menu

PIETRO CARRA

UN PRODOTTO A FORMA DI BAMBINO

Dice: ma perché lo fai? Alla gente non frega niente, se dici una cosa che non vedono su Repubblica sei un complottista, se gliela fai vedere si girano dall’altra parte, lascia perdere! – Carissimo, vedi purtroppo certe verità prima o poi vengono a galla, e in questo caso sarà cosa buona aver detto o fatto

Dice: ma perché lo fai? Alla gente non frega niente, se dici una cosa che non vedono su Repubblica sei un complottista, se gliela fai vedere si girano dall’altra parte, lascia perdere! – Carissimo, vedi purtroppo certe verità prima o poi vengono a galla, e in questo caso sarà cosa buona aver detto o fatto almeno una cosa. Il silenzio in questi casi è già complicità, e con certa gente NESSUNA complicità ci può essere, tanto meno usare uno dei loro vaccini elisir di lunga vita.
Così a quanto pare Montanari che diceva del businnes dei feti al quinto mese sbagliava, arrivano al sesto mese. Guardate queste sorridenti “dottoresse” (vedi: macellaie umane) dell’istituto Planned Parenthood (dei coniugi Bill e Melinda Gates, L’impero del Bene secondo Repubblica). Risparmio ogni commento sulle teniche di “disarticolazione” del prodotto, solo una interessante notazione linguistica, quando si preoccupa di chi c’è nella sala, se vedesse qualcosa che ha “la forma del bambino”… Ah tra l’altro queste nuove Mengele (nella foto) sono donne; ma la donna non era il vaso d’ogni perfezione? Va beh, saranno state travolte dalla loro fragilità… (alla cui causa ci sarà un uomo, ovvio).
Dal minuto 35’ (ma tutto il video è interessante)

https://mazzoninews.com/2021/05/23/joe-biden-e-la-vergogna-dei-cattolici-americani-mn-113/

PIETRO CARRA

28 Mag 2021 in Antropologia

37 commenti

Commenti

  • E un’automobile a forma di libretto di istruzioni: ma siamo ancora a discutere dell’ovvio? Voglio vedere nel 3000 le risate, ma anche nel 1000! L’embrione è individuo (individualitĂ ), ma non persona (individualitĂ  nel suo rapporto di connessione esterna), anche se, ammetto, inizia a diventarlo giĂ  in utero, perchĂ© qualcosa del mondo esterno esperisce, ragion per cui gli aborti devono essere pochi e precoci. Punto.
    E un cadavere resta carne morta, poco mi interessa anche il vilipendio di cadavere di un adulto.
    E ora che abbiamo aperto i fronti opposti i piĂą moderati articolino le posizioni.

    • Mi scuso di una certa veemenza, ma gòli anni giovanili da radicale mi hanno inculcato l’opzione di aborto come atto di civiltĂ 

  • Carra, no vax, antiabortista, magari anche anti trapianti di organi, anti cure palliative, accorciano la vita con tutra quella morfina, figli frutto di violenza o non desiderati, bisognava pensarci prima, non garantiti in vita, ci sono sempre le ruote, anti morte assistita, anti eutanasia. Il contrario un mondo pieno di zoppi, siamo nati per soffrire, solo Dio decide della nostra morte. Che bel mondo di moralisti.

  • Dimenticavo le pustole e le deturpazioni del vaiolo. Non solo i claudicanti che neppure trovavano da sposarsi. La smettano quelli sempre contro. Come dice oggi Serra sul mio giornale viva il conformismo che non fa sentire piĂą stupidi di quelli che dicono no, cambino idea questi ribelli spesso esponenti del Vaffa. Ha cambiato idea anche Di Maio rispetto al giustizialismo, riscattandosi dalle figure di merda del suo inizio politico. Se penso che anche qui qualcuno ne parlava bene… Ma sto andando fuori tema. I feti morti naturalmente possono benissimo essere usati. Certo, può fare un po’ impressione, ma senza ricerca scientifica e qualche azzardo che sembrerebbe immorale la scienza non avrebbe fatto strada. Sezionare cadaveri al fine della ricerca, se un tempo vietato, ha aiutato tutta la conoscenza anatomica e tutta la medicina per arrivare agli indiscussi vantaggi di cui oggi ci avvantaggiamo tutti.

