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FRANCESCO TORRISI

Censimento Patrimonio Arboreo cittadino – Quale il ruolo di CremAscolta

  Ieri 1.3.2021 in una Conferenza Stampa presso la Sala Ricevimenti del Palazzo Comunale, presenti gli Assessori Matteo Gramignoli, Cinzia Fontana, Fabio Bergamaschi, è stato presentato il “Censimento informatizzato e verifica delle condizioni fitopatologiche e di stabilità del patrimonio arboreo della Città di Crema”. Lavoro dello Studio Arboricoltura per conto della soc, “L’ulivo”, appaltatrice del

 

Ieri 1.3.2021 in una Conferenza Stampa presso la Sala Ricevimenti del Palazzo Comunale, presenti gli Assessori Matteo Gramignoli, Cinzia Fontana, Fabio Bergamaschi, è stato presentato il “Censimento informatizzato e verifica delle condizioni fitopatologiche e di stabilità del patrimonio arboreo della Città di Crema”.

Lavoro dello Studio Arboricoltura per conto della soc, “L’ulivo”, appaltatrice del verde pubblico per il Comune.

L’ottimo lavoro, che censisce 5.002 esemplari arborei ad alto fusto cittadini, gestisce in tempo reale gli alberi cittadini e di fatto costituisce il materiale base per gli interventi presenti e futuri di manutenzione /sostituzione.

Nell’esprimere soddisfazione per il risultato concreto raggiunto, ritengo opportuno significare, per sommi capi il decisivo ruolo giocato da CremAscolta in questa partita:

21.02.2018 http://www.cremascolta.it/2018/02/21/basta-tagliare-alberi-sani-citta/

Avevo postato sul blog un articolo dal titolo “Basta tagliare alberi sani in città!” : 7 Bagolari stupendi, di imponente dimensione nella zona oggetto di “Riqualificazione e rigenerazione” progetto Crema 2020, erano stati tagliati!

4.4.2018 http://www.cremascolta.it/2018/04/04/centrali-a-biomassetaglio-alberi/

C’è stato il “riassetto” di Giunta, abbiamo un Assessore all’ambiente nuovo di pacca, Matteo Gramignoli: può essere che ….non sia insensibile al grido di dolore che lanciamo da questo blog?!?
Può essere che l’Amministrazione si doti di una struttura consultiva permanente che, una volta censito il patrimonio arboreo comunale venga consultata a supporto di scelte di intervento sul patrimonio arboreo cittadino?
Noi siamo più che disponibili a “……dare anche 2 mani” e con gente disponibile, volontaria e qualificata!
Ci sentiamo Assessore?

5.4.2018 http://www.cremascolta.it/2018/04/05/la-peste/ in commento del 9.aprile dell’Ass. Gramignoli, il suo dichiarato gradimento alla collaborazione.

MATTEO GRAMIGNOLI

09 Apr 15:06

Buon giorno a tutti….. ringrazio tutti voi per l’attenzione all’ambiente della nostra stupenda città. Vi lascio la mia mail e vi chiedo di creare un gruppo di persone con cui poter parlare e magari costituire un tavolo permanente.
Vi saluto cordialmente.

Io stesso ho coinvolto le persone “giuste”, costituito il “Gruppo di interesse Ambiente e Patrimonio Arboreo Cittadino” nelle persone di Francesco Torrisi (coordinatore) . Valerio Ferrari, Mirko Barbieri, Alvaro Dellera e Davide Severgnini che ha avuto un primo incontro, a palazzo comunale con l’Ass. Gramignoli il 18.5 focalizzando i temi principali: 1) Censimento del patrimonio arboreo, 2) Regolamento del verde pubblico, 3) Capitolati appalti di manutenzione, 4) Azioni di informazione dei cittadini, temi sui quali abbiamo fornito spunti e materiali dai quali partire.

