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FRANCESCO TORRISI

Italia al “massimo ribasso”

  Avevo concluso il mio precedente “Articolo in evidenza” con: “Si, mi sto rendendo conto che …..questo è il Paese amato da Berlusconi, facciamocene una ragione!” Purtroppo, quella conclusione si sta confermando ogni giorno che passa, di questo “governo con tutti dentro”, in modo sempre più sconfortante. “Si usa l’espressione “massimo ribasso” per indicare quel

 

Avevo concluso il mio precedente “Articolo in evidenza” con:

“Si, mi sto rendendo conto che …..questo è il Paese amato da Berlusconi, facciamocene una ragione!”

Purtroppo, quella conclusione si sta confermando ogni giorno che passa, di questo “governo con tutti dentro”, in modo sempre più sconfortante.

“Si usa l’espressione “massimo ribasso” per indicare quel genere di gare in cui l’unica discriminante per la scelta del fornitore è il prezzo”.

Questa la lapidaria definizione tecnica di una procedura di aggiudicazione che dovrebbe puntare all’obiettivo dichiarato di “spendere meno” per ottenere un bene/un servizio.

Una scelta che dichiaratamente prescinde dalla qualità del bene/servizio fornito, privilegiando il solo aspetto economico.

Ecco, la pessima impressione che si trae da alcune esemplificazioni eclatanti dell’applicazione di questa procedura: “Ponte Morandi”, “”Funivia Mottarone”, “ILVA di Taranto”, squallido…. bouquet dalle conseguenze tragicamente drammatiche per i cittadini, “utenti del servizio”, non possono che indurci a restare esterrefatti rispetto al gran discutere (in nome di una presunta semplificazione delle procedure) che si è fatto sull’utilizzo di questa procedura di aggiudicazione di gare d’appalto, per fornitura di beni/servizi, peraltro di primaria importanza e dimensione economica, per la comunità.

La riflessione che si impone, almeno a mio modo di vedere, è la seguente:

non è che l’intero “sistema Italia” stia smottando inesorabilmente verso la china del “massimo ribasso” economico, mettendo in secondo piano/dimenticando il portato qualitativo/valoriale che le scelte fatte per l’intera comunità possono/devono portare sempre con se?

La primaria esigenza di sopravvivere alla pandemia, con le conseguenti, dovute limitazioni, coercizioni delle nostre libertà individuali, accettate in nome del bene comune (ma anche individuale!), non possono, non devono farci dimenticare la primaria importanza che deve essere attribuita alla qualità della vita che conduciamo, che non può essere assolutamente ridotta a criteri di ….”massimo ribasso”!

Massimizzazione del ribasso culturale, legalitario, artistico, estetico, naturalistico, di sostenibilità, di solidarietà, di accoglienza, di tolleranza e così, via via ….”accessoriando” la nostra vita sul pianeta.

Guardo con terrore alla crescita dell’”economicizzazione” dei nostri sentimenti, che corrisponde ad una parallela “decrescita infelice” del nostro senso del sociale, senso di appartenenza ad una comunità sostenibile di viventi/ respiranti/ vegetanti!

Non lasciamo che questo strisciante, invasivo, pervasivo “massimo ribasso” si impadronisca di noi!

FRANCESCO TORRISI

01 Giu 2021 in Società

16 commenti

Commenti

  • Riconosco, molta sensibilità. Un mondo arido, calcolato, speculativo nel cuore, senza sentimenti.

