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GIORGIO CINCIRIPINI

Idea di Progresso: possiamo farne a meno ?

Spinto da un riferimento riportato nel libro intervista a Francesco Barca e Enrico Giovannini (di cui ho riportato un post),  ho reperito da IBS il libro di Massimo Salvadori: L’idea di Progresso; possiamo farne a meno? Donzelli Editore, 2006.

L’ho trovato analitico, incisivo, ma anche un po’  pessimista.

Riporto alcuni periodi.

 

Progresso significa perfezionamento continuo ed indefinito delle facoltà dell’uomo e successo crescente nel perseguire il massimo della felicità individuale e collettiva mediante l’armonica integrazione di indagine razionale, ricerca scientifica, tecnologica, sviluppo economico, istituzioni pubbliche e sociali, etica privata ed etica pubblica.

 

Il nucleo originario fondante della concezione sette-ottocentesca del Progresso, che è l’unità del miglioramento spirituale e materiale, ha subito una vera e propria scissione e decomposizione . Dall’idea unitaria di Progresso si è passati a quella di singoli progressi: scientifico, tecnico, economico, etc. i quali hanno avuto notevole importanza e prodotto effetti rilevanti. Ma i singoli progressi in troppo grande misura sono andati a vantaggio di alcuni Statti, di determinati strati sociali, di minoranze politiche ed economiche e sono rimasti in prevalenza mezzi non di maggiore unificazione bensì dì accresciuto distacco e maggiore contrapposizione tra certe componenti dell’umanità e di altre.

 

La scienza e la tecnica compiono miracoli precedentemente inimmaginabili, creando strumenti per moltiplicare in maniera vertiginosa beni via via più sofisticati, …, immense zone rimaste per secoli nella arretratezza economica, , …, la medicina e la maggiore disponibilità di risorse alimentari  hanno reso possibile l’innalzamento della vita media di gran parte degli individui  …  ma quali sono i rovesci della medaglia?    PRIMO, la scienza e la tecnica hanno prodotto strumenti di sterminio di massa il cui controllo ‘incrociato’ determina delle rigidità interazionali  SECONDO lo sviluppo economico è diventato il ‘vitello d’oro’: con il neo-liberismo la ricerca del profitto a tutti i costi ed a qualsiasi prezzo da parte di una stretta minoranza di cittadini, che non avvertono responsabilità sociali, che considerano i diritti dei lavoratori rigidità … TERZO sono sempre pochi i paesi che possono essere definiti democratici … ma anche con una democrazia occidentale ‘stanca’ in cui il reale potere di controllo del ‘popolo’ è svuotato , impotente   QUARTO con le interdipendenze internazionali tra scienza, economica, etc., sono aumentate le barrire legate ai conflitti di natura etnica, al terrorismo QUINTO la bomba del degrado ambientale.

Lo storico Salvadori avanza una NUOVA idea di Progresso. Un progetto di buona società, la disposizione etica a perseguirlo, lo sviluppo della scienza e della tecnica poste al servizio non di interessi settoriali ma di quelli comuni, governi capaci di recepire e di far proprio il fine di favorire sia la crescita culturale e materiali del maggior numero di persone sia la cooperazione internazionale.

 

 

Questo libro mi dà ulteriori spunti di riflessione sul dilemma che io (solo io?) ho nella testa:

quale relazione deve esistere tra sviluppo tecnologico e progresso sociale?

Chi sta leggendo e forse si ricorda del mio ‘chiodo fisso’ – di cui ad altri post in Cremascolta – ha capito dove vado a parare:

 

 

fino a che punto lo sviluppo elevatissimo della tecnologia informatica e nello specifico della velocità di trasmissione senza fili deve incontrarsi/scontrarsi con le normali necessità di un progresso (miglioramento continuativo) della popolazione umana (ma non solo) che dovrebbe essere basato, come ‘minimo sindacale’, sulle sue condizioni di benessere fisico, avulso da sindromi, malattie, alterazioni di capacità cognitive …

 

GIORGIO CINCIRIPINI

02 Gen 2021 in Economia

12 commenti

Commenti

  • Si, un “chiodo fisso” il tuo, Giorgio, ma, almen a mio parere, fai strabene a batterci sul quel chiodo!
    La puzza la si sente dall’odore, lo smog lo vedi filtrato nelle mscherine, il traffico automobilistico balordamente caotico, lo sperimenti con code interminabili e tempi di percorrenza assurdi, ma l’inquinamento elettromagnetico resta subdolamnte nascosto ad agire ….nell’ombra!
    Diamoci almeno degli strumenti espliciti per rilevarlo e allora la gente comincerà a pre/occuparsene come si deve!!!

