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PIETRO CARRA

EVOLUZIONE CATTOLICA

  Beh ragazzi, tutto si può dire meno che la Chiesa cattolica non stia al passo coi tempi! Qualche anno fa ha persino autorizzato i vaccini fatti con gli embrioni umani, come questi anti-covid, tra i quali il recente Astrazeneca; cosa che detta casa farmaceutica tra l’altro non si fa minimamente scrupolo di dichiarare nel

 

Beh ragazzi, tutto si può dire meno che la Chiesa cattolica non stia al passo coi tempi! Qualche anno fa ha persino autorizzato i vaccini fatti con gli embrioni umani, come questi anti-covid, tra i quali il recente Astrazeneca; cosa che detta casa farmaceutica tra l’altro non si fa minimamente scrupolo di dichiarare nel “bugiardino” (in questo caso “sincerino”, a meno che non goda nell’auto-calunniarsi) scaricabile dal web. Della quale faccenda ci dà un racconto poco edificante Montanari [https://rumble.com/embed/vc0wwv/?pub=4]. È strano come la scienza ultra-moderna rassomigli così tanto a certe pratiche da fattucchiera… non so quanta fortuna possa portare una roba del genere; mi tornano alla mente le parole di (mi pare) Ivan Karamazov che erano qualcosa tipo anche se la venuta del paradiso in terra dovesse costare la vita di un solo bambino, io non voglio quel paradiso. Personalmente se ‘sti vaccini facciano bene o male non me ne frega proprio niente, questo mi basta per decidere in merito.

E così anche la Chiesa non ha nulla da obiettare. Beh allora meglio andar per funghi la domenica mattina…

Curiosamente l’altro giorno sentivo su RadioMaria che Padre Livio, attirandosi gli strali di Repubblica, sposa in pieno – trovate il video anche su youtube – l’esposizione che fa Ilaria Bifarini del Great Reset, ossia di quella riforma economica e antropologica mondiale (leggi: occidentale) centralizzata che ci starebbero calando dall’alto i vari banchieri ed economisti con tutta la cricca del forum di Davos, che ha tra i suoi complici ed anzi protagonisti l’ineffabile Bergoglio. Che è da solo uno spettacolo continuo, con il suo metodo di alternare posizioni dottrinali ufficialmente ortodosse al rilasciamento di piccoli misteriosi semina (stavo per dire virus…) totalmente rivoluzionari, i quali gli hanno scatenato dietro una muta di bracchi tradizionalisti in caccia, mentre lui va verso nuove avventure, ridente e fuggitivo…

E così c’è chi dice che il vero papa è quello di prima, chi dice che son due papi, chi dice siamo senza papa da decenni (“sedevacantisti”). Bergoglio è chiamato volta a volta modernista, immanentista, anti-tradizionalista, politicizzato ecc. Ma siamo sicuri che il Maradona dell’innovazione ecclesiastica, la Belèn Rodriguez della fascinazione papale ad uso delle candide masse progressiste, sia veramente anti-tradizionalista? Non potrebbe invece far capo a una diversa Tradizione? Quest’idea la esamineremo più sotto.

Tutti ricordano le orazion picciole ai compagni di viaggi sull’aereo o le telefonate alle famiglie arcobaleno; meno conoscono la noterella in calce in un passo di Amoris laetitia che autorizzerebbe una bazzecola, tipo la comunione ai divorziati; cosa che ha creato incertezza e confusione totale in quei poveracci che devono poi applicare le regole (questo modo di governare si è poi diffuso anche nel potere secolare, l’esempio come sempre viene dall’alto).

Ma soprattutto non si parla mai di questo passo che secondo me è il top assoluto. L’ho letto e riletto non so quante volte, chissà se lo capisco bene. Aiutatemi a capirlo. Enciclica Laudato si’, cap. 83.

Il traguardo del cammino dell’universo è nella pienezza di Dio, che è stata già raggiunta da Cristo risorto, fulcro della maturazione universale.53 In tal modo aggiungiamo un ulteriore argomento per rifiutare qualsiasi dominio dispotico e irresponsabile dell’essere umano sulle altre creature. Lo scopo finale delle altre creature non siamo noi. Invece tutte avanzano, insieme a noi e attraverso di noi, verso la meta comune, che è Dio, in una pienezza trascendente dove Cristo risorto abbraccia e illumina tutto. L’essere umano, infatti, dotato di intelligenza e di amore, e attratto dalla pienezza di Cristo, è chiamato a ricondurre tutte le creature al loro Creatore.