Di seguito il verbale di questa prima riunione:

 

Incontro “Gruppo di interesse Ambiente – Patrimonio Arboreo Cittadino”.

Oggi, alle ore 18, presso il Municipio, è avvenuto il primo incontro con l’Assessore Matteo Gramignoli del Comune di Crema, con il Gruppo di interesse APAC.

Presenti L’Assessore GRAMIGNOLI, il Coordinatore del Gruppo APAC, FRANCESCO TORRISI (CremAscolta blog), VALERIO FERRARI, MIRKO BERBIEREI, ALVARO DELLERA, (DAVIDE SEVERGNINI assente) sottolineata da parte dell’Assessore la volontà di avvalersi della collaborazione volontaria continuativa del Gruppo di interesse al fine di meglio e più produttivamente affrontare i temi competenza del suo Assessorato, mettendo a frutto le competenze dei componenti il Gruppo APAC, il Coordinatore ha consegnato all’Assessore il documento “DECALOGO DELLA GESTIONE DEGLI ALBERI PER GLI AMMINISTRATORI PUBBLICI”, frutto dell’elaborazione condivisa del Gruppo, confidando che l’Assessore lo faccia propio, a definire la “filosofia” ispiratrice del suo agire nell’ambito della delega.

In sintesi sono stati presi in considerazione i seguenti temi sui quali focalizzare l’attenzione nel prosieguo delle attività di collaborazione:

  • Censimento del patrimonio arboreo cittadino – verifica dello stato dell’arte in funzione della necessità di pervenire ad una corretta ed esauriente schedatura , anche in relazione a quanto previsto dalla Legislazione Nazionale e Regionale sugli Alberi Monumentali, finalizzato ad una programmata corretta azione manutentiva.
  • Predisposizione di un Regolamento del Verde Pubblico e Privato del quale il Comune risulta attualmente sprovvisto, ( al proposito viene consegnato all’Assessore da Mirko Barbieri materiale documentario specialistico) ed applicazione di quanto già previsto dagli artt. 39 e 40 del Regolamento Edilizio Comunale.
  • Verifica dei Capitolati di appalto sulla manutenzione del Verde Pubblico in relazione alla qualità degli interventi previsti
  • Individuazione di azioni di informazione della cittadinanza rispetto alle corrette modalità di intervento nell’ambito della manutenzione/valorizzazione del patrimonio arboreo.

E’ emersa in sede di incontro la cordiale, volonterosa, reciproca volontà di cooperazione tra L’assessorato ed il Gruppo APAC, collaborazione che si esplicherà in un’azione continuativa finalizzata a rendere sempre più efficiente la Delega all’Ambiente, nell’ambito degli interventi progettuali ed operativi dell’Amministrazione comunale.

Crema 10.05.2018, il Coordinatore del Gruppo APAC, Francesco Torrisi .

 

A questo incontro ne ha fatto seguito un altro dell’intero Gruppo, e contatti successivi con i singoli membri del Gruppo.

Dopodiche l’Assessore ha operato in autonomia, ottenendo i risultati che ( malgrado l’irrompere della pandemia!) hanno portato al tangibile risultato presentato ieri in Conferenza stampa (alla quale purtroppo l’Amministrazione non ha ritenuto invitarci a partecipare e, personalmente me ne dispiaccio!).

La Conferenza Stampa ha seguito di pochi giorni l’ultimo intervento massiccio di abbattimento alberi a Parco Bonaldi, che ha avuto purtroppo un pessimo impatto sulla cittadinanza , considerata l’imponenza degli alberi segati alla base, il loro elevato numero e la contemporaneità degli interventi (non sarebbe stato il caso di operare per step successivi?).

Questi i fatti sui quali ho ritenuto dare informazione, atteso il fatto che, purtroppo in Conferenza stampa, appunto di questi fatti, non c’è stato cenno alcuno.

