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FRANCESCO TORRISI

Mancano 15 giorni …..

Si, tra 15 giorni, Domenica 4 Marzo 2018 è fissato il giorno per le Elezioni.

Doppie elezioni, perchè saremo chiamati a esprimere la nostra scelta per il governo della Nazione e anche per il governo della Regione Lombardia.

Ora a dispetto dell’importanza di questo importante doppio appuntamento l’impressione è che si stia facendo poco o nulla per informare i cittadini, per incentivarli ad esprimere il proprio voto in modo consapevole!

Si voterà con modalità differente per le Nazionali e per le Regionali e questo ingenererà confusione e possibili errori.

Oltre a ciò a due settimane dal voto, non viene data alcuna informazione circa chi saranno i nomi che compariranno sulle schede elettorali, quali candidati conosciuti o sconosciuti, locali o ….”paracadutati” sia per i Collegi Uninominali che Plurinominali ci troveremo di fronte.

La legge elettorale Nazionale è complicata e farraginosa (ne ho dato conto, in dettaglio circa le modalità nel precedente post http://www.cremascolta.it/2018/02/05/manca-un-mese/ ) e così pure le schede, se poi non vengono date nemmeno le informazioni di base, non si può che dedurre che l’obiettivo perseguito sia quello di convincere che le elezioni non servono!

Vedo di dare qualche info ( per il ns territorio):

ELEZIONI NAZIONALI CAMERA DEI DEPUTATI VOTO “UNINOMINALE”

Collegio uninominale 4-04

Candidato                 Nato a                     Liste collegate

BRUNI BARBARA                                    LA SPEZIA                                                      PRI – ALA (Alleanza Liberalpopolare-Autonomie)

MANFREDINI ALESSIA                           CREMONA                                                    PD – Italia Europa Insieme – Civica Popolare Lorenzin – +Europa

ALBANO ROCCO                                      MILANO                                                            Potere al popolo!

GROSSI LUCA ALFREDO                        MILANO                                                        Il popolo della famiglia

COMAROLI SILVANA ANDREINA      SONCINO                                                      FI – Noi con l’Italia UDC – Fratelli d’Italia con Giorgia Meloni – Lega

ABBATE ANNAMARIA                            FRATTAMAGGIORE                                     Liberi e uguali

GALLI GIANLUCA                                      CREMA                                                        Casapaund Italia

FAVALLI FRANCESCO                               CREMA                                                       Per una sinistra rivoluzionaria

DI FEO CRISTIAN                                         SORESINA                                                 Movimento 5 stelle

Per il VOTO PLURINOMINALE, Collegio plurinominale 4-02, diventa veramente arduo citare i 4 candidati (“Capo lista” più altri 3) per ogni partito delle Liste collegate! Vedo di citare i “Capi lista” dei Partiti….principali!

Partito                                                               Capo lista

PARTITO DEMOCRATICO                                   BOSCHI MARIA ELENA (Sappiamo tutti chi è!)

FORZA ITALIA                                                    BARONI ANNALISA (Mantovana- Cons Reg Lombardia)

MOVIMENTO 5 STELLE                                      ZOLEZZI ALBERTO (Mantovano – Deputato 5 stelle )

LEGA                                                                  COMAROLI SILVANA ANDREINA (Soncino – Senato Lega)

LIBERI E UGUALI                                                 DRAGHI MARTINA (V/Sindaco a Cicognola)

Per chi volesse approfondire tutti i nominativi inseriti nelle liste dei Partiti del Collegio plurinominale 4-02 : http://dait.interno.gov.it/documenti/trasparenza/Liste/WCamPluri.pdf

ELEZIONI REGIONE LOMBARDIA 2018

Come si vota

su un’unica scheda, ciascun elettore può, a scelta:

  • votare per un candidato alla carica di Presidente della Regione;

  • votare per un candidato alla carica di Presidente della Regione e per una delle liste a esso collegate, tracciando un segno sul contrassegno di una di tali liste;
  • votare per un candidato alla carica di Presidente della Regione e per una delle altre liste a esso non collegate, tracciando un segno sul contrassegno di una di tali liste (cosiddetto “voto disgiunto”);
  • votare a favore solo di una lista; in tale caso il voto si intende espresso anche a favore del candidato Presidente della Regione a essa collegato.