  • La cosa che più mi preoccupa è la possibil/probabile frettolosità e toilleranza sull’impatto ambientale. Per il resto il problema è speculae alla giustizia, e mi spiego: il controllo o lo fai a monte o lo fai a valle. Se chi si accinge ad appaltare sa che se sgarra lo beccano in tempi veloci e in altrettanto veloci interludi lo rovinano per sempre, si può risparmiare sui controlli a monte. Ci vogliono poii dei professioonisti nel fare le gare. Tuytte le volte che ho visto attività affidater a general contractors con reisultati pietosi ho riscontrato lacune nel dettaglio di servizio atteso. Nel bando ci deve eee proprio tutto, anche il bollino blu. Vero che di una gara con descrizione moto dettagliata ci si serve per favorire qualcuno che quel prodotto così ben descritto ce l’ha, ma nella contingenza del far presto sarebbe il minor dei mali. Altro aspetto: le porte aperte alle mafie. Hanno i portafogli pieni, mai come ora, quaindi cxn una catena di scatole cinesio riusciranno comunque a entrare. Bisogna vedere per fornire cosa e con che metodi gestionali, perché lo storico “pecunia non olet” è di particolare attualità. E di pecunia, a fronte di poveri disfgraziati rovinatii dalla pandemia, ce n’è tanta nei portafogli, di pulita e di sporca, e non solo in quelli dei veri ricchi. Ecco il paradosso Italia!

    • In questo contesto di “massimo ribasso”, non si può ignorare il “massimo ribasso” della “sinistra” nel “buffo stivale”.
      Recenti sondaggi vedono la destra nel suo complesso (FDI + Lega + FI ) assai vicina al 50% metre la “sinistra” raggiunge circa solo la metà delle intenzioni dei votanti a destra!
      Può diventare decisiva agli effetti di chi condurrà il governo del Paese nei prossimi anni, la conclusione dell’iter di “riassetto” del movimento 5*, nella sua transizione a “partito politico”, pilotata dall’ex premier Giuseppe Conte.

  • Ma chi si fida dei 5stelle?

    • Difatto io ho parlato di “…. iter di “riassetto” del movimento 5*, nella sua transizione a “partito politico”, pilotata dall’ex premier Giuseppe Conte….”. Ivano, è un’opzione, una tenue speranza alla quale aggrapparsi, per la nostra malata, boccheggiante democrazia dei Partiti. E non sottovaluterei cmq la portata introdotta a suo tempo dal movimento 5*, con il sistema di consultazione on line, in tempo reale, degli iscritti tramite piattaforma ((che non deve essere per forza la Rousseau di Casaleggio associati!).

  • Ma bisogna accontentarsi, che l’affidabilità alla pratica politica italiana, è merce piuttosto rara, che ci sono gli amici e i figli da sistemare, le seconde case da frequentare quando ci sono famiglie di quattro persone che stavano in appartamenti con sfogo balconcino. Che il Partito Democratico ha avuto un Segretario come Matteo Renzi, e c’è chi l’ha votato e voluto e applaudito senza nemmeno un filino di vergogna, nemmeno posteriore. Si dimenticano le miserie, proprie. I Cinquestelle sono un partito italiano, che non ho mai votato, fondato da un personaggio “italiano”, abile, un tribuno come Beppe Grillo, che non credo abbia più voglia di contarla su, ora. Ha altri problemi. Ho detto e scritto fin dall’inizio che la socialdemocrazia italiana ha tre alleati: la sinistra radicale (quando non smotta, ed è sempre dietro l’angolo che succeda: adorano i partitini; gli ambientalisti, che in Italia sono pochini; e i Cinquestelle. Punto. Altro non c’è. Siamo un paese d’ipocriti, di falsomoderati; di profittatori, di destrorsi; di ognuno fa quello che vuole a casa sua, anche un filino fuori. Draghi è forse ancora qualcosa d’importante, con l’aria che tira. Accontentiamoci. L’avvocato Giuseppe Conte? È gentile, ben vestito, piace alle donne, e non è un piastrellista, per fortuna sua, che avrebbe il mal di schiena. È italiano, anche lui, ma va bene. Altro non c’è.