  • Se posso generalizzare, e scusate se intervengo ancora, anche se qui si dovrebbe parlare di feti, ma ho conoscenti novax, che sono allo stesso tempo terrapiattisti, sostenitori delle scie chimiche, complottisti e altre stupidaggini. Inutile dire che anche da altri punti di vista, e rispetto ad altri argomenti, il loro livello culturale e il quoziente intellettivo sono senza dubbio bassini, anche se non vorrei generalizzare. E lascio perdere l’informazione ricavata da chissĂ  quali siti. Eterni “Bartleby lo scrivano” che oppongono No senza saper bene spiegare il perchè o opponendo discorsi da fantascienza, fantapolitica o fanta medicina. Secondo me. Discutendo con uno di loro, non vaccinato, ovvio, mi è scappata la battuta che se non vengono colpiti dal virus sono fortunati, anche perchè il virus colpisce i polmoni e non i c……. Mi sono quasi preso un cazzotto.

    • Il problema è che sono magari fortunati loro, ma infettano gli incolpevoli! Io cerco di non estremizzare, e della cultura del Sig Carra ho alta opinione, per cui a maggior ragione resto stupito. Certo, ci voglionmo sempre delle sentinelle sui margini del mainstream, ma le sentinelle riferiscono e tornano a osservare, lasciano altri ad esprimersi. E poi, questo mainstream è così negativo? Ci vorrĂ  pure un’opinione dominante, fa parte del gioco della democrazia. GiĂ , la democrazia prevede l’obiezione di coscenza, quindi sono fuori strada, ognuno ha il diritto di autodeterminazione, ma non di indicizzazione di persone allo spregio, e questo è il punto debole della segnalazione del Sig, Carra, a cui rinnovo la mia stima per competenze: Non si limita a mostrtere, si esprime sul conto di quelle dottoresse, operatrici al servizio del Genere umano con mezzi leciti. E ciò che mi dispiace, so che il sig Carra non risponderĂ . Non perchĂ© io mi prefigga la rissa, al contrario, avrei rinnovato un’apertiura di pacato dialogo. Incostruttivo, ma pacato.

  • No Vax, complottisti, sentinelle di Dio, tradizionalisti religiosi ma moderni profittatori di vitalizi che la vita l’e’ cara, nostalgici dell’autoritĂ  papale che chiuse gli occhi e la bocca mentre caricarono gli ebrei romani sui camion, azzoppatori o peggio di medici e infermieri nelle cliniche che interrompono la gravidanza, odiatori della scienza, che vorrebbero sottomessa alle loro credenze bislacche. Che dire di questi? A che serve?
    “Bartley lo scrivano”, con il suo “Avrei preferenza di no” (I would prefer not to), è un racconto lungo e complesso, che rischia di essere mal interpretato. Ci si sono spaccati la testa in molti, studiosi di Melville, tra cui un anglista come Gianni Celati, senza arrivare a una chiave univoca del racconto.

  • GiĂ  Marino, dimenticavo. Quelli dei miei elenchi di prima sono anche antisemiti, che catalogherei tra i complottisti quando gridano allo scandalo che tutta l’economia mondiale e la finanza internazionale è nelle mani degli ebrei. Quanto ai “no” mi pare che l’interpretazione contemporanea sia molto piĂą semplice della lettura di Bartleby, ma questo l’ho giĂ  detto.

  • E si ritorna alla memoria, tema sempre attuale, ma che forse merita qualche riflessione per la semplice constatazione che piĂą si parla di una cosa e piĂą questa viene a noia. E’ un tema antico, come lo sono sempre le discussioni di morale o di politica, dai feti allo sterminio di un popolo. La constatazione: piĂą si commemora e piĂą la memoria diventa stanca, piĂą si ricorda lo sterminio degli ebrei e piĂą aumentano gli episodi anti semiti. Segalo un articolo di Paolo Rumiz su Robinson, inserto di Repubblica di sabato scorso, che recensisce un saggio di Alberto Cavaglion, Add editore, dal titolo “Decontaminare la memoria”. AvrĂ  ragione? Ma il non parlarne servirebbe di piĂą? O parlarne come? A scadenze fisse come per tutti i giorni della memoria istituzionalizzati o cercare altri canali? Io non saprei come rispondere. Di fatto, aborto, diritti civili, olocausto ed altre conquiste o conclusioni della Storia si prestano a cicli e ricicli continui sempre pronti a rimettere in discussione tutto, tra revisionismi, negazionismi e nuove morali, spesso solo strumentali.

  • Io, con brother Adriano (e non è la prima volta, chè non saremmo brother, dice La palice!):
    “…. ragion per cui gli aborti devono essere pochi e precoci. Punto.”
    Si, Punto!