L’elettore può esprimere fino a due voti di preferenza. Nel caso di espressione di due preferenze, esse devono riguardare candidati di sesso diverso della medesima lista. In caso contrario la seconda preferenza è annullata.

Di seguito i candidati Presidente:

  • Attilio Fontana sostenuto da 7 liste: Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Noi con l’Italia, Energie per la Lombardia, Partito Pensionati e dalla civica “Fontana Presidente”.

  • Giorgio Gori sostenuto da da 7 liste: Partito Democratico, Lista Gori, Obiettivo Lombardia per Gori, Insieme, Lombardia Progressista, +Europa, Civica Popolare.
  • Dario Violi sostenuto dal Movimento 5 Stelle.
  • Onorio Rosati sostenuto da Liberi e Uguali.
  • Massimo Gatti sostenuto da Sinistra per la Lombardia.
  • Giulio Arrighini sostenuto da Grande Nord.
  • Angela De Rosa sostenuta da Casa Pound.

Quidi due sistemi di voto diversi, due schede diverse, temo che la confusione sarà grande e gli annullamenti di schede (se non si farà grande attenzione) potranno influire pesantemente sull’esito!

I nostri “politici” hanno fatto di tutto per disincentivarci ad andare a votare.

Non fosse che per contraddirli e demolire la …. “democrazia dei sondaggi”, e degli “impresentabili”, personalmente ritengo viceversa importantissimo, valutato come queste formazioni (partiti/coalizioni di partiti) e con quali personaggi, credibilmente, si pongono, esprimersi comunque con il nostro voto!

 

FRANCESCO TORRISI

17 Feb 2018 in Politica

41 commenti

Commenti

  • Come è noto, Tucidide mette in bocca a Pericle (nel famoso epitaffio) che il cittadino che non partecipa alla vita politica è un essere “inutile”.
    Platone, poi, mette in bocca a Protagora (il protagonista di un suo dialogo) che chi non partecipa alla politica “venga ucciso come un male della Città”.

    Non intendo certo sposare tesi così estreme, ma solo ricordare come ad Atene, la città che ha in qualche misura inventato l’arte politica (di cui Zeus ha fatto dono a tutti, e non solo a un’élite) la partecipazione alla cosa pubblica fosse così importante.

    Non nego che il rifiuto di andare a votare abbia una sua dignità, ma sono convinto che sia un “dovere civico” esprimere nell’urna la nostra scelta: l’esito dipende da “ciascuno” di noi (nel merito del voto, ma anche se votiamo).

  • Il rifiuto di andare a votare non ha nessuna dignità!

  • L’ideale sarebbe votare con la testa, secondo attese, programmi, esigenze del momento e prospettive, e questo è il momento più difficile del mondo dell’uomo, o dell’uomo nel mondo.
    Poi viene il cuore, e quello ormai meglio scriverlo con la q, perché non vogliamo più bene ad alcuna ideologia.
    E allora, scendendo-scendendo potremmo votare col… diciamo sentimento di attrazione per i più belli! E anche lì…
    Insomma anche io non so che pesci pigliare, nemmeno nell’astensione dal peggio, che nel torbido è sempre meglio mascherato, e qui sì che la storia si fa maestra.

  • Diceva Montanelli strapparsi il naso prima di votare …

    • Giorgio, non so se sia stato voluto l’incremento di …. incisività dato al consiglio targato Indro:
      lui si limtava a consigliare di “tapparlo”!
      In effetti (pur se insospettabilmente ai tempi) il contesto politico è ulteriormente involuto, fino ad arrivare alla attuale pletora di impresentabili collocati nelle liste.
      Loro si, che dovrebbero …. “strappare” non solo il naso, ma anche occhiali e barba finti coi quali si presentano mascherati per convincere gli allocchi a votarli, e mostrare il loro vero volto di indagati, condannati, poltronari, non degni di rappresentare alcuno, se non loro stessi ed i loro interessi!