53 In questa prospettiva si pone il contributo del P. Teilhard de Chardin; cfr Paolo VI , Discorso in uno stabilimento chimico-farmaceutico (24 febbraio 1966): Insegnamenti 4 (1966), 992-993; Giovanni Paolo II, Lettera al reverendo P. George V. Coyne (1 giugno 1988): Insegnamenti 11/2 (1988), 1715; Benedetto XVI , Omelia nella celebrazione dei Vespri ad Aosta (24 luglio 2009): Insegnamenti 5/2 (2009), 60

 

Quello che mi par di capire è che siamo di fronte a una forma evoluzionistica di nuovo conio che non è infinita come quella ufficiale anglosassone, ma una specie di grande maratona o meglio corsa ad ostacoli (da superare e rimuovere, vedremo più avanti, senza remore né esitazioni) con un traguardo finale. Cristo, una specie di super-campione di arte evolutiva, sarebbe quello che ci incita (ci attrae essendo già là) per poi metterci la medaglia all’arrivo. Ma la cosa singolare è che in certo modo Cristo sta a noi come noi stiamo alle altre creature… cioè è nostro compito o nostra responsabilità è portare tutte le bestie e forse anche le piante in Paradiso… “tutte avanzano, insieme a noi e attraverso di noi, verso la meta comune, che è Dio”… boh! Sarà questa l’Evoluzione cattolica?

Il Catechismo ufficiale (310-311) per altro dice:

“Questo divenire, nel disegno di Dio, comporta, con la comparsa di certi esseri la scomparsa di altri…”

“Gli angeli e gli uomini, creature intelligenti e libere, devono camminare verso il loro destino ultimo per una libera scelta e un amore di preferenza.”

Quindi certe specie possono benissimo sparire, e dal punto di vista escatologico la meta è solo per gli angeli e gli uomini. Infatti San Tommaso nella Summa dice (parte III quaestio 91):

“Gli uomini infine sono corruttibili sia nella loro totalità che nelle loro parti: ciò però secondo la materia, non già secondo la forma, cioè secondo l‘anima razionale, che resterà incorrotta dopo la distruzione del corpo. Al contrario gli animali bruti, le piante, i minerali e tutti i corpi misti si corrompono, sia nella loro totalità che nelle loro parti, tanto secondo la materia, che perde la sua forma, quanto secondo la forma, che non rimane in atto. Quindi questi esseri non hanno alcun ordine all‘incorruttibilità. E così nel rinnovamento finale non rimarranno, diversamente dalle creature sopra ricordate.”

Qualcuno si deve mettere d’accordo. Ma attenzione, il diavolo si nasconde sempre nel particolare. Infatti fate caso alla nota, che chiama in causa Teilhard de Chardin. Lì è la chiave di tutto. Prima di tutto notate che Bergoglio chiama in causa tre papi precedenti per averne l’endorsement, e se andiamo a vedere nei testi citati dei tre papi, uno il pensatore francese non lo nomina proprio (Woytila), gli altri due lo chiamano in causa ma di sfuggita e con cautela (comunque lo nominano).

Nella biblioteca di mio padre, carica della tipica saggistica catto-illuminista anni ’60, trovo – ultimamente ho una strana fortuna in certi incontri – un volume che mi incuriosisce, Concilio aperto, Vallecchi, 1962. È una silloge di interventi di cardinali, vescovi, teologi ecc. tra cui Bea, Lubac, Montini (futuro Papa). Leggiamo nell’introduzione:

‘L’uomo è invitato e quasi costretto a sorpassare i confini della comunità nazionale per aprirsi a una vita su scala planetaria, “pianetizzata”, secondo la formula di Teilhard de Chardin…’

‘Nessuno più di Teilhard de Chardin ha visto, e cominciato a percorrere, la strada nuova per arrivare a Dio…’

‘Il rischio del Concilio è quello di non essere abbastanza teilhardiano…’

E così via. A un certo punto lo si chiama “il nuovo dottore della Chiesa”. La cosa curiosa è che poi sembra che il nome del gesuita-antropologo francese sparisca, né si trova traccia nei documenti ufficiali del Concilio, né in altri del magistero ufficiale della Chiesa (almeno credo, se no Bergoglio non avrebbe perso l’occasione per servirsene): lo rivediamo apparire qui per la prima volta nella noterella di Laudato si’… piccolo piccolo… come un tenero cucciolotto spuntato chi sa da dove, che chiede di essere adottato da una mano amica… Ora io non sono informato su questo, perciò domando: un papa può scrivere in un’enciclica in libertà quello che gli passa per la testa, o tale documento diventa poi legiferante per tutta la Chiesa universale? in questo caso il pensiero di Teilhard de Chardin entra nella dottrina cattolica ufficiale?