  • Dal video lanciato da Carra mi sembra d’aver capito che si tratti di feti abortiti naturalmente, non volontariamente.

  • Io cerco di non assegnare epiteti/etichette (anche se la tentazione a volte è forte) a chi sostiene opinioni differenti dalle mie; invece, purtroppo ormai, sono riusciti a provocare una guerra fratricida dove opposte trincee si scambiano solo battute sarcastiche. Purtroppo signor CarrĂ  (credo che un accento serva a derimere la pronuncia) siamo in questa situazione e, fin quando un nuovo sogno di democrazia trapelerĂ  all’orizzonte, sarrĂ  sempre peggio.

    Vede con il recente Colpo/i di Stato, di margini democratici in senso genuino non ne intravedo. Ormai la maggior parte è convinta che occorrano dei Decisori Illuminati che decidono per noi poveri inetti che non leggono la Repubblica (per dire,… solo come esempio).

    Il problema è che ci stiamo cadendo tutti insieme anche a quelli che vorrebbero discutere senza assegnare etichette, ancor prima del dibattito rispettoso.
    Pazienza signor Carra (Ă ) se ci reincarneremo potremo discutere.
    Grazie comunque.
    G

    • Giacomo tutti vogliono discutere pacificamente e articolatamente, ma l’impressione che dietro il pensiero “non allineato” si celi una regia è forte. Nonostante ciò, dopo un’arricciata di baffi, perchĂ© si teme sempre che dopo un’opinione possa avverarsi un rigurgito reazionario vero, mi sono scusato di una certa veemenza. Da uomo democratico sono comunque un difensore del mainstream: che c’è di male se il parere dei piĂą diventa il riferimento per l’ottica comune? Pare invece che chi non vede grossi complotti sotto le acque chete debba sottostare al “prima informati e poi parli!” Ma informati dove? Le ho esaminate le fonti alternative, ne ho fatto una lezione per l’UNI-Crema. L’uniformitĂ  piĂą piatta nella falsa luce del dissenso, il tutto con titoli accademici sbandierati di dubbia validitĂ . Poi discutiamo, giusto, perchĂ© questo è un blog, non un’accademia politica, lo assicuro.

    • Ottima segnalazione, ma deve tener presente che gi Stati Uniti sono ancora in uno stato di semicivilizzazione (lì dove l’Italia pende verso il rimbarbarimento, certo). In Italia cose simili avrebbero trovato di fronte un muro senza crepe, constatato personalmente. GiĂ , perchĂ© mi capitò da giovanissimo di subire sollecitazioni da un mio superiore per avere dai colleghi ginecologi qualche “pezzo” per ricerchĂ© ontogentiche: che c’era di male, andavano comunque inceneriti! Ho rischioato il linciaggio, di opinione medica e di provvedimenti disciplinari; a mia discolpa, così sprovveduto a inizio carriera, una visione bioetica me la stavo ancora formando a tentoni.
      Ma quando avremo organi cresciuti “in provetta” da cellule staminali, che faremo, ricominceremo a discutere se anche questi sono umani? Attualmente siamo alla fase di organoidi anche di piĂą tessuti combinati, e siamo giĂ  all’utilizzo per studi di tossicitĂ  ed efficacia da e di farmaci. In prospettiva ciò porterĂ  anche alla riduzione di sofferenze di cavie animali, oggi imprescindibili per un serio studio di tossicitĂ . Quindi, come dice Giacomo, basta un accento, e cambia il senso: non ci radicalizziamo. Vale anche per me.

  • La classifica è di oggi, pubblicata oggi e forse il 2012 si deve intendere 2021.
    I primi in classifica sono i classici giornali mainstream, che però nessuno obbliga a leggere. Se fosse necessario un nuovo pensiero niente impedirebbe di acquistare gli ultimi in graduatoria. Quindi il problema in Italia è chiedersi chi legge i giornali e chi no. Giudizio di merito? Di valore? Sì. E non c’è nessun sarcasmo signor Giacomo Cangini.
    “Tra i primi venti quotidiani italiani nel 2012 troviamo sul podio Corriere della Sera, Repubblica e La Gazzetta dello Sport Lunedì, mentre in ultima posizione si trova Il Fatto Quotidiano.

