LOMBARDIA: Referendum per l'autonomia.

..... il referendum di maroni .... - francesco t Argomenti Nazionali

 ….beh, forse è il caso che cominciamo a parlarne!

 Tra un mese, il 22 di Ottobre prossimo, gli elettori lombardi che sceglieranno di partecipare al Referendum, si troveranno di fronte alla possibilità (sperimentando per la prima volta il voto elettronico, ai seggi, gli elettori troveranno quindi dei tablet, e, sommessamente, quanto ci costa questo ….ambaradam?) di votare SI/NO/SCHEDA BIANCA, al seguente quesito referendario :

 “Volete voi che la Regione Lombardia, in considerazione della sua specialità, nel quadro dell’unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116, terzo comma, della Costituzione e con riferimento a ogni materia legislativa per cui tale procedimento sia ammesso in base all’articolo richiamato?

 Si tratta di un referendum consultivo, quindi il cui risultato non sarà vincolante: un referendum consultivo serve infatti per sondare l’opinione dei cittadini e per chiedere il loro parere su un dato evento.

 Niente “separatismo”, niente “secessione”, nulla a che vedere con quanto sta accadendo in Spagna!

 Il riferimento è (addirittura) la Costituzione, l'articolo 116, che al terzo comma, recita:

 “....ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia ….possono essere attribuite ad altre Regioni ( oltre a Friuli-Venezia Giulia, Sardegna, Sicilia, Trentino -Alto Adige/Sudtirol e Valle d'Aosta ndr) con Legge dello Stato su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli Enti locali, nei rispetti dei principi di cui all'art. 119 (che definisce che Comuni, Province e Città metropolitane hanno autonomia finanziaria ndr).

 Evvabbeh, ma allora se è già previsto dalla Costituzione, perchè la Regione Lombardia, nella sua autonomia non l'ha già fatto, “sentiti gli Enti locali” e preferisce mettere in moto un apparato di consultazione diretta dei Cittadini (che ci costerà qualche decina di milioni di euro), considerando poi il fatto che il Referendum ha natura esclusivamente consultiva e non è previsto quorum (la consultazione sarà ritenuta “valida” qualsiasi sia il numero dei partecipanti )?

 Questi i “fatti”, ognuno faccia le considerazioni che ritiene più opportune e ne tragga le conseguenze anche personali e ….comportamentali.

 

 

 

Comments (45)

  • Adriano Tango

    Adriano Tango

    24 Settembre 2017 at 08:24 |
    Il segno di un effetto domino, molto di pancia e poco riflettuto nel quadro mondiale e rischi connessi. Ma non apriamo iol referendum anzitempo (non sto votando pe intenderci)
  • RITA R

    RITA R

    24 Settembre 2017 at 15:09 |
    Personalmente trovo scandaloso che nel Terzo Millennio esistano Regioni autonome quali Friuli-Venezia Giulia, Sardegna, Sicilia, Trentino -Alto Adige/Sudtirol e Valle d'Aosta.

    Autonome da che? In base a cosa?

    In realtà si tratta di pozzi senza fondo che assorbono una quantità smisurata di danaro. La Sicilia ne è l'emblema. Consiglio e dipendenti regionali si auto-stipendiano come meglio credono, hanno agevolazioni pensionistiche "personalizzate" e pagano di meno in generale spendendo molto, ma molto, di più. Significative sono state alcune "battaglie" dei comuni veneti "frontalieri" che qualche anno fa volevano "annettersi" al Trentino, addirittura rivendicando eredità etniche e linguistiche, perché oltrecortina era una pacchia su tutta la linea.

    Tutti lo sanno ma nessuno fa niente. Voi avete mai sentito un politico destra/sinistra parlare di abolizione delle Regioni a statuto speciale? Io, mai. E' chiaro che in un simile contesto, dove le cicale se la godono e le formiche sgobbano, queste ultime cerchino di difendersi come possono. E tra esse c'é la Lombardia, che versa allo Stato la bellezza di 54 miliardi l'anno in cambio di semplici trasferimenti in materia di spesa pubblica. Prendi uno e paghi dieci. Più che di una questione di "pancia" (che palle con 'sto mantra) parlerei piuttosto di puro e semplice portafoglio.