Andiamo perciò a vedere qualche passo dalle sue opere. Citazioni da L’energia umana, Il posto dell’Uomo nella Natura, Il fenomeno umano, L’apparizione dell’uomo, Convergere in alto, Il cuore della Materia. Corsivi dell’autore.

Teilhard de Chardin predica il totalitarismo riconoscendo fascismo, nazismo e comunismo come deviazioni o addirittura approssimazioni di un’idea sacrosanta, anzi “sublime” (parole sue). Così parlò il maestro di Bergoglio, nume tutelare delle neo-sinistre mondialiste:

.

“Il fascismo è aperto al futuro. La sua ambizione è di inglobare dei vasti insiemi sotto il suo impero. E nella solida organizzazione di cui sogna, un posto è lasciato, più opportunamente che da altri, alla conservazione e utilizzazione dell’élite, cioè del personale dello spirito.

Sull’ambito che esso intende ricoprire, le sue costruzioni soddisfano, dunque, più d’ogni altra, forse, alle condizioni che noi abbiamo riconosciute fondamentali per una città del futuro. Il solo grave inconveniente è che questo ambito è troppo ristretto. Il fascismo rappresenta, forse, un modello assai riuscito del mondo di domani. Esso è, forse, una fase necessaria per consentire agli uomini di imparare, come per un esperimento su scala ridotta, il loro mestiere di uomini”.

 

No comment. È il padre e il profeta del transumanesimo. L’uomo è ancora una roba così, fatta a mezzo… bisogna lavorarci su. Dedichiamoci

“…Dapprima a completare. E a questo proposito, penso alle straordinarie macchine elettroniche (…) successivamente a perfezionare il cervello. Il che può essere concepito in due modi: o con la messa in circuito di neuroni già pronti a funzionare, ma tuttora inutilizzati (…) oppure (chi sa?) con la provocazione diretta (meccanica, chimica o biologica) di nuove organizzazioni.”

Predica l’eugenetica. Perciò dobbiamo perciò

“…Mettere la mano, in modo abbastanza efficace, sui meccanismi della riproduzione, dell’embriogenesi, della selezione perché non soltanto il gruppo sociale nella sua realtà globale, ma gli stessi individui, di generazione in generazione, siano sempre più cerebralizzati, non già per selezione naturale ma per selezione orientata…”

“Nel corso dei secoli futuri, è indispensabile che si riveli e che si sviluppi, alla misura delle nostre persone, una forma nobilmente umana di eugenismo. Eugenismo degli individui, e di conseguenza eugenismo anche della società.”

Della serie, tre passi nel delirio. Eugenismo dal volto umano. Anche il corpo, come insegnava la hitlerjugend comunque va migliorato, siamo troppo difettosi e difformi:

“Ora, nel tumulto delle idee che accompagna il risveglio dello spirito, non stiamo forse degenerando fisicamente? Dovremmo vergognarci, come si è detto, del confronto tra la nostra umanità nella quale i soggetti imperfetti sono cosi numerosi, e le società animali nelle quali tra centinaia di migliaia d’individui non manca un solo pezzo articolato ad una sola antenna…”

Non ci avevo mai pensato ad invidiare le perfette antenne degli insetti… rimedieremo col 5G? ma attenzione l’esempio non pare esser preso a caso:

“Fino all’uomo, il massimo realizzato dalla vita in materia di associazione, era rappresentato dal fatto di aver riunito socialmente, una per una, le estremità più esili di uno stesso phylum. Raggruppamenti essenzialmente meccanici e familiari realizzati attorno a un gesto puramente “funzionale” di costruzione, di difesa o di propagazione. La colonia. L’alveare. Il formicaio. Altrettanti organismi il cui potere di riavvicinamento è limitato ai prodotti di una sola madre. A partire dall’uomo, grazie al quadro o supporto universale fornito dal pensiero, viene dato libero corso alle forze di confluenza.”