    1 – CORRIERE DELLA SERA
    Tiratura media 609.785 – Diffusione Media 474.395 – Totale Pagata 440.613

    2 – LA REPUBBLICA
    Tiratura media 509.141 – Diffusione Media 396.446 – Totale Pagata 357.797

    3 – LA GAZZETTA DELLO SPORT – LUNEDÌ
    Tiratura media 491.172 – Diffusione Media 366.653 – Totale Pagata 340.762

    4 – IL SOLE 24 ORE
    Tiratura media 331.753 – Diffusione Media 262.360 – Totale Pagata 256.676

    5 – LA STAMPA
    Tiratura media 350.297 – Diffusione Media 253.971 – Totale Pagata 248.535

    6 – CORRIERE DELLO SPORT – STADIO LUNEDÌ
    Tiratura media 372.390 – Diffusione Media 236.807 – Totale Pagata 234.420

    7 – LA GAZZETTA DELLO SPORT
    Tiratura media 367.624 – Diffusione Media 261.250 – Totale Pagata 234.204

    8 – TUTTOSPORT – LUNEDÌ
    Tiratura media 329.178 – Diffusione Media 195.265 – Totale Pagata 193.914

    9 – IL MESSAGGERO
    Tiratura media 247.002 – Diffusione Media 176.800 – Totale Pagata 172.215

    10 – CORRIERE DELLO SPORT – STADIO
    Tiratura media 272.236 – Diffusione Media 156.904 – Totale Pagata 154.684

    11 – IL RESTO DEL CARLINO
    Tiratura media 183.714 – Diffusione Media 137.247 – Totale Pagata 134.412

    12 – IL GIORNALE
    Tiratura media 220.386 – Diffusione Media 129.689 – Totale Pagata 127.601

    13 – L’AVVENIRE
    Tiratura media 160.649 – Diffusione Media 121.998 – Totale Pagata 120.487

    14 – LA NAZIONE
    Tiratura media 145.905 – Diffusione Media 110.358 – Totale Pagata 108.386

    15 – LIBERO
    Tiratura media 166.282 – Diffusione Media 96.657 – Totale Pagata 94.585

    16 – TUTTOSPORT
    Tiratura media 189.841 – Diffusione Media 93.110 – Totale Pagata 91.922

    17 – GAZZETTINO
    Tiratura media 99.955 – Diffusione Media 77.047 – Totale Pagata 74.883

    18 – IL MATTINO DI NAPOLI
    Tiratura media 92.942 – Diffusione Media 67.929 – Totale Pagata 65.853

    19 – IL TIRRENO
    Tiratura media 83.183 – Diffusione Media 65.905- Totale Pagata 64.361

    20 – IL FATTO QUOTIDIANO
    Tiratura media 110.667 – Diffusione Media 56.380 – Totale Pagata 55.926

    • Forse non si tiene conto degli abbonamenti online, come il mio per il “Fatto quotidiano”. Psssare all’immateriale!

  • Appunto, un blog senza nessuna connotazione politica come linea giuda. E un elenco, tra firme passate e presenti dei lettori di Repubblica che scrivono qui, smentirebbe il giudizio del signor Giacomo Cangini. Anche di Carra.

  • Il Fatto Quotidiano: gennaio 2021, tiratura 71.766, diffusione cartacea 57.889, diffusione digitale 26.756.
    La Repubblica nel mese di marzo 2021 ha registrato 32.106 copie digitali contro le 31.935 del Sole e le 31.921 del Corriere. Repubblica ha superato così il Sole e il Corriere: Questi sono dati che Repubblica pubblica su un suo sito, spero attendibile. Non c’è confronto col Fatto, nel senso che non lo nomina. Comunque anche il Fatto è indubbiamente letto. Così continueremo a leggere del Movimento, in continuo movimento, magari di quella frangia ostile a Draghi dopo l’appoggio di Grillo e Di Maio.. Leggeremo anche dell’avvicinamento di Di Battista alla Meloni e dove andrĂ  a parare quella frangia ribelle. Ma lo racconterĂ  anche Repubblica e io lo leggerò lì. Per abitudine. Anche se sappiamo che ormai l’informazione non la fanno i quotidiani.