Credo che CremAscolta, coerentemente ai sui principi istituzionali, abbia giocato un ruolo determinante nella fase iniziale di informazione dei cittadini, nel loro coinvolgimento con persone esperte di livello, che concretamente hanno dato la loro disponibilità e competenza, nell’impostare correttamente prima il convolgimento dell’ assessorato competente, e poi  le ipotesi di lavoro, sviluppate successivamente dall’Amministrazione Comunale.

 

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nota: Fonte immagine: La Provincialink

 

FRANCESCO TORRISI

02 Mar 2021 in Ambiente

24 commenti

Commenti

  • Un passo avanti, meglio tardi che mai. C’è voluto un po’ di tempo, prima che il Partito Democratico di Crema, dopo la brutta e costosa vicenda di Via Bacchetta, e aver sdegnosamente a lungo ignorato le proteste di più di un migliaio di cittadini, e di 460 persone con nome e cognome, che hanno condiviso una mia lettera di protesta, ogni giorno si aggiungevano, indirizzata alla sindaca, che non ha risposto alla mia missiva pubblicata su un blog locale. Il fatto che jnsieme a Francesco siano stati presenti Valerio Ferrari (che non conosco, ma mi dicono che conosce il Serio come se fosse casa sua), Alvaro Dellera, Mirko Barbieri che sono esperti e appassionati di arboricoltura e ambiente naturale, è un buon segno. Poi, bisognerà vedere se alle parole della politica seguiranno i fatti. Non mi faccio molte illusioni, e mi accontento di poco, di quel poco che c’è in un territorio, quello Cremasco, dove “l’albero”vive male o sparisce, basta avere gli occhi e guardarsi attorno o camminare in campagna; l’unica roba diritta e in piedi e rispettata sono due: il lampione stradale e il granoturco. Le piante no.

  • Bravo Franco, doppiamente perchè hai da solo tutti i meriti, anche se la battaglia è stata condotta a titolo dell’Associazione. Tuttavia ora c’è stato uno strappo: “l’Assessore ha operato in autonomia”. Politicamente, come si reagisce? E tu di politica ne sai!
    Secono punto il “Regolamento del Verde Pubblico e Privato” di cui sttolineo il “Privato”. Già, perché anche in passato abbiamo rispolverato la legislazione, secondo la quale non è vero che in casa sua ognuno possa fare come gli pare, con un elemento verde che è di interesse pubblico ovunque si trovi.
    Qundi nel censimento del patrimonio arboreo cittadino rientrano a tutti gli effetti gli alberi da giardino. E siccome possiamo esprimere indignazione solo a “sega a motore spento e cadavere al suolo”, mi piacerebbe che si faccia chiarezza su questo punto. Non posso certo suonare il campanello del sig. Rossi e fermare il giardiniere di turno, ma sicuramente il padrone di casa dovrà esssere in possesso di qualche documento prima dell’abbattimento di un esemplare storico, o comunque di rielievo, o no?

    • Ti ringrazio di cuore per l’apprezzamento che, arrivando da te è carico di ….peso specifico!
      A suo tempo, ed a varie riprese, però CremAscolta non ha mancato di dibattere assai e anche propositivamente sul tema.
      Tu ora fai molto incisivamente notare quanto sia importante, con tutte le sue connotazioni socio/culturali, definire a livello di regolamenti attuativi, quali possano/non possano essere i comportamenti certo del “pubblico” ma, non da meno, del “privato”.
      L’ultimo, recente “massacro” di “alberi custodi” della chiesa di CremaNuova, ne è stato esempio eclatante!