    Cosa significa (art. 119) che Comuni, Province e Città metropolitane, sempre che la Regione sia d'accordo, hanno autonomia finanziaria? Forse che possono "trattenere per sè" parte dei 54 mld. di cui sopra? Nemmeno per sogno. vuol dire semplicemente che sono escluse dal patto di stabilità e, quindi, se alzeranno le tasse locali avranno più soldi da spendere. Una trovata davvero grandiosa.

    Lo Stato centrale vuole i "suoi" soldi, punto e basta. Per il resto non entra nel merito, anche perché se un Comune o una Regione diventano come lo sceriffo di Nottingham la colpa è di qualcun altro e non sua. Nelle campagne elettorali, ormai perenni, il dato non conta.

    Non ci sarebbe stato bisogno di nessun referendum se le Regioni a statuto speciale fossero state eliminate. Ma, purtroppo, ci sono ancora. sono vive e vegete. Evidentemente il referendum lombardo del 22 ottobre non ha il potere di eliminarle, solo il Parlamento può farlo. Si tratta senza ombra di dubbio di un voto "politico", che non cambierà le cose nell'immediato, ma se adesso ci mettiamo a discutere sul costo dell'espressione del voto poi non lamentiamoci se la partecipazione è sempre più scarsa. Tra l'altro, per la prima volta nella storia d'Italia, il voto sarà digitale, alla faccia delle vecchie e costose scartoffie, quindi si dovrebbe spendere (in teoria) di meno.
    • Adriano Tango

      Adriano Tango

      24 Settembre 2017 at 19:16 |
      BRAVA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
      Quelle esistenti sono sanguisughe amorali, e quel che è peggio, aboliscono ogni concetto di malaffare gestionale fra nord e sud. In pratica chiudono ogni discussione sull'opportunità di confederalizzazione.
      E mi tiri ancora dentro in politica extra, ma io non volevo!
  • Francesco T

    Francesco T

    10 Ottobre 2017 at 13:12 |
    ....sto referendum, per decidere nulla, ci costa una tombola di euro! Maroni & c.si sono inventati anche il voto elettronico e via a comperare ....giocattoli!
    Io proprio non ci vado e vedere come hanno buttato via i soldi (anche miei)!!!!
    • RITA R

      RITA R

      10 Ottobre 2017 at 18:32 |
      Credo che i cittadini lombardi che ogni anno inviano 54mld allo Stato centrale possano ben permettersi un referendum. A maggior ragione dopo aver contribuito come azionisti di maggioranza a quelli di tutti: prima i radicali (ricordate l'anno dei 17 in un sol giorno? roba da spararsi), poi i dipietrini e infine i professionisti dell'inutile che ci hanno mandato a votare per abolire il finanziamento pubblico ai partiti (che cambiando nome e' aumentato) e per l'acqua "pubblica" (ben sapendo che la normativa europea impone una compartecipazione privata).

      Speriamo che lo Stato prenda esempio da questo voto elettronico e abolisca tutte le scartoffie che foraggiano un indotto corposo e mai neutro. Ci vuole un quid in piu' per aggiudicarsi gli appalti. Allora si, che cominceremo a parlare di risparmi.
    • Francesco T

      Francesco T

      10 Ottobre 2017 at 19:13 |
      ....si parla di 55milioncini di euro! Mica ceci......
      • Ivano Macalli

        Ivano Macalli

        10 Ottobre 2017 at 19:46 |
        E soldi sprecati, in piu' pubblici. Ho inviato un documento della Diocesi di Bergamo, ma niente contro, cioè non ho letto nessun commento che entri nel merito. Solo commenti di parte, senza troppe analisi. Capisco la corposita' del documento, ma un po'di fatica si deve pur fare. Non va bene così.
  • RITA R

    RITA R

    10 Ottobre 2017 at 22:25 |
    Senza saper ne' leggere ne' scrivere, a me sembra che avere qualche milioncino in piu' dai spendere sui territori (Crema inclusa), valga la botta.

