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FRANCESCO TORRISI

Oggi giornata mondiale contro l’omofobia

Nel calendario delle “giornate mondiali” oggi si evidenzia il rigetto di qualsiasi azione tesa all’avversione  nei confronti dell’omosessualità, della bisessualità e della transessualità e quindi delle persone omosessuali, bisessuali e transessuali. In un mio precedente post, pochi giorni fa, ho ritenuto dare informazione sul disegno di Legge Zan che entra nello specifico del tema, attraverso

Nel calendario delle “giornate mondiali” oggi si evidenzia il rigetto di qualsiasi azione tesa all’avversione  nei confronti dell’omosessualità, della bisessualità e della transessualità e quindi delle persone omosessuali, bisessuali e transessuali.

In un mio precedente post, pochi giorni fa, ho ritenuto dare informazione sul disegno di Legge Zan che entra nello specifico del tema, attraverso le prassi operative.

Oggi, dedico la mia attenzione a sottolineare l’importanza di questa giornata, semplicemente  riportando quanto prevede la nostra Costituzione Repubblicana, nei suoi PRINCIPI FONDAMENTALI, che al suo articolo 3, al primo capoverso, recita:
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua,di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Sono cittadino Italiano e considero la Costituzione faro illuminante della mia vita.

 

FRANCESCO TORRISI

17 Mag 2021 in Senza categoria

14 commenti

Commenti

  • Importante il discorso di Mattarella, ma l’uomo per sua natura è ostile. Lo vediamo in questi giorni con tanti filmati in rete che documentano risse tra ragazzi giovanissimi. Se ostili tra di loro uguali immaginiamoli con i diversi. Con una destra che ancora insiste sulla natura liberticida della legge quando nessuno impedirà mai di esprimere la loro contrarietà, pur considerando che anche le parole possono far male più delle pietre.

    • “immaginiamoli con i diversi”, diici, e si rinnova l’equivoco: da esperienzze fatte con flussimetri sanguigni sui genitali e sensori sulla direzione dello sguardo mentre si proiettano delle immagini erotiche si rivela un coerfficiente di omosessualità latente in inconsci eterosessuali insosapettabile. Sorpresa: quasi tutte le donne si eccitano per una donna nuda. Il problema, fino alla nausea ripeto, è delle specializzazioni: la società ti dice “devi scegliere”, così da una risorsa sussidiaria, natiurqale e presente in tutti i mammiferi, o favorita dalla natura stessa in caso di sovraffollamento, o per i marinai per mare di Dalla, si passa a una specializzazione innaturale. Ciò non vuol, dire che io neghi l’omosesualità. ma sono pochi quei bambini individuanbili già dalla tenera età.
      La ragione del nostro comportamentoi è che, del tutto naturalmente, associamo l’omosessualità allo spirito imbelle. Ma Giulio Cesare, non si portava sempre la regina sottomessa di turno a letto, dopo tutta una campagna bellica in cui era “sottomesso” dal suo luogotenente? Verità storica acclamata dalle legioni dopo la vittoria in Gallia, con un tripudio di battito del gladio sugli scudi. Ciò l’ha forse pregiuidicato, ha inciso sulla sua virilità comportamentale? Ciò che dobbiamo smettere è proprio dire “quello è”, al massimo sarebbe toillerabile “quello oggi è”.

  • Adriano, gli istinti sono una cosa, l’autocensura culturale un’altra. Sta li’ il problema, diritti civili e legge Zan non avrebbero avuto e avrebbero necessità di passaggi parlamentari.

    • Vero, ma l’autocensura deve discendere direttamente da una continua valutazione del posibile danno arrecato ad altri, non dall’opinione altrui, che deve per definizione divenire neutra, e se tale non è, è ovvio che come anticcorpi devono attivarsi i giudizi negativi di una sana società: appunto, “quello è un omofobo”, e in questo caso prima di poter dire “quello era” ce ne vuole!
      La mia ostilità è rivolta sempre all’etica carta carbone: i vantaggi sociali dei comportamenti individuali cambiano! E l’etica deve adeguarsi, rapidamente, in un periodo di rapidi cambiamenti. E incredibilmente mi trovo ad apprezzare più certo clero, Capo in testa, che il mondo laico!