  • Il problema, Giorgio, è dato dal fatto che il nuovo sistema elettorale consente, rispetto al Mattarellum, una maggiore “rappresentatività” delle forze politiche, ma a scapito della “governabilità” (garantendo così più rappresentatività al M5S che ha votato contro il Rosatellum).
    Non garantendo a priori la governabilità (sulla carta, perché poi nel segreto dell’urna tutto può succedere), noi di fatto non votiamo sulla base di “programmi” che poi saranno realizzati: i programmi, infatti, nello scenario in cui non uscirà nessun vincitore, verranno redatti dopo il voto.
    E’ questo il motivo per cui perfino i partiti del centro-destra, tra loro alleati, si permettono di fare una campagna elettorale non per la coalizione me per se stessi.
    Si può discutere all’infinito sulla legge elettorale (chi conosce le leggi degli altri Paesi europei sa bene che tutte presentano delle anomalie), ma il Rosatellum è il “risultato” di una “mediazione” di forze politiche che rappresentavano una maggioranza ben superiore alla maggioranza governativa: Pd, Forza Italia, Lega, Alternativa popolare.
    Ogni legge, piaccia o non piaccia,, è il frutto di un “compromesso”: è la democrazia.

  • Basti dire che si candida ancora anche il Celeste. Altra chicca: dopo lo strepitoso successo ottenuto alle nostre Amministrative, in Regione si candida anche il Popolo della famiglia, quello che al suo interno contempla quattro o cinque Sentinelle in piedi. Vinceranno loro, è fuori discussione.

  • Io dico che non si deve fare come con le temperature, e che tra il reale e il percepito ci sia una bella differenza. Leggo che, secondo lo studio Cottarelli, le promesse elettorali di ciascuna forza in campo, non tutte insieme, farebbero balzare il deficit pubblico al 140% del pil, quando l’Europa, visto che ci stiamo, chiede che non superi il sessanta. Mentre in Germania diminuisce tutti i giorni . Quindi c’è qualcosa che non va in questa sciagurata Italia. Ora, visto, che ci avviciniamo ad un appuntamento importantissimo io spero che prevalga il buonsenso e che ci porti a discernere chi vuole il potere a tutti i costi da chi il potere vorrebbe legarlo al bene comune, perché altrimenti il pericolo da molti paventato e da altri declinato al contrario si potrebbe davvero materializzare. Perché gli estremismi ormai non sono più quelli dei centri sociali o dei gruppuscoli neri, ma di tutti, in un ecumenismo che vede ormai tutti contro tutti, tra fake news e propaganda viscida senza attinenza al reale, ma solo volta ad accendere gli animi ormai incapaci di qualsiasi dialettica. Da augurarsi davvero che nessuno esca vincitore da queste elezioni, in modo da concedere una pausa di riflessione in più, sperando che la notte porti consiglio. Del resto tanti paesi europei sono stati mesi senza governo, non ultimo la Germania, pur avendo sistemi elettorali più furbi del nostro. Quindi tanto varrebbe.