Prodotti di una sola madre… direi Madre… interessante; ma per ora lasciamo perdere. L’obiettivo, comunque è chiaro:

“Una collettività di tutte le coscienze, armonizzata ed equivalente a una specie di super-coscienza. La terra che, non solo si ricopre di grani di pensiero a miriadi, ma si avvolge in un solo involucro pensante, sino a costituire, funzionalmente, un unico e vasto grano di pensiero, su scala siderale.”

Il progresso è un fatto morale, e viceversa: la filosofia morale perciò va ingegnerizzata.

“Il moralista è stato, fin qui, un giurista e un equilibrista. D’ora innanzi, diventerà il tecnico e l’ingegnere delle energie spirituali del mondo.”

Qui invece come ci illustra come si deve amare in base ai dettami delle magnifiche sorti da lui evocate:

“Con l’amore dell’uomo per la sposa, per i figli, per gli amici e sino ad un certo punto per la propria patria, noi immaginiamo spesso di aver esaurito le diverse forme naturali di amare. Ora è precisamente assente da questa lista la forma di passione più fondamentale: quella che precipita, l’uno sull’altro, gli elementi nel Tutto, sotto la pressione di un universo che si richiude su se stesso. L’affinità cosmica e, pertanto, il senso cosmico. Un amore universale: non soltanto è una cosa psicologicamente possibile, ma è per di più il solo modo completo e finale con il quale noi possiamo amare.”

Vedete quanto è attuale il suo discorso, quante stupefacenti rassomiglianze con il vaccino ideologico che certe forze mondiali sotterranee stanno pompando a tutta forza nel sistema venoso collettivo delle coscienze. Ah dimenticavo questa:

“Non ci basta più fabbricare l’oro, noi vogliamo fabbricare la vita! (…) non saremo forse capaci un giorno o l’altro di provocare ciò che la terra abbandonata a se stessa, non sembra poter più realizzare, e cioè una nuova ondata di organismi, una neovita, artificialmente suscitata?”

Tutto questo non è che un assaggio. A prima vista questa minestra stantìa, quest’ammasso di rottami del positivismo mistico-letterario dell’Ottocento, di brandelli del superomismo faustiano mescolati a uno spiritualismo neo-gnostico del Novecento, padre di molta fantascienza più o meno distopica, non meriterebbero neanche di venir esposti nei mercatini di ciarpame; eppure… nuovo cristianesimo, adorazione panteistica della Natura, miglioramento ed anzi creazione della Vita in laboratorio, auto-evoluzione divinizzante, riassorbimento di tutte le polarità (Dio-cosmo, materia-spirito, individuo-collettività, famiglia-società, uomo-natura, maschio-femmina): sono tutte cose che vengono predicate oggi in un peculiare modo obliquo e surrettizio, cioè strisciante, sub reptile, ma con un fanatismo e un accanimento davvero religiosi. Perché? Mistero fitto. In una eventuale seconda puntata del presente discorso proveremo a non già a chiarire, perché impossibile, ma a fare due passi armati della nostra tremebonda lucerna in questo gran sotterraneo dai cui paiono venir strani miasmi… ma appunto come nei serial moderni o nei vecchi romanzi terminiamo con un’anticipazione che dia suspence.

Teilhard de Chardin (Il cuore della Materia): “Cristificare la Materia; tutta l’avventura della mia esistenza intima; una grande splendida avventura”. Vangelo di Tommaso: “Gesù disse: Io sono il tutto (…) tagliate il legno e io sono là, sollevate una pietra ed è là che mi troverete”. Corpus Hermeticum: “Dio è dunque nella materia, o padre?”.

Cos’hanno in comune questi tre discorsi? Cioè, questo si vede; ma come mai si sovrappongono così bene?

Continua…

 

 

