”Voi di destra vi sentite inferiori perch√© non avete uno straccio di intellettuale da 300 anni, siete costretti a brandire Sgarbi, Vittorio Feltri e Povia….”, che, nel contesto, mi era parso pi√Ļ che condividibile!https://www.la7.it/otto-e-mezzo/video/scanzi-furioso-con-borgonovo-voi-di-destra-vi-sentite-inferiori-perche-non-avete-uno-straccio-di-03-05-2021-379039
    Dopodiche, altro mio tempo da dedicare ad uno scazzo tra Scanzi e Borgonovo, magari istigato dalla sapientemente perfida Lilly, montato poi ad arte da pseudo giornalisti che ne fanno uno scoop “de noiartri”, supportati magari da quello “scoppiato” di Sgarbi, non ne ho, √® per me √® morta li!
    Continuo peraltro a considerare il modo di fare giornalismo del Fatto Quotidiano di Marco Travaglio e dei suoi giornalisti, probabilmente la sola testimonianza accettabile di “fatti” dalla quale attingere per farsi una proprio opinine che non sia figlia delle “parole d’ordine” imposte dagli editori dei “giornaloni” ai propri giornalisti, a disposizione della ….”voce del padrone”!

  • Adriano, non attribuirmi meriti che non ho. Ha semplicemente lanciato un tema di cui molti si sono occupati in questi giorni e che mi ha sempre interessato, dopo aver assistito da quando sono nato ad accaparramenti spesso disonesti da una parte e dall’altra. Pasolini che difendeva i poliziotti era di destra o di sinistra? Mi pare di ricordare che quelle dichiarazioni fecero piacere ad una certa destra. Certamente se vedo i lavori di Sironi subito saltano all’occhio i suoi miti, come li vedo nel Futurismo tutto, ma di alcuni nutro serie perplessit√†. Hesse classificato di destra forse era antiamericano, antisovietico, ma era anche antimilitarista, pacifista, magari con una vena di nazionalismo, pur con la sua attenzione ad altre culture e civilt√†. E in Svizzera ospit√≤ e aiut√≤ molti in fuga dal Terzo Reich, che non vuol dire essere automaticamente di sinistra, ma neppure cos√¨ convintamente di destra. Caro Adriano, ho semplicemente attinto da vari fonti, il virgolettato, e addirittura copiato per intero un intervento di Farina.
    Quindi consideriamo questo mio post una richiesta di aiuto per fare chiarezza nella mia ignoranza, nei miei preconcetti e contraddizioni.
    All’intervento neanche un p√≤ di parte, nient’affatto ideologico di Francesco, dedicher√≤ altro spazio, magari accennando alla difesa di Grillo e di quel bravo ragazzo di suo figlio Ciro, difeso da Travaglio che dice in televisione che √® “Grottesco dire che Grillo ha politicizzato il processo al figlio” come se non sapesse che Grillo √® anche un capo politico, non solo un padre, e la conseguenza va da s√®.

  • “si √® bevuto il bottiglione di spuma…” mi ricorda un quadro che mi aveva attribuito Pasini in un bar… ma che √® una specie di id√©e fixe? “un fantasma si aggira nelle lande della gauche cr√©masque, il fantasma della spuma…”

  • S√¨, un’idea fissa, e lasciando stare i morti chiedersi chi ha costruito l’Italia e l’Europa, dall’ultima guerra in poi non mi sembrerebbe sbagliato, e sulla scia del gi√† elencato credo che gli intellettuali e gli artisti ci abbiano messo del loro. Che poi servano ancora e quale sia il loro contributo alla contemporaneit√† sarebbe altro discorso. In verit√† credo che ce ne siano ancora, ma nell’epoca del disimpegno, si dice cos√¨, credo che abbiano perso il loro ruolo. Meglio gli influencer.