  • Al link di Rita ( link Veneziani): Marcello decide di fare un ….”riassunto” degli accadimenti politici “dopo la caduta” di B.
    Va bene.
    Ma io credo che “lo scasso” della politica sia iniziato assai prima, proprio dalla “discesa in campo” di B, con le sue leggi ad personam, i suoi avvocati in parlamento, il “sacco di voti” presi nella “siciliabbbedda” di “marcellino” e delle coppole, nei cambi di casacca in parlamento sotto la spinta degli €, con contorno di lavitole, daddarie, mignette, olgettine e quant’altro!
    Certo, poi dopo la “sinistra” (sgambetto di “cachemire-bertinot” a “mortadella” in testa) non si/ci è fatta mancare nulla perche andasse ….. tutto in vacca, fino ad arrivare al karakiri di “mr Leopolda” con il referendum, a mettere il sigillo al suo fallimento!
    Adesso qui l’agone politico pre-elettorale si è centrato sulla decina di “grillini” che hanno ….”fatto la cresta”, chi più chi meno, alla metà della parte fissa del loro stipendio, che loro stessi avevano deciso di devolvere in un fondo per il microcredito gestito dagli uffici di via XX Settembre ( grillini, i soli in Parlamento, hanno devoluto! ).
    E’ questo lo scandalo!
    Non la voragine di nostri soldi che si sono bruciati con Monte Paschi, Banche venete & c., non la voragine del debito pubblico che non accenna a calare, non i medicinali comprati a “n” volte il loro prezzo e via dilapidando, ma la “cresta sulla spesa” di chi si è “fregato” i suoi ….stessi soldi!
    Il prode Fini ai “bei tempi” (bei tempi, per Veneziani, intendo) , quando B si sporgeva dal predellino per fondare un nuovo partito, ebbe a dire: “siamo alle comiche finali”! ( adesso, sommessamente …… è finito indagato pure lui con il suo doppiopetto blù!).
    Com’è la storia del dito e della luna?

    • Quand’e’ iniziato il degrado non saprei dirlo, ma secondo me Mr. B era gia’ un esponente della politica trash, di gran lunga preesistente, come il debito pubblico. Fatto sta che adesso, eccoci qui. Non biasimo chi si astiene dal voto, anzi, li capisco. Il problema non e’ sicuramente la legge elettorale bensi’ la disarmante pochezza umana e morale dei candidati, tutti, ma proprio tutti. Ma dove abbiamo sbagliato? Dove siamo stati in tutti questi anni?

  • Il buon senso, Ivano, prevarrà, ma dopo il 4 marzo.
    Qualsiasi forza formerà il governo (fosse pure la forza più… antagonista, più… antisistema), cambierà radicalmente: governare è un’impresa di gran lunga più ardua che… sparare dall’opposizione o sparare (da parti di tutti, governativi e antigovernativi) promesse elettorali non realizzabili.

    Con questo non intendo dire che dobbiamo rimanere attaccati allo status quo: tutt’altro!
    Ci vuole una rivoluzione in Italia a 360 gradi, ma per farla ci vogliono forze politiche che siano in grado di coniugare utopia e realismo, che offrano un piano a medio e lungo termine e i mezzi per realizzarlo.
    Vedo una campagna elettorale tutta centrata sul presente, non sul futuro, non sul futuro dei giovani, non sul futuro della famiglia.

    Mi piacerebbe vedere un partito che racconti agli italiani la “verità”.
    So che perderebbe, ma almeno dimostrerebbe di essere una forza politica “seria”.

    • Caro Piero, dopo il 4 marzo non prevarrà il buon senso (che non c’è) ma l’Europa, che considera le elezioni italiane alla stregua di un referendum pro o contro il suo establishment: chi vincerà, europeisti o sovranisti?
      Sono uno specchietto per le allodole le zuffe mediatiche tra coalizioni di centrodestra, centrosinistra e M5S, perché, intanto, alla fine la UE esigerà un governo che garantisca l’appartenenza dell’Italia all’Europa e all’Eurozona. Si è imposta sulla Germania, figuriamoci se non riuscirà a farlo sulla debole Italietta, che giorno dopo giorno mette all’asta tristemente i suoi beni, svendendoli al miglior offerente.
      Le promesse economiche e fiscali presentate dai finti contendenti nei loro non-programmi politici non sono compatibili con le regole di bilancio europee, e perciò non si faranno, nemmeno una. Sono incompatibili con i vincoli europei e minerebbero le basi della integrazione dell’Italia in una Europa che ha introdotto trasformazioni sistemiche in favore di un ordinamento oligarchico – tecnocratico che ha nei fatti delegittimato tutte le costituzioni e annullato la dialettica democratica.
      Se non partiamo dal fatto concreto che l’Europa con le sue normative ha abrogato il futuro dei popoli, trasformiamo i ragionamenti in questioni di lana caprina. Nient’altro che passatempi intellettuali (negli Anni ’70 si usava un termine più prosaico per definirli).
      I cittadini sono consapevoli che le loro scelte elettorali non hanno più alcun peso nel determinare le proprie condizioni di vita, per questo motivo non vanno più a votare. Cominciamo a pensare a come intervenire partendo da questo punto e lasciamo perdere i numeri che tutti i giorni danno i giornali, manifestazioni puramente folkloristiche.