    Come fanno a essere di parte i commenti sul referendum se votano tutti (Pd, Lega, Forza Italia e M5s in ordine sparso) per il SI? Certo, avremmo fatto prima se avessero legiferato in questo senso, visto che sono tutti d'accordo, ma forse e' chiedere troppo ....
    • Ivano Macalli

      Ivano Macalli

      11 Ottobre 2017 at 06:07 |
      Prima di tutto vedremo in quanti voteranno, poi...Anche in Catalogna, ripetendo che non è la stessa cosa, tra unionisti e dialoganti (dopo) non ci sono andati tutti alle urne. In tutti i casi non è scontato che si porti a casa qualcosa, di milioncini intendo, tra tempi della politica e prossime elezioni.
      • RITA R

        RITA R

        11 Ottobre 2017 at 08:07 |
        L'Italia ha una lunghissima tradizione di mancato raggiungimento del quorum. Qui pero' il problema non si pone. E sinceramente, un lombardo che tifa affinche' una consultazione che potrebbe portare piu' soldi da spendere per la comunita' vada a ramengo, mi suona tanto come la famosa barzelletta della moglie tradita che per fare un dispetto all'amante toglie di mezzo il marito.
  • Ivano Macalli

    Ivano Macalli

    11 Ottobre 2017 at 07:13 |
    Altrimenti: ma se sono d'accordo tutti, perché si fa? Non basta chiedere il 116? Perché altrimenti che Costituzione è se non viene applicata? O si fa perché si sono trovati tutti dopo? In tutti i casi soldi sprecati. Coi tablet poi. Basta questo per inibire il voto a tanti cittadini non avvezzi all'elettronica. I tablet resteranno alle scuole? Altra stupidata. Siamo ormai dotati tutti o quasi di lim in classe e laboratori di informatIca. Dove non ci sono è perché le scuole non sanno gestire i bilanci.
    • RITA R

      RITA R

      11 Ottobre 2017 at 08:13 |
      Ma tu hai visto come si vota col tablet? Guarda su you tube, ti renderai conto che e' molto piu' semplice della solita scheda col quesito da sibilla cumana.

      Dai, ammettilo, sei prevenuto.
      • Ivano Macalli

        Ivano Macalli

        11 Ottobre 2017 at 08:34 |
        Nessun pregiudizio, ma con una fetta maggiore da spartire...e in Lombardia di esempi ce ne sono due o tre mica da ridere. Anche in Veneto, tra inquinamenti varie non ho pronti altri esempi, sai l'età!, da far dire: dopo la Catalogna il Radicchio. Figurati che adesso alzano la cresta anche i Sardi. A quando Crema indipendente?
        • RITA R

          RITA R

          11 Ottobre 2017 at 09:02 |
          Cosa cavolo c'entri la Catalogna col referendum del 22 ottobre nessuno lo sa. Mi chiedo soltanto come mai i passionari come te non abbiano mai aperto bocca sulle cinque regioni a statuto speciale, di cui la Sardegna che citi fa parte.
          • Ivano Macalli

            Ivano Macalli

            11 Ottobre 2017 at 10:06 |
            Ti sbagli perché Non leggi mai con attenzione gli scritti degli altri. Non ho detto che sono la stessa cosa e delle regioni a Statuto speciale ne ho già parlato anch'io. Le abolire immediatamente, non hanno ragione di esistere.
      • Ivano Macalli

        Ivano Macalli

        11 Ottobre 2017 at 08:47 |
        Mai detto che non saprebbero farlo, anche se alle poste vedi ancora pensionati che ritirano i soldini allo sportello. Significa, e lo sappiamo tutti che, come dice Pier,o in Italia si usano meno card che in Kenya, se non sbaglio paese.
        • RITA R