  • “consultazione on line” Appunto, io non capisco quest’enfasi consultoria che non mi pare abbia espresso chissà quali personalità. Che Giggino abbia studiato un pochino e qualcosa abbia imparato dobbiamo riconoscerlo, ma la piattaforma ha espresso anche Dibba, Raggi, magari facce presentabili come Crimi, poi è arrivato Conte, brava persona, ma intanto i Grillini hanno governato con la Lega con i provvedimenti assurdi che han preso. Culi per tutte le braghe mi parrebbe. A parte il fatto che dall’orizzonte mediatico sono spariti in tanti, qualche volta si vede Toninelli intento a dimostrare di essere intelligente, se lo dice da sè, e non sempre riuscendoci. Se poi consideriamo che tutto è partito da quel Grillo che in fatto di formazione ed educazione familiare, tra un Vaffa e l’altro ha dimostrato tutto il suo fallimento di padre verso un figlio, come sarebbe se fosse diventato padre della patria? Ma davvero dobbiamo confidare in un Movimento sempre in movimento tra spaccature, abbandoni, guerre di soldi, con quel Casaleggio junior che voleva farla da padrone? Se poi consideriamo che una coalizione di destra, nonostante le indecisioni del Berlusca, ormai supera eventuali alleanze a sinistra, come dice Marino non c’è altra scelta di affidarsi a loro perchè è questo che passa in convento, allora io direi che siamo messi malissimo. E poi la riforma delle Camere voluta dai 5stelle cosa porterà di buono? Una selezione numerica corrisponderebbe a scelte più consapevoli? E cosa ce ne facciamo anche di una nuova piattaforma come vorrebbe Conte? Anche qui quale sarebbe la garanzia democratica affidata ad un social, appunto con i risultati della precedente? Per dire che se anche ci accontentassimo dei 5stelle sarebbe comunque un azzardo, ma se proprio non abbiamo scelta….in tutti i casi molti di loro finiranno a destra. E numericamente non si sa se basterebbero. Tempi difficili, lo sappiamo tutti, questi della modernità dei social, e forse dovrebbero preoccupare, e non considerare una possibilità democratica un like a favore di personaggi sconosciuti.

    • Scusa Ivano, ma banalizzare le grandi possibilità di consultazione in tempi btevissimi della base degli iscritti, con ” ….un like a favore di personaggi sconosciuti ……” mi sembra ingeneroso, ooltre che irrispettoso della realtà fattuale.

  • I dubbi di Ivano sono condivisibili, ma la minestra che c’è è questa, a sinistra, oggi. Non vedo salti di qualità possibili. I Cinquestelle di Grillo e Casaleggio junior e senior; del Che Guevara col passeggino a farsi i selfie sulle spiagge del Sudamerica (Sudamerica, Sudamerica…cantava Paolo Conte); dello streaming; del Parlamento roba vecchia, vintage; dei cento partitini ora diaspora dei dissociati; i Cinquestelle sono questi. Il partito dei Vaffa; però, poi, governare gli italiani è complicato, e i Vaffa, quando devi prendere delle decisioni, sono un’intralcio.
    Ma i Cinquestelle hanno fermato un’ondata che poteva virare politicamente a destra; hanno un’attenzione per l’ambiente e la giustizia, perfino maggiore degli eredi di Pio La Torre andati di male in peggio, negli ultimi anni, con la guida politica di D’Alema e Renzi: durigenza che ha malridotto il vecchio Partito Comunista: il primo, con la sua “supponenza” intellettuale, le scarpe fatte a mano, la barca, la Bicamerale, “i teoremi della Procura di Milano”; il secondo, che ha trattato Maurizio Landini, un uomo gentile, serio, un sindacalista onesto, come un villano tupamaros. Come venirve fuori, in breve, con queste eredità?
    Come dimenticare che il pensiero berlusconiano ha messo radici profonde nella vita, la cultura degli italiani?
    Giuseppe Conte è un passo avanti nella storia dei Cinquestelle; Zingaretti e Letta Enrico, lo sono nei confronti di Matteo Renzi. Mi auguro un voto giovanile che premi una nuova forza ambientalista. E c’è la destra italiana, che mi fa paura. È un pericolo, per il vivere civile. Vivo in una nazione, non nazione, con un paesaggio meraviglioso, un museo a cielo aperto, un museo di stanze chiuse, cibo unico, varietà di ogni genere; ma ci sono gli italiani, e con cui non condivido che il dispiacere di vivere accanto, la porta accanto. La realtà è quella che è. Anche solo per timidi passi avanti ci vuole tempo.