    • Vedi Ivano, il mio pensiero è unitario. Il mio atteggiamento positivo verso la comprensione è complementare a quello negativo sulla privacy eccessiva. Quando Seneca scrisse di comportarsi anche in casa propria come se porte e finestre fossero spalancate, avrebbe dovuto aggiungere “e voi vicini di casa non giudicate, se non capite!” Abbassando un’asticella reciprocamente si muove l’altra.
      E a capire bisogna insegnare alla nuova generazione. Implicitamente mi sto esprimendo anche sull’educazione alla sessualità nelle scuole. E certo che sì, varrà pur più della matematica il cardine su cui ruota il mondo! Ovvio che è un’arte dell’insegnamento in cui essere cauti data la fascia di età facile alle suggestioni, altrimenti si rischiano reazioni del tipo “ma allora io…”
      Ora, se i nuovi omosessuali rispondono solo a un imperativo della natura cui abbiamo donato troppi figli, ma ci mancherebbe che si sentissero anche in colpa per aver avuto la reazione prevista da Gaia!
      Quello che la società e la scuola dovrebbero insegnare è che non ci sono scelte irreversibili, altre sponde, ma solo un unico fiume. Vedrai che fra qualche decennio, se ci saremo, la nostra filosofia di vita sarà più matura.

  • Osservo in Crema libertà di comportamento non visibili prima, più da parte di ragazzi che ragazze, o per lo meno danno più nell’occhio. Comportamenti che vanno ormai oltre il genere e l’orientamento. Ragazzi ormai in via di transizione, coraggiosissimi, in genere accompagnati da altri coetanei a significare una vita sociale oltre l’esclusione. Certo, non ci siamo abituati e le occhiate curiose si soffermano su un ragazzo con scarpe coi tacchi alti e abbigliamento direi femminile, consapevoli della loro identità e ancora coraggiosissimi di questi tempi, anche questi di transizione e non ancora realizzati. A testimoniare oltre gli ambienti di nicchia, e anche lì più fenomeni da baraccone che fanno radical chic più che inclusione matura, o gli ambienti sottoculturalizzati dei femminielli di certe città del sud, non solo in Brasile, non tra qualche decennio, ma un hic e nunc già possibili, in una piccola città come la nostra, tra legge Zan e proposte alternative, nuove libertà iniziano ad essere possibili. Anche se in Italia, col Vaticano tra i coglioni, a parte timidissime aperture, ci vorrà ancora del tempo prima di ritrovarci due transgender, come negli Stati Uniti e Belgio, ad occupare posti di vice-segretario per la salute o vice primo ministro superando lo stereotipo di ambienti della moda, o artistici o dello spettacolo.

  • Bene! Comunque si, c’è confusione, assenza spesso di qualsiasi identità, per cui sconsiglirei atti chirurgici irreversibili alla leggera, che poi certi interventi mica ho capito come funzionano. Son sempre per l’assenza di giudizio, bando alle mode, possibilità di retromarcia.

    • Questi interventi li sono andato a guardare: psichiatria pura, roba di nessun significato funzionale, un rotolo di pelle come finto pene, un pezzo di budella come vagina, vere castrazioni! Come dire tagliarsi la mano sinistra per la paura di essere mancini! Dico, ma il mosaico di Pompei dell’ermafrodita in estasi erotica, non vi dice già della saggezza degi antichi, pronti ad accettare ogni mix creato dalla natura?