  • Andrea Scanzi √® uno che liscia il pelo ai suoi fedelissimi in Rete, occupandosi di trenta fascisti che fanno il saluto romano al cimitero di Cremona, il feudo nero di Roberto Farinacci, e dove pure un familiare di Farinacci, tra le tombe, si √® sparato, con un fucile. I fedelissimi hanno risposto in massa al blog du Scanzi. L’importante √® galvanizzare i fedeli, che la popolarit√† bisogna tenerla alimentata. Forse, oggi, funziona cos√¨.
    Non ho capito niente di un commento di Pietro Carra, che cita un Pasini, forse non io, ma il noto sessuologo svizzero, Willy Pasini, di cui, purtroppo, non sono parente.
    A proposito di intellettuali, la polemica innescata da Andrea Scanzi è stupida. E ho letto un fracco di nomi giudicati di destra, da chi? Stilare elenchi solo un cretino può farlo.
    Ma capisco che l’argomento, quasi calcistico, diverte la tifoseria. Vedo che si sono dimenticati George Simenon, belga, antisemita da giovane; da adulto, diceva di essere un liberalconservatore. E lo era. Ma era uno scrittore unico. Straordinario.

    • Georges Simenon, questo il nome corretto. Era di Liegi, che li’ la pioggia √® gratis. √ą tanta. Simenon ne ricorda cos√¨ tanta, di pioggia, di tetti sgocciolanti, cappotti fradici, che trasuda in tante sue storie. Non era un intellettuale, perch√© gli intellettuali lo annoiavano, i quali per√≤ lo leggevano. Ho ascoltato tante persone a riempirsi la bocca con la parola “popolo”: Salvini, Meloni, Marine Le Pen.Persino un partitino che si chiamava “Potere al popolo”. Nessuno meglio di Simenon ha saputo raccontare il popolo francese.

  • L’intellettuale chi √®? Per farla breve: l’intellettuale √® essenzialmente un moralista.
    Ci sono intellettuali che sono narratori, poeti, artisti. Ma ci sono artisti, poeti, narratori che “intellettuali” non lo sono. Pasolini, Pavese erano entrambe le cose. Simenon non era un intellettuale. Non √® un caso, che in Italia il termine “moralista” suscita ilarit√†, o peggio di questo, suscita anche sorrisi di scherno. Perch√©? La propensione all’illegalit√†, scrive Stefano Rodot√† nel suo “Elogio del moralismo”, appartiene a un invincibile carattere degli italiani; quindi, a che serve parlare di morale, con gente cos√¨ quali siamo?
    C’√® chi crea elenchi di intellettuali di sinistra e di destra. E si fa confusione. Si mette nello stesso fascio, fascisti e conservatori da una parte; stalinisti, comunisti, socialdemocratici, repubblicani, Pio La Torre, e i radical-chic ricchi di famiglia, dall’altra.
    Poi, ci sono i periodi storici. Negli anni Venti e Trenta del Novecento, in Germania e in Austria gli intellettuali antisemiti erano tantissimi, sui giornali, nelle universit√†. “Si poteva (poi) essere giovani, nel 1947, senza essere comunisti in quell’epoca?” Scrive Saul Friedlander in “A poco a poco il ricordo”. Non si poteva non essere comunisti, se si era giovani, nel 1947. Naturalmente c’erano le eccezioni. Come non poteva non essere comunista Arthur Koestler, ebreo, ungherese, scrittore, giornalista anche di scienza, morto suicida, ficcato nell’elenco degli intellettuali di destra da un imbecille che conosce Koestler come io conosco le regole del baseball.

  • Mi scuso, se intervengono ancora. Andrea Scanzi, come ho detto tempo fa, e’ un tipo sveglio, ha la parlantina svelta che in televisione funziona, ma facendo cosi, parlando a raffica si rischia, poi, di raccontare anche scemenze. Non si pu√≤ dire “che sono trecento anni” (anche cento) che la destra politica fatica ad avere intellettuali, di peso, nel suo carnet. Negli anni del Novecento che il fascismo prendeva piede in tutta Europa, in Italia, Spagna, persino in Gran Bretagna, gli intellettuali che si dicevano di destra, e simpatizzavano anche per il fascismo erano legioni. Ne ha scritto Mirella Serri in “I Redenti. Gli intellettuali che vissero due volte. 1938-1948”, ed. Corbaccio,2005.
    Anche parecchi intellettuali, giornalisti negli USA negli anni Trenta erano entusiasti di Mussolini, come riferisce un saggio che ho letto online su “Boston Review”, Gli americani che abbracciarono le idee di Mussolini.(The Americans Who Embraced Mussolini), e che √® una recensione a un saggio pubblicato negli Stati Uniti, da Katy Hull “The Machine Has a Soul: American Sympathy with Italian Fascism”.