    • Piero, fare “una rivoluzione a 360 gradi” vuol dire tornare al punto di partenza, lasciando quindi le cose come stanno. Mi sa che ti sei tradito.

  • Cara ,Italia.

    • per il Cordani prof.: ma Piero intendeva proprio questo, con una …piroetta, un salto mortale, a 360°, ripartire dall’inizio! Certamente per non fare gli stessi errori!
      E ok, Piero, aver riportato l’attenzione “anatomica” del discorso su una parte più …baricentrica del corpo umano, qual’è l’ombelico!!!!

  • Con la nuova legge elettorale le “promesse” non devono necessariamente essere “credibili” perché, comunque, il programma elettorale sarà stabilito dopo il voto (programma che inevitabilmente sarà diverso quello dei singoli partiti).
    Su questo blog credo di essere stato l’unico (o tra i pochi) a difendere il Mattarellum che avrebbe costretto i partiti a coalizzarsi e presentare agli elettori un “programma”, programma che la coalizione vincente avrebbe poi, con la forza del consenso degli elettori, realizzato.

    Caro Bruno, hai capito bene che cosa intendevo dire: il nostro Paese ha bisogno di una rivoluzione profonda e in molti ambiti, ma per realizzarla occorre “guardare avanti”, avere un “disegno”, non vivere alla giornata, non rincorrere gli umori contingenti.
    Abbiamo bisogno di statisti, di politici lungimiranti e credibili, di politici che sappiano dire la “verità” (lo ripeto), non le mezze verità /o le mezze menzogne, che sappiano guardare oltre il nostro… orticello: non possiamo pretendere di affrontare problemi globali – pensiamo alla rivoluzione in atto ad opera di robot e intelligenza artificiale che sta scuotendo il mondo – dal punto di vista della nostra “monade” (o più terra terra dal nostro ombelico).

    • Piero, penso che chiunque sia d’accordo con quello che dici, ma proprio questa unanimità di consensi non ti fa venire il dubbio di avere affermato qualcosa di totalmente vago e generico?

  • Vuoi qualcosa di più… concreto, Bruno?
    Quale delle forze politiche si preoccupa di ridurre il debito pubblico che ci costa ogni anni, in termini di interessi, dai 60 agli 80 miliardi di euro? Proviamo a immaginare quante risorse si potrebbero liberare! Eppure, tutti hanno fatto la corsa a promettere… mare e monti, a tagliare tasse e a elargire denaro un po’ a tutti.
    Cioè (al di là delle promesse) ad accrescere – non diminuire – il debito pubblico!

    • Piero, ne abbiamo già discusso a lungo, anch’io ne ho scritto su questo blog. Ti rimando agli economisti Bagnai e Borghi. Il punto fondamentale, ridotto all’osso, è che i due compiti fondanti di uno Stato sovrano sono la difesa dei confini e la sovranità monetaria, cioè il poter stampare denaro. Se vengono meno questi due presupposti, lo Stato NON ESISTE PIU’ e il suo parlamento conta come la Duma russa ai tempi dello Czar. Quando avrai capito questo fatto basilare ti renderai conto di quanto valgono i vari corsi di economia di cui vai tanto fiero.

