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FRANCESCO TORRISI

Under 30

 

Mi sono permesso un copia/incolla dalla Newsletter di “Cremasco Life”, pervenutami via mail oggi 22.03.2022.

Tr i titoli della NewsLetter, mi ha incuriosito il pezzo di Andrea Pilenga, Presidente della Consulta giovani di Crema dal titolo , appunto: Under 30 “Dobbiamo essere più protagonisti e meno spettatori”.

La ripropongo tal quale agli amici di CremAscolta, confidando che ne “Cremasco Life”, ne Andrea Pilenga se ne abbiano a male! Certamente il loro scopo è essere letti e fare da …..amplificatore (ovviamente citando ben chiaro la fonte) mira appunto allo scopo!

Questo il bel testo del pezzo di Andrea Pilenga su “Cremasco Life”:

“Quando mi è stato chiesto di scrivere questo pezzo, la mia prima reazione è stata nicchiare per poi rifiutare. Porto questo come esempio perché credo sia estremamente rappresentativo della natura di noi ragazzi di oggi; le cose nuove, le cose diverse, che fino ad allora erano state fatte solo da altri, spesso anche più grandi, sono “troppo” per noi.
Ma troppo cosa? “Ma si dai, troppo sbatti, troppo difficile e sopratutto cosa te ne frega?”

Questo è un altro punto fondamentale: a noi ragazzi, mediamente “frega” sempre meno di tutto, per diversi motivi più o meno giustificabili come (posso solo citarne alcuni dato che la questione è parecchio controversa e ci sono fior di filosofi e psicologi decisamente più titolati e capaci di me che trattano questo argomento in libri e saggi) il bombardamento emotivo causato dei social media che porta i ragazzi a non stupirsi più di niente. No, nulla più li stupisce perché dal mondo di notizie estreme e sconvolgenti ne continuano ad arrivare. Inoltre, anche le piccole conquiste, i successi di se stessi o dei coetanei sono etichettate come “niente di che” visto che il termine di paragone con se stessi e con i propri amici (paragonare, che per quanto sbagliato possa essere in senso generale, è inevitabile che venga fatto dai giovani) non sono più i coetanei del proprio paese o di quello vicino, ma il mondo intero.

Detto questo, la maggior parte delle volte non serve fare centinaia di chilometri per trovare un ragazzo che sia più bravo di te in qualcosa, ma basta guardare le storie Instagram del tuo apparentemente sempre felicissimo, intelligentissimo e atleticissimo vicino di casa con il quale non hai mai parlato per dire “io non sono abbastanza” e iniziare quindi a “fregartene”, appunto, di tutto. È un esagerazione chiaramente, ma spero renda l’idea.
Per quanto riguarda il considerare le cose sempre troppo grandi per noi, invece, credo sia abbastanza fisiologico per un giovane che, essendo tale, è nuovo a certi lavori o a certi impegni.

Ma il fenomeno negli ultimi anni si è accentuato, si perché, riconducendosi sempre ai MaLeDeTtI sOclaL, vediamo moltissimi giovani di successo che sono, sempre apparentemente, già “arrivati”, che fanno lavori perfetti e fantastici, che sembrano infallibili e incapaci di sbagliare. E poi arriviamo noi che, vedendoci arrivare addosso tutta questa incredibile abilità, bravura e
conseguente successo, non ci proviamo nemmeno “perché tanto cosa vuoi fare te”. I pochi coraggiosi che tentano di uscire dalla cosiddetta “confort zone” sono seguiti da una più o meno folta schiera di spettatori che non sono stati altrettanto coraggiosi e che sono pronti ad infierire meschinamente al primo dei tanti inevitabili errori che il coraggioso farà. Sono sempre coloro che
non fanno che hanno l’ardire di giudicare l’operato altrui, mai chi già ha fatto, il quale probabilmente o ha di meglio da fare o offre un concreto supporto tecnico e motivazionale al coraggioso alle prime armi.

Non c’è una ricetta miracolosa e immediata per superare questa situazione e anche se ci fosse difficilmente ne sarei io il custode. Quello che noi giovani possiamo fare è trovare il modo di essere felici e appagati nella maniera più sostenibile possibile nel lungo termine e per le persone che ci circondano, il che vuol dire che trovare la felicità e l’appagamento ubriacandosi fino al totale smarrimento tutti i sabati sera così da non pensare a quanto siamo inadeguati rispetto al mondo non è una valida strada, anche se purtroppo è quella imboccata da sempre più ragazzi al giorno d’oggi.

Bisogna iniziare a “fregarsene”, ma non di tutto quello ci circonda ma delle tossicità che ci circondano, bisogna iniziare a fregarsene di quegli spettatori che ci tengono inchiodati alla loro pallidezza. Non bisogna demonizzare i social, sono un sistema ormai troppo radicato, ignorandoli perderemmo una parte di ciò che è oggi la vita. Ma se non si possono ignorare che si può fare? Beh, si possono sfruttare a proprio favore, come un valore aggiunto e lasciare che tutti
gli stimoli che arrivano dai social ci permettano di migliorarci mettendoci in gioco e assorbendo sempre nuove idee ed energie, senza dimenticarci però che quella che vediamo sui social non è la vita vera.

Quindi ragazzi, non lasciatevi bloccare dagli spettatori e cercate di cogliere le numerose ed eterogenee opportunità che il nostro tempo ci offre e datevi del tempo, al giorno d’oggi è tutto veloce ed immediato ma a parte rari casi tutti i progetti e le idee hanno bisogno di tempo, dedizione e pazienza.

Andrea Pilenga
studente universitario e presidente Consulta giovani di Crema

Per parte mia, un bel grazione a Andrea: ha parlato chiaro, concreto, propositivo, intelligente!

FRANCESCO TORRISI

22 Mar 2022 in Giovani

2 commenti

Commenti

  • La mia piena fiducia alle nuove generazioni, ma anche di più, essendo stato padre di due giovani “scapestrati quanto è giusto” che ora tengono le fila di settori di pubblica utilità, cioè lavorano per la nostra e la successiva generazione (cioè chi a loro volta li relegherà). Ma per gli under 30 di ora c’è di più: i MaLeDeTtI sOclaL, dice Andrea. Un fatto di costume nuovo, o meglio un’accelerazione di un processo comunicativo vecchio come la vita. E, proprio studiando la vita nelle sue prime forme mi son dovuto interessare di proprietà emergenti, quelle che emergono dal caos che si crea. L’aumento di entropia per immissione di energia nel sistema. Risultato? Un nuovo ordine, una proprietà emergente. Mica niente di nuovo! Aristotele lo sapeva, Mach l’ha ribadito, Ilya Piogine l’ha mostrato visivamente con le aggregazioni di fluidi. La conclusione? Questi ragazzi del futuro ci surclasseranno. Certo, avremo dei casi di smarrimento, ma la prestazione sarà stupefacente!
    PERCHE’ OGGI E’ SEMPRE MEGLIO DI IERI E PEGGIO DI DOMANI (sia pur con andamento a denti di sega).

  • Ciao Andrea, ho inappropriatamente, e brevemente, incollato due brevi commenti al tuo scritto in quota al Corso di economia. Ti rimando a quelli.

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