  • Ammettiamo anche che negli elenchi ci sia attendibilit√†, e visto che la Destra continua a rompere i coglioni con l’egemonia culturale della Sinistra , editoria, stampa, televisioni, perch√© continua a tenere i suoi intellettuali in formalina e a venerarli come santini invece di una bella e credibile declinazione? Colpa della sinistra? Non credo, e non si dia neppure la colpa al disastro del fascismo, perch√© di tempo ne √® passato parecchio. Una Destra moderata avrebbe avuto tutto il tempo per riscattarsi e magari imporsi. Magari non con l’autobiografia della Meloni, con altre fonti forse. O manca qualcosa?

  • A proposito di intellettuali, magari inattuali, Patrizia de Capua cita nel suo ultimo libro un pensiero di Rovelli che copio testualmente: ” √® sempre dagli altri che si impara, dal diverso. Nonostante millenni di dialogo ininterrotto, Oriente e Occidente hanno forse ancora cose da dirsi. Come nei migliori matrimoni.” A parte appunto l’inattualit√† del suo pensiero, come se viaggiassimo ancora lungo la via della seta o del sale quando indubbiamente gli scambi e arricchimenti culturali erano ben visti, nell’economia di allora, sia chiaro, ora l’osservazione empirica della globalizzazione di questi decenni mi pare che porti ad escludere che questi scambi siano ancora possibili, se non auspicabili. Per dire cosa? Per dire che i momenti storici richiedono domande e risposte in continuo aggiornamento perch√® niente √® per sempre. Le cultura, se non quelle fossilizzate nei musei, hanno sempre seguito un’evoluzione e i miti, falsi e veri che siano, hanno finito per somigliarsi tutti. Ammettiamo pure che le masse migranti siano una minoranza e dettate oltre che dalle guerre, dalle dittature e dalla fame anche da ragioni culturali, che vuol dire magari riconoscere altri valori. A parte i fanatici che arrivano qui perspararci addosso. Dal primo fenomeno immigratorio, dall’Albania ad esempio, irretiti tutti dai lustrini delle televisioni occidentali tali da far credere che un vetro fosse un diamante, a me pare che ormai l’orientamento culturale sia chiarissimo a tutti, anche per gli orientalisti nostalgici, che vedono appunto nell’immigrazione la ricerca di modelli che altre culture non offrono pi√Ļ. Per dire ancora che un’economia globalizzata sta massificando culturalmente un mondo uguale dappertutto. Quindi quali sarebbero gli scambi possibili di cui parla Rovelli? Qual √® il compito di un intellettuale? Inseguire fenomeni mai andati oltre effimere mode di moda come alcuni alcuni anni fa, yoga ed altri esotismi, o calarsi in un presente che di spunti di riflessione ne offre a iosa? Un presente appunto in continua evoluzione sociale, culturale, economica che rende tutti uguali a tutte le latitudini? Certamente. Patrizia cita, qualche riga prima, il mito della razza, ma secondo me dimenticando che azzerare le differenze economiche forse sarebbe l’unico modo per azzerare anche le differenze etniche. I palestinesi cacciati in questi giorni da Gerusalemme non sono forse l’esempio che le differenze economiche, loro poveri e gli israeliani ricchi, non sono ancora una volta la constatazione che √® solo l’economia che fa la differenza? E da l√¨ superiorit√† o inferiorit√† delle etnie o religioni tra di loro. Parliamoci chiaro, quali insegnamenti potremmo ancora trarre dalla cultura araba, cinese o indiana quando anche per loro i modelli siamo noi? Nessuno stupore quindi nell’omogeneizzazione di tutte le culture o certamente solo quello che i ricchi occidentali provavano vedendo arrivare sete intessute d’oro o maioliche bianche e blu cos√¨ da dare inizio alla private collezioni museali ante litteram. Ma anche quei tempi sono finiti. Scusate la brutalit√†.Insomma, Rovelli sar√† anche di sinistra, ma come ideologo forse √® inattuale.
    Viviana mi d√† dell’ignorante, mi dice che la mia preparazione/informazione √® basica e superficiale, che si aspetterebbe magari da un leghista, ma non da me. Dice che se legge un filosofo arabo il suo pensiero potrebbe servire benissimo anche a noi e che un contadino del Sudan non ha i miti dei lustrini, ha solo fame. Mi dice anche che i leghisti, cos√¨ attaccati alle loro tradizioni, tollerano giusto le loro, senza riconoscere che altri popoli con dispiacere lasciano le loro terre. Solo cause di forza maggiore ci costringerebbero a lasciare la polenta e la grappa. Quindi non √® vero che questa cultura globalizzata sarebbe una soluzione. Chi ha ragione? E siccome Viviana √® un intellettuale, non io, mi cita anche La meditation 17 di John Donn che scrive: ‚ÄúNessun umano √® un’isola, intero in se stesso, ognuno √® un pezzo di un continente, una parte del tutto. Se una zolla √® lavata via dal mare, l’Europa si fa pi√Ļ piccola, come se fosse sparito un promontorio, o il maniero di un tuo amico,o la tua stassa dimora. La morte di ogni uomo mi diminuisce, perch√® io sono coinvolto nell’Umanit√†. E dunque non cercare mai di sapere per chi suona la campana, essa suona per te.‚ÄĚ
    Naturalmente da me √® seguita la solita alzata di spalle liquidando il tutto con un sonoro ‚Äúche palle questa storia del battito d’ali che sfarfalla qui e provoca un terremoto a diecimila chilometri‚ÄĚ.
    Chi ha ragione?