  • Voto alle prossime comunali Francesco Torrisi; se non ci saràl lui, allora Manuel Draghetti o Alvaro Dellera, o Ardigo’, nonostante non sono un amico di Grillo e non sopporto i partiti personali, che fu funesto già con Di Pietro. O Adriano Tango, che può portare un po’ di vento del Sud, o almeno un po’ di vento, di aria che al paesone mica ci sta per ragioni naturali, per colpa, diciamo cosi del panettone del Monte Guglielmo, della dolomitica Presolana, dei cacciatori bresciani e bergamaschi che sparano anche ai droni perché volano, dei grattasottane del mostro scolastico dei Sabbioni, degli amministratori regionali e provinciali che sono piegati ai Cremonesi, con Lodi a uno sputo. Sì Adriano, fatti sotto che Crema è la tua casa e senza il sud a Crema, il Cremasco sarà sempre e solo il sud est di Cremona, come “L’Italia senza Mezzogiorno sarà solo il sud della Baviera” meraviglioso saggio scritto dallo storico Enzo Ciconte su “Domani” (3.3.21) Ciconte è l’autore di un libro fondamentale “‘Ndrangheta dall’Unita’ ad oggi” Laterza.

    • Marino che caro ragazzo che sei! E simpatico anche! Sulla politica mi avevano attirato nel sindacato, e accettai perché era un gruppo paradinamitardo: facevamo affisssione notturna su cose celate, e simili, ma alla resa dei fatti, quando ho dovuto dimostrare di conosere leggi e regolamenti per aiutare chi chiedeva soccorso, mi son dimostrato inadeguato. Quindi all’adescamento politico ho risposto picche. Facciamo il fare, diffondere il nostro pensiero amplificando questo magic horn che è Cremascolta! Senza disdegnarne altri, mica siamo legati da un voto di castità e dedizione! Conta l’impegno, e se non le idee chiare, un chiaro tentativo per chiarircele.

  • Visto che i giardini pubblici di Crema hanno ottenuto un risultato così lusinghiero nella recente classifica FAI e posto che in questi giardini esistono essenze d’alto fusto di cospicua presenza e notevole importanza, fermi restando gli intenti del censimento (lodevolissimi, soprattutto se non resteranno meri intenti), forse si potrebbe anche cominciare a evitare di mettere, in questi nostri giardini pubblici, baracchini e baracconi, banchetti e banconi, cavistica e cablaggi vari tra tronchi e rami, fumisterie alimentari ed esalazioni di cotture e fritture, attrezzature ludico-ginnico-fieristiche, attrazioni varie da ambulantato in sagra e via dicendo.
    Certo, il taglio immediato e totale di alberi importanti, anche in numero elevato, costituisce uno scempio più eclatante e più facilmente visibile. E cominciare a prendere atto di quanto oggi esiste e va tutelato, è davvero un primo passo molto rilevante. Un forte apprezzamento, quindi, a chi ha preso questa iniziativa.
    Sulle candidature politiche di Francesco e di Adriano, consiglierei di muoversi per tempo. Sappiamo che le grandi manovre sono già in pieno svolgimento.

    • Amigos, personalmente grato e lusingato per la fiducia che mi mostrate, faccio rispettosamente osservare che: 1 non ho l’età e 2 ho gia dato, a suo tempo, pure troppo e, soprattutto nella fattispcie ….”repetita non iuvant mancopeggnente”!
      Qui, su questa piazza, in questo ruolo, posso giocarmela ancora come si deve, y …..nada mas, por favor!
      Quando ai baracchini e baracconi ai giardini, totalmente d0accordo con Pietro, non solo, ma facciamo in modo che con un accordo tra Vigili, Polizia e Carabinieri ci sia sempre qualcuno che che si fa vedere in zona. In modo educato e garbato certo, ma un pubblico ufficiale rappresenta sempre un deterrente contro l’imbecillità, in primis, ed anche peggio, in secundis!

    • Concordo, ma mica sulla candidatura, sui baracchini! Sempre stato contrario ai pachi attrezzati, che poi la baracchina necessita di una base di cemento, la pensilina di legno visto che c’è perché non in PVC mimetico… risultato lo stesso: riduzione del drenaggio e incremento degli scoiattoli!
      Fuori dai piedi della natura!