  • Massimo Salvadori è uno studioso progressista, socialdemocratico, e ha un’approccio realista; e pessimista, giusto signor Cinciripini, sul futuro del “progresso democratico”. “La democrazia scriveva nel 2009 – ha riconsegnato per aspetti cruciali il potere a nuove oligarchie, le quali tengono le leve di decisioni che, mentre influiscono in maniera determinante sulla vita collettiva, sono sottratte a qualsiasi efficace controllo da parte delle istituzioni democratiche. Si tratta di quelle oligarchie che dominano l’economia globalizzata, e hanno nelle loro mani molta parte degli interessi propri e dei loro amici politici”.(Democrazia senza democrazia, ed.Laterza, introduzione dell’autore). Con questa situazione, non migliorata oggi, non ci può essere progresso politico, quando la democrazia nei fatti è nelle mani di gruppi ristretti di potere economico che manipolano la politica, l’informazione.
    Non mi occupo di politica, non in modo serio, ma ho stima per Salvadori, un riformista, uno studioso di valore che ascolto con attenzione.

  • In piena pandemia, in zona rossa c’è chi, residente a Venezia, è in vacanza a Cortina d’Ampezzo, come ha ricordato Massimo Cacciari, mentre medici e infermieri di Venezia sono all’Ospedale di Mestre a combattere il Coronavirus, senza contare le ore di lavoro, con alto rischio di essere contagiati, e niente ferie, niente vacanze. Ma quale democrazia, ma quale progresso. È l’ipocrisia di sempre ammantata di progresso perché si fa prima, rispetto a ieri l’altro, ad andare da Venezia a Cortina. Si fa prima ad arrivare dove si vuole.
    Quando ero alle Elementari, un mio compagno di classe con cui giocavo a pallone al Campo di Marte, spariva appena finita la scuola a giugno, destinazione Costa Azzurra, dove i genitori avevano un’altra casa, e lo rivedevo i primi di settembre. È la stessa persona che su Facebook tuona contro le disuguaglianze nel mondo; ed è probabile che scriva la sua indignazione direttamente dalla bella casa in Costa Azzurra dove anch’io, una volta, fui ospitato. Ma quale democrazia. Ma quale progresso. È sempre la stessa ipocrisia che progredisce cambiando pelle e linguaggi, ma restando il vero potere.

  • Penso che si dovrebbe a questo punto abbandonare il termine di progresso per passare a quello di progressione per gli aspetti parziali e deteriori, e la distinzione semantica dovrebbe comprendere appunto il valore unitario/frammentario.
    I testi a tema sono ormai tanti, e ti ringrazio Giorgio, perché meglio li conosciamo, meglio possiamo interferire nella discussione, anche extrablog. Di analogo “gusto” vi proposi in Novembre di Paolo Perilli, “Il debito sovrano. La fase estrema del capitalismo”.
    Ora il problema è che, non essendo più possibile fare una rivoluzione, che in ogni caso con l’interconnessione di interessi economici esistente sarebbe autolesionistica, pensiamo che non ci si possa fare niente.
    In una lezione UNI Crema di Dicembre sulle energie green il relatore, Antonio Amico, ci dimostrò quanto ci sbagliamo, quanto i Governi, la politica, abbiamo ancora facoltà discrezionale.
    Se poi vogliamo dirci, come certi dietrologi, che anche i Governi sono di qualcuno, allora va bene, ma non è così!