  • …il punto, è quello Piero, assieme , in parallelo alla ….. “presentabilità” dei candidati.
    Per intenderci con chiarezza, per capirci, pensate al contrario dell’approccio di B !

    • Sono perfettamente d’accordo con Bruno, anch’io vado dicendo queste cose da anni. La alla “presentabilita’” di cui parla Franco diventa un fatto secondario in un panorama di assenza di sovranita’. Non e’ cosi’ preoccupante disporre di un esercito di scemi e disonesti, se questi intanto non potranno far niente. Finche’ non si azzera il sistema, sara’ difficile combinare qualcosa di buono.

  • Azzerare il sistema, che sciocchezza. In questa fase economica e politica già riuscire a metterci delle pezze è un’utopia, figurarsi ripartire daccapo. In quanti secoli poi? A quale costo? Già siamo a rischio con ordinarie elezioni, visto che nessuno può avere soluzioni. Navigare a vista, punto. Sperando che Dio ( Dio?) ce la mandi buona. Un po’ di concretezza signori. Quanto all’economia, che governa più della Politica, siamo nello stallo peggiore degli ultimi decenni. Il sistema si azzerera’ da solo, presentabili o meno che eleggeremo. I politici contano sempre meno, un fico secco, e se vinceranno sovranisti e nazionalisti, confini e sovranità, sarà un passo indietro nella Storia da farci rimpiangere tempi peggiori. O altrimenti, bene, lasciamoli lavorare, previo accordo, attuale maggioranza o opposizione, che siano i primi a pagare qualora le cose andassero male. Che siano meritocrazia o demeritocrazia vere. Riconiscibili e misurabili. Ma come si fa? Con la consolazione, magra, che la Storia ha sempre punito i fanatici e i pazzi. Quanto al debito pubblico qui non si è ancora capito che uno Stato è come una famiglia. A furia di finanziamenti che prima o dopo non si potranno ripagare l’economia famigliare si collassa. Per questo i nostri sciagurati politici non sono assolutamente credibili con le loro promesse. Dicano dove vogliono tagliare, non dove inevitabilmente incrementeranno. Ha ragione Piero.

  • Il povero Calenda, che spero in un prossimo governo, è la dimostrazione dell’ormai inutile classe politica. Accidenti al Profitto, sperando che l’Europa dia delle regole alla terribile delocalizzazione e una bella lezione alle Multinazionali che stanno distruggendo tutto.

  • RITA, io non ho soluzioni, a differenza tua. Vedo che la situazione è complessa e sono solo molto preoccupato. Non mi faccio irretire da nessuno e il criterio dovrebbe essere quello del realismo. Chi promette meno è il più credibile, anche se pare che si preferisca farsi abbindolare.

  • Si vedono tanti volti provati dalla campagna elettorale…
    Io li lascerei lavorare.
    L’Italia è una porzione d’Europa troppo interessante per lasciarla allo sbando.

  • Si vedono tanti volti provati dalla campagna elettorale…
    Io li lascerei lavorare.
    L’Italia è una porzione d’Europa troppo interessante per lasciarla allo sbando.

    • ….fatto esattamente lo stesso commento su fb, alcuni giorni fa, Ivano! Sintonia ….

    • Felice di essere lontana anni luce da simili considerazioni.

  • Caro Bruno, ognuno di noi ha i suoi studi alle spalle. Io, sulla base di alcuni esami universitari, ho coltivato la passione per l’economia (e, per fortuna, anche per la politica). Lo dico per fortuna perché l’economia – che oggi domina il mondo – deve essere “governata” sulla base dell’interesse generale. In altre parole – e su questo siamo di sicuro in sintonia – è la politica che deve avere il “primato” sia sull’economia che, a maggior ragione, sulla finanza di fronte alla quale si inginocchia spesso la stessa economia.