  • Ha ragione Pietro: quei giardinetti sono spesso un baraccone, ma il fatto e che non hanno ancora trovato un posto ai baracconi da fiera, al cibo da strada, per dare un pizzico di movida che tanto mi piaceva da ragazzo, ed era frustrante perché l’offerta era penosa a Crema, figurarsi a Cumignano sul Naviglio. Essere ragazzo/a a Crema, dopo l’adolescenza c’è da farsi girare i pollici. E oggi qualcosa c’è. Mi diverte che chiamano parchi dei giardini che sono più piccoli di cerre proprietà privata. Mai le cose con il loro nome. Sempre a far luccicare il ferro, come se fosse chissà cosa. Da ragazzino vedevo quei giardinetti (che preoccupavano tanto certe mamme bene, che mandavano i figli ai due licei, e volevano che i loro figli bene facessero il giro largo, per recarsi a scuola, per evitare i drogati), come uno spazio grande; invece è un fazzoletto con un pizzico di verde, un ponticello di legno, due anatre e le mura, splendide, violentate negli anni. Negli ann, pero’ le proporzioni le ho rimesse a posto. Passa un pomeriggio non domenicale al Parco Sempione a Milano, che non è Londra, altro che il Bonaldi e il Porta Serio che sono dei giardinetti.

    • Mai fatto il giro largo, Marino. E nemmeno quelli della mia generazione. Né da noi, né allo scientifico. Anzi. Fino a quando non c’era l’ora legale e veniva scuro prima, verso sera, da ragazzi ai giardini ci si andava in coppiette anche per giri molto … stretti.
      I drogoli e i vagabondi ci sono andati dopo. Quelli che si facevano, ai miei tempi, lo esibivano anche fuori dalle due passerelle, anche durante l’intervallo di metà mattina. Molto libbberi, molto impegnati, molto in attesa dei soliti due o tre amiconi con la roba. I nomi e i cognomi di questi amiconi li conosciamo tutti.
      Oggi è tutto diverso perché si è lasciato che diventasse tutto diverso, anche ai giardini pubblici. E chi ha governato Crema pure lo sappiamo, mandato per mandato. Non ho toccato l’aspetto della gentaglia che oggi gira ai giardini (e al Campo di Marte, e in molte altre aree verdi cittadine) per non andare fuori tema rispetto al post e per non prendermi del fascista e dell’istigatore all’odio, poco sensibile alle istanze esistenziali dei diletti fratelli che ci bivaccano santamente nelle pause tra un reato e l’altro, poverini.
      Basterebbe, stando invece agli alberi e alla massa vegetale, non trasformare i nostri giardini in un luna park dei poveri o in una sagra paesana, con tuti i danni ambientali che alcuni dei componenti del “Gruppo di Interesse APAC” di cui stiamo parlando hanno più volte ottimamente e con grande competenza illustrato, anche in conferenze pubbliche, a partire dal validissimo Valerio Ferrari, non a caso una delle migliori punte di lancia del nostro FAI di Crema.
      Ma forse è meglio tornare più strettamente al tema, quello del censimento degli alberi di pregio e monumentali. E non solo di quelli.

    • Marin se in venti anni da via Diaz sono andate via lucciole, pipistrelli e topi, abbiamo sbagliato noi!
      Se un parco, bello, è senza scoattoli, abbiamo sbagliato noi, perché al Valentino come in tutto il mondo c sono.