  • Scusate, non omogeneizzazione, ma omologazione.

  • Il testo di John Donne, e’ molto bello, citato opportunamente; √® un fondamento dell’etica intellettuale, √® anche fratello dello storicismo di Benedetto Croce. √ą stato l’Antistoricismo, ad avere generato la crisi europea nei anni Venti del Novecento. “La vita e la realt√† √® storia e nient’altro che storia”, diceva Benedetto Croce. Quando suona la campana, suona per te.
    “Per chi suona la campana” di Ernest Hemingway fu un famoso romanzo, pubblicato nel 1940, che aveva come epigrafe la frase scritta da John Donne. Poi, come sempre, una cosa sono le parole, i dettati, le teorie, le promesse, i proponimenti, un’altra faccenda, meno edificante, sono i comportamenti. I nostri. Anche di chi si fa portavoce di un’epigrafe cosi suggestiva. Hemingway era anche “fanfarron y jovial”; con continue soste alcoliche all’hotel Florida, durante la guerra di Spagna; continui dissapori con lo scrittore John Dos Passos che non sopportava le spacconate di Hemingway che, mentre poveri contadini soffrivano e morivano, lui era spesso alticcio, “lleno de bonhomia visceral”. Molte sono le critiche documentate alle “fanfaronate” dell’autore di “Per chi suona la campana”, contenute nel saggio “Idealistas bajo las balas”(Idealisti sotto le pallottole) del pi√Ļ importante storico della guerra di Spagna, il britannico Paul Preston.