  • Il “Fatto Quotidiano” ha una sua peculiare identitĂ : grillina, antiberlusconiana, gazzetta delle procure che combattono il malaffare, a difesa del belpaese contro le sciatterie urbanistiche. Non è un giornale anglosassone; è anche fazioso: a favore dell’ala critica degli amici di ieri e di oggi di Grillo; e l’editoriale ogni di’ di Marco Travaglio è una fatica obbligatoria, che così vogliono i lettori, i fan di Travaglio che sono tanti, che lo adorano in modo sperticato. Una massa di fedeli poco critica, a cui ha provato a lisciare il pelo anche Andrea Scanzi, che si diverte a tirare rigori con il suo blog personale, senza portiere, postando roba facile, per mandare in visibilio, in delirio d’approvazione i seguagi della Rete.
    “La Repubblica” persa la direzione di Ezio Mauro, si è sfilacciata, nonostante la corazzata che era diventata; ha perso firme di gran qualitĂ , e ha una prima pagina, una titolazione spesso scialba, moscia, che giudico, per il niente che vale il mio parere, incapace d’indignazione, tanto misurata, per non irritare la proprietĂ  che, evidentemente, vuole cosi. Oggi, 2.6.21, “Repubblica” scrive “in nero: “La condanna dei politici si tramuti in azione per far sì che tanti altri capoclan escano dopo 26 anni”. Un colossale errore di sciatteria. Nell’articolo di Conchita Sannino, incolpevole, c’è un “non”, decisivo, dimenticato dal caposervizio titolista. Sciatteria, titoli blandi, questa è “Repubblica” di oggi, e credo lo sarĂ  pure l’indomani.

  • Marino, i titoloni lasciamoli ai social e ai fanatici e ai settimanali scandalistici. Servono solo a vendere. Io ormai sono per un’informazione ragionata, non spettacolare come quella che fa Travaglio, che poi Ă© sempre stata la tattica della politica grillina, dalla povertĂ  abolita, gridata dai balconi, allo stato in messa di accusa al Presidente. Anche se i titoli non gridati sono una scelta editoriale di Gedi. In tutti i casi Repubblica vende ancora. Non credo sia stata abbandonata da molti. Almeno non da quelli della mia etĂ .

    • Quando “Il Giorno”, proprietĂ  ENI, perse il direttore Italo Pietra, perse Enzo Forcella, cacciato dal nuovo direttore Gaetano Afeltra; perse Natalia Aspesi, Giorgio Bocca, il critico teatrale Roberto De Monticelli; perse Bernardo Valli, Gianni Locatelli, Vittorio Emiliani, diventò un quotidiano opaco, un giornale scialbo. “Il Giorno” passò dall’essere (fine anni Sessanta e inizio Settanta), il miglior quotidiano italiano, il piĂą prestigioso, a un giornale spento, istituzionale, legato ad alcuni partiti, misurato, e piĂą attento a coprire che a scoprire. Dall’avanguardia, alla retroguardia, così divenne “Il Giorno”, disse Emiliani, che se ne andò al “Messaggero”. Eppure, nonostante fosse diventato un quotidiano spento, con diverse firme di qualitĂ  andate a scrivere altrove, “Il Giorno” di Afeltra mantenne buoni risultati di vendite.
      Una volta i lettori si affezionavano a un quotidiano cartaceo. Sapevano dove trovare le rubriche; conoscevano l’impaginazione. E l’abitudine rassicura, stende i nervi. Oggi, non è piĂą cosi? Non ci metterei la mano sul fuoco. Quando Montanellì se ne andò dal “Giornale Nuovo” e fondò “La Voce” lo seguirono metĂ  redazione del “Giornale Nuovo”, ma i lettori non lo seguirono affatto. Tanto che Montanelli si chiese se, per anni, leggevano i suoi editoriali, o comprendevano il suo pensiero. Probabilmente non leggevano i suoi editoriali, ma si limitavano ai titoli, a buttarci un’occhio.

  • Amico Carra, noi ci siamo, e siamo colloquiali: non ci dice altro? Contestare è blog, replicare ancor di piĂą!

  • Bravo Adriano, un blog va alimentato, altrimenti chiude. Inutile usarlo come proprio palcoscenico senza mai entrare in dialogo con gli altri. Non interessa interloquire? Prima o dopo chi scrive smette di intervenire. A meno che l’argomento proprio non interessi. Ma sarebbe buona educazione rispondere ai commenti. E sarebbe anche un modo per stare sul pezzo.

  • ok commento che nessuno ha visto il video, come da copione…

    • NON E’ VERO!

  • Non è vero. L’atteggiamento molto sorridente e le considerazioni di quella donna medico, di colore oltretutto, “domani arriva un pezzo di sette mesi”, o molto simile, ha turbato anche me. Mi è sembrato cinico oltre misura. Io ho posto comunque una domanda. Dal video mi era parso di capire che si trattasse di feti abortiti naturalmente, – nessuna legislazione permetterebbe un aborto al settimo mese -, che non si parlasse di feti abortiti volontariamente. In caso diverso la penserei come Adriano. Credo che la ricerca debba andare oltre le paranoie morali o religiose. Quei feti andrebbero comunque allo smaltimento. Mi sbaglio?