          RITA R

          11 Ottobre 2017 at 09:04 |
          E quindi? Parliamo di referendum o di pensioni?
          • Ivano Macalli

            Ivano Macalli

            11 Ottobre 2017 at 10:09 |
            Adesso mi incazzo. Il discorso si era allargato, e mi sembrava pertinente, stavo parlando del nuovo strumento di voto.
  • Ivano Macalli

    Ivano Macalli

    11 Ottobre 2017 at 07:25 |
    E a scuola ormai andiamo tutti con pc o tablet personali. Ma questo non c'entra, perché altrimenti dovremmo elogiare la generosità di Renzi, anche perché ha innescato un bel mercato di regali o scampi. Chi è già attrezzato mette il bonus sul mercato.
  • Francesco T

    Francesco T

    11 Ottobre 2017 at 11:15 |
    Raga, però mi pare si sposti la questione, nessun dubbio che , semplicemente applicando quanto previsto dalla carta costituzionale, con maggior autonomia, si potrebbero ( si, potrebbero! Magari con amministratori come si deve) fare buone cose. Ma perché buttare un paccata di milioni? Coda di paglia? Mr president Maroni, ai tempi era al governo col berlusca, quando arrivo' analoga richiesta proprio dalla Reg Lombardia e....non ne fecero nulla e, ai tempi avevano anche un bella maggioranza, mi pare!
    • RITA R

      RITA R

      11 Ottobre 2017 at 15:23 |
      Per come la vedo io, e non solo io, le alternative erano due:,a) buttare una paccata di milioni; b) aspettare l'anno domini 3.084 prima che il tema entrasse nell'agenda del governo. Si e' optato per la prima ipotesi e, sinceramente, con tutti i soldi che sprechiamo ( non spendiamo) ogni anno, non vedo dove sta lo scandalo.

      Ma siamo ancora qui a parlare di Berlusconi? Siamo capaci di guardare avanti, o sappiamo solo rimuginare sul passato?
  • Francesco T

    Francesco T

    11 Ottobre 2017 at 15:56 |
    ....non capisco proprio Rita il significato del tuo ultimo paragrafo!
    Io non parlo per nulla di B, anzi non ne scrivo nemmeno il nome, per me non esiste!
    Io ho detto che con "Risoluzione n. 0005 concernente l’iniziativa per l’attribuzione alla Regione lombardia di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione." il 5.12.2006, il Consiglio Regionale aveva approvato "Proposta di risoluzione n. 5 “Risoluzione concernente l’iniziativa per l’attribuzione alla Regione Lombardia di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia ai sensi ......" e che allora Maroni era al Governo con B e che non ne fecero nulla!
    Spero di essere stato chiaro!
    Tutto ciò non c'entra nulla con il tuo... "Ma siamo ancora qui a parlare di Berlusconi? Siamo capaci di guardare avanti, o sappiamo solo rimuginare sul passato?!" Spero sia chiaro....
    • RITA R

      RITA R

      11 Ottobre 2017 at 22:25 |
      D'accordo, Berlusconi premier e Maroni ministro non fecero nulla. Acqua passata non macina piu'. Oggi, nel 2017, sono cambiati gli equilibri italiani ma, soprattutto, e' cambiato il mondo. Quello che non e' stato fatto dieci anni fa (forse) puo' essere fatto adesso. Perche' non tentare.
  • PIERO CARELLI

    PIERO CARELLI

    11 Ottobre 2017 at 16:49 |
    Il mio parere è semplice: se entriamo "nel merito" del referendum consultivo, non vedo ragioni per votare no.
    La Lombardia è pronta, grazie alla sua macchina burocratica, di gestire nuove competenze oggi in mano allo Stato centrale? Se sì, va benissimo ed è naturale che chieda le risorse necessarie.

    Certo, come insiste Franco, avrebbe potuto scegliere la strada più istituzionale ed evitare il costo di 50 milioni di soldi pubblici: su questo siamo d'accordo.