  • Io i Verdi Dellera e Ardigò non li voterei di certo. Di acqua sotto i ponti ne è passata però certi ricordi rimangono appiccicati, anche perchè ricordo il centro sinistra di qualche anno fa, di cui facevano parte, che approvò cinema Portanuova e Famila su una via Indipendenza già martoriata da altre calamità innaturali. Ricordo le dichiarazioni di Avaro Dellera che in previsione del parcheggio tra i due insediamenti dichiarò che la situazione nella zona sarebbe migliorata. Così che i residenti della zona avrebbero trovato finalmente uno stallo dove piazzare la loro macchina, dimenticando che tutti i condomini e case singole erano dotate di cortili e garage. Tiè! Poi è vero che dopo 10 anni di amministrazione Ceravolo/Alloni il centrosinistra inaugurò la Grondina e il traffico sulla via diminuì, ma ci vollero due amministrazioni, finche arrivò il centro-destra e in un baleno realizzò, grazie a Beretta, il sottopasso che cancellò le lunghe file al passaggio a livello. Caro Marino, capisco i bagolari di Via Bacchetta, capisco l’albero capitozzato davanti alla brutta chiesa della piazzetta, la chiamavamo così, ma se tu avessi abitato sull’inferno di via Indipendenza cosa avresti fatto?

    • Vero. Bisogna esserci, viverci in un luogo, in una strada per sapere di cosa si parla. Del resto ciò è sempre stata una prerogativa del mio ragionare, giusto o sbagliato, niente parole se non si vivono certe cose, meglio un onesto silenzio. E se stavolta ho bucato, chiedo scusa. Per esempio,
      mi viene in mente quell’ immigrato di 28 anni, che veniva dal Mali, Fallaye Dabo, che sperava in un futuro più degno, da noi, e non l’ha trovato, e si è impiccato; colpa della morosa che l’ha lasciato? Penso di no. Niente è certo, si sa, a parte i soldi che mancano e quelli che li hanno e si dimenticano a volte di averli, e scrivono libri, e pontificano, sul disagio economico altrui Ma per la figlia tanto brava i soldi saltano fuori, se poi è all’estero, come nel caso di Veltroni, le acquistano ( la notizia non è però recente) un’appartamentino a Manhattan, piccolo, certo piccolo, ma lei è appassionata di cinema, e i figli sono i figli, non si può farli vivere sempre in case condivise a condividere sempre il cesso e gli odori. È pur vero che anch’io ho una figlia che ha studiato all’estero, e ora lì lavora, un lusso che ha significato un’ulteriore prestito bancario, e l’orgoglio che ora ho di uno nato poveraccio che ha potuto permettere un futuro alla propria figlia, ma ben diverso, molto diverso da quello drammatico di Fallaye Dabo. So di essere un privilegiato, in fondo. Addio caro Dabo, non so chi sei, ma il Signore lassù che non sempre si occupa di tutti e risponde, non ha mica cinquanta mani, purtroppo, per dare soccorso a tutti cisa dovrebbe fare? Credo che per ovviare alle tante richieste mette la segreteria telefonica, come dice Richard Russo (nel suo eccellente romanzo “Empire Falls”, Il declino dell’impero Whiting), e il disco dice: per peccati di orgoglio, tasto uno. Per peccati di corruzione, (ma potrebbe esserci intasamento delle linee dall’Italia, dico io) premere il tasto due. Lasciate un messaggio, che non sarete richiamati subito, ma al tasto tre c’è l’elenco delle Ave Marie obbligatorie a secondo dei peccati commessi.

  • Anch’io trovo eccessivo il piazzamento dei nostri giardinetti. Forse risparmierei l’angolo delle mura con la roggia, niente di più. Non basta un’inquadratura.

  • Che poi le battaglie ecologiste si riducano al censimento e conservazione di alberi secolari, o decennali o quinquennali, mi sembrano battaglie palliative quando nonostante macchine elettriche, divieti euro 1 2 3 4, diesel o altre limitazioni continuiamo a produrre, a mantenere fabbriche inquinanti pur di mantenere posti di lavoro, battaglie sacrosante, sia chiaro, in attesa di riconversioni, a legittimare terre dei fuochi in assenza di efficaci lotte alle mafie, a non incentivare trasporti pubblici… Ho letto da qualche parte che se dalla Terra sparissero tutti gli alberi avremmo ossigeno sufficiente per campare decine di anni. Quindi dove sta il problema? L’albero del vicino da conservare o la transizione verde, e miracolosa, promessa da questo governo? I problemi vanno affrontati olisticamente, nella complessità, non basta una visione parziale per trovare la quadra al tutto. Visionari cercasi.