    • Condivido, Marino, anche perché i …..passi indietro, in passato, sono stati tuttaltro che timidi! Spesso son diventati addirittura dei veri e propri, dietrofront!
      Oltre a ciò non si deve dimenticare che quando si parla di PD non sarebbe proprio appropriato fare riferimento alla “sinistra”, nel PD è confluita buona parte della vecchia “balena bianca” che di sinistra ……
      Tutto ciò posto, una sana ricostituzione del movimento 5* in partito politico, sotto la guida di quel galantuomo di Giuseppe Conte, è……tutto quello che passa il convento per sperare di non cadere nelle mani del trio …..dell’avemaria: Salvini/Berlesconi/Meloni.
      Questo è!!!!

  • A fine luglio inizia il semestre bianco di Mattarella che non si ricandiderà. Che la politica debba scendere a compromessi questo è così da sempre, anche con partiti con più identità di ora. Io credo che l’obiettivo non sia la vittoria a tutti i costi, ma il caratterizzarsi sul tema dei valori scippati sotto varie vesti da tutti i partitelli dell’arco costituzionale chiamandoli populismi (le destre) o populismi gentili (Conte) Non dico di fare i duri e puri, ma la sinistra ha commesso errori madornali, senza un progetto credibile, se non a sprazzi, ma proprio per questo non un progetto, e non è un gioco di parole, allontanandosi sempre di più da una base che non ha la pazienza di aspettare chissà quanto tempo risposte ad istanze urgenti. A questi bisogni le destre hanno risposto con più tempestività, o propaganda semplicemente, e il contrario non vuol dire buttare fumo negli occhi alla gente, ma educare a quello spirito di corpo, o paese, capace di costruire, magari non nell’immediato, rinunciando a facili promesse elettorali, che tenga conto della complessità del contemporaneo, in un clima che a me sembrerebbe in questo momento non favorevole. Biden in America non è Trump e nonostante rigurgiti reazionari covati nella parte più profonda del paese ha saputo imporsi contro fanatismi, ignoranza e superficialità. Certo, il nostro sistema non prevede l’elezione diretta del presidente e il nome scaturirà dai soliti compromessi partitici. In verità in questo momento sarebbe rischiosissimo adottare un sistema americano. Se negli Stati Uniti ha prevalso il buon senso contro demagogie e tentativi di spaccatura del paese, io credo che tutto si giochi sul nome del prescelto. Anche in vista di prossime politiche naturalmente. Draghi Presidente? Perchè no? Ha credibilità internazionale e le abilità di un tecnico, e sino ad ora riesce a tenere insieme un governo raffazzonato nonostante scelte non popolari come i vari contenimenti pandemici, già avviati da Conte, tanto contrastati strumentalmente da una parte del governo, per non parlare dell’opposizione meloniana. E difatti da questa epidemia ne stiamo uscendo, come cominceremo ad usare i fondi europei per una sospirata ricostruzione, almeno fino a quando l’Europa non chiederà i conti, che sarebbe giusto così. Insomma, i partititi si stanno coalizzando, alcuni più convintamente di altri, ma altra grande partita sarà la scelta del futuro Presidente, scelta forse anche più importante, nonostante i poteri limitati, della coalizione che ne uscirà dalle elezioni, prima o dopo. E la scelta del Presidente potrebbe influire simbolicamente e non poco sui futuri assetti politici. Anche se i nostri rappresentanti sono scaltrissimi in fatto di possibili strategie future. Insomma, i due temi sono intrecciati. Anche qui vedremo come il centrosinistra lavorerà.

  • Disposto ad accettare tutto, ma mi si risparmi l’eventualità di Berlusca President.
    Sarebbe davvero la fine!!!!