    E’ sulla base di questa mia passione che ho ideato, grazie alla consulenza di economisti e di esperti di tecnologie digitali, i due corsi della nostra scuola di educazione all’economia.
    Due corsi che, guarda caso, hanno come oggetto i grandi processi globali che stanno scuotendo il mondo: la globalizzazione e la rivoluzione tecnologica in atto (una rivoluzione digitale), tra loro profondamente intrecciati.

    Ora, sono proprio questi processi che che ci insegnano che è ingenuo pretendere di affrontarli – cioè di governarli, o almeno di orientarli per attenuare il più possibile i loro effetti devastanti e per potenziare al massimo le opportunità che aprono, dal punto di vista di un singolo Stato.

    Gli Stati, Bruno, devono conservare la loro identità perché rappresentano un patrimonio identitario, ma i problemi globali dovranno essere affrontati da grandi… player.
    Oggi, quali sono i grandi player che “guidano” politicamente globalizzazione e rivoluzione tecnologica? Gli “Stati uniti” (non il singolo Stato della California) e la Cina che è ormai una superpotenza su tutti i fronti (perfino nella ricerca). Gli Usa e la Cina stanno, naturalmente, dando la loro “impronta” sia alla globalizzazione che alla rivoluzione tecnologica (è da tempo che sto leggendo saggi di ogni tendenza economico-politica, in primis il Premio Nobel Stiglitz e questa impronta l’ho vista).

    E l’Europa? E’ ancora troppo fragile per essere in grado di giocare il suo ruolo di “player” e competere con i giganti Usa e Cina. Ma se non diventerà forte e non saprà imporsi con il suo straordinario patrimonio di valori – di radice in ultima analisi cristiana – saremo messi in ginocchio o dagli americani o dai cinesi (già lo stanno facendo alla grande).

  • Dato che mancano 15 giorni alle elezioni, prendete in considerazione questa perla linguistica: “… in Italia c’è ne sono meno …”., tratta dall’articolo : http://www.huffingtonpost.it/franco-mirabelli/le-risposte-alla-domanda-di-sicurezza_a_23367299/?utm_hp_ref=it-homepage firmato da un tizio che pretende di governarci. Il regista Nanni Moretti non gode della mia simpatia, però quando afferma che “chi parla (o scrive) male pensa male” ha perfettamente ragione.

  • Io sono meno pessimista, Ivano. Qualunque forza politica governerà metterà in campo persone navigate, non una Virginia Raggi (penso sia una bravissima persona) che aveva alle spalle solo cinque anni di consigliera comunale).
    Sanno bene tutti che “governare” non è come “sparare” dall’opposizione.
    Certo, quello che manca oggi è una scuola di formazione politica. E’ vero che i pentastellati in cinque anni hanno “imparato il mestiere” del politico (Di Maio, Di Battista e il nostro Toninelli in primo luogo), ma anche fare il politico non basta per governare.

    Non ho dubbi, poi, che, proprio davanti alla complessità dei problemi che avrà di fronte (inclusi i vincoli di bilancio e quelli europei), ogni forza politica annacquerà di molto il proprio programma o, come è più probabile nello scenario di una coalizione post voto, lo metterà quasi integralmente nel cassetto.

    Quando si formerà il governo, sarà finita per tutti la… ricreazione e occorrerà rimboccarsi le maniche.
    Con lungimiranza e con realismo.