    Ma la politica non è così lineare.
    Il referendum è una... genialata della Lega: a ridosso della scadenza elettorale della Regione, a ridosso delle elezioni politiche.
    Se andrà a votare oltre il 50% degli aventi diritto (so che non è previsto alcun quorum), sarà un successo strepitoso per la Lega e sarà un grande volano per le prossime elezioni regionali e politiche.
    E' questa l'unica ragione per cui esistono forze politiche che stanno lavorando per l'astensione.
    • RITA R

      RITA R

      11 Ottobre 2017 at 22:43 |
      Non sono d'accordo, e so di essere in buona compagnia. Credo che il cittadino lombardo medio se ne freghi altamente dei vecchi giochetti del se voto SI faccio un favore alla Lega ma se non vado al seggio di sicuro la danneggiò. Cosi' come i paesi veneti confinanti con il Trentino tentano l'annessione" per pagare meno tasse e avere maggiori agevolazioni, persino stipendi piu' alti, anche i lombardi sperano di diventare come i residenti in Trentino Alto Adige. Sbaglia in pieno chi applica il politichese al senso comune. E' roba vecchia. Superata dai fatti. Oggi i cittadini, in particolare i giovani, si fanno quattro conti e poi decidono cos'e' meglio. Come dar loro torto.
  • Francesco T

    Francesco T

    11 Ottobre 2017 at 18:27 |
    ....e questa , Piero, e' la ragione pet la quale per la prima volta nella mia vita disertero' una chiamata alle urne!!!
  • PIERO CARELLI

    PIERO CARELLI

    12 Ottobre 2017 at 18:00 |
    Se leggi il referendum con gli... occhiali di Rita, la tua scelta è più che legittima. E se fosse così, io voterei un sonoro NO (so, Ivano, che tu sei un purista della lingua italiana, ma mi è venuto spontaneo usare questo aggettivo).
    Non si tratta - sulla base di quello che ho colto, anche grazie al documento che ci ha fornito Ivano - di diventare come il Trentino Alto Adige, e pagare così meno tasse, prendere stipendi più alti, sottraendo risorse alla regioni meno economicamente sfortunate, ma di chiedere più competenze e le risorse necessarie per espletarle.
    Siamo abissalmente lontani dalla lettura di Rita.
    Il modello delle regioni a statuto speciale o delle province autonome non ha nulla a che vedere col refe referendum della Lombardia e del Veneto.
    • RITA R

      RITA R

      12 Ottobre 2017 at 19:17 |
      "Sottraendo risorse alle regioni piu' sfortunate", mi dispiace ma non lo accetto. E' una fake new in piena regola. Prenditi la briga Piero, di confrontare la busta paga di un qualsiasi dipendente pubblico locale (provincie, comuni e regioni) della Lombardia - visto che stiamo parlando di questo - e della Campania, o della Calabria, e avrai sorprese che neppure immagini. Oppure, prendi la pianta organica del comune di Crema e mettila su un piatto della bilancia con quella di un Comune omologo campano o pugliese per calcolare i rispettivi dipendenti in servizio. Dopodiche' riparliamo della cosiddetta "sfortuna", che c'e' di sicuro, ma non sta dove pensi tu. E ho solo fatto un esempio tra mille altri.

      Il modello delle regioni a statuto speciale e delle provincie autonome c'entra eccome con il referendum del 22 ottobre: qualora Lombardia e Veneto, azioniste di maggioranza dell'azienda-Italia, trattenessero anche solo un 20% di quanto mandano alle casse centrali, e' ovvio che gli stanziamenti ai "privilegiati" sarebbero inferiori. La coperta, quella e'. E caliamo un velo pietoso sulle pezze che annualmente dobbiamo mettere al bilancio della citta' di Roma, completamente fuori controllo. Mi sa tanto che Bossi negli anni '80 ha sbagliato a coniare lo slogan "Roma ladrona", suona decisamente meglio "Roma sprecona".

      Comunque da donna (pratica), e per di piu' genovese, non andrei mai contro i miei interessi per fare una ficca a un partito politico, nella fattispecie la Lega Nord. Il risultato sarebbe quello che il partito rimane mentre io ci ho rimesso.

