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FRANCESCO TORRISI

Candidati “di bandiera”!

Chiedo scusa ai bloggers che non nutrono particolare feeling per Antonio Padellaro ed il FattoQuotidiano, ma lo scandalo inverecondo che ha suscitato in me la candidatura (“di bandiera”?!?) di Silvio Berlusconi a Presidente della Repubblica Italiana, avanzata dal centro-destra, mi impone di condividere …. “paroparo” il pezzo uscito oggi su FQ dal titolo “Vogliamo Liliana

Chiedo scusa ai bloggers che non nutrono particolare feeling per Antonio Padellaro ed il FattoQuotidiano, ma lo scandalo inverecondo che ha suscitato in me la candidatura (“di bandiera”?!?) di Silvio Berlusconi a Presidente della Repubblica Italiana, avanzata dal centro-destra, mi impone di condividere …. “paroparo” il pezzo uscito oggi su FQ dal titolo “Vogliamo Liliana Segre al Quirinale” a firma del “maestro” Padellaro:

<“Potete per favore indire una petizione affinché Berlusconi non diventi presidente della Repubblica?”.

Lettera al “Fatto Quotidiano”

Possiamo fare molto di più. Possiamo candidare Liliana Segre e indire una petizione rivolta alla generalità delle forze politiche presenti in Parlamento perché la votino come candidato di bandiera, non di una parte ma di tutti. Liliana Segre come simbolo universale della Resistenza umana contro il male assoluto nazista e fascista. Liliana Segre perché vittima della persecuzione contro gli ebrei italiani e delle infami leggi razziali. Liliana Segre perché superstite dell’Olocausto dopo essere stata deportata e rinchiusa nel campo di Auschwitz-Birkenau. Liliana Segre perché nominata senatrice a vita dall’attuale presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, “per avere illustrato la patria con altissimi meriti nel campo sociale”; e dunque perché presente in un ruolo di assoluta preminenza al vertice delle istituzioni repubblicane. Liliana Segre perché testimone della Storia, assai amata e ascoltata dai giovani. Liliana Segre perché è una donna. Conosco l’obiezione: Liliana Segre ha 91 anni, si è ritirata a vita privata poiché le incombenze della vita pubblica sono troppo gravose e dunque andrebbe lasciata in pace. Certamente, e proprio per questo motivo potrebbe essere indicata come candidata di bandiera, che è cosa diversa rispetto alle candidature politiche. Scelta che in tutte le precedenti elezioni presidenziali, nei primi scrutini, ha sempre rappresentato l’omaggio a una personalità condivisa di questa o di quella parte politica. Sarebbe bello che nel caso di Liliana Segre, nell’omaggio e nella condivisione, si riconoscesse l’intero Parlamento.

Antonio Padellaro>

Lo scandalo per il solo pensare di candidare un personaggio cotale a Presidente della Repubblica Italiana, fa il paio con le infamie pubblicamente associate alla Senatrice a vita Liliana Segre da sconsiderati (che mi rifiuto perfino di considerare miei simili, appartenenti al genere umano) , trovano nella proposta di Padellaro una risposta politica forte e chiara e, come persona, come cittadino, sento il dovere civico di sottolineare pubblicamente la mia convinta adesione.

FRANCESCO TORRISI

24 Ott 2021 in Italia

15 commenti

Commenti

  • Lo dice Padellaro. Liliana Segre, ormai per età solo un simbolo, purtroppo, come potrebbe essere Presidente per tutti? Quando mai la destra ipocrita rinuncerebbe ai voti estremi? Puntassero su Berlusconi, anche all’interno di Camera e Senato, mai farebbero dichiarazioni in tal senso.
    Ormai é chiaro che escludendo Berlusconi che comunque non avrebbe i numeri e farebbe ridere il mondo, per il prossimo Presidente accontentiamoci di una personalità mediocre che proprio per questo in terza o non so quale votazione potrebbe trovare un minimo di accordo.