  • Il “contesto” di base al quale personalmente faccio riferimento è che nell’essere umano convivano in modo differenziato, individuo per individuo, vissuto per vissuto, un “maschile” fatto di mente e razionalità ed un “femminile” fatto di cuore ed intuizione.
    Il “mix in progress” di queste due compenenti, guida/governa i comportamenti dei singoli esseri umani.
    Se a pilotare i nostri comportamenti nei confronti di chi è “altro da me stesso” è amore e com/passione, i conflitti non hanno ragione di esistere.
    Tutto ciò può e deve scendere da “me stesso” e solo da me stesso.
    Altro sono le leggi che regolano i rapporti tra i viventi, segnatamente tra gli esseri umani, che diventano/scelgono, comunque accettano di essere cittadini di una certa nazione e, segnatamente, il diritto di famiglia con annessi e connessi.Tutto ciò discende dalla eloborazione in progress che una società, più o meno democratica, più o meno civile ed evoluta, opera dando luogo a leggi e norme socio/comportamentali alle quali il cittadino consapevole, in quanto tale, deve fare riferimento.
    E poi …..si vive!

    • Netto e chiaro in un campo evolutivo nella vita stessa dei singoli, in cui la massima coinfusione in genre riguartda l’età preadolescenziale, ma… Ricordo ora il chiarimento di un sessuologo, colto a volo anni fa su un canale RAI: “A partire dai quattro sessi fondamentali, tutte le commistioni e gradaziooni sono possibili”. E io aggiungo sempre, ancxhe temporanee con reversione spontanea, salvo che la società non abbia apposto il suo timbro classificativo.

    • Il tuo commento di ieri, Francesco, il “contesto” di base a cui fai riferimento, l’hai impaginato perfettamente.
      Bisogna aver coraggio nell’affrontar le questioni, e ricordarsi che le battaglie civili hanno sempre incontrato resistenze e la classica risposta:la società non è pronta a questo, eccetera. Ma, negli ultimi venti-trent’anni c’è stata un’accelerazione su tante faccende che tutti, chi più chi meno, faticano a stare al passo. Che siano i cambi d’identità sessuali, oppure il rincorrere la velocità tecnologica. Questa accelerazione crea, in reazione, il bisogno di una identità sociale, culturale, e politica. E già, il termine identità è utilizzato per separare, classificare, distinguere; e non a caso è un’arma e un’assillo della destra politica e religiosa. Quindi: stiamo attenti a non correre troppo, su troppe faccende che la mente umana ha bisogno di tempo, e respiro, per tutte le cose.

  • Adriano 7:58. Anche per me quegli interventi sono un delirio per consegnare identità nè carne nè pesce. Però si dovrebbero sentire i diretti interessati prima di sputare sentenze. La mente umana è molto più complessa, piena di sfumature, non incasellabile in categorie. Altrimenti si fa il gioco classificatorio dei reazionari, si cade nello stesso errore, vanificando il “c’è posto per tutti”. Consiglio il film The Danish Girl del 2015 diretto da Tom Hooper, che ha come protagonista Eddie Redmayne nei panni di Lili Elbe, “la prima persona a essere identificata come transessuale e a essersi sottoposta a un intervento chirurgico di riassegnazione sessuale”. Film crudo, ma anche ricco di bellissime atmosfere nordiche, ricercatissimo nelle ambientazioni e scenografie. Raffinato.

  • Adriano, correggo “sputar sentenze” con “esprimere giudizi”. Scusa.

  • Grazie Ivano della segnalazione di The Danish girl che non ho visto. L’ho appuntato sul mio taccuino. Penso che i blog dovrebbero servire anche, o soprattutto, a questo, a informazioni utili, anche spicciole. Crediamo di sapere tanto e invece sappiamo poco di ciò che passa il convento e le arti. Con un po’ di filtro al guasto, c’è del buono, nel via vai.
    Da mia parte segnalo il film”The father”, meglio in originale sottotitolato, con un monumentale Antony Hopkings, attore meraviglioso. Un testo teatrale al cinema, con l’ultima mezz’ora che commuove, e sono lacrime sane, che fanno bene al cervello. Alla vita, tribulata; grazie al cinema, al teatro, che non si può farne a meno!

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