      Comunque, al netto delle opposte posizioni, mi sono fatta l'idea - forse sbagliando, non so, ma non ho mai preteso di avere la verita' in tasca - che se questo referendum lo avesse proposto il Pd invece della Lega molti di quelli (esclusi i presenti) che gli stanno facendo le pulci ci troverebbero tante cose buone. L'Italia e' un paese fatto cosi': se ti porti avanti ti detestano e se rimani indietro ti criticano; gli accusatori, normalmente, sono quelli che non fanno nessuna delle due cose.
      • RITA R

        RITA R

        12 Ottobre 2017 at 19:43 |
        E concludo: da residente in regione Lombardia io tornero' apposta da Genova (nonostante il mare d'ottobre sia sempre il migliore) per votare SI. Dal mio punto di vista questa e' la cosa giusta da fare. Sono curiosa di vedere cosa faranno i lombardi, se avranno uno scatto di orgoglio o se preferiranno fare come la moglie della famosa barzelletta.
  • PIERO CARELLI

    PIERO CARELLI

    12 Ottobre 2017 at 22:56 |
    Mi sono già espresso in modo chiaro: ritengo iniquo sottrarre risorse alle regioni economicamente sfortunate (non a quelle incapaci, mal gestite, sprecone...).
    La solidarietà è ciò che unisce una comunità, ma non la solidarietà con i fannulloni, i parassiti...!
    • RITA R

      RITA R

      13 Ottobre 2017 at 08:26 |
      Credo anch'io di essermi espressa chiaramente: in ogni famiglia che si rispetti cicale e formichine non possono convivere in eterno. Non e' giusto per entrambe perche' le prime non si responsabilizzeranno mai mentre le seconde continueranno a sgobbare. Qui non c'entra la "sfortuna", ne' la "fortuna", caratteristiche che riguardano principalmente i biglietti della lotteria.

      Mi sembra che tu ed io, Piero, rappresentiamo abbastanza bene le "due italie" che da decenni, in pratica dal dopoguerra, esistono in questo strano Paese, che dio solo sa se un giorno diventera' nazione.
  • PIERO CARELLI

    PIERO CARELLI

    13 Ottobre 2017 at 11:38 |
    Hai uno strano modo di... dedurre, Rita: una volta che siamo d'accordo, mi collochi nell'Italia degli spreconi...
    Come? Io che sono un lamalfiano, un calvinista, che ha da sempre tuonato contro gli sprechi?
    Suvvia!
    Non ho la pretesa, Rita, che tu mi legga (ognuno legge quello che vuole, magari solo se stesso).

    A proposito, poi, dell'ipotesi della Lombardia come una regione a statuto speciale, si tratta di uno scenario che è... matematicamente impossibile perché comporterebbe una legge costituzionale che richiedere una lunga procedura con maggioranze in parlamento che non esistono, neppure in seguito a un successo straordinario che la Lega dovesse avere alle prossime elezioni: riesci a immaginare tu i parlamentari eletti nel Centro e nel Sud che votino a favore della Lombardia quale regione a statuto speciale, a loro danno?
    L'unica strada percorribile sarebbe una "rivoluzione": ti metti tu, Rita, a capo di questa rivoluzione, scavalcando lo stesso Salvini a destra?
    • RITA R

      RITA R

      13 Ottobre 2017 at 13:33 |
      Chi ha parlato di "Lombardia a statuto speciale"? Non e' questo l'intento del referendum del 22 ottobre. E' arcinoto che cio' e' impossibile. Il Parlamento non fara' mai una legge che vada contro i propri interessi.

      Qui, molto semplicemente, si parla solo ed esclusivamente di una maggiore autonomia amministrativa, e quindi impositiva. E' troppo?
  • Adriano Tango