    • Si certo, Ivano, però potare/manutenere un albero “come di deve” è un atto ampiamente alla nostra portata, e quindi cominciamo a farlo! Così come raccogliere col sacchettino la cacca del cane, evitare di gettare mozziconi e filtri per terra e non insozzare i margini delle strade buttando di tutto dal finestrino (ma siete andati da Ombriano a Lodi di recente? E’ diventata la strada della “bruttezza”!) e piacevolezze consimili! Io credo davvero nel “just do it” da parte di ognuno di noi, prima di tutto!

  • Francesco, gli alberi secolari costano in termini di monitoraggio e manutenzione. Poi si deve distinguere tra l’albero nella foresta e quello in città, anche in termini di pericolosità. Forse l’estate scorsa, credo un temporale, il bellissimo cedro del Libano di palazzo Premoli Pozzali qualche problemino l’ha creato. Non c’è colpo di vento che non precipiti al suolo alberi con danno alle automobili, ai passanti , a qualche edificio, e anche morte, mi pare a Firenze, alle Cascine qualche anno fa. Succede di frequente al primo colpo divento che questi monumenti della natura provochino danni. La manutenzione costa carissima ad un’amministrazione comunale. Il caso che conosco, privato, è quello di due cedri atlantici in un condominio che fanno discutere sulla necessità di abbattimento: di altezza superiore al condominio, hanno subito, è il caso di dirlo, due interventi. Per alleggerirlo, non provetti giardinieri, in prima potatura, sfrondandoli dei rami più leggeri, hanno impresso la forma di abeti o pini, col risultato di non alleggerimento dei maestosi alberi. In secondo intervento sono stati tagliati alcuni rami pesanti alleggerendone tutta la struttura. In tutti i casi i due cedri si inclinano anche se lentamente, verso sud. Rappresentano un pericolo? I bagolari di via Bacchetta avevano ormai radici in superficie e sappiamo tutti che ammalandosi quelle si ammala anche l’albero. Le radici esterne non vanno calpestate nè devono fare da appoggio alle ruote delle automobili. E difatti io non ho trovato così impattante il taglio quando comunque sono stati sostituiti, anche se con alberi di Giuda a più lenta crescita. In tutti i casi, alberi alti o bassi, non ostacolano la corsa ai condizionatori che creano più danni di qualche fronda in meno. Ma si sa, ormai siamo istericamente incapaci di affrontare qualsiasi temperatura. Condizionatori e riscaldamento a manetta. Sai quanti alberi ci vorrebbero? E sai bene che l’invito “just do it” è accolto da pochissimi.

  • Tutto vero, Ivano, e allora chettedevoddì?
    Come alternativa: teniamoci ….stumundemmierda, e …..auguri!

  • Francesco, il rasoio di Occam, ma non per scegliere la soluzione più facile, ma per stabilire priorità culturali, sociali politiche ed educare a quelle. Pensare in grande, non cercare di mettere pezze qui e là. Visionari cercasi. E’ tutto il sistema da rifondare. Hai presente la globalizzazione? Magari ritornare a riflettere intorno a quella visti i danni che ha provocato, e non parlo solo della pandemia. Sto parlandi dell’economia, delle differenze sociali, dei paesi cannibalizzati, dei miti contemporanei. Sto cambiandole mie opinioni? Non so, ma se anche fosse vorrebbe dire che l’esperienza insegna mettendoci di fronte alla necessità di un enorme cambiamento di rotta. Quando sento che dal Brasile, facendo scalo a Madrid, tre viaggiatori partiti negativi e arrivati positivi alla variante inglese, trasporto in pullman compreso, e quindi altri contagi, verrebbe da dire: che stiano a casa loro, anche se fosse l’Italia, ma fino alla fine voi dal Brasile non vi muovete. Un delirio irrealista? Certamente, ma ricordiamoci che questo maledetto virus è arrivato dalla Cina, dalla globalizzazione. Scusate lo sfogo, ma a me tutta questa modernità comincia a stare sulle balle!

