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ANNA ZANIBELLI

CONFESSIONI DI UNA CIOCCO-ADDICTED

Questa storia del cioccolato deve finire! È una vita che mi sforzo di preparare dolci senza cioccolato ma niente. Dopo uno o due, ritorno sempre alle origini. Del resto lo confesso: sono una ciocco-addicted. Non sto parlando di quelli che dopo una giornata difficile, il morale un po’ giù, si consolano con un quadretto di

Questa storia del cioccolato deve finire! È una vita che mi sforzo di preparare dolci senza cioccolato ma niente. Dopo uno o due, ritorno sempre alle origini. Del resto lo confesso: sono una ciocco-addicted. Non sto parlando di quelli che dopo una giornata difficile, il morale un po’ giù, si consolano con un quadretto di cioccolato. Qui non si tratta di cibo consolatorio una tantum ma di una vera e propria dipendenza.
Chi non ha mai sentito quella necessità inarrestabile di annegare nel conforto del fondente? O la ricerca dell’anima di assaporare un gianduia nocciolato? O scoprire, ogni volta, un diverso ripieno paradisiaco con le praline?
In fondo non credo siano semplicemente cioccolatini. No, no, no! Credo piuttosto in una sorta di cibo spirituale. Non a caso i Maya denominavano il cacao “ cibo degli dei”. Il sapore tendenzialmente amaro non attrasse Cristoforo Colombo che nel 1502, ormai al suo quarto viaggio, dopo averlo ricevuto in regalo, non gli prestò molta attenzione. Dovettero passare una ventina d’anni finché i monaci europei, esperti di botanica, cambiarono la ricetta originale dello Xocolat con ingredienti adatti al gusto nostrano trasformandolo nell’attuale cioccolata.
Il mio rapporto con questo dolce chiacchierato è strano. Posso ignorarlo per un po’, far finta di non averne davvero bisogno, ma alla fine sono costretta ad abbandonarmi alla tentazione fino a esserne soddisfatta, solo così riesco a non pensarci fino alla volta successiva. Un gusto bilanciato e armonico, un connubio di sapori che dal palato arriva direttamente alla testa e, perché no, al cuore.
Quando esagero riesco persino a immaginarmi seduta in cerchio in quei gruppi di sostegno per dipendenti anonimi ed esclamare, a un certo punto: “ ciao, sono Anna e non mangio cioccolato da una settimana”. E tutti ad applaudire.
Quando si tratta di cioccolato il mondo si ferma, andiamo tutti in fibrillazione. Mangiarlo si sa, porta al benessere psicofisico, rallenta l’invecchiamento, migliora l’umore, la circolazione, rilassa, stimola la concentrazione e dà energia.
Solo per questo si potrebbe, con la stagione fredda, spalancare le braccia all’arrivo di questo balsamo che, dopo essere stato in vacanza, ritorna nelle nostre vite indispensabile come una calda trapunta.
Il cioccolato è sempre la risposta, la domanda non è così importante. E magari, questa storia del cioccolato, la faccio finire la prossima volta.

ANNA ZANIBELLI

22 Ott 2021 in donne

10 commenti

Commenti

  • E già, e non per niente contiene principi cannabinoidi! E allora Anna, fatti tentare, continua a consolarti, e per scioglierti ancor di più nel gusto del tuo prossimo gianduiotto, pensa a chi, avvolgendoti teneramente, potrebbe chiamarti “cioccolatino mio!”

    • Ma magari Adriano! Molto simpatico il tuo commento. Quindi se il cioccolato contiene cannabinoidi sono per il 90% della mia vita sotto effetto di stupefacenti? 😂😂😂

  • Ma certo, Anna!
    Per questo sono sempre “stupefacenti” i tuoi post!!!!
    E cmq accanto al piu’ aggressivo fondente ci sta sempre bene il tenero al latte, a equilibrare il peso della ….”dipendenza”!
    Che viva il cioccolato!!!!

    • E bravo Francesco, appassionato come me del “cibo degli dei”! Ci sosterremo a vicenda 😉. Un abbraccio

  • Autoaiuto: ricordo di un corso, anni fa, per smettere di fumare. La formatrice/terapeuta, sovrappeso, aveva immediatamente suscitato la mia ironia o ilarità: figurarsi, Lei non riesce a perdere un etto e dovrebbe convincermi a smettere? Difatti io continuo a fumare e molto probabilmente quella volenterosa terapeuta ha mantenuto lo stesso peso. In verità io ci scherzo su, ma l’argomento è serio.

    • Io credo che una piccola dipendenza ce la possiamo anche concedere, basta non esagerare. Tu con la sigaretta e io con i Rocher.😉🤗 un caro saluto

  • Certo Anna, la dipendenza da cioccolato difficilmente diventerebbe patologica, anche se i problemi alimentari esistono. Il mio commento voleva solo essere spiritoso.

    • Anche il mio! Era una questione di solidarietà tra dipendenti 😉🤗

  • Come diceva il mio babbo è sempre questione di quantità: cioccolato, sigarette, alcolici. Ricordo, ero ragazzino, le domeniche d’inverno che dopo il cinema al pomeriggio, il film al Nuovo, al Cremonesi o al Vittoria, si prendeva la cioccolata calda e fumante al bar. Già allora, mi capitava di pensare a una spalmata di cioccolata tiepida sul corpo nudo di una mia compagna di scuola alle Medie inferiori; una stangona, caviglie sottili, di cui ero cotto. Li’, il consiglio del babbo lo avrei accantonato.

    • 😂😂😂Marino!!! 😱

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