  • Piero, io credo invece che abbia ragione Recalcati quando ne fa una questione di psicopatologia dei singoli, e delle masse, aggiungerei io. E l’analisi che fa lo psicoanalista, a proposito di Di Maio, mette in campo altri parametri di valutazione. Senza arrivare a Hitler che era di fatto uno psicopatico, lo psicoanalista si chiede, riferendosi al grillino, ma credo che lo stesso metodo andrebbe applicato anche ad altri personaggetti smaniosi di potere, come qualsiasi assenza di auto-giudizio critico su se stessi possa spingere qualcuno ad aspirare al ruolo di Premier. E il ritratto che ne fa è impietoso. Riporto testuali parole estrapolando qui e là da un suo articolo comparso due giorni fa su Repubblica: “Senza troppi giri di parole il mio mestiere di psicoanalista mi impone una domanda. Non quella consueta che da più parti viene rivolta a Di Maio, ovvero: come può un soggetto che non ha maturato nella sua vita competenze specifiche su nulla, che non ha mai lavorato in un’Istituzione, che non ha mai avuto incarichi di governo (di una azienda, di una città…) essere candidato alla guida di un Paese di sessanta milioni di abitanti?” E continua “ La mia domanda è un’altra e tocca un piano più pulsionale. Quale assenza di giudizio critico su se stessi comporta l’aver accettato questa candidatura? Lo sgomento di fronte all’ipotesi di Di Maio premier non è per me tanto relativo alla sua incompetenza tecnica, quanto al gesto personalissimo di aver accettato questa investitura. Quanti accetterebbero un incarico di questa rilevanza senza avere la più pallida idea di cosa significhi governare la cosa pubblica? E’ questa assenza di consapevolezza dei propri limiti che fa davvero tremare i polsi. E’ il polo chiaramente maniacale o, se si preferisce, puramente adolescenziale del M5S. Un fantasma di onnipotenza e di purezza totalmente sganciato dalla realtà. Mi chiedo: ma avrà avuto o avrà almeno una crisi di panico, un momento di vertigine o di angoscia? Glielo auguro perché sarebbe il segno che quell’onnipotenza maniacale che egli, così diverso nel sembiante, sembra aver ereditato dal suo fondatore, in realtà, non lo assorbe integralmente.”
    E glielo auguro anch’io, per se stesso, e per tutti noi, e per esteso a chiunque vinca. Del resto Moretti non ha gettato nel panico anche il suo Papa? Se il personaggio di Moretti ebbe dubbi sulla sua infallibilità, diamine, cosa ci vuole che lo facciano anche i vari Renzi, Salvini e Meloni? Saremmo tutti molto, molto più tranquilli.

    • Da morir dal ridere che un Paese come l’Italia, servo da sempre dell’America ma soprattutto, cosa ben peggiore, dell’americanismo culturale, si preoccupi dell’hackeraggio russo. Che gliene importa a Putin dell’Itaglietta (con la “g”)? Adesso, poi, che la Turchia sta cercando di fare la guerra alla Siria per eliminare dalla faccia della terra i kurdi, ha senz’altro cose ben più urgenti a cui pensare.

      Al potere finanziario eurostatunitense, invece, chi andrà al governo in Italia interessa eccome, perché gli affari sono affari, e un personaggetto come il Duca Conte Gentiloni-Mazzanti-Vien-dal-Mare andava stra-bene, mannaggia. Loro (nella persona di Avaaz e di molti altri alias, compreso l’esercito scodinzolante della stampa ufficiale) stanno invitando gli elettori a votare “contro” quella che viene chiamata “estrema destra” (il grillismo è più tollerato, chissà perché … ). Staremo a vedere se gli elettori italiani abboccheranno (di nuovo) all’amo, ormai è questione di poco.

  • Fortunato o raccomandato,caso più unico che raro…
    La Merkel , non regala… (Presta ).

  • In questo momento così grave e drammatico per le future sorti dell’Italia ho deciso di mettermi in gioco dichiarando la mia disponibilità ad entrare in un futuro governo. Date le mie competenze scientifiche, penso ad un ministero che ponga finalmente mano ad una profonda riforma del Sistema Solare in chiave democratica e antifascista. Basta con le differenze di massa: Giove non può essere 1000 volte più grande della Terra. Marte non può continuare a diffondere i miasmi di un bellicismo ormai condannato dalla Storia e Venere sponsorizzare la vetusta idea di un amore esclusivamente eterosessuale: dobbiamo costruire un altro pianeta dedicato ai gay, con fondi ricavati dalla lotta all’evasione fiscale e con l’istituzione di una apposita patrimoniale.

  • Cambiano i ministri ma non la minestra.

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