    • Ivano, e sig, o dott. Pietro, il problema etico va diviso in due parti, e ognuna va gestita nel giudizio secondo razionalitĂ  e secondo sensibilitĂ . Da una parte il “veto” di interrompere un processo moltiplicativo cellulare, inizialmente del tutto meccanicistico (individualitĂ  non è persona e ci posso ritornare), dall’altra il rispetto per il prodotto biologico di questa interuzione. Sul primo aspetto dico che l’uomo è l’unico animale che prolifica in condizioni non idonee, oltre agli addomesticati che da lui sono condizionati. Il natura dove fallisca la spontanea soppressione della capacitĂ  generatoria, all’errore si supplisce con l’infanticidio addirittura (animali selvatici in cattivitĂ  ad esempio); quindi un provvedimento sanatorio in emergenza è secondo natura e secondo tradizione (tutti i popoli praticano l’aborto, ad esempio prima di una migrazione). Comne sensibilitĂ  individuale mi fa piĂą orrore una vita, programmabile a tavolino, che si sviluppi fra stenti e angherie genitoriali che un’interruzione con rinvio a una prossima occasione (il che conttraddice il principio di individualitĂ , ma non quello di solidarietĂ , per l’eventuale nascituro e per la madre). Molto giovane, studente, mi ci son tovato e non sento alcun “peso”, nè io, con la mia bella famiglia attuale che nn ci sarebbe, nè l’altra metĂ , felicemente sposata con un medico statunitense con tanti figli e nipoti, che non ci sarebbero. Il rispetto del cadavere è normato per legge, in risposta a un sentito diffuso. Ho esposto la mia esperienza in merito, quasi un ordine di un superiore, e la dura reazione incontrata, per cui ho capito che non si deve, ma un cadavere non è piĂą persona, ma resta individualitĂ  cadaverica, e se può servire a qualcosa ancora… nel rispetto delle volontĂ  e dei sentimenti, e qui sta il punto debole di quella procedura, sia umanamente che secondo nostra legislazione. Considerato che l’etica è un bene utilitaristico tuttavia nel 3000 la potremmo pensare differentemente.
      Visto come si sbrogliano le matasse?

      ndr: si, adesso, ripulita, è davvero sbrogliata! Grazie

  • E comunque è chiaro che qui il tema è ancora l’aborto, non l’utilizzo, appunto, del prodotto. E vorrei anche ricordare che i difensori della vita a tutti i costi, ne ha giĂ  accennato Marino, sono poi quelli che sparano ai medici abortisti. Una vita non varrebbe l’altra?

  • se l’avete visto, direi che la cosa principale è che si dice che si uccide normalmente con la digossina il bambino di 5 mesi, ma a volte lo si fa a pezzi vivo per preservare i tessuti da contaminazioni. Ps. “l’uomo è l’unico animale che prolifica…”: (Tango): l’uomo non è un animale (almeno non ancora tutti).

  • In veritĂ  mi verrebbe da dubitare dell’autenticita del documento o sospettare una violenta manipolazione.

  • è la cosa migliore, se la fa stare piĂą tranquillo… “il loro livello culturale e il quoziente intellettivo sono senza dubbio bassini” (Macalli)… sarĂ , ma i “no vax” che conosco io hanno fatto la matematica differenziale alle superiori, leggono Seneca in latino e suonano un Bach per lo meno presentabile

    • Lei è fortunato Carra, conosce solo persone intelligenti, io solo i pirla.

  • Roberto Mazzoni, integra l’articolo di commento al video con questa citazione del cattolico americano Rodney Pelletier: ““Joe Biden e Kamala Harris hanno dimostrato un impegno senza sosta verso l’infanticidio e verso la distruzione della famiglia costringendo le persone a tradire le proprie coscienze per sostenere la cosiddetta ideologia transgender”. E’ chiarissimo da che parte sta.

    • Carra, evidentemente Rodney Pelletier, ha “fatto la matematica differenziale alle superiori, leggono Seneca in latino e suonano un Bach per lo meno presentabile”. A me non basta, o non sono garanzie sufficienti.

  • Carra, si è dimenticato di dire che i no vax che Lei conosce sono anche espertissimi di scienza.

  • ciao a tutti, alla prox

Scrivi qui il commento

Commentare è libero (non serve registrarsi)

Iscriviti alla newsletter e rimani aggiornato sui nostri contenuti