PIETRO CARRA

25 Mar 2021 in

16 commenti

Commenti

  • Indubbio Pietro che le cose, viste così, hanno un gusto iniziatico che ci può anche allarmare, o infastidire semplicemente, ma dopo tanta riflessione ci si abitua, e allora si è grati della sicurezza che dà il fatto che altre menti umane siano giunte alle stesse concezioni. Tanto per esemplificare pescando dal tuo filo logico: Vangelo di Tommaso: “Gesù disse: Io sono il tutto”, e non ci piove, ma cosa disse dei suoi discepoli? Cosa spifferò nell’orecchio di Tommaso, un concetto in tre parole che Tommaso non poté comunicare agli altri, perché sarebbe stato lapidato, ma queste pietre avrebbero preso fuoco. La punizione per i blasfemi. Direi che accomunò tutti gli esseri alla propria natura, forse semplicemente le tre parole erano “Voi siete Dio”.
    Un punto di arrivo nei tempi a venire indicato da altri pensatori successivi, come Bergoglio, ma se aboliamo il concetto fittizio di tempo, anche una sostanzialità già presente che siamo costretti a obliterale nel gioco a nascondino dell’evoluzione.
    Ma restiamo alla Chiesa: certe cose le ha sempre sapute, poi se le è nascoste, giustamente, per dare il tempo evolutivo per una comprensione comune a tutti, anche agli agnostici come me. Una Chiesa evolutiva perché evolutivo è il concetto di Dio, non perché sia soggetto anche l’Essere Supremo a un divenire darwiniano, ma per l’evoluzione del nostro approccio, che Lo rende patrimonio comune anche a uno scettico, in quanto nell’immanenza omnicomprensiva non trova preclusioni anche nella mente di un ateo.
    Se poi selezioniamo bene, come abilmente hai fatto, le visioni in un’ottica politica… mbè, al minimo restiamo un po’ spoetizzati da questa subordinazione epocale, condiscendenza direi.
    In definitiva credo che Papa Francesco non sia accoppato perché le ali più conservatrici del potere religioso non vogliono farne un martire, ma se alfa e omega ancora si mettono in bell’evidenza sulla facciata di tante chiesette di campagna, anche il pensiero del suo predecessore ha tenuto fino ad essere ripescato e ufficializzato dai tempi più maturi. E attendiamo con trepidazione il tuo seguito.
    A proposito, se Ivano mi ha letto e ora afferma “come al solito quando parla Adriano non si capisce un cazzo”, te lo concedo amico mio, discorsi facili dopo aver masticato la riflessione, ma mica roba da iniziati!
    Te lo ricordi Merlo che appariva come mistico-misterico dicendo invece, a mio avviso, cose scontate?
    Chi sa se ricompare.

  • Difatti Adriano. Il mio metodo in genere è aspettare che qualcuno traduca per poi procedere a commentare un post che forse troverebbe maggior empatia su quell’altro terribile blog di spiriti liberi che ogni tanto nomino.
    Anche se per esperienza dai post di Carra io ci ricavo poco. Una lettura veloce però, forse le prime righe, mi direbbe di collocarlo nella galassia no vax. Per questo mi sento di dire che non è vero che Astra Zeneca usa embrioni fetali per fabbricare il suo vaccino. C’è molto materiale in rete che smentisce questa tesi, o meglio, io ci leggo intenti filosofici che vanno oltre la concretezza del procedimento di produzione. Rimango in attesa comunque. In genere quello che non capisco, che magari tu classifichi come ovvietà, mi intriga. Questo è naturalmente un riferimento a Merlo che forse, ingiustamente dileggiato, avrebbe meritato più rispetto. Io spero che torni.

    • Alla fine, tato per cambiare, l’ho messo alle strette io, io il più cortese degli uomini, ma qualcosa aveva detto di supponente che non ho tollerato, prendendoci per merli. Ma quite, cercava proseliti.
      Pietro Carra tocca tanti aspetti. La storia degli embrioni è stata già sconfessata dalla Chiesa stessa.
      Il punto è: la Chiesa si sta reinterpretando, e ciò non può che farci piacere, ma il confine del pastrano rivoltato, dov’è? Come si pone ora in Spagna, dove la legittimazione dell’eutanasia va oltre ogni suo possibile tentativo di adeguamento al sentito comune? E se diviene uno dei tanti fattori di “prospettiva del quotidiano” come sopravvive? E poi noi ospitiamo la casa madre!
      E allora, potresti dire, “e chi se ne frega! Non ci serve, grazie”.
      Sicuro? Almeno l’ostia è lì e non scappa, i fenomeni sociali potrebbero invece complicarsi. E comunque questa tradizione ha un valore intrinseco, come la mitologia, e rappresenta un punto di riferiento, una sponda di rimbalzo per le nostre mille domande sull’esperienza umana.
      Ma Pietro ci ha promesso di più. Io attendo.