  • Non riesco proprio ad appassionarmi a questo “rovistamento storico” per mettere in luce “intellettuoli doc” di destra.
    Mi appassiona assai invece seguire l’evoluzione in progress del pensiero dei nostri intellettuali, quelli dei nostri giorni.
    Al proposito cito la conclusione di un bel pezzo di Massimo Cacciari (che senza dubbio “intellettuale” √®!) dal titolo “Basta culto della crescita, la transizione ecologica riguarda l‚Äôatteggiamento mentale”, con il quale recensisce con grande favore il libro di Jason Hickel, “Siamo ancora in tempo! Come una nuova economia pu√≤ salvare il pianeta” (Il Saggiatore), apparsa sul FQ di oggi:
    “…Insomma, non √® l‚Äôeconomia lo scoglio pi√Ļ difficile da superare, ma sradicare dalle menti l‚Äôidea che per esaudire i nostri bisogni e i nostri desideri sia necessario produrre merci in quantit√† sempre maggiore e pi√Ļ in fretta. La transizione ecologica riguarda prima di tutto l‚Äôatteggiamento mentale. Se riusciremo a superare l‚Äôidea di una natura avara e scarsa e a vederci invece come sua parte, allora, forse, la considereremo non solo sufficiente e bastevole, ma abbondante….”
    E su questo tipo di approccio, Massimo Cacciari, mi trovo pienamente in sintonia!

  • Per√≤ Cacciari, lo dico non pi√Ļ se da garantista o giustizialista, devo riconoscere che una cantonata a confronto con Travaglio l’ha presa. Motivo del contendere era la posizione di Ciro Grillo a proposito dell’accusa di stupro. Cacciari, dando per scontata la colpevolezza √© stato giustamente stoppato dal giornalista che gli ha ricordato la presunzione di innocenza contemplata dal nostro ordinamento. Lo ricordo per onest√† intellettuale non nutrendo particolare simpatia per Travaglio. Cacciari non ha obiettato. Ricordo anche un altro suo intervento in uno scontro con Galli a proposito del coprifuoco serale. Era livido di rabbia da emulare Sgarbi. Da un intellettuale mi aspetterei pi√Ļ autocontrollo. Io ero dalla parte di Galli.

  • Correggo: non so pi√Ļ…prima riga.

  • Toc toc, Pietro, non dici niente?

  • “Se riusciremo a superare l‚Äôidea di una natura avara e scarsa e a vederci invece come sua parte, allora, forse, la considereremo non solo sufficiente e bastevole, ma abbondante‚Ķ.‚ÄĚ
    Non capisco bene questa considerazione, se non per dire che prima abbiamo fatto scappare i buoi e poi chiuso la stalla. Per secoli abbiamo creduto che le risorse naturali fossero inesauribili per poi accorgerci del contrario quando ormai avevamo depredato tutto, senza considerare l’incremento demografico che come dice sempre Adriano √® le causa principale di queste necessit√†. L’occidente purtroppo ha fatto cattiva scuola e ritorno al mio pensiero di qualche commento fa. I miti occidentali hanno ormai colonizzato il mondo intero e sta proprio a noi invertire la rotta, non sperare che altre culture siano fedeli alla loro rinunciando a quel benessere che abbiamo perseguito a costo di guerre, conquiste e sopraffazioni e violenze di tutti i tipi. E pur se avessero qualcosa di buono da insegnarci dovremmo ormai rassegnarci all’idea che quello che abbiamo avuto noi adesso lo vogliono anche loro. Credo che orami lo stile di vita di una grande citt√† africana o asiatica sia uguale al nostro. E altrimenti si ritorna alla predica decrescita felice, ossimoro pazzesco quando la si predica per gli altri e la si risparmia a noi stessi. Insomma, Cacciari ha scoperto l’acqua calda. E se anche iniziassimo noi col buon esempio sarebbe operazione del tutto inutile quando abbiamo dimostrato a tutto il globo che nel consumo c’√® la radice di tutte le felicit√†. E’ tardi per invertire la rotta. O speriamo di no, ma qualcuno qualche sacrificio dovr√† pur farlo. A questo punto toccherebbe a noi, ma chi ne ha voglia?

