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Blogos – Livio Cadè

Autore: Livio Cadè

Anno: 2020
Edizione:

La prefazione di Piero Carelli   Un fine intellettuale. Un brillante scrittore. Un uomo di vasta cultura. Un polemista arguto. Livio Cadè è tutto questo, ma non solo: musicista di professione, è un filosofo per vocazione. Non un filosofo alla Platone, ma alla Socrate. Non un filosofo accademico, ma anti-accademico (sulla stessa lunghezza d’onda di

La prefazione di Piero Carelli

 

Un fine intellettuale. Un brillante scrittore. Un uomo di vasta cultura. Un polemista arguto.

Livio Cadè è tutto questo, ma non solo: musicista di professione, è un filosofo per vocazione.

Non un filosofo alla Platone, ma alla Socrate.

Non un filosofo accademico, ma anti-accademico (sulla stessa lunghezza d’onda di Spinoza e di Schopenhauer).

Non un filosofo che “sa”, ma che provoca i presunti sapienti.

Un filosofo “contro”: contro le sbandierate certezze della scienza, contro le idee dominanti spacciate per verità, contro i nuovi idoli fabbricati per soggiogare le masse.

Un filosofo anti-establishment: contro ogni establishment.

Un filosofo anti-mainstream: contro ogni mainstream.

Un guru solitario che, lontano dai rumori dell’opinione pubblica, ascolta il silenzio.

Ascoltale anche tu, amico lettore, le parole del silenzio. Ti faranno male, ti metteranno in discussione, ti denuderanno, ma questo non potrà che liberarti dalle tue sicurezze, dai tuoi dèi di fronte ai quali, inconsapevolmente, sei prostrato.

Non è così perché tu ti senti libero dai dogmi della religione, libero dai dogmi della superstizione?

Forse. Magari, però, la tua libertà potrebbe essere un’illusione, un mero fantasma.

Forse, senza che tu lo sappia, sei schiavo di nuovi mantra: il mantra della democrazia che altro non è che un’aristocrazia camuffata, il mantra dello sviluppo economico, “invocato magicamente per risolvere ogni cosa”, uno sviluppo guidato dai “moderni sacerdoti del vitello d’oro”, il mantra del web col suo flusso oceanico di dati, col suo rumore di fondo, con la sua illusione cognitiva, con i suoi vapori nebulosi e ipnotici”.

Non è affatto vero perché sei perfettamente consapevole della fragilità delle democrazie moderne e della stessa fragilità della scienza e delle teorie economiche?

Sarà, ma hai comunque sposato acriticamente la Ragione: hai “fissato a lungo i Lumi della Ragione da restarne accecato. È per questo che hai bisogno di far riposare i tuoi occhi “nella penombra del cuore”. Per questo devi lasciare riposare, ogni tanto, la ragione: lasciata sola, “nella sua veglia senza riposo, genera mostri”.

Lasciala riposare: la ragione è solo “uno strumento che può piegarsi agli scopi di qualsiasi padrone, di una democrazia, come di una dittatura”.

Pensa a quante volte i governi ti chiedono, in nome della razionalità economica, di mostrare pazienza perché devono far quadrare i conti. Ma tu lo sai bene che “il risultato di quei conti sarà sempre lo stesso: per inconfutabili leggi di mercato, a chi ha, verrà dato e, a chi non ha, verrà tolto anche quel poco che ha”.

I media ti scaricano addosso “montagne di parole”, ma tu devi stare in guardia. Le parole, è vero, ti proteggono, ti fanno sentire vivo, mentre il silenzio evoca la morte e ti fa sentire nudo e indifeso.

Ma sappi: “il silenzio è terapeutico, è un’oasi di quiete e di benefico ozio”.

Sappi che le logomachie sui social sono una sorta di “torre babelica destinata a crollare sotto il suo stesso peso”.

Sappi che “parlare è umano e tacere è divino”.

La fede e il divino ti ricordano epoche buie, epoche di fanatismo, di irrazionalità?

Non confondere, amico, la fede con la religione. Non confondere il divino con il Dio della tradizione giudaico-cristiana: “Dio non c’entra con la religione. Dio è il senso su cui poggia la vita intera”.

“Chi attinge alla fonte dei misteri divini beve un’acqua che toglie sete per sempre. Chi invece si abbevera al mare della ricerca scientifica è simile a chi inghiotte acqua salata, senza potersi mai dissetare”.

Non hai alcuna voglia di ascoltare le parole di un mistico?

Il mio invito: provaci. Magari, apprezzerai lo scrittore, ti innamorerai della sua prosa poetica o dei suoi sonetti, ti intrigherà il suo stile.

Magari, ti colpirà leggere che tanti lamenti “strazianti e innocenti salgono inutilmente verso il cielo” a causa tua.

E magari, saranno proprio la nitidezza, la bellezza e il rigore delle sue parole a invitarti a entrare in sintonia con lui e a scoprire che nella tua vita non ti sei mai posto “la vera domanda, quella su cui tutte le altre poggiano”.

Magari solo per confrontarti.

Di sicuro, sarà salutare.

 

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15 Lug in

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