  • Ivano, il titolo del post, ma soprattutto il “core” della proposta di petizione alle forze politiche, di adesione ad un “candidato di bandiera” della caratura della Segre, rappresenta proprio la risposta alla scandalosa, vergognosa, offensiva designazione di Berlusconi al ruolo piu’ alto e rappresentativo che la Costituzione assegna alla Repubblica Italiana.
    In questo contesto di ritorno strisciante di una sorta di “neofascismo-soft” potrebbe rappresentare una sorta di “cartina di tornasole” che ci dica chiaramente, senza mezzi termini, chi sta dentro e chi vuole mettersi fuori dei valori fondanti della nostra Costituzione!

    • Dai Francesco, ti aspetti trasparenza da Meloni e Salvini? Vuoi che sputino nel piatto dove mangiano?

  • Liliana Segre sarebbe lei la persona giusta, ma fare il Presidente della Repubblica significa un carico di lavoro che non credo che lei, ormai, potrebbe sopportare. (Piuttosto che il Fatto Q. si preoccupi che il suo direttore sta perdendo un po’ la trebisonda sul green pass: ha detto in tv che nessun paese ha fatto come l’Italia: peccato che diversi paesi stanno pensando a nuove restrizioni, alcuni le hanno già messe in campo e persino l’Austria sta pensando di mettere in castigo, chiusi in casa, i non vaccinati tanto difesi dalla Meloni, invocando “la liberta’ di scelta”; la Giorgia “madre, cattolica”, che Travaglio ha più volte elogiato come leader di partito: mentre è una ipocrita fatta e finita, per come la penso).
    Berlusconi, chi ha letto la biografia di Peppino Fiore “Il venditore” sa chi è. Se diventerà Presidente della Repubblica, allora chiedo ospitalità a mia figlia oltre la Manica (finita la loro follia, che è tanta, sul Covid e altro; e che tanto piace a non pochi amici di Grillo, anche loro per le cosiddette liberta’, per fortuna una minoranza di persone bizzarre capitanate da un giovanotto che mandava corrispondenze dal Guatemala, col passeggino in spiaggia, e che il Fatto Q. pagava pure, neanche fosse Bernardo Valli, Egisto Corradi, insomma giornalisti veri, con qualità e credenziali.

    • Emerge solo che è un tempo senza nomi. La Sindacocrisi si ripete. E l’afflusso di queste pseudonuove forze politiche non ha fatto che distogliere la gente dal seguire un percorso di preparazione certificato. Pare che abbandono degli studi e porte girevoli siano il massimo blasone… E non faccio della critica distruttiva, come altre figure che di qui son transitate, dico: valutiamo i curricula secondo i trascorsi di studio! (Berlusconi compreso)

    • Peppino Fiore, in realtà è Giuseppe (chiamato Peppino dagli amici) Fiori, grande giornalista e biografo anche di Gramsci, Emilio Lussu, Ernesto Rossi forse il più grande giornalista italiano del dopoguerra, i fratelli Rosselli. Mi scuso.

  • Ribadirei il “core” del post: un no secco e chiaro alla irricevibile, indegna proposta di (auto)candidatura a Presidente della Repubblica di Berlusconi e, in contrapposizione ( Travaglio a parte, che proprio “piacione” non e’, e risulta magari ….indigesto!) il forte segno valoriale rappresentato dalla candidatura “di bandiera” dell’ottima Liliana Segre.
    Eso es!!!!