    • Tranquillo Francesco, non succederà. Diventeremmo lo zimbello di tutta Europa e mondo. Io vedo gente ben più aggressiva in giro e vedrai che cercheranno di imporre un nome più congeniale alla loro smania di potere. Quanto alle consultazioni on line e il mio giudizio sembrato irrispettoso vorrei ricordare che gli iscritti a Rousseau non sono un gran numero e la conseguenza del voto diretto ha portato all’elezione di sconosciuti le cui capacità abbiamo potuto valutare tutti. Sconosciuti, dicevo, e non solo io. La viceministra Cinquestelle all’economia lo dichiara oggi in un’intervista a Repubblica, e parla di liste civiche di persone non note e solo legate a realtà territoriali. Ma governare un Paese é altra cosa. Emotività e passione non bastano. A questi sconosciuti a questo punto sta a noi riconoscerne o meno le competenze. Il Movimento é stato un esperimento che non ha retto, vedi da parte di alcuni la necessità di trasformarlo in un partito come tanti altri. Se un Di Maio verrà rieletto questo lo dovremo al lavoro che ha svolto, non ad un terno al lotto.

  • Durante la pandemia la destra italiana ha dimostrato cos’è; ma a molti italiani il tempo corre, pensa a farla franca, con i suoi traffici, e la memoria è corta. Ma ci siamo salvati in più occasioni: durante il referendum repubblica/monarchia; referendum civili: divorzio e aborto: e furono battaglie complicate, con il paese rurale e della bassaItalia, escluse le grandi città, che hanno votato in maggioranza se non con un plebiscito, per restare un paese tradizionalmente bigotto. Abbiamo avuto Andreotti; il rischio di Previti come ministro della Giustizia; abbiamo avuto Formigoni, Bossi, Berlusconi. E, nonostante tutto, nonostante Salvini, Meloni e Berlusconi, l’Italia, per il momento, non è ancora in mano loro. Ma, la federazione Lega-Berlusconi è il possibile colpo definitivo. Non mi occupo di politica; non so di strategie; ma questa è una furbata che rischia di chiudere le partite anzitempo.

  • Qui o là non fa differenza. Che sia in corso un nuovo riassetto politico mondiale, ma soprattutto economico, è un dato di fatto. Biden ne è consapevole, come lo sono tutti gli atlantisti. Non lo siamo noi italiani, non tutti, con un Grillo filocinese, ma anche con un D’Alema che elogia il comunismo giallo perchè ha tolto dalla povertà 800milioni di cinesi, come se bastasse un pezzo di pane per riscattare da tutte le libertà fondamentali negate. Ammettiamo anche che la posizione di Grillo sia personale e che non parli a nome del Movimento, ma di fatto il comico non è solo. E D’Alema non conta più un fico secco, ma tra nostalgie e rigurgiti, non solo di destra, qualche preoccupazione resta.

  • “La volpe del timoniere” (delle Puglie), come chiamava D’Alema, Luigi Pintor, con sarcasmo, per dire che non ne aveva mai azzeccata mezza, in politica, nonostante D’Alema avesse una discreta opinione di sé; insieme a Walter Veltroni hanno traghettato l’ex Partito Comunista, che aveva già l’immensa colpa della spaccatura, negli anni Venti del Novecento, del PSI, alle secche del filoarabismo. Hanno chiuso la porta in faccia ai laburisti israeliani; detestato la socialdemocrazia europea, dicendo (D’Alema) che la nuova concorrenza cinese (anni ’80) era un bene per il Mercato; e baipassando la nobile esperienza socialdemocratica per arrivare al Partito Democratico all’americana (Veltroni). Una deriva finita nel fango renziano, con cui i militanti, i simpatizzanti rintronati del PD, nemmeno si accorsero, incluso il piccolo insignificante PD cremasco, dove si erano andati a cacciare. Questo è quanto.
    La Cina è una dittatura che permette solo timide gestioni autonome localiste, nella Cina profonda, per accontentare i semplici con piccole esigenze quotidiane. È un paese che impedisce e picchia duro contro ogni libertà, pensiero critico differente da ciò che ordina il Partito. È una nazione con un governo che è un pericolo per il mondo intero. E il fatto che la sinistra italiana, i Cinquestelle non lo dicano ad alta voce, dimostra la pochezza di chi li rappresenta.

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