  • Ammettiamo che su Cremascolta scrivano solo gli intellettuali, passati e presenti. Qui le catalogazioni sono sempre state fatte, niente sfumature, e sincerit√† di sentimenti capaci in alcuni momenti di scatenare risse verbali di molta intensit√†. Che significherebbe che sia stato facile capire gli orientamenti politici di chi scriveva o scrive. Poi in altri elenchi emergono figure forse pi√Ļ complesse che magari si prestano ad accaparramenti da tanti schieramenti, figure evidentemente ambigue o pi√Ļ ricche di sfumature o sfaccettature che magari risultano contraddittorie, e allo stesso tempo lineari se si ha l’intelligenza di riconoscere l’essere umano o in continuo divenire e in continuo scambio dialettico con se stesso. Perch√® a pensarci bene, indipendentemente da giochi di ruoli pi√Ļ volte estremizzati per il piacere di tenere viva la discussione, anche qui ci si √® trovati molto spesso spiazzati, anche se poi propensi per partito preso a classificare questo o quello per il semplice gusto del contraddittorio a tutti i costi. Come scrisse Adriano tempo fa, inscenando teatrini che potevano piacere a chi leggeva , ma che ai fini di una crescita o scambio onesto di opinioni, servivano solo a procurare un po’ di incuriosito divertimento ai lettori. E siccome qui non si √® presenti per fare spettacolo, ma si auspica per reciproca crescita, io credo che forse sia meglio ora. E Marino forse potrebbe obiettare che questo mio commento solo moralista e pacificatore si potrebbe classificare appunto come non intellettuale. E difatti √® cos√¨. Quando ieri scrivevo a proposito di Cacciari che da un intellettuale mi aspetterei pi√Ļ autocontrollo scrivevo forse una cazzata in linea appunto con questo commento, moralizzatore e portatore solo di buone maniere che magari si prestano al bon ton da salotto, dimenticando che le idee non sono solo speculazione intellettuale, ma anche passione e furore che in qualche modo devono essere incanalate ed espresse. In verit√† se penso a vecchie firme scomparse sarebbe naturale non concedere attenuanti, ma stamattina mi sento buono e qualche giustificazione vorrei trovarla per tutti. E qui forse ci vorrebbe una bella risata. Ah, Ah, Ah. Non so!

  • Facciamoci chiarezza: si √® giocato sul totalitarismo vengono a convergere. Un par di zufole, diceva un mio prof di liceo, veterocomunista. L’autorit√† √® solouna soluzine per eliminare il berrusio di fondo ppolare, non un orientamento.. Destra e sinistra si distinguono per la priorit√† data alle scelte di poiltica economica e al peso dello stato versus individuo. Allora, se andiamo alla radice, di camaleonti ne restan pochi!
    Anche l’idea del crear ricchezza per poterla ridistribuire sarebbe per alcuni un valido anello di congiunzione, ma si √® dimostrato nei fatti logoro e fragile.
    E la cultura che c’entra? Pu√≤ forse essere classificata, come produzione intellettuale, nella misura in cui si riferisce a questi aspetti. Forse, ma non credo, perch√© le virt√Ļ cmaleontiche umane si esplicitano innanzitutto nell’autovalutazione.