    • Liliana Segre è molto anziana, non può reggere lo stress del presidentato repubblicano. Lo capisce anche un bambino. È simbolica la proposta, non pratica. Assomiglia alle belle frasi al vento che lanciava una brava persona come Stefano Rodota’, che mandava in visibilio gli amici di Grillo: lottiamo per il diritto di avere diritti!! Giusto. Magari anche qualche dovere, in democrazia, servirebbe.
      Di Marco Travaglio ho detto e scritto cose molto positive. Ma non faccio difese generiche: del tipo “non è piacione”. Anche chi non è piacione la può dire sbagliata.
      Ho scritto che sul green pass, Travaglio ha detto cose che ritengo sbagliate. Non ho miti in testa. Anche i bravi e grandi giornalisti dicono fesserie, lui compreso. E votare Umberto Bossi, quando il Bossi era antiberlusconiano; far propaganda di voto per Ingroia sono state scelte infelici, per Marco Travaglio. Come dire, in diretta tv che il green pass così solo l’Italia l’ha voluto, sorridendo di scherno, che vuol dire che hanno ragione i paesi meno restrittivi; mentre è forse la prima volta che l’Italia la imbrocca giusta, come scrive “Il New York Times” e fa da battistrada. E ora altre nazioni stanno pensando che avrebbero dovuto seguire l’esempio italiano. Brutte scelte, per un piacione o no, anche
      se si chiama Marco Travaglio, e manda in visibilio migliaia di fans, che sulla rete, soprattutto le donne, lo adorano come un guru.

  • Marino ( al di la del “lo capisce anche un bambino”) ti risponderei riscrivendo il mio commento qui sopra, ma credo nn servirebbe granche, e nn lo faccio.

  • Per tutti coloro che volessero aderire alla petizione “Vogliamo Liliana Segre al Quirinale”, di seguito il link:
    https://chng.it/sBdzKmtMNs

  • Per tutti i bloggers che non sono tra i lettori del FattoQuotidiano, ritengo fare cosa utile riportare di seguito, direttamente dalla fonte (FQ di oggi) lo scambio di comunicati tra la Senatrice a vita e i giornalisti Colombo-Gomez-Padellaro-Travaglio protagonisti della proposta a “Candidata di bandiera” che tanto successo ha riscosso tra gli “Italiani dabbene”!

    Cari Furio Colombo, Peter Gomez, Antonio Padellaro e Marco Travaglio, vi sono grata per la stima che mi dimostrate e per le copiose manifestazioni di affetto e simpatia che la vostra iniziativa ha suscitato. Tuttavia, mi pare doveroso precisare che non sono disponibile per la candidatura che avete ritenuto di proporre.
    Quando si raggiunge un’età avanzata si deve avere cura di se stessi e coscienza dei propri limiti. Non si può rischiare di
    , con le proprie fragilità, il funzionamento di Istituzioni essenziali. Oltretutto, il ruolo di Presidente della Repubblica richiede grande sapienza costituzionale e politica. E io ne sono priva, non avendo mai fatto politica attiva.
    Infine, anche il ruolo che con la nomina a senatrice a vita il Presidente Mattarella mi ha voluto affidare, di testimone
    e simbolo di una vicenda storica, mal si concilia con quello di “candidata di bandiera ” di una parte.
    Un cordialissimo saluto.

    Gentile Senatrice. È vero, le manifestazioni di affetto e di simpatia sul suo nome piovono talmente copiose che dopo
    pochi giorni si sta toccando il traguardo delle novantamila firme (e prossimamente delle centomila). Siamo dunque
    noi che le siamo particolarmente grati per questa grande e salutare boccata d’aria fresca che raccoglie i tanti che nel
    nostro Paese non si rassegnano a vedere la più alta istituzione al centro di un mercato al ribasso. E nel quale si vellicano le ambizioni di personaggi senza dignità.
    Ella ha perfettamente compreso come la sua candidatura sia stata da noi concepita sulla base di questo impulso pur tenendo conto delle difficoltà che nella sua lettera sono esposte con quella sensibilità istituzionale che, una volta di più, le fa onore.
    Infatti a lei abbiamo subito pensato come candidata di bandiera non di una parte, ma di tutto il Parlamento unito nella
    difesa dei valori costituzionali di giustizia e di libertà e contro ogni forma di risorgente fascismo.
    Nel ringraziarla ancora, sappia che il nostro voto per Liliana Segre, unito a quello copioso e straordinario di tanti cittadini italiani, resteràcomunque indelebile.
    FURIO COLOMBO, PETER
    GOMEZ, ANTONIO PADELLARO
    Senatrice a vita Liliana Segre FOTO ANSA E MARCO TRAVAGLIO