  • 6. Contenuto della confezione e altre informazioni
    Cosa contiene COVID-19 Vaccine AstraZeneca
    Una dose (0,5 mL) contiene:
    Adenovirus di scimpanzé che codifica per la glicoproteina spike del SARS-CoV-2 ChAdOx1-S
    *
    , non
    inferiore a 2,5 x 108
    unità infettive
    *Prodotto in cellule renali embrionali umane geneticamente modificate (HEK) 293 e mediante
    tecnologia del DNA ricombinante.
    Questo prodotto contiene organismi geneticamente modificati (OGM).
    Gli altri eccipienti sono L-istidina, L-istidina cloridrato monoidrato, cloruro di magnesio esaidrato,
    polisorbato 80 (E 433), saccarosio, disodio edetato (diidrato), acqua per preparazioni iniettabili (vedere
    paragrafo 2 “COVID-19 Vaccine AstraZeneca contiene sodio e alcol”).

    è difficile digitare “bugiardino astrazeneca” su google, ottenerlo proprio dall’aifa, e fare copia e incolla? sì vero? invece di sparare cazzate sui no vax… mamma mia avere un olimpico distacco a volte è dura

    • A questo punto, prima di dire altre cazzate, sarà meglio sentire il parere di Adriano per capirci qualcosa di questi veleni che ci stanno per iniettare. Questo servirebbe anche a valutare meglio la portata e profondità del suo post, scusi, “saggio”, signor Carra.

  • Olimpico distacco? Il suo? Molto divertente. A meno che non sia questione di competenze scientifiche che io non ho. Lei sì, evidentemente. Riscontro anche, per esperienza personale, ma è un’opinione, certo, che in genere i no vax sono anche contrari all’eutanasia. Quanto all’evoluzione della Chiesa cattolica, il pensiero comune ha dimostrato che può benissimo farne a meno, soprattutto quando mette il becco in questioni morali quindi personalissime. Il resto dell’evoluzione lasciamolo a quei bontemponi di teologi. Se però continua sulla strada della dottrina sociale e sulla sua piena realizzazione allora ben venga.

  • Fai bene, Adriano, a citare la Spagna, l’eutanasia che in Spagna non è più fuorilegge.I i bigotti, i tradizionalisti vorrebbero veder morto Bergoglio, o perlomeno che se ne torni in Argentina, e permetta che un nuovo papa ritorni ad avere tre bagni per sé, un attico con vista, come minimo, perché l’Autorità papale, è una vera autorità su cui non si discute; e deve tornare a ricordare a tutti che se non stanno in riga (i poveracci in testa) finiranno all”inferno; i ricchi no: basta che chiedono, sul fin di lana prima di crepare, la remissione dei peccati, con un po’ di palanche generose alla Curia, che sono perdonati e avranno pure gli onori.
    Seguo alcune riviste bigotte cattoliche, e mi diverto molto con la loro saggistica.
    La Spagna è una grossa delusione per i bigotti cattolici, che sognano i tempi di Maria Goretti alla spagnola. Nonostante i carlisti che compiono duecento anni, e il loro “Pensamiento Navarro” e lo slogan: Dio, la patria e il re. Le camicie azul, azzurre, dei falangisti, sempre inginocchiati a pregare, prima di sparare. I nostalgici di Franco, i “requetes”, i partigiani di Dio con il suo Papa militare “el Caudillo”; i “Rogeli”, un movimento tradizionalista cattolico; i “Remigios” altri cattolici religiosissimi, che al confronto Radio Maria è roba comunista.. E la Spagna non li ha ascoltati. Vai! Arriba Spagna democratica e non bigotta!

    • Nel 58 il maggiore Tango (mio padre) ci condusse al primo viaggio di famiglia in Spagna, itinerante in campeggio. Pochi campeggi all’epoca, così una sera si monta la tenda in un campo, con una gran paura.
      Arriva un gruppo di contadini, che ci credono zingari, e mettono in mano al mio fratellino un pezzo di pane.
      Uno chiede cortesemente: “Como se llama?”
      “Loris” risponde mio padre (venivamo da Bologna dove Loris era il nome più comune).
      Il brav’uomo si ritrae scuotendo la testa, poi sussurra disapprovando: “Non tiene santo protector!”
      Capito nella sola mia sola vita cosa son riusciti a fare? Dai recuperiamo, e riunifichiamo gli intenti fra persone di buoni principi sociali!