    • Ivano devo tornare a parlarne ammorbandovi? Qesta storia va avanti da 12000 anni, dalla stanzialità-agricoltura-pastorizia. Le epidemie passate erano ancor più massacranti, ma certo, autolimitanti se si fermavano gli scambi, e forse, hai ragione, questo è il punto: a casa propria! Ma nessuno ci crede che forse ci stiamo avviando verso un enorme collasso, continuano vaccino sì, vaccino no…
      Cento anni di discreta vita sono lo sputo di una mosca per la natura che ci aspetta al varco (in senso omeostatico, non vendicativo).
      Se mi va vi posto qualcosa.

  • Diciamo che di epoca in epoca si assiste ad una selezione naturale per cui resistono i più forti. Nuovo Darwin cercasi. Ma se resistono anche gli imbecilli come la mettiamo? E se la scampano quelli che ieri sera hanno ascoltato Berti, Bella e Leali? Dopo un anno di epidemia, limitiamoci all’Italia, l’impressione è che il tira e molla non abbia prodotto proprio niente, se non cambi di vertice. Per salvare l’economia che non mi pare si sia riusciti? Per l’equilibrio psichico degli italiani? Anche questo non mi pare. Ripeto la citazione: la Storia insegna ma non ha allievi.

  • Non so come facciano Barcellona, Valencia e Parigi a progettare alberi di alto fusto, a migliaia in mezzo alla città. Saranno solo progetti per dare qualche soldo ai geometri e alcuni architetti giovani precari. Per ottenere voti dall’elettorato meno campagnolo dei Cremaschi? È possibile. Ma è un fatto che tutti o quasi, a parole, vogliono alberi belli, alti, imponenti e non i problemi che potrebbero creare, dove abitano le persone. Ce n’e’ sempre una per tirarli giù. E ci sono gli avvocati, più avvocati delle cause possibili, in attesa, pronti a fare anche lo sconto pur di intasare i tribunali. Gli alberi che reggono in piedi a lungo con la nostra mentalità, sono fortunati. Dovrebbero, gli alberi, metterli di plastica, cosi la facciamo finita. Non capisco, in verità perché si parla di alberi, di green.Dicono che ci sono alberi nel Cremasco ma io ne vedo qualcuno a Crema, , il viale di Castelleone e poco altro. E tanto spazio vuoto occupato da tutto meno che gli alberi. Eppure c’è un efficienza nel buttar giù piante. Perché siamo diventati come il deserto in attesa che arrivino i tartari, che portano il vento. Come se Crema fosse Trieste. Se ci fosse il pericolo bora a Crema, con la mentalità dei Cremaschi ci sarebbero solo piantine nane, alte la meta’ di Furino, mediano della Juve, piccoletto ma un motorino, negli anni di Cabrini e Cuccureddu. Altro che i bagolari. Ma va la’.

    • Marino, non siamo a Trieste né ai tropici, certo, ma mi pare innegabile che un cambiamento climatico sia in corso.

  • Cerco di essere più chiaro rispetto al globalismo. Da qualsiasi ottica lo si analizzi, da una parte paesi sfruttati, paradisi tiscali, multinazionali, dall’altra terrorismo islamico, immigrazione di difficilissima gestione, virus che si propagano…Momento di transizione che potrebbe trovare un equilibrio? Di fatto la globalizzazione andrebbe rivista tutta. Fino ad ora ha prodotto più danni che vantaggi. Fuori tema, lo so.

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