  • È democrazia quella francese, del governo Macron così coraggioso a ribadire la libertà di parola contro il fanatismo islamico, sempre in prima linea a difendere i diritti civili in Francia, e però pronto a fare qualunque affare redditizio e vendere armi, navi da guerra all’Arabia Saudita, nonostante Loujain al-Hathloul, giovane attivista saudita per i diritti civili è stata frustata, sottoposta ad elettroshock, e condannata a 5 anni e 8 mesi di carcere in Arabia Saudita? È democrazia la sua, quella del governo Macron, o ipocrisia?una doppia faccia? Libertari a casa propria e spregiudicati col portafoglio fuori casa? Fa niente se gli affari sono sporchi di sangue altrui. Fa niente spostare la Parigi-Dakar in Arabia Saudita, nel paese diretto da un tiranno che senza scrupoli ha fatto ammazzare un giornalista! Macron e il discutere del progresso sì progresso no, mi rammentano cos’erano le pagine del settimanale L’Espresso qualche decennio fa. Un giornale libertino, libertario e pero’ spregiudicato nelle pagine finanziarie. Un po’ come l’intellettuale di sinistra ben fornito di fieno in cascina per i tempi bui, che ama discettare sul progresso, sul futuro sostenibile, e si commuove quando salvano un bimbo migrante, e poi posta la foto del bimbo salvato sul social personale. Perché, oltre al fieno in cascina, gli affari sono stati redditizi e ora è il momento del Dibattito dalla parte giusta. Dell’indignazione.

  • I genitori di Giulio Regeni pronti con un esposto contro lo Stato italiano per i commerci militari con l’Egitto.

  • Noi che “facciamo un processo” ad un’altro Stato, loro che vogliono “fare un processo” al loro Stato, tutto addosso alla magistratura ( che ci ha pure i problemi suoi!).
    Mio padre avrebbe esclamato: “roba da fan d’ì quadre”!!!!

  • Francesco, legge 185 del 1990. Dovrebbero essere i primi ad applicare le leggi. Roba da fan d’i quadre, ma non é colpa dei cittadini. Da che parte stai? E “un altro” non vuole l’apostrofo.😆

    • E no, far le pulci ortografiche al mio curatore di orrori… Ragazzi ci ho scherzato su, ma se vi sottolineo gli strafalcioni, di ognuno di voi… tutti proprio!
      Sul tema specifico sì, un aborto della globalizzazione ancora una volta, e allora affari con la Cina non ne facciamo più? In US non succede niente di disgustoso? Certo, una volta si armavano le cannoniere per un’azione punitiva per ogni singolo cittadino, ora non si contraddice lo spirito del libero scambio, di merci e idee, si annusa profumo di dollaro per mascherare il disgusto. Giusto? No. Ma poi, tutta indignazione genuina? Nessuno soffia nelle vele?
      Povero ragazzo, mentre su Quattrocchi ho seri dubbi che se la sia cercata colpevolmente, che sotto copertura facesse altro, a questo ci credo.
      Ma pensate che bello se chiudono i rapporti commerciali perché la ‘Ndrangheta ce l’abbiamo in casa fino in Valle d’Aosta, e massimamente a Milano, con ex sede direzionale in Via Porpora. Si possono mostrare i muscoli, si deve, ma il misfatto non si recupera.
      E sistemiamo intanto i nostri di errori ed orrori!

  • Il dialetto di Francesco dice tutto. Bella l’espressione. Un giorno che ero triste, un amico mi disse: come mai chela facia le’ da purtu’ del cimiteere? E scoppiai a ridere.

  • Adriano, dai, un po’ di umorismo. In genere non ti manca.

  • Errori, orrori ortografici, aridità narrativa, titubanze che fanno incespicare, apostrofi sbagliati, virgole fuori posto, periodi troppo lunghi e frasi che fanno schifo. Un poeta, un intellettuale dalle parole di cristallo, come Giorgio Bassani, dice di sé: “Ho sempre incontrato la massima difficoltà semplicemente a scrivere. No, purtroppo, il famoso “dono” io non l’ho mai posseduto. Ancora adesso, scrivendo, incespico su ogni parola, a metà di ogni frase rischio di perdere la bussola. Faccio, cancello, rifaccio, cancello ancora. All’infinito”. (G.B., L’odore del fieno, pag.91, ed.Oscar Mondadori 1980).

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