  • Fatico a ….stare a ruota, anzi resto inesorabilmente distaccato dal gruppo e, in certa misura me ne dispiace, anche.
    Il punto però è che l’argomento in se, la religione cattolica, mi acchiappa assai poco e poi, il “mentale” di Pietro Carra mette davvero alla frusta i neuroni reduci da quasi ottantanni di onorato servizio!
    Però, vi leggo volentieri e quindi continuerò sull’argomento nel mio atteggiamento voyeristico!

  • La mia impressione, ho letto a fatica il post, é che Carra sia assoolutamente contrario a questa evoluzione darwiniana che io trovo invece naturalissima. Insomma, Carra é assolutamente per la tradizione. Poi i temi evolutivi andrebbero analizzati uno per uno perche al di là di Francesco esistono nella Chiesa le stesse correnti che troviamo in politica. Nel caso della Chiesa meno male, al contario saremmo ancora agli anatemi, alle scomuniche e ai roghi. Comunque Francesco, tranquillo mi pare che nessuno sia ancora entrato in argomento.

  • Ho tralasciato colpevolmente una ….derimente: a me il “papa con gli scarponi” (si, il precedente, quello emerito, quello davvero benedetto, era con le “scarpettas rubia Pradae”) sta davvero simpatico!

  • Carra for Prada. Mi ricorda qualcun’altro. A voi no?

  • Su questo blog ho letto più di uno scritto nostalgico dell’autorità perduta della Chiesa Cattolica. Una nostalgia che viene dal Medioevo, al tempo delle conversioni imposte, gli eretici condannati al patibolo, con il prete che mostrava loro “le tavolette”, pitture apposite per condannati a morte, spesso senza cornice per non far distogliere lo sguardo del condannato, che doveva concentrarsi sul quadro, come un filo continuo, una preghiera pittorica per chiedere perdono a Dio. Un perdono “nella promessa di una nuova reintegrazione” nell’aldilà, scrive Adriano Prosperi (Misericordie. Conversioni sotto il patibolo tra Medioevo ed età moderna, ediz. della Normale, Pisa, 2007). Una di queste “tavolette”, a pagina 146 del libro è di Jacopo di Paolo “Santa Margherita in carcere”, 1300, e fa parte della notevole collezione Stramezzi, famiglia nobile cremasca; una collezione d’arte con opere di grande valore.
    I periodici tradizionalisti cattolici che conosco ce l’hanno con Papa Bergoglio perché anziché preoccuparsi di restaurare, almeno in parte, l’autorità perduta, si preoccupa dei guai finanziari della Chiesa, dei preti pedofili, e addirittura dialoga più volentieri con gli atei, scrivono queste riviste, che con cattolici, sì peccatori, sì ipocriti, ma parte della Grande Famiglia cattolica che è sempre stata varia, e il peccato benvenuto perché segno della debolezza umana, della necessità di lasciarsi trasportare verso l’Onnipotente, l’unico modo di poter salvarsi e ripurificarsi dopo una vita anche di sozzure. Per questi cattolici bigotti, nostalgici della chiesa a cui ci si deve inginocchiare sempre, che dev’essere l’unica autorità terrena, i nemici, oltre Papa Bergoglio, sono i cattolici come Joe Biden, la Chiesa Cattolica Tedesca, che da tempo chiede riforme, come il maggior coinvolgimento delle donne nel sacerdozio. Che chiede rigore nei conti finanziari, che ancora non c’è, come nel caso dell’immobile londinese di Sloane Avenue, le mazzette, i 15 milioni che il Vaticano ha perso, pare raggirato, nell’affare, dove la Curia vaticana ha fatto una pessima figura, comportandosi come sempre ha fatto nella sua storia: come una normale ditta d’affari, sempre alla ricerca del guadagno, consapevoli che, come nel Medioevo venivano confiscati i beni agli eretici, e alle loro famiglie, arricchendo la chiesa, oggi sono le speculazioni finanziarie a dettar legge. È il Dio denaro, l’Onnipotente quello reale, a cui solo sparuti e isolati preti, che contano niente nella gerarchia, sanno resistere.