    • Mi sembra di averlo scritto, proprio qui, che la signora è in età avanzata, non in grado di reggere lo stress, i viaggi in Honduras, in Albania, a parlare agli italiani in Sudafrica, inaugurare l’anno accademico, a parlare alla Confindustria, a stringer mani o a dare il pugnetto non solo a studenti di buone speranze anche edili con la malta in testa, coltivatori diretti, accarezzare il dorso delle vacche alla fiera di Grumello e firmare carte, e tener su il morale della Patria. Come si fa? Lo sapeva anche un bambino che Liliana Segre era troppo su con gli anni per fare la “Presidenta”, o la “Presidentessa” . E lo sapevano anche quelli del Fatto Quotidiano che fanno anche loro gli italiani; fanno finta: dicono una bella cosa per farsi vedere che sono “sinistrossi, antifascisti, e tengono sul palmo della mano le vere figure morali, mica una o uno qualsiasi!”, che far scena può portare stima. Magari un’iduezza pratica e realistica no? ma dai paraggi degli amiconi di Grillo è scomparsa la verve, anche la risata, e ci credo, con il guaio accaduto, che non si augura a nessuno: siamo ai titoli di coda del Vaffa, e non si sa ancora cosa metterci dentro, se non il sorrisetto del Gigetto.

  • Ribadisco la mia lettura dell’accadimento, Marino: Io credo che una risposta forte alla vergognosa, ignobile candidatura di Berlusconi fosse un atto dovuto.
    E proprio in questo senso, molto bene ha fatto il maestro Padellaro con la sua scelta di rendere pubblica la “candidatura di bandiera” di Giuliana Segre, proprio in totale contrapposizione a quella di Berlusconi.
    E la proposta è stata capita, recepita dalle migliaia di Italiani che hanno aderito, continuanom ad aderire alla petizione, anche se tutti proprio tutti sapevano, sanno che di “candidatura di Bandiera” si tratta: un modo eclatante per far sentire la propria voce che vuole differenziarsi scandalizzata a quell’altra indecente candidatura alla prima carica dello Stato Italiano!

    • Mia madre diceva che bisogna avere il pelo sullo stomaco per fare o dire certe cose, e proporre uno come il Cavaliere di Arcore al Presidentato non delle associazioni delle Pro-Loco d’Italia, ma a rappresentare tutti gli italiani, ci vuole pelo bello spesso. Ma dovremmo essere abituati. L’incredibile è già accaduto. Detto questo, avanzare una candidatura simbolica, “di bandiera” che non poteva essere realtà mi fa pensare che anche Il Fatto Quotidiano ha smesso di badare al concreto, ai fatti possibili, alla scomparsa dei fatti di cui Marco Travaglio ha scritto un gran bel saggio, al realizzare qualcosa di concreto per giocare a fare “i comunisti tanto per sfoggio”: buttiamola lì una cosa bella che ci fa onore, la candidata di bandiera; un po’ come dire: diciamo che vogliamo che tutti paghino le tasse, che i violenti quando hanno momenti di crisi che si prendano a sberle da soli, che porteremo noi in spalla Liliana Segre nei momenti di stanchezza quando da Presidenta della Repubblica dovrà passeggiare avanti e indietro nelle migliaia di passi dei palazzi antichi, nei ricevimenti con il capo di Stato della Cipro turca, e del vincitore del concorso mondiale di acchiappazanzare che si pensava di farlo a Crema, che è un luogo che ha fame di cultura di buon livello, ma la Lomellina, la sagra annuale degli acchiappazanzare se l’e’ tenuta stretta. E la signora Segre, gentilmente, ha spiegato che non potrebbe fare la Presidenta, cosa che sapevano da prima Travaglio, Padellaro e compagnia bella.

  • Va bene, Marino, ho capito!
    Cordialmente ft

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