    Adriano Tango

    13 Ottobre 2017 at 13:53 |
    Ragazzi
    io uomo ibrido, penso che fin quando il sud innalzerà la bandiera dell'orgoglio territoriale, in reazione al nord leghista, invece di accelerare il cambio di marcia, ci sarà poco da fare. Qui non si tratta di sfortuna: un lungo processo storico di sottomissioni ed elargizioni, che si è innestato su un antecedente sistema clientelare latino, il tutto aggravato da un'unità imposta, ha prodotto il danno. Quando sono giù e sento urlare: "Viva il sud!" e penso in quanto poco tempo il degrado nelle pubbliche Istituzioni sia avanzato, non sento più legami con quella radice, che del resto non è di nascita né quasi di abitazione, ma solo genetica. Ho sperimentato, e vi assicuro che dover assumere un consulente per difendersi da tasse inventate, tentare di dare in gestione parte della casa al mare per poi scoprire che ci abbiamo perso sia il gestore che io, pagare una multa e scoprire che la polizia urbana è composta da tutti graduati, mentre qui l'ufficiale è unico... non va. Eppure ci sono ingegni che forse sono stati sopiti proprio dal garantismo, imprenditori capaci di sfidare l'assenza i infrastrutture e la concorrenza estera, e questo mi fa una rabbia tremenda, e forse è ancora il legame di stima che mi fa tornare periodicamente lì, oltre alla constatazione della presenza di veri vecchi galantuomini e colti pensatori con cui discutere.
    • RITA R

      RITA R

      13 Ottobre 2017 at 17:06 |
      Sono un ibrido anch'io che fin dagli anni dell'asilo fa paragoni e nota, annota, le differenze. Anche i liguri, come i napoletani, sono stati "rovinati" dall'assistenzialismo di Stato voluto per mantenere un certo clientelismo elettorale che, per fortuna, si e' ormai sgretolato. E' una storia lunga, come dici tu, e non staro' a dilungarmi, non e' il caso. Vedo adesso la fatica che stanno facendo i miei conterranei per recuperare il tempo perduto e mi dico che oggi, con il globalismo che morde e divora, certe cose non possono piu' esistere. Mai piu'. Se vuoi uccidere moralmente un uomo, pagalo per stare a far niente e lo avrai in pugno.

      Mi sembra che, se invece di 54mld l'anno, la Lombardia ne dovesse mandare un po' di meno, sarebbe una manna dal cielo. Al sud verrebbe avviata per forza di cose una riduzione della spesa pubblica (fuori controllo) mentre al nord si comincerebbe a parlare seriamente di bonifica del territorio. Ce n'e' da fare, dopo settant'anni di sviluppo selvaggio.

      La mia coscienza civica mi suggerisce di andare a votare per il Si, non intendo in alcun modo fare proseliti, ognuno risponda alla.sua.
  • PIERO CARELLI

    PIERO CARELLI

    13 Ottobre 2017 at 18:08 |
    Continui a sorprendermi, Rita. Te lo dico come osservatore attento al pensiero altrui, non certo per criticare chicchessia.
    Io scrivo che le regioni a statuto speciale non hanno nulla a che vedere con il referendum della Lombardia.
    Tu mi rispondi: "Il modello delle regioni a statuto speciale e delle provincie autonome c'entra eccome con il referendum del 22 ottobre".
    E ora dici: "Chi ha parlato di Lombardia a statuto speciale?"

    E', mio avviso, un modo a dire poco tortuoso di argomentare.
    Ma questo va benissimo: ciò che conta è che siamo d'accordo su due temi (siamo tutti estremamente critici nei confronti delle regioni sprecone con i soldi delle regioni ricche e virtuose; sappiamo ambedue che il referendum non ha a che vedere con la richiesta di una regione a statuto speciale): non è molto?
    Si tenga conto che ce ne sono di persone che fraintendono il termine di "autonomia": chi la traduce addirittura come indipendenza (ancora di più della regione a statuto speciale).

    Ma... a proposito di discorsi tortuosi, leggo oggi che il presidente della Regione Emilia-Romagna ha attivato la procedura (siamo per ora alle consultazioni di enti locali e di associazioni di categoria) per chiedere al governo la stessa autonomia che Lombardia e Veneto chiedono con un referendum consultivo. Si potrà dire che lo fa al traino della Lega: è possibile. Ma la cosa che mi sorprende è che nel consiglio regionale la Lega non ha votato a favore di questo iter.
    Strano? Forse no: chi è all'opposizione deve fare l'opposizione dura, su qualsiasi tema, anche di un tema cara alla Lega (questa vorrebbe indire un referendum consultivo per separare l'Emilia dalla Romagna).