    • Per gli Ebrei l’atto di misericordia per la conversione forzata consisteva nello strangolamento prima dell’ustione.
      Ma non ci sono più quelli di allora, anzi: a Venezia mi hanno condotto da un archirtetto, Padre Angelo, Domenicano, imponente nel suo mantello bianco, ma un essere dolce e tecnico che si dedica con pochi mezzi alla restaurazione della sua cattedrale, la seconda per grandezza dopo S. Marco, quella all’ultima fermata del traghetto della Giudecca, quella a cui si arriva traversando il cortlie del vecchio ospedale. A immaginarlo come inquisitore proprio… Va mbe’ veniva da una scuola politica democristiana alla Renzi, ma sulla bontà d’animo non ho dubitato. E sincerità, ciò che conta Franco. Ci sno dei galantuomi, dei moderni combattenti, anche lì. Preti caccitori di spacciatori, e in Madagascar i mei Camilliani d’assalto! Ma chi se la prendeva in carico Erika, la ragazza di Novi Ligure, se non loro? E senza un Ave Maria.

  • La morte di Hans Kung, a Tubinga, Germania, dove aveva insegnato Teologia ecumenica, è un pezzo di chiesa cattolica, per me, che se ne va, esce di scena. Quella chiesa che ho sempre guardato con rispetto, pure da mangiacristi, da ateo che non sopporta i grattasottane, i succhiabalaustre, gli ipocriti tradizionalisti che infettano l’aria. Rifiutai da ragazzino di recitare l’Ave Maria, con quella cantilena forzata che mi faceva ridere, nell’ora di religione della scuola delle Segretarie, e me ne stava seduto, in attesa che finisse il prologo all’ora consueta, religione in classe.Don Mario Vailati e tutti gli miei compagni e compagne in piedi a blaterare la loro preghierina. E non rifiutai, però l’ora di religione, un po’ perché era l’unica ora di discussione accesa, e un po’ per vigilare e protestare contro il ragionare bacchettone che stava nella chiesa, come la muffa nel gorgonzola. Mi piaceva Teologia, come materia; e da autodidatta in tutto ho passione per certi autori religiosi, come Hans Kung. A Bolzano e Bressanone, anche a Milano (una via laterale a Corso Garibaldi) sono entrato nei cortili universitari della Facoltà di Teologia; mi sarebbe piaciuto studiarci: perché no. Attraverso le università, quella dove insegnava Kung è passato, anche da lì il dissenso cattolico. Hans Kung è stato il teologo di un cattolicesimo che cammina con il mio ateismo. Che sento fratello. Per questo sento che la sua morte un filino mi appartiene.
    Ricordo la battaglia di Kung per un cattolicesimo non bigotto, servo di parole come infallibilità, onnipotenza, l’autorità del Papa. L’ammissione che il progresso civile è stato ritardato, in molti paesi, da una religione che pretendeva di comandare la vita degli individui. La condanna della contraccezione, che Kung a provato a combattere. L’insistenza morbosa della chiesa a voler parlare, insegnare alle coppie del sesso, quando gli stessi preti e suore, di sesso, non ne sapevano niente, sublimandolo in vari modi.
    Hans Kung, mi ricorda la Storia dell’indice e i libri proibiti dal Vaticano; il Concilio Vaticano II: l’inizio di una Chiesa che smetteva di odiare la modernità; il manganello e l’aspersorio, di cui anche oggi gira la nostalgia che si nasconde dietro l’accusa di perdita d’autorità delle chiese cattoliche. I gesuiti contro gli ebrei. Papa Pio XII e il nazismo. Andreotti che tagliava le scene giudicate “spinte” del cinema italiano. Dom Franzoni e i preti operai. Una battaglia lunga una vita, s’intitola l’autobiografia di Hans Kung, ed è il racconto anche di un passato che mi ha preceduto, nel mio piccolo buco di provincia, e che ho vissuto, fin da quando all’oratorio del Duomo vidi il prete fermare la pellicola per una scena di un bacio intenso, e noi a farci le occhioni, mentre succhiavo un bastoncino di liquirizia.
    H.Kung “Da Benedetto a Francesco. Cosi è rinata la mia speranza nella Chiesa”, Repubblica 2.10.13
    A. Tarquini “La scelta di H.Kung: voglio decidere da solo quando e come morire”, Repubblica3.9.2014
    A.Tarquini “la scelta di Francesco puo’ aiutare la Chiesa. Intervista a H.Kung (senza data)
    Micromega, fascicoli dedicati a Cosa resta del Concilio; e Dialogo sull’eredità del Concilio.

  • Dal testo: “In una eventuale seconda puntata ” Chiediamo proprio una seconda puntata, perché l’argomento non ha solo un interesse speculativo intimistico individuale, ma ampia valenza sociale!

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