  • Il termine “intellettuale” provoca varie reazioni che vanno dallo scherno, all’imbarazzo; dal disprezzo alla diffidenza; dalla necessit√† di avere dalla propria parte qualcuno che la sappia spiegare bene, provocando qualche crepa nelle certezze degli avversari. Intellettuali come forchetta e coltello ad uso e consumo personale. Luciana Castellina si √® lamentata, di recente, che la “guida intellettuale”, che √® ben raccontata, nella sua storia del Novecento, in “Intellettuali e PCI” di Nello Ajello, 2 vol., ediz. Laterza, manca al popolo, alla societ√†, ed √® uno dei motivi della decadenza del mondo occidentale. Non mi sorprende, il ragionamento di Luciana Castellina: la sua stagione di passioni comuniste aveva come pilastro l’avanguardia intellettuale, che dettava il cammino, e apriva il Dibattito.
    Tornando alla stupida considerazione di Andrea Scanzi che sono trecento anni che la destra non ha intellettuali di peso, gli consiglierei di leggersi “Intellettuali” di Angelo Ventura, un serio professore che fu gambizzato da delinquenti “rossi”, all’Universit√† di Padova (se la memoria non m’inganna), il libro √® edito da Donzelli. Negli anni del fascismo, il consenso degli intellettuali era altissimo, incluso la collaborazione di insigni scienziati alla politica totalitaria. I motivi?
    Avevano accolto con favore il ripristino dell’ordine e della disciplina.
    La restaurazione dei valori patriottici e combattentistici.
    La conciliazione con la Chiesa.
    Gli interventi sociali, con l’utilizzo di raffinati metodi propagandistici.
    Il fascino del capo carismatico.
    La suggestione dei miti di grandezza nazionale e imperiale.
    La giovent√Ļ intellettuale aveva aderito in massa al fascismo, incluso Norberto Bobbio, che in una lettera respingeva l’accusa di antifascismo che lo avrebbe esautorato dalla scuola. Per necessit√†; per mancanza di coraggio (che non manc√≤ a Vittorio Foa che si fece otto anni di carcere), Bobbio scrisse al duce, di essergli leale, che non era vera l’accusa contro di lui “che offende intimamente la mia coscienza di fascista”.

  • La paura √® una brutta bestia, privata o politica che sia, sperando che i ricorsi della Storia non ci riportino indietro. Come non ricordare il vecchio di film di Fassbinder “La paura mangia l’anima” o “Il rumore del tempo” di Julian Barnes sulla vita terrorizzata di Dmitrij Sostakovic sotto il regime staliniano. Il rapporto tra intellettuali e potere √® sempre stato molto complesso, d’altronde chiedere che un intellettuale o artista sia anche un eroe sarebbe chiedere troppo. E lasciamo stare le mezze calzette che col potere ci vanno a sagra, e mai come di questi tempi, tra televisioni e carta stampata. Comunque grazie Marino per i tuoi commenti sempre circostanziati ed istruttivi.

  • Si, Ivano, grazie a Marino di …..esistere per il blog, la sua capacit√† di ….. “macinare carta comunque stampata” mi lascia stupefatto, ammirato direi!
    Ribadisco per√≤ (e non perch√® sia un fan di Scanzi, ma per inquadrare correttamente) quanto al mio primitivo commento che linkava anche la puntata di 8 e 1/2 da cui era partita la frase incriminata, che citata viceversa sic et simpliciter si presta alle pi√Ļ turpi considerazioni.
    Forse, anche perch√® Scanzi √® stato una compagnia quotidiana per tutta la fase pi√Ļ drammaticamente grave di lock down della pandemia, e nutro per lui una sorta di …..gratitudine!

    • Francesco, la tua fedelt√† √© ammirevole ūüėú

  • Ringrazio voi per la pazienza, leggendo ci√≤ che scrivo. Storia, letteratura e giornali, e sono le cose su cui butto e perdo il mio tempo.
    Ho citato la lettera di Norberto Bobbio, di cui lui si vergogno’, che fu scovata da un cronista, credo di “Panorama”; ma dobbiamo ricordarci quei tempi tremendi, di dittatura fascista. Il giovane Bobbio non aveva la tempra, forse non il coraggio di affrontare la galera. Desiderava studiare; dedicarsi allo studio era il suo desiderio pi√Ļ grande; questo il motivo di una lettera, che era una supplica, servile certo, per permettergli di continuare a frequentare l’universit√†. Nel dopoguerra, Norberto Bobbio ha scritto libri, articoli per “La Stampa” che sono fondamentali per chi crede alla necessit√† di un socialismo democratico che sappia difendere le libert√† e diminuire le disuguaglianze. Accusarlo di vilt√†, oppure farne scherno, come fece la stampa berlusconiana, non merita un commento. I libri di Norberto Bobbio, per chi si occupa di filosofia della politica, di pratica politica (non il mio caso) dovrebbero essere testi base per le scuole superiori e universitarie. Fu un’intellettuale esemplare. Se il termine intellettuale ha un valore, Norberto Bobbio ne √® un esempio calzante.

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