    Io, in politica (mi si perdoni l'espressione), non ci sarei stato un giorno solo!
    • RITA R

      RITA R

      13 Ottobre 2017 at 18:38 |
      Ma che confusione!

      -Il referendum c'entra eccome ( politicamente) con le ragioni a statuto speciale perche' se queste non esistessero, probabilmente, nessuno si sarebbe mai sognato di indire un referendum come quello del 22 ottobre;

      - con il referendum la Lombardia non chiede (perche' non puo') lo "statuto speciale", per cui non c'entra con quest'ultimo.

      Credo che la differenza del nostro argomentare risieda nel fatto che a te interessano le posizioni dei vari partiti mentre a me non importano un bel niente. Ne faccio una questione di praticita' e buon senso. Alla Lombardia conviene o non conviene esprimersi in questo senso? La mia risposta e' SI, e sommariamente ne ho spigato i motivi. La tua invece e' NO. Sinceramente di quello che la Lega fa, o non fa, in Emilia Romagna o altrove m'importa poco. Aspettiamo i risultati, se ce ne saranno, poi si vedra'. In questo, credo di rappresentare la media degli italiani, ai quali, come ho detto, interessano due cose soltanto: lavoro e sicurezza/immigrazione. Con una maggiore autonomia amministrativa ed economica verrebbero gestiti meglio anche quelli. Mi sembra un pensiero semplice.
      • Francesco T

        Francesco T

        13 Ottobre 2017 at 18:45 |
        ....si, più che semplice ....."semplificato" Rita, e ....parecchio, pure!
        • RITA R

          RITA R

          13 Ottobre 2017 at 21:47 |
          ????????
  • PIERO CARELLI

    PIERO CARELLI

    13 Ottobre 2017 at 18:47 |
    Ma chi mai ha detto che io voterei NO?
    Non ti pare di avere un po' troppa fantasia?
    Io ho solo detto che siamo di fronte a una genialata, cioè a un colpo di genio della Lega (sotto il profilo elettorale), entrando nel merito del referendum, ho precisato che non vedo alcuna stranezza nel voler chiedere più competenze e le relative risorse per sostenerle.
    Tutto qui.

    Mi interessano i partiti?
    A me interessano i problemi da risolvere, però mi piacerebbe vedere i partiti... coerenti, ma la coerenza in politica (partitica) non c'è, o non c'è quasi mai.
    • RITA R

      RITA R

      13 Ottobre 2017 at 21:44 |
      Ah be', allora se non voterai NO (anche non andare al seggio e' "no"), sara' un SI. Non c'e' altra alternativa. In tal caso, l'unica differenza tra le reciproche motivazioni e' che a te interessa la "genialata" della Lega (ne riparleremo il 23 ottobre, mai mettere il carro davanti ai buoi) e a me no. Ai mezzi preferisco il fine.
    • Adriano Tango

      Adriano Tango

      14 Ottobre 2017 at 08:11 |
      Il nostro Sindaco chiede di votare e votar sì, lasciando da parte appunto la logica dei partiti e delle opposizioni
      • RITA R

        RITA R

        14 Ottobre 2017 at 08:27 |
        Meno male che ci sono le donne.
  • PIERO CARELLI

    PIERO CARELLI

    14 Ottobre 2017 at 19:01 |
    Inizio oggi a "studiare" per il referendum (in una settimana, credo, di riuscire a capire qualcosa) e scopo che il famoso articolo 116 su cui la Regione Lombardia ha costruito il referendum è un retaggio di una riforma del centro-sinistra, riforma avviata al tempo del governo D'Alema e poi confermata, con referendum costituzionale confermativo, dal popolo.
    • Francesco T

      Francesco T

      16 Ottobre 2017 at 09:48 |
      ....attendiamo con palpitante curiosità il fine settimana, per essere messi a parte di quanto "ha